Monumento a Giuseppe Garibaldi

Busto commemorativo di Giuseppe Garibaldi alla Marina di Ortigia
Aggiornato in data 27 Dicembre 2025 da Alessandro Calabrò

Il Monumento a Giuseppe Garibaldi di Siracusa è un busto marmoreo dedicato all’eroe risorgimentale Giuseppe Garibaldi, situato sul lungomare dell’isola di Ortigia. Realizzato dallo scultore siracusano Luciano Campisi sul finire del XIX secolo, il monumento consiste in un busto in marmo bianco raffigurante Garibaldi, posto sopra un alto piedistallo di pietra progettato in collaborazione con l’architetto Giuseppe Damiani Almeyda. Collocato nell’area del Foro Italico – popolarmente detta la Marina – il busto domina un’aiuola sul lungomare, rivolto con lo sguardo verso nord (in direzione di Roma). L’opera fu concepita come tributo cittadino all’“Eroe dei due Mondi” e rientra nel movimento commemorativo post-unitario che interessò molte città italiane a fine Ottocento. La sua inaugurazione avvenne negli ultimi anni del XIX secolo (verosimilmente tra il 1895 e il 1898), al termine di un iter progettuale protrattosi dal 1892 al 1897, alla presenza delle autorità cittadine. Nel corso del tempo il monumento è rimasto nella collocazione originaria ed è divenuto un punto di riferimento simbolico durante le ricorrenze patriottiche locali, pur senza aver conosciuto celebrazioni di particolare rilievo nelle cronache cittadine.

Monumento a Giuseppe Garibaldi
Dettaglio del busto marmoreo di Giuseppe Garibaldi con parte del piedistallo a stella
Busto di Giuseppe Garibaldi (dettaglio del volto e del piedistallo con stella).
Soggetto:Giuseppe Garibaldi
Tipologia:busto commemorativo
Materiali:marmo bianco (busto); pietra calcarea locale (piedistallo)
Autore:Luciano Campisi (busto)
Progetto piedistallo:Giuseppe Damiani Almeyda (consulenza tecnica)
Datazione:fine XIX secolo (esecuzione 1893–1895; inaugurazione presumibilmente entro il 1898)
Luogo:Siracusa, Ortigia, Foro Vittorio Emanuele II (Marina)

Identificazione e localizzazione

Monumento a Giuseppe Garibaldi è la denominazione comunemente utilizzata per il busto dedicato a Garibaldi a Siracusa. In alcune fonti locali viene indicato anche semplicemente come busto di Garibaldi. Esso è ubicato a Siracusa sull’isola di Ortigia, precisamente lungo il Foro Italico (ufficialmente Foro Vittorio Emanuele II), ovvero il passeggio lungomare noto come la Marina. Il monumento sorge al centro di una piccola area verde (aiuola) presso la passeggiata Gaetano Adorno, affacciata sul Porto Grande. Le coordinate approssimative sono 37°03′N 15°17′E (lato ovest di Ortigia).

Dal punto di vista amministrativo, il bene è di proprietà pubblica ed è gestito dal Comune di Siracusa, rientrando nel demanio comunale dei beni monumentali. In quanto opera risalente a oltre un secolo fa, è sottoposto a tutela in base al Codice dei Beni Culturali (D.Lgs. 42/2004), sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Siracusa. Il busto non risulta tuttavia inserito in cataloghi nazionali accessibili online (ICCD), mentre è menzionato in inventari e archivi locali (ad es. nell’Archivio Damiani di Palermo per i disegni progettuali).

Descrizione

Il monumento consiste in un ritratto a mezzo busto di Giuseppe Garibaldi realizzato in marmo bianco, collocato su un piedistallo architettonico in pietra (probabilmente pietra calcarea locale) di forma quadrangolare. Il busto raffigura Garibaldi con il tipico abbigliamento iconografico: il Generale è rappresentato a capo scoperto, con capelli e barba fluente; indossa la camicia garibaldina e un foulard annodato al collo. L’espressione del volto è seria e rivolta verso l’orizzonte marino a nord, conferendo alla figura un’aria pensosa e solenne.

Il piedistallo, alto circa 3,5 metri, è composto da più ordini sovrapposti (a struttura stratificata) ed è realizzato in stile sobrio con elementi classicheggianti. Sulla parte frontale del piedistallo spicca un rilievo decorativo a forma di stella a cinque punte, simbolo che richiama la Stella d’Italia e la tradizione iconografica garibaldina. Al di sotto di essa è visibile l’iscrizione dedicatoria incisa nel marmo, che recita: «I DUE MONDI / TE SALUTANO EROE» – un chiaro omaggio al celebre epiteto di Garibaldi, l’Eroe dei due Mondi. Tale epigrafe, disposta su due righe, campeggia sul lato frontale del basamento, sebbene oggi sia appena leggibile a causa della patina del tempo. Sul resto del piedistallo non si osservano altre iscrizioni visibili (ad esempio non sono riportati né il nome dell’autore né la data). Ai piedi della struttura, un semplice zoccolo quadrato e una base a gradino rialzano il monumento dal suolo.

L’insieme busto e piedistallo raggiunge un’altezza totale di circa 4 metri, ben proporzionata per essere visibile a distanza senza tuttavia sovrastare eccessivamente il contesto circostante. Il monumento infatti è inserito al centro di un’aiuola leggermente rialzata e circondata da una bassa recinzione verde; tutt’intorno si estende il passeggio alberato del Foro Italico, il che permette una visuale libera del busto da più prospettive.

Veduta del busto di Garibaldi con l’aiuola monumentale e il lungomare della Marina
Veduta del monumento a Garibaldi al centro dell’aiuola verde lungo il Foro Italico di Ortigia.

Alle spalle della statua vi è la balaustra sul mare, mentre frontalmente si apre la passeggiata pedonale. Di sera l’area è illuminata da lampioni pubblici, anche se non risultano installati proiettori dedicati specificamente all’opera.

Dal punto di vista dello stato di conservazione, il busto di marmo presenta oggi una superficie scurita dagli agenti atmosferici e dallo smog, con colonizzazioni biologiche in alcuni punti. Il bianco originario è offuscato da una patina grigiastra. Si notano inoltre alcuni segni di usura sugli spigoli del piedistallo e piccole fenditure nella pietra, indice di oltre un secolo di esposizione all’aperto. Sul basamento si riscontrano anche tracce di vandalismo: ad esempio sono presenti scritte tracciate con vernice spray di colore rosso, visibili sul lato frontale inferiore. Nel complesso l’opera appare stabile nella struttura, ma bisognosa di pulitura e manutenzione conservativa. Nonostante l’aiuola sia curata periodicamente (taglio dell’erba e pulizia generale da parte del servizio giardini comunale), il monumento in sé risulta un po’ trascurato, come riportato da osservatori e turisti negli ultimi anni. In particolare, recensioni degli anni 2019-2024 segnalano il busto “sporco” e in stato di semi-abbandono, sintomo della mancanza di un restauro da tempo.

Autore, progetto e realizzazione

L’ideazione e la realizzazione del monumento furono affidate al giovane scultore siracusano Luciano Campisi (1860-1933), formatosi a Siracusa alla scuola di Gregorio Zappalà e poi perfezionatosi a Roma. Campisi, rientrato nella sua città natale, fu autore di varie sculture pubbliche locali tra gli anni 1880 e 1900 (tra cui il busto di Archimede del 1885 e quello di Cesare Battisti del 1917). Per il busto di Garibaldi, la sua opera si ispirò alle iconografie ufficiali dell’eroe risorgimentale, presentandolo con i tratti maturi degli ultimi anni e l’abbigliamento caratteristico dei garibaldini.

Il progetto architettonico del piedistallo vide la collaborazione di una figura di spicco dell’epoca, l’architetto palermitano Giuseppe Damiani Almeyda (1834-1911). Damiani Almeyda – noto per aver progettato il Politeama Garibaldi di Palermo e altri monumenti – fu interpellato dal Comune di Siracusa per esprimere un parere tecnico sul disegno preparatorio di Campisi. È documentato infatti che nel 1892 il Municipio chiese a Damiani Almeyda di valutare il bozzetto del busto di Garibaldi e il relativo piedistallo prima di approvarne la realizzazione. L’architetto apportò alcune modifiche al progetto del basamento, conferendogli probabilmente l’aspetto stratificato e solido attuale, adeguato al contesto del Foro Italico. In virtù di questa consulenza, Damiani Almeyda è considerato l’ideatore del piedistallo, mentre a Campisi spetta la paternità del busto vero e proprio.

L’esecuzione materiale dell’opera avvenne tra il 1893 e il 1895, presso lo studio di Campisi. Fonti locali attestano che il busto di Garibaldi venne scolpito in marmo bianco in quel periodo. È interessante notare che nel 1893 lo stesso Campisi espose un busto di Garibaldi all’Esposizione di Belle Arti di Roma, ricevendo una medaglia d’argento per tale lavoro. Ciò lascia supporre che il modello o una versione dell’opera siracusana fosse già pronta e apprezzata in ambito artistico nazionale in quell’anno. Possibilmente Campisi presentò a Roma un modello in gesso o una replica, ottenendo un riconoscimento ufficiale, e successivamente completò la versione finale in marmo destinata a Siracusa.

Completata la scultura, il busto venne montato sul piedistallo in pietra. Non sono noti dettagli sulle maestranze coinvolte nella messa in opera: potrebbe essere stato utilizzato marmo di Carrara per la scultura (dato il colore bianco e la qualità) e pietra calcarea locale per il piedistallo, lavorato in loco sui disegni forniti da Damiani Almeyda. Il peso consistente del marmo e delle pietre richiese adeguate operazioni di ancoraggio e una base di fondazione interrata, per garantire la stabilità del monumento sul terreno della Marina.

Committenza e finanziamento

La realizzazione del monumento a Garibaldi avvenne per iniziativa della Municipalità di Siracusa. A differenza di altre statue risorgimentali erette per sottoscrizione popolare, nel caso siracusano fu il Comune a farsi promotore e committente dell’opera. Gli atti dell’epoca indicano una deliberazione comunale nei primi anni 1890 per onorare Garibaldi, verosimilmente sulla scia della sua morte (1882) e del sentimento nazionale diffuso. Non risultano coinvolti comitati privati né specifiche associazioni garibaldine locali nella commissione, anche se l’idea trovò certamente sostegno nell’opinione pubblica patriottica cittadina.

Quanto al finanziamento, i documenti noti non riportano in dettaglio le cifre. Si può presumere che il costo dell’opera sia stato sostenuto dal bilancio comunale dell’epoca. In mancanza di dati certi, non è noto né il compenso corrisposto a Campisi né l’eventuale spesa per i materiali (marmo, pietra) e la posa in opera. Non emergono notizie di sottoscrizioni popolari o lotterie per raccogliere fondi, a differenza di quanto avvenne in altre città; ciò lascia intendere che il monumento fu finanziato direttamente dall’amministrazione civica. La partecipazione di Damiani Almeyda avvenne presumibilmente a titolo di consulenza tecnica, verosimilmente retribuita; a tal proposito è nota una lettera dell’ingegnere capo comunale Migliaccio, datata 6 dicembre 1897, relativa al monumento e indicativa delle fasi finali dell’iter.

In sintesi, la committenza fu pubblica (Comune di Siracusa) e il monumento rientrò nelle spese istituzionali per l’abbellimento urbano post-unitario. L’assenza di documentazione disponibile sui costi precisi impedisce di conoscerne l’importo originale.

Inaugurazione

La cerimonia ufficiale di inaugurazione del busto di Garibaldi non è attestata con precisione nelle fonti reperite, ma può essere collocata con buona approssimazione negli ultimi anni dell’Ottocento, una volta ultimata l’opera. Considerati i tempi di completamento (entro il 1895) e la corrispondenza amministrativa che si protrae fino al 1897, è plausibile che l’inaugurazione sia avvenuta tra il 1895 e il 1898. La cerimonia si svolse con ogni probabilità presso la Marina, alla presenza delle autorità cittadine dell’epoca – il sindaco di Siracusa e membri del Consiglio comunale – e forse di rappresentanti di associazioni patriottiche o di reduci garibaldini. Poiché Giuseppe Garibaldi era stato presidente onorario della Società Operaia “Archimede” di Siracusa (come attestato da vicende precedenti al 1862), è verosimile che delegazioni di tale sodalizio abbiano preso parte all’evento con vessilli e bandiere tricolori. In mancanza di resoconti dettagliati, non si conoscono ulteriori particolari della cerimonia; è però presumibile che vi siano stati discorsi celebrativi e che l’evento abbia seguito il protocollo patriottico dell’epoca, con lo scoprimento del busto e l’esecuzione dell’inno nazionale. La stampa locale con ogni probabilità riportò la notizia nei giorni successivi, sebbene finora non siano stati individuati articoli specifici.

Vicende storiche e trasformazioni dell’area

Dopo la sua inaugurazione, il monumento a Garibaldi è rimasto stabilmente collocato nel sito originario della Marina di Ortigia. Non si registrano spostamenti significativi né modifiche sostanziali all’opera nel corso del Novecento: il busto ha attraversato i decenni rimanendo sempre al suo posto, resistendo anche ai pericoli bellici (durante la Seconda guerra mondiale, ad esempio, molti monumenti in metallo furono fusi per scopi bellici, ma essendo questo busto in marmo non subì tale destino).

Nel periodo fascista, quando furono inaugurati in città nuovi monumenti (come il Monumento ai Caduti d’Africa negli anni Trenta), il busto di Garibaldi continuò a rappresentare la memoria risorgimentale precedente. Non risultano però particolari cerimonie ufficiali legate ad esso durante il Ventennio, verosimilmente perché la retorica celebrativa si concentrava su altri simboli: Garibaldi, pur rispettato, era una figura più legata al periodo liberale e mazziniano.

Dopo la Seconda guerra mondiale, il monumento ha continuato a essere un punto di riferimento commemorativo in occasione di ricorrenze patriottiche. Pur non essendo teatro di grandi manifestazioni, è probabile che in date come il 2 giugno (Festa della Repubblica, che coincide anche con l’anniversario della morte di Garibaldi nel 1882) o il 4 novembre (Giornata dell’Unità Nazionale) vi siano state deposizioni di corone d’alloro o momenti di omaggio al busto, organizzati da associazioni d’arma o dall’amministrazione comunale. Ad esempio, nel 1961, centenario dell’Unità d’Italia, Siracusa organizzò celebrazioni per il centenario e i monumenti risorgimentali cittadini (tra cui il busto di Garibaldi) furono omaggiati come simboli dell’identità nazionale. Anche nel 2007, bicentenario della nascita di Garibaldi, non risultano eventi di rilievo specifici a Siracusa, ma non è da escludere che il busto abbia ricevuto un omaggio floreale o una cerimonia minore in tale occasione.

Va ricordato inoltre che Garibaldi gode da sempre di ampia considerazione popolare in Sicilia; la sua immagine e il suo nome sono presenti in molte città dell’isola (vie, piazze, statue). A Siracusa, oltre al busto della Marina, gli sono intitolati anche una via e un ponte presso la stessa area. Ciò testimonia come il ricordo di Garibaldi fosse radicato e il monumento siracusano – pur modesto nelle dimensioni rispetto ad altri monumenti equestri altrove – abbia rappresentato un importante segno di memoria locale. Ancora oggi capita che cittadini e turisti si soffermino brevemente davanti al busto, richiamando alla memoria le imprese garibaldine. In tal modo l’opera continua silenziosamente la sua funzione commemorativa, mantenendo vivo il collegamento tra Siracusa e la storia del Risorgimento italiano.

Nel marzo 2009 l’area intorno al busto risultava utilizzata anche come parcheggio per automobili; la configurazione attuale è invece di tipo marcatamente pedonale.

Conservazione, manutenzione e restauri

Il busto di Garibaldi a Siracusa non risulta aver beneficiato di frequenti restauri significativi nel corso del Novecento e dei primi decenni del Duemila. Negli archivi comunali non emergono specifici interventi di restauro documentati per questo monumento, a differenza di altri (ad esempio la Fontana di Diana o alcune statue in Piazza Duomo). Ciò non significa che sia stato del tutto ignorato: con ogni probabilità sono stati effettuati nel tempo interventi minori di manutenzione, come puliture sommarie o ritocchi delle iscrizioni, magari in occasione di particolari ricorrenze (ad esempio il centenario dell’Unità d’Italia nel 1961 o il cinquantenario della morte di Garibaldi nel 1932). Tuttavia, di tali lavori ordinari non resta traccia pubblica visibile.

Negli ultimi decenni, il monumento ha mostrato segni di degrado superficiale, dovuti principalmente all’accumulo di sporcizia e all’azione degli agenti atmosferici. Già negli anni Ottanta e Novanta si poteva osservare una certa annerimento del marmo; ciononostante, fino a qualche tempo fa le incisioni risultavano ancora leggibili e la struttura intatta. L’assenza di barriere protettive attorno all’opera ha reso possibile, purtroppo, l’avvicinamento incontrollato e occasionali atti vandalici: oltre alle scritte a vernice rossa citate, vi sono state probabilmente piccole scheggiature agli spigoli (dovute forse a urti o tentativi di arrampicarsi sul basamento). Fortunatamente non si riportano mutilazioni gravi né crolli.

A partire dagli anni 2010 il tema della salvaguardia dei monumenti cittadini è stato più sentito. Nel 2025 il Comune di Siracusa, in collaborazione con associazioni culturali come Morphosis e la Società Siracusana di Storia Patria, ha finanziato e realizzato un intervento di pulitura e restauro su due busti risorgimentali coevi: quello di Archimede (1885) e il monumento a Giuseppe Mazzini (1872), entrambi custoditi presso la Latomia dei Cappuccini. In occasione di tale progetto (concluso nell’aprile 2025) è stato pubblicato un opuscolo storico-illustrativo che ha richiamato l’attenzione anche sulle altre opere di Campisi in città, tra cui il busto di Garibaldi. Malgrado ciò, al 2025 il monumento a Garibaldi non era ancora stato oggetto di un analogo restauro; durante la cerimonia di presentazione dei lavori su Archimede e Mazzini, è stata auspicata da alcuni l’estensione degli interventi di recupero anche al busto della Marina, per riportarlo al decoro originario.

Alla luce delle condizioni attuali, un restauro del busto di Garibaldi appare opportuno: le operazioni dovrebbero includere la pulitura accurata del marmo (rimozione di croste nere, depositi e biodeteriogeni) e della pietra del piedistallo, il consolidamento delle parti erose, la protezione idrorepellente delle superfici e il ripristino dell’incisione dedicatoria (eventualmente reintegrando la leggibilità delle lettere). Inoltre, andrebbe rimossa la vernice vandalica e andrebbero applicate misure protettive anti-vandalismo. Un intervento di questo genere ridarebbe lustro al monumento, rendendolo nuovamente ben leggibile e valorizzato nel contesto paesaggistico del Foro Italico.

In attesa di un restauro completo, il Comune potrebbe predisporre nel frattempo una pulizia di base periodica. C’è da dire che, nonostante lo stato attuale un po’ trascurato, il monumento è strutturalmente stabile e fruibile: grazie al recente rifacimento dell’illuminazione pubblica e alla cura delle aiuole circostanti, l’area rimane dignitosa. Un segnale positivo è l’attenzione crescente verso i monumenti storici cosiddetti “minori”: negli ultimi anni la cittadinanza e associazioni come Italia Nostra hanno evidenziato il problema del degrado di statue e lapidi, sollecitando l’amministrazione a intervenire. È auspicabile che anche il busto di Garibaldi rientri presto in un programma di manutenzione straordinaria, così da conservarsi al meglio per le future generazioni e continuare a testimoniare, con rinnovato decoro, la gratitudine di Siracusa verso l’Eroe dei due Mondi.

Timeline

  • 1892 – Il Comune di Siracusa avvia il progetto per un monumento a Garibaldi: viene incaricato lo scultore Luciano Campisi e si definiscono il bozzetto del busto e il progetto del piedistallo (sottoposto al vaglio di Giuseppe Damiani Almeyda).
  • 1893 – Campisi espone un busto di Garibaldi all’Esposizione di Belle Arti di Roma, dove l’opera ottiene una medaglia d’argento; il riconoscimento testimonia il valore e l’avanzato stato di realizzazione del lavoro sul Garibaldi siracusano.
  • 1893–1895 – Luciano Campisi scolpisce il busto in marmo bianco di Giuseppe Garibaldi; l’esecuzione dell’opera si protrae per circa due anni, fino al completamento.
  • 6 dicembre 1897 – L’ingegnere comunale Migliaccio invia una lettera relativa al monumento, a riprova che l’iter amministrativo era ancora in corso (collaudo tecnico e atti finali).
  • circa 1896 – Inaugurazione pubblica del busto alla Marina (data esatta non documentata, collocabile tra il 1895 e il 1898).
  • XX secolo – Il monumento attraversa il Novecento senza spostamenti né restauri documentati, mantenendo il suo ruolo simbolico durante i cambiamenti storici (dal periodo liberale al fascismo, fino all’era repubblicana).
  • 2000–2020 ca. – L’opera mostra segni di degrado superficiale. Alcuni atti vandalici minori (graffiti) deturpano il piedistallo. Cittadini e visitatori segnalano lo stato di sporco e incuria, soprattutto dopo il 2010.
  • Aprile 2025 – Il Comune di Siracusa, insieme all’associazione Morphosis, completa il restauro di due monumenti risorgimentali (Archimede e Mazzini) e presenta un opuscolo storico-artistico in cui si evidenzia anche la necessità di intervenire sul busto di Garibaldi. L’opera di Ortigia, pur non ancora restaurata, torna al centro dell’attenzione come candidata a futuri interventi di recupero.

Accessibilità

Accessibilità motoria

L’area attorno al monumento è in gran parte pianeggiante e consente di avvicinarsi e sostare senza gradini immediati in prossimità dell’aiuola. Lo spazio è sufficiente per muoversi e osservare il busto da più lati; la fruizione risulta in genere possibile per chi cammina con fatica, per chi usa un bastone o ha bisogno di pause frequenti. Il bordo dell’aiuola forma però un cordolo basso e continuo: non è molto alto, ma rappresenta comunque un punto critico per possibili inciampi e può rendere meno agevole l’avvicinamento, anche perché la siepe crea una separazione fisica tra il camminamento e il basamento.

Per chi utilizza una carrozzina la situazione dipende dal punto di accesso. Dal lato della Marina, lungo il Foro Italico/Foro Vittorio Emanuele II con ingresso dall’area di Porta Marina, la pavimentazione risulta abbastanza regolare e permette di raggiungere l’area del monumento e fermarsi sul perimetro esterno dell’aiuola. L’accesso dal lato dei Giardini di Aretusa e della piccola spiaggia sottostante è invece più problematico: il dislivello viene superato con scalinate e con un percorso alternativo che, in pratica, obbliga a cambi di direzione ravvicinati e passaggi a zig-zag. Questo rende il transito in carrozzina di fatto impraticabile o altamente rischioso, mentre resta possibile, con molta cautela, per persone con mobilità ridotta che non utilizzano sedie a rotelle. Questo punto critico si trova a diversi metri dal monumento, ma incide sulla possibilità concreta di raggiungerlo da quella direzione.

La fruizione varia anche in base all’occupazione stagionale dello spazio: in alcuni periodi l’area può essere parzialmente ingombra di arredi di locali (pedane, ombrelloni, separatori), con restringimenti del passaggio e slalom obbligati, mentre in altri momenti l’area risulta libera. A livello storico, la funzione dello spazio è cambiata nel tempo: in passato veniva usato anche come zona di sosta per automobili, cosa che oggi non è più compatibile con la configurazione attuale e con la sua destinazione pedonale.

Accessibilità visiva

Non risultano presenti percorsi tattili, mappe tattili o indicazioni in braille in prossimità del monumento. Non vi sono nemmeno pannelli o cartelli informativi, né supporti digitali sul posto come codici QR o contenuti audio. L’orientamento sul lungomare si basa su riferimenti ambientali stabili: il muro con arcate sul lato interno, la continuità del passeggio a mare, le alberature e l’aiuola centrale. Per chi ha un residuo visivo, il contrasto tra la pavimentazione, la siepe e il monumento può aiutare a individuare il punto di interesse, soprattutto nelle ore diurne. Restano però criticità importanti: il cordolo basso dell’aiuola è facile da non percepire e foglie o sporco stagionale possono confondere il bordo, aumentando il rischio di inciampo.

Un’altra criticità deriva dagli ostacoli poco prevedibili: arredi mobili, mezzi in sosta temporanea o elementi collocati occasionalmente vicino ai percorsi possono diventare pericolosi per persone cieche e ipovedenti, perché cambiano posizione nel tempo e non offrono un riferimento costante. Anche il collegamento dal lato dei Giardini di Aretusa, con dislivelli e passaggi obbligati, richiede molta attenzione: la presenza di ostacoli ravvicinati e cambi di direzione frequenti aumenta il rischio di urti e disorientamento per chi utilizza il bastone bianco o ha un residuo visivo minimo. Dal lato della Marina/Porta Marina, il percorso è in genere più lineare e comprensibile, anche se resta condizionato da eventuali ingombri stagionali.

Accessibilità uditiva

Il monumento è all’aperto e non prevede supporti specifici per persone sorde o ipoacusiche. La visita in sé non richiede capacità uditive particolari, ma la comprensione delle informazioni dipende da ciò che è disponibile sul posto. In assenza di pannelli esplicativi e di soluzioni digitali accessibili (come codici QR con contenuti testuali o audio), l’esperienza informativa per un visitatore sordo resta legata esclusivamente a eventuali guide in presenza o a ricerche personali condotte prima/dopo la visita. Il contesto del lungomare, inoltre, può presentare rumori ambientali (vento, mare, vocio di persone, attività dei locali) che rendono più faticoso seguire un’eventuale spiegazione orale senza alternative visive.

Accessibilità cognitiva

Nei pressi del monumento non sono presenti pannelli o altre indicazioni informative semplificate che spieghino in modo chiaro chi sia il personaggio raffigurato, perché il busto si trovi in quel luogo, chi lo abbia realizzato o in quale periodo storico. Manca qualsiasi cartellonistica esplicativa o supporto come testi semplificati, QR code o audioguide attivabili in loco. La comprensione del contesto è quindi affidata al riconoscimento del personaggio da parte del visitatore e all’eventuale lettura delle iscrizioni, che non sempre sono immediate da individuare o da decifrare a distanza (soprattutto in condizioni di luce non ottimali). L’area circostante è di per sé intuitiva come spazio di passeggio, ma non offre strumenti che rendano immediata la “lettura” del monumento a chi abbia difficoltà di comprensione, di attenzione o di orientamento.

Suggerimenti

Per migliorare l’accessibilità motoria sarebbe opportuno garantire un corridoio libero e costante attorno all’aiuola, stabilendo criteri chiari per eventuali arredi stagionali, così da evitare restringimenti del percorso e ostacoli mobili. Il nodo più critico resta l’accesso dal lato dei Giardini di Aretusa: un tracciato più lineare e una larghezza sufficiente per le carrozzine, senza “gincane” e ostacoli ravvicinati, renderebbe quel collegamento realmente fruibile, fermo restando che l’itinerario più agevole al momento è quello proveniente da Porta Marina.

Per l’accessibilità visiva sarebbe utile rendere più riconoscibile il bordo dell’aiuola, ad esempio applicando una finitura a contrasto cromatico o una superficie percepibile anche con il bastone bianco, riducendo così il rischio di inciampo. Un pannello informativo essenziale a caratteri ad alta leggibilità, corredato magari da un codice QR per contenuti digitali, aiuterebbe sia le persone ipovedenti sia chiunque desideri approfondire tramite il proprio dispositivo.

Per l’accessibilità uditiva e cognitiva, l’installazione di informazioni sintetiche e chiare sul posto, affiancate da contenuti digitali fruibili tramite smartphone (ad esempio testi in linguaggio semplificato o video in LIS), renderebbe il monumento più comprensibile a un pubblico più ampio. Inoltre, un’illuminazione dedicata sul piedistallo – non abbagliante ma mirata a evidenziare l’epigrafe – potrebbe facilitare la lettura nelle ore serali e aumentare la percezione di sicurezza nello spazio antistante.

Fonti e bibliografia essenziale

Scheda aggiunta da il 27/12/2025.

Fonti

Nessuna fonte trovata.

Tabella dei Contenuti

Indirizzo
Foro Vittorio Emanuele II (Foro Italico), Marina, isola di Ortigia, Siracusa (SR), Italia
Quartiere / Zona
Ortigia – rione Marina
Epoca / Secolo
Fine XIX secolo (1893–1895; inaugurazione presumibilmente tra 1895 e 1898)
Accessibilità
Motoria: Area perlopiù piana e avvicinamento possibile; cordolo dell’aiuola critico e accesso dai Giardini Aretusa difficoltoso per carrozzine; ingombri stagionali possono restringere i passaggi.
Visiva: Assenti percorsi tattili, braille e pannelli; orientamento basato su riferimenti ambientali, con rischi da cordolo poco percepibile e ostacoli mobili, soprattutto dal lato Giardini Aretusa.
Uditiva: Nessun supporto dedicato; mancando pannelli e soluzioni digitali, le informazioni dipendono da guide o ricerche personali, con rumore ambientale del lungomare.
Cognitiva: Assenti spiegazioni in loco e strumenti semplificati; comprensione affidata al riconoscimento del personaggio e alla lettura dell’iscrizione, non sempre immediata.
Orari o note pratiche