Scoglio a Pizzo

Isolotto roccioso del mar Ionio
Aggiornato in data 6 Gennaio 2026 da Alessandro Calabrò

Lo Scoglio a Pizzo è un piccolo isolotto roccioso (scoglio affiorante) situato nel mar Ionio lungo la costa di Siracusa, in Sicilia, amministrativamente appartenente al comune di Siracusa. È disabitato e fa parte di un gruppo di affioramenti rocciosi prossimi all’imboccatura del Porto Piccolo (detto anche Porto Marmoreo). In alcune fonti è citato semplicemente come Scoglio Pizzo. È inoltre inserito nell’elenco delle piccole isole della Sicilia con il codice S028 nel programma Italian Islands Award rivolto ai radioamatori. Da non confondere con l’omonima località Scoglio a Pizzo di Atrani (Costiera Amalfitana, Campania), omonimia dovuta alla diffusione del termine pizzo nella micro-toponomastica costiera italiana.

Identificazione e disambiguazione

Lo Scoglio a Pizzo è un isolotto roccioso affiorante posto lungo la fascia costiera orientale di Siracusa. Il toponimo Scoglio a Pizzo identifica, in questo contesto, lo scoglio siracusano e non l’omonima località campana di Atrani. In alcune fonti la denominazione è resa in forma abbreviata come Scoglio Pizzo. Nell’ambito del programma radiantistico Italian Islands Award è censito tra le piccole isole della Sicilia con il codice S028.

Localizzazione

Scoglio a Pizzo e affioramenti rocciosi davanti al quartiere Santa Lucia (Siracusa)
Scoglio a Pizzo e affioramenti rocciosi davanti al quartiere Santa Lucia.

Lo scoglio si trova nel mar Ionio in prossimità della costa di Siracusa, di fronte al quartiere Santa Lucia. Emerge tra Punta Spuntone (promontorio settentrionale del Porto Piccolo) e l’imboccatura del Porto Piccolo stesso, in un tratto nel quale affiora un piccolo gruppo di scogli e secche. Le coordinate geografiche sono indicate in modo approssimativo come 37°04′19″N 15°17′53″E (equivalenti a circa 37,07198° N; 15,29811° E).

Lo Scoglio a Pizzo è il punto più orientale di un insieme di affioramenti costieri situati a circa 200–300 metri al largo della banchina del Porto Marmoreo (denominazione storica del Porto Piccolo). Tale gruppo di scogli costituisce un limite naturale nord-orientale dell’area portuale minore di Siracusa.

Descrizione fisica e morfologia

Lo Scoglio a Pizzo appare come una piattaforma rocciosa bassa e tabulare, con sommità relativamente piatta e spesso battuta dal moto ondoso. Le dimensioni sono contenute (nell’ordine di poche decine di metri) e l’emersione rispetto al livello del mare è modesta, indicata intorno a 1–2 metri circa, con variazioni legate a condizioni marine e livello dell’acqua.

Intorno all’affioramento principale sono presenti scogli minori: verso terra è segnalato un elemento più verticale, localmente chiamato Pietra Lunga, oltre a scoglietti che affiorano con mare calmo. Nel loro insieme questi affioramenti configurano una secca estesa che dalla costa si protende verso est per circa 0,15 miglia nautiche (circa 280 metri), con lo Scoglio a Pizzo come elemento più grande e più orientale.

Contesto geologico e geomorfologico

Lo scoglio si colloca in un tratto di costa rocciosa calcarea tipica dell’area siracusana. Il substrato è descritto come costituito da calcareniti pleistoceniche, riferite al plateau ibleo orientale, con superfici bianco-giallastre e fratturazione diffusa. L’azione erosiva del mare ha modellato la costa e gli affioramenti, con falesie basse e cavità alla base.

Nelle vicinanze (tra Riviera Dionisio il Grande e Santa Lucia) sono segnalate antiche cave di pietra (latomie), oggi in parte interrate o sommerse; la pietra locale, facilmente estraibile, è ricordata come materiale da costruzione utilizzato fin dall’antichità per l’edilizia di Siracusa. In questa prospettiva lo Scoglio a Pizzo è descritto come un residuo della piattaforma costiera carbonatica, isolatosi per effetto del moto ondoso. Non sono indicate vegetazione significativa né risorse di acqua dolce, data la natura rocciosa e l’esposizione marittima.

Navigazione e sicurezza

Dal punto di vista nautico lo Scoglio a Pizzo costituisce un riferimento costiero ma anche un potenziale pericolo, soprattutto per la presenza della secca e degli scogli semi-affioranti associati. Con mare calmo e in luce diurna risulta generalmente visibile, mentre non è indicata la presenza di segnalazione luminosa notturna (assenza di faro o fanale sullo scoglio). Le carte nautiche riportano la secca rocciosa in corrispondenza del gruppo di affioramenti, e alcune guide segnalano di prestare attenzione alla secca dello Scoglio Pizzo, posta appena a nord-est dell’ingresso del Porto Piccolo (Porto Marmoreo).

Le unità in arrivo da nord sono invitate a mantenere adeguata distanza dalla costa, evitando il passaggio tra scoglio e terraferma a causa dei bassi fondali; l’accesso al Porto Piccolo avviene infatti da sud dell’isolotto. Nell’orientamento costiero lo scoglio è descritto come allineabile in modo grossolano con il Santuario della Madonna delle Lacrime, ben visibile nell’entroterra. Con mare mosso da est, l’area può risultare particolarmente insidiosa per il frangersi delle onde sul basso fondale. Non risultano segnalamenti marittimi fissi installati sullo Scoglio a Pizzo, diversamente da altri scogli della zona (ad esempio lo Scoglio dei Cani, più a sud, indicato come dotato di meda luminosa).

Toponomastica e micro-toponimia locale

La denominazione Scoglio a Pizzo è interpretata come riferita a un “pizzo” inteso, nel lessico locale, come punta rocciosa sporgente. In questo senso è richiamata anche la toponomastica della terraferma prospiciente, dove compare il nome Punta Spuntone, coerente con una morfologia “a punta”. Il riferimento “a pizzo” è quindi ricondotto alla posizione dello scoglio in corrispondenza di un tratto estremo e sporgente della costa.

Nella tradizione locale e nella cartografia compaiono inoltre micro-toponimi legati agli affioramenti vicini: oltre alla già citata Pietra Lunga, sono segnalati lo Scoglio dei Cappuccini (di fronte alla latomia dei Cappuccini) e, più a sud-est al largo di Ortigia, lo Scoglio dei Cani. L’omonimia con lo Scoglio a Pizzo di Atrani è ritenuta casuale e collegata alla diffusione del termine pizzo nella denominazione di promontori e scogli acuminati lungo molte coste italiane.

Cenni storici e trasformazioni costiere e portuali

Lo Scoglio a Pizzo è inquadrato nel contesto del Porto Piccolo di Siracusa, indicato anche come Lakkios in età greca e Porto Marmoreo in età romana. Intorno al VI secolo a.C. è ricordata la realizzazione, ad opera dei Greci Corinzi, di un collegamento artificiale tra Ortigia e la terraferma di Santa Lucia, che contribuì a distinguere il Porto Piccolo dal Porto Grande; lo scoglio rimase esterno rispetto all’imboccatura dell’area portuale così configurata.

Per l’età classica e medievale lo scoglio è richiamato come elemento del paesaggio portuale, senza che siano documentati ruoli specifici nelle fonti citate. Con la cartografia moderna il toponimo compare regolarmente: una carta topografica del 1927 lo riporta esplicitamente come “Scoglio a Pizzo”, a testimonianza dell’uso ufficiale della denominazione e della sua funzione di riferimento geografico costiero.

In epoca contemporanea lo scoglio è indicato come ricadente nell’area del demanio marittimo e nella zona di protezione portuale; è inoltre precisato che non rientra nell’Area Marina Protetta del Plemmirio, la cui estensione inizia più a sud. Nel 2007 è citata l’inclusione nel volume Sognando le isole italiane di Mimmo Martinucci, con attribuzione del codice IIA S-028. Oggi lo Scoglio a Pizzo è considerato un elemento caratteristico del panorama costiero siracusano e un riferimento noto a diportisti e pescatori locali.

Cronologia essenziale

  • VI sec. a.C.: costruzione dell’istmo di collegamento tra Ortigia e Acradina ad opera dei Greci Corinzi; si consolida la distinzione del Porto Piccolo (Porto Marmoreo), con lo Scoglio a Pizzo indicato come elemento subito all’esterno dell’ingresso.
  • 413 a.C.: assedio di Siracusa durante la guerra del Peloponneso; i combattimenti navali si svolgono nelle acque del Porto Grande e del Lakkios. Nelle informazioni riportate non sono indicate menzioni specifiche dello scoglio nei resoconti antichi.
  • Età romana e medievale: lo scoglio è richiamato come riferimento geografico minore nel paesaggio portuale; l’area del Porto Marmoreo è ricordata come soggetta a progressivi interramenti marginali e trasformazioni urbane (Sbarcadero Santa Lucia).
  • 1927: la Carta IGM 1:25.000 di Siracusa riporta esplicitamente “Scoglio a Pizzo”, attestando l’uso ufficiale del toponimo.
  • 1943: durante la seconda guerra mondiale (Operazione Husky) Siracusa è occupata dagli Alleati; il Porto Piccolo è utilizzato per piccole unità. Lo scoglio è indicato come ostacolo noto, senza specifici episodi documentati nelle informazioni riportate.
  • 2005: Siracusa e la necropoli di Pantalica entrano nella Lista del Patrimonio mondiale UNESCO; il riconoscimento comprende Ortigia e aree limitrofe, mentre lo Scoglio a Pizzo è indicato come elemento prossimo ma non centrale nelle trattazioni.
  • 2007: pubblicazione del volume Sognando le isole italiane – Vol. 3 Sicilia di Mimmo Martinucci; lo scoglio è censito con codice IIA S-028 nell’ambito dei diplomi radiantistici insulari.
  • 2024: guide nautiche riportate (ad esempio Bloc Marine) continuano a includere avvisi sullo Scoglio a Pizzo come pericolo per la navigazione in ingresso al Porto Marmoreo; lo scoglio è descritto come stabile nella forma e nell’estensione, soggetto a erosione naturale e mareggiate stagionali.

Fonti e bibliografia essenziale

  • Mapcarta, “Scoglio a Pizzo” (scheda cartografica: coordinate e dati OSM/Wikidata), mapcarta.com/W119966404 (ultimo accesso: 05/01/2026).
  • Wikipedia (it), “Scoglio a Pizzo” (voce enciclopedica online, stato “abbozzo”; ultima modifica indicata: 2021), it.wikipedia.org/wiki/Scoglio_a_Pizzo (accesso: 05/01/2026).
  • Le Figaro Nautisme – Bloc Marine, “Guide nautique en Italie : escale à Syracuse, joyau sicilien”, 26 gennaio 2024 (articolo-guida nautica, in francese).
  • Regione Siciliana – Dipartimento della Protezione Civile, “Microzonazione sismica del Comune di Siracusa – Relazione illustrativa”, pp. 20–21 (studio tecnico su rischio sismico e geologia; s.d., circa 2018), disponibile su protezionecivilesicilia.it (accesso: 05/01/2026).
  • M. Novelli, “Siracusa” (Bolina Blu, guida per diportisti), 2016 circa, bolinablu.it/…/siracusa (consultato: 05/01/2026).
  • Associazione Radioamatori Italiani (ARI), Italian Islands Award (elenco referenze Sicilia; ultimo aggiornamento indicato: 28/12/2025), iia.ari.it (consultato: 05/01/2026).
  • CityMap Sicilia, “Porto Piccolo – Porto Marmoreo” (scheda informativa storico-culturale, in inglese), citymapsicilia.it (ultimo accesso: 05/01/2026).
  • Antonio Randazzo, “Mappa di Siracusa” (rielaborazione da carta IGM 1927; documento storico-cartografico), antoniorandazzo.it (accesso: 05/01/2026).

Scheda aggiunta da il 05/01/2026.

Fonti

Nessuna fonte trovata.

Tabella dei Contenuti

Indirizzo
Mar Ionio, al largo del Porto Piccolo (Porto Marmoreo), tra Punta Spuntone e l’imboccatura del Porto Piccolo, Siracusa (SR), Sicilia, Italia
Quartiere / Zona
Santa Lucia
Epoca / Secolo
Quaternario (Pleistocene) – calcareniti pleistoceniche del plateau ibleo orientale
Accessibilità
Raggiungibile solo via mare; nessun approdo attrezzato. Area con secche e scogli affioranti: accesso/sbarco difficoltosi e sconsigliati con mare mosso.
Orari o note pratiche