![]() Prospetto principale (foto) | |
| Denominazione | Palazzo Montalto |
|---|---|
| Altri nomi | Palazzo Mergulese-Montalto |
| Località | Siracusa (Ortigia) |
| Area | Ortigia (quartiere Spirduta) |
| Indirizzo | Via dei Mergulensi 4 (già Via Montalto 24) |
| Coordinate | 37.06197° N, 15.29503° E |
| Datazione | 1397 |
| Stile | Gotico chiaramontano (gotico-catalano) |
| Proprietà | Comune di Siracusa |
| Uso | Spazio espositivo e culturale |
| Vincolo | Notifica di tutela (1909) |
Inquadramento e identificazione
Denominazione
Palazzo Montalto, noto anche come Palazzo Mergulese-Montalto, è un edificio storico del XIV secolo situato nel centro storico di Siracusa, sull’isola di Ortigia.
Questo palazzo non va confuso con altri edifici omonimi: esistono infatti altri “Palazzo Montalto” in diverse città italiane (ad esempio a Pisa e altrove) e nelle vicinanze esiste una Via della Giudecca che potrebbe trarre in inganno. Palazzo Montalto di Siracusa è un unicum locale e si distingue per la sua architettura gotico-catalana del XIV secolo. È riconosciuto come bene monumentale vincolato: già nel 1909 fu oggetto di notifica di tutela da parte dello Stato. Attualmente è di proprietà pubblica (Comune di Siracusa) e viene utilizzato come contenitore culturale per mostre ed eventi. Tra le denominazioni storiche va segnalato l’uso del doppio cognome “Mergulese-Montalto”, a sottolineare sia il nome della famiglia che lo edificò sia quello della famiglia che ne divenne proprietaria nel XV secolo.
Localizzazione
Si trova nell’antico quartiere medievale della Spirduta, in una piccola piazzetta alla sinistra di Piazza Archimede. L’ingresso principale attuale è posto in Via dei Mergulensi n. 4, cap 96100. Le coordinate geografiche sono circa 37.06197° N, 15.29503° E, corrispondenti alla posizione in Ortigia. In alcuni documenti tecnici l’indirizzo viene indicato come Via Montalto n. 24, denominazione storica legata alla famiglia proprietaria.
Sintesi descrittiva
Palazzo Montalto è uno dei più antichi e significativi palazzi medievali di Siracusa. Edificato nel 1397, rappresenta un raro esempio di architettura gotico-chiaramontana (o gotico-catalana) nella città, caratterizzata prevalentemente dallo stile barocco nei palazzi più noti. La sua splendida facciata medievale, in pietra calcarea intagliata, si distingue per l’eleganza sobria delle aperture: al piano nobile si aprono una trifora, una bifora e una monofora disposte asimmetricamente, coronate da delicati motivi decorativi. Al livello inferiore spicca un monumentale portale ogivale di gusto chiaramontano. Complessivamente, il palazzo è considerato “uno dei simboli della Sicilia trecentesca” per importanza storica e artistica.

Posto in un angolo appartato di Ortigia, l’edificio colpisce il visitatore inaspettatamente: appare come una gemma nascosta, inserita in uno slargo contornato da edifici successivi. La facciata gotica, pur essendo relativamente sobria nei decori rispetto al fasto barocco circostante, conferisce dinamismo visivo tramite le diverse aperture (mono-bifora-trifora) e l’asimmetria del prospetto. Questo contrasto stilistico ne fa un elemento architettonico unico nel contesto urbano siracusano. Oggi il palazzo, restaurato e finalmente fruibile, ospita manifestazioni culturali ed è aperto al pubblico in occasioni specifiche, offrendo uno sguardo su un capitolo importante della Siracusa medievale.
Storia
Il palazzo venne edificato nel 1397 per volontà della nobildonna Macciotta Mergulese, come attesta un’iscrizione latina sulla facciata. Pochi decenni dopo, nei primi del Quattrocento, la regina Costanza d’Aragona lo donò a Filippo Montalto, da cui prese il nome attuale.
Nel 1837, durante una grave epidemia di colera a Siracusa, il palazzo fu requisito e adibito a lazzaretto (ospedale provvisorio) per isolare i contagiati. Qualche anno dopo, nel 1854, vi si insediarono le suore Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli, destinandolo a sede di attività assistenziali per alcuni decenni.
Nel 1909 l’edificio, allora ancora in mani private, fu formalmente dichiarato monumento nazionale con notifica di tutela. In seguito, nella prima metà del Novecento, il palazzo passò a diverse famiglie (Arezzo, Adorno e altre) e fu utilizzato come residenza plurifamiliare, subendo un graduale degrado.
A metà del XX secolo il Comune di Siracusa avviò le pratiche per acquisire Palazzo Montalto al patrimonio pubblico. L’esproprio incontrò l’opposizione di uno degli ultimi proprietari privati (Achille Adorno), ma l’ente pubblico riuscì infine a entrare in possesso dell’immobile. Nel 1973, a causa delle pessime condizioni statiche dovute all’abbandono, si dovette intervenire d’urgenza puntellando l’intero edificio per evitarne il crollo.
Dopo il pericolo scampato, seguirono lunghi lavori di consolidamento e restauro protratti dagli anni 1980 fino agli anni 2000, con varie interruzioni per mancanza di fondi. Il complesso intervento di recupero si è concluso solo alla fine del primo decennio del Duemila, consentendo di restituire Palazzo Montalto alla collettività. Attorno al 2010 l’edificio è stato riaperto come spazio culturale, ospitando le prime mostre ed eventi pubblici.
Negli anni più recenti, dopo un periodo di chiusura, il palazzo è tornato ad essere utilizzato regolarmente. Nel dicembre 2022 vi è stata inaugurata una collettiva d’arte dal titolo “Sicilia. Miti ed eroi”, mentre nel marzo 2024 si è aperta la mostra “Viaggio in Sicilia”, confermando la centralità del palazzo nella vita culturale siracusana.
Architettura
Impianto e struttura
Palazzo Montalto presenta una tipologia tipica della residenza nobiliare medievale siciliana. Si articola su due livelli principali (piano terra e piano nobile), oltre ad eventuali mezzanini retrostanti. L’interno è organizzato attorno a un cortile/atrio scoperto su cui si affaccia una scala monumentale in pietra, parzialmente esterna, che conduce al loggiato superiore. Tale scala scoperta con portico ad archi costituisce un elemento caratteristico, frutto di modifiche rinascimentali successivamente integrate all’impianto gotico originario. La pianta dell’edificio si sviluppa in aderenza agli isolati circostanti; un lato del palazzo è in aderenza ad altre costruzioni, mentre quello principale è libero sullo slargo antistante.
Facciate e materiali
Il prospetto principale, di aspetto medievale gotico, è realizzato in blocchi di pietra calcarea locale (pietra arenaria siracusana) finemente lavorati. Le fonti storiche parlano di “pietre scure ben intagliate” tipiche del Trecento, probabilmente per il contrasto cromatico tra la pietra calcarea e inserti di pietra più dura (come la pietra pece). Oggi la facciata appare di colore chiaro omogeneo, indice di pulitura e sostituzione di eventuali elementi deteriorati.
L’ordine inferiore presenta un unico elemento di spicco: il portale ogivale d’ingresso, tipico del gotico chiaramontano siciliano. L’arco a sesto acuto del portale è strombato e modanato sobriamente, incorniciato da conci in pietra calcarea lavorati. Sopra di esso si trova una piccola edicola in pietra: questa nicchia decorativa, sorretta da una serie di modiglioni (mensole scolpite), contiene la lapide marmorea con la dedica e la data di costruzione del palazzo. Ai lati dell’edicola e nei modiglioni sottostanti sono scolpiti stemmi araldici: tra questi, lo stemma della famiglia Migliaccio (nobile casato siracusano) e una grande lettera “M” gotica stilizzata, probabile iniziale di Mergulense o Maciotta, che enfatizza il nome del fondatore. L’edicola con gli stemmi costituisce un elemento decorativo prominente e un unicum nel panorama ortigiano, richiamando analoghe soluzioni dell’architettura gotica catalana.
A separare il piano terra dal piano nobile corre un pronunciato cornicione marcapiano dentellato “a dente di sega”, ovvero decorato da una sequenza di piccoli triangoli che crea un motivo zigzagante. Questo marcapiano contribuisce sia alla funzione strutturale (segna la linea di imposta del solaio) sia all’effetto estetico, conferendo ombra e ritmo alla facciata.
Aperture e apparati decorativi
L’ordine superiore (piano nobile) è la parte più notevole della facciata. Esso è movimentato da tre aperture gotiche disposte in sequenza irregolare: procedendo da sinistra a destra si osservano una bifora, una trifora e una monofora. Ciascuna di queste finestre è incorniciata da archi acuti e arricchita da elementi scultorei propri:
- La bifora (a sinistra) è composta da due archetti ogivali affiancati, separati al centro da una colonnina. Gli archi presentano un motivo decorativo a bastoni rotti (bâton brisé, o spina di pesce), ossia una sequenza spezzata a zig-zag incisa nella strombatura. A sostegno dei due archi vi sono colonnine tortili (colonne a fusto ritorto) con capitelli a stampella (a grappa) finemente scolpiti. Sopra la bifora, entro la lunetta formata dagli archi, si apre un piccolo rosone quadrilobato (a quadrifoglio).
- La trifora (al centro) è formata da tre aperture archiacute sorrette da due colonnine centrali, anch’esse a fusto tortile e con capitelli gotici. Gli archivolti di questi tre archi mostrano elaborate decorazioni floreali, con fogliami stilizzati scolpiti nella pietra. Nella lunetta superiore della trifora è intagliato un rosone circolare i cui trafori disegnano una stella di Davide a sei punte (esagramma) ben riconoscibile.
- La monofora (a destra) è un semplice finestrone ad arco acuto, di dimensioni più ridotte rispetto alle altre aperture. Si ritiene che questa monofora abbia subìto modifiche nel corso dei secoli (forse ampliata o rifatta). Nel suo arco superiore è visibile un rosone traforato a forma di croce cristiana, sormontata dalla scultura di un piccolo leone araldico.
Gli studiosi hanno notato come i tre rosoni sopra le finestre del piano nobile presentino simboli riconducibili alle tre grandi culture religiose dell’epoca: islamica (il quadrilobo floreale della bifora, assimilabile a un motivo decorativo moresco), ebraica (la stella di Davide nella trifora) e cristiana (la croce sulla monofora). Secondo un’interpretazione suggestiva, Maciotta Mergulese – il committente dell’opera, forse egli stesso di origini ebraiche – potrebbe aver volutamente combinato questi elementi per simboleggiare una convivenza armoniosa fra culture e fedi diverse nella Siracusa del Trecento. Sebbene tale lettura non sia documentata in modo certo, essa aggiunge fascino al già ricco apparato decorativo del palazzo.
Al di là delle aperture descritte, la facciata non è eccessivamente ornata: l’assenza di ulteriori balconi o cornici barocche (tipiche di palazzi più tardi) rende la linearità gotica ancora più evidente. Vi sono comunque piccoli stemmi e motivi araldici disseminati: oltre alla già citata “M” dell’edicola, si intravedono stemmi nobiliari (come quello con gigli dei Migliaccio) inseriti nei modiglioni e probabilmente i blasoni dei Montalto integrati durante i restauri successivi.
Interni
Il palazzo conserva la struttura distributiva originaria pur mancando in gran parte di arredi storici. Varcato il portale ogivale, si accede a un atrio scoperto di forma irregolare, dal quale diparte la scenografica scala in pietra addossata al muro perimetrale. Questa scala conduce al loggiato del piano superiore: infatti lungo un lato dell’atrio si sviluppa un porticato con archi (in parte frutto di rifacimenti rinascimentali), sorretto da colonne in pietra, che forma una piccola loggia aperta verso il cortile interno. Il cortile doveva dare luce e aria agli ambienti interni, seguendo uno schema tipico delle residenze medievali siciliane (analogamente ad esempio al coevo cortile di Palazzo Chiaramonte a Palermo).
Non risultano superstiti affreschi o decorazioni parietali interne di epoca medievale; eventuali apparati decorativi mobili (tappezzerie, dipinti, mobili d’epoca) sono andati perduti o rimossi nel corso dei secoli di utilizzi diversi. Oggi gli spazi interni si presentano spogli e versatili, adatti ad allestimenti temporanei: sale espositive ricavate nel piano terra e nobile, con superfici intonacate e le strutture architettoniche (archi, volte, elementi lapidei) lasciate a vista dopo il restauro. Una delle sale è talvolta utilizzata come laboratorio artistico per un artista locale in residenza. Complessivamente, l’architettura interna riflette la stratificazione storica: agli elementi gotici originari (archi acuti, cortile, scala esterna) si sovrappongono modifiche rinascimentali e integrazioni moderne necessarie per la fruizione (come impianti, illuminazione e adeguamenti statici poco visibili dall’esterno).
Usi e funzioni nel tempo
Nei suoi oltre sei secoli di esistenza, Palazzo Montalto ha conosciuto diverse destinazioni d’uso, riflettendo i mutamenti storici e sociali di Siracusa:
- Residenza nobiliare (XIV–XVI secolo): nato come dimora privata di prestigio, il palazzo fu inizialmente abitato da Maciotta Mergulese e dalla sua famiglia. Dopo il passaggio ai Montalto nel Quattrocento, continuò ad essere una residenza aristocratica. È plausibile che tra il XVI e XVIII secolo, con l’estinguersi o il trasferirsi della famiglia Montalto, l’edificio sia passato di mano tra vari casati nobili o benestanti locali, mantenendo comunque la funzione abitativa di rango. Non abbiamo documentazione dettagliata su eventuali suddivisioni interne in appartamenti in questa fase, ma date le dimensioni è possibile che ospitasse più nuclei familiari di una stessa casata.
- Funzioni assistenziali e religiose (XIX secolo): nell’Ottocento il palazzo perse la connotazione esclusivamente abitativa e venne adattato a scopi collettivi. Nel 1837, durante l’emergenza colera, divenne un ospedale provvisorio – un lazzaretto – accogliendo malati e moribondi per isolare l’epidemia. Questa funzione fu temporanea ma significativa, indice che l’edificio doveva essere in grado di ospitare numerose persone (forse sfruttando saloni al piano terra). Nel 1854, cessata l’emergenza sanitaria, l’edificio fu destinato ad uso religioso: vi si insediò la comunità delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli. Probabilmente le suore vi istituirono un convento con attività benefiche (ad esempio un ricovero per orfani o infermi). Tale destinazione durò almeno alcuni decenni a metà Ottocento. Queste trasformazioni implicarono modifiche d’uso interne (stanze convertite a camerate, cappella interna, ecc.), di cui però non restano tracce tangibili.
- Uso residenziale popolare (fine XIX – metà XX secolo): in epoca post-unitaria e fino alla metà del Novecento, Palazzo Montalto passò definitivamente a privati e venne utilizzato come casa d’abitazione suddivisa tra famiglie. Non essendo più sede di un’unica famiglia nobile, venne probabilmente frazionato in appartamenti o porzioni. Fonti locali riportano che fu abitato da famiglie siracusane comuni, anche contemporaneamente, segno di un parziale declino a semplice stabile civile. Durante questo periodo l’edificio non aveva una funzione pubblica o rappresentativa, e ciò contribuì al suo degrado (mancando interventi di manutenzione straordinaria da parte dei vari piccoli proprietari).
- Abbandono e inagibilità (anni ’60-’70): intorno alla metà del Novecento, complice forse l’esodo dal centro storico o vicende ereditarie, l’edificio fu in parte abbandonato. Negli anni ’60 Ortigia attraversò un periodo di spopolamento e molti palazzi antichi furono lasciati vuoti o sottoutilizzati; Palazzo Montalto rientrò tra questi, tanto che nel 1973 risultava disabitato e in condizioni precarie. Fu necessario installare impalcature e puntellamenti per evitare crolli imminenti. In pratica, per alcuni decenni, il palazzo non svolse alcuna funzione se non essere oggetto di contesa tra proprietari e istituzioni che ne volevano la tutela.
- Proprietà pubblica e centro culturale (fine XX – XXI secolo): con l’acquisizione da parte del Comune di Siracusa (avvenuta presumibilmente tra anni ’70 e ’80), il palazzo cambiò definitivamente destino. L’amministrazione avviò un progetto di recupero architettonico e di rifunzionalizzazione degli spazi per fini culturali. Dopo lunghi restauri, dal primo decennio degli anni 2000 il palazzo è impiegato come sede di mostre, gallerie d’arte ed eventi. Non è adibito a sede museale permanente, bensì a spazio espositivo polivalente: vi si sono svolte collettive di arte contemporanea, manifestazioni come le Feste Archimedee, convegni e presentazioni. In alcuni periodi il Comune lo ha tenuto aperto per mostre temporanee con ingresso gratuito, valorizzandolo come attrazione culturale sia per i cittadini sia per i turisti.
In sintesi, la funzione del Palazzo Montalto ha spaziato dalla dimora signorile alla struttura di servizio pubblico (ospedale, convento), poi a edificio d’uso comune degradato, fino a rinascere oggi come contenitore culturale. Questa evoluzione riflette in parte le vicende del quartiere Ortigia: da cuore nobiliare medievale a area degradata nel Novecento, fino alla riqualificazione odierna come centro turistico-culturale.
Uso attuale
Attualmente Palazzo Montalto è adibito a spazio espositivo e culturale di proprietà comunale. Non ospita una collezione permanente, ma viene utilizzato per mostre temporanee, eventi artistici, conferenze e manifestazioni culturali patrocinati dal Comune di Siracusa. Le sale interne (soprattutto al pianterreno e talvolta al piano superiore) fungono da gallerie dove allestire esposizioni di pittura, scultura, fotografie e installazioni contemporanee. Ad esempio, a fine 2022 il palazzo ha ospitato la mostra collettiva “Sicilia. Miti ed eroi” inaugurando la riapertura dopo un periodo di chiusura. Nel 2024 è stata la sede della mostra itinerante “Viaggio in Sicilia”, in collaborazione con il Centro Studi sul Barocco, con apertura al pubblico per diversi mesi.
L’uso attuale quindi è quello di centro culturale polifunzionale: le antiche stanze, opportunamente climatizzate e dotate di illuminazione museale, accolgono di volta in volta differenti eventi. L’ingresso è di norma gratuito, proprio per incentivare sia i turisti sia i residenti a fruire dello spazio storico. Quando non sono in corso mostre, il palazzo in genere non è aperto alla visita (resta “visibile solo esternamente” come riportano alcune guide). Tuttavia l’amministrazione sta cercando di programmare in maniera continuativa le aperture attraverso un calendario di iniziative, soprattutto nei mesi estivi e durante festività.
Va segnalato che esiste un progetto in via di definizione per destinare Palazzo Montalto a Museo Civico di Arte Contemporanea: fonti ufficiose indicano l’intenzione di allestire stabilmente collezioni d’arte moderna negli spazi del palazzo, trasformandolo in un museo vero e proprio. Al momento, però, questa è una prospettiva non ancora attuata; nella pratica il palazzo funge da sede di festival (come Ortigia Contemporanea nel 2024) e di eventi culturali a carattere temporaneo.
In aggiunta alle mostre, Palazzo Montalto è talvolta utilizzato per cerimonie e ricevimenti di rilievo: ad esempio, alcuni matrimoni civili e eventi privati di prestigio sono stati tenuti nella suggestiva cornice del palazzo, data la sua atmosfera storica (come testimoniato da recensioni di visitatori). Tali usi, comunque, sono subordinati alla programmazione culturale principale e all’autorizzazione comunale.
In sintesi, l’uso attuale di Palazzo Montalto è dinamico e in continua evoluzione: da luogo espositivo aperto durante mostre ed eventi, mira a divenire un polo museale stabile in futuro. Resta in ogni caso uno dei luoghi simbolo della città per iniziative culturali, grazie al connubio tra il fascino storico dell’architettura e la nuova vita come spazio per l’arte e la comunità.
Stato di conservazione
Le condizioni di conservazione di Palazzo Montalto oggi sono buone, frutto dei restauri conclusi negli ultimi decenni. Esternamente, la facciata appare integra: la pietra è stata pulita e consolidata, ripristinando la leggibilità di tutti gli elementi decorativi (archi, colonnine, modanature). Le bifore e trifore sono state restaurate ricollocando le colonnine e reintegrando eventuali parti mancanti in modo filologico; l’edicola con l’iscrizione del 1397 è stata anch’essa ripulita e la lapide marmorea originale è tuttora in situ, ben leggibile. Le fotografie attuali mostrano un prospetto in ottimo stato, certamente “tornato al primitivo splendore” dopo le cure ricevute.
Internamente, le strutture portanti (muri, archi e volte) sono state consolidate. L’atrio e la scala, un tempo a rischio crollo, ora risultano stabilizzati e fruibili. Non rimangono segni visibili dei puntellamenti d’emergenza che deturpavano l’edificio negli anni ’70, se non nella memoria storica documentata. Le superfici murarie sono intonacate laddove necessario e gli elementi in pietra a vista mostrano le cicatrici del tempo ma senza pericolo strutturale. Va rilevato che non sono presenti particolari decorazioni d’epoca all’interno: niente stucchi o affreschi medievali, essendo il palazzo nato con finiture sobrie poi ulteriormente spogliate durante l’uso abitativo e i restauri. Di conseguenza gli interni appaiono oggi essenziali, il che facilita l’adattamento a spazio espositivo moderno.
Dal punto di vista della conservazione storica, ogni intervento sul palazzo è stato sottoposto a tutela: sin dal 1909 il vincolo monumentale ne ha impedito alterazioni irreversibili. Durante i restauri più recenti si è cercato di rispettare i materiali originali, utilizzando pietra locale per integrazioni e lasciando distinguibili le parti ricostruite. Ad esempio, le colonnine tortili rifatte sono riconoscibili ma coerenti con le originali. La copertura del palazzo (il tetto) è stata rifatta in coppi siciliani, garantendo la protezione dalle infiltrazioni, problema che in passato aveva aggravato il degrado. Anche il cortile interno è stato ripavimentato e dotato di sistemi di drenaggio per preservare le fondazioni.
Lo stato attuale può dirsi dunque ottimo, specie considerando il livello di degrado cui era giunto il monumento negli anni ’70. All’epoca versava in condizioni di abbandono tali che si rischiava di perdere “uno dei più preziosi palazzi di epoca normanno-aragonese” senza un intervento urgente. Oggi quella fase è superata: Palazzo Montalto è stabilmente fruibile ed esteticamente valorizzato. Rimangono forse alcuni elementi non perfettamente ripristinati – ad esempio tracce delle modifiche sulla monofora destra o piccole lacune scultoree – ma si tratta di dettagli marginali che non compromettono la lettura complessiva.
Va aggiunto che il costante utilizzo per eventi impone una manutenzione regolare: il Comune provvede a tenere puliti gli ambienti e a monitorare lo stato delle strutture. Ogni tanto la stampa locale segnala la necessità di ulteriori migliorie (ad esempio climatizzazione più efficiente, per evitare il caldo estivo eccessivo durante le mostre). Nel complesso però il giudizio sullo stato conservativo è positivo: Palazzo Montalto è salvo, stabile e curato, pronto per continuare a vivere come patrimonio culturale siracusano.
Timeline
- 1397 – Costruzione del palazzo su volontà della nobildonna Macciotta Mergulese (come attestato da un’iscrizione latina sulla facciata). L’architetto che lo realizzò non è nominato nelle fonti; l’opera fonde elementi dello stile gotico catalano e aragonese, costituendo l’unico esempio di architettura gotico-chiaramontana in città.
- XV secolo – Donazione del palazzo alla famiglia Montalto. Secondo le cronache, fu la regina Costanza d’Aragona a concedere l’edificio a Filippo Montalto nei primi decenni del Quattrocento. Da allora l’edificio porta il nome Montalto, pur mantenendo memoria della famiglia Mergulese che lo aveva fatto erigere.
- 1837 – Durante una grave epidemia di colera il palazzo viene adibito a lazzaretto (ospedale provvisorio). Gli ampi ambienti interni vengono utilizzati per assistere gli appestati, data l’emergenza sanitaria di quell’anno a Siracusa.
- 1854 – Le Figlie della Carità (ordine religioso) si insediano nell’edificio, adibendolo a sede delle proprie attività assistenziali e comunitarie. Questa destinazione religiosa durò presumibilmente fino alla fine del XIX secolo.
- 1909 – Il palazzo, ancora di proprietà privata, viene formalmente dichiarato monumento con notifica di vincolo ai sensi delle leggi di tutela allora vigenti. Ciò testimonia la precoce attenzione delle istituzioni verso l’edificio, riconosciuto come bene di interesse storico-artistico nazionale.
- Prima metà del ’900 – Uso abitativo privato. Il palazzo, passato attraverso eredi e compravendite (famiglie Arezzo, Adorno e altre), viene utilizzato come abitazione plurifamiliare. Più nuclei siracusani vi risiedono in affitto o proprietà parziale, mentre lo stato di conservazione inizia progressivamente a degradarsi.
- Metà XX secolo – Acquisizione pubblica. Il Comune di Siracusa avvia pratiche per entrare in possesso del palazzo, riuscendo infine ad acquisirlo (probabilmente tramite esproprio o acquisto concertato) per destinarlo a bene pubblico. Questa transizione non fu priva di contrasti: uno degli ultimi comproprietari privati (Achille Adorno) espresse forte opposizione all’esproprio.
- 1973 – Scongiurato il crollo. Dopo anni di abbandono e mancata manutenzione, il palazzo versava in condizioni strutturali critiche. Nel 1973 si rese necessario un intervento d’urgenza: l’edificio fu puntellato integralmente per evitarne il crollo, come documentato da fotografie dell’epoca. Purtroppo tali sostegni provvisori e altri interventi invasivi alterarono in parte l’aspetto del palazzo, evidenziando l’urgenza di un restauro integrale.
- Anni 1980-2000 – Restauri pluriennali. A più riprese vengono avviati lavori di consolidamento e restauro, spesso interrotti o rallentati per mancanza di fondi. Il lungo iter è ricordato come un “restauro infinito” dagli addetti ai lavori. Si interviene sul consolidamento statico, sul recupero delle parti decorative e sulla riqualificazione degli spazi interni, sotto la supervisione della Soprintendenza ai Beni Culturali di Siracusa. Solo dopo decenni di lavori e progetti si arriva al completo recupero del monumento.
- 2010 ca. – Riapertura e fruizione culturale. Completati i restauri, Palazzo Montalto viene restituito alla comunità e destinato ad ospitare eventi culturali, mostre e manifestazioni pubbliche. Il Comune di Siracusa inaugura negli spazi restaurati esposizioni artistiche, segnando la rinascita del palazzo come polo culturale cittadino.
- 2022-2024 – Gestione contemporanea. Dopo la pandemia e alcuni periodi di chiusura, l’amministrazione comunale rilancia l’utilizzo di Palazzo Montalto come sede espositiva. Nel dicembre 2022 il palazzo torna ad ospitare una collettiva d’arte inaugurale dopo un periodo di inattività. Successivamente, il 21 marzo 2024 viene riaperto al pubblico con la mostra “Viaggio in Sicilia”, promossa dall’Assessorato comunale alla Cultura e visitabile gratuitamente per alcuni mesi.
Accessibilità
Accessibilità motoria
L’accessibilità fisica al piano terra del palazzo sembra essere parzialmente garantita. L’ingresso principale da Via dei Mergulensi si affaccia direttamente sulla piazzetta pavimentata: dalle foto disponibili, la soglia del portale appare pressoché a livello del suolo, senza evidenti gradini alti. Ciò suggerisce che una persona in sedia a rotelle possa entrare nell’atrio interno senza ostacoli significativi. Alcune mappe interattive segnalano infatti “entrata accessibile in sedia a rotelle” per Palazzo Montalto, indice che almeno il pianterreno è fruibile. Bisogna tuttavia notare che non sono presenti ascensori o piattaforme elevatrici per raggiungere il piano superiore: l’accesso al loggiato e alle eventuali sale al primo piano avviene solo tramite la storica scala in pietra, inadatta a persone con difficoltà motorie. Nelle mostre organizzate finora, gli allestimenti principali sono stati ospitati al piano terra (ambienti facilmente accessibili), mentre il piano nobile viene utilizzato di rado o solo per eventi specifici, proprio a causa delle barriere architettoniche. In mancanza di fonti ufficiali dettagliate, non risultano installati montascale fissi né rampe interne permanenti; all’occorrenza, per eventi, potrebbe essere previsto l’ausilio di rampe mobili per piccoli dislivelli, ma ciò non è documentato. In sintesi: l’ingresso e le sale al piano terra sono presumibilmente accessibili ai disabili motori, mentre i livelli superiori no, e l’atrio-cortile ha una pavimentazione storica irregolare che richiede cautela.
Accessibilità visiva
Allo stato attuale non sono segnalati accorgimenti specifici per non vedenti o ipovedenti. Non vi sono indicazioni circa la presenza di percorsi tattili, mappe a rilievo o targhe in Braille all’interno del palazzo, né lungo il percorso espositivo. Le foto delle mostre mostrano cartellonistica standard (testi a stampa) senza duplicati braille o supporti audio descrittivi. Tuttavia, in occasione di eventi culturali particolari, potrebbero essere organizzate visite guidate accessibili: ad esempio, il Percorso tattile della collezione “ImmaginArt” durante le Feste Archimedee 2023 a Siracusa ha incluso anche Palazzo Montalto tra le tappe, suggerendo che per quella circostanza fossero stati predisposti strumenti ad hoc (come descrizioni narrative) per i partecipanti non vedenti. Si tratta però di iniziative estemporanee. In generale, non risulta che Palazzo Montalto disponga di installazioni permanenti per l’accessibilità visiva. La fruizione per un visitatore cieco o ipovedente avverrà quindi con accompagnatore e spiegazioni verbali. L’illuminazione nelle sale è adeguata ma, essendo a intensità museale, può risultare soffusa in alcuni punti: un ipovedente potrebbe aver bisogno di illuminazione aggiuntiva portatile. In conclusione, dalle fonti ufficiali consultate non emergono dotazioni specifiche per disabili visivi. L’accessibilità per questa categoria può essere considerata limitata, salvo prevedere supporto umano (guide) o iniziative dedicate.
Accessibilità uditiva
Anche per i visitatori sordi o ipoacusici non sono documentati servizi dedicati presso Palazzo Montalto. Durante gli eventi espositivi, la comunicazione dei contenuti avviene tramite pannelli scritti e didascalie, il che è fruibile da parte di persone con disabilità uditiva senza necessità di adattamenti particolari. Tuttavia, non risultano disponibili dispositivi come impianti ad induzione magnetica (per amplificare l’audio agli apparecchi acustici) né servizi di interpretariato in Lingua dei Segni (LIS) per eventuali conferenze o visite guidate. Se fossero organizzate presentazioni video all’interno delle mostre, non ci sono indicazioni sulla presenza di sottotitoli o traduzione in LIS. In pratica, la natura stessa di spazio espositivo statico rende l’esperienza abbastanza accessibile ai sordi (grazie ai testi scritti), ma eventuali parti audio di mostre multimediali o discorsi di inaugurazione potrebbero non essere fruibili senza supporti specifici. Non essendo un museo strutturato, il palazzo non offre audioguide, dunque non si pone il problema di fornire audioguide con trascrizioni per sordi (poiché non vi sono audioguide affatto). In mancanza di evidenze su iniziative particolari, l’accessibilità uditiva può definirsi soddisfacente per la visita individuale alle esposizioni, mentre resta non garantita per gli eventi orali (come conferenze o visite guidate non sottotitolate).
Accessibilità cognitiva
Per quanto concerne i visitatori con disabilità intellettive o cognitive, non risultano misure specifiche dedicate a Palazzo Montalto. Non essendo un museo con un percorso fisso permanente, non ci sono materiali educativi semplificati né percorsi strutturati pensati espressamente per persone con deficit cognitivi. L’esperienza di visita durante le mostre dipende molto dall’accompagnamento di familiari, educatori o guide. Potenzialmente, la comprensione dei contenuti artistici esposti potrebbe essere agevolata da spiegazioni personalizzate: ad esempio, laboratori didattici per persone con disabilità cognitive potrebbero essere organizzati dalle associazioni durante particolari eventi, ma non è documentato niente di stabile in tal senso. I testi espositivi standard potrebbero risultare di difficile comprensione per chi ha esigenze cognitive speciali, e non si segnalano versioni in “linguaggio facile” (easy to read). Durante afflussi di gruppo (scuole, centri diurni) la fruizione avviene con gli educatori di riferimento. In sintesi, Palazzo Montalto non dispone di adattamenti specifici per l’accessibilità cognitiva nel quotidiano. La sua accessibilità in questo ambito è demandata alla sensibilità degli organizzatori degli eventi ospitati, che potrebbero prevedere attività inclusive su richiesta, ma senza linee guida note al pubblico.
In generale, va sottolineato che Ortigia è una zona a traffico limitato e con pavimentazioni storiche: raggiungere Palazzo Montalto può comportare qualche sfida per persone con mobilità ridotta (strade acciottolate, pochi parcheggi disabili nelle immediate vicinanze). Il sito si trova però a pianterreno e all’aperto, quindi almeno l’accesso dall’esterno non presenta scalinate. Sul portale web comunale non sono pubblicate “dichiarazioni di accessibilità” riferite all’edificio monumentale, ma solo quelle relative al sito internet istituzionale. Pertanto le informazioni fornite qui sull’accessibilità fisica e sensoriale derivano da osservazioni indirette e da analogie con altre sedi espositive simili. In prospettiva, se il palazzo diventerà un museo stabile, si auspica che vengano implementati percorsi e supporti più strutturati per una maggiore accessibilità universale.
Fonti e bibliografia essenziale
- Touring Club Italiano, Palazzo Mergulese-Montalto – Siracusa. Descrizione e informazioni sulla destinazione, Touringclub.it. www.touringclub.it (consultato il 07/01/2026).
- CityMap Sicilia, Palazzo Mergulense Montalto. Scheda informativa culturale, Citymapsicilia.it. www.citymapsicilia.it (consultato il 07/01/2026).
- Siti Unesco Sicilia Sud-Est, Palazzo Mergulense Montalto. Descrizione e riferimenti storici a cura della Soprintendenza di Siracusa, sitiunescosiciliasudest.it. www.sitiunescosiciliasudest.it (consultato il 07/01/2026).
- Regione Siciliana – Assessorato BB.CC.AA., Elenco dei vincoli architettonici (Provincia di Siracusa). Documento PDF ufficiale, Regione Sicilia, aggiorn. 2018 (vedi riga 55/M/SR-12: Palazzo Montalto con indirizzo e dati di vincolo).
- Antonio Randazzo, Palazzo Montalto – palazzi di pregio di Siracusa. Ricerca storica e immagini d’epoca, antoniorandazzo.it. www.antoniorandazzo.it (consultato il 06/01/2026).
- Cassataro, L., La casa Mergulese-Montalto: storia di un restauro infinito. Relazione tecnica sul restauro (PDF, 2010), in antoniorandazzo.it (sez. palazzidipregio). www.antoniorandazzo.it (consultato il 06/01/2026).
- Siracusa, La Sicilia e l’Etna (Stewe.it), Palazzo Mergulese-Montalto. Breve scheda descrittiva (fonte: sicilink.com; foto di Giovanni Dall’Orto). www.stewe.it (consultato il 05/01/2026).
- Siracusa Turismo, Palazzi storici: Palazzo Montalto. Informazioni turistiche (fonte non più online, contenuto reperito via Archive.org). Descrizione gotico-chiaramontana e contesto.
- La Sicilia (quotidiano), articolo “Siracusa, arriva la collettiva d’arte ‘Sicilia. Miti ed eroi’ a Palazzo Montalto”, 20/12/2022, sez. Siracusa Cultura (lamilano.it).
- Pinxa.it – News, articolo “Siracusa, riapre ai visitatori il prestigioso Palazzo Montalto”, 21/03/2024. Notizia sull’inaugurazione della mostra “Viaggio in Sicilia” e dichiarazioni dell’Ass. Granata.
- Wanderlog – Palazzo Montalto, recensioni e informazioni aggregate (Google, Tripadvisor), wanderlog.com (aggiornato al 2024). Contiene note su restauro, uso attuale e consigli di visita.
- TripAdvisor, sezione Palazzo Montalto – recensioni dei viaggiatori, tripadvisor.it (recensioni 2021-2025). In particolare, recensione di aprile 2023 (utente Paola B.) che descrive la facciata gotica come “una gemma nascosta… sobria nei decori ma movimentata da monofora, bifora e trifora”. (Consultato il 06/01/2026).
