![]() Ritratto di Angelo Robino Cammarata (1805-1868), arcivescovo metropolita di Siracusa. | |
| Dati biografici | |
| Nascita | 28 agosto 1805, Salemi (TP) |
|---|---|
| Morte | 28 agosto 1868, Salemi (TP) |
| Causa della morte | Ictus cerebrale |
| Ministero episcopale | |
| Titolo | Arcivescovo metropolita di Siracusa |
| Diocesi | Arcidiocesi di Siracusa |
| Nomina | 27 giugno 1853 |
| Nominato da | Papa Pio IX |
| Consacrazione | 3 luglio 1853 |
| Luogo consacrazione | Chiesa di Sant’Agostino, Roma |
| Consacrante | Card. Gabriele Ferretti |
| Co-consacranti | Arciv. Antonio Ligi Bussi; Mons. Pio Bighi |
| Insediamento | 22 agosto 1853 |
| Fine ministero | 28 agosto 1868 (morte) |
| Durata | 15 anni |
| Cronotassi | |
| Predecessore | Michele Manzo (trasferito a Chieti, 1852) |
| Successore | Giuseppe Guarino (nominato nel 1872) |
| Carriera precedente | |
| Diocesi di origine | Mazara del Vallo |
| Incarichi a Salemi | Canonico, curato, esaminatore pro-sinodale, vicario foraneo |
| Genealogia episcopale | |
| Linea apostolica | Card. Scipione Rebiba (1541) → Card. Gabriele Ferretti → Angelo Robino |
Angelo Robino (Salemi, 28 agosto 1805 – Salemi, 28 agosto 1868) fu un arcivescovo cattolico italiano. Resse l’arcidiocesi di Siracusa dal 1853 alla morte, attraversando il passaggio dal Regno delle Due Sicilie al Regno d’Italia, la soppressione degli ordini religiosi e lo smantellamento del patrimonio ecclesiastico. Descritto da Serafino Privitera come uomo «di cospicua e bella persona, di cuore quanto pio altrettanto largo e generoso», fu l’ultimo arcivescovo siracusano a godere dei proventi diretti delle terre di Sinerchia.
Origini e formazione
Robino nacque a Salemi, nella provincia di Trapani, in una cittadina appartenente alla diocesi di Mazara del Vallo. Salvatore Agueci definisce Salemi una città di «vanto religioso nella storia», con cinque vescovi originari del borgo nel corso dei secoli.
Prima dell’elevazione episcopale, Robino maturò una solida esperienza pastorale e amministrativa nella sua città natale, ricoprendo in successione gli incarichi di canonico nella Collegiata di Salemi, curato (parroco), esaminatore pro-sinodale e vicario foraneo. Il ruolo di vicario foraneo gli permise di sviluppare competenze di vigilanza sul clero che divennero il tratto distintivo del suo governo siracusano. La fama di predicatore e amministratore zelante attirò l’attenzione della Santa Sede, che cercava figure di provata fede per guidare le diocesi siciliane dopo i disordini del 1848.
Nomina e consacrazione episcopale
Papa Pio IX nominò Robino arcivescovo metropolita di Siracusa il 27 giugno 1853, nello stesso concistoro in cui furono nominati Giovanni Battista Naselli (arcivescovo di Palermo, trasferito da Noto) e Mario Mirone (vescovo di Noto). Le tre nomine furono scelte, secondo gli studi sulla Chiesa siciliana, nel clima postquarantottesco che ebbe la sua massima espressione ecclesiologica nella riflessione sinodale dei vescovi siciliani del 1850.
La consacrazione episcopale avvenne a Roma il 3 luglio 1853 nella chiesa di Sant’Agostino, celebrata dal cardinale Gabriele Ferretti, Penitenziere Maggiore. I co-consacranti furono l’arcivescovo Antonio Ligi Bussi, vicegerente della diocesi di Roma, e il vescovo Pio Bighi, vescovo titolare di Listra.
Robino prese possesso dell’arcidiocesi il 22 agosto 1853. Nello stesso anno pubblicò a Roma l’Epistola Pastoralis ad Clerum Populumque Universum Syracusanae Dioecesis (Tipografia Contedini, 1853), il suo primo documento programmatico. Una copia è conservata alla Biblioteca Nazionale di Napoli (segnatura 626.759).
Riapertura del Seminario diocesano
Uno dei primi atti del nuovo arcivescovo fu la riapertura del Seminario diocesano, rimasto chiuso dal 1848 perché i locali erano stati requisiti come alloggiamento per la guarnigione borbonica.
Il 16 agosto 1854, Robino pubblicò un editto a stampa in cui lamentava la prolungata chiusura dell’istituto e ricordava la tradizione del seminario siracusano, risalente al vescovo Girolamo Beccadelli Bologna, protagonista del Concilio di Trento. Decise di collocare il seminario all’interno del palazzo arcivescovile per garantire una sorveglianza diretta sulla formazione dei futuri sacerdoti. La riapertura ufficiale avvenne il 1° novembre 1854.
Visite pastorali e relazioni ad limina
L’attività di Robino fu segnata da una vigilanza costante sulla moralità e sullo zelo del clero. Tra il 1854 e il 1859 compì le visite pastorali delle chiese della diocesi, documentate nel volume archivistico Visitatio Ecclesiarum (1854–1859), conservato nell’Archivio Storico Diocesano di Siracusa. Il 5 dicembre 1855 visitò la chiesa di Santa Maria delle Grazie, detta «la Graziella», nel quartiere omonimo di Ortigia.
Negli anni 1855–1857 emanò decreti per richiamare il clero alla disciplina, allo studio, alla pietà e alla predicazione, motivando le sue azioni con la tristitia temporum (la tristezza dei tempi).
Visita pastorale a Ragusa (1856)
Nel corso della visita del 1856 a Ragusa, Robino dichiarò di essere complessivamente soddisfatto della condotta del clero sia nella parte «Inferiore» che «Superiore» della città, ma lamentò la mancanza di amore efficace per il servizio della Chiesa, di impegno nel promuovere il culto divino e nell’istruzione ai fanciulli. Si dolse della povertà del basso clero in tutta la diocesi.
Nomine nella diocesi
Robino nominò Don Vincenzo Matera come «Visore Generale dell’Arcidiocesi di Siracusa», incaricandolo di visitare chiese e parroci sul territorio. Con bolla del 22 gennaio 1859, nominò il nuovo parroco di Melilli.
Relazione ad limina del 1858
Nella relazione del 6 luglio 1858, indirizzata alla Santa Sede, Robino denunciava corruzione, insubordinazione e carenze nella cura pastorale in vari settori della diocesi. Lamentava «non pochi abusi», tra cui cattiva gestione dei beni e disistima della clausura, e deplorava la povertà del basso clero.
Relazione ad limina del 1865
Nella relazione del 15 gennaio 1865, Robino trattò delle manifestazioni folkloristiche della religiosità popolare e stabilì nuove regole sulle ferie del clero: i chierici non avrebbero più goduto di cinque o sei mesi di ferie l’anno, come da consuetudine, ma di uno solo.
Lavori alla cattedrale e al palazzo arcivescovile
La storiografia ricorda Robino per aver arricchito con notevoli spese sia la cattedrale di Siracusa sia il palazzo arcivescovile, quest’ultimo in parte occupato da una guarnigione militare. Re Francesco II gli aveva assegnato 1.253 ducati sulla mensa vescovile di Siracusa.
La tenuta di Sinerchia
Robino fu l’ultimo arcivescovo siracusano a godere dei proventi diretti delle terre di Sinerchia, antico possedimento della mensa vescovile nell’area dell’Epipolis. Si affezionò alla campagna di Sinerchia e vi trascorreva lunghi periodi. La masseria, a pianta quadrangolare (37×25 metri), comprendeva al piano terra un cortile (baglio), magazzini, stalle, un frantoio e un palmento; al piano rialzato le abitazioni padronali e una cappella.
Nominò il fratello Pietro Robino, che lo aveva seguito da Salemi a Siracusa, come procuratore generale dei beni ecclesiastici della diocesi. Pietro fece apporre lo stemma episcopale di Angelo in una cappella della masseria. Dopo le leggi eversive del 1866, Pietro divenne proprietario del possedimento e vi fece collocare una lapide commemorativa. Dopo la morte dell’arcivescovo, Pietro rimase a Siracusa dove continuò a esercitare influenza sulla scena politica ed economica locale fino all’inizio del Novecento.
Posizione politica
Robino è descritto dalle fonti come un vescovo «antigiacobino e antigaribaldino». La sua nomina avvenne nel clima di restaurazione successivo ai moti del 1848. Per lui, l’obbedienza al Papa era l’unico rimedio ai «mali» del secolo, identificati nel liberalismo e nel laicismo.
Il suo comportamento rivela però una figura più sfaccettata. Il 1° settembre 1861 inviò una circolare ai parroci in cui li esortava a collaborare con l’istituzione della leva militare del nuovo governo italiano per il bene della «Patria», definendola utile alla difesa della proprietà dei cittadini, alla salvaguardia delle famiglie e alla «buona disciplina e civilizzazione dei popoli».
Nell’elogio funebre, pronunciato dal parroco Raffaele Musumeci, emerse un aspetto poco noto: Robino aveva difeso i patrioti dalle vessazioni della polizia segreta borbonica prima del 1860 e, dopo l’Unità, si era schierato a protezione dei notabili filo-borbonici contro le ritorsioni del nuovo governo. Questa doppia mediazione sorprese i presenti alla cerimonia funebre.
Il palazzo arcivescovile fu in parte occupato dai garibaldini durante la fase di transizione.
Le leggi eversive del 1866
Il momento di massima crisi giunse con l’emanazione delle leggi di soppressione degli enti religiosi nel 1866. I provvedimenti prevedevano la confisca dei beni immobili e la demanializzazione del patrimonio delle corporazioni religiose, colpendo la diocesi sia sul piano economico sia su quello simbolico.
Le cronache riferiscono che Robino visse la soppressione con «profondo dolore». L’amarezza per la perdita del patrimonio delle congregazioni religiose ebbe conseguenze dirette sulla sua salute.
Il colera del 1867 e la guarigione per mano di Carmelo Campisi
Nel 1867 una nuova ondata di colera colpì Siracusa. L’arcivescovo Robino fu contagiato e ridotto in condizioni disperate. A curarlo personalmente fu il medico Carmelo Campisi, uno dei più noti professionisti della città. Campisi, allora sessantaduenne, stava affrontando la terza grande epidemia della sua carriera e aveva organizzato un sistema capillare di visite domiciliari, reidratazione dei pazienti e misure di profilassi.
In segno di riconoscenza per la guarigione, Robino donò a Campisi una polizza da 1.000 lire, gesto pubblico che attestò la stima dell’arcivescovo verso il medico e la fiducia nella sua competenza.
Morte e sede vacante
Angelo Robino morì il 28 agosto 1868, giorno del suo 63° compleanno, a Salemi. La causa della morte fu un ictus cerebrale, collegato dalla storiografia allo stress e al dolore provocati dalle leggi eversive. Le cronache definirono la morte «improvvisa e inaspettata»; avvenne poco prima di cerimonie già programmate a Siracusa con bande musicali di Melilli, La Valletta e del 50° Reggimento dell’esercito.
Nell’elogio funebre, il parroco Raffaele Musumeci lo definì protettore di tutti: dei patrioti contro i Borbone e dei borbonici contro le vendette post-unitarie. Mons. Pasquale Magnano, archivista della Curia Arcivescovile di Siracusa, lo ha descritto come «un uomo straordinario, retto e zelante, una figura di grande vescovo che si prodigò per il bene della diocesi e dei suoi fedeli, anche se il momento storico non fu politicamente uno dei più felici».
Dopo la scomparsa di Robino, la sede arcivescovile di Siracusa rimase vacante per circa quattro anni (1868–1872), a causa delle tensioni fra lo Stato italiano e la Santa Sede sulla nomina dei vescovi. Solo nel 1872 Pio IX nominò Giuseppe Guarino come successore.
Vescovi di Siracusa nel XIX secolo
- Giuseppe Amorelli (1824–1840)
- Sede vacante (1840–1845)
- Michele Manzo (1845–1852, trasferito a Chieti)
- Angelo Robino (1853–1868)
- Sede vacante (1868–1872)
- Giuseppe Guarino (1872–1875, trasferito a Messina)
- Benedetto La Vecchia (1875–1896)
Genealogia episcopale
La successione apostolica di Angelo Robino risale al cardinale Scipione Rebiba (consacrato nel 1541), attraverso una catena che include due papi (Benedetto XIII e Benedetto XIV, Clemente XIII) e numerosi cardinali: Giulio Antonio Santori, Girolamo Bernerio O.P., Galeazzo Sanvitale, Ludovico Ludovisi, Luigi Caetani, Ulderico Carpegna, Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni, Marcantonio Colonna, Giacinto Sigismondo Gerdil B., Giulio Maria della Somaglia, Carlo Odescalchi S.I. e infine Gabriele Ferretti, suo consacrante diretto.
Opere
- Epistola Pastoralis ad Clerum Populumque Universum Syracusanae Dioecesis, Roma, Tipografia Contedini, 1853 (Biblioteca Nazionale di Napoli, segn. 626.759)
- Editto per la riapertura del Seminario, 16 agosto 1854
- Circolare ai parroci sulla leva militare, 1° settembre 1861
Fonti
- Angelo Robino. Wikipedia, l’enciclopedia libera. Consulta online
- Angelo Robino. Wikipedia (versione olandese). Consulta online
- Robino Angelo Arcivescovo – Personaggi storici 800 Siracusano. Sito di Antonio Randazzo. Consulta online
- Mons. Robino Cammarata Angelo – Personaggi trapanesi. Trapani Nostra. Consulta online
- Personaggi trapanesi – Monsignor Angelo Robino Cammarata, arcivescovo di grande talento. Trapani Nostra, 6 marzo 2015. Consulta online
- Agueci, Salvatore. «Salemi, città di peccatori e… di insigni religiosi». PDF su Trapani Nostra. Consulta online
- Angelo Robino. Catholic-Hierarchy.org. Consulta online
- Arcidiocesi di Siracusa. Cathopedia. Consulta online
- Vescovi di Siracusa. Aretusapedia. Consulta online
- Monterosso, Marco. «La casa del vescovo di Sinerchia». Siracusa Post. Consulta online
- Privitera, Serafino. Storia di Siracusa antica e moderna, vol. II. Napoli, 1878.
- Adorno, Salvatore. Siracusa: identità e storia, 1861–1915.
- Ferrara Loreto, Alessandro. Musica e musicisti a Siracusa nel XIX secolo.
- Garana, O. I vescovi di Siracusa. Siracusa, 1969, pp. 230–266.
- Magnano, Pasquale. Memorie siracusane: cronaca e memorie inedite dei fratelli A. e S. Privitera. Archivio della Curia arcivescovile di Siracusa, 1980.
- Religiosa magnificenza e plebi in Sicilia nel XIX secolo.
- La Chiesa di Sicilia dal Vaticano I al Vaticano II.
- Di Marzo, Girolamo. Stato presente della Chiesa di Sicilia.
- Le chiese di Melilli: arte culto e tradizione.
- Carlino, Stefano. Versu un concilio che dia nuova voce al verbo fattosi carne. Book Sprint Edizioni, 2021, cap. II, pp. 82–83.
- Archivio Storico Diocesano di Siracusa: Visitatio Ecclesiarum (1854–1859).
- «Famiglia parrocchiale». Bollettino della Parrocchia Cattedrale San Giovanni Battista, Ragusa, Anno II, 2008, n. 33.
- Arcidiocesi di Siracusa (Sicily). GCatholic. Consulta online
Scheda aggiunta da Alessandro Calabrò il 9 marzo 2026.
