![]() La statua della Mater Dolorosa nella nicchia, protetta dal cancelletto in ferro battuto. Sull’arco l’iscrizione «Ave Mater Dolorosa». | |
| Dati identificativi | |
| Dedicazione | Maria Santissima Addolorata (Mater Dolorosa) |
|---|---|
| Tipologia | Edicola votiva a nicchia |
| Anno | 1921 (MCMXXI) |
| Iscrizione | MCMXXI «Ave Mater Dolorosa» |
| Ubicazione | Vicolo delle Pergole 30, Ortigia |
| Quartiere | Giudecca |
| Piazzetta | «o cuttigghiazzu» |
| Dati tecnici | |
| Materiale | Pietra calcarea |
| Dimensioni | 100 × 170 cm |
| Illuminazione | Elettrica |
| Protezione | Cancelletto in ferro battuto e sportello in legno e vetro |
| Elementi architettonici | |
| Struttura | Mensola aggettante, due piedritti, architrave con data, frontone triangolare, arco a tutto sesto |
| Stato attuale | |
| Conservazione | Buono |
| Custode | Sig.ra Montalto (in precedenza Sig. Carrubba) |
L’edicola votiva di Maria SS. Addolorata è una nicchia devozionale del 1921 situata al civico 30 di Vicolo delle Pergole, nel quartiere della Giudecca a Ortigia (Siracusa). Ricavata dalla parete in pietra calcarea di un edificio privato, si affaccia su una piccola piazzetta chiamata dai residenti «o cuttigghiazzu». L’edicola ospita due diverse statue mariane che si alternano nel corso dell’anno liturgico ed è al centro di una tradizione pasquale di quartiere tramandata da oltre settant’anni, descritta come unica in tutta la città.
Descrizione architettonica
L’edicola è interamente realizzata in pietra calcarea locale. La nicchia sporge dalla parete tramite una mensola d’appoggio aggettante, sulla quale poggiano due semplici piedritti. I piedritti sorreggono un architrave che reca la data di costruzione in numeri romani — MCMXXI — e su cui si imposta un frontone triangolare. L’apertura della nicchia è definita da un arco a tutto sesto lungo il quale corre l’iscrizione devozionale «Ave Mater Dolorosa».
La statua è protetta da un doppio sistema di chiusura: un cancelletto in ferro battuto con decorazioni a volute e uno sportello in legno e vetro, accorgimenti pensati sia contro le intemperie sia contro i furti. L’edicola misura 100 × 170 cm ed è dotata di illuminazione elettrica. La parete dell’edificio che la ospita presenta oggi una tinteggiatura rosa che fa da sfondo alla struttura in pietra a vista.
Le statue
L’edicola ospita due statue distinte, che si alternano secondo il calendario liturgico.
La statua ordinaria
Per la maggior parte dell’anno la nicchia accoglie una statua di Maria SS. Addolorata in tunica color rosso porpora, con un manto azzurro che le scende dal capo. La Vergine è raffigurata con le mani giunte in preghiera, il capo e gli occhi rivolti verso l’alto.
La statua pasquale (Mater Dolorosa)
Nel periodo di Pasqua la statua ordinaria viene sostituita con un simulacro della Mater Dolorosa: la Vergine, avvolta in un manto nero, è colta in un atteggiamento di triste abbandono, con il cuore trafitto da un pugnale. La testa, le braccia e i piedi sono in legno scolpito e dipinto, mentre parte del corpo è in paglia.
Questa statua appartiene alla tradizione siciliana dei simulacri vestiti (o manichini devozionali), diffusa a partire dal Seicento. Le parti visibili del corpo — testa, mani, piedi — venivano scolpite in legno e dipinte con cura, mentre le parti coperte dagli abiti erano realizzate in materiali poveri: paglia, stoppa, cordami, talvolta con un’intelaiatura interna in legno rivestita di gesso. Questa tecnica rispondeva a due esigenze: rendere il simulacro leggero e maneggevole per le processioni, e consentire il cambio degli abiti secondo le ricorrenze del calendario liturgico. In Sicilia la vestizione dei simulacri è un rito riservato e intimo; per le Addolorate, la tradizione privilegia donne che hanno perso un figlio.

Il furto del 1990
La statua pasquale oggi presente nell’edicola non è quella originale. La notte del 13 dicembre 1990 — quando il terremoto di Santa Lucia (magnitudo 5.68, epicentro al largo di Augusta) colpì la Sicilia sud-orientale alle ore 01:24 — la precedente statua della Mater Dolorosa fu trafugata dalla nicchia. Il sisma, che causò 17 vittime e circa 15.000 senzatetto in provincia di Siracusa, generò una situazione di caos nella quale si verificarono diversi episodi di sciacallaggio del patrimonio devozionale. L’edicola fu tra i luoghi colpiti: la statua non fu mai recuperata e venne in seguito sostituita con il simulacro attuale.
Il terremoto avvenne nel giorno della festa di Santa Lucia, patrona di Siracusa, impedendo qualsiasi celebrazione. L’evento sismico danneggiò gravemente il patrimonio architettonico e religioso della provincia, con 7.104 edifici dichiarati inagibili.
La festa pasquale
Durante la ricorrenza pasquale la piazzetta detta «o cuttigghiazzu» diventa teatro di una celebrazione di quartiere: l’edicola viene addobbata con vasi di fiori e ornamenti vari che ampliano il davanzale della nicchia, mentre la statua ordinaria lascia il posto alla Mater Dolorosa in manto nero. Questa tradizione si tramanda da almeno settant’anni ed è considerata un caso unico in tutta Siracusa per la continuità e la partecipazione collettiva dei residenti del cortile.
Il culto dell’Addolorata nella Giudecca
L’edicola di Vicolo delle Pergole si inserisce nel radicato culto della Madonna Addolorata che ha nella Giudecca il suo epicentro devozionale cittadino. La vicina chiesa di San Filippo Apostolo — sorta sull’area dell’antica sinagoga ebraica — ospita dal 1881 la Cappella dell’Addolorata, dove nel 1867 fu trasferita la statua dell’Addolorata dalla soppressa chiesa di Sant’Agostino, per iniziativa del priore dell’Arciconfraternita.
Il Venerdì Santo la processione del Gesù Morto e della Beata Vergine Maria Addolorata percorre le strade storiche di Ortigia partendo dalla chiesa di San Filippo: il corteo attraversa via della Giudecca, via Logoteta, via Roma, piazza Minerva, piazza Duomo, piazza Archimede. Da piazza Archimede il Cristo prosegue per via della Maestranza, mentre l’Addolorata segue via Roma e via del Crocifisso. Il culmine del rito è l’inchino reciproco dei due simulacri in piazza San Filippo Apostolo.
Vicolo delle Pergole
L’edicola si trova lungo Vicolo delle Pergole, uno stretto passaggio di circa 109 metri che collega via Logoteta a via del Crocifisso nel cuore della Giudecca. I siracusani lo conoscono con il soprannome dialettale «a vanedda e pecuri», una distorsione fonetica del toponimo ufficiale (dove vanedda significa vicolo e pecuri è un’alterazione per assonanza di pergole). Il nome ufficiale rimanda ai pergolati — strutture per viti o piante rampicanti — che un tempo caratterizzavano la zona.
Sul lato di via Logoteta, il vicolo fiancheggia la chiesa di San Francesco di Paola e l’annesso ex convento dei Frati Minimi (Paolotti), edificato nel 1705 e oggi sede dell’ISISC (Istituto Superiore Internazionale di Scienze Criminali). Il percorso, curvilineo e adornato di piante, si sviluppa all’interno del tessuto urbanistico della Giudecca, l’antico quartiere ebraico di Ortigia abitato da una comunità di circa tremila persone fino all’espulsione del 1492.
Conservazione e cura
Lo stato di conservazione dell’edicola è buono, grazie alla manutenzione continua garantita dai devoti che abitano la piazzetta. Il custode più longevo fu il Sig. Carrubba; oggi la cura dell’edicola è affidata alla Signora Montalto. La dedizione quotidiana dei residenti del cortile — che provvedono alla pulizia, all’illuminazione e agli addobbi stagionali — ha permesso all’edicola di attraversare oltre un secolo in condizioni migliori rispetto a molte altre edicole votive di Ortigia, spesso soggette a degrado e manomissioni.
Accessibilità
Accessibilità motoria
Vicolo delle Pergole è un passaggio pedonale stretto e curvilineo, largo in media poco più di un metro, con pavimentazione in lastre di pietra calcarea. Il fondo presenta lievi dislivelli, avvallamenti e giunture irregolari tipici delle strade storiche di Ortigia. L’accesso avviene da via del Crocifisso o da via Logoteta; in entrambi i casi non sono presenti gradini o soglie rialzate lungo il percorso. La larghezza ridotta del vicolo rende difficoltosa la manovra con una sedia a rotelle, soprattutto nei tratti più stretti e in corrispondenza delle curve. L’edicola si trova a circa due metri di altezza sulla parete dell’edificio ed è visibile dalla piazzetta sottostante senza necessità di avvicinarsi.
Accessibilità visiva
Il vicolo è delimitato da edifici continui su entrambi i lati, il che facilita l’orientamento per una persona con disabilità visiva grazie alla presenza costante di pareti guida. Il fondo in lastre di pietra è distinguibile al tatto sotto i piedi rispetto all’asfalto delle strade circostanti. L’edicola è posta in alto sulla parete e non è percepibile al tatto; la sua presenza può essere segnalata dalla lanterna votiva accesa e, nel periodo pasquale, dagli addobbi floreali sul davanzale. L’iscrizione «Ave Mater Dolorosa» e la data MCMXXI sull’arco non sono leggibili a distanza ravvicinata per chi si trovi a livello stradale. Non sono presenti targhe informative in Braille o supporti tattili.
Accessibilità uditiva
L’edicola è un manufatto architettonico statico, privo di contenuti sonori o audioguide. La visita non richiede alcuna componente uditiva: la statua, la nicchia, l’iscrizione e gli elementi decorativi sono tutti percepibili visivamente. La conformazione stretta del vicolo tende ad amplificare i suoni ambientali, il che può risultare utile per l’orientamento ma non influisce sulla fruizione dell’edicola. Non sono presenti dispositivi di allarme visivo o sistemi di avviso luminoso.
Accessibilità cognitiva
L’edicola è un elemento devozionale di immediata comprensione visiva: una nicchia con una statua della Madonna, fiori e una lampada votiva. Il contesto — un cortile residenziale curato, con piante e addobbi — comunica chiaramente la funzione religiosa e comunitaria del luogo senza necessità di supporti informativi aggiuntivi. L’assenza di segnaletica o pannelli esplicativi non compromette la comprensione del manufatto, la cui destinazione d’uso è intuibile dalla forma e dagli elementi decorativi.
Fonti e bibliografia
- Michele Romano, Le edicole votive di Siracusa, Siracusa, Emanuele Romeo Editore, collana “Pentapolis”, 1991, scheda n. 18, p. 64.
- Roberto Capozio e Luigi Montalto, scheda «Madonna Addolorata», su antoniorandazzo.it.
- Antonio Randazzo, «Edicole votive», sezione del sito antoniorandazzo.it.
Scheda aggiunta da Alessandro Calabrò il 12 marzo 2026.
