La tradizione dell’albero di Natale in Piazza Duomo a Siracusa è relativamente recente, ma in breve tempo è divenuta un elemento centrale delle festività cittadine. Nei primi anni 2000 il Comune iniziò a installare in piazza grandi abeti addobbati, investendo somme ingenti: secondo l’amministrazione attuale, prima del 2013 si spendevano non meno di 40 mila euro l’anno per l’albero natalizio del Duomo. Ad esempio, si vociferò che il solo allestimento del 2010 fosse costato circa 30 mila euro. Erano alberi che molti ricordano con nostalgia, esemplari naturali imponenti decorati con ricche luminarie. Tuttavia, con la crisi finanziaria dell’ente intorno al 2012-2013 si impose una drastica riduzione dei costi e un cambio di rotta: la nuova amministrazione puntò su soluzioni più economiche ed ecologiche, promuovendo iniziative all’insegna del riuso e della sostenibilità.
Parallelamente, si è andata consolidando la prassi di montare l’albero solo dopo il 13 dicembre (giorno di Santa Lucia), per evitare interferenze con la folla che partecipa alla processione della patrona in Piazza Duomo. Ciò distingue Siracusa da altre città siciliane, dove gli alberi si accendono già per l’Immacolata (8 dicembre), e talvolta genera impazienza e polemiche locali per il “ritardo” nell’allestimento. Un’eccezione significativa si ebbe nel 2020, quando – annullata la processione di Santa Lucia per la pandemia – l’albero fu installato in anticipo e acceso il giorno dell’Immacolata. In generale Piazza Duomo, considerata il “salotto buono” della città e sito UNESCO, richiede allestimenti natalizi equilibrati e rispettosi del contesto monumentale, cercando al contempo di trasmettere lo spirito festivo ai siracusani e ai visitatori.
| Tipologia | Decorazione natalizia pubblica (albero di Natale) |
|---|---|
| Luogo | Piazza Duomo, Siracusa |
| Attivo dal | Anni 2000 (prime attestazioni certe dal 2008) |
| Frequenza | Annuale, periodo natalizio |
| Accensione | Dopo il 13 dicembre (Santa Lucia) Eccezione: 2020 (8 dicembre) |
| Organizzazione | Comune di Siracusa (talora con sponsor privati) |
Contesto e organizzazione
Non risultano precedenti storici significativi di alberi di Natale in Piazza Duomo nel secondo dopoguerra: la piazza stessa per molti decenni fu adibita a parcheggio e le celebrazioni natalizie siracusane si svolgevano in forme diverse (presepi, concerti di Capodanno, ecc.). La consuetudine di installare un albero natalizio monumentale nel cuore di Ortigia emerge come novità soltanto dagli anni 2000, con prime attestazioni certe attorno al 2008. In quel periodo il Comune di Siracusa adottò lo stile tradizionale: grandi abeti naturali addobbati con luci e decorazioni classiche, posti al centro di Piazza Duomo come simbolo delle festività. Questi primi alberi, pur molto apprezzati per l’impatto scenografico, comportavano spese elevate a carico dell’ente pubblico (stime parlano di circa 30-40 mila euro l’anno). La crisi finanziaria che investì l’amministrazione comunale intorno al 2012 costrinse però a ripensare radicalmente l’organizzazione degli allestimenti natalizi.
A partire dal 2013 si inaugurò una nuova linea improntata alla sostenibilità economica e ambientale. La gestione passò dall’acquisto di costosi abeti e luminarie a formule creative a basso costo: riciclo di materiali, concorsi di idee per installazioni ecologiche e, negli anni successivi, noleggio di strutture luminose riutilizzabili. L’organizzazione dell’albero in Piazza Duomo rientra oggi nel più ampio piano delle luminarie natalizie cittadine, spesso affidato mediante appalto a ditte specializzate che allestiscono sia il centro storico sia i quartieri periferici. Una particolarità logistica di Siracusa è il vincolo legato a Santa Lucia: per motivi di sicurezza e tradizione, l’albero nel Duomo viene montato solo dopo il 13 dicembre (giorno in cui la piazza ospita migliaia di fedeli per la festa patronale). Fatta salva l’eccezione del 2020 (quando la processione fu annullata e l’albero acceso già l’8 dicembre), questa regola comporta un ritardo “programmato” nell’accensione rispetto ad altre città, con la necessità di completare l’allestimento in pochi giorni tra il 14 e il 20 dicembre. L’organizzazione deve quindi essere calibrata attentamente: le strutture vengono montate a ridosso delle celebrazioni luciane e smontate subito dopo l’Epifania, per minimizzare l’impatto sulla piazza.
Va sottolineato che Piazza Duomo – patrimonio UNESCO e cuore barocco di Siracusa – impone una sfida di equilibrio agli organizzatori. Ogni installazione natalizia nel “salotto buono” cittadino deve rispettare la sacralità e monumentalità del contesto (ad esempio evitando di occludere la vista della Cattedrale o deturpare la pavimentazione) ma al contempo trasmettere il calore festivo e magari suscitare meraviglia. Negli anni, questo equilibrio è stato perseguito sperimentando soluzioni diverse, dal classico al moderno, con un coinvolgimento crescente anche dei privati (sponsor tecnici) per sollevare il Comune dai costi. In sintesi, l’organizzazione dell’albero di Natale in Piazza Duomo riflette una continua ricerca di sintesi tra tradizione e innovazione, vincoli pratici e ambizioni estetiche, nella cornice di una piazza che funge da palcoscenico cittadino del Natale siracusano.
Evoluzione degli allestimenti
Dal punto di vista stilistico, gli allestimenti natalizi in Piazza Duomo hanno attraversato fasi ben differenziate nell’ultimo quindicennio. Fino al 2012 si è privilegiato un approccio tradizionale: protagonisti erano grandi abeti (veri) riccamente decorati con luminarie classiche, in linea con l’immaginario natalizio convenzionale. Questi alberi fornivano uno spettacolo suggestivo, ma a costo di ingenti spese e con un notevole impiego di risorse (alberi tagliati, impianti luminosi estesi, ecc.). La svolta avvenuta a partire dal 2013 ha introdotto un ciclo di creatività sostenibile: l’anno 2013 vide un albero “fatto in casa” con materiali riciclati, seguito nel 2014 dall’innovativa installazione in legno AL.TO (Albero Tortile) frutto di un concorso di idee, e nel 2015 dal riutilizzo dello stesso albero tortile per ragioni di bilancio. Questa fase ha segnato l’adozione di soluzioni ecologiche e low-cost, privilegiando il riuso e la progettazione alternativa al posto del classico abete addobbato.
A partire dal 2017, con un miglioramento della situazione finanziaria e la volontà di rilanciare l’immagine natalizia di Siracusa, la piazza è stata teatro di installazioni luminose ultramoderne. Si è inaugurata l’era degli “alberi di luce” tridimensionali: strutture metalliche di grande formato interamente ricoperte di LED, spesso fornite a noleggio da ditte leader nel settore delle luminarie artistiche. Gli anni 2017, 2018 e 2019 hanno visto alberi sempre più alti e scenografici, veri e propri spettacoli di luce dal forte impatto visivo (con l’acme dell’albero 2019 alto 21 metri e illuminato da 800.000 luci multicolori). Questa scelta ha allineato Siracusa a una tendenza diffusa in molte città italiane, puntando su design contemporanei e “capolavori” luminosi al posto dei consueti pini o abeti. D’altro canto, il pubblico si è progressivamente diviso: alle installazioni di design hanno fatto eco sia apprezzamenti per l’originalità, sia critiche di chi le trovava fredde o fuori contesto.
Il 2020 ha rappresentato una parentesi di ritorno alla tradizione, imposta anche dal clima emotivo della pandemia: per la prima volta dopo anni, è ricomparso in Piazza Duomo un albero dall’aspetto tradizionale (seppur artificiale), acceso già l’8 dicembre in assenza della festa di Santa Lucia. Nel 2021, con la ripresa delle celebrazioni, l’amministrazione è tornata al modello hi-tech, riproponendo un cono luminoso gigante simile a quello del 2019; si è quindi ristabilito il filone innovativo, pur con meno clamore mediatico rispetto al passato. Il 2022 non ha introdotto novità sostanziali, configurandosi come un anno di transizione senza exploit creativi né polemiche acute. Di contro, il 2023 è passato alla storia per le critiche: i ritardi organizzativi hanno fatto temere l’assenza totale dell’albero, e solo all’ultimo momento è stato montato un allestimento minimale, alimentando malumori popolari. Questo “scivolone” ha spinto nel 2024 a un deciso cambio di passo: grazie a uno sponsor privato, in Piazza Duomo è tornato un abete vero (vivo in zolla) addobbato con gusto, coniugando tradizione e sostenibilità e riscuotendo un successo unanime. Infine, nel 2025 si è scelto nuovamente un albero di design luminoso, più sobrio nei colori e supportato da un’attenta pianificazione tecnica, segno della continua alternanza e sperimentazione che caratterizza l’evoluzione degli allestimenti. In sintesi, Siracusa ha provato varie “forme” di albero di Natale – dal pino naturale al cono di luci – in un costante tentativo di trovare la formula ideale capace di rispettare la cornice barocca, contenere i costi e soddisfare al contempo le aspettative dei cittadini e l’attrattività turistica.
Cronologia anno per anno
Nell’elenco che segue si ripercorrono in dettaglio gli allestimenti realizzati anno per anno dal 2013 in poi (ossia dall’avvio della politica di risparmio e design sostenibile), con le caratteristiche salienti e gli eventi correlati di ciascun Natale in Piazza Duomo.
2013
Il primo Natale dell’era del risparmio fu il 2013, con un allestimento che suscitò molto dibattito. In Piazza Duomo comparve una struttura estremamente spartana: lo scheletro di un cono rovesciato, addobbato con lucine e fiocchi di plastica riciclata. L’iniziativa rientrava nel progetto comunale “Natale reciclando, un’ecostella per Siracusa” (cui parteciparono anche scuole cittadine per la realizzazione degli addobbi) e mirava a sensibilizzare al riciclo. Molti però giudicarono il risultato insufficiente per il “salotto buono” di Ortigia. Il contrasto con il passato era stridente: l’atmosfera modesta di quell’anno fece rimpiangere i fastosi alberi tradizionali di fine anni 2000. Va precisato che le critiche non erano rivolte agli esecutori materiali – che lavorarono con dedizione e mezzi limitati – bensì alle “stanze dei bottoni” comunali per la scelta di fondo. In molti invocarono una via di mezzo: dopo gli eccessi di spesa (come i 30 mila € del 2010) e l’austerità ecologica del 2013, si auspicava un equilibrio, magari coinvolgendo sponsor privati (all’epoca nemmeno cercati). Le polemiche spinsero gli amministratori a rivendicare la nuova linea: taglio drastico dei costi e creatività sostenibile. L’assessore alla Cultura, Francesco Italia, sottolineò come scelta virtuosa l’aver abbandonato i 40 mila € annui di spesa pre-2013 in favore di soluzioni low-cost e “green”. In effetti, dal Natale 2013 la strada fu segnata in tal senso, inaugurando un decennio di esperimenti alternativi.
2014
Nel 2014 il Comune decise di investire in creatività tramite un concorso di idee per l’albero di Natale. Fu scelto come progetto vincitore un’installazione battezzata ALbero TOrtile (AL.TO), un albero contemporaneo a forma di colonna spiraliforme (“tòrtile”), realizzato in legno grezzo e altri materiali naturali riciclabili. Alto circa 8 metri con base di 4 metri, AL.TO reinterpretava in chiave moderna le colonne tortili barocche, richiamandone la forma a spirale. Gli autori, due giovani architetti siciliani, ottennero un premio di progettazione intorno ai 5.000 € complessivi. L’albero tortile fu dunque installato al centro di Piazza Duomo come elemento di arredo urbano eco-sostenibile e d’impatto artistico. L’iniziativa aveva uno scopo sia estetico sia educativo: dimostrare che Siracusa poteva distinguersi con un’installazione natalizia di design “green”, a basso impatto ambientale e con costi contenuti.
L’albero in legno ebbe un buon riscontro in ambienti architettonici – venne citato e fotografato su alcuni siti di settore e riviste, a detta dello stesso assessore Italia – ma l’accoglienza dei cittadini fu eterogenea. Molti apprezzarono l’idea innovativa e la bellezza minimalista della struttura illuminata di notte, altri invece lo trovarono freddo e “povero” rispetto a un abete vero addobbato. In ogni caso il costo rimase limitato e in linea con la filosofia del riuso promossa dall’amministrazione. Il Natale 2014 segnò così l’ingresso dell’arte contemporanea nel panorama natalizio siracusano, ponendo le basi per ulteriori riutilizzi negli anni seguenti.

2015
Il 2015 vide un ulteriore ridimensionamento dell’allestimento natalizio, dettato da stringenti necessità di bilancio. Il Comune si ritrovò in esercizio provvisorio fino a dicembre, tanto che perfino le luminarie stradali rischiarono di saltare senza l’approvazione del bilancio. In questo contesto, la decisione fu di riutilizzare l’albero tortile dell’anno precedente, riposizionandolo nuovamente in Piazza Duomo. L’assessore al Bilancio Gianluca Scrofani spiegò che si erano dovuti operare tagli su tutto e che, per il momento, le uniche luci certe erano quelle lungo il percorso di Santa Lucia. Niente “albero nuovo”, quindi, nel 2015, ma semplicemente la riproposizione della struttura in legno del 2014. “La scelta è caduta sull’economia”, scrisse con pragmatismo la stampa locale. In Piazza Duomo campeggiò di nuovo l’installazione tortile, senza ulteriori fronzoli, tra la delusione di chi sperava ogni anno in qualcosa di più “natalizio”. Nonostante tutto, questa continuità assicurò almeno una presenza simbolica e salvò le feste in extremis. L’operazione a costo zero fu coerente con la linea del risparmio assoluto, in attesa di tempi migliori: il Natale 2015 rimase in tono minore, ma l’albero – sebbene riciclato – non mancò.
2016
Nel 2016 l’amministrazione provò a coinvolgere i privati per rilanciare gli allestimenti senza gravare sulle casse pubbliche. Ad ottobre fu emanato un avviso pubblico per sponsorizzazioni tecniche mirate proprio all’albero di Natale in Piazza Duomo. Si chiedeva ai potenziali sponsor di proporre un’installazione ecosostenibile e a basso impatto (doveva rientrare in un diametro massimo di 6 metri e avere un’altezza minima di 8 metri) completa di illuminazione. In cambio, lo sponsor prescelto avrebbe potuto esporre il proprio logo sull’opera e avrebbe ottenuto gratuitamente un’area a Largo Aretusa per allestire un “Villaggio di Natale” con mercatino e animazione. Era consentito partecipare anche in associazione temporanea o tramite agenzie di comunicazione, e veniva richiesto un dettagliato progetto con rendering, relazione tecnica e preventivo. La scadenza per le offerte era fissata al 14 novembre 2016, segno che il Comune confidava di individuare uno sponsor in tempo utile per quell’anno.
Dai documenti disponibili non è chiaro quale fu l’esito di questo appello. La stampa locale non riportò nomi di sponsor né dettagli su un eventuale nuovo albero per il Natale 2016. È probabile che nessuna proposta concreta sia andata in porto nei tempi previsti. In mancanza di alternative, anche nel Natale 2016 Piazza Duomo ospitò con tutta probabilità ancora l’albero tortile in legno (o comunque un allestimento molto semplice e già disponibile). Di certo, quella struttura tortile rimase nella disponibilità del Comune negli anni seguenti: prova ne è che venne effettivamente riutilizzata altrove a partire dal 2017. Ciò suggerisce che nel 2016 non vi fu alcun cambiamento radicale rispetto al biennio precedente, malgrado l’appello ai privati: il Duomo ebbe ancora un albero “di transizione”, in attesa di rilanci futuri.
2017
Il Natale 2017 portò un notevole cambiamento estetico e tecnologico in Piazza Duomo. Il Comune decise di affidarsi a una ditta leader nelle luminarie artistiche – la Mariano Light s.r.l. di Corigliano d’Otranto (Lecce) – per dotare la piazza di un albero di Natale tridimensionale all’avanguardia. Si trattava di una struttura modulare in metallo (ferro zincato e acciaio), alta circa 10 metri con base di 5 metri. La forma era innovativa: una serie di sfere di alluminio di varie dimensioni sovrapposte, a creare un albero stilizzato e volumetrico. Il tutto era illuminato da circa 60.000 microLED a luce bianca calda, garantendo di sera un effetto scenografico spettacolare. Di giorno, invece, l’installazione appariva un po’ spoglia – essenzialmente un insieme di sfere metalliche grigie – e non mancò chi la giudicasse anonima alla luce del sole. I costi però erano drasticamente contenuti rispetto al passato: l’importo impegnato dal Comune fu di 15.372 euro (IVA inclusa), essenzialmente per un noleggio “chiavi in mano” dell’albero 3D. Questo approccio centrava l’obiettivo di abbattere la spesa, obiettivo spesso citato con orgoglio dall’assessore Italia come conquista della loro gestione.

La scelta del 2017, tuttavia, riaprì il dibattito estetico in città. Sui social network comparvero subito giudizi taglienti: c’era chi trovava l’albero tecnologico troppo “freddo” e chi ironizzava sul suo aspetto (“sembra una pila di palline di Natale lasciata a metà”, commentavano). Qualche testata parlò di installazione “criticata, ovviamente” – come accade a ogni novità audace. L’amministrazione difese il progetto ricordando i benefici in termini di costo e innovazione. Inoltre, proprio nel 2017 venne data una seconda vita all’albero tortile in legno: la struttura di compensato fu spostata in viale Tisia, nella zona commerciale moderna, su richiesta dell’associazione dei commercianti (Cenaco). In questo modo Siracusa ebbe due alberi quello stesso Natale: uno ultramoderno in Ortigia e uno artistico-“tradizionale” in un quartiere periferico. Il Comune parlò di un’iniziativa sostenibile e di un successo in termini di visibilità online (molte foto e visualizzazioni). Il Natale 2017 segnò dunque l’avvio della stagione “design” per Piazza Duomo, con un equilibrio delicato tra innovazione e consenso pubblico: da un lato l’amministrazione soddisfatta per aver ridotto i costi e dato un tocco contemporaneo, dall’altro una parte di cittadini ancora da conquistare sul piano del gusto.
2018
Nel 2018 – primo Natale con Francesco Italia sindaco, dopo le elezioni di giugno – il Comune alzò ulteriormente il tiro sul fronte scenografico. Piazza Duomo venne illuminata da un’imponente installazione luminosa alta circa 18 metri. Prodotta e montata dall’impresa La Lucerna di Gravina di Catania, la struttura riprendeva la strada del design moderno già sperimentata l’anno precedente. In particolare, era composta da tre pannelli verticali triangolari in intelaiatura metallica, alti e stretti, uniti con angolazione di 120° a formare un albero conico “aperto”. Di giorno appariva bianca e discreta, mentre di sera prendeva vita grazie a migliaia di “gocce di luce” LED multicolori disseminate su tutta la superficie. Il colore predominante programmato era un azzurro ghiaccio, per creare un’atmosfera elegante, a cui si aggiungevano giochi di luce cangianti. Questo nuovo albero confermava la preferenza per il design contemporaneo e il gioco di luci inaugurata l’anno prima, consolidando un format di “albero di luce” gigante anziché di abete vero.
Una novità del 2018 fu la diffusione degli alberi anche nei quartieri periferici. Oltre a quello monumentale di Piazza Duomo, un secondo albero di luci identico (ma di altezza 14 metri) fu posizionato nel quartiere Mazzarrona (in via Barresi, davanti alla sede della circoscrizione). Un terzo albero “minore” venne allestito nella zona alta della città, in Piazza Papa Giovanni XXIII nei pressi di viale Zecchino, descritto dalla stampa come “il tortile” – probabilmente reimpiegando ancora una volta parti dell’albero tortile in legno o un elemento decorativo similare. L’accensione ufficiale degli addobbi avvenne a metà dicembre: diversamente dal passato, fu il sindaco Italia in persona a “premere l’interruttore” alle 18 in Piazza Duomo, e poi a replicare la cerimonia nei giorni successivi anche negli altri quartieri. Questa diffusione degli allestimenti natalizi venne presentata dall’amministrazione come un segnale di attenzione alle periferie: il sindaco dichiarò di voler portare l’atmosfera natalizia “in tutta la città” e in particolare l’albero a Mazzarrona fu visto come un simbolo di inclusione per una zona popolare spesso ai margini.
Dal punto di vista economico, anche nel 2018 si trattò di allestimenti temporanei probabilmente coperti da un appalto complessivo di luminarie (non emergono cifre puntuali, ma si presume un costo in linea con quello del 2017). Le reazioni nel 2018 parvero più positive rispetto agli anni precedenti: l’effetto delle luci colorate ebbe un buon riscontro visivo, e l’idea di moltiplicare gli alberi in città fu apprezzata da molti. Tuttavia, non mancarono i nostalgici: qualcuno continuava a rimpiangere il calore di un abete vero e le critiche “di principio” al design ultramoderno rimasero, sebbene in tono minore. Complessivamente il Natale 2018 segnò uno dei punti più alti in termini di spettacolarità per l’allestimento di Piazza Duomo, consolidando la formula dell’“albero di luce” gigante come nuova tradizione siracusana.
2019
Il 2019 Piazza Duomo ospitò forse l’albero di Natale più scenografico e discusso del decennio. Venne realizzata una struttura conica in ferro alta circa 21 metri, decorata con grandi rosoni luminosi di varie dimensioni (diametri da 50 cm fino a 5 metri). L’impatto visivo era notevole: ben 800.000 lampadine LED illuminavano e coloravano l’albero, con giochi di luce nei toni del blu, verde, giallo e rosso. Di fatto, più che un albero tradizionale, era un’enorme torre luminosa artistica, ispirata alle installazioni tipiche delle feste patronali del Sud Italia ma adattata alla forma di albero. La scelta confermò la linea del design moderno, in linea – sottolineò qualcuno – con i trend di molte città italiane che ormai prediligevano installazioni luminose d’effetto al posto dei classici abeti.

Accanto a questa struttura principale, vennero replicati gli interventi nei quartieri: un “albero di luce” più piccolo fu montato in via Barresi (Mazzarrona) anche nel 2019, per il secondo anno consecutivo, e furono installate luminarie estese in corso Matteotti e nelle rotatorie di accesso alla città. Inoltre, tornò in scena un abete vero, ma non in Piazza Duomo: in via Cannizzo (sempre zona Mazzarrona) fu collocato su una rotatoria un grande abete naturale decorato. Era il cosiddetto “albero di Renzo”, dedicato a Renzo Formosa, un giovane del quartiere tragicamente scomparso in un incidente stradale proprio lì: già negli anni precedenti quella comunità aveva eretto un albero in sua memoria, e nel 2019 il Comune contribuì a riproporlo come gesto simbolico.
L’effetto scenico dell’installazione in Piazza Duomo nel 2019 fu innegabile e attirò migliaia di visitatori in Ortigia per ammirarla. Ma non mancarono le polemiche. Una parte dell’opinione pubblica la trovò eccessiva, fuori contesto rispetto all’eleganza barocca della piazza. Alcuni ironizzarono definendola “l’albero delle giostre” per via delle luci multicolori. I sostenitori del design replicarono che era un’opera d’arte luminosa e che Siracusa non aveva nulla da invidiare, ad esempio, ai celebri alberi hi-tech di Milano o Salerno. Un articolo su Repubblica Palermo sintetizzò bene le reazioni contrastanti in Sicilia: “Bellissimo, anzi no. Da Palermo a Siracusa l’albero di Natale in piazza divide residenti e turisti” titolava, notando come a Siracusa la scelta fosse caduta su un albero composto di sole luci, molto più sobrio rispetto a quelli di alcuni anni precedenti, seppur non privo di critiche. In effetti, dopo gli sfarzi multicolore del 2019, nelle edizioni successive l’amministrazione virò su toni più moderati.
Da un punto di vista tecnico, l’albero 2019 diede qualche grattacapo: pochi giorni dopo l’accensione, i LED rimasero spenti per un paio di sere, lasciando la struttura al buio e i cittadini interdetti. Si scoprì che non si trattava di un guasto, bensì di uno stop precauzionale per motivi di sicurezza: senza adeguate protezioni attorno, alcuni bambini si erano avvicinati all’albero toccando e persino svitando le lampadine alla base, con rischio di scosse elettriche. Il Comune corse ai ripari chiedendo all’installatore di mettere in sicurezza l’opera (ad esempio isolando i cavi a vista e predisponendo una barriera bassa attorno al perimetro). Risolto il problema in tempi rapidi, le luci furono riaccese regolarmente. Questo episodio evidenziò come installazioni di tali dimensioni richiedano anche misure di safety per il pubblico.
Il Natale 2019, con il suo albero da 21 metri e 800 mila luci, resta uno dei picchi di visibilità per Siracusa: fotografie dell’albero apparvero sui social e persino su media nazionali, contribuendo a pubblicizzare l’immagine di Ortigia addobbata. Allo stesso tempo però quell’anno consolidò una polarizzazione nel gusto dei siracusani: da un lato chi ormai si era abituato (o rassegnato) ai “capolavori di luce” contemporanei, dall’altro chi invocava il ritorno a un Natale più tradizionale. Questa dicotomia tradizione vs. innovazione emersa nel 2019 continuerà a caratterizzare anche gli anni seguenti.
2020
L’arrivo della pandemia di Covid-19 cambiò drasticamente lo scenario nel Natale 2020. Le restrizioni sanitarie portarono all’annullamento di tutti gli eventi di massa, inclusa la processione di Santa Lucia. Il Comune decise quindi di anticipare eccezionalmente l’allestimento dell’albero di Natale già al 7-8 dicembre, rompendo per una volta la consuetudine del 13 dicembre. Ma soprattutto, fece una scelta estetica opposta ai design degli anni precedenti: in Piazza Duomo venne montato un albero “tradizionale”, ossia un grande abete finto di colore verde, di dimensioni comunque notevoli (sufficientemente alto da dominare la piazza). Addobbato in stile classico e illuminato a festa già dal giorno dell’Immacolata, questo albero rappresentò quasi un ritorno alle origini.
L’amministrazione spiegò che, vista la cancellazione di Santa Lucia, non c’era più ragione di ritardare l’accensione e anzi si voleva dare un segnale di speranza anticipando l’atmosfera natalizia. L’albero 2020 presentava decorazioni e luci convenzionali – nulla di avanguardistico o “stilizzato” – e proprio questa semplicità fu apprezzata dalla maggior parte dei siracusani. Dopo anni di sperimentazioni controverse, il “vero-finto” abete mise quasi tutti d’accordo: come notò SiracusaOggi, ci furono piccoli mugugni ma “nulla a che vedere con le aspre polemiche legate a qualche scelta passata”. Complice anche il clima emotivo del 2020 (con la città provata dall’emergenza sanitaria), il Natale sobrio e tradizionale venne accolto positivamente, regalando un po’ di conforto e normalità in un periodo difficile.
Dal lato economico, però, si registrò un piccolo giallo: nessuno seppe dire con esattezza quanto fosse costato quell’albero. A differenza degli anni “design”, in cui cifre e determine erano note, nel 2020 non emersero delibere specifiche né annunci su sponsor. Ciò portò un giornale locale a parlare de “il mistero del costo dell’albero di Piazza Duomo” e a pungolare il Comune sulla trasparenza. In mancanza di dati ufficiali, si ipotizzò che l’albero potesse essere stato donato o riciclato da materiale esistente, oppure incluso in un contratto generico di luminarie. In ogni caso, la polemica sul costo fu minima e relegata a qualche articolo: l’attenzione generale preferì concentrarsi sul valore simbolico di quell’albero natalizio “come una volta”, che riportava un po’ di unità nel dibattito cittadino. Da notare che nel 2020, a causa delle misure anti-assembramento, il Comune scelse un profilo sobrio anche per le luminarie urbane: ci furono decorazioni luminose per le vie, ma senza eccessi, e l’atmosfera rimase inevitabilmente smorzata dalla situazione pandemica.
2021
Nel 2021, con un parziale ritorno alla normalità e la ripresa delle celebrazioni di Santa Lucia, Siracusa tornò al modello dell’“albero di luce” contemporaneo. Sfruttando presumibilmente strutture già collaudate negli anni precedenti, venne nuovamente installato in Piazza Duomo un albero conico di grandi dimensioni costituito di sole luci. Secondo SiracusaTimes, fu allestita una configurazione molto simile a quella del 2019: un albero alto circa 21 metri illuminato da circa 800 mila “gocce di luce” LED. Insomma, archiviata la parentesi tradizionale del 2020, l’amministrazione Italia riprese il filo del design luminoso hi-tech.
L’accensione avvenne a metà dicembre 2021 alla presenza delle autorità civili e religiose, con la consueta benedizione dell’arcivescovo e un discreto afflusso di pubblico (le misure anti-Covid erano ormai allentate). L’albero 2021 si presentava come un grande cono scintillante, visibile da tutta Ortigia, e restituì alla piazza quello sfarzo moderno che l’anno prima era mancato. Non si registrarono particolari controversie: forse perché, dopo la cupa atmosfera pandemica, la gente aveva voglia di luci e festa; in parte anche perché l’allestimento riprendeva un format già noto (quello del 2019) senza novità spiazzanti. Qualcuno ironizzò sui social sostenendo che l’albero 2021 fosse lo stesso “clone multicolore” tirato fuori dal magazzino, con costi presumibilmente coperti dal capitolo luminarie cittadine. In effetti, dal 2021 in poi il Comune di Siracusa ha gestito gli allestimenti natalizi all’interno di appalti globali per le luminarie artistiche dell’intera città: ciò rende meno immediata la tracciabilità di quanto incida esattamente l’albero di Piazza Duomo sul totale (nel 2021, ad esempio, fu stanziata una somma intorno ai 240 mila € per luminarie e decorazioni cittadine, come anticipazione di bilancio, ma senza dettaglio pubblico sul costo del singolo albero).
Ad ogni modo, il Natale 2021 segnò la ripresa del dibattito “tradizione vs innovazione”. Sulle pagine Facebook locali i cittadini si divisero tra chi elogiava la spettacolarità del nuovo albero e chi, al contrario, lo trovava freddo invocando nuovamente il ritorno dell’abete vero. L’amministrazione restò ferma sulla sua linea pro-design, forte anche del fatto che sponsor privati disposti a regalare alberi veri (come avverrà nel 2024) in quel momento non ce n’erano all’orizzonte. Nel complesso, l’esperienza del 2021 consolidò l’idea che Siracusa avrebbe alternato momenti di innovazione a momenti di tradizione, in base alle opportunità e alle risorse disponibili.
2022
Il 2022 confermò a grandi linee il modello di allestimento tramite appalto luminarie, senza evidenti cambi di rotta. Non emergono resoconti dettagliati sull’albero di Piazza Duomo di quell’anno, segno che probabilmente non vi furono né sorprese né scandali. Con ogni probabilità, venne riproposto un albero di luci di dimensioni medio-grandi, magari riutilizzando componenti degli anni precedenti. Il bilancio comunale 2022 fu approvato nei tempi e si procedette senza ritardi a montare addobbi e albero dopo Santa Lucia, seguendo la prassi. Possiamo dedurre che il Natale 2022 filò relativamente liscio, anche perché la vera esplosione di malcontento si registrerà l’anno seguente.
Ciò nonostante, sottotraccia covavano già le lamentele per una formula ritenuta da alcuni ormai ripetitiva e per alcune problematiche logistiche. Sul finire del 2022 e inizio 2023, ad esempio, esplose la crisi energetica con i costi dell’elettricità alle stelle: ciò spinse molte città a ridurre gli orari di accensione delle luminarie per risparmiare. Anche Siracusa dovette contemperare l’illuminazione festiva con l’oculatezza sui consumi, mantenendo le luci accese meno ore e spegnendole talvolta prima di mezzanotte. Questi fattori contribuirono forse a un percepito “Natale sottotono” e prepararono il terreno alle critiche che sarebbero esplose di lì a poco nel 2023. In sintesi, il Natale 2022 non viene ricordato per particolari guizzi creativi né per polemiche eclatanti: fu un anno di transizione, con Piazza Duomo addobbata in maniera simile al recente passato e senza interventi esterni (nessun albero vero donato, nessuna nuova installazione di design di rilievo).
2023
Il Natale 2023 ha fatto registrare uno dei momenti più critici e polemici riguardo agli allestimenti di Piazza Duomo. Complici vari fattori – ristrettezze economiche e forse qualche intoppo amministrativo nell’affidare per tempo le luminarie – la città si è ritrovata a dicembre inoltrato senza il tradizionale albero in piazza. Già a inizio mese, sui social serpeggiava la domanda: “ma l’albero in Duomo quest’anno non si fa?”. La situazione è precipitata l’11 dicembre 2023, quando un editoriale dai toni amaramente polemici su Libertà Sicilia ha certificato lo sconcerto generale: “Quest’anno piazza Duomo rimane al buio… L’assenza di luci colorate del consueto albero getta nello sconforto la gente”, si leggeva. Il pezzo descriveva una Piazza Duomo desolata e priva di segni natalizi, con i siracusani “disperati” per la mancanza dell’albero. Non solo: criticava anche le luminarie stradali datate, definite “superate dai tempi” e da mandare in pensione. Insomma, nel dicembre 2023 la percezione diffusa era di festività trascurate, tanto che l’articolista lanciò un appello accorato al Comune: “Per creare atmosfera, si posizioni un albero – data la crisi, va bene qualunque – anche preso dai depositi comunali”. Si parlava esplicitamente di “buio regnante” in Piazza Duomo e di cittadini perplessi e scoraggiati.
Questa forte pressione mediatica e popolare costrinse l’amministrazione a correre ai ripari all’ultimo minuto. Nel giro di pochi giorni, a ridosso del 18-20 dicembre, venne allestito in fretta e furia un albero di luci minimalista in Piazza Duomo, giusto per non lasciare la piazza spoglia a Natale. Le testate regionali notarono che l’albero installato (in extremis) era composto di sole luminarie ed estremamente sobrio, specie se paragonato a quelli sfarzosi di alcuni anni prima. Nessun elemento scenografico particolare: solo una struttura illuminata, dignitosa ma essenziale. L’operazione tamponò in parte le critiche, ma non le spense del tutto. Molti commentatori sottolinearono come Siracusa fosse arrivata “ultima” quell’anno: quando ormai tutte le altre città avevano gli alberi accesi da settimane, in Piazza Duomo si procedeva appena pochi giorni prima di Natale, dando un’immagine di approssimazione. Sui social il dibattito infuriò: c’era chi accusava il Comune di aver dimenticato il Natale e chi difendeva che comunque “l’importante è che l’albero ci sia, meglio tardi che mai”.
Politicamente, il 2023 fu un piccolo terremoto: l’opposizione incalzò la giunta Italia sull’utilizzo dei fondi per le feste, denunciando incapacità di programmazione. Libertà Sicilia parlò senza mezzi termini di mediocrità e mancanza d’amore verso la città, chiedendo perché realtà come Firenze o Venezia potessero avere addobbi splendenti e Siracusa no. Alla fine, il Natale 2023 si fece, ma rimase l’ombra della polemica. Piazza Duomo ebbe un albero di Natale soltanto simbolico – luci senza albero vero – e quell’anno, nella percezione comune, “il Natale siracusano fu il più squallido di sempre malgrado i soldi spesi” (come commentava amaramente qualcuno su Facebook). Questa eredità pesante avrebbe influenzato le scelte del 2024, quando si sarebbe cercato il riscatto.
2024
Il 2024 rappresenta il ritorno in grande stile dell’albero tradizionale in Piazza Duomo, grazie all’intervento decisivo di uno sponsor privato. Dopo le polemiche dell’anno precedente, infatti, il Comune annunciò una collaborazione con Sofine, azienda siracusana operante nel settore moda/design sostenibile, che si offrì di donare e allestire l’albero a proprie spese. Il risultato fu un’iniziativa lodata da molti: il 16 dicembre 2024 (subito dopo Santa Lucia) venne posizionato in Piazza Duomo un abete vivo di varietà Normandiana, alto circa 8,5 metri e con radici in zolla. Questo albero, definito “l’albero che respira”, aveva la caratteristica di non essere reciso e quindi di poter continuare a vivere e assorbire anidride carbonica anche durante l’esposizione.
Ai piedi dell’abete, Sofine allestì una scenografia da fiaba: vennero collocati una slitta con renne in ferro battuto, realizzata da artigiani siciliani, e un’apposita cassetta postale per raccogliere le letterine dei bambini a Babbo Natale. Ogni settimana le letterine venivano raccolte e proiettate su un grande schermo luminoso (ledwall) all’ingresso di Ortigia, per condividere la magia con tutta la città. L’addobbo dell’albero fu curato nei dettagli e in linea con la filosofia green: ornamenti artigianali in plastica riciclata, luci LED a basso consumo, il tutto ispirato ai valori di sostenibilità promossi da Sofine. Non mancava neanche un tocco high-tech: un apposito sensore mostrava in tempo reale la quantità di CO₂ assorbita dall’abete vivente, a testimoniare l’impegno ecologico concreto.
Sofine, premiata a livello nazionale come eccellenza del made in Italy sostenibile, con questa mossa volle fare un regalo alla comunità siracusana: l’intero allestimento – montaggio e smontaggio compresi – è stato offerto dallo sponsor senza oneri per il Comune. L’albero 2024, acceso ufficialmente pochi giorni prima di Natale (intorno al 20 dicembre), si presentava maestoso ma elegante, con luci dorate e azzurre distribuite tra i rami e decorazioni raffinate realizzate da maestranze locali. In aggiunta, l’iniziativa fu arricchita da eventi collaterali: nel pomeriggio del 23 dicembre Babbo Natale in persona, accompagnato dai suoi elfi, fece visita in Piazza Duomo per accogliere i bambini e offrire piccoli doni (simbolici fiori di cotone, a richiamare la neve).
Il riscontro del pubblico fu estremamente positivo: dopo anni, i siracusani rividero un vero albero di Natale troneggiare nel Duomo e questo sembrò mettere tutti d’accordo. La stampa parlò di un allestimento “all’insegna della sostenibilità” che coniugava tradizione e innovazione in modo intelligente. Molti notarono come l’atmosfera in Piazza Duomo fosse finalmente calda e accogliente, con tantissime foto dell’albero (e della slitta con le renne) condivise sui social con orgoglio. Si può dire che il Natale 2024 abbia rappresentato un momento di svolta: grazie alla partnership pubblico-privato Siracusa ha avuto un albero natalizio all’altezza del suo splendore barocco, senza gravare sul bilancio comunale.
Dopo l’Epifania, l’abete in zolla è stato con tutta probabilità espiantato per essere ricollocato altrove (magari ripiantato in un’area idonea, dato che l’intento era conservarlo vivo) – un ulteriore elemento di sostenibilità rispetto ai classici abeti recisi che poi finiscono tra i rifiuti. L’esperienza Sofine ha dimostrato la fattibilità di soluzioni sponsorizzate e rispettose dell’ambiente, aprendo la domanda: sarà questo il modello per il futuro?
2025
Arriviamo così al Natale 2025, caratterizzato da un acceso dibattito sin dall’autunno. Reduce dal successo “all’altezza” del 2024, la città si chiedeva come sarebbe stato l’albero successivo. Già a fine novembre circolavano indiscrezioni (e qualche timore) su un possibile ritorno a installazioni più moderne. Gli uffici comunali, dal canto loro, avevano predisposto il consueto appalto per le luminarie natalizie 2025/2026 e, all’interno di esso, anche la fornitura di un albero per Piazza Duomo. Il servizio è stato aggiudicato – unico partecipante – alla ditta Lumen S.r.l. di Catania per un importo di circa 210.807 € (ribasso dell’11% su base 241 mila), comprensivo di tutte le luminarie artistiche cittadine. Nel capitolato Lumen, inizialmente, non era specificato chiaramente se fosse incluso un albero tradizionale oppure un’installazione luminosa: si parlava genericamente di “luminarie ed installazioni luminose” per il periodo festivo.
Sta di fatto che intorno al 9 dicembre la testata SiracusaOggi ha rivelato la “prima indiscrezione” sull’albero 2025: “torna la forma conica”, ovvero si abbandona l’abete vero per tornare a una scelta di luci e design. L’amministrazione ha mantenuto un certo riserbo sul progetto, per “non rovinare l’effetto sorpresa”, ma le voci erano concordi nel prevedere un albero contemporaneo, dall’impronta moderna ma comunque riconoscibile come albero. E così è stato. Terminate le celebrazioni di Santa Lucia, le maestranze della ditta incaricata hanno cominciato a lavorare in Piazza Duomo: il 15 dicembre 2025 sono iniziate le operazioni di montaggio della nuova struttura. In pochi giorni l’albero è stato completato e illuminato, in tempo per il Natale.
Le caratteristiche ufficiali: una struttura metallica a pianta circolare, di forma conica, alta circa 14 metri, con un design avvolgente a spirale. Visivamente, richiama un po’ gli alberi “a vite” di qualche anno fa (tant’è che tra la gente è già spuntato il soprannome bonario di “albero cavatappi”), anche se l’estetica 2025 è più raffinata: la superficie conica è infatti ricamata da motivi luminosi geometrici e vorticosi, ottenuti con stringhe di LED di ultima generazione. Non si tratta solo di un cono vuoto di luci: alla base è presente una pedana rivestita di pannelli specchianti che amplificano i riflessi, e all’apice svetta un grande fiocco luminoso stilizzato. I colori scelti per le luci sono il bianco freddo e l’azzurro ghiaccio, molto sobri, con qualche tocco di verde per richiamare simbolicamente l’albero naturale. In totale si parla di circa 100.000 LED impiegati – molti meno rispetto alle 800.000 “gocce di luce” di alcuni anni passati, segno di un approccio più misurato e forse anche più attento ai consumi energetici. L’albero 2025 può essere descritto come un “albero-scultura” contemporaneo, coerente con l’identità storica della piazza: di giorno appare come un’elegante struttura artistica, di sera diventa un ricamo di luci sospeso nel buio.

Dal punto di vista organizzativo, per il 2025 il Comune ha dovuto occuparsi anche di questioni tecniche complementari. Ad esempio, è stata realizzata una base di fondazione ad hoc per ancorare in sicurezza la struttura conica al suolo della piazza. Una determina dirigenziale di metà dicembre riferisce di “lavori per la realizzazione di un basamento e recinzione per l’installazione di un albero di Natale a Piazza Duomo” per un importo netto di circa 5.950 € (oltre IVA e oneri). Questo piccolo intervento infrastrutturale garantisce stabilità all’albero, soprattutto in caso di vento forte, e prevede anche una leggera recinzione protettiva attorno (per evitare incidenti come quelli del 2019 con le lampadine toccate dai bambini). La stessa determina indica come tempi di esecuzione il 15-17 dicembre 2025 – coincidenti esattamente con la fase di montaggio dell’albero Lumen. Dunque, il 2025 ha visto una pianificazione più attenta agli aspetti di sicurezza e logistica rispetto ad alcuni anni passati.
Il dibattito pubblico 2025 sull’albero di Piazza Duomo è stato, prevedibilmente, acceso. Già prima che l’opera fosse completata, sui social si leggevano commenti contrastanti: c’era chi gioiva per il ritorno di un design “da cartolina” (ricordando le migliaia di turisti che fotografano l’albero di luci), e chi invece criticava la scelta di non confermare un abete vero dopo la splendida prova del 2024. “Era troppo bello l’anno scorso, dovevano rifarlo uguale” ha scritto qualcuno, richiamando la magia dell’abete Sofine con renne e letterine. Dall’altro lato c’è chi difende l’albero 2025 come innovativo e attrattivo: “Meglio qualcosa di particolare che la solita cosa vista e rivista”. I toni, per fortuna, sono rimasti abbastanza civili: la delusione di una parte dei cittadini è mitigata dal fatto che l’albero conico di quest’anno, pur moderno, mantiene una forma tradizionale (il cono) e non è troppo ardito o stravagante. Inoltre i colori scelti, freddi e argentati, si abbinano con discrezione all’architettura della piazza, evitando contrasti eccessivi.
La stampa locale, nel presentare l’albero 2025, ha sottolineato come esso sia frutto di una scelta estetica consapevole: il Comune, dopo l’esperienza “classica” supportata dallo sponsor, ha valutato di alternare nuovamente lo stile, forse anche per non creare dipendenza dagli sponsor privati ogni anno. Sui giornali si citano fonti di Palazzo Vermexio secondo cui “non è stata una scelta affrettata né casuale” quella di tornare a un albero di luci: l’amministrazione aveva pianificato l’evento inquadrandolo in un disegno complessivo di luminarie cittadine. Si fa notare anche che il costo per le casse pubbliche rimane contenuto all’interno dell’appalto Lumen (la cifra di ~210 mila € copre decine di installazioni in tutta Siracusa, non solo Piazza Duomo) e che, in mancanza di sponsor nel 2025, questa era la soluzione più sostenibile. Dal fronte opposto, alcuni consiglieri di minoranza hanno annunciato interrogazioni chiedendo perché non si sia ripetuta l’operazione sponsor (magari coinvolgendo di nuovo Sofine o altri mecenati locali). La risposta ufficiosa è che non sempre le aziende sono disponibili a intervenire ogni anno: nel 2024 Sofine ha avuto anche un ritorno d’immagine unico, mentre rifare la stessa cosa l’anno dopo avrebbe probabilmente avuto meno impatto.
Si discute anche di sostenibilità ambientale: l’albero 2025, essendo interamente elettrico e modulare, potrà essere riutilizzato in futuro (magari in altri comuni, se è a noleggio) e non produce rifiuti organici. D’altra parte, l’albero 2024 essendo vivo era a zero emissioni ed anzi assorbiva CO₂ – una virtù ecologica non da poco. Insomma, il confronto tra “albero vero vs albero di luci” continua anche nel 2025, riflettendo una spaccatura quasi filosofica tra chi sente il bisogno di un simbolo natalizio tradizionale e tangibile, e chi invece propende per un’installazione artistica che esalti la scenografia urbana e attiri curiosità.
Costi, affidamenti e sponsor
La questione dei costi e delle modalità di affidamento ha accompagnato costantemente l’evoluzione degli alberi di Natale in Piazza Duomo. In epoca pre-2013 il Comune sosteneva interamente la spesa per l’acquisto dell’albero e degli allestimenti: si trattava, come detto, di importi stimati attorno ai 30-40 mila euro ogni anno, destinati principalmente all’approvvigionamento di un grande abete, al trasporto, all’installazione in sicurezza e alle luminarie decorative. Questo investimento rientrava nella normale programmazione delle manifestazioni natalizie, ma nell’ottica della spending review è stato poi ritenuto insostenibile. Dal 2013 in poi, infatti, la giunta Garozzo/Italia vantò di aver “abbattuto drasticamente i costi” per l’albero di Piazza Duomo, promuovendo soluzioni a costo quasi zero. Il 2013 fu emblematico: l’albero riciclato costò cifre irrisorie (materiali di recupero e manodopera interna, con il coinvolgimento di scuole e associazioni). Nel 2014 il Comune mise a budget un premio di 5.000 € per i vincitori del concorso e un tetto di 10.000 € per la realizzazione dell’opera AL.TO (comprensivo di materiali, trasporto e montaggio); la spesa effettiva rimase comunque entro poche migliaia di euro grazie a sponsorizzazioni tecniche in natura (legname donato, etc.). Il 2015 vide costi praticamente nulli, essendosi semplicemente riutilizzato l’albero dell’anno prima.
Nel 2016 il tentativo fu quello di reperire finanziamenti privati: l’avviso pubblico per sponsor tecnici puntava proprio a ottenere un’installazione a carico di un’azienda in cambio di visibilità commerciale. Tuttavia, l’iniziativa non ebbe seguito e non risultano sponsor per quell’anno. Di conseguenza, anche nel 2016 il Comune non spese cifre rilevanti, limitandosi a reinstallare materiale esistente. Una svolta negli esborsi si ebbe nel 2017: per tornare ad avere un albero “degno” della piazza, pur a costi ridotti rispetto al passato, si decise per un noleggio specializzato. La Mariano Light fornì l’albero 3D a un costo di circa 15 mila euro (determinato mediante affidamento diretto, data l’urgenza e la specificità tecnica). A questa cifra, come emerse da interrogazioni consiliari dell’epoca, si sommò una spesa di circa 6 mila euro per recuperare, pulire e montare l’AL.TO. in viale Tisia. Alcuni critici (in particolare il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle) accusarono l’amministrazione di aver in pratica “annullato” i risparmi degli anni precedenti, spendendo complessivamente oltre 21 mila € nel 2017 tra il nuovo albero e la manutenzione straordinaria del vecchio. L’assessore Italia difese la scelta, sostenendo che una manutenzione dopo quattro anni fosse normale e che l’alternanza degli allestimenti fosse una decisione politica legittima per soddisfare zone diverse della città.
Negli anni successivi, la spesa per l’albero di Piazza Duomo è diventata meno identificabile isolatamente, poiché inclusa in appalti più ampi per le luminarie cittadine. Nel 2018 e 2019, ad esempio, gli alberi luminosi facevano parte di contratti con ditte di illuminazione artistica che fornivano anche addobbi per strade e quartieri. Si può presumere che tali contratti abbiano avuto importi nell’ordine di qualche decina di migliaia di euro, ma le cifre specifiche per l’albero del Duomo non vennero divulgate. Un fatto curioso si registrò nel 2020: l’albero tradizionale apparve quasi “fuori budget”, nel senso che non emerse alcuna determina di spesa dedicata. Ci si interrogò se fosse stato frutto di una donazione o riciclato da elementi disponibili; il Comune non fornì chiarimenti ufficiali, alimentando il piccolo “mistero” sul costo zero (o quasi) di quell’installazione.
Dal 2021, come anticipato, Siracusa ha adottato la prassi di bandire un appalto unitario per le luminarie artistiche natalizie di tutta la città, comprendendo nel lotto anche l’albero di Piazza Duomo. Nel 2021, ad esempio, venne approvata una spesa indicativa di 240 mila euro per illuminare vie, piazze, rotatorie e installare l’albero principale; l’aggiudicazione fu frazionata in lotti, ma all’atto pratico è difficile separare quanto destinato al singolo albero. Nel 2022 si replicò con un sistema analogo. Nel 2023, a causa di ritardi, si ricorse a soluzioni in extremis e non è chiaro se furono utilizzati fondi residui o integrazioni dell’appalto esistente per mettere insieme il piccolo albero di luci last-minute.
Il 2024 ha rappresentato un caso a sé: grazie allo sponsor Sofine, il Comune non ha sostenuto alcun costo per l’albero e gli allestimenti accessori in Piazza Duomo. L’azienda privata ha coperto tutte le spese (dall’acquisto dell’abete ai manufatti artigianali, fino ai servizi di montaggio e guardiania), traendone in cambio un importante ritorno d’immagine. Questa partnership pubblico-privato ha sollevato la giunta da ogni onere finanziario per il Duomo, permettendo di investire le risorse comunali in altre luminarie cittadine.
Nel 2025 si è tornati all’appalto pubblico: la ditta Lumen si è aggiudicata il servizio complessivo luminarie per ~210 mila €, di cui una parte destinata alla fornitura dell’albero di luci in Piazza Duomo. Da una determina integrativa si evince che per l’albero è stato necessario un piccolo aumento contrattuale (nell’ordine di poche migliaia di euro) per predisporre basamento e recinzione. Ciononostante, il costo dell’operazione rimane nell’ambito del budget generale e notevolmente inferiore alle cifre spese dieci anni prima. Se si eccettua il caso sponsor del 2024, la regola degli ultimi anni è stata dunque quella di contenere la spesa per l’albero entro tetti ragionevoli e di affidare mediante gara o trattativa l’allestimento a ditte specializzate, spesso ricorrendo al noleggio delle strutture (evitando così costi di acquisto e successivo magazzinaggio a carico del Comune).
In tema di sponsor, oltre al tentativo fallito del 2016 e al successo del 2024, va menzionato che negli anni più recenti l’amministrazione ha mostrato apertura a collaborazioni private per migliorare le festività. Nel 2023, di fronte alle critiche, si ipotizzò a posteriori che sarebbe bastato coinvolgere prima qualche azienda locale per evitare di lasciare la piazza al buio. Per il 2024 si è concretizzato l’intervento di Sofine. Resta da vedere se negli anni a venire il modello della sponsorizzazione tecnica diventerà prassi: ciò dipenderà sia dalla volontà politica di cercare partner ogni Natale, sia dalla disponibilità delle aziende stesse a investire in un’operazione che, pur visibile e foriera di consenso pubblico, comporta costi non trascurabili.
Dibattito pubblico e ricezione
Gli alberi di Natale in Piazza Duomo, specialmente dal 2013 in poi, sono stati al centro di un vivace dibattito pubblico a Siracusa. Ogni anno l’allestimento natalizio del Duomo diventa argomento di discussione tra cittadini, sui media locali e persino tra esponenti politici, polarizzando spesso l’opinione tra favorevoli e contrari. Il tema ricorrente è la dicotomia tradizione vs. innovazione: da una parte chi vorrebbe un albero “come quelli di una volta”, caldo, tradizionale, magari un abete vero addobbato con palline e luci semplici; dall’altra chi apprezza le installazioni moderne, considerate attrattive, originali e in grado di far parlare della città.
Nel 2013, ad esempio, la ricezione fu prevalentemente negativa: l’albero riciclato fu visto come troppo dimesso e ci fu nostalgia diffusa per i fasti dei Natali precedenti. Tuttavia, quella stessa scelta avviò una riflessione sulla necessità di non sprecare risorse e di sperimentare nuovi linguaggi. Nel 2014 e 2015 il pubblico si spaccò: l’AL.TO suscitò curiosità e plauso in alcuni (soprattutto tra i giovani e gli addetti ai lavori del design) ma lasciò freddi altri, legati al classicismo natalizio. Il 2016 passò quasi inosservato, segno che una soluzione interlocutoria prolungata tendeva a non entusiasmare nessuno.
Con gli “alberi di luce” del triennio 2017-2019 il dibattito si fece più acceso e mediatico. Ogni anno i social venivano invasi da fotografie e commenti: c’era chi restava a bocca aperta di fronte alle sculture luminose e chi invece storceva il naso, talvolta in modo colorito. Frasi come “non sembra nemmeno Natale” oppure soprannomi ironici (“albero astronave”, “albero giostraio”, ecc.) si rincorrevano online. Parallelamente, gli amministratori difendevano le proprie scelte nei comunicati: Francesco Italia, da assessore e poi da sindaco, rispondeva puntualmente alle critiche ricordando i vantaggi economici e d’immagine delle installazioni contemporanee, segnalando quanta eco avessero su internet e riviste di settore. Nonostante ciò, il malcontento di una fascia di popolazione – soprattutto quella più legata alle tradizioni – rimaneva latente.
Il 2019 rappresentò l’apice di questa “spaccatura”: l’albero hi-tech multicolore fu amatissimo dai turisti e dai giovani (per l’effetto wow e la fotogenia), ma parecchi siracusani lo percepirono come eccessivo. I giornali sottolinearono questa divisione di giudizi, evidenziando come persino i visitatori fossero divisi tra chi lo trovava bellissimo e chi kitsch. Di conseguenza, nel 2020 il ritorno a un albero classico fu quasi un sollievo collettivo: complice il contesto pandemico, quel Natale vide un’insolita unanimità di apprezzamento, segno che in tempi difficili la comunità cercava familiarità e tradizione più che sperimentazioni.
Già nel 2021, però, con la ripresa della normalità, il “partito” degli scontenti tornò a farsi sentire. La riproposizione dell’albero di luci riportò sui social i classici commenti divisi. Quello che è cambiato negli ultimi anni è forse il tono: col susseguirsi di così tante soluzioni diverse, i siracusani hanno sviluppato una certa ironia e rassegnazione. Ogni nuovo albero viene inevitabilmente paragonato ai precedenti e criticato nei suoi dettagli, ma si è anche creata l’aspettativa che “tanto se ne parlerà comunque”. Nel 2022 l’assenza di polemiche eclatanti indica forse una saturazione: nulla di nuovo da elogiare o attaccare, quindi un dibattito più tiepido.
Il 2023, invece, ha riacceso ferocemente la discussione, stavolta spostando il focus dall’estetica all’organizzazione. L’indignazione popolare non era tanto su che tipo di albero avere, ma sul fatto che l’albero proprio non c’era (fino all’ultimo). Questo mostra come il pubblico siracusano ormai consideri l’albero di Piazza Duomo un elemento irrinunciabile del Natale cittadino: la sua assenza viene letta come una mancanza grave, quasi un’offesa alla città. Gli editoriali indignati e i commenti amaramente nostalgici (“il Natale più squallido di sempre”) evidenziano quanto l’allestimento natalizio sia entrato nell’immaginario collettivo locale.
Il successo del 2024, con il ritorno di un albero vero sponsorizzato, ha dimostrato che l’amore per la tradizione non era affatto sopito. Per la prima volta da anni si è avuta la sensazione di un consenso pressoché unanime: quell’abete illuminato, contornato da elementi fiabeschi, ha messo d’accordo tutti o quasi. Ciò ha fatto emergere un dato: la gente apprezza l’innovazione quando è ben integrata (ad esempio gli aspetti sostenibili e tecnologici di Sofine) ma non vuole perdere il richiamo emotivo dell’albero di Natale classico. Nel 2025, non a caso, i toni delle critiche sono stati più miti rispetto al passato: pur tornando a un albero di design, l’amministrazione ha adottato accorgimenti (forma conica tradizionale, colori sobri) che sembrano aver evitato uno scontro frontale col “partito del vero abete”.
In definitiva, l’albero di Natale di Piazza Duomo si è trasformato in questi anni in qualcosa di più di una semplice decorazione urbana: è diventato uno specchio delle dinamiche cittadine, riflettendo gusti, risorse e aspirazioni della comunità siracusana sotto la luce – più o meno intensa – delle feste. Attorno ad esso si discute di identità culturale (tradizione vs modernità), di promozione turistica (l’albero come attrazione mediatica), di decoro urbano e persino di efficienza amministrativa. Non sono mancate strumentalizzazioni politiche: nel 2017 e 2018 le opposizioni accusarono la giunta di sprechi o scelte sbagliate, nel 2023 l’affaire dell’albero mancante divenne tema di scontro nel consiglio comunale. Di contro, ci sono stati anni in cui l’albero del Duomo è stato motivo di orgoglio cittadino, come nel 2024, quando i siracusani hanno rivendicato con fierezza un allestimento “all’altezza di Siracusa”. Ogni stagione natalizia, dunque, il dibattito si rinnova, segno che l’albero in Piazza Duomo è percepito ormai come un simbolo identitario della città, da amare o criticare ma comunque da osservare attentamente.
Guardando al futuro, il confronto tra tradizione e innovazione potrebbe evolvere verso soluzioni di compromesso. C’è chi ipotizza che si potrebbe alternare programmaticamente uno stile diverso ogni anno (un anno un abete vero, l’anno successivo un’installazione artistica) così da accontentare un po’ tutte le sensibilità. Altri suggeriscono di coniugare le due cose: ad esempio installare un albero naturale arricchito però da elementi di design contemporaneo, oppure usare un albero vero come “base” e illuminarlo con scenografie digitali. Si tratta per ora di idee e discussioni informali, ma che testimoniano la vitalità del dibattito pubblico sull’argomento. Quale che sia la strada scelta negli anni a venire, la partecipazione emotiva dei siracusani intorno all’albero di Piazza Duomo resterà alta: segno che, nel bene e nel male, quella struttura natalizia al centro della piazza è diventata parte integrante della narrazione cittadina.
Sicurezza e gestione dello spazio
L’installazione di un grande albero di Natale in Piazza Duomo comporta anche importanti aspetti di sicurezza e gestione dello spazio pubblico. Il primo elemento da considerare è la già citata concomitanza con la festa di Santa Lucia: dal punto di vista dell’ordine pubblico, è fondamentale che fino al 13 dicembre la piazza rimanga libera per accogliere la processione e la folla di fedeli. Solo terminati i festeggiamenti patronali possono iniziare i lavori di montaggio dell’albero. Questa scelta organizzativa, consolidata negli anni, previene interferenze e garantisce che durante la settimana luciana non vi siano strutture ingombranti in mezzo alla piazza che potrebbero ostacolare il passaggio del simulacro della Santa o creare pericoli in caso di assembramento. Di contro, impone tempi strettissimi per l’allestimento natalizio: spesso le ditte incaricate lavorano giorno e notte subito dopo il 13 dicembre per completare l’albero in tempo utile (generalmente l’accensione avviene entro il fine settimana successivo). Ciò richiede una pianificazione accurata e, in alcuni casi, ordinanze specifiche per disciplinare accessi e transito di mezzi tecnici in Ortigia in quei giorni.
Un altro aspetto di sicurezza emerso con forza è quello dell’incolumità dei visitatori attorno all’albero. L’episodio del 2019, quando alcuni bambini riuscirono a toccare e persino svitare lampadine dell’albero causando un potenziale rischio elettrico, ha fatto scuola. Da allora il Comune e le ditte fornitrici hanno posto maggiore attenzione nell’isolare cavi e componenti elettriche alla base delle installazioni, nonché nel prevedere piccole recinzioni o barriere protettive intorno all’albero. Nel 2019 tali accorgimenti furono implementati in corsa (dopo lo spegnimento precauzionale di due serate), mentre nel 2025 si è agito preventivamente: come visto, è stato realizzato un basamento dedicato con ancoraggi solidi e una bassa recinzione per tenere il pubblico a distanza di sicurezza dalla struttura. Queste misure assicurano che l’albero possa essere ammirato senza rischi, prevenendo sia atti involontari (bambini o curiosi che manipolano le decorazioni) sia eventuali atti vandalici.
La gestione dello spazio in Piazza Duomo richiede anche sensibilità verso il contesto storico-artistico. L’albero, specie quando ha dimensioni considerevoli (15-20 metri), può impattare sulla visuale della Cattedrale e degli altri edifici barocchi. Progetti come AL.TO (2014) tennero conto di ciò concependo strutture “trasparenti” che lasciavano intravedere le architetture attraverso l’intelaiatura. Anche gli alberi luminosi moderni, essendo composti principalmente da luci e coni metallici traforati, non oscurano completamente le quinte monumentali della piazza. Inoltre, le operazioni di montaggio e smontaggio vengono effettuate con attenzione per evitare danni alla pavimentazione in pietra: generalmente si usano basi appoggiate e zavorre, oppure, come nel 2025, basamenti realizzati ad hoc con criteri di reversibilità (rimuovibili a fine evento). La Soprintendenza ai Beni Culturali viene coinvolta per autorizzare installazioni che insistono su un sito vincolato, assicurando così che nulla deturpi in modo permanente il luogo.
Infine, vanno considerate le misure di sicurezza pubblica durante il periodo di esposizione. Quando l’albero diventa attrazione popolare (ad esempio nel 2019 o 2024 con migliaia di visitatori serali), la Polizia Municipale e le forze dell’ordine monitorano l’area per gestire eventuali assembramenti. Nel 2020, in piena pandemia, furono probabilmente predisposti controlli per evitare folle; in anni normali, l’afflusso spontaneo è meno preoccupante ma comunque sorvegliato. Non risultano casi di incidenti o criticità particolari a parte quello citato dei bambini e delle lampadine nel 2019. Anche sul fronte della sicurezza strutturale, gli alberi noleggiati sono progettati per resistere agli agenti atmosferici (vento, pioggia) e vengono ancorati adeguatamente. Nel 2025, come visto, si è investito anche in questo con strutture di fondazione temporanee. In sintesi, l’aspetto della safety è divenuto parte integrante della gestione dell’evento: oggi non ci si limita a “mettere l’albero in piazza”, ma si pianificano barriere, basi e interventi accessori affinché l’allestimento sia fruibile in sicurezza da tutti.
Cronologia essenziale
- 2008-2012 (primi anni) – Grandi abeti addobbati in stile tradizionale dominano Piazza Duomo. Forte impegno di spesa comunale (fino a ~40 mila € annui stimati). Il Natale siracusano vive l’apice dello sfarzo con alberi veri e decorazioni classiche. (Es.: nel 2010 l’albero costò circa 30.000 € secondo voci di corridoio).
- 2013 – Albero “riciclato” eco-minimal. Sotto la nuova giunta si tagliano i costi. Niente abete: in piazza appare uno scheletro di cono rovesciato decorato con luci e fiocchi di plastica riciclata (progetto “Natale reciclando”). Costo irrisorio ma molte critiche: l’installazione, pur ecologica, è giudicata troppo spoglia per Ortigia. La scelta però anticipa la linea del risparmio e riuso degli anni successivi.
- 2014 – Albero tortile in legno (8 m). Il Comune indice un concorso di idee: vince l’ALbero TOrtile (AL.TO) progettato da due architetti siciliani. Struttura in legno grezzo a spirale (colonna tortile barocca reinterpretata), alta ~8 metri. Addobbo minimal e materiali naturali riciclabili. Costo contenuto (premio progettisti ~5.000 €). Reazioni miste: proposta lodata per creatività sostenibile, ma per alcuni poco “natalizia”.
- 2015 – Reprise dell’albero tortile (zero spese). Persistendo la crisi finanziaria, si riutilizza l’albero in legno del 2014. Nessuna novità estetica: Piazza Duomo ha lo stesso AL.TO montato di nuovo dopo Santa Lucia. Il Comune ammette di aver fatto economia totale per garantire almeno le luminarie basilari. Anno di transizione, con addobbi ridotti all’osso ma tradizione salvata in extremis.
- 2016 – Tentativo di sponsor privato. Pubblicato bando per sponsorizzazione tecnica dell’albero: si chiede a imprese di fornire un’installazione ecosostenibile (min. 8 m) in cambio di visibilità e spazio per un mercatino natalizio. Deadline 14/11/2016. Esito: non chiaramente documentato; probabilmente nessuna proposta concreta. Verosimilmente si ripiega ancora sul vecchio albero tortile o su un allestimento molto semplice (nessun segnale di un albero diverso nel 2016 nelle cronache disponibili).
- 2017 – Albero 3D “a sfere” (Mariano Light). Cambio radicale: arriva un albero di Natale 3D fornito dalla ditta Mariano Light (Lecce). Struttura metallica 10 m di altezza con sfere di alluminio sovrapposte, illuminata da 60.000 microLED. Costo a carico del Comune ~15.372 € (IVA incl., noleggio chiavi in mano). Effetto spettacolare di notte, più discutibile di giorno. Polemiche: alcuni lo trovano “freddo” e troppo moderno, ma l’amministrazione rivendica l’abbattimento dei costi (prima si spendevano ≥40 mila €) e la scelta innovativa. L’AL.TO in legno viene spostato in viale Tisia come addobbo di quartiere. Si apre l’era degli alberi di design in Piazza Duomo.
- 2018 – Albero di luci gigante 18 m (La Lucerna). Confermato l’approccio hi-tech: installata una struttura moderna alta ~18 metri con pannelli triangolari luminosi, realizzata dalla ditta La Lucerna (CT). Di sera l’albero risplende di LED azzurri e multicolor (“gocce di luce”); design bianco e minimale di giorno. Inaugurata la diffusione nei quartieri: stesso albero (più piccolo, 14 m) anche in zona Mazzarrona, e un altro albero “tortile/luminoso” in Piazza Giovanni XXIII. Accensione a cura del sindaco Italia. Reazioni: in gran parte positive per l’impatto scenico; apprezzato il gesto di portare l’albero anche fuori dal centro. Permangono però i nostalgici dell’abete vero.
- 2019 – Cono luminoso 21 m con 800.000 LED. Allestimento di punta: albero-cono in ferro 21 m con decorazioni a rosoni luminosi (Ø fino 5 m). Spettacolo multicolore (LED blu, verdi, gialli, rossi). Un secondo albero di luci viene montato in via Barresi (Mazzarrona) e ricompare un abete tradizionale su una rotatoria in memoria del giovane Renzo Formosa. Polemiche: installazione definita “solo luci” e troppo sfarzosa da alcuni; residenti e turisti divisi. Temporaneo stop alle luci per motivi di sicurezza (bambini toccavano lampadine, si interviene con protezioni). Resta uno degli alberi più fotografati, ma alimenta il dibattito tradizione vs. design.
- 2020 – Abete (finto) tradizionale, anticipato. Anno del Covid, niente folla di Santa Lucia: il Comune anticipa l’installazione all’8 dicembre. Piazza Duomo accoglie un albero di Natale classico, abete artificiale addobbato in stile tradizionale. Scelta simbolica per riportare normalità: l’albero “mette tutti d’accordo”, polemiche azzerate. Costo: non dichiarato (assenza di determine specifiche), definito un “mistero” dalla stampa che lamenta scarsa trasparenza. Atmosfera sobria ma calorosa; l’emergenza sanitaria impone festeggiamenti ridotti ma l’albero c’è, ed è molto apprezzato.
- 2021 – Ritorno all’albero di luci (21 m). Con la ripresa delle celebrazioni, Siracusa torna al modello luminoso: installata una struttura conica illuminata simile a quella del 2019 (circa 21 metri con ~800mila LED totali). Accensione a metà dicembre con pubblico e arcivescovo. Reazioni: la maggioranza accoglie bene il ritorno dello spettacolo di luci (dopo il 2020 dimesso), ma sui social ricompare la frangia che reclama un abete vero. Il Comune inquadra l’albero nell’appalto luminarie generale; spesa inclusa nel budget ~240mila € per le luci cittadine (nessun dato ufficiale separato). Si consolida l’idea di alternare innovazione e tradizione in base alle opportunità e alle risorse disponibili.
- 2022 – Luminarie diffuse, ma polemiche in agguato. Nessun cambio di rotta segnalato: Piazza Duomo riceve un albero luminoso (probabilmente riciclando materiali di anni precedenti). Addobbi estesi anche in altri punti (tunnel di luci in corso Matteotti, ecc.). Critiche latenti: il Natale sembra “sottotono” a causa di orari ridotti di accensione (crisi energetica) e di una certa ripetitività nell’allestimento. Nessuna polemica eclatante, ma cresce l’attesa di qualcosa di diverso in futuro.
- 2023 – Niente albero fino all’ultimo (e installazione minima). Anno critico: per metà dicembre Piazza Duomo resta senza albero né luci, scatenando proteste pubbliche. Editoriali parlano di piazza “al buio” e cittadini sconfortati. Solo il ~19 dicembre il Comune corre ai ripari montando un albero di sole luci molto sobrio, di dimensioni modeste, giusto per salvare l’immagine. Polemiche furiose: Siracusa viene percepita come inadempiente rispetto ad altre città, opposizioni all’attacco. L’allestimento finale – un cono luminoso semplice – è giudicato insufficiente e frutto di improvvisazione, anche se tecnicamente decoroso. L’episodio spinge il Comune a cambiare strategia nel 2024.
- 2024 – Albero vero donato da sponsor (8,5 m). Svolta positiva: grazie alla sponsorizzazione di Sofine (azienda locale), in Piazza Duomo torna un abete naturale vivo in zolla. Alto 8,5 m, addobbato con luci dorate/azzurre e ornamenti artigianali riciclati. Ai piedi: slitta con renne in ferro battuto e cassetta per le lettere a Babbo Natale. Installato dal 16 dicembre (dopo Santa Lucia). Innovazioni green: dispositivo che mostra la CO₂ assorbita dall’albero in tempo reale; decorazioni da materiali riciclati. Costo per il Comune: zero (tutto a carico dello sponsor). Apprezzamento altissimo: l’albero “che respira” conquista cittadini e turisti, combinando tradizione e sostenibilità. Viene premiata la via della collaborazione pubblico-privato per valorizzare il Natale siracusano.
- 2025 – Albero di design contemporaneo (14 m). Si torna al design nell’ambito dell’appalto luminarie aggiudicato a Lumen (valore totale ~210mila €). Dopo indiscrezioni, a metà dicembre si monta un albero conico metallico di ~14 metri a spirale luminosa. Stile moderno ma meno “eccentrico” di passate installazioni: luci LED bianche e azzurre, motivo elicoidale. Basamento rinforzato e protezioni predisposte (spesa ~6mila €) per sicurezza. Reazioni 2025: dibattito acceso ma toni più miti rispetto al 2023. Molti riconoscono l’eleganza dell’albero di luce e l’allineamento alle tendenze nazionali; altri rimpiangono l’abete vivo del 2024. L’amministrazione difende la scelta come ponderata e in linea col budget (nessuno sponsor quest’anno). L’albero 2025, inaugurato pochi giorni prima di Natale, conferma che Siracusa continua ad alternare tradizione e innovazione, cercando di imparare dall’esperienza storica documentata.
Fonti e bibliografia essenziale
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- Comune di Siracusa — Determina Dirigenziale n. 6405 del 11/12/2025 – Estensione del servizio luminarie 2025/2026 a LUMEN Srl per fornitura e montaggio albero di Natale Piazza Duomo (incremento importo contrattuale) — portalepa.comune.siracusa.it — 11 dicembre 2025 — Accesso 23/12/2025
- Comune di Siracusa — Determina Dirigenziale n. 5690 del 14/11/2025 – Affidamento alla ditta LUMEN Srl (Catania) del servizio noleggio, allestimento, montaggio/smontaggio e manutenzione luminarie artistiche e installazioni luminose festività 2025 — portalepa.comune.siracusa.it — 14 novembre 2025 — Accesso 23/12/2025
- Comune di Siracusa — Determina Dirigenziale n. 6751 del 19/12/2025 – Realizzazione basamento e recinzione per installazione albero di Natale Piazza Duomo 2025 (CIG B9897B98FF) — portalepa.comune.siracusa.it — 15 dicembre 2025 — Accesso 23/12/2025
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- Libertà Sicilia — Siracusa. Nessun albero di Natale a piazza Duomo? «Questo non è amore» — 11 dicembre 2023 — libertasicilia.it — Accesso 23/12/2025
- La Repubblica (Palermo) — Bellissimo, anzi no. Da Palermo a Siracusa l’albero di Natale in piazza divide residenti e turisti — di Marta Occhipinti — 20 dicembre 2023 — repubblica.it — Accesso 23/12/2025
- SiracusaOggi.it (Redazione) — Siracusa. Spente da due giorni le luci del grande albero di Natale di piazza Duomo — SiracusaOggi (online) — 19 dicembre 2019 — Accesso 23/12/2025
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- SiracusaNdó News — Il mistero del costo dell’Albero di Piazza Duomo. Bello ma nessuno conosce il suo costo — 19 dicembre 2020 — siracusando.news — Accesso 23/12/2025
- SiracusaPress.it — Piazza Duomo, arriva l’albero ecosostenibile che ‘respira’: offerto da Sofine — 12 dicembre 2024 — siracusapress.it — Accesso 23/12/2025
- SiracusaNews.it — L’albero di Natale in Piazza Duomo a Siracusa? Ecco le anticipazioni — 12 dicembre 2024 — SiracusaNews (online) — Accesso 23/12/2025
- SiracusaNews (Facebook) — Post del 16 dicembre 2024: “Natale sta arrivando e… anche l’Albero in piazza Duomo donato da Sofine!” — via facebook.com/siracusanews — 16/12/2024 — Accesso 23/12/2025
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- Obra Architects — B33 Albero di Natale Installation, Siracusa (2014) — obraarchitects.com — Accesso 23/12/2025
- ArchiPortale — ALbero TOrtile | Urban – Progetto Vincitore concorso Tree-ciclo (Siracusa Ortigia) — Archiportale.com — 2016 — Accesso 23/12/2025
- SiracusaOggi.it (Gianni Catania) — Siracusa. Albero di Natale in piazza Duomo? Sì, ma ci “pensa” lo sponsor — SiracusaOggi (online) — 17 ottobre 2016 — Accesso 24/12/2025
Scheda aggiunta da Alessandro Calabrò il 24 dicembre 2025.