Piazzetta dei cavalieri di Malta

Piazzetta di Ortigia con pavimentazione a losanghe e affaccio dell’ex chiesa di San Biagio.
Aggiornato in data 29 Dicembre 2025 da Alessandro Calabrò

La Piazzetta dei Cavalieri di Malta è un piccolo slargo pedonale situato nel cuore di Ortigia, centro storico di Siracusa. Si distingue per la pavimentazione elegante, composta da lastre di pietra calcarea chiara e pietra lavica scura disposte a formare un motivo geometrico a losanghe bicolori, che conferisce allo spazio un aspetto ordinato e storico. L’ambiente è raccolto e incorniciato da edifici d’epoca di 2–3 piani, con facciate intonacate ormai patinate dal tempo. Su di esso si affaccia in posizione scenografica la facciata convessa dell’ex chiesa di San Biagio (nota anche come chiesa dei Cavalieri di Malta), che funge da fondale architettonico senza però sovrastare la dimensione intima della piazzetta. Il perimetro dello slargo è delineato da colonnine metalliche unite da catene, che impediscono l’accesso ai veicoli e separano visivamente l’area pedonale dalla sede stradale adiacente. Nata come sagrato della chiesa, oggi la piazzetta è adibita a spazio pubblico di passaggio e breve sosta, rappresentando un angolo caratteristico di Ortigia integrato nel tessuto viario locale.

Localizzazione e morfologia

La piazzetta si trova lungo via Tommaso Gargallo, asse viario interno di Ortigia che la collega a nord con Piazza Archimede e a sud con via della Maestranza. In effetti lo slargo costituisce un allargamento di via Gargallo circa a metà del suo tracciato, nel quartiere storico un tempo noto come “la Sperduta”. L’accesso principale avviene direttamente dalla via Gargallo, mentre ulteriori piccoli passaggi pedonali (ronchi o cortiletti laterali) potrebbero innestarsi sui lati minori (dato da verificare sul posto). La forma è irregolare ma tendente al rettangolare, con dimensioni contenute: si stima una larghezza di circa 10–12 metri e una lunghezza di circa 15 metri, valori approssimativi da confermare con misurazioni in loco. Il lato orientale della piazzetta coincide con la sede stradale di via Gargallo, mentre sugli altri lati lo spazio è delimitato da edifici. Morfologicamente, la strada presenta un leggero profilo a schiena d’asino con una stretta canaletta centrale per lo scolo delle acque piovane; ne deriva un lievissimo dislivello tra la carreggiata e la piazzetta, evidenziato in alcuni punti da un basso cordolo in pietra ormai consumato. La piazzetta stessa è sostanzialmente pianeggiante e pavimentata in continuità materica con il sagrato della chiesa, risultando percepita come parte integrante del percorso viario pur configurandosi come uno spazio urbano distinto.

Toponomastica

La denominazione ufficiale attuale è “Piazzetta dei Cavalieri di Malta”, come riportato nell’odonomastica comunale recente. Il nome richiama esplicitamente l’Ordine dei Cavalieri di Malta, in riferimento alla storica presenza dei Gerosolimitani (poi Cavalieri di Malta) che fondarono la chiesa prospiciente nel XVI secolo. In passato, lo slargo ha avuto altre intestazioni: tra fine Ottocento e inizi Novecento risulta ad esempio denominato Piazza Cairoli, presumibilmente in onore dei fratelli Cairoli (patrioti risorgimentali). Tale toponimo compare in mappe storiche del periodo 1880–1915. Non è noto con esattezza quando avvenne il cambio di nome da Piazza Cairoli all’attuale intitolazione; è probabile che sia stato adottato ufficialmente nel corso del XX secolo (dato da verificare tramite delibere comunali). Altri nomi popolari non sono documentati, sebbene il luogo fosse spesso identificato dalla vicina chiesa di San Biagio (ad esempio come “piazzetta di San Biagio” in maniera informale).

Il legame con i Cavalieri di Malta deriva dalla storia dell’ex chiesa: il tempio fu infatti costruito dai Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme (poi detti di Malta) dopo la loro cacciata da Rodi nel 1523. I cavalieri ottennero una commenda a Siracusa e intorno al 1500 eressero una chiesa dedicata ai Santi Biagio e Leonardo, ceduta successivamente all’Ordine di Malta: da qui l’intitolazione ufficiosa di “chiesa dei Cavalieri di Malta”, passata poi al sagrato e alla piazzetta antistante. Oggi la denominazione toponomastica mantiene viva la memoria di quella presenza cavalleresca in questo angolo di Ortigia. Va notato che al momento manca in loco una targa con il nome della piazza: dal 2015 risulta assente la tradizionale insegna stradale (danneggiata o rimossa e non ancora ripristinata), rendendo meno immediata per i visitatori l’identificazione ufficiale del luogo.

Sviluppo storico

Origini e periodo rinascimentale: L’area su cui sorge la piazzetta era urbanizzata già in epoca medievale. Alcuni indizi architettonici – come le arcate gotiche trecentesche oggi visibili all’interno dell’ex chiesa – hanno fatto ipotizzare l’esistenza di un precedente luogo di culto sul sito, risalente al XIV secolo. La configurazione attuale iniziò comunque a delinearsi nel XVI secolo, con l’arrivo a Siracusa dei Cavalieri Gerosolimitani dopo la sconfitta di Rodi (1522). Intorno al 1500 i Cavalieri fondarono qui la loro chiesa, dedicata a San Leonardo (poi co-intitolata a San Biagio), affacciata su un piccolo sagrato corrispondente grossomodo all’odierna piazzetta. Si tramanda che prima della costruzione di questo edificio i Cavalieri utilizzassero una cappella provvisoria nelle vicinanze, San Sebastianello, su cui campeggiava uno stemma dell’Ordine (quella chiesetta non esiste più). La “Chiesa dei Cavalieri di Malta” divenne così un nuovo polo religioso nel quartiere, con il relativo spiazzo antistante come sagrato.

Terremoto del 1693 e ricostruzione settecentesca: Il terremoto dell’11 gennaio 1693, che devastò l’intera Sicilia sud-orientale, danneggiò gravemente anche la chiesa. L’edificio venne ricostruito alcuni decenni dopo, completando i lavori nel 1768 grazie all’interessamento di Fra’ Diego Gargallo, commendatore dell’Ordine. Il progetto, affidato all’architetto siracusano Carmelo Bonaiuto con la collaborazione dei fratelli capimastri Saverio, Luciano, Gaspare e Gaetano Alì, modificò radicalmente l’assetto della chiesa: la facciata venne rifatta in forme barocche e resa convessa, mentre l’interno fu decorato con stucchi in linea col gusto dell’epoca, coprendo le precedenti strutture gotiche. Una lapide marmorea datata 1768 – in seguito rimossa e oggi conservata nei depositi del Museo Bellomo – documentava queste trasformazioni, riportando le notizie sulla ricostruzione. È presumibile che in questa fase anche la piazza antistante abbia assunto l’assetto attuale: la nuova facciata barocca fungeva da quinta scenografica per lo slargo, secondo un modello urbanistico tipico dell’epoca.

Secolo XIX: soppressione e usi civili: Con la soppressione degli ordini religiosi (1866) e l’Unità d’Italia, la chiesa fu confiscata dal demanio e deconsacrata. Negli anni seguenti fu concessa in uso alla Società Operaia “Archimede”, che la adibì a sede di una scuola serale popolare, mantenendo così una funzione sociale nella seconda metà dell’Ottocento. Nel 1878 la campana dell’ex chiesa venne venduta alla parrocchia di San Martino per la somma di 329 lire, e trasferita sul campanile di quella chiesa. Verso la fine dell’Ottocento l’immobile passò in parte a privati (alcuni soci della Società Operaia ne divennero proprietari) e fu trasformato in una segheria per la lavorazione del legno. Questo utilizzo improprio accelerò il degrado dell’edificio sacro: le aggiunte settecentesche (volte, decorazioni in stucco) subirono danni enormi a causa delle vibrazioni dei macchinari e crollarono in parte, rivelando però gli elementi originari sottostanti. Durante i lavori e i successivi cedimenti emersero infatti le antiche arcate gotiche lungo le pareti e soprattutto le otto capriate lignee cinquecentesche del tetto, i cui pilastri recano scolpita la croce a otto punte simbolo dei Cavalieri. La piazzetta, persa la funzione di sagrato, rimase comunque uno spazio pubblico del quartiere, circondato da case di abitazione modeste.

Novecento: guerra e abbandono: Durante la seconda guerra mondiale, la piazzetta fu utilizzata anche come punto di accesso a un rifugio antiaereo ipogeo: una botola situata di fronte al civico 29 consentiva ai residenti di Ortigia di calarsi in un ricovero sotterraneo per proteggersi dai bombardamenti (testimonianza da verificare). Nel dopoguerra l’area mantenne un carattere popolare e artigianale: fino agli anni 1960–70 vi operavano falegnami, ebanisti e altri artigiani locali (si ricorda ad esempio una bottega per la costruzione di sedie affacciata sullo slargo). Interventi urbanistici nel quartiere della Sperduta – come l’apertura di una nuova piazza per la costruzione di una scuola negli anni ’30 – non coinvolsero direttamente la Piazzetta dei Cavalieri di Malta, che rimase sostanzialmente immutata nella sua conformazione storica.

Recupero e valorizzazione (anni 1980–2000): Verso la metà degli anni Ottanta, con il piano di recupero di Ortigia, si intervenne anche su questo sito. Nel 1985 il Comune di Siracusa avviò un importante restauro dell’ex chiesa dei Cavalieri di Malta, consolidandone la struttura e riportando in luce le parti originarie cinquecentesche coperte dalle aggiunte successive. In mancanza di fonti ufficiali, si ritiene che in tale occasione sia stata realizzata anche l’attuale pavimentazione a losanghe della piazzetta, nell’ambito di una riqualificazione urbana tardonovecentesca (ipotesi da confermare con documentazione progettuale). Dal restauro in poi lo slargo ha acquisito maggior risalto culturale e scenografico. Nel 1985 fu inaugurata a Siracusa una prima esposizione del costituendo Museo del Cinema; pochi anni più tardi, l’ex chiesa di San Biagio fu destinata a ospitarne la sede stabile. Il museo venne ufficialmente aperto al pubblico nel 1995 nella chiesa restaurata, grazie alla collezione privata di Remo Romeo (cui il museo sarà in seguito intitolato). L’operazione ha contribuito a rivitalizzare l’area, facendo della piazzetta un piccolo polo culturale cittadino. Nel 2023, a seguito della donazione dell’intera collezione da parte di Romeo al Comune, il Museo del Cinema è stato rilanciato e intitolato alla memoria del fondatore, con nuove iniziative espositive (ad esempio la mostra “Verso il Museo del Cinema” inaugurata a maggio 2023 proprio nell’ex chiesa di San Biagio).

Segnalazioni recenti e stato attuale: Nonostante la valorizzazione, negli ultimi anni non sono mancate criticità. All’inizio del 2015 i residenti hanno denunciato lo stato “pessimo” della piazzetta: basole sconnesse e gradini sgretolati, paletti dissuasori divelti e assenza di opportuna segnaletica turistica. Nello stesso periodo fece scalpore la segnalazione di un residente che documentò l’utilizzo improprio dello slargo come parcheggio per mezzi pesanti. L’articolo definì la piazza “una delle bomboniere del centro storico” deturpata da tale malcostume, invocando un intervento per tutelarne il decoro. Tali denunce hanno portato l’attenzione dell’amministrazione comunale sulla necessità di manutenzione e controllo nell’area. In seguito, i dissuasori sono stati ripristinati e il traffico non autorizzato arginato. Ad oggi (2025) la Piazzetta dei Cavalieri di Malta si presenta in condizioni complessivamente buone, pur richiedendo costante cura data la delicatezza delle sue finiture storiche. Rimane uno spazio urbano di pregio nel contesto ortigiano, valorizzato dalla presenza del museo e dalla cornice architettonica, e salvaguardato da una maggiore sensibilità al rispetto del luogo.

Aspetti architettonici e spaziali

Uno degli elementi di maggior risalto della piazzetta è la sua pavimentazione: un lastricato bicromatico realizzato con basole di pietra calcarea chiara di Siracusa alternate a basole di pietra lavica scura. Queste pietre sono disposte a formare un disegno regolare di losanghe (rombi) accostate, creando un elegante effetto a scacchiera diagonale. Il motivo geometrico richiama pavimentazioni settecentesche di contesti siciliani, pur essendo stato probabilmente realizzato in tempi più recenti. Le lastre mostrano i segni del tempo e dell’usura: sottili fessure, giunti leggermente erosi e qualche dislivello millimetrico si notano qua e là, specie lungo le linee di contatto tra i blocchi. Nel complesso, però, il manto lapideo appare ancora stabile e ben aderente al suolo, contribuendo fortemente all’identità visiva del luogo. La differenza di trattamento tra questo selciato a rombi e la pavimentazione della strada adiacente (composta da basole più scure e disposte longitudinalmente) aiuta a distinguere chiaramente l’area pedonale dallo spazio carrabile.

I prospetti edilizi che delimitano la piazza presentano caratteri eterogenei ma armoniosi nel contesto storico. L’ex chiesa di San Biagio domina un lato breve con la sua facciata curva intonacata di bianco avorio: priva di rivestimenti in pietra a vista, essa è movimentata soltanto dal portale barocco modanato e dalla grande finestra mistilinea soprastante (descritti in seguito). Gli altri fronti appartengono a case e palazzetti d’abitazione di 2–3 piani, con intonaci in tinte chiare (ocra, rosa antico, crema) in parte scrostati, che lasciano affiorare la muratura in pietra sottostante in alcuni punti. Si osservano balconi al primo e secondo piano protetti da ringhiere in ferro battuto – alcune semplici “a petto d’oca”, altre con decorazioni ottocentesche più elaborate – e persiane in legno o alluminio verniciate in verde scuro. Al piano terra si aprono portoni d’ingresso in legno scuro o verniciato, talora sormontati da piccole cornici in stucco; diverse aperture del pianterreno (finestre e vecchie botteghe) sono protette da robuste inferriate in ferro, retaggio della destinazione popolare e artigianale dell’area. Non si notano apparati decorativi di pregio su queste facciate, a eccezione di un edificio d’angolo dove spiccano cantonali in pietra a vista e cornici modanate attorno alle finestre: dettagli che suggeriscono trattarsi di un piccolo palazzetto signorile di epoca storica (forse appartenuto a una famiglia agiata locale, dato da approfondire).

L’arredo urbano della piazzetta è ridotto al minimo, rispettando il carattere antico del luogo. Il perimetro verso la strada è segnato da colonnine in ghisa collegate da catene nere, installate per dissuadere l’ingresso dei veicoli: queste delimitazioni creano una barriera fisica bassa ma percepibile, ordinando lo spazio pedonale senza ricorrere a ingombranti transenne moderne. All’interno dello slargo non vi sono panchine né elementi di seduta fissi; le uniche sedute informali sono costituite dai gradini della chiesa o dai bassi cordoli ai margini. L’illuminazione pubblica è garantita dai lampioni stradali di via Gargallo (che diffondono luce anche sulla piazza) e da un paio di lampade a mensola fissate alle pareti degli edifici prospicienti: di sera esse proiettano una luce morbida sul selciato e sul portale, creando un’atmosfera suggestiva, sebbene possano lasciare zone in penombra vicino agli angoli. Per il drenaggio delle acque piovane si notano alcune caditoie e tombini in ghisa incassati a raso nel pavimento, specialmente lungo la canaletta centrale della strada. Nel complesso l’aspetto dello spazio è sobrio e autentico: l’assenza di arredi urbani moderni o segnaletica invasiva fa sì che a dominare siano i materiali tradizionali e le architetture circostanti. Non sono presenti fontane, statue o aiuole ornamentali, coerentemente con la natura di piccolo sagrato e cortile di servizio che lo spazio ha avuto storicamente. L’unico “ornamento” storico può essere considerato proprio il pavimento lapideo, esempio di maestranza locale.

Ex chiesa di San Biagio (cenni)

Il portale barocco convesso dell’ex chiesa di San Biagio, con intagli floreali nella chiave di volta e finestra mistilinea soprastante (foto del 2008).

Sul lato occidentale (a monte) della piazzetta si trova l’ex chiesa dei Santi Biagio e Leonardo, comunemente chiamata Chiesa dei Cavalieri di Malta per via dei suoi fondatori. L’edificio originario risale agli inizi del XVI secolo, quando i Cavalieri Gerosolimitani stabilitisi a Siracusa costruirono una loro chiesa in questo sito. Alcuni elementi interni suggeriscono anche preesistenze medievali (come le arcate ogivali trecentesche emerse durante i restauri), ma l’assetto attuale è frutto della ricostruzione tardo-barocca seguita al terremoto del 1693. La facciata, completata nel 1768, è un raro esempio di prospetto convesso in stile barocco a Siracusa: la superficie intonacata curva verso l’esterno, conferendo un effetto di movimento plastico. Al centro spicca il portale monumentale in pietra calcarea, dal profilo arco-trilobato convesso, riccamente decorato da modanature e bassorilievi floreali scolpiti nella chiave di volta e sui piedritti. Sopra il portale si apre una grande finestra mistilinea (dalla sagoma curvilinea e spezzata), elegantemente incorniciata da volute e lesene che seguono la curvatura della facciata, completando la composizione barocca. Ai lati del portale si intravedono due targhe marmoree: una moderna, recante la dicitura del Museo del Cinema, e una più antica il cui testo è poco leggibile (forse commemorativa della ricostruzione settecentesca, da verificare). L’esterno della chiesa, tinteggiato a calce in colore chiaro, è volutamente sobrio al di fuori degli elementi decorativi citati, e si inserisce con discrezione nel contesto urbanistico.

L’interno della chiesa è a navata unica coperta da una volta a crociera. Attualmente non è regolarmente aperto al culto (la chiesa è sconsacrata) ma accessibile in occasione di mostre ed eventi museali. Lungo le pareti interne si susseguono otto arcate ogivali a sesto acuto – inglobate nella muratura barocca ma riportate in vista dal restauro – i cui pilastri presentano formelle scolpite con la croce ottagona, simbolo dei Cavalieri di Malta. Questi elementi tardogotici contrastano con le aggiunte decorative settecentesche ancora parzialmente visibili verso l’altare (stucchi e cornici ormai in gran parte deteriorati). Dopo la sconsacrazione post-unitaria, l’edificio conobbe vari usi: sede della Società Operaia e scuola popolare, quindi falegnameria e segheria, subendo profonde alterazioni. L’ultimo restauro del 1985 ha consolidato la struttura e rimosso le superfetazioni, recuperando il più possibile le parti originarie rimaste. Oggi l’immobile è di proprietà comunale e ospita il Museo del Cinema “Remo Romeo”, dedicato alla storia del cinema: vi sono esposte apparecchiature cinematografiche d’epoca, manifesti e cimeli donati da collezionisti. La chiesa funge inoltre da spazio espositivo polivalente per mostre temporanee, conferenze e piccoli concerti, sfruttando l’ottima acustica dell’aula. Dal punto di vista urbano, la presenza scenografica dell’ex chiesa conferisce identità alla piazzetta: il suo prospetto curvilineo accompagna l’andamento della via Gargallo e attira lo sguardo di chi entra nello slargo, costituendo l’elemento di focalizzazione architettonica dell’intero spazio.

Edifici e affacci

Oltre alla chiesa, la piazzetta è delimitata da alcuni edifici storici di carattere prevalentemente residenziale. Sul lato opposto alla chiesa si trova un basso fabbricato di due piani, intonacato e dotato di balconcini al primo piano: al piano terra presenta ingressi recanti i civici 38 e 39 di via Gargallo (visibili sulle porte nelle foto di dettaglio). Questo edificio è suddiviso in unità abitative private; alcuni appartamenti potrebbero essere destinati a casa vacanze, data la posizione suggestiva (un’inserzione turistica citava ad esempio una “Casa vacanza nel cuor di Ortigia” affacciata su questa piazzetta, informazione da confermare). I prospetti di tale edificio sono sobri, con aperture simmetriche incorniciate da semplici modanature e persiane in legno; le finestre al pianterreno sono protette da grate, mentre i balconi al piano superiore hanno ringhiere in ferro di foggia tradizionale. L’intonaco appare in parte scrostato, con chiazze che rivelano la pietra sottostante, conferendo un aspetto vissuto ma autentico.

Su un angolo della piazza, verso nord-ovest, si apre un piccolo passaggio ad arco in muratura che conduce fuori dallo slargo: attraverso di esso si accede a un cortiletto interno o a un vicolo pedonale adiacente (la natura di questo varco è da verificare, potrebbe trattarsi di un ronco pubblico oppure di un accesso privato). Questo elemento architettonico – un arco incorniciato dalla pietra – aggiunge un senso di profondità e collegamento alla rete di vicoli retrostanti, pur restando discreto. Accanto all’arco si erge un edificio d’angolo di tre piani, con un grande portone in legno che dà su via Gargallo al civico 32. Al pianterreno di questo stabile si notano ampie aperture ad arco ormai tamponate (forse antiche botteghe o magazzini poi convertiti in abitazione), mentre ai piani superiori vi sono balconi con ringhiere “a petto d’oca”. L’intonaco qui è molto deteriorato in alcune porzioni, lasciando affiorare la muratura originaria; ciononostante, l’edificio conserva una certa imponenza angolare e potrebbe includere parti integrate con l’ex chiesa o appartenenti a edifici attigui storici (il civico 32 potrebbe indicare un ingresso secondario dell’ex chiesa o di una proprietà contigua, dettaglio non del tutto chiaro).

Dal lato meridionale la piazzetta si apre nuovamente sulla via Tommaso Gargallo, che prosegue oltre lo slargo. Qui non vi è un fronte edilizio continuo a chiudere la piazza: l’accesso principale è infatti garantito da due varchi tra le colonnine con catena posti sul limite della carreggiata. Sulla destra di chi entra (lato ovest) rimane la facciata della chiesa, mentre sulla sinistra (lato sud-est) la piazzetta confina con l’angolo di un altro edificio residenziale di due piani, il cui ingresso appartiene al vicolo adiacente. Quest’ultimo edificio presenta piccole aperture e portoncini secondari (alcuni murati, altri dotati di inferriata) che lasciano intuire come potesse trattarsi di strutture di servizio collegate alla chiesa – ad esempio una sacrestia o ambienti annessi – oggi in disuso. Complessivamente, gli affacci sulla Piazzetta dei Cavalieri di Malta alternano porzioni in buono stato e altre bisognose di restauro, ma nessuno stona con il contesto storico. Non si trovano attività commerciali con vetrine direttamente sullo slargo: né bar né negozi vi si affacciano, contribuendo alla tranquillità del luogo. Solo una piccola targa sulla facciata dell’ex chiesa segnala la presenza del Museo del Cinema, mentre gli altri edifici non recano insegne. Si notano sulle pareti solo elementi moderni minori, come unità esterne di climatizzatori e lampioncini, ma nel complesso l’impatto visivo contemporaneo è minimo e domina l’atmosfera storica.

Usi e vita del luogo

La Piazzetta dei Cavalieri di Malta ha oggi una funzione principalmente pedonale ed è priva di traffico veicolare all’interno (il transito automobilistico è limitato alla sola via Gargallo, accessibile ai residenti con permesso). Lo slargo è utilizzato da residenti e visitatori come luogo di passaggio e di breve sosta, più che come spazio di ritrovo prolungato, viste le dimensioni ridotte e l’assenza di panchine o arredi per sedersi. Durante il giorno è frequentata da turisti che spesso la attraversano seguendo percorsi secondari tra Piazza Archimede, la Giudecca e via Maestranza: molti si soffermano per fotografare l’ex chiesa o la particolare pavimentazione, attratti dalla quiete pittoresca del luogo. I residenti vi transitano per raggiungere le proprie abitazioni o le vie adiacenti; talvolta si vedono bambini del quartiere giocare nello slargo, approfittando della relativa sicurezza offerta dall’area chiusa al traffico (pur non essendo un’area giochi formale, l’assenza di automobili la rende un piccolo cortile ideale per giochi spontanei sotto l’occhio vigile dei genitori).

Pur mancando sedute attrezzate, la piazzetta invita alla sosta breve: i bassi gradini dell’ex chiesa o i bordi dei marciapiedi vengono spesso usati come sedili improvvisati da passanti e turisti, ad esempio per consumare un gelato all’ombra degli edifici o consultare una mappa in tranquillità. Nelle sere estive non è raro vedere gruppetti di persone sedute sui gradini a conversare in un’atmosfera tranquilla, approfittando del silenzio lontano dalla folla. La posizione leggermente defilata rispetto ai flussi turistici principali fa sì che lo slargo offra un angolo di pace pur trovandosi a pochi passi dalle zone più frequentate: di notte l’area rimane calma e illuminata quel tanto che basta, senza locali notturni nei paraggi né schiamazzi, risultando sicura e silenziosa.

La piazzetta svolge anche un ruolo in alcune attività culturali legate al Museo del Cinema e alla vita di quartiere. In passato (anni ’70) si ricordano rappresentazioni teatrali all’aperto gratuite organizzate in questo spazio, sfruttando la cornice scenografica dell’ex chiesa. Più di recente, manifestazioni culturali di piccola scala hanno avuto luogo qui: ad esempio nell’ambito dell’Ortigia Festival o di rassegne locali, la piazzetta è stata talvolta utilizzata per presentazioni di libri, performance musicali acustiche o proiezioni cinematografiche en plein air (sfruttando la parete della chiesa come schermo). Anche inaugurazioni di mostre fotografiche all’interno dell’ex chiesa hanno portato pubblico a riversarsi all’esterno, trasformando lo slargo in una naturale estensione dell’evento. Questi utilizzi, compatibili con le ridotte dimensioni del luogo, ne mantengono vivo il carattere senza stravolgerne la quiete quotidiana.

Quanto alla vita del quartiere, la piazzetta è circondata da abitazioni miste tra residenti stabili e strutture ricettive. Di giorno si vedono residenti svolgere attività comuni – ad esempio qualcuno stende panni dal balconcino o pulisce l’ingresso di casa – mentre ospiti di case vacanza esplorano i dintorni muniti di fotocamere. L’assenza di esercizi commerciali diretti sullo slargo fa sì che non vi sia un viavai consumistico: la socialità è quella spontanea tra vicini di casa e passanti. In estate, le sere fresche favoriscono brevi incontri: gli anziani si siedono sull’uscio a scambiare due parole, i bambini portano le biciclette giocattolo, i turisti si fermano a godere dell’atmosfera genuina. La percezione comune è che la Piazzetta dei Cavalieri di Malta sia uno spazio a misura d’uomo, un piccolo rifugio nel dedalo di vicoli di Ortigia.

Non mancano però alcune criticità d’uso segnalate nel tempo. Un problema denunciato dai residenti è stato il parcheggio abusivo di veicoli all’interno della piazzetta: nel 2015 fece notizia il caso di un grosso furgone introdotto rimuovendo temporaneamente i dissuasori. L’indignazione suscitata (data la violazione del decoro in uno spazio definito “una bomboniera” di Ortigia) portò a richieste di maggior controllo. Oggi il fenomeno pare sotto controllo, grazie alle catene sempre assicurate e a una sensibilizzazione sul rispetto del luogo. Un altro aspetto segnalato è la mancanza della targa toponomastica, già menzionata in precedenza, che crea talvolta confusione: chi non conosce Siracusa potrebbe non rendersi conto di trovarsi proprio nella “Piazzetta dei Cavalieri di Malta”, in assenza di un cartello identificativo (anche se la presenza dell’ex chiesa fornisce un riferimento immediato). Infine, le delicate condizioni del selciato richiedono manutenzione: alcune lastre leggermente instabili e i gradini consumati necessitano di interventi per evitare ulteriori degradi. Ciononostante, la fruizione odierna dello spazio avviene in modo generalmente rispettoso: la piazzetta resta un piccolo gioiello di Ortigia, vissuto quotidianamente ma con discrezione, senza trasformarsi in mero scenario turistico né in area di movida incompatibile col contesto storico.

Accessibilità

Accessibilità motoria

La piazzetta, essendo interamente pedonale e su un unico livello senza gradinate interne, potrebbe a prima vista apparire accessibile a persone con mobilità ridotta; tuttavia sono presenti alcune criticità tipiche dei centri storici. La pavimentazione in basolato presenta irregolarità e giunti non perfettamente planari: le fughe tra le lastre di pietra calcarea e lavica, col tempo, hanno creato piccoli dislivelli che possono ostacolare il transito fluido di sedie a rotelle, carrozzine o deambulatori. In particolare, gli spigoli vivi del motivo a rombi possono causare sobbalzi alle ruote di diametro ridotto. Non vi sono marciapiedi rialzati all’interno dello slargo (la superficie è tutta allo stesso livello stradale), né rampe dedicate, poiché l’accesso avviene direttamente dalla strada. Proprio lungo via Tommaso Gargallo, però, è presente al centro della carreggiata una canaletta di scolo in pietra (dovuta al profilo “a schiena d’asino” della strada): questa stretta scanalatura, sebbene poco profonda, costituisce un potenziale rischio per chi spinge una carrozzina o un passeggino. Le ruote piccole anteriori potrebbero incastrarsi o perdere stabilità passando sopra l’incavo longitudinale, specialmente senza accorgersene. Tale canalina non è evidenziata da segnalazioni visive o tattili, essendo perfettamente integrata nel manto stradale storico.

I dissuasori d’accesso (colonnine con catena) delimitano la piazza lasciando varchi pedonali di circa 1,2 metri; questa larghezza è in genere sufficiente per il passaggio di una sedia a rotelle, ma richiede un po’ di precisione nella manovra. In caso di necessità, le catene possono essere temporaneamente sganciate, ma ciò richiede l’intervento manuale di qualcuno. All’interno dello spazio, la piazzetta offre un diametro libero ampio per la rotazione di una carrozzina (oltre 5 metri), non essendoci ingombri fissi al centro. Tuttavia, il bordo che separa la piazza dalla via presenta in alcuni punti un gradino molto basso (pochi centimetri, ormai smussato dall’usura) che può rappresentare un piccolo ostacolo se non visto: ad esempio, entrando dallo slargo lato sud, vi è un lieve scalino di raccordo tra il basolato della piazza e quello della strada. L’ingresso all’ex chiesa, sede museale, non è attrezzato con rampa fissa: vi è uno scalino di circa 15 cm per superare la soglia del portale. In assenza di una rampa mobile (da predisporre all’occorrenza), ciò rende l’accesso al museo difficoltoso per utenti in sedia a rotelle non accompagnati.

In sintesi, una persona con disabilità motoria può raggiungere e attraversare la Piazzetta dei Cavalieri di Malta, ma deve prestare attenzione al fondo sconnesso e ai piccoli dislivelli presenti. Si consiglia l’assistenza di un accompagnatore per chi utilizza sedie a rotelle manuali o ausili simili, in modo da superare più agevolmente i punti critici (canaletta di scolo, soglie, giunti irregolari). Interventi migliorativi possibili, compatibili con i vincoli storici, potrebbero includere l’installazione di una piccola rampa amovibile all’ingresso del museo e la segnalazione visiva a terra delle discontinuità principali, per aumentare la sicurezza senza alterare il carattere storico del luogo.

Accessibilità visiva

Per i visitatori ipovedenti o non vedenti, la piazzetta presenta alcuni aspetti da considerare. Da un lato, l’assenza di traffico motorizzato elimina il pericolo di veicoli in movimento, rendendo l’area intrinsecamente più sicura di una strada aperta. Inoltre, il contrasto cromatico della pavimentazione (lastre chiare e scure) può offrire un riferimento visivo utile a chi ha un residuo visivo: in condizioni di buona illuminazione, il pattern a rombi aiuta a distinguere l’area pedonale (bicromatica) rispetto alla strada adiacente (a pavimentazione uniforme scura). Anche la massa chiara della facciata della chiesa può fungere da riferimento visivo macroscopico, distinguendosi sullo sfondo degli altri edifici più in ombra.

D’altro canto, la stessa pavimentazione a forte contrasto può creare effetti di abbagliamento o confusione ottica in certe condizioni di luce: sotto il sole diretto, le pietre calcaree chiare riflettono molta luce, potendo disturbare chi è sensibile ai riflessi; di sera, invece, il disegno bicolore perde leggibilità man mano che la luce cala, riducendo il suo beneficio per gli ipovedenti. Non sono presenti percorsi tattili dedicati (come mappe o linee a rilievo) che possano guidare un non vedente all’interno della piazza. Il bastone bianco è quindi l’unico strumento di orientamento possibile sul posto, ma alcuni elementi costituiscono rischi poco percepibili. La canaletta di scolo centrale sulla via Gargallo, essendo stretta e a filo pavimento, può non essere avvertita distintamente al tatto del bastone: c’è il rischio che la punta vi scivoli dentro senza fornire un chiaro segnale, o che il bastone vi rimanga incastrato brevemente, facendo perdere ritmo alla camminata. Analogamente, i dissuasori a catena sono insidiosi per chi non vede: le colonnine sono alte circa 60 cm e le catene corrono orizzontalmente a circa 40 cm da terra – un’altezza tale che il bastone potrebbe passare al di sotto senza urtare nulla a mezz’altezza, esponendo la persona al contatto diretto con la catena sulle gambe. Tali ostacoli bassi e sottili non sono segnalati nè da elementi tattili a terra, né da contrasti cromatici (sono di colore scuro su sfondo scuro).

L’illuminazione pubblica, pur presente, non è studiata appositamente per evidenziare dislivelli o ostacoli: i lampioni su parete illuminano l’area in modo diffuso ma non uniforme. Possono crearsi zone d’ombra vicino ai bordi e lungo il perimetro della chiesa, in cui un ipovedente potrebbe avere difficoltà a distinguere chiaramente le catene o un gradino. Non vi sono segnali acustici o indicatori sonori di alcun tipo (trattandosi di uno spazio pedonale privo di attraversamenti semaforici). Inoltre manca una segnaletica informativa in braille o caratteri grandi: ad esempio, non è presente alcun pannello tattile che illustri dove ci si trova o le caratteristiche del luogo. Per una persona cieca totale, muoversi in autonomia nella piazzetta richiede dunque molta cautela o l’assistenza di una guida. Una strategia potrebbe essere seguire il perimetro toccando con il bastone i muri degli edifici (tecnica del “shoreline”), data la piccola dimensione dello spazio, ma restano i rischi degli ostacoli orizzontali (catene) da affrontare.

In conclusione, l’accessibilità visiva dello slargo è parziale: l’ambiente è privo di pericoli di traffico e relativamente piccolo (il che facilita l’orientamento generale), ma la mancanza di accorgimenti specifici (percorsi tattili, segnalazioni di pericolo) e la presenza di elementi poco percepibili lo rendono insidioso per i non vedenti non accompagnati. Interventi possibili potrebbero includere l’aggiunta di piccole bandelle tattili o cromaticamente contrastanti in corrispondenza delle catene e della canaletta, o l’installazione di mappe tattili all’ingresso della piazza, per migliorare la fruibilità senza alterarne il carattere storico.

Accessibilità uditiva

Per le persone con disabilità uditiva (sorde o ipoacusiche), la piazzetta non presenta barriere fisiche o percettive particolari. La comprensione dello spazio non richiede l’udito: l’ambiente è piccolo e ben definito visivamente, per cui una persona sorda può orientarsi senza difficoltà attraverso i normali indizi visivi. La mancanza di traffico e di rumori forti crea un’atmosfera tranquilla, ideale per chi comunica attraverso la lingua dei segni o fa lettura labiale – non vi è bisogno di alzare la voce né il rischio di suoni di fondo che disturbino la conversazione. Durante eventi o visite guidate, potrebbe essere necessaria la presenza di servizi dedicati (come interpreti LIS o sottotitoli nelle proiezioni) affinché le informazioni orali siano accessibili, ma ciò attiene all’organizzazione delle attività culturali e non allo spazio urbano in sé.

L’illuminazione serale, sebbene non fortissima, è sufficiente a garantire una visibilità discreta, permettendo anche a una persona sorda di muoversi in sicurezza e di continuare a comunicare visivamente con eventuali accompagnatori. In assenza di segnali acustici di allerta (ad esempio non vi sono sirene o semafori nell’area), non si ravvisano particolari necessità di adattamento per la fruizione ordinaria dello spazio. Si può semmai notare che, per una persona cieca che faccia affidamento sull’udito, l’ambiente sonoro è molto ovattato e privo di riferimenti (nessun traffico, pochi rumori): ma per una persona sorda questo costituisce un vantaggio, poiché elimina possibili pericoli uditivi. Nel complesso, l’accessibilità uditiva della piazzetta è buona: una persona sorda o ipoacusica può vivere lo spazio pubblico esattamente come chiunque altro, senza che la mancanza di udito comprometta l’esperienza di visita o la sicurezza.

Accessibilità cognitiva

Dal punto di vista di persone con disabilità cognitive o con difficoltà di orientamento/memoria, la Piazzetta dei Cavalieri di Malta offre un ambiente relativamente semplice da comprendere. Lo spazio è molto piccolo, quasi una “stanza urbana” a cielo aperto: una volta entrati, si hanno immediatamente sott’occhio tutti i riferimenti (la chiesa, le uscite verso la strada, le case attorno). Non vi sono percorsi complessi né possibilità di smarrirsi, data l’evidenza delle vie di entrata e uscita. Questo è positivo per persone che possono andare in confusione in ambienti estesi o labirintici: qui la scala ridotta e la conformazione intuitiva riducono l’ansia da orientamento.

Tuttavia, vi sono margini di miglioramento sul piano delle informazioni accessibili. Attualmente mancano del tutto pannelli esplicativi o segnaletica visiva semplificata: chi arriva potrebbe non identificare subito il luogo, perché come detto non c’è una targa con il nome “Piazzetta Cavalieri di Malta”, né indicazioni sul fatto che l’edificio sia un museo. Una persona con disabilità cognitiva o scarsa familiarità col contesto potrebbe quindi non collegare la chiesa chiusa al ruolo di spazio museale, né comprendere la rilevanza storica del luogo. L’installazione di un semplice pannello con testo chiaro e magari pittogrammi (ad esempio un’icona universale di “museo” vicino all’ingresso, oppure una mappa di Ortigia con un segnaposto che indichi “Sei qui – Piazzetta dei Cavalieri di Malta”) potrebbe aiutare notevolmente l’orientamento cognitivo di tutti, inclusi anziani con lieve decadimento cognitivo o visitatori stranieri spaesati.

L’ambiente, di per sé, è tranquillo e prevedibile: non ci sono stimoli sensoriali eccessivi né cambiamenti improvvisi. Questo giova anche a persone con disturbi dello spettro autistico o con necessità di luoghi poco caotici: la piazzetta offre un piccolo rifugio di calma, con stimoli visivi statici (l’architettura, il disegno a terra) e minimi stimoli sonori. Solo in caso di eventi affollati lo spazio può diventare confusivo, data la compresenza di molte persone in un luogo ristretto – ma tali situazioni sono occasionali e comunque di scala limitata. In generale, l’accessibilità cognitiva dello spazio è discreta: chi ha difficoltà di orientamento riesce comunque a capire dove si trova e dove può andare, grazie alla struttura elementare dello slargo. Migliorabile è invece l’aspetto comunicativo: un arricchimento del luogo con elementi informativi visivi (cartelli, mappe, QR code per audioguide in lingua semplice) potrebbe rendere la piazzetta ancora più accogliente e comprensibile a chiunque.

Fonti e bibliografia essenziale

  • Comune di Siracusa – scheda “Ex Chiesa dei Cavalieri di Malta (Chiesa dei SS. Leonardo e Biagio)” sul sito istituzionale (Patrimonio culturale, ultimo agg. 19/03/2024), disponibile su comune.siracusa.it (consultato il 28/12/2025).
  • Oriana Vella, «Siracusa. Piazzetta dei Cavalieri di Malta trasformata in parcheggio: la segnalazione di un lettore», in SiracusaOggi.it, 3 gennaio 2015 (sez. Attualità), disponibile online qui (consultato il 28/12/2025).
  • Antonio Randazzo, «Cavalieri di Malta» (sezione “Chiese sconsacrate di Siracusa”), testo tratto da Lucia Acerra, Architettura religiosa in Ortigia (Ediprint, 1995), pubblicato sul sito antoniorandazzo.it (ca. 2010) – consultato il 28/12/2025.
  • Antonio Randazzo, «La Sperduta – Ortigia heritage» (pagina dedicata al quartiere medievale della Sperduta), sul sito antoniorandazzo.it (2013) – consultato il 28/12/2025.
  • Lucia Acerra, Architettura religiosa in Ortigia, Siracusa: Ediprint, 1995, pp. 83–84. (Profilo storico-artistico della chiesa dei SS. Biagio e Leonardo, con riferimenti al contesto urbano.)
  • Ignazio Caloggero, scheda “Chiesa di San Leonardo (o San Biagio)” – banca dati La Sicilia in Rete – Heritage (Centro Studi Helios), lasiciliainrete.it (s.d., consultato il 28/12/2025).
  • Salvatore Adorno, Siracusa, identità e storia (1861–1915), Siracusa: Ed. Lombardi, 1996. (Mappa storica in allegato, con toponimo “Piazza Cairoli” per l’odierna piazzetta.)
  • Siracusa News, «La piazzetta dei Cavalieri di Malta è in pessime condizioni. È da salvare», 26 agosto 2015. (Dichiarazione dei consiglieri di quartiere R. Grienti e P. Miceli sulle criticità della piazza; notizia ripresa dalla stampa locale; consultato il 28/12/2025.)
  • Foto di Alessandro Calabrò per Aretusapedia (dicembre 2025).

Scheda aggiunta da Alessandro Calabrò il 29 dicembre 2025

Fonti

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Tabella dei Contenuti

Indirizzo
Via Tommaso Gargallo, Ortigia, Siracusa.
Quartiere / Zona
Ortigia – rione Spirduta
Epoca / Secolo
Origini documentate tra XVI secolo e XVIII secolo (ricostruzione 1768); assetto attuale della piazzetta in parte da verificare.
Accessibilità
Motoria: Basolato con fughe e lievi dislivelli; canaletta centrale su via Gargallo e scalino d’ingresso al museo possono creare difficoltà.
Visiva: Contrasto del pavimento può aiutare alcuni ipovedenti, ma catene e canaletta risultano poco percepibili; assenti percorsi tattili e segnalazioni dedicate.
Uditiva: Nessuna barriera specifica; area tranquilla e facilmente leggibile visivamente, con poche interferenze sonore.
Cognitiva: Spazio piccolo e intuitivo, ma mancano targa e pannelli informativi; utile segnaletica semplice per orientamento e comprensione.
Orari o note pratiche