Monumento a Carmelo Campisi

Busto in pietra del 1895 nella Villetta Aretusa, dedicato al medico, filantropo e patriota siracusano.
Aggiornato in data 1 Maggio 2026 da Alessandro Calabrò
Questa voce riguarda il monumento commemorativo. Per il personaggio cui è dedicato, si veda Carmelo Campisi.
MonumentoMonumento a Carmelo Campisi
Monumento a Carmelo Campisi nella Villetta Aretusa: busto in pietra su alto piedistallo squadrato in un'aiuola con ghiaia bianca.

Veduta d’insieme del monumento nella Villetta Aretusa. Foto di Alessandro Calabrò, 2026.
Dati identificativi
DenominazioneMonumento a Carmelo Campisi
Altre denominazioniBusto a Carmelo Campisi, Mezzobusto a Carmelo Campisi
SoggettoCarmelo Campisi (Siracusa, 1805 – Siracusa, 1° maggio 1886), medico, filantropo, patriota
TipologiaBusto su piedistallo, scultura commemorativa
LocalizzazioneVilletta Aretusa, Largo Aretusa, Ortigia, 96100 Siracusa
QuartiereOrtigia, area Foro Vittorio Emanuele II / Fonte Aretusa
Dati storici
Data di erezione1895 (anno inciso sul piedistallo: MDCCCXCV)
Inaugurazione20 settembre 1895; secondo discorso di scoprimento di Giovanni Naro letto il 20 settembre 1898
PromotoriAssociazione dei Naviganti, con il concorso dei cittadini e del Municipio di Siracusa
ScultoreAttribuito con riserva al marmista siracusano Luciano Campisi (1860-1933)
MaterialiPietra calcarea bianca (busto e piedistallo)
Stato attuale
VisibilitàVisibile gratuitamente 24 ore su 24 dalla Villetta Aretusa
ConservazionePatina biologica e licheni superficiali, iscrizione ancora leggibile

Il Monumento a Carmelo Campisi è un busto commemorativo in pietra calcarea bianca eretto nel 1895 nella Villetta Aretusa di Ortigia, a Siracusa, in memoria del medico, filantropo e patriota siracusano Carmelo Campisi (1805-1886). Promosso dall’Associazione dei Naviganti con il concorso dei cittadini e del Municipio, fu inaugurato il 20 settembre 1895, anniversario della breccia di Porta Pia, definita nell’iscrizione “ricorrenza sacra all’Italia”. Il monumento, addossato al fianco settentrionale del bastione spagnolo che sostiene il Passeggio Aretusa, è il busto risorgimentale meno citato fra quelli civili di Ortigia, ma costituisce una delle poche testimonianze pubbliche dedicate a chi, durante le epidemie di colera del 1837 e del 1867, prestò assistenza gratuita ai concittadini esponendosi al contagio.

Storia

Cenni biografici sulla figura ricordata

Lo stesso argomento in dettaglio: Carmelo Campisi.

Carmelo Campisi nacque a Siracusa nel 1805 e vi morì il 1° maggio 1886. Laureato in Medicina e Chirurgia, fu protagonista delle due grandi epidemie di colera che investirono Siracusa nel 1837 e nel 1867, visitando gratuitamente i poveri ed esponendosi al contagio. Sul piano patriottico fu fra gli animatori del Comitato rivoluzionario del 1848 e del Comitato che preparò l’insurrezione antiborbonica del 1860; nel 1843 aveva fondato con Emanuele De Benedictis e Alessandro Rizza il Gabinetto di Storia Letteraria, antesignano della Biblioteca Comunale. Per la sua dedizione fu insignito di onorificenze municipali e nazionali. Le sue esequie, con orazione funebre di Emmanuele De Benedictis, si svolsero il 2 maggio 1886 in Piazza del Popolo. Il monumento, eretto a meno di un decennio dalla scomparsa, traduce in pietra il ricordo civico di una figura che aveva incarnato la connessione fra scienza medica, beneficenza e battaglia per l’unità d’Italia.

Promozione e committenza

L’iniziativa partì dall’Associazione dei Naviganti di Siracusa, una delle società di mutuo soccorso ottocentesche radicate nella città portuale: i marittimi siracusani avevano evidentemente conservato memoria personale dell’opera del medico, che durante le epidemie aveva assistito anche le famiglie del litorale. Alla committenza concorsero i cittadini con sottoscrizione pubblica e il Municipio, intervenuto come patrono istituzionale e probabilmente con un contributo finanziario. È la stessa formula di committenza partecipata che a Ortigia aveva prodotto, qualche anno prima, il busto a Garibaldi al Foro Italico (1872).

Inaugurazione e cerimonia

Il piedistallo reca incisa la data del 20 settembre 1895, “ricorrenza sacra all’Italia”, in riferimento al 25° anniversario della breccia di Porta Pia. La scelta della data non è casuale: il 20 settembre era festa civile del Regno e segnava la maggiore occasione laica e patriottica del calendario nazionale, legata al compimento dell’unità con la presa di Roma del 1870. L’epigrafe stessa ribadisce il legame fra la beneficenza medica del Campisi e l’impegno politico per l’unità.

Sul monumento intervenne, alcuni anni più tardi, lo storico locale Giovanni Naro: il suo Discorso letto per lo scoprimento del busto, 20 settembre 1898, pubblicato a Siracusa nel 1899, è la fonte più dettagliata sulla figura di Campisi e sulla cerimonia ufficiale. La discrepanza fra la data incisa (1895) e quella del discorso (1898) si spiega plausibilmente con uno scoprimento ufficiale prolungato o con un secondo evento commemorativo a distanza di tre anni dalla dedicazione formale.

L’attribuzione allo scultore

Le fonti consultate non documentano con certezza l’autore del busto. Alcune risorse locali di storia dell’arte attribuiscono il monumento al marmista siracusano Luciano Campisi (Siracusa, 1860 – 1933), allievo di Gregorio Zappalà e autore in Ortigia del busto di Garibaldi al Foro Italico, del busto di Cesare Battisti e del busto di Archimede alla Latomia dei Cappuccini (1885). L’attribuzione, suggestiva anche per l’omonimia col soggetto effigiato (i due Campisi non risultano legati da parentela documentata), è tuttavia riportata con riserva, in attesa di conferma documentaria attraverso il discorso di Naro o gli atti dell’amministrazione comunale del triennio 1894-1898.

Descrizione

Dettaglio del busto in pietra di Carmelo Campisi: volto naturalistico con barba e baffi, redingote a doppio petto, cravatta annodata.

Dettaglio del busto in pietra calcarea: volto naturalistico con barba e baffi, redingote a doppio petto e cravatta annodata. Foto di Alessandro Calabrò, 2026.

Il busto

Il busto è scolpito in pietra calcarea bianca compatta, probabilmente la cosiddetta “pietra di Siracusa” tradizionalmente impiegata nei monumenti civili ottocenteschi della città. Raffigura Campisi a mezzobusto, con sguardo composto rivolto leggermente verso l’alto. L’effigie è di stile naturalistico tardo-ottocentesco: capelli corti, barba folta e baffi, espressione severa ma non retorica. Il personaggio veste una redingote a doppio petto con tre bottoni visibili, camicia chiara e cravatta annodata sul nodo basso, abbigliamento borghese-professionale tipico della classe medica e accademica del secondo Ottocento. La superficie è oggi segnata da una patina grigiastra uniforme con piccoli depositi biologici, in particolare sui contorni delle spalle e sulla parte alta del capo.

Il piedistallo

Piedistallo del monumento a Carmelo Campisi visto di profilo, articolato in zoccolo, dado liscio e cornice modanata.

Il piedistallo sobrio neoclassico, articolato in zoccolo, dado liscio e cornice modanata. Foto di Alessandro Calabrò, 2026.

Il piedistallo è un parallelepipedo squadrato di altezza stimata fra i 180 e i 200 centimetri, eseguito in pietra coerente con il busto. Si articola in tre fasce ben distinte: uno zoccolo basso a gradino a sezione larga, un dado alto liscio sul quale sono incise frontalmente e posteriormente le due epigrafi commemorative, e una cornice modanata superiore che fa da trapezio di raccordo con la base del busto. Lo stile è di sobrio classicismo tardo-ottocentesco, privo di elementi figurativi accessori (nessuno stemma, nessun trofeo, nessun simbolo medico): la concentrazione dell’attenzione cade dunque interamente sull’iscrizione, che è la vera “voce” del monumento.

Iscrizione frontale

L’epigrafe principale, incisa sul fronte del dado, sintetizza in capitolo unico le tre identità ricordate del Campisi (medico, filantropo, patriota). Il testo, riportato con la suddivisione delle righe documentata dalle fotografie d’epoca:

CARMELO CAMPISI / MEDICO INSIGNE / AMATO PER BENEFICENZA / PROPUGNÒ SEMPRE / LA LIBERTÀ DEL PENSIERO / PER LA REDENZIONE DELLA PATRIA / CONGIURÒ NOBILMENTE / CONTRO LA TIRANNIDE

Il lessico è quello tipico delle epigrafi commemorative post-unitarie: “redenzione della patria” e “tirannide” sono coppie semantiche standard del repertorio risorgimentale, mentre “amato per beneficenza” individua il dato specificamente locale, riconducibile alla memoria popolare di Campisi come medico dei poveri.

Iscrizione posteriore

Sul retro del dado, secondo la consuetudine ottocentesca, è incisa la dedica formale del comitato promotore con la data:

L’ASSOCIAZIONE DEI NAVIGANTI / CON IL CONCORSO / DEI CITTADINI E DEL MUNICIPIO / DEDICA / OGGI XX SETTEMBRE MDCCCXCV / RICORRENZA SACRA ALL’ITALIA

La formula “ricorrenza sacra all’Italia” rimanda alla ricorrenza nazionale del 20 settembre, festa civile del Regno fra il 1895 e il 1930, dedicata al ricordo della breccia di Porta Pia e dell’unità d’Italia.

Localizzazione e contesto paesaggistico

Vista ampia della Villetta Aretusa con un ficus monumentale in primo piano, lampione ottocentesco, panchine in ghisa e il busto a Campisi sullo sfondo.

La Villetta Aretusa con uno dei ficus monumentali e il busto a Carmelo Campisi sullo sfondo. Foto di Alessandro Calabrò, 2026.

La Villetta Aretusa

Il monumento sorge nella Villetta Aretusa, piccolo giardino pubblico realizzato nella seconda metà dell’Ottocento sul piano alla base del bastione spagnolo che sostiene il Passeggio Aretusa, in immediata adiacenza alla Fonte Aretusa e all’area del Foro Vittorio Emanuele II. L’aiuola triangolare in cui è collocato il monumento è dotata di pavimentazione in ghiaia bianca grossolana, delimitata da basse ringhiere metalliche verde scuro che separano le zone di rispetto dalla pavimentazione pedonale. Il busto guarda verso l’interno della villetta, addossato al fianco settentrionale del bastione: alle spalle si erge il muro in pietra calcarea grigia della cortina spagnola, sopra il quale corre la balaustra bianca del Passeggio Aretusa, con i palazzi storici della Marina di Ortigia alle spalle. Lampioni ottocenteschi in ghisa, panchine in ghisa verde scuro e cestini metallici completano l’arredo della villetta, di sapore tardo-ottocentesco coerente con la data di erezione del monumento.

I ficus monumentali

Le radici aeree massicce di un Ficus magnolioides della Villetta Aretusa dominano la scena, con il busto a Campisi sullo sfondo.

Le radici aeree del ficus monumentale e il busto a Campisi sullo sfondo. Foto di Alessandro Calabrò, 2026.

La caratteristica più riconoscibile della Villetta Aretusa, oltre al monumento, è la presenza di alcuni ficus monumentali della specie Ficus magnolioides (sinonimo F. macrophylla), introdotti a Siracusa fra fine Ottocento e inizio Novecento e considerati fra gli alberi storici di Ortigia. I loro impressionanti apparati radicali aerei, che scendono dai rami fino al suolo formando colonne e contrafforti, dominano otticamente la villetta e ombreggiano il monumento per gran parte della giornata, contribuendo alla patina biologica visibile sulla pietra del busto. Le radici hanno via via inglobato le aiuole circostanti, integrandosi visivamente con la pavimentazione in ghiaia bianca.

Stato di conservazione

Il monumento si trova oggi in uno stato di conservazione complessivamente integro, ma segnato da fenomeni di degrado superficiale riconducibili all’esposizione prolungata in ambiente costiero ombreggiato dai ficus: patina biologica grigiastra uniforme su busto e piedistallo, licheni diffusi soprattutto sulle parti di maggior accumulo d’acqua, leggera erosione dei contorni delle iscrizioni che restano comunque ancora leggibili. Non risultano graffiti né atti vandalici recenti. La pietra non mostra fessurazioni profonde né distacchi di parti. Le ricerche giornalistiche degli ultimi vent’anni non hanno restituito alcun articolo dedicato a un restauro del monumento o a polemiche sull’incuria, segno di un’assenza prolungata di interventi conservativi pubblici.

Il monumento è uno dei pochi busti civili ottocenteschi di Siracusa a non essere stato oggetto di restauri documentati negli ultimi decenni, a differenza dei busti di Archimede e Mazzini alla Latomia dei Cappuccini (riconsegnati il 24 aprile 2025 dopo intervento curato dalla Società Siracusana di Storia Patria con l’associazione Morphosis) o del busto di Garibaldi al Foro Italico, regolarmente sottoposto a manutenzione.

Cronologia recente

  • 17 marzo 2016: in occasione del 155° anniversario dell’Unità d’Italia, Siracusa Times pubblica un articolo a rassegna dei monumenti risorgimentali della città; il monumento a Campisi non viene menzionato, sintomo del basso profilo mediatico del busto.
  • 27 marzo 2019: un articolo di Laura Cassataro su Libertà Sicilia denuncia il degrado dell’asse via Dione – via Campisi – via Mirabella; l’articolo riguarda però la via intitolata al medico, non il monumento nella Villetta Aretusa.
  • 2023-2024: la riqualificazione del lungomare Marina Falcone (1,2 milioni di euro, fondi regionali, lavori sulla pavimentazione del Foro Vittorio Emanuele II) interessa l’area immediatamente adiacente alla villetta, ma non coinvolge direttamente il monumento.

Accessibilità

Accessibilità motoria

L’accesso alla Villetta Aretusa è gratuito e libero ventiquattro ore su ventiquattro dai vialetti perimetrali, ma la fruizione del monumento presenta criticità specifiche. La pavimentazione interna del giardinetto è in ghiaia bianca grossolana (visibile in tutte le foto del sopralluogo), poco adatta alle carrozzine manuali per la resistenza al rotolamento e per il rischio di affondamento delle ruote piccole; carrozzine elettriche e scooter elettrici, dotati di ruote più ampie, riescono ad attraversarla con sforzo. Le ringhiere metalliche basse verde scuro che delimitano le aiuole sono percepibili al tatto e fungono da elementi di orientamento. Non sono presenti gradini né rampe all’interno della villetta: la transizione dal vialetto pavimentato esterno alla ghiaia interna avviene a raso, ma la differenza di compattezza si avverte chiaramente. Per chi voglia ammirare il busto da una distanza ravvicinata, conviene seguire il vialetto in pietra perimetrale fino al punto più prossimo all’aiuola triangolare e osservare il monumento dal bordo, senza addentrarsi nella ghiaia.

L’area è in Zona a Traffico Limitato, in vigore dal 1° aprile 2026 con orari 11:00-15:30 e 17:00-02:00 dal lunedì al sabato e 10:00-02:00 la domenica. I titolari di contrassegno disabili possono accedere alla ZTL senza pass speciale, comunicando il transito alla Polizia Municipale entro 48 ore al numero verde 800 632328 o all’indirizzo ufficiogestioneztl@comune.siracusa.it. Gli stalli H più vicini si trovano in Largo Aretusa, sul lato sinistro prima dell’incrocio con Via Pompeo Picherali (4 stalli) e sul Lungomare di Levante Elio Vittorini, adiacenti al Parcheggio Talete (riservato dal 2026 ai residenti di Ortigia).

Il bus navetta gratuito Linea 110 del Comune di Siracusa, in servizio H24, ha capolinea al Parcheggio Talete; le fermate utili più vicine sono Riva della Posta e Largo Amedeo di Savoia, entrambe a circa 5 minuti a piedi dalla villetta. La fonte attigua dispone di servizi igienici accessibili interni alla gestione Civita Sicilia (con biglietto), ma il bagno pubblico accessibile più vicino di accesso libero resta quello del Bar del Duomo, in Piazza Duomo, a circa 350 metri.

Accessibilità visiva

Il monumento non dispone di una targa informativa con braille né di QR code per audio descrizione: l’unica informazione testuale disponibile è quella incisa sul piedistallo, che richiede contatto fisico ravvicinato per essere letta a tatto e che è parzialmente erosa. La grande balaustra bianca del Passeggio Aretusa che sovrasta il monumento, le ringhiere metalliche basse intorno all’aiuola e il muro grigio del bastione sono elementi di alto contrasto cromatico percepibili anche a chi conserva un residuo visivo. La transizione di fondo dal vialetto pavimentato alla ghiaia bianca interna offre un’informazione tattile chiara al bastone bianco. Il monumento non rientra in alcun itinerario tattile pubblicato dal Comune né nelle mappe tattili installate da Sicilia Turismo per Tutti negli altri monumenti di Ortigia (Cattedrale, Galleria Bellomo, Tempio di Apollo, Parco Archeologico, Teatro Greco).

Si segnala però la presenza, in Via Pompeo Picherali a poche decine di metri, di una mappa tattile e di un percorso podotattile LOGES installato per la Fonte Aretusa: il visitatore con disabilità visiva può quindi raggiungere il quartiere con autonomia parziale e poi farsi accompagnare nella villetta. Per visite con descrizione assistita conviene contattare in anticipo la UICI Siracusa (via Grottasanta 99, telefono 0931 441456, email uicsr@uici.it).

Accessibilità uditiva

Non sono documentate visite guidate in Lingua dei Segni Italiana dedicate specificamente al monumento. Il progetto “Siracusa e Noto anche nella Lingua dei Segni“, curato dall’Associazione Guide Turistiche di Siracusa con Sicilia Turismo per Tutti ed ENS Siracusa (via Augusto Murri 20, telefono 0931 33567, email siracusa@ens.it), include il centro storico di Ortigia fra i suoi dieci percorsi, ma il busto a Campisi non risulta fra le tappe abituali. È possibile richiedere visite personalizzate con interprete LIS contattando ENS con preavviso di alcuni giorni. La quiete acustica della villetta, riparata dai flussi turistici principali e dalle linee di traffico veicolare, facilita l’uso di app di trascrizione automatica del parlato per chi le adoperi come supporto.

Accessibilità cognitiva

Il monumento è privo di pannelli informativi: non esiste nemmeno una targa esplicativa moderna che ricapitoli con frasi semplici chi sia stato Carmelo Campisi e perché gli sia stato dedicato il busto. L’unico testo presente è l’iscrizione ottocentesca, in registro alto e in latino misto a italiano arcaico (“propugnò”, “tirannide”, “redenzione della patria”, “MDCCCXCV”), poco accessibile a persone con disabilità intellettive, disturbi specifici dell’apprendimento o difficoltà di lettura del lessico antico. Manca quindi una versione easy-to-read sia per il monumento sia per la villetta. Per chi pianifica la visita conviene prendere come punto di arrivo Largo Aretusa (riconoscibile per il belvedere sulla Fonte Aretusa) e da lì proseguire verso la villetta seguendo il viale ombreggiato dai ficus.

Suggerimenti

Sarebbero auspicabili: l’installazione di un pannello informativo bilingue (italiano e inglese) con braille e QR code per audio descrizione gratuita; una versione easy-to-read della scheda del Comune; l’inclusione del busto in un itinerario tattile in collaborazione con Sicilia Turismo per Tutti; la pavimentazione di un breve vialetto in pietra liscia all’interno dell’aiuola, con accesso step-free dal vialetto perimetrale al monumento, in sostituzione della ghiaia attuale; un intervento di pulizia della pietra dalle patine biologiche, con disinfestazione conservativa dei licheni, per restituire leggibilità all’iscrizione.

Fonti

  • Naro, Giovanni. Carmelo Campisi: Discorso letto per lo scoprimento del busto, 20 settembre 1898. Siracusa, 1899. Fonte primaria sull’inaugurazione e sulla figura del medico.
  • De Benedictis, Emmanuele. Funebre addio all’illustre medico cav. Carmelo Campisi, dato nella Piazza del popolo il 2 Maggio 1886. Siracusa, 1886.
  • Contino, Giuseppe. Parole dette sul feretro del cav. Dott. Carmelo Campisi. Modica, 1899.
  • Bufardeci, Emilio. Le funeste conseguenze di un pregiudizio popolare. Firenze, 1868. Sull’epidemia di colera del 1837 a Siracusa.
  • Privitera, Serafino. Storia di Siracusa antica e moderna, 2 voll. A. Morelli, Napoli, 1879. Volume cronologicamente anteriore al monumento, citato per il contesto risorgimentale siracusano.
  • Aretusapedia. «Carmelo Campisi». Consulta online.
  • Randazzo, Antonio. «Carmelo Campisi». Personaggi storici Siracusa. Consulta online.
  • Randazzo, Antonio. «Luciano Campisi». Personaggi storici Siracusa. Consulta online.
  • Randazzo, Antonio. «Villetta Aretusa». Consulta online.
  • Himetop. «Carmelo Campisi’s bust». The History of Medicine Topographical Database. Consulta online. Foto Chiara Valenti, dicembre 2012.
  • «Carmelo Campisi». Chi era Costui, scheda 1925. Consulta online.
  • Comune di Siracusa. «Foro Vittorio Emanuele II». Vivere il Comune – Luoghi. Consulta online.
  • «Way 842512278 Villetta Aretusa». OpenStreetMap. Consulta online.
  • Cassataro, Laura. «Siracusa: Via Dione, via Campisi, via Mirabella: degrado e abbandono». Libertà Sicilia, 27 marzo 2019. Consulta online.
  • «Siracusa, l’unità d’Italia compie 155 anni: le testimonianze artistiche in città». Siracusa Times, 17 marzo 2016. Consulta online.
  • Village For All. «Siracusa: cosa vedere in 3 giorni – 3 itinerari accessibili per tutti». Consulta online.
  • Sicilia Accessibile (Fondazione Amato Onlus). Ortigia, scheda accessibilità. Consulta online.

Scheda aggiunta da Alessandro Calabrò il 1° Maggio 2026.

Tabella dei Contenuti

Indirizzo
Villetta Aretusa, Largo Aretusa, Ortigia, 96100 Siracusa.
Quartiere / Zona
Ortigia – rione Marina
Epoca / Secolo
XIX secolo (eretto 1895, MDCCCXCV).
Accessibilità
🦽 Motoria, Pavimentazione interna in ghiaia bianca grossolana, sconsigliata a carrozzine manuali; vialetti perimetrali in pietra accessibili.
👁️ Visiva, Iscrizione antica erosa, no braille né QR; balaustra bianca e ringhiere offrono buon contrasto cromatico.
👂 Uditiva, Visite in LIS solo su richiesta a ENS Siracusa; quiete acustica facilita app di trascrizione.
🧠 Cognitiva, Nessun pannello informativo moderno; iscrizione in italiano arcaico poco accessibile.
Orari o note pratiche

Il monumento è visibile gratuitamente 24 ore su 24 dai vialetti della Villetta Aretusa, accessibile da Largo Aretusa e dal Passeggio Aretusa.

Come arrivare: bus navetta gratuito Linea 110 del Comune di Siracusa, fermate “Riva della Posta” o “Largo Amedeo di Savoia” (5 minuti a piedi); a piedi dal Ponte Umbertino in 8-10 minuti via Corso Matteotti, Piazza Archimede, Via Picherali. ZTL Ortigia: lunedì-sabato 11:00-15:30 e 17:00-02:00, domenica e festivi 10:00-02:00. Accesso ZTL libero per titolari di contrassegno disabili (comunicazione del transito al numero verde 800 632328 entro 48 ore). Stalli H più vicini in Largo Aretusa (4 posti, lato sinistro prima dell’incrocio con Via Picherali).

Servizi nelle vicinanze: Fonte Aretusa (a pochi metri); Bar del Duomo (Piazza Duomo, ~350 m) con bagno accessibile; Piazza del Duomo con mappa tattile per ipovedenti.

Contatti utili per visite assistite: UICI Siracusa, Via Grottasanta 99, telefono 0931 441456, email uicsr@uici.it; ENS Siracusa, Via Augusto Murri 20, telefono 0931 33567, email siracusa@ens.it.