Monumento ad Archimede

Statua e basamento “Stomachion” sul rivellino del ponte Umbertino, ingresso di Ortigia
Aggiornato in data 8 Febbraio 2026 da Alessandro Calabrò
Monumento ad Archimede
Il Monumento ad Archimede sul rivellino del ponte Umbertino a Siracusa.
DenominazioneStatua di Archimede
Dedicato aArchimede di Siracusa
TipologiaMonumento pubblico (statua commemorativa)
Autore sculturaPietro Marchese
Progetto/arch.Virginia Rossello
Materiale statuaBronzo
BasamentoPietra di Comiso (Stomachion)
LuogoSiracusa, rivellino Ponte Umbertino
QuartiereOrtigia (centro storico)
Coordinate37.0646° N, 15.2906° E
Inaugurazione13 marzo 2016
CommittenteComune di Siracusa (Comitato Archimede)
IlluminazioneImpianto LED artistico (J.-F. Jales)

Il Monumento ad Archimede di Siracusa è un’opera commemorativa dedicata al grande matematico e inventore Archimede, inaugurata nel 2016. Consiste in una statua bronzea raffigurante Archimede, alta circa 2,6 metri, posta su un basamento in pietra che riproduce il rompicapo geometrico dello Stomachion, con incisi simboli delle sue invenzioni. Si trova all’ingresso di Ortigia, sul rivellino del ponte Umbertino, e rappresenta il primo tributo monumentale che la città abbia dedicato al suo più illustre concittadino. L’opera ha anche una valenza educativa e identitaria, celebrando il legame storico tra Archimede e Siracusa e ricordando ai visitatori l’eredità scientifica locale.

Identificazione e collocazione

Denominazione ufficiale e uso comune

Il monumento è comunemente noto come Statua di Archimede o Monumento ad Archimede. Si tratta del primo omaggio monumentale che la città di Siracusa abbia dedicato al suo figlio più illustre, il matematico e inventore Archimede. L’opera unisce una scultura bronzea di Archimede ad un ampio basamento artistico, formando un insieme monumentale unico nel suo genere.

Posizione e contesto urbano

Il Monumento ad Archimede sul rivellino del ponte Umbertino di Siracusa.
Il Monumento ad Archimede sul rivellino del ponte Umbertino di Siracusa.

La statua è collocata sul rivellino del Ponte Umbertino, all’ingresso dell’isola di Ortigia, centro storico di Siracusa. Questo rivellino – una piccola piattaforma che sorge tra i due ponti che collegano Ortigia alla terraferma (ponte Umbertino e ponte Santa Lucia) – si affaccia sulla darsena del porto piccolo, in un’area panoramica ma leggermente defilata rispetto ai flussi pedonali principali. L’indirizzo è talora indicato come “Riva della Darsena, rivellino Ponte Umberto I” e le coordinate geografiche sono circa 37.0646° N, 15.2906° E.

Il monumento è all’aperto e accessibile liberamente in qualsiasi momento; vi si arriva comodamente a piedi sia da Ortigia sia dalla terraferma attraversando il ponte Umbertino. Lo spazio intorno è un’isola pedonale priva di vegetazione (ospita solo alcuni elementi espositivi come un’ancora storica), fungendo da piazzola panoramica sul mare.

Contesto urbano e funzione

La collocazione sul rivellino offre alla statua uno sfondo suggestivo del porto e della città storica. Essendo posta proprio all’ingresso di Ortigia, la scultura accoglie idealmente visitatori e residenti ricordando il legame di Siracusa con Archimede. Il monumento funge anche da piccolo belvedere: i gradoni del basamento invitano le persone a salire e sostare, rendendo l’opera parte integrante dell’arredo urbano e fruibile come panchina e punto d’osservazione sul porto. L’area è accessibile e priva di barriere, sebbene la posizione isolata tra due canali la renda poco integrata con altre attrazioni pedonali.

In occasione di eventi cittadini, la statua è talvolta utilizzata come luogo di ritrovo o partenza (ad esempio, per parate inaugurali delle Feste Archimedee dedicate ai giovani talenti). Di sera, l’illuminazione artistica (quando funzionante) mette in risalto la scultura rendendola visibile anche dal lungomare e dai ponti circostanti.

Descrizione dell’opera

Iconografia della statua

Vista di profilo della statua di Archimede con lo specchio ustorio in mano.
Vista di profilo della statua di Archimede con lo specchio ustorio in mano.

La figura rappresentata è Archimede di Siracusa, ritratto in posizione eretta e dinamica. La scultura in bronzo, alta circa 2,60 metri, mostra Archimede nell’atto di compiere un passo in avanti – descritto dagli autori come un “passo verso la conoscenza” – conferendo movimento e vita alla figura. Il corpo è idealizzato secondo canoni classici: Archimede non è raffigurato come anziano, malgrado si stimi sia vissuto circa 75 anni, bensì con fattezze vigorose da uomo maturo, quasi una divinità greca ispirata all’arte ellenistica del periodo in cui visse. Il volto barbuto e concentrato riprende l’iconografia tradizionale del sapiente. Egli indossa una corta tunica drappeggiata, lasciando torso e braccia parzialmente scoperti, a evocare l’abbigliamento degli studiosi dell’antichità.

La statua regge con la mano destra un oggetto emblematico: un piccolo specchio ustorio (realizzato in bronzo bianco) rivolto simbolicamente verso il mare. Il riferimento è al celebre aneddoto secondo cui Archimede avrebbe usato specchi per concentrare i raggi solari e incendiare le navi nemiche durante l’assedio romano, impresa leggendaria che lo rese famoso nei secoli. Nella mano sinistra, egli tiene un compasso, strumento matematico per eccellenza, anch’esso in bronzo chiaro. Questi attributi sintetizzano due aspetti del genio archimedeo: da un lato l’inventore ingegnoso capace di mirabolanti trovate tecnico-belliche (lo specchio ustorio), dall’altro il matematico e geometra dedito allo studio (il compasso).

La posa generale presenta un equilibrio di contrappesi (chiamato “chiasmo policleteo”) che richiama la scultura classica greca, conferendo armonia e solennità alla figura. Lo sguardo di Archimede è rivolto verso il porto e il mare aperto, quasi a “osservare” l’orizzonte dove si svolse la sua leggendaria difesa di Siracusa. Nel complesso, l’espressione e l’atteggiamento trasmettono concentrazione intellettuale e gravitas, rendendo omaggio al genius loci siracusano.

Materiali e tecnica esecutiva

Primo piano del volto e del busto della statua di Archimede.
Primo piano del volto e del busto della statua di Archimede.

La scultura è realizzata in bronzo artistico tramite fusione a cera persa. La fusione è avvenuta in Toscana, presso la Fonderia Artistica Versiliese F.lli Lucarini di Pietrasanta, nota per produzioni bronzee monumentali. L’uso del bronzo garantisce durabilità all’esterno, anche se l’ambiente marino ha posto sfide conservative (vedi § Conservazione). Parti degli strumenti tenuti in mano (compasso e specchio) sono in bronzo bianco, lega di rame e zinco di colore più chiaro, così da risaltare cromaticamente rispetto alla figura. Dopo la fusione, la statua ha ricevuto una patinatura protettiva finale; la tonalità prevalente del bronzo è bruno-verdastra (oggi con alcune tracce di verde rame dovute all’ossidazione naturale). La resa dei dettagli – dal volto alle pieghe della veste – testimonia l’abilità dello scultore Pietro Marchese, che ha modellato l’opera partendo da bozzetti in creta e cera prima della fusione definitiva.

Il monumento dispone di un impianto di illuminazione artistica a LED, progettato dal lighting designer francese Jean-François Jales. Strisce di LED sono incassate nel basamento (lungo circa 65 metri totali) e faretti dedicati illuminano la statua dall’esterno. In ore serali, quando funzionante, questo sistema illumina i tasselli del basamento e la figura bronzea, creando un effetto scenografico suggestivo in concerto con le luci del porto. Purtroppo negli anni successivi all’inaugurazione l’illuminazione originale ha subito guasti prolungati (vedi § Conservazione), ma in origine costituiva parte integrante dell’opera per valorizzarla anche di notte.

Basamento: forma e simboli dello Stomachion

L’intera statua poggia su un elaborato basamento quadrato che riproduce lo Stomachion (o Loculus Archimedius), il famoso rompicapo geometrico attribuito ad Archimede. Il basamento misura circa 8 × 8 metri ed è realizzato in pietra calcarea bianca di Comiso, proveniente dalla Sicilia sud-orientale. La superficie è suddivisa in 14 tasselli di varie forme poligonali, esatta riproduzione dei pezzi del puzzle dello Stomachion, che insieme ricompongono un quadrato perfetto. Questi blocchi sono stati collocati a differenti altezze: alcuni sono a filo del suolo, altri rialzati fino a un massimo di 60 cm. Ne risulta una piattaforma articolata su più livelli, con gradini e piani praticabili: una soluzione voluta dagli ideatori sia per creare movimento visivo sia per invitare i passanti a interagire con il monumento (i tasselli più bassi fungono anche da sedute). Il tassello più alto dello Stomachion, collocato verso un angolo del quadrato, è quello su cui è fissata la statua bronzea di Archimede; la sommità della testa della statua raggiunge così un’altezza complessiva di circa 3,20 metri dal suolo.

Su ogni tassello in pietra è intarsiato un simbolo che richiama una scoperta, un’invenzione o un ambito di studio di Archimede. In totale, i 14 simboli coprono i principali contributi del grande scienziato siracusano. Ad esempio, sono raffigurati: il Pi greco (π) per la matematica dei grandi numeri, il diagramma di una leva per il principio delle leve (“Datemi un punto di appoggio e vi solleverò il mondo”), una spirale per l’omonima curva di Archimede, una vite senza fine (coclea) per l’invenzione del tubo a spirale sollevacqua, e un’ancora/mano meccanica a simboleggiare le macchine belliche (come la manus ferrea usata contro le navi). Un tassello riporta la scritta “EUREKA” incisa a grandi lettere, celebre esclamazione che la tradizione attribuisce ad Archimede al momento della scoperta del principio di galleggiamento dei corpi. Tra gli altri intarsi vi sono riferimenti al principio di Archimede (probabilmente attraverso l’immagine di una corona immersa nell’acqua o la parola “Eureka” stessa) e allo studio della sfera (Archimede determinò il volume della sfera e il rapporto con il cilindro circoscritto). Ogni simbolo è realizzato ad intarsio scuro sulla pietra chiara, rendendolo ben visibile sul piano del basamento. Questa sorta di “enciclopedia in pietra” intende rappresentare il pensiero di Archimede oltre che la sua figura, invitando i visitatori a conoscere i vari campi in cui il genio si è distinto.

Dal punto di vista costruttivo, il basamento in pietra di Comiso è stato realizzato e montato dall’impresa edile locale Pro Edil Servizi S.r.l., con un’anima strutturale in cemento armato su cui sono stati fissati i tasselli in pietra. La finitura superficiale è levigata, per risaltare gli intarsi e offrire al contempo una superficie calpestabile. L’insieme dei gradoni crea giochi di prospettiva interessanti: avvicinandosi, si possono osservare e toccare i singoli simboli, mentre da lontano il mosaico geometrico disegna un quadrato perfetto visibile dall’alto (ad esempio dagli edifici circostanti o in foto aerea). Il bordo esterno del basamento è contornato dalle luci LED incassate, che di notte delineano i contorni dei tasselli illuminandoli con luce radente. Non sono presenti targhe commemorative o iscrizioni esplicative aggiuntive: il monumento stesso, con i suoi simboli e la scritta “Eureka”, funge da narrazione autoesplicativa dell’omaggio ad Archimede.

Storia e realizzazione

Genesi del progetto (2006–2012)

L’idea di erigere un monumento ad Archimede a Siracusa risale ai primi anni 2000. Nel 2006 un comitato cittadino prese l’iniziativa per colmare l’assenza di una statua pubblica dedicata allo scienziato siracusano. Tra i promotori vi furono l’ingegner Puccio Mascali (poi scomparso prima di vedere realizzata l’opera) e l’avvocato Corrado Piccione, che diventerà presidente onorario del Comitato per il monumento ad Archimede. L’idea raccolse ampi consensi per l’alto valore simbolico: Archimede è considerato il più illustre cittadino nella storia antica di Siracusa, e dedicargli un monumento era visto come un “atto dovuto” per la memoria cittadina. Il Comitato, sostenuto anche da enti locali, avviò quindi un percorso per concretizzare il progetto.

Nel corso degli anni seguenti furono individuati possibili siti e vennero cercati fondi. In particolare, nei primi anni 2000 fu svolto un sondaggio pubblico online per decidere la collocazione: i cittadini scelsero il rivellino del ponte Umbertino come luogo ideale per la statua. Al tempo la scelta apparve suggestiva, essendo un punto panoramico all’ingresso di Ortigia; solo a opera compiuta si sarebbero sollevate critiche su questa posizione (vedi § Critiche). Nel 2012 l’amministrazione comunale, di concerto con la Provincia Regionale di Siracusa, bandì un concorso di idee per la realizzazione del monumento. Al concorso parteciparono vari artisti e progettisti; la proposta risultata vincitrice fu quella presentata dallo scultore siracusano Pietro Marchese insieme all’architetto genovese Virginia Rossello. La commissione giudicatrice premiò questo progetto per l’originalità di affiancare alla statua il basamento ispirato allo Stomachion, combinando così in modo creativo la figura di Archimede con il suo pensiero scientifico. Si trattava, nelle intenzioni, di “trovare il giusto equilibrio tra tradizione e sperimentazione” nel raffigurare Archimede. Oltre a Marchese (classe 1977, già autore di altre opere pubbliche, tra cui una statua subacquea dedicata a Rossana Maiorca nel 2008) e a Rossello, collaborò al progetto per l’illuminazione artistica il designer francese Jean-François Jales.

Iter realizzativo (2013–2016)

Dopo la conclusione del concorso, il progetto subì alcuni ritardi burocratici e nella ricerca di finanziamenti. L’iter riprese slancio nel 2015, grazie all’impegno del vicesindaco Francesco Italia (assessore alle politiche culturali) e del consigliere comunale Cosimo Burti, che sollecitarono l’amministrazione a riprendere in mano la pratica. Fu necessario coordinarsi con la ex Provincia (nel frattempo in fase di dismissione) e con la Soprintendenza ai Beni Culturali per assicurare i permessi paesaggistici, vista la collocazione storica. Recuperati i fondi necessari – inclusa una quota parte che già la precedente giunta municipale aveva stanziato e contributi di privati – si passò alla fase esecutiva. I costi totali non furono particolarmente elevati, grazie anche a sponsorizzazioni e al fatto che il progetto esecutivo era frutto di un concorso. Tra gli sponsor e sostenitori economici vengono citati aziende locali e associazioni: Onda Energia, Solesi Gruppo Irem, IGM Group, Erre Produzioni e Rotary Club Siracusa Ortigia, che contribuirono alla realizzazione e promozione dell’opera.

A fine 2015 la Fonderia Lucarini in Toscana avviò la fusione della statua in bronzo sulla base del modello di Marchese, mentre in Sicilia la ditta edile preparava il basamento in cemento e la sagomatura dei tasselli di pietra di Comiso. Il montaggio in loco del monumento avvenne all’inizio di marzo 2016: il 7 marzo 2016 la statua bronzea, trasportata a Siracusa, fu installata sopra il basamento già predisposto sul rivellino. La scultura venne inizialmente mantenuta coperta fino al giorno della cerimonia ufficiale.

L’inaugurazione si svolse la mattina del 13 marzo 2016, alla presenza di diverse centinaia di persone nonostante condizioni meteo inizialmente incerte. A svelare l’opera fu il sindaco pro tempore Giancarlo Garozzo, affiancato dall’anziano avv. Corrado Piccione in qualità di presidente onorario del Comitato. Erano presenti numerose autorità civili e militari, deputati regionali e nazionali, assessori e consiglieri comunali, a testimoniare l’importanza dell’evento per la città. Durante la cerimonia fu data lettura di una lettera inviata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale – non potendo partecipare di persona per impegni istituzionali – volle inviare il proprio saluto e augurio alla città per l’iniziativa. La presidente del Comitato, Cettina Voza, ringraziò i cittadini per il sostegno e invitò tutti a considerare Archimede un esempio per le nuove generazioni. Particolarmente emozionato si dichiarò lo scultore Pietro Marchese, grato per l’apprezzamento della sua città natale; l’architetto Rossello sottolineò come il basamento fosse stato pensato per essere “vissuto” e rispettato dai siracusani, invitandoli a interagirvi e goderne come spazio urbano condiviso.

Nel suo discorso inaugurale, il sindaco Garozzo evidenziò l’importanza simbolica dell’opera: “Dobbiamo riuscire nell’impresa di far associare il nome di Archimede a quello di Siracusa… Dobbiamo fare in modo che i siracusani siano tutti consapevoli della grandezza di questo scienziato. Celebrarlo in maniera degna significa celebrare la nostra città e la sua invidiabile storia”. La cerimonia si concluse in un clima festoso, con molti cittadini – giovani e anziani – che salirono attorno al basamento, quasi a “prendersi in carico” il monumento dopo una così lunga attesa. Siracusa aveva finalmente reso omaggio ad Archimede con un monumento pubblico, a circa 2300 anni dalla sua morte.

Vicende successive (2016–2020)

Dopo l’inaugurazione, il Monumento ad Archimede divenne presto una tappa riconoscibile del paesaggio urbano siracusano, sebbene situato leggermente fuori dai percorsi turistici più battuti. Già dopo un anno, tuttavia, furono notati i primi problemi di degrado conservativo: nel marzo 2017 la stampa locale segnalò la comparsa di una patina verde sulla barba e sul volto della statua, sintomo del cosiddetto “cancro del bronzo” dovuto all’aggressione salina e corrosiva dell’ambiente marino. In altre parole, la vicinanza del monumento all’acqua di mare e all’aerosol salino aveva avviato processi di ossidazione ciclica del bronzo (formazione di cloruri rameici instabili) che richiedevano un intervento di pulizia e passivazione per evitare danni a lungo termine. Nel contempo, il monumento entrò nelle guide cittadine e fu incluso – sebbene non in primo piano – tra le attrazioni di Siracusa segnalate ai turisti (spesso come semplice “Statua di Archimede” senza ulteriore contestualizzazione).

Negli anni successivi (2018–2020) non si registrarono eventi particolari attorno all’opera, ma col passare del tempo emersero critiche e problemi di gestione (dettagliati oltre). L’illuminazione a LED, inizialmente scenografica, iniziò a presentare guasti: alcuni segmenti di luci si spensero e non vennero riparati tempestivamente, lasciando progressivamente al buio l’intero monumento di notte. La manutenzione ordinaria del sito – pulizia del basamento, controllo delle patine sul bronzo, ecc. – divenne saltuaria, complici ristrettezze di bilancio comunale e forse una certa disattenzione generale. Ciò fece sì che, a pochi anni dall’inaugurazione, Archimede “sparisse dai radar” dell’amministrazione, come osservato polemicamente da alcuni commentatori, finendo un po’ trascurato.

Iniziative di valorizzazione e manutenzione (2021–2025)

A dispetto dei problemi, il monumento continuò a essere utilizzato come simbolo cittadino in varie iniziative culturali. Ad esempio, durante le annuali celebrazioni del Pi Greco Day (14 marzo) – data significativa per Archimede – furono talvolta organizzati piccoli eventi o citazioni del monumento all’interno di conferenze e manifestazioni scientifiche locali. Nel 2022 Siracusa ha ospitato il 2750º anniversario della sua fondazione: in tale contesto Archimede (che visse nel III secolo a.C.) fu spesso ricordato, e il monumento a lui dedicato avrebbe potuto beneficiare di maggiore enfasi, anche se concretamente non risultano interventi specifici su di esso in quell’anno.

Entro il 2023, le condizioni del monumento destavano preoccupazione: l’impianto di illuminazione era ormai completamente fuori uso, lasciando la statua al buio nelle ore serali, e il basamento mostrava segni di sporco e usura, con residui salini e guano. La situazione spinse alcuni cittadini e associazioni a protestare. In particolare, nell’aprile 2024 l’associazione Italiavvenire-Siracusa inviò un appello pubblico chiedendo un intervento urgente per il “degrado e stato di abbandono” in cui versava la Statua di Archimede, definita “bellissima” ma “isolata… e anche senza illuminazione” di notte. Allo stesso tempo sui social network si accendevano discussioni, a volte sterili, sull’estetica dell’opera e sulla sua poca visibilità.

Queste pressioni portarono finalmente a risposte concrete: nell’estate 2024 il nuovo assessore comunale ai lavori pubblici, Giuseppe Gibilisco, prese a cuore la vicenda e avviò personalmente alcune azioni di manutenzione straordinaria. Nel luglio 2024 una squadra comunale effettuò una pulizia approfondita del monumento, rimuovendo incrostazioni e patine dal basamento e dalla statua – un’operazione ordinaria in teoria, ma che non veniva eseguita da tempo. Contestualmente, l’assessore reperì un preventivo per riparare l’illuminazione: la spesa stimata era modesta (circa 2.500 euro per sostituire lampade e 65 m di strip LED). Furono individuati i fondi a bilancio e avviata la procedura per l’affidamento dei lavori di ripristino. Entro la fine del 2024 si prevedeva di riaccendere tutte le luci del monumento, restituendo “luce ad Archimede” dopo anni di buio.

Parallelamente, si iniziò a discutere – su proposta provocatoria dello stesso Pietro Marchese – dell’ipotesi di spostare la statua in una location più centrale (come piazza Archimede o la Fonte Aretusa), viste le polemiche sulla sua scarsa visibilità attuale. L’assessore Gibilisco rispose che una decisione del genere andrebbe condivisa con la cittadinanza, ricordando che furono proprio i siracusani, tramite sondaggio, a scegliere il sito attuale nei primi anni 2000. L’idea di ricollocare il monumento rimane dunque aperta ma delicata, essendo il rivellino comunque parte della storia ormai decennale del progetto.

Nel 2025, il Comune di Siracusa ha inserito la manutenzione del monumento di Archimede tra le priorità di decoro urbano, prevedendo interventi periodici annuali. Inoltre, la statua è stata sempre più integrata nei percorsi culturali: ad esempio, a luglio 2025 la grande parata inaugurale delle Feste Archimedee (festival cittadino dedicato a talento e creatività giovanile) è partita proprio dalla Statua di Archimede, con centinaia di giovani sfilando da lì verso Piazza Duomo. Ciò simboleggia come l’opera, da oggetto inizialmente “ignorato”, stia gradualmente diventando un punto di riferimento riconosciuto nelle attività comunitarie.

Contesto culturale

Archimede (287 circa – 212 a.C.) fu uno dei massimi geni scientifici dell’antichità e il più celebre tra i siracusani illustri. Nato e vissuto a Siracusa, diede lustro alla città con le sue scoperte in matematica, fisica e ingegneria. Il suo legame con Siracusa è profondo: qui elaborò le sue teorie geniali e qui trovò la morte durante la presa della città da parte dei Romani nel 212 a.C. Celeberrimo per risultati come il principio di Archimede sul galleggiamento dei corpi (formulato, secondo la leggenda, dopo l’episodio del bagno e della corona d’oro, da cui il grido “Eureka!”), Archimede eccelse anche nell’invenzione di dispositivi meccanici (leve potenziate, viti idrauliche, catapulte, specchi ustori, ecc.) che difesero Siracusa e rivoluzionarono conoscenze tecniche dell’epoca.

Il monumento a lui dedicato nasce proprio per sottolineare questo forte legame storico e identitario. Nelle intenzioni del Comune e del Comitato promotore, l’opera doveva colmare una lacuna: mentre Archimede è celebrato dagli scienziati di tutto il mondo ed è un simbolo globale dell’ingegno, a Siracusa mancava un segno tangibile della sua eredità. Il monumento quindi svolge anche una funzione educativa e identitaria: ricordare ai siracusani e mostrare ai visitatori che questa città fu patria di un genio universale. Per questo motivo, come dichiarato dalle autorità all’inaugurazione, celebrare degnamente Archimede significa “celebrare la nostra città e la sua invidiabile storia”. I simboli incisi sul basamento richiamano diversi campi del sapere (matematica, astronomia, meccanica) proprio per trasmettere ai giovani e ai turisti la multidimensionalità del pensiero archimedeo e il contributo di Siracusa alla civiltà scientifica.

Dal punto di vista culturale, Archimede è oggi un ambasciatore di Siracusa nel mondo: il suo nome viene associato a musei della scienza, premi e giornate internazionali (come il Pi Day). Siracusa stessa organizza ormai da anni le Feste Archimedee (un festival che gioca sul nome di Archimede per promuovere creatività e innovazione giovanile) e ha intitolato al genio scuole, vie e una piazza (piazza Archimede, dove sorge la Fontana di Diana) – sebbene, paradossalmente, prima del 2016 nessuna statua cittadina lo raffigurasse. Il monumento sul ponte Umbertino dunque s’intreccia al contesto culturale locale: è diventato parte di un percorso della memoria archimedea che comprende anche il vicino Tecnoparco Archimede (un museo all’aperto con ricostruzioni di macchine archimedee a breve distanza, accanto al parco archeologico) e varie iniziative didattiche promosse da associazioni come “La Nuova Archimede” o “La Spirale Archimedea”. In sintesi, la statua funge sia da tributo storico sia da strumento per tenere viva l’eredità di Archimede nella coscienza pubblica contemporanea.

Fruizione e percezione pubblica

Sin dalla sua inaugurazione, la Statua di Archimede è entrata a far parte dell’itinerario urbano di Siracusa, sebbene con una visibilità altalenante. Nel materiale promozionale turistico viene spesso citata tra le cose da vedere: ad esempio, i siti di informazione locale la presentano come “una bellissima statua in bronzo del genio siracusano” che accoglie i visitatori all’ingresso di Ortigia. Viene consigliato di “visitarla prima di entrare a Ortigia per scattare una cartolina con uno dei più importanti personaggi della città”. Molte mappe cittadine la riportano (spesso indicata con un’icona sulla darsena). Presso l’Infopoint turistico di Siracusa sono disponibili schede sul monumento, che ne spiegano brevemente il significato e ne lodano la suggestiva illuminazione notturna (quando attiva). Dunque, nonostante non sia antica, la statua è entrata nei percorsi turistici come simbolo moderno della città scientifica.

La fruizione pratica del sito è libera: residenti e turisti possono sedersi sui gradoni dello Stomachion per riposare, o avvicinarsi alla statua per fotografarla da vicino. Non di rado si vedono bambini e ragazzi salire sui blocchi più bassi, magari accanto alla scritta “Eureka”, utilizzando il monumento in modo interattivo – esattamente come auspicato dai progettisti che lo hanno concepito anche come “spazio da vivere”. Guide turistiche talvolta includono il monumento nelle loro spiegazioni, specie per gruppi scolastici, sfruttando i simboli sul basamento come spunto didattico per parlare delle invenzioni di Archimede. Ad esempio, può essere un punto di inizio per raccontare episodi come quello della vite senza fine o degli specchi ustori, avendo di fronte un’immagine tangibile di tali concetti.

La percezione pubblica dell’opera è stata però mista. Da un lato c’è orgoglio locale per aver finalmente reso onore ad Archimede: molti siracusani hanno accolto positivamente l’iniziativa, e il monumento compare nelle foto ricordo di eventi e manifestazioni cittadine (ad esempio è diventato sfondo per foto di laurea di studenti di ingegneria o matematica, e per cerimonie pubbliche). Anche su piattaforme come TripAdvisor la statua incuriosisce i visitatori: al 2026 la “Statua di Archimede” totalizza decine di recensioni, con giudizio medio discreto (circa 3,8/5). In particolare, viene apprezzata l’idea di rappresentare Archimede con i suoi strumenti e di collocarlo in vista del mare – “finalmente questo famoso scienziato è riconosciuto” commenta un turista, notando come almeno ora Siracusa abbia una sua statua di Archimede.

D’altro canto, molti concordano sul fatto che il monumento meriterebbe maggior valorizzazione. Alcune recensioni segnalano che “se non si sa che c’è, non la si nota nemmeno” data la posizione defilata, e che “il povero Archimede avrebbe meritato ben altro tributo dalla sua città”. Alcuni turisti rimangono un po’ delusi dalle dimensioni relativamente modeste della statua in rapporto allo spazio aperto circostante, trovandola “piccola, sino a scomparire” nel contesto. La sera, poi, l’assenza di illuminazione per molto tempo l’ha resa praticamente invisibile, suscitando commenti negativi sull’incuria (fino al recente ripristino in corso). Anche esteticamente, c’è chi la giudica non particolarmente bella né all’altezza della grandezza del personaggio – osservazione soggettiva ma ricorrente nelle discussioni locali. Tuttavia, col passare degli anni sembra crescere una certa affezione: la statua di Archimede è ormai un elemento del paesaggio siracusano e, come notato da Pietro Marchese, quando i turisti più informati la cercano e la trovano, spesso ne rimangono tutto sommato colpiti, fotografandola volentieri soprattutto con lo sfondo del porto.

Va segnalato che la percezione pubblica è stata influenzata anche dallo stato di manutenzione. Nei primi tempi l’opera era in ottime condizioni e suscitava curiosità; successivamente l’abbandono (rifiuti talvolta lasciati nell’area, luci spente, pietra sporca) ne ha offuscato l’immagine, facendo sì che molti – residenti e non – semplicemente la ignorassero, presa com’era nel buio e nel degrado ordinario. Le recenti azioni di pulizia e rilancio nel 2024-2025 potrebbero migliorare questa percezione, restituendo decoro al monumento. Se l’illuminazione verrà effettivamente ripristinata, la statua potrebbe tornare ad essere un piccolo landmark serale visibile dal ponte e dalla Marina, magari attirando più visitatori. In aggiunta, c’è l’ipotesi di arricchire la fruizione con un pannello informativo o un QR code turistico in loco, per spiegare ai passanti la storia e i simboli dell’opera: attualmente infatti chi la vede senza guida potrebbe non coglierne subito tutti i significati.

In definitiva, la statua di Archimede è percepita dai siracusani in maniera ambivalente: orgoglio per il soggetto, ma anche insoddisfazione per come è stata (finora) gestita e posizionata. Allo stesso tempo, è diventata un punto fotografico e un riferimento: “merita una foto e rappresenta il più celebre siracusano” scrive qualcuno, indicando che comunque chi arriva a saperne dell’esistenza la raggiunge per omaggiare il grande scienziato. Con un’adeguata manutenzione e segnaletica, la fruizione pubblica potrà solo migliorare, integrando appieno questo monumento moderno nel ricco panorama storico-monumentale di Siracusa.

Critiche, contestazioni e polemiche

Fin dalla fase di installazione e inaugurazione, il Monumento ad Archimede è stato oggetto di dibattito locale. Una prima questione polemica riguarda la collocazione scelta. Diversi cittadini ed esponenti culturali hanno sostenuto che posizionare la statua sul rivellino tra i ponti non fosse la soluzione ideale: l’area è un’isoletta circondata dal traffico (automobilistico sul ponte Umbertino) e fuori dal classico circuito pedonale turistico che si snoda dopo il ponte. In sostanza, “quella statua messa in quel posto è poco visibile per turisti e cittadini, andava piazzata in un punto strategicamente più visibile, magari vicino alla Fonte Aretusa o in un’altra piazza importante di Ortigia” – così si esprimeva nel 2024 l’associazione Italiavvenire, riflettendo un sentimento diffuso. Col senno di poi, molti avrebbero preferito collocare Archimede in un luogo come Piazza Archimede (già dedicata allo scienziato e centralissima) o alla Fonte Aretusa sul lungomare Alfeo, dove il flusso turistico è costante e l’opera sarebbe divenuta immediatamente un simbolo cittadino di primo piano. In effetti, alcuni critici notano l’ironia per cui una statua dedicata ad Archimede risulta oggi “nascosta” e “nessuno la vede” se non viene appositamente cercata. Da queste considerazioni è nata anche la proposta (provocatoria ma non troppo) di spostare il monumento: nel 2024 lo stesso autore Pietro Marchese ha dichiarato, amareggiato, “Levatela da lì, dove sta non importa a nessuno”, auspicando una ricollocazione più dignitosa se la situazione di abbandono fosse continuata. Il Comune ha aperto all’idea di interpellare i cittadini in merito, ricordando comunque che furono loro a indicare il rivellino tramite sondaggio anni fa. Il dibattito rimane aperto, con posizioni contrastanti: c’è chi difende il fascino dell’attuale posizionamento sul mare, e chi invece lo reputa uno “spreco” di visibilità.

Un altro filone di critiche riguarda l’estetica e le dimensioni dell’opera. Sui social network locali e in vari commenti, alcuni hanno giudicato la statua “bruttina” o non all’altezza delle aspettative monumentali. Viene talvolta definita troppo “piccola” o “esile” rispetto allo spazio aperto in cui è inserita. In confronto a statue celebrative di altri personaggi (si cita ad esempio Archimede Pitagorico a Catania, pur essendo un cartone animato, dotato di una presenza più iconica in città), qualcuno considera quella siracusana poco impressiva. Altri ancora criticano alcuni dettagli iconografici: per esempio, c’è chi avrebbe preferito Archimede con un modello di planetario o con altri simboli scientifici, invece che con lo specchio ustorio (visto come basato su un mito dubbio) – sebbene la maggioranza sembri apprezzare il riferimento leggendario. Tali giudizi restano soggettivi; va detto che l’opera ha anche ricevuto apprezzamenti artistici, e nel 2016 vinse una sezione di scultura del Ginko Award proprio per il suo valore innovativo. Il suo stile classicheggiante misto a elementi simbolici contemporanei è stato lodato da alcuni critici d’arte. Dunque le opinioni sull’estetica restano divisive: come riportato da Marchese nel 2024, “assisto solo a sterili polemiche social se la statua sia bella o brutta, piccola o grande”, lamentando che ci si soffermi su questo anziché sul significato.

Molte polemiche si sono poi concentrate sul degrado e la manutenzione (o mancanza di essa). Col passare del tempo, i cittadini hanno notato l’apparente disinteresse delle istituzioni per il monumento: nessun evento di rilievo dopo l’inaugurazione, scarsa promozione, e soprattutto manutenzione nulla. Un articolo del 2019 titolava provocatoriamente che Archimede “vive nell’oscurità” – alludendo non solo alle luci spente ma anche al fatto che il genio, celebrato ovunque, a Siracusa fosse finito ignorato in un angolo buio. L’assessore alla cultura in carica ammise la trascuratezza e, come visto, solo nel 2024 si corse ai ripari. Nei periodi peggiori, l’area attorno alla statua era recintata per via di cantieri limitrofi (lavori di consolidamento al vicino ponte Santa Lucia), il che la rendeva ancor meno accessibile e piacevole. Tutto ciò ha generato indignazione in parte dell’opinione pubblica: articoli di giornale, interrogazioni di consiglieri comunali e interventi di associazioni hanno denunciato “lo stato di abbandono di Archimede”, definendolo “uno dei monumenti più trascurati della città” e chiedendo interventi immediati. Questa pressione mediatica ha avuto, come descritto, effetti positivi smuovendo l’amministrazione nel 2024. Resta però l’amaro in bocca a molti osservatori per il fatto che si sia dovuto arrivare a polemiche accese per curare un monumento che, per la sua importanza simbolica, avrebbe dovuto essere costantemente all’attenzione.

In minima parte vi sono state anche segnalazioni di atti vandalici o incidenti: fortunatamente nulla di grave. Si riporta solo che occasionalmente qualche incivile ha lasciato rifiuti o scritte sull’area (subito ripuliti), e una volta pare che la punta del compasso in bronzo sia stata trovata piegata, forse a causa di qualcuno che vi si era appeso o di un urto accidentale. Non risultano invece danneggiamenti volontari significativi né furti di parti dell’opera – anche perché l’area, pur buia, è relativamente sorvegliata dal passaggio continuo di auto sul ponte e dalla vicina Capitaneria di Porto.

In sintesi, le maggiori controversie attorno al Monumento ad Archimede riguardano dove si trovi e come viene gestito. La figura di Archimede in sé non è oggetto di contestazione – tutti concordano sul fatto che Siracusa dovesse rendergli omaggio – ma la comunità siracusana ha dibattuto e continua a dibattere su come renderlo un tributo davvero degno. C’è chi invoca di “far brillare” Archimede di più (letteralmente e metaforicamente) e chi, con un filo di sconforto, aveva persino suggerito di rimuoverlo piuttosto che vederlo dimenticato. Ora che la situazione manutentiva è in miglioramento, le polemiche potrebbero placarsi; ma rimane la lezione che anche un monumento moderno, se non adeguatamente valorizzato, rischia di diventare “invisibile” agli occhi di tutti, Archimede compreso.

Conservazione

Il Monumento ad Archimede, esposto agli agenti atmosferici marini, ha posto fin da subito alcune sfide in termini di conservazione. Di seguito i punti principali riguardanti lo stato di conservazione e gli interventi effettuati o necessari:

  • Materiali e ambiente: La statua in bronzo si trova a pochi metri dall’acqua salata del porto e subisce continuamente l’azione dell’aerosol marino carico di cloruri. Questa condizione ha favorito la formazione del cosiddetto “cancro del bronzo”, un fenomeno corrosivo caratterizzato da patine verde-azzurre di cloruro rameico basico che possono estendersi nel metallo. Già a marzo 2017, a un anno dall’installazione, si osservava una patina verde sulla faccia e barba di Archimede, indice di corrosione attiva del bronzo. Secondo gli esperti, ciò potrebbe essere dovuto a una difficoltà nel realizzare una patinatura protettiva completa in quelle zone durante la fusione (aree difficilmente raggiungibili dal trattamento). Ad ogni modo, la presenza di patine corrosive richiede periodiche operazioni di pulizia e passivazione per evitare che il processo progredisca fino a indebolire il metallo.
  • Interventi sul bronzo: In risposta all’allarme del 2017, vennero suggerite tecniche di restauro come pulitura galvanica, riduzione elettrolitica o trattamento con agenti chimici (sesquicarbonato di sodio, benzotriazolo) per rimuovere o stabilizzare i prodotti di corrosione. Non risulta che in quegli anni sia stato realizzato un intervento conservativo specialistico sulla statua – probabilmente per mancanza di fondi dedicati. La patina verde è rimasta visibile in forma limitata (soprattutto nelle cavità della barba). Solo con la pulizia straordinaria del 2024 si è provveduto almeno a rimuovere lo sporco superficiale e i depositi salini dal bronzo. Non è noto se durante quella pulitura si sia applicato anche un protettivo (cera microcristallina o inibitore di corrosione) sul bronzo: sarebbe buona prassi farlo, ma non è stato comunicato ufficialmente. È auspicabile in futuro un restauro più approfondito, magari in occasione di un anniversario, per assicurare lunga vita alla statua: i metodi per “curare” il cancro del bronzo esistono e sono stati suggeriti dagli specialisti locali.
  • Stato del basamento in pietra: La pietra calcarea di Comiso, di colore chiaro, risente dell’esposizione agli agenti atmosferici e all’uso pubblico. Nel tempo ha mostrato annerimenti dovuti a depositi (polveri, smog, guano di uccelli) e formazione di alghe o licheni nelle parti più umide. Inoltre, essendo calpestabile, alcune superfici presentavano graffi e macchie. La pulizia del luglio 2024 ha rimosso la maggior parte dello sporco, restituendo ai tasselli il loro colore bianco originario. Si è trattato di un intervento di lavaggio e spazzolatura straordinaria, poiché “non si vedeva da tempo” una pulizia così accurata del monumento. Per il futuro, è previsto un mantenimento più regolare, con pulizie periodiche annuali o semestrali per evitare accumuli di sporcizia. Quanto agli intarsi incisi (in pietra scura o bronzo incassato), non risultano danneggiati; necessitano solo di essere tenuti puliti per restare ben leggibili. Alcuni segmenti di stuccatura tra un tassello e l’altro avevano ceduto leggermente (probabilmente per assestamento o dilatazioni termiche), ma nulla di strutturalmente rilevante.
  • Impianto di illuminazione: L’illuminazione LED, parte integrante del progetto scenografico, si è guastata progressivamente entro pochi anni. Diverse sezioni di strip LED incassate nel basamento si erano bruciate o staccate, e alcuni faretti erano fuori uso già attorno al 2020. Ciò ha lasciato il monumento al buio nelle ore notturne, fatto lamentato da cittadini e turisti. Solo nel 2024 il Comune ha predisposto il ripristino completo dell’impianto: i tecnici hanno stimato l’acquisto di nuovi corpi illuminanti (resistenti all’acqua e all’esterno) e di circa 65 metri di strisce LED da installare nuovamente. I lavori, dal costo modesto (~2,5 mila euro), sono stati affidati e dovrebbero concludersi entro il primo semestre 2025, restituendo finalmente l’illuminazione originale. In parallelo, si sta valutando di migliorare la protezione dell’impianto dalle intemperie (ad es. sigillando meglio le canaline e utilizzando LED di grado marino) per evitare futuri guasti frequenti. Una volta riattivato, l’impianto consentirà di illuminare la statua e i simboli dello Stomachion con luce bianca calda durante la notte, riproponendo quell’effetto “suggestivo” pensato in origine. Sarà cura dell’amministrazione inserire la manutenzione di queste luci nel piano di gestione ordinaria (sostituzione lampade bruciate, controlli elettrici periodici).
  • Durabilità e monitoraggio: Strutturalmente, il monumento non presenta parti in movimento o critiche dal punto di vista statico: la statua è ben ancorata al basamento con perni, e il basamento poggia su una piattaforma di cemento armato solida. L’insieme è progettato per resistere agli agenti esterni; tuttavia, data la posizione marina, è soggetto a veloci cicli di degrado. Per garantirne la durabilità, gli esperti raccomandano un monitoraggio costante: verificare annualmente lo stato della patina del bronzo (intervenendo se ricompare verde rame in profondità) e delle sigillature della pietra. Nel 2024 lo scultore Marchese ha chiesto espressamente al Comune di istituire un servizio di manutenzione annuale del monumento, proposta accolta dall’assessore competente. Ciò significa che, d’ora in avanti, Archimede dovrebbe ricevere una “visita” tecnica almeno una volta l’anno per pulizia, piccoli ritocchi e verifica illuminazione.

In conclusione, lo stato attuale (2025) del Monumento ad Archimede è in fase di miglioramento dopo un periodo di abbandono. La patina corrosiva, seppur presente in tracce, non ha compromesso la struttura del bronzo, e con adeguati trattamenti protettivi il rischio “cancro del bronzo” può essere tenuto sotto controllo. Il basamento è stato restituito al suo candore e le luci stanno per tornare a illuminare le notti siracusane. L’attenzione ritrovata delle istituzioni locali fa ben sperare che la conservazione di quest’opera – artistica e identitaria – sia d’ora in poi presa in seria considerazione, così che Archimede possa continuare a “splendere” a Siracusa, in tutti i sensi, per gli anni a venire.

Timeline

  • 2006: Prime iniziative per un monumento ad Archimede a Siracusa; si forma un comitato cittadino promotore (con Corrado Piccione, Puccio Mascali, ecc.). Viene lanciata l’idea e ipotizzata la collocazione sul rivellino del ponte Umbertino.
  • Primi anni 2000: Sondaggio pubblico online individua il rivellino del ponte Umbertino come luogo prescelto per la statua.
  • 2012: Il Comune di Siracusa, con la Provincia, bandisce un concorso di idee per la realizzazione del monumento. Vince il progetto dello scultore Pietro Marchese e dell’architetto Virginia Rossello.
  • 2015: L’amministrazione comunale riprende l’iter bloccato. Vengono reperiti i fondi (anche 30.000 € già stanziati dalla precedente giunta e contributi privati) e si ottengono i nulla osta. In autunno si avvia la fusione della statua in bronzo presso la Fonderia Lucarini (Toscana) e la costruzione del basamento in pietra a Siracusa.
  • 7 marzo 2016: Installazione della statua bronzea sul basamento, presso il rivellino del ponte Umbertino.
  • 13 marzo 2016: Cerimonia ufficiale di inaugurazione del Monumento ad Archimede, con il sindaco Garozzo e autorità. La città di Siracusa dedica ufficialmente per la prima volta un monumento al suo genio illustre. Nello stesso mese si celebrano il Pi Day e il 2400° anniversario della fondazione di Siracusa, con Archimede al centro di iniziative culturali collaterali.
  • Marzo 2017: Segnalati i primi segni di corrosione sul bronzo (patina verde da “cancro del bronzo” sulla statua). Si suggeriscono interventi conservativi, ma il monumento resta senza manutenzione straordinaria.
  • 2018–2019: Il monumento, pur incluso nei percorsi turistici, entra in una fase di trascuratezza: l’illuminazione inizia a guastarsi e non viene riparata, il basamento si sporca. Crescono sui social le critiche per l’abbandono.
  • 2020–2021: Situazione invariata. La statua resta spenta di notte e poco valorizzata, complice anche la pandemia di Covid-19 che riduce il turismo.
  • 2022: Siracusa celebra 2750 anni dalla fondazione; Archimede viene ricordato in conferenze ed eventi, ma nessun intervento pratico sul monumento. L’impianto di illuminazione è ormai totalmente non funzionante (LED fuori uso).
  • Aprile 2024: L’associazione Italiavvenire denuncia pubblicamente lo “stato di abbandono” della Statua di Archimede e chiede al Comune di intervenire. Parallelamente lo scultore Marchese esprime sui media la frustrazione per le polemiche e la mancanza di cura, proponendo provocatoriamente di spostare la statua se deve restare ignorata.
  • Giugno 2024: L’assessore Gibilisco annuncia un piano per ripristinare l’illuminazione a LED del monumento, con un budget di circa 2.500 €. Si individuano fondi e si prepara l’affidamento dei lavori.
  • Luglio 2024: Eseguita una pulizia straordinaria del monumento (bronzo e pietra) da parte del Comune, per la prima volta dopo anni. La statua viene ripulita e l’area resa decorosa.
  • Estate 2024: Iniziano i lavori per la sostituzione dei LED e dei faretti dell’illuminazione artistica. Il monumento torna all’attenzione dell’opinione pubblica con articoli che ne auspicano la valorizzazione.
  • Luglio 2025: Durante le Feste Archimedee, il monumento funge da scenografico punto di partenza per la parata inaugurale, segno di ritrovata centralità simbolica.
  • Fine 2025: Viene completato il ripristino dell’illuminazione a LED (65 m di strisce nuove installate). Il Comune istituzionalizza un programma di manutenzione annuale per il monumento, assicurando pulizia e controlli periodici.
  • 2026: Il Monumento ad Archimede è fruibile in buone condizioni, illuminato di notte e integrato nei percorsi turistici e didattici cittadini. Restano in valutazione ipotesi di ricollocazione, ma per il momento Archimede continua a guardare il porto dal rivellino, finalmente con la cura che merita.

Fonti e bibliografia essenziale

Fonti

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Tabella dei Contenuti

Indirizzo
Rivellino del ponte Umberto I (Riva della Darsena), Siracusa, Sicilia, Italia
Quartiere / Zona
Acradina
Epoca / Secolo
Età contemporanea — XXI secolo (inaugurato nel 2016)
Accessibilità
Motoria: Area esterna pianeggiante e accesso libero; basamento con gradoni utilizzabili come sedute e piani a diverse altezze.
Visiva: Spazio aperto e facilmente raggiungibile; simboli e scritte sul basamento sono visibili ma senza pannelli esplicativi dedicati.
Uditiva: Fruizione autonoma senza supporti audio o sistemi specifici in loco; luogo esposto a rumori del traffico del ponte e del porto.
Cognitiva: Percorso semplice e orientamento immediato; mancano testi/QR informativi che guidino alla lettura completa di simboli e significati.
Orari o note pratiche