Edicola votiva di San Giuseppe col Bambino

Edicola devozionale del 1928 all’angolo tra via San Pietro e via Resalibera, nel rione Spirduta di Ortigia.
Aggiornato in data 9 Marzo 2026 da Alessandro Calabrò
Edicola votiva di San Giuseppe col Bambino
Nicchia con arco a tutto sesto e cancelletto in ferro battuto aperto, al cui interno si trova la statua di San Giuseppe che tiene per mano il Bambino Gesù

L’edicola con il cancelletto in ferro battuto aperto e la statua all’interno della nicchia. Foto di Alessandro Calabrò, 2025.
Dati identificativi
DedicazioneSan Giuseppe col Bambino Gesù
TipologiaEdicola votiva a nicchia
IndirizzoVia San Pietro n. 2, angolo via Resalibera
QuartiereSpirduta, Ortigia
Coordinate37°03′49.6″N 15°17′40.1″E
Dati storici
Data19 marzo 1928
Autore della statuaLuciano Pistelli
Materiali statuaLegno, cartapesta e stucco policromo
StrutturaPietra da taglio con arco a tutto sesto
Dimensioni nicchia135 × 200 cm
IscrizioneInvocazione a San Giuseppe di Leone XIII (Quamquam Pluries, 1889)
Stato attuale
ConservazioneMediocre (2026). Precedente restauro in buone condizioni documentato da lab. Romano
RestauroLaboratorio “Romano”, dir. prof. Paolo Giansiracusa, patrocinio Inner Wheel Club
IlluminazioneElettrica

L’edicola votiva di San Giuseppe col Bambino è una struttura devozionale collocata all’incrocio tra via San Pietro e via Resalibera, nel rione Spirduta sull’isola di Ortigia a Siracusa. Realizzata il 19 marzo 1928 dall’artigiano Luciano Pistelli, custodisce un gruppo statuario in legno, cartapesta e stucco raffigurante San Giuseppe che tiene per mano il Bambino Gesù già cresciuto, una rappresentazione iconografica poco comune nella tradizione devozionale siciliana. L’edicola è una delle testimonianze della diffusa pratica di culto popolare ancora viva nel tessuto urbano dell’isola.

L’edicola è collocata in via San Pietro n. 2, all’angolo con via Resalibera. Via San Pietro segna il confine tra i rioni storici della Spirduta (o Sperduta) e della Graziella: il libro di Michele Romano classifica l’edicola nel rione Spirduta, un dedalo di vicoli il cui nome dialettale (“spirdìrisi”, perdersi) ne restituisce la natura labirintica. Le coordinate geografiche sono 37°03′49.6″N 15°17′40.1″E, a una quota di circa 21 metri sul livello del mare.

L’ubicazione su un angolo di strada conferisce all’edicola visibilità da più direzioni e ne accentua il valore di protezione simbolica sul passaggio quotidiano degli abitanti. L’area è interamente pedonale, come gran parte di Ortigia: l’accesso avviene esclusivamente a piedi, percorrendo i vicoli stretti che caratterizzano il tessuto urbano medievale.

L’edicola è integrata nella muratura esterna di un edificio residenziale al pianterreno, senza soluzione di continuità con l’architettura del palazzo. L’ambiente circostante presenta portoni in legno, piccoli negozi e decorazioni contemporanee che convivono con la presenza sacra della nicchia. Il quartiere della Spirduta conserva diverse edicole votive; quella di San Giuseppe è una delle poche dedicate al Santo nel rione, dove la parrocchia di riferimento era intitolata a San Pietro Apostolo.

Storia

Il gruppo statuario fu realizzato da Luciano Pistelli nel 1928, con datazione esplicita al 19 marzo, giorno della festa liturgica di San Giuseppe. La data corrisponde con ogni probabilità all’inaugurazione o benedizione dell’edicola, voluta in concomitanza con la ricorrenza principale dedicata al Santo. Non è nota la committenza, che potrebbe essere stata una famiglia residente nell’edificio o un gruppo di devoti del quartiere, né risultano iscrizioni che menzionino i donatori.

L’opera si colloca in un periodo in cui, a Siracusa, era ancora viva la tradizione delle edicole votive sorte dopo il terremoto del 1693 e proseguite nei secoli successivi come manifestazione di fede popolare. La realizzazione nel 1928 dimostra come la pratica di erigere piccole cappelle domestiche fosse ancora attuale nei contesti popolari come la Spirduta, dove l’immagine sacra lungo la strada costituiva una presenza familiare e protettiva.

L’edicola ha beneficiato di un restauro realizzato dal laboratorio “Romano” con la direzione del prof. Paolo Giansiracusa e il patrocinio dell’Inner Wheel Club. A seguito di quell’intervento, lo stato di conservazione era giudicato ottimo. L’edicola era quotidianamente curata dal Sig. Umberto Polito, falegname e devoto del santo. A distanza di anni dall’ultimo restauro documentato, la situazione è andata peggiorando, come descritto nella sezione dedicata allo stato di conservazione.

Descrizione architettonica

La nicchia

La struttura è ricavata nello spessore murario della facciata d’angolo. La nicchia, in pietra da taglio locale, è rettangolare e conclusa superiormente da un arco a tutto sesto con una larga fascia decorativa. Le dimensioni della luce della nicchia sono 135 × 200 cm. Alla base è presente una mensola aggettante in pietra che funge da piano d’appoggio per il gruppo statuario.

Sulla luce della nicchia è fissato un cancelletto in ferro battuto a due ante apribili, decorato con volute e cerchi. Dietro l’inferriata è presente uno sportello di legno e vetro. Sopra l’arco è installata una tettoia di protezione contro la pioggia, di epoca più recente rispetto alla struttura originale. Il fondo della nicchia è intonacato e dipinto in rosso scuro, colore oggi lacunoso in più punti. Un punto luce elettrico è collocato nella parte superiore della conca.

Il gruppo statuario

Il gruppo interno raffigura San Giuseppe e il Bambino Gesù. Il Santo è rappresentato con aureola metallica e bastone fiorito, attributo iconografico che richiama la sua scelta come sposo della Vergine Maria. Con la mano sinistra tiene per mano Gesù, reso in età fanciullesca, anch’egli con aureola e abiti chiari. L’atteggiamento è improntato a una relazione di custodia: Giuseppe appare come guida paterna e il Bambino come figura affidata al suo sostegno.

Dettaglio ravvicinato della statua di San Giuseppe col Bambino Gesù: si distinguono le vesti policrome deteriorate, l'aureola metallica e il bastone fiorito

Dettaglio della statua di San Giuseppe col Bambino, opera in legno, cartapesta e stucco di Luciano Pistelli (1928). Foto di Alessandro Calabrò, 2025.

La rappresentazione è definita “insolita” dalla letteratura specialistica: nella tradizione iconografica San Giuseppe viene raffigurato con il Bambino in braccio oppure all’interno della Sacra Famiglia. Qui il Bambino è già cresciuto e cammina accanto al padre, una scelta che privilegia l’aspetto di educazione e accompagnamento paterno rispetto a quello di nutrimento e protezione fisica dell’infante.

La statua adulta misura circa un metro e mezzo, mentre quella del Bambino si colloca a un’altezza proporzionata, circa metà della figura paterna. I volti presentano lineamenti semplici e dolci, con uno stile riconducibile alla produzione devozionale popolare dei primi decenni del XX secolo. Le statue sono realizzate con tecnica mista: legno come struttura portante, cartapesta modellata per volumi e dettagli, stucco per la rifinitura superficiale. La finitura originaria era policroma a pittura.

L’iscrizione

Sotto la nicchia è collocata una lastra rettangolare in marmo grigio con iscrizione incisa in caratteri maiuscoli:

«A TE O BEATO GIUSEPPE / STRETTI DALLE TRIBULAZIONI / RICORRIAMO E FIDUCIOSI / INVOCHIAMO IL TUO PATROCINIO / INVOCAZ. DI PP. LEONE XIII»

Il testo corrisponde all’incipit della preghiera a San Giuseppe composta da papa Leone XIII e pubblicata nell’enciclica Quamquam Pluries del 15 agosto 1889, con la quale il pontefice promosse la devozione al Santo come patrono della Chiesa universale. L’iscrizione non presenta date né nomi di committenti.

Stato di conservazione

Al 2026, le superfici policrome delle statue presentano cadute estese di colore, con zone in cui emergono il fondo bianco dello stucco e la cartapesta sottostante. Le abrasioni sono visibili soprattutto sul manto e sulla tunica di San Giuseppe. Il Bambino mostra segni di usura in misura minore.

Il fondo della nicchia appare in larga parte scrostato e con distacchi di intonaco. Sull’arco e sulle fessure della muratura si notano erbe infestanti, indice di umidità e infiltrazioni d’acqua. Il cancelletto in ferro battuto mostra ossidazione generalizzata, con perdita della verniciatura protettiva. Lo sportello interno in legno e vetro risulta aperto o in parte compromesso. La lampada elettrica interna è visibilmente ossidata.

La lastra marmorea mantiene buona leggibilità delle lettere, pur presentando incrostazioni scure e opacizzazione della superficie. Piccole scheggiature sono visibili ai bordi. La struttura muraria è stabile, ma le finiture e le statue necessitano di un nuovo intervento di restauro.

Accessibilità

Accessibilità motoria

L’edicola è collocata direttamente su strada, all’incrocio tra via San Pietro e via Resalibera, in un’area pedonale. Il piano stradale è pavimentato con lastre in pietra a superficie leggermente irregolare. Non sono presenti gradini né dislivelli immediati davanti all’edicola, che risulta raggiungibile anche da persone con mobilità ridotta o in carrozzina. La larghezza della via consente il passaggio di ausili per la deambulazione, sebbene gli spazi restino contenuti. Non vi sono rampe dedicate o parcheggi riservati nelle vicinanze.

Accessibilità visiva

L’edicola non dispone di percorsi tattili, mappe in rilievo o iscrizioni in braille. L’immagine sacra è collocata sopra il livello degli occhi, protetta da un’inferriata, e risulta ben visibile per chi conserva residuo visivo. La presenza di un punto luce elettrico interno consente una migliore percezione nelle ore serali. L’individuazione del sito è facilitata dalla collocazione ad angolo e da alcuni riferimenti visivi circostanti, come il portone blu decorato con motivi di pesci.

Accessibilità uditiva

Non sono presenti ausili dedicati a persone sorde o ipoacusiche. L’edicola non prevede annunci sonori né informazioni parallele in formato visivo oltre all’iscrizione marmorea, che fornisce un contenuto testuale chiaro e accessibile alla lettura.

Accessibilità cognitiva

Le informazioni offerte si limitano alla citazione incisa sulla lapide e all’impatto iconografico delle statue. Non sono presenti pannelli esplicativi, simboli universali o traduzioni semplificate. L’immediatezza della scena paterna di San Giuseppe con il Bambino trasmette un significato intuitivo di protezione e affidamento, comprensibile anche senza conoscenze specialistiche.

Suggerimenti

L’installazione di un piccolo pannello descrittivo con testo in linguaggio semplice e traduzioni in più lingue, corredato da codice QR, migliorerebbe la fruibilità. Una versione audio o in braille estenderebbe l’accessibilità a persone cieche o ipovedenti. La manutenzione dell’illuminazione garantirebbe una migliore visibilità serale. La regolare rimozione delle piante infestanti e la cura della pavimentazione contribuirebbero a mantenere l’area sicura e accessibile.

Scheda aggiunta da Alessandro Calabrò il 08 marzo 2026.

Tabella dei Contenuti

Indirizzo
Via San Pietro 2, angolo via Resalibera – Ortigia, Siracusa.
Quartiere / Zona
Ortigia – rione Spirduta
Epoca / Secolo
1928 (XX secolo)
Accessibilità
🦽 Motoria – Su strada pedonale pianeggiante, nessun gradino; pavimentazione in pietra irregolare.
👁️ Visiva – Nessun ausilio tattile o braille; punto luce elettrico interno alla nicchia.
👂 Uditiva – Nessun ausilio; iscrizione marmorea leggibile come unico contenuto testuale.
🧠 Cognitiva – Nessun pannello esplicativo; scena iconografica intuitiva.
Orari o note pratiche

L’edicola è visibile in ogni momento dall’esterno. L’area è interamente pedonale e accessibile a piedi dai vicoli del centro storico di Ortigia.