Piazza Duomo di Siracusa

Piazza barocca e cuore monumentale di Ortigia, sul sito dell’antico tempio di Atena
Aggiornato in data 29 Novembre 2025 da Alessandro Calabrò
Veduta ampia di Piazza Duomo a Siracusa in una giornata serena, con il prospetto barocco della Cattedrale e le quinte di palazzi nobiliari che definiscono la piazza.
Piazza Duomo a Siracusa, cuore monumentale e religioso di Ortigia.
Foto di Alessandro Calabrò, 2025.

Piazza Duomo è la piazza principale di Siracusa, situata sull’isola di Ortigia, nel punto più elevato del centro storico. Di forma semiellittica, interamente pavimentata in pietra calcarea e oggi pedonalizzata, costituisce il fulcro monumentale, religioso e civile della città. Attorno al suo spazio curvilineo si affacciano la Cattedrale metropolitana della Natività di Maria Santissima, edificata inglobando le colonne doriche dell’antico tempio di Atena, il Palazzo Senatorio o Vermexio, sede del municipio, il Palazzo Arcivescovile e una serie di palazzi nobiliari barocchi tra cui Beneventano del Bosco, Arezzo della Targia, Gaetani e Borgia del Casale. Le origini dell’area risalgono alla fase arcaica di Syrakousai (VIII–VII secolo a.C.), quando vi furono edificati un oíkos dedicato ad Artemide e, nei secoli successivi, un complesso templare arcaico culminato nell’Athenaion eretto da Gelone nel V secolo a.C. Al tempio dorico fu sovrapposta in età bizantina la prima cattedrale cristiana, dando avvio a una continuità cultuale che ancora oggi caratterizza il sito. Dopo il terremoto del 1693 la piazza fu ricostruita in forme barocche, assumendo l’aspetto scenografico che la distingue. Oltre al valore storico-architettonico, Piazza Duomo mantiene un ruolo centrale nella vita cittadina: è sede di processioni religiose legate a Santa Lucia e ad altre ricorrenze liturgiche, ospita eventi civili e culturali, ed è uno dei luoghi più frequentati dai visitatori. Dal 2005, con l’iscrizione di Siracusa e delle necropoli rupestri di Pantalica nella lista del Patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO, la piazza è riconosciuta come esempio emblematico di stratificazione storica e continuità d’uso dello spazio urbano.

Identità e dati essenziali

Localizzazione e toponomastica

Piazza Duomo è situata a Siracusa, sull’isola di Ortigia, al centro del quartiere storico e sul punto altimetrico più elevato dell’isola. In dialetto è nota come ’u chianu, termine che allude all’ampiezza dello spazio aperto in contrasto con le vie strette circostanti. L’attuale denominazione deriva dalla presenza del Duomo, che occupa il lato nord-orientale della piazza ed è il principale edificio religioso della città.

Morfologia e assetto spaziale (orientamento e ingressi)

La piazza ha una conformazione semiellittica con lato curvo rivolto a sud-ovest e lati rettilinei a nord e a est. L’impianto è il risultato di trasformazioni stratificate, che hanno adattato l’antico tessuto ortogonale greco e le curve introdotte in epoca medievale. L’accesso principale avviene da est attraverso Piazza Minerva, in continuità con corso Matteotti e Piazza Archimede; un secondo ingresso importante è da ovest lungo via Saverio Landolina. Altri accessi diretti si aprono a sud su via Pompeo Picherali, a sud-ovest su via Santa Lucia alla Badia e su via delle Carceri Vecchie, che collegano la piazza con il fronte a mare e il Passeggio Adorno.

Pavimentazione e illuminazione

La pavimentazione attuale è in lastre di calcarenite chiara, posate durante i lavori di riqualificazione del 1996–1998. Al suo interno sono inserite linee di piombo che tracciano a terra le sagome archeologiche dell’oíkos arcaico e del tempio ionico mai completato. L’illuminazione pubblica è garantita da lampioni storici collocati lungo i lati e da fari a terra che proiettano la luce sulle facciate monumentali, mettendo in risalto di sera il colore dorato della pietra calcarea.

Regime di circolazione e uso dello spazio (ZTL)

L’intera piazza è pedonale ed è parte della Zona a Traffico Limitato di Ortigia. Fino agli anni Ottanta vi transitavano automobili e autobus urbani, con funzioni di parcheggio e capolinea; la riqualificazione avviata negli anni Novanta ha eliminato il traffico restituendo lo spazio a usi civili, religiosi e turistici. Oggi la piazza è utilizzata per eventi pubblici, processioni, manifestazioni civiche e come luogo di sosta e passeggio.

Dati rapidi (altimetria; UNESCO)

L’altimetria della piazza è di circa 15,86 metri sul livello del mare, misurata in corrispondenza dell’imbocco di Piazza Minerva. Dal 2005 Piazza Duomo è inclusa, insieme al resto di Ortigia e alle necropoli rupestri di Pantalica, nella lista del Patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO, quale esempio di continuità storica e di stratificazione architettonica dal periodo greco a quello barocco.

Storia

Fase arcaica: oíkos e Artemision (segni a pavimento)

L’area dell’attuale Piazza Duomo fu occupata fin dall’età preistorica, come attestano resti di capanne e materiali litici databili al Neolitico e all’età del bronzo. Con la fondazione di Syrakousai (734 a.C.) i coloni corinzi scelsero questo luogo come spazio sacro principale. Tra la fine dell’VIII e l’inizio del VII secolo a.C. venne edificato un piccolo oíkos dedicato ad Artemide, considerato il più antico tempio della città. Nel VI secolo a.C. fu avviata la costruzione di un tempio ionico di maggiori dimensioni, mai portato a compimento: le sue fondamenta sono ancora individuabili sotto l’attuale Palazzo Senatorio. Durante i lavori di ripavimentazione del 1996–1998, diretti dall’archeologo Giuseppe Voza, furono riportati in luce i resti di queste strutture arcaiche. Per conservarne la memoria, nel selciato della piazza furono inserite sottili linee di piombo nero che disegnano la pianta dell’oíkos e le colonne del peristilio ionico. Questi segni rendono leggibile a terra la stratificazione antica e costituiscono un raro esempio di integrazione tra spazio archeologico e arredo urbano.

Athenaion → Cattedrale (trasformazione bizantina; continuità cultuale)

Accanto al tempio ionico sorse, nel V secolo a.C., l’Athenaion, grande tempio dorico dedicato ad Atena eretto dal tiranno Gelone dopo la vittoria sui Cartaginesi a Imera (480 a.C.). L’edificio, lodato da Cicerone per le porte d’oro e d’avorio e per lo scudo bronzeo visibile ai naviganti, divenne il principale santuario della polis. Le colonne monolitiche del peristilio orientale e settentrionale sono tuttora inglobate nella struttura del Duomo, costituendone l’elemento architettonico più antico. Con l’affermarsi del cristianesimo, il tempio fu trasformato in basilica: già nel VII secolo, in età bizantina, gli intercolumni furono murati e la cella adattata a navata centrale. La tradizione attribuisce la consacrazione come cattedrale al vescovo Zosimo nel 640. L’edificio mantenne così la forma perimetrale dell’antico Athenaion, sovrapponendo il culto cristiano a quello pagano e inaugurando una continuità d’uso sacro che non si è mai interrotta. In epoca normanna furono aggiunti mosaici e nuove decorazioni, mentre restauri successivi hanno modificato l’aspetto della facciata. La compresenza di elementi greci, bizantini e medievali fa della Cattedrale un unicum architettonico, testimonianza diretta della stratificazione millenaria che caratterizza l’intera piazza.

Medioevo–prima età moderna (Camera Reginale, assetto civico, Arcivescovado)

Nel Medioevo l’area di Piazza Duomo resta il centro religioso e civile della città. Tra XIV e XVI secolo Siracusa rientra nel sistema della Camera Reginale; la localizzazione degli uffici è oggetto di discussione: una tradizione li colloca nell’antico palazzo Arezzo (oggi Palazzo Beneventano del Bosco), mentre la toponomastica conserva via del Consiglio Reginale; non esiste però una conferma documentaria univoca. Nel Seicento si fissano le due presenze istituzionali frontali: il Palazzo del Senato, nuova sede municipale progettata da Giovanni Vermexio e costruita tra il 1629 e il 1633, e il Palazzo Arcivescovile, avviato nel 1618 per iniziativa dell’arcivescovo Torres, su strutture preesistenti di età medievale. Entrambi subiranno ampliamenti e rimaneggiamenti nei secoli successivi. Un precedente terremoto, nel 1542, aveva già danneggiato la Cattedrale, poi riparata in parte in forme rinascimentali. Questo quadro istituzionale e costruttivo fa da premessa alla stagione successiva, segnata dal sisma del 1693.

Ricostruzione barocca post-1693

Il terremoto del 1693 distrusse o danneggiò gravemente gli edifici che si affacciavano su Piazza Duomo. Nel corso del XVIII secolo la ricostruzione conferì allo spazio urbano l’aspetto scenografico che ancora oggi lo caratterizza. Sul lato sud, al posto dell’antico monastero crollato, venne edificata la chiesa di Santa Lucia alla Badia (1695–1703), con facciata barocca progettata da Luciano Caracciolo e annesso convento. La Cattedrale, già lesionata nel 1542, ricevette tra il 1728 e il 1754 una nuova facciata tardo-barocca su progetto di Andrea Palma, con statue di Ignazio Marabitti che ne arricchiscono il coronamento. Sul lato ovest la nobiltà cittadina promosse la ricostruzione dei propri palazzi: tra il 1778 e il 1788 il Palazzo Beneventano del Bosco fu rifatto in forme monumentali dall’architetto Luciano Alì; contestualmente vennero rinnovati i prospetti di Palazzo Arezzo della Targia, Palazzo Borgia del Casale e Palazzo Gaetani, che definiscono l’andamento curvilineo della piazza. Il risultato fu un insieme unitario, in cui il fronte religioso (Duomo e Arcivescovado) e quello civile (Palazzo Senatorio) si integrano con le quinte nobiliari, dando vita a un “teatro urbano” tipico del barocco siciliano. La piazza divenne così il palcoscenico privilegiato di feste religiose e manifestazioni civiche, con il simulacro di Santa Lucia che vi transitava durante le processioni annuali.

Dal XIX secolo ad oggi (trasformazioni, ipogeo, pedonalizzazione)

Già sopraelevato nel 1751, il Palazzo Arcivescovile fu rimaneggiato in età ottocentesca, mentre nel XIX secolo Piazza Duomo mantenne il ruolo di centro simbolico della città. L’armonia dello spazio colpì viaggiatori e studiosi: Camillo Sitte lo citò come esempio di piazza storica dalla forma irregolare, mentre Elio Vittorini la descrisse come un “pozzo di luce”, per l’effetto luminoso creato dalla pietra chiara che riflette il cielo. Durante la Seconda guerra mondiale l’area fu adattata a rifugio antiaereo: l’Ipogeo di Piazza Duomo, ottenuto collegando antiche cisterne e cunicoli, ospitò la popolazione durante i bombardamenti del 1943 e accolse persino una processione clandestina con il simulacro argenteo di Santa Lucia. L’ingresso è tuttora visibile accanto al giardino dell’Arcivescovado, e il percorso sotterraneo è stato in seguito aperto al pubblico come sito storico. Nel dopoguerra la piazza fu progressivamente invasa dal traffico veicolare: automobili e autobus vi transitavano quotidianamente e lo spazio era usato anche come parcheggio. Negli anni Ottanta e Novanta si avviò un piano di riqualificazione dell’intera Ortigia, con la pedonalizzazione e il recupero della piazza. Tra il 1996 e il 1998 furono condotti lavori di ripavimentazione in pietra calcarea, che riportarono alla luce i resti arcaici dell’oíkos e del tempio ionico: la loro memoria è oggi tracciata da linee di piombo nero nel selciato. Dal 2005, con l’iscrizione di Siracusa e Pantalica nella lista UNESCO, Piazza Duomo ha ricevuto riconoscimento internazionale come esempio emblematico di stratificazione storica. Oggi è completamente pedonale, ospita cerimonie religiose, eventi civili e culturali ed è una delle piazze italiane più celebrate per valore architettonico e scenografico.

Architettura ed edifici affacciati sulla piazza

Cattedrale (facciata, colonne doriche, statue esterne)

La Cattedrale metropolitana della Natività di Maria Santissima, comunemente Duomo di Siracusa, occupa il lato nord-orientale della piazza. L’edificio ingloba il perimetro e numerose colonne doriche dell’Athenaion (V secolo a.C.), visibili nei fianchi e nelle navate laterali; gli intercolumni furono murati in età bizantina, quando il tempio fu trasformato in basilica cristiana. La facciata attuale, realizzata tra 1728 e 1754 su progetto di Andrea Palma, è un esempio di tardo barocco siciliano. Presenta ordine gigante con colonne libere, trabeazioni e cornici aggettanti, frontone centrale e tre portali (maggiore in asse e due laterali). L’apparato scultoreo settecentesco, con interventi di Ignazio Marabitti, anima nicchie e coronamenti. Sul sagrato si trova un’ampia scalinata su basamento continuo, elemento di cerniera con l’invaso della piazza. Ai piedi della scalinata sono collocate le statue marmoree di San Pietro e San Paolo (1746). Sulla facciata è presente una lapide che ricorda gli interventi dei vescovi Tommaso Marini e Francesco Testa; alla base della statua di San Pietro l’iscrizione «Apostolorum Principi fundatori suo Ecclesia Syracusana p.». Il rapporto con la piazza è frontale e dominante: la facciata costituisce il fulcro prospettico dell’insieme barocco, mentre la compresenza di strutture greche e rivestimento settecentesco rende l’edificio un unicum nella storia costruttiva siracusana.

Palazzo Senatorio / Vermexio (Municipio)

Il Palazzo Senatorio, noto anche come Palazzo Vermexio dal nome dell’architetto, occupa il lato orientale di Piazza Duomo ed è sede storica del Municipio di Siracusa. Fu costruito tra il 1629 e il 1633 su progetto di Giovanni Vermexio, in sostituzione della precedente sede della Camera Reginale. L’edificio presenta una composizione architettonica che combina un impianto sobrio con elementi decorativi barocchi. Il piano inferiore è caratterizzato da linee più regolari e da un portale centrale bugnato, mentre l’ordine superiore introduce una balconata continua e un ricco apparato ornamentale. Sul cornicione è scolpita una piccola lucertola in pietra, considerata la firma dell’architetto. Gravemente lesionato dal terremoto del 1693, il palazzo fu restaurato mantenendo l’impianto originario. All’interno conserva ambienti di rappresentanza, tra cui la sala consiliare e l’atrio che custodisce la Carrozza del Senato (1764), un tempo utilizzata nelle cerimonie civiche e religiose. Nelle fondazioni del palazzo sono visibili i resti del tempio ionico arcaico (Artemision) mai completato, individuati durante indagini archeologiche. L’adiacenza con l’Ipogeo di Piazza Duomo rende l’edificio anche punto di accesso al percorso sotterraneo che collega la piazza al fronte a mare.

Palazzo Arcivescovile

Il Palazzo Arcivescovile di Siracusa si affaccia sul lato settentrionale di Piazza Duomo, adiacente alla Cattedrale. Fu avviato nel 1618 per iniziativa dell’arcivescovo Juan de Torres, probabilmente su progetto di Giovanni Vermexio, e sorse inglobando strutture medievali preesistenti. La facciata principale, rimaneggiata tra XVIII e XIX secolo, presenta un aspetto sobrio di gusto tardo barocco tendente al neoclassico, con aperture regolari e portale centrale incorniciato. L’edificio fu sopraelevato a metà Settecento e ampliato successivamente nell’Ottocento. All’interno conserva la Cappella del Cristo, con volte trecentesche superstiti dell’antico palazzo svevo, e custodisce il Tesoro della Cattedrale, composto da reliquiari, argenti sacri ed ex voto legati al culto di Santa Lucia. Il lato posteriore del complesso si apre verso la Marina con una terrazza panoramica e un giardino pensile, mentre sul fronte di Piazza Duomo il palazzo chiude scenograficamente il lato settentrionale dell’invaso.

Chiesa di Santa Lucia alla Badia

La chiesa di Santa Lucia alla Badia occupa il lato meridionale di Piazza Duomo e costituisce una delle quinte barocche più riconoscibili dell’invaso. L’edificio attuale fu ricostruito dopo il terremoto del 1693, su progetto attribuito all’architetto Luciano Caracciolo, e sostituì una precedente chiesa annessa a un monastero femminile. La facciata presenta un impianto sviluppato in verticale e suddiviso in due ordini. Il portale principale è incorniciato da colonne tortili e sormontato da un timpano curvilineo spezzato; al livello superiore si apre una finestra balaustrata affiancata da paraste composite. Elemento distintivo è il balcone centrale in ferro battuto, che si affaccia direttamente sulla piazza. L’uso della pietra calcarea locale e la ricchezza plastica delle membrature inseriscono il prospetto nel linguaggio barocco-rococò diffuso a Siracusa nel XVIII secolo. L’interno è a navata unica, con altari laterali in marmi policromi e decorazioni in stucco settecentesche. La volta è ornata da affreschi dedicati al Trionfo di Santa Lucia, che sottolineano la destinazione cultuale dell’edificio. Per la posizione e la verticalità della facciata, la chiesa chiude scenograficamente il lato sud della piazza, stabilendo un dialogo architettonico con il prospetto monumentale della Cattedrale.

Palazzo Beneventano del Bosco

Il Palazzo Beneventano del Bosco si affaccia sul lato occidentale di Piazza Duomo, in posizione pressoché frontale al Palazzo Vermexio. L’edificio, di origine medievale, fu ricostruito tra il 1778 e il 1788 dall’architetto Luciano Alì per volere della famiglia Beneventano, assumendo l’aspetto monumentale attuale. La facciata segue l’andamento curvilineo della piazza, contribuendo alla configurazione semicircolare dell’invaso. È articolata su tre ordini, con un basamento bugnato e un piano nobile caratterizzato da balconi sorretti da mensoloni scolpiti con mascheroni e figure zoomorfe. Le ringhiere bombate in ferro battuto, tipiche del barocco siracusano, accentuano l’effetto plastico del prospetto. Al centro si apre un balcone principale sormontato da un cartiglio con lo stemma di famiglia e da un’epigrafe che ricorda la visita di Ferdinando I di Borbone nel 1806. All’interno il palazzo conserva ambienti di rappresentanza con stucchi attribuiti a Gregorio Lombardo e affreschi di Ermenegildo Martorana, che ne fanno uno degli esempi più significativi di dimora nobiliare tardo-barocca a Siracusa. Per la posizione e la monumentalità della facciata, il Beneventano costituisce una delle quinte scenografiche principali di Piazza Duomo.

Palazzo Arezzo della Targia

Il Palazzo Arezzo della Targia si trova sul lato occidentale di Piazza Duomo, immediatamente adiacente al Palazzo Beneventano del Bosco e pressoché frontale al Palazzo Senatorio (Vermexio). L’edificio fa parte della quinta curvilinea che caratterizza questo settore della piazza, contribuendo alla continuità visiva dell’insieme monumentale. Il prospetto, realizzato in pietra calcarea locale, presenta uno schema regolare con aperture disposte su assi verticali e balconi dotati di ringhiere bombate in ferro battuto. Il portale principale si apre sul tratto curvo della piazza, con cornici modanate e bugnato contenuto, in linea con il linguaggio architettonico diffuso a Siracusa tra XVIII e XIX secolo. Rispetto al vicino Palazzo Beneventano, di cui riprende i canoni rappresentativi in forma più sobria, svolge il ruolo di elemento di raccordo lungo la curva che conduce verso sud. Il palazzo appartenne al ramo della famiglia Arezzo della Targia, tra le più importanti casate nobiliari siracusane. L’impianto architettonico attuale risale a rimaneggiamenti tardo-settecenteschi e ottocenteschi, coerenti con l’assetto barocco della piazza, sebbene manchino attribuzioni certe a progettisti noti. Per la sua posizione, il palazzo contribuisce a definire l’asse visivo est–ovest della piazza, bilanciando scenograficamente la presenza del Vermexio e rafforzando la continuità della quinta edilizia occidentale.

Palazzo Borgia del Casale

Il Palazzo Borgia del Casale si trova nell’angolo sud-occidentale di Piazza Duomo, in corrispondenza dell’imbocco di via Pompeo Picherali. Non è allineato al fronte del Palazzo Senatorio, ma svolge un ruolo di raccordo tra il margine meridionale della piazza e l’asse viario che conduce verso il fronte a mare. Appartenuto in origine alla famiglia Borgia del Casale e successivamente ai Francicanava-Impellizzeri, il palazzo fu ricostruito nel XVIII secolo su preesistenze di epoca medievale. La facciata, in stile barocco-rococò, presenta cantonali bugnati, cornici mosse, balconi con ringhiere bombate in ferro battuto e mensole scolpite, alcune con forme antropomorfe. Il prospetto segue l’andamento curvilineo della piazza, contribuendo alla sua configurazione ad esedra, e si pone in relazione stilistica con la vicina chiesa di Santa Lucia alla Badia, con la quale condivide l’uso di motivi decorativi curvilinei e il gusto scenografico. L’interno si articola attorno a un cortile centrale con scala nobiliare; gli ambienti del piano nobile conservano apparati decorativi sette-ottocenteschi, tra cui stucchi e pitture murali. I locali al piano terreno, affacciati sia sulla piazza sia su via Picherali, sono oggi occupati da residenze private e attività commerciali.

Palazzo Gaetani

Il Palazzo Gaetani si affaccia sul lato occidentale di Piazza Duomo, lungo la sequenza di edifici nobiliari che completano la curvatura dell’esedra. L’edificio, ricostruito dopo il terremoto del 1693, appartiene alla tipologia dei palazzi barocchi siracusani di impianto regolare, caratterizzati da facciate scandite in più ordini e da balconate in ferro battuto. Il prospetto, in pietra calcarea come gli altri edifici della piazza, mostra un disegno sobrio rispetto alla maggiore ricchezza decorativa del vicino Palazzo Beneventano del Bosco, ma contribuisce a mantenere l’unità visiva dell’insieme architettonico. Le aperture sono distribuite con andamento regolare e seguono la linea curva del tracciato urbano; il portale d’ingresso, incorniciato da elementi lapidei, introduce agli ambienti interni a corte. Pur privo di apparati decorativi monumentali, il palazzo svolge un ruolo rilevante nella definizione della quinta occidentale della piazza, completando la sequenza di residenze nobiliari che caratterizza la scenografia barocca di Piazza Duomo.

Palazzo Bonanno-Toscano

Il Palazzo Bonanno-Toscano si colloca sul lato occidentale di Piazza Duomo, lungo il tratto curvilineo compreso fra l’ex Museo Archeologico (oggi sede della Soprintendenza ai Beni Culturali, ai civici 14–15) e il Palazzo Borgia del Casale all’angolo con via Pompeo Picherali. L’edificio, di impianto ottocentesco, sorge sul sedime dell’antico complesso di San Giovanni di Dio (ospedale e convento), demolito nell’ambito dei riassetti urbani moderni. Il prospetto, regolare e sobrio, segue la convessità dell’esedra della piazza contribuendo alla continuità della quinta scenografica. L’impianto è tipico dell’edilizia civile dell’Ottocento siracusano: due o tre ordini di aperture allineate, balconi in ferro battuto ai piani nobili, semplice portale al piano terreno e cornicione sommitale aggettante. Il linguaggio è tardo-settecentesco/ottocentesco, con toni neoclassici ed eclettici, privo dell’enfasi decorativa barocca dei palazzi contigui. Per funzione e scala, il Bonanno-Toscano svolge un ruolo di “tessuto connettivo” fra poli monumentali maggiori (Borgia del Casale e Soprintendenza), completando il fronte occidentale della piazza; i piani superiori mantengono prevalente destinazione residenziale, mentre il piano strada ospita esercizi e ingressi di servizio coerenti con l’uso contemporaneo dell’area pedonale.

Soprintendenza BB.CC.AA. (Piazza Duomo 14)

Sul lato occidentale di Piazza Duomo, al civico 14, si affaccia l’edificio che ospita la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Siracusa. Fu costruito nella seconda metà del XIX secolo, su progetto dell’ingegnere Luigi Mauceri, in sostituzione del complesso conventuale e ospedaliero di San Giovanni di Dio, demolito nell’ambito delle trasformazioni ottocentesche del centro storico. Il prospetto principale verso la piazza è improntato a uno stile neoclassico sobrio: cinque campate distribuite su due ordini sovrapposti, con basamento in pietra lavica e lesene doriche al piano terreno, paraste ioniche al piano superiore e un coronamento ad attico continuo. Le aperture, ad arco ribassato o a tutto sesto, si allineano regolarmente lungo la facciata; il portale centrale, anch’esso a tutto sesto, costituisce l’accesso principale. Il disegno architettonico prosegue sui fronti laterali: lungo via delle Carceri Vecchie si ripete lo stesso lessico formale, mentre verso il Passeggio Adorno il corpo di fabbrica arretra con un avancorpo centrale coronato da timpano triangolare. L’interno si organizza attorno a un cortile irregolare, servito da una scala monumentale a doppia rampa con archi rampanti convergenti su un pianerottolo centrale; un grande arcone sostiene parte del piano superiore. Un’ala meridionale a pianta a “C” collega il corpo principale alla contigua Casa Cultrera, unificando i prospetti verso il Passeggio Adorno. Pur essendo di epoca più tarda rispetto ai palazzi barocchi circostanti, l’edificio si inserisce con continuità cromatica e materica nel contesto della piazza, grazie all’uso della calcarenite locale e alla regolarità compositiva, contribuendo alla definizione del fronte occidentale dell’esedra. Oggi rappresenta una delle principali sedi istituzionali affacciate su Piazza Duomo.

Ipogeo di Piazza Duomo

Sotto l’area di Piazza Duomo si estende un articolato percorso sotterraneo noto come Ipogeo di Piazza Duomo, che collega il cuore della piazza con il fronte a mare del Foro Italico. L’ingresso principale è situato lungo il muro di recinzione del giardino dell’Arcivescovado, mentre l’uscita si trova nei pressi della Marina. Il tracciato principale, orientato in direzione est–ovest, riutilizza cavità e cisterne di età medievale e moderna, probabilmente originate anche da antiche cave di calcarenite impiegate per i cantieri monumentali dell’area. Una diramazione secondaria si innesta nella cisterna dell’Arcivescovado, attribuita alla sistemazione seicentesca promossa dal vescovo Paolo Faraone (1619–1629). Durante la Seconda guerra mondiale l’ipogeo fu adattato a rifugio antiaereo: vennero realizzati nuovi accessi, installati impianti e predisposti spazi per la protezione della popolazione civile. Nei cunicoli trovarono riparo centinaia di abitanti durante i bombardamenti del 1943; in questo contesto fu temporaneamente custodito anche il simulacro argenteo di Santa Lucia, che vi fu nascosto per preservarlo dai danni bellici. Dopo il conflitto l’ipogeo cadde in disuso e gli ingressi furono chiusi. A partire dagli anni 2000 è stato oggetto di interventi di recupero e viene oggi aperto in occasioni straordinarie con visite guidate curate dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Siracusa. Lungo circa 500 metri, rappresenta una testimonianza rilevante della stratificazione sotterranea della città, legando la storia monumentale della piazza in superficie con le infrastrutture ipogee sottostanti.

Vita della piazza oggi (ruolo civile, sociale, religioso)

Funzioni civili e sociali (eventi comunali, cerimonie)

In età contemporanea Piazza Duomo svolge il ruolo di principale spazio civico all’aperto di Siracusa. La presenza del Palazzo Senatorio (sede municipale) ne fa il luogo di rappresentanza istituzionale per cerimonie ufficiali, insediamenti amministrativi e conferimenti di cittadinanze onorarie. La piazza ospita con regolarità commemorazioni civili, in particolare quelle del 25 aprile e del 4 novembre, e momenti pubblici promossi dal Comune e da altre istituzioni cittadine. Grazie alla pedonalizzazione e alla conformazione scenografica, lo spazio è utilizzato per eventi a capienza variabile (concerti, rassegne culturali, presentazioni, proiezioni), con allestimenti temporanei che rispettano i vincoli di tutela monumentale e le prescrizioni della Soprintendenza. Nelle stagioni turistiche la piazza funge anche da “salotto urbano”, con tavoli all’aperto di pubblici esercizi disposti lungo i fronti edilizi secondo regolamenti comunali, senza occupare l’asse centrale deputato al transito e alle manifestazioni. Nel corso dell’anno sono frequenti attività di divulgazione e fruizione culturale (visite guidate, iniziative scolastiche, performance di piccolo formato), coordinate con il calendario di eventi cittadini e con le esigenze di sicurezza. L’uso civile dello spazio è inoltre supportato da servizi logistici dedicati (percorsi di carico/scarico in fasce orarie, piani di emergenza, controlli di affollamento), che consentono di coniugare la funzione pubblica con la conservazione dell’insieme monumentale.

Processioni ricorrenti in piazza

Santa Lucia (dicembre)

È la principale ricorrenza cittadina. Il 13 dicembre il simulacro argenteo di Santa Lucia esce dalla Cattedrale e attraversa Piazza Duomo tra due ali di fedeli, dirigendosi verso la Borgata (Basilica di Santa Lucia al Sepolcro). Il rientro avviene tradizionalmente il 20 dicembre, con nuovo passaggio e sosta in piazza. L’area è oggetto di specifiche ordinanze di sicurezza e di interdizione al traffico.

Santa Lucia delle Quaglie (maggio)

Celebrazione di antico patronato primaverile. A mezzogiorno il simulacro esce dalla Cattedrale e compie la traversata di Piazza Duomo verso la chiesa di Santa Lucia alla Badia; durante il trasferimento avviene il lancio rituale di colombe o quaglie. Dopo l’ottavario e il “giro di Ortigia”, la domenica successiva il simulacro rientra in Duomo con nuovo attraversamento della piazza.

San Sebastiano (gennaio)

Culto parrocchiale legato alla Badia. La processione interessa il lato sud della piazza con uscita e ingresso dalla chiesa di Santa Lucia alla Badia e percorso nel centro storico; sono previste soste devozionali e un breve tratto in Piazza Duomo.

Immacolata (8 dicembre)

Processione cittadina con partenza dalla chiesa di San Filippo Apostolo (Giudecca). L’itinerario comprende l’accesso da Piazza Minerva, l’attraversamento di Piazza Duomo e la prosecuzione verso la Marina e corso Matteotti; l’uso dello spazio è coordinato con il calendario luciano.

Assunta (15 agosto)

Solenne processione mariana estiva, anch’essa con partenza da San Filippo Apostolo. Il corteo entra da Piazza Minerva, attraversa Piazza Duomo e prosegue verso il Foro Italico per l’imbarco e la processione in mare nel Porto Grande; rientro a terra con percorso inverso.

San Giuseppe (19 marzo)

Ricorrenza ripristinata in anni recenti. Il fercolo attraversa l’angolo sud-ovest della piazza (via Picherali / Piazza Duomo) e prosegue su via Roma verso la chiesa di San Giuseppe, con breve sosta prospiciente la Cattedrale. L’itinerario può variare in base a ordinanze e cantieri.

Eventi e set in piazza

Piazza Duomo è impiegata come scenografia per eventi di alto profilo e per produzioni audiovisive. Il 9 luglio 2022 ha ospitato una delle serate della rassegna “Alta Moda” di Dolce & Gabbana, con passerella e allestimenti temporanei predisposti nel rispetto dei vincoli monumentali. La piazza compare in più opere cinematografiche e televisive. In Malèna (2000) di Giuseppe Tornatore alcune sequenze sono ambientate tra Piazza Duomo e le vie contigue di Ortigia. Nel 2024–2025 è stata utilizzata come set per la serie televisiva Il Gattopardo (Netflix), trasformata per l’occasione nella piazza del fittizio borgo di Donnafugata mediante pavimentazione temporanea in terra battuta e quinte sceniche ottocentesche, con ripristino dello stato dei luoghi a fine riprese. Oltre a tali casi di rilievo, lo spazio è periodicamente scelto per riprese pubblicitarie, documentari e riprese promozionali istituzionali, per via della riconoscibilità del fronte della Cattedrale e della continuità barocca dei prospetti circostanti.

Segnaletica storica, lapidi e iscrizioni (esterni)

Lapide Mario Adorno (1837)

In Piazza Duomo sono collocate diverse epigrafi e targhe che ricordano episodi della storia cittadina. La lapide dedicata a Mario Adorno, in marmo bianco con lo stemma del Comune di Siracusa, è fissata a una parete della piazza e ricorda l’esecuzione del patriota Mario Adorno (Siracusa, 1773 – 1837), avvocato di famiglia patrizia che ebbe incarichi anche a Palermo e partecipò ai moti costituzionali del 1820–21. Nel 1837 si pose alla guida della rivolta siracusana contro il governo borbonico durante l’epidemia di colera, diffondendo l’idea che il contagio fosse dovuto a un “veleno” introdotto dagli stessi governanti. Il 6 agosto 1837 il popolo insorse, assaltò le prigioni e giustiziò alcuni presunti untori. La repressione fu rapida e violenta: Mario Adorno e il figlio Carmelo furono arrestati, processati da una corte marziale e condannati a morte. L’esecuzione avvenne in Piazza Duomo il 18 agosto 1837, davanti a truppe borboniche e alla popolazione radunata; fonti locali ricordano la scena dei due condannati che si rivolsero parole di incoraggiamento reciproco poco prima della fucilazione. L’epigrafe lo definisce “patriota e martire del Risorgimento” e “tribuno del popolo di Siracusa”, ricordando anche il sacrificio del figlio Carmelo. La lastra fu posta nel 2011, in occasione del 150º anniversario dell’Unità d’Italia, per iniziativa del Comune di Siracusa.

Targa del rifugio antiaereo / Ipogeo di Piazza Duomo

All’ingresso dell’Ipogeo di Piazza Duomo, ricavato sotto il giardino dell’Arcivescovado, è collocata una targa commemorativa che ricorda le vittime dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale. La prima versione, in plexiglass, fu posta nel 2010, quando l’ipogeo venne titolato “ai Caduti del 19 giugno 1943”. Nel 2021 la lastra è stata sostituita con un nuovo supporto marmoreo riportante la stessa data. Una discrepanza si riscontra con la documentazione turistica istituzionale del Comune di Siracusa, che presenta l’Ipogeo come dedicato alle vittime del bombardamento del 19 luglio 1943. La differenza tra le due versioni (19 giugno vs. 19 luglio) non trova al momento un riscontro archivistico univoco. Per questo motivo, nelle pubblicazioni scientifiche e nei repertori divulgativi si mantiene la doppia indicazione, specificando che la segnaletica fisica in loco reca la data del 19 giugno, mentre la comunicazione istituzionale online menziona il 19 luglio. La targa è uno degli elementi lapidei esterni che integrano la lettura storica della piazza, legando il luogo sacro e civile di Ortigia anche alla memoria della popolazione colpita dai bombardamenti del 1943.

Targa UNESCO (2006, sotto Palazzo Vermexio)

In Piazza Duomo è collocata la targa che ricorda l’iscrizione di Siracusa e delle Necropoli rupestri di Pantalica nella lista del Patrimonio mondiale dell’umanità. L’iscrizione UNESCO è stata decisa nel luglio 2005, mentre la cerimonia ufficiale di scopertura della targa si svolse il 12 gennaio 2006 alla presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, durante una visita istituzionale in città. La targa è posta in relazione con Palazzo Senatorio (o Vermexio), sede del Municipio: una lastra commemorativa esterna, collocata su piedistallo presso l’ingresso principale, segnala il riconoscimento UNESCO alla cittadinanza e ai visitatori. All’interno dell’atrio del palazzo si conserva inoltre una lapide in pietra iblea, con testo bilingue italiano–inglese, che riporta integralmente la dichiarazione di iscrizione del bene seriale. La presenza di questo doppio elemento (targa esterna e lapide interna) rende visibile nel cuore civico della città il legame tra la piazza, fulcro religioso e politico di Ortigia, e il riconoscimento internazionale ottenuto dal centro storico di Siracusa e dal complesso archeologico di Pantalica.

Iscrizioni esterne del Duomo

Sulla facciata barocca della Cattedrale, oltre all’apparato scultoreo di Andrea Palma e Ignazio Marabitti, sono presenti alcune epigrafi di rilievo. Ai lati della scalinata monumentale, sui basamenti delle statue di San Pietro e San Paolo, entrambe scolpite da Marabitti a metà Settecento, si trovano iscrizioni dedicatorie in latino. Il piedistallo di San Pietro reca la formula: «APOSTOLORUM PRINCIPI FUNDATORI SUO ECCLESIA SYRACUSANA P.» (“Alla Chiesa siracusana il suo fondatore, il principe degli apostoli, pose”), mentre quello di San Paolo porta inciso: «APOSTOLO GENTIUM HOSPITI SUO, ECCLESIA SYRACUSANA P.» (“All’Apostolo delle genti, suo ospite, la Chiesa siracusana pose”). Un’ulteriore epigrafe è collocata al centro della facciata, sopra il portale maggiore, in forma di cartiglio lapideo. Essa ricorda l’opera dei vescovi Tommaso Marini e Francesco Testa, artefici della ricostruzione e del completamento dell’edificio dopo il terremoto del 1693. Il testo latino recita: «MEMORIAE OPTIMORUM ANTISTITUM THOMAE MARINI ET FRANCISCI TESTAE QUOD PRIMUS TEMPLI FRONTEM HUCUSQUE EXCITAVERIT ALTER PERFECERIT ET ORNAVERIT COLLEGIUM CANONICORUM POSUIT ANNO MDCCLIV», ovvero “Alla memoria degli ottimi presuli Tommaso Marini e Francesco Testa, poiché il primo innalzò la fronte del tempio fin qui e l’altro la portò a compimento e la ornò; pose il Collegio dei Canonici nell’anno 1754”.

Targa “Corpo di Santa Lucia” (Arcivescovado, 2024)

Sulla facciata principale del Palazzo Arcivescovile, affacciata su Piazza Duomo, è collocata una lastra commemorativa che ricorda le tre occasioni in cui il corpo di Santa Lucia fece ritorno a Siracusa nel XXI secolo: 2004, 2014 e 2024. La posa della lapide è avvenuta il 25 dicembre 2024, giorno di Natale, nel corso dell’Angelus celebrato in piazza e presieduto dall’arcivescovo Francesco Lomanto, che ne ha benedetto e inaugurato la presenza. L’iniziativa era stata preannunciata dall’Arcidiocesi il 23 novembre 2024 e ripresa dalla stampa locale nei primi giorni di dicembre, con l’indicazione che la targa avrebbe ricordato le tre traslazioni del corpo della patrona e riportato una preghiera dell’arcivescovo. La lapide, realizzata in pietra chiara con iscrizioni incise e lo stemma arcidiocesano scolpito nella parte superiore, presenta un testo in forma di invocazione, seguito dalla formula commemorativa:

SANTA LUCIA
VERGINE E MARTIRE
NOSTRA AMATA PATRONA
SOSTIENI IL NOSTRO
CAMMINO DI FEDE
PER CRESCERE NELLE TUE
STESSE VIRTÙ

A RICORDO DELLA PRESENZA
DEL CORPO DI SANTA LUCIA
A SIRACUSA
NEGLI ANNI 2004 – 2014 – 2024
L’ARCIDIOCESI POSE
2024

La collocazione esterna, in un punto di alta visibilità della piazza, sottolinea il legame tra la comunità siracusana e la patrona, già celebrato annualmente nelle processioni luciane di dicembre e maggio. La targa costituisce così una memoria tangibile delle tre eccezionali presenze delle reliquie in città nel nuovo millennio, inserendosi nel più ampio contesto delle lapidi e targhe commemorative che scandiscono la stratificazione storica di Piazza Duomo.

Segni archeologici a pavimento (oíkos; peristilio ionico)

Nel selciato di Piazza Duomo sono visibili alcuni segni archeologici permanenti, realizzati durante la ripavimentazione della piazza tra il 1996 e il 1998 sotto la direzione dell’archeologo Giuseppe Voza. Essi sono costituiti da sottili linee di piombo incassate nella pietra calcarea chiara e hanno la funzione di rendere leggibili, a livello del suolo, le tracce degli edifici sacri arcaici messi in luce dagli scavi. I segni più interni disegnano la pianta di un oíkos (piccolo recinto o edificio sacro) databile alla fine dell’VIII – inizi VII secolo a.C., considerato il più antico luogo di culto noto di Siracusa. L’impronta, di circa 9 × 6 metri, rappresenta la prima monumentalizzazione dell’area sacra, poi sviluppata nei secoli successivi. Il rettangolo più ampio, anch’esso tracciato a piombo, richiama invece l’impianto peripterale di un tempio ionico arcaico del VI secolo a.C. (l’Artemision), progettato con colonne peristiliche ma mai completato. Le sue fondazioni si trovano nel sottosuolo e negli ambienti inglobati dall’attuale Palazzo Senatorio/Vermexio. I segni sono collocati parallelamente al fronte del Palazzo Arcivescovile e rappresentano un unicum nel panorama siciliano: un dispositivo di didattica urbana che consente al visitatore di percepire direttamente in piazza la stratificazione della città antica. Le scoperte furono accompagnate dal ritrovamento di materiali votivi e ceramiche arcaiche collegati al culto di Artemide, esposti in parte al Museo Archeologico Regionale “Paolo Orsi”. I segni a pavimento costituiscono oggi un importante strumento di valorizzazione e memoria del santuario urbano primitivo, in dialogo con l’Athenaion dorico inglobato nella Cattedrale e con l’area archeologica dell’Artemision visitabile tra Piazza Duomo e Piazza Minerva.

Accessibilità

Accessibilità motoria

Piazza Duomo è interamente pedonalizzata e si presenta come uno spazio ampio e pianeggiante, pavimentato in lastre di pietra calcarea. L’accesso dal sistema viario circostante avviene senza marciapiedi o cordoli: da Piazza Minerva, da via Saverio Landolina, da via Pompeo Picherali, da via Santa Lucia alla Badia e da via delle Carceri Vecchie il passaggio dalla sede stradale all’invaso della piazza non prevede gradini. Per chi si muove in carrozzina o con ausili per la deambulazione la continuità della quota è un elemento favorevole, anche se la pietra presenta irregolarità, fessurazioni e, nei giorni di pioggia, una certa scivolosità.

L’ampiezza dello spazio centrale permette ampie manovre e incroci tra carrozzine, passeggini e gruppi di persone. Le criticità maggiori si concentrano in prossimità dei fronti edilizi, dove sono collocati tavolini, sedute e basi di ombrelloni dei pubblici esercizi, delimitati da cordoni o paletti. Questo arredo riduce localmente la larghezza dei corridoi di passaggio e può creare punti stretti, in particolare lungo il lato sud e in corrispondenza del Palazzo Senatorio.

L’accesso diretto agli edifici monumentali che si affacciano sulla piazza non è omogeneo. La Cattedrale presenta una scalinata ampia e priva di rampa integrata; l’ingresso accessibile per persone in carrozzina passa da percorsi alternativi legati al complesso dell’Arcivescovado e non si trova in asse con lo spazio principale della piazza. Altri edifici, come la chiesa di Santa Lucia alla Badia o alcuni palazzi storici, mantengono gradini isolati o soglie rialzate all’ingresso. L’accesso all’Ipogeo di Piazza Duomo avviene tramite scale e non risulta fruibile in autonomia da persone con mobilità ridotta.

Per chi arriva in auto con contrassegno, gli stalli riservati si trovano all’esterno dell’invaso monumentale, lungo la viabilità perimetrale e nelle aree di sosta della ZTL di Ortigia. L’ultimo tratto verso la piazza richiede un percorso a piedi su strade storiche, con fondo a volte irregolare, che può incidere sulla fatica di chi ha una riduzione della resistenza allo sforzo.

Accessibilità visiva

Per le persone cieche o ipovedenti Piazza Duomo è collegata al fronte mare, a Largo Aretusa e a via Pompeo Picherali da un sistema di orientamento che combina pavimentazione tattile a rilievo, tratti “a muro” e protezioni laterali. Questo impianto nasce da un progetto comunale avviato nel 2007, concepito come percorso unitario tra Largo Aretusa, Passeggio Adorno, via Picherali e Piazza Duomo, con continuità di guida tattilo-plantare e punti di arresto in corrispondenza degli edifici principali. La realizzazione effettiva ha interessato solo alcuni segmenti del tracciato previsto, e questo spiega l’attuale presenza di tratti discontinui e di spezzoni isolati all’interno della piazza.

Una mappa tattile in rilievo, con legenda in braille, si trova in prossimità dell’imbocco meridionale della piazza verso via Pompeo Picherali. Il pannello mostra, in pianta, il tracciato che unisce Largo Aretusa, Passeggio Adorno e Piazza Duomo, distinguendo con linee e colori diversi il percorso su pavimentazione tattile, il percorso protetto da ringhiera o paletti, il percorso guidato lungo parete e i punti di arresto o pericolo. Il punto “sei qui” consente a chi legge la mappa con le mani di capire la posizione rispetto agli edifici principali e alla piazza.

Il percorso LOGES vero e proprio, cioè la pavimentazione tattile a righe e a bottoni, è ben percepibile al tatto con il bastone bianco già nel tratto esterno su basolato scuro. Nella parte di Passeggio Adorno e nelle prime rampe verso la piazza le piastre hanno un buon contrasto cromatico rispetto al fondo e risultano chiare anche per molti ipovedenti. Nel passaggio all’interno di Piazza Duomo la situazione cambia: la pavimentazione tattile diventa in pietra chiara, con colore molto simile al resto del selciato. Le rigature restano leggibili sotto il bastone, ma visivamente si confondono, soprattutto nelle ore di maggiore riflessione della luce, e la pietra appare in diversi punti consumata, scheggiata ai bordi o riparata con tasselli irregolari.

In piazza, i tratti LOGES non formano un anello continuo. Un ramo corre dal limite di via Picherali verso il fronte dei palazzi con bar e gelaterie e termina in corrispondenza di tavolini e cartelli, che spesso occupano esattamente l’asse del percorso. Un altro ramo porta verso la scalinata del Duomo: termina su una superficie a bottoni che segnala lo “stop” prima dei gradini, funzione corretta da un punto di vista normativo, ma non prosegue verso ingressi accessibili in piano. In alcuni punti, vicino alla Cattedrale e al Palazzo Arcivescovile, brevi tratti curvi collegano la pavimentazione tattile al muro, con l’idea di passare alla guida “a contatto di parete”; nella pratica l’allineamento non è sempre chiaro e alcune piastre risultano deformate o interrotte.

Per un utente cieco che conosce già il luogo, il sistema rimane utilizzabile come supporto, combinato con la marcia a muro lungo i prospetti di Duomo, Arcivescovado, Vermexio e palazzi nobiliari. Per chi visita la piazza per la prima volta il percorso appare invece incompleto e a tratti ambiguo: alcune strisce sembrano “perse” in mezzo allo spazio aperto, i cambi di direzione non sempre corrispondono a ingressi o punti di interesse, gli arredi dei locali creano ostacoli improvvisi lungo la linea che il pavimento suggerisce di seguire. La mappa tattile ai margini del percorso, pur presente, mostra segni di usura e richiede un tempo di lettura non breve, difficile da ritagliarsi se ci si trova in un punto di passaggio affollato.

Dal punto di vista dell’illuminazione, la piazza è molto luminosa di giorno per il forte riflesso della pietra chiara; questo aiuta alcuni ipovedenti a orientarsi sulle sagome degli edifici, ma può creare abbagliamento a chi ha fotofobia o patologie che riducono la tolleranza alla luce. Di sera l’illuminazione radente mette in risalto le facciate e lascia il pavimento più uniforme, con un effetto che favorisce la lettura dei volumi principali ma non aumenta il contrasto della pavimentazione tattile. All’interno della Cattedrale è presente una mappa tattile dedicata alla pianta della chiesa, utile per comprendere l’edificio che domina la piazza, ma questa rientra più direttamente nell’accessibilità del complesso duomale che nell’uso dello spazio aperto.

Accessibilità uditiva

Per le persone sorde o ipoacusiche la fruizione libera della piazza non presenta barriere architettoniche specifiche, poiché si tratta di uno spazio aperto senza percorsi guidati da annunci vocali o segnalazioni acustiche strutturate. Non risultano impianti a induzione magnetica o sistemi dedicati di amplificazione del suono in corrispondenza di punti informativi permanenti, né pannelli elettronici con avvisi visivi paralleli a eventuali messaggi sonori. Durante le celebrazioni religiose, le processioni e gli eventi civili, la gestione del flusso delle persone avviene soprattutto tramite indicazioni verbali al microfono, cartelli temporanei e transenne. Chi non percepisce i suoni deve fare riferimento alla vista, all’osservazione del movimento della folla o al supporto di accompagnatori. Le informazioni turistiche presenti in piazza sono quasi esclusivamente in forma testuale su targhe, lapidi e pannelli; mancano traduzioni in Lingua dei Segni o sistemi che offrano, in modo strutturato, contenuti accessibili anche a chi ha una sordità profonda.

Accessibilità cognitiva

La conformazione di Piazza Duomo, con l’esedra chiara e i fronti monumentali ben riconoscibili, facilita in parte l’orientamento di base: chi entra percepisce subito la presenza del Duomo, del Municipio e degli altri palazzi barocchi, disposti in modo regolare attorno allo spazio centrale. Per persone con difficoltà di comprensione o con disturbi cognitivi questa leggibilità geometrica rappresenta un aiuto, perché riduce la complessità dei percorsi possibili. Meno immediata risulta la lettura delle informazioni. La segnaletica fissa privilegia testi lunghi, spesso in linguaggio formale e con caratteri non sempre molto grandi. Le targhe commemorative, la targa UNESCO e i pannelli esplicativi dell’Ipogeo o di altri elementi storici usano schemi grafici tradizionali, con poche icone e nessun sistema di “facile lettura”. La mappa tattile del percorso, pur preziosa per chi usa il braille, può risultare complessa da interpretare per chi ha difficoltà a gestire molte informazioni in simultanea, sia in forma visiva sia tattile. L’assenza di una mappa generale semplificata della piazza, con simboli chiari per indicare servizi, punti di sosta, ingressi accessibili e vie di fuga, rende necessario l’aiuto di accompagnatori o guide per chi ha bisogno di indicazioni concrete e segmentate. Il contesto resta comunque relativamente prevedibile: non ci sono incroci semaforici all’interno della piazza, i veicoli sono rari e autorizzati, il flusso pedonale segue in genere traiettorie evidenti tra Piazza Minerva, il Duomo e la zona di via Picherali.

Suggerimenti

Dal punto di vista motorio, un primo miglioramento realistico riguarda la gestione degli arredi esterni dei locali. Un tracciato libero e costante lungo almeno uno dei lati della piazza, mantenuto sgombro da tavolini, basi di ombrelloni e cartelli, offrirebbe un corridoio sicuro per carrozzine, deambulatori e persone che camminano con difficoltà. Sarebbe utile una indicazione più chiara dell’ingresso accessibile alla Cattedrale e agli altri edifici aperti al pubblico, con frecce e pittogrammi visibili dalla piazza e con percorsi in piano ben marcati.

Per l’accessibilità visiva, il sistema LOGES potrebbe migliorare in modo significativo con interventi di manutenzione e completamento: sostituzione delle piastre più consumate, correzione degli allineamenti imprecisi, aumento del contrasto cromatico tra pavimentazione tattile e resto del selciato attraverso materiali o trattamenti superficiali compatibili con il contesto storico. Un collegamento continuo tra il percorso di Passeggio Adorno, la mappa tattile di via Picherali e i punti chiave di Piazza Duomo (Duomo, Municipio, chiesa di Santa Lucia alla Badia) ridurrebbe la sensazione di “tratti isolati”. La rimozione sistematica degli ostacoli mobili dall’asse delle strisce tattili, concordata con i gestori dei locali, aumenterebbe la sicurezza delle persone cieche che seguono il percorso.

Per l’accessibilità uditiva e cognitiva, il contesto si presterebbe a soluzioni leggere, compatibili con il carattere monumentale del luogo. Una segnaletica essenziale con pittogrammi standardizzati per indicare servizi igienici accessibili, uscite, punti informativi e percorsi consigliati aiuterebbe sia chi ha sordità sia chi ha difficoltà di comprensione. L’installazione di uno o più pannelli con QR code che rimandano a contenuti audio, video sottotitolati e testi in linguaggio semplificato consentirebbe a molti visitatori con bisogni diversi di accedere alle stesse informazioni, senza alterare l’aspetto della piazza.

Nel complesso, Piazza Duomo offre oggi una base interessante per l’accessibilità, soprattutto grazie alla pedonalizzazione e alla presenza di un percorso tattile pensato in modo unitario tra Largo Aretusa e il cuore monumentale della città. Le sue potenzialità emergono però solo in parte: una manutenzione mirata e alcune scelte coordinate su arredi, segnaletica e continuità del tracciato potrebbero trasformare un sistema “a metà strada” in un esempio più compiuto di fruizione inclusiva in un contesto storico di grande valore.

Scheda redatta da Alessandro Calabrò il 27 novembre 2025.

Fonti

Tabella dei Contenuti

Indirizzo
Piazza Duomo, Siracusa
Quartiere / Zona
Ortigia – rione Duomo
Epoca / Secolo
Area sacra arcaica (VIII–V sec. a.C.); assetto urbanistico barocco prevalente (XVIII secolo).
Accessibilità
Motoria: Piazza pedonale ampia e pianeggiante con accessi senza gradini dagli sbocchi principali; pavimentazione in pietra irregolare e scivolosa con pioggia; arredi dei locali che restringono alcuni passaggi; Cattedrale e altri edifici con gradini e ingressi accessibili indiretti; Ipogeo solo tramite scale e parcheggi disabili esterni con ultimo tratto su fondo storico.
Visiva: Presente percorso LOGES e mappa tattile tra Passeggio Adorno, via Picherali e Piazza Duomo, ma con tratti discontinui e talvolta confusi; piastre poco contrastate nel selciato chiaro e spesso ingombrate da tavolini; sistema più utile a chi conosce già il luogo che a chi lo visita per la prima volta; forte riflesso della pietra chiara che può abbagliare alcuni ipovedenti.
Uditiva: Nessun impianto dedicato per persone sorde (induzione magnetica o display visivi collegati ad annunci audio); gestione di processioni ed eventi basata su indicazioni al microfono, cartelli temporanei e transenne; informazioni turistiche quasi solo testuali su targhe e pannelli, senza traduzioni in LIS o supporti specifici.
Cognitiva: Piazza in generale leggibile grazie all’esedra chiara e ai fronti monumentali regolari, ma segnaletica con testi lunghi e poco semplificati; assenza di mappa generale in facile lettura con simboli per servizi e percorsi; mappa tattile utile ma complessa per chi fatica a gestire molte informazioni; contesto comunque prevedibile e privo di traffico veicolare interno.
Orari o note pratiche

Accesso libero tutti i giorni, area pedonale in ZTL; veicoli solo autorizzati. L’Ipogeo di Piazza Duomo è visitabile solo in occasione di aperture straordinarie e visite guidate della Soprintendenza. Durante feste religiose, processioni ed eventi la piazza può essere transennata e molto affollata.