La tomba di suor Chiara Di Mauro è un sepolcro collocato nella cappella laterale di Santa Rita all’interno della Chiesa dei Cappuccini di Siracusa (Parrocchia Maria Santissima della Misericordia e dei Pericoli). Custodisce i resti mortali di suor Chiara Francesca di Gesù Agonizzante – al secolo Adelaide Di Mauro (1890–1932) – una religiosa siracusana nota per le esperienze mistiche e venerata popolarmente come la “monaca santa” di Siracusa. Dal 1999, anno della traslazione nella chiesa, la tomba è divenuta meta di preghiera e devozione locale.

Luogo: Chiesa dei Cappuccini (Maria SS. della Misericordia e dei Pericoli), Siracusa
Posizione: Navata sinistra, cappella laterale di Santa Rita
Dedicazione cappella: Santa Rita da Cascia
Traslazione in chiesa: 10 novembre 1999
Tipologia sepolcro: Arcosolio con lapide marmorea
Materiali: Marmo bianco (lapide); pietra calcarea locale (struttura)
Ubicazione e disposizione nella chiesa
Chiesa dei Cappuccini e cappella laterale di Santa Rita
La chiesa dei Frati Cappuccini di Siracusa, oggi Parrocchia di Maria SS. della Misericordia e dei Pericoli, sorge in Piazza Cappuccini, nei pressi delle antiche Latomie dei Cappuccini. Si tratta di un complesso seicentesco a navata unica con cappelle laterali poco profonde, restaurato più volte e divenuto sede parrocchiale nel 1957. Una di queste cappelle laterali, lungo il lato destro della navata, è intitolata a Santa Rita da Cascia: al suo interno dal 1999 è collocata la tomba di suor Chiara Di Mauro. La cappella è accessibile direttamente dalla navata attraverso un ampio arco privo di cancelli, permettendo ai fedeli di accedervi liberamente durante gli orari di apertura della chiesa.
Disposizione interna: statua di Santa Rita e tomba
All’interno della cappella di Santa Rita, sull’altare laterale ormai non più officiato, si trova centralmente una statua di Santa Rita, rivolta verso l’ingresso della cappella. Sulla parete di destra è incassata la lapide tombale di suor Chiara Di Mauro, posta a livello del piano dell’altare. Sopra la tomba, nella parete di fondo, si apre una grande vetrata policroma raffigurante San Francesco d’Assisi, che illumina lo spazio con una luce multicolore. Accanto alla tomba, sulla destra, è appeso un grande quadro di San Pio da Pietrelcina (Padre Pio). Questi elementi – la vetrata in alto e il dipinto laterale – rendono la cappella immediatamente riconoscibile rispetto alle altre della chiesa, sottolineandone la speciale destinazione devozionale. L’ambiente è completato da alcuni arredi essenziali: il vecchio altare funge ora da mensola per fiori e candele votive, e sono presenti inginocchiatoi o panche per la preghiera di fronte alla tomba.

Descrizione della tomba
Struttura e materiali
La tomba di suor Chiara è ricavata nello spessore murario della cappella, configurandosi come un arcosolio funerario. La parte visibile è costituita da una lastra rettangolare in marmo chiaro levigato (circa 60×80 cm) che chiude il vano contenente il feretro o l’urna con i resti della religiosa. La lastra marmorea presenta incisioni in caratteri maiuscoli, riportanti l’epitaffio della suora. Il design complessivo è sobrio ed essenziale: la lapide ha profilo semplice con i bordi appena modanati, e le lettere dorate risaltano sul fondo avorio garantendo una buona leggibilità. La lapide è inserita a filo parete ed è incorniciata dalle strutture dell’altare laterale originario: ai lati due piccole paraste in pietra sorreggono un arco decorativo sopra la tomba. L’altare di Santa Rita è stato deconsacrato e liberato per far posto alla sepoltura: rimane solo la pedana-altare davanti alla lapide, utilizzata come piano d’appoggio per gli omaggi votivi dei fedeli. Nel complesso, la tomba – realizzata e collocata nel 1999 – si armonizza con l’architettura secentesca preesistente, fondendo la memoria storica dell’altare con la nuova funzione devozionale legata a suor Chiara.
Epigrafe
SERVA DI DIO SUOR CHIARA FRANCESCA DI GESÙ AGONIZZANTE
(ADELAIDE DI MAURO)
✵ 5 LUGLIO 1890 ✝ 13 SETTEMBRE 1932

L’iscrizione funeraria riporta il nome religioso completo di suor Chiara (Suor Chiara Francesca di Gesù Agonizzante), seguito tra parentesi dal suo nome secolare (Adelaide Di Mauro). In cima alla lapide figura il titolo “Serva di Dio”, ad indicare che è in corso il suo processo di beatificazione (aperto ufficialmente nel 1983). In basso sono incise le date di nascita e morte – 5 luglio 1890 e 13 settembre 1932 – precedute rispettivamente dai simboli convenzionali della stella (✵) e della croce (✝). La scelta di incidere caratteri dorati su marmo chiaro rende l’epigrafe ben distinguibile all’interno della cappella, identificando immediatamente la sepoltura di suor Chiara.
Elementi devozionali e uso attuale
La costante presenza di oggetti votivi attorno alla tomba testimonia il perdurare della devozione popolare. Ai piedi della lapide sono collocati portacandele con lumi votivi (spesso candele elettriche) e piccoli vasi con fiori freschi o artificiali lasciati dai fedeli. Sull’altare, di fronte alla lapide, vengono appoggiate immagini sacre, preghiere scritte e altri oggetti devozionali in omaggio a suor Chiara. I fedeli sono soliti sostare nella cappella per pregare e chiedere grazie, accendendo candele ed elevando suppliche per intercessione della “monaca santa”.
Ogni anno, in particolare nel giorno anniversario della morte (13 settembre), la chiesa dei Cappuccini ospita una messa commemorativa molto partecipata, durante la quale la cappella di Santa Rita viene adornata con fiori e lumini speciali. Sebbene suor Chiara non sia ancora beatificata ufficialmente, la sua tomba funge da piccolo santuario locale e continua a essere al centro di manifestazioni di fede in attesa di un eventuale riconoscimento canonico.
Storia della sepoltura e traslazioni
Dal cimitero alla tomba di famiglia (1932–1956)
Suor Chiara Di Mauro morì a Siracusa il 13 settembre 1932, all’età di 42 anni. In mancanza di un’autorizzazione per la tumulazione in chiesa, fu sepolta nel cimitero comunale di Siracusa, deposta in un loculo messo a disposizione dalla famiglia Atanasio. Questa sistemazione, concepita come provvisoria, rifletteva il fatto che la religiosa – pur amata dal popolo per la sua fama di santità – non aveva alcun riconoscimento ufficiale che ne giustificasse la sepoltura in un luogo sacro. La salma rimase così per molti anni nel colombario del cimitero, oggetto di venerazione privata da parte di quanti già la consideravano una santa.
Il 19 aprile 1956 si procedette a una prima esumazione dei resti di suor Chiara. Su iniziativa dei familiari, una settimana dopo – il 26 aprile 1956 – le spoglie vennero trasferite all’interno del cimitero, trovando posto nella cappella funeraria della famiglia del fratello, Corrado Di Mauro. Questa prima traslazione diede a suor Chiara una sistemazione più dignitosa, ma ancora limitata all’ambito cimiteriale privato, senza una fruizione pubblica diretta della tomba.
Verso la traslazione nella chiesa (1983–1999)
Il 16 luglio 1983 l’Arcidiocesi di Siracusa, per decreto dell’arcivescovo Calogero Lauricella, aprì il processo di beatificazione di suor Chiara Di Mauro. Da quella data la religiosa è ufficialmente riconosciuta Serva di Dio, primo titolo nel cammino verso la santità canonica. L’avvio della causa diede nuovo impulso alla devozione popolare e fece maturare il desiderio di trasferire i resti di suor Chiara in un luogo sacro aperto alla venerazione dei fedeli.
Nel 1999, ottenute le necessarie autorizzazioni civili ed ecclesiastiche, fu organizzata la traslazione della salma di suor Chiara nella chiesa dei Cappuccini. Su istanza di padre Vincenzo Annino (frate cappuccino promotore della causa), il Comune di Siracusa emanò un’ordinanza speciale per consentire l’esumazione dal cimitero. Il 10 novembre 1999 i resti mortali di suor Chiara furono solennemente trasferiti e tumulati all’interno della chiesa, precisamente nella cappella di Santa Rita. La scelta di questa cappella laterale fu simbolicamente appropriata: Santa Rita era anch’essa una donna sposata e poi consacrata, analogamente al percorso di vita di suor Chiara; inoltre, l’installazione della tomba in quella sede non alterò la struttura della navata principale. Dal novembre 1999 suor Chiara riposa dunque in modo permanente nella chiesa dei Cappuccini, finalmente in un luogo di culto pubblico come auspicato dai suoi devoti.
La cappella e gli elementi artistici
Vetrata di San Francesco
Un elemento di spicco nella cappella è la grande vetrata istoriata che sovrasta la tomba di suor Chiara. Si tratta di un finestrone in vetro policromo raffigurante San Francesco d’Assisi, fondatore dell’Ordine francescano (cui appartengono i frati Cappuccini). Installata probabilmente in occasione della sistemazione della tomba nel 1999, la vetrata proietta nella cappella una luce variopinta quando è attraversata dai raggi solari, creando un’atmosfera suggestiva attorno alla sepoltura. La presenza di San Francesco richiama la spiritualità di suor Chiara, che come terziaria francescana si ispirò alle virtù del Poverello d’Assisi (ed ebbe anch’ella il dono delle stigmate). La vetrata, con i suoi colori vividi e il buono stato di conservazione, arricchisce artisticamente la cappella e ne sottolinea il legame con la tradizione francescana.

Statua di Santa Rita
La cappella conserva al centro dell’altare laterale una statua di Santa Rita da Cascia, titolare originaria dello spazio sacro. La presenza di questa scultura mantiene viva la dedicazione tradizionale della cappella: Santa Rita, venerata come santa degli impossibili, è qui raffigurata in abito monastico e funge da riferimento devozionale frontale per i fedeli che entrano. La sua figura, che nella vita fu sposa, madre e poi monaca agostiniana, crea un ideale parallelo con l’esperienza di suor Chiara, anch’ella moglie e madre prima di consacrarsi a Dio. La statua di Santa Rita, insieme alla tomba di suor Chiara e agli altri simboli presenti, contribuisce a definire l’identità spirituale e artistica della cappella.
Altri elementi
Sulla parete sinistra della cappella, accanto alla lapide tombale, è collocato un grande quadro raffigurante San Pio da Pietrelcina (Padre Pio). Questo dipinto, di notevoli dimensioni, è stato inserito per evidenziare le affinità spirituali tra il santo cappuccino e suor Chiara: entrambi vissero fenomeni mistici come le stimmate e le estasi, tanto che suor Chiara è stata talvolta definita “il Padre Pio in versione femminile”. La presenza dell’effigie di Padre Pio – figura già canonizzata e amata dai fedeli – accanto alla tomba sembra idealmente affiancare la santità riconosciuta di lui a quella in via di riconoscimento di suor Chiara, rafforzando il carattere devozionale della cappella.
Dal punto di vista architettonico, la cappella di Santa Rita conserva la struttura originaria seicentesca: l’arco decorativo e le lesene laterali incorniciano la nicchia dell’altare. L’eventuale pala d’altare dedicata a Santa Rita è stata sostituita proprio dalla moderna vetrata di San Francesco. Non sono presenti altri elementi artistici rilevanti oltre a quelli citati, fatta eccezione per gli arredi liturgici essenziali (candelabri, portacandele, vasi, ecc.) utilizzati dai fedeli. L’insieme sobrio ed armonioso degli elementi sacri rende la cappella un piccolo luogo della memoria in cui arte e devozione si fondono.
Stato di conservazione
Attualmente la tomba di suor Chiara e la sua cappella si presentano in ottime condizioni. La lapide marmorea è integra e pulita, e le incisioni dei caratteri appaiono ancora brillanti e ben definite. La vetrata policroma di San Francesco è intatta: i vetri sono trasparenti e i colori vividi, indice di un’installazione recente o di una regolare manutenzione. Anche il quadro di Padre Pio non mostra segni evidenti di degrado o umidità, il che suggerisce che l’ambiente sia asciutto e curato.
Un restauro generale del convento e della chiesa dei Cappuccini, effettuato tra il 2003 e il 2006, ha contribuito a consolidare e valorizzare la struttura, inclusa la cappella di Santa Rita. Da allora viene svolta ordinaria manutenzione: pulizia periodica degli interni, cura delle decorazioni e sostituzione degli oggetti votivi consumati. Non si notano infiltrazioni d’acqua né depositi significativi di polvere; la costante presenza di fiori freschi e candele accese dimostra inoltre l’attenzione continua della comunità verso questo luogo. In conclusione, il sepolcro di suor Chiara Di Mauro è ben conservato e custodito con rispetto, senza al momento necessità di interventi straordinari.
Accessibilità
Accessibilità motoria
La chiesa dei Cappuccini offre un buon livello di accessibilità fisica. L’ingresso principale su Piazza Cappuccini è sostanzialmente a raso, privo di scalini rilevanti, consentendo anche a persone in sedia a rotelle di entrare senza ostacoli. L’interno della chiesa è pianeggiante e la cappella di Santa Rita si raggiunge lungo la navata unica senza dislivelli. L’accesso alla cappella avviene tramite un’apertura ad arco ampia e senza porte. L’unica barriera è rappresentata da un gradino di circa 15 cm che separa la pedana dell’altare laterale dal pavimento della navata: questo può impedire a una carrozzina di accostarsi direttamente alla lapide. La tomba risulta comunque visibile anche restando ai piedi del gradino, ma per superarlo occorre assistenza (non essendo presente una rampa dedicata). Nonostante ciò, lo spazio antistante la tomba è abbastanza ampio da permettere una sosta comoda, e in generale il sito è fruibile senza difficoltà maggiori da parte di persone con mobilità ridotta.
Accessibilità visiva
L’ambiente raccolto della cappella facilita in parte l’orientamento per i visitatori ipovedenti, ma presenta anche qualche criticità. L’epigrafe sulla lapide è incisa in caratteri abbastanza grandi e dorati su marmo chiaro, offrendo un buon contrasto in condizioni di luce favorevoli. Tuttavia, la luce naturale proviene dalla vetrata policroma: i colori filtrati creano un’illuminazione suggestiva ma non sempre ottimale per la lettura. In giornate nuvolose o al tramonto, la cappella può risultare poco illuminata, rendendo difficile decifrare il testo della lapide senza un’illuminazione supplementare. Non sono presenti indicazioni in braille né sistemi audio-descrittivi. I visitatori non vedenti o ipovedenti possono comunque avvicinarsi molto alla lapide (data la piccola dimensione della cappella) e, se accompagnati, ricevere spiegazioni verbali sul luogo e sulla figura di suor Chiara. Sarebbe auspicabile, in futuro, installare una luce dedicata alla lapide o un pannello tattile per migliorare l’accessibilità visiva, ma allo stato attuale la fruizione è discreta per chi dispone di un minimo di residuo visivo o aiuto esterno.
Accessibilità uditiva
La fruizione della tomba di suor Chiara non comporta barriere di tipo uditivo. Il contesto è silenzioso e privo di segnali sonori essenziali, permettendo alle persone sorde o con ipoacusia di visitare la cappella in autonomia senza perdere contenuti informativi. Durante le celebrazioni liturgiche, l’audio dell’impianto di amplificazione della chiesa è udibile anche nella cappella, ma la comprensione dei riti per i non udenti richiederebbe eventualmente un servizio di interpretariato in LIS, non previsto in questa parrocchia. In generale, la quiete del luogo e la natura prevalentemente visiva delle pratiche devozionali (accensione di candele, venerazione silenziosa) fanno sì che anche i fedeli con disabilità uditiva possano partecipare senza ostacoli rilevanti.
Accessibilità cognitiva
La cappella di Santa Rita è uno spazio semplice e lineare, caratterizzato da pochi elementi facilmente riconoscibili, il che favorisce l’accessibilità cognitiva. La presenza evidente di una lapide con nome e date consente di comprendere subito che si tratta di una tomba, anche a chi ha capacità cognitive limitate. Non vi sono percorsi complessi né cartelli informativi densi di testo che possano confondere il visitatore. I gesti devozionali praticati (come accendere una candela o toccare la tomba in segno di preghiera) sono intuitivi e alla portata di tutti. In caso di bisogno, gli accompagnatori o il personale pastorale possono fornire spiegazioni in modo semplificato. Nel complesso l’esperienza del luogo è fruibile anche da parte di persone con difficoltà cognitive, grazie all’ambiente raccolto e privo di elementi di distrazione.
Cronologia essenziale
- 5 luglio 1890: Nasce a Siracusa Adelaide Di Mauro (futura suor Chiara).
- 13 settembre 1932: Muore suor Chiara Francesca di Gesù Agonizzante (Adelaide Di Mauro) a 42 anni, in concetto di santità. Viene sepolta nel cimitero di Siracusa (loculo famiglia Atanasio).
- 19 aprile 1956: Prima esumazione: i resti vengono rimossi dal loculo originario al cimitero.
- 26 aprile 1956: Prima traslazione: le spoglie sono tumulate nella cappella funeraria della famiglia del fratello Corrado Di Mauro, al cimitero di Siracusa.
- 16 luglio 1983: Apertura del processo di beatificazione di suor Chiara ad opera dell’Arcidiocesi di Siracusa (arciv. Calogero Lauricella). Da tale data suor Chiara è ufficialmente “Serva di Dio”.
- 10 novembre 1999: Traslazione definitiva: ottenuta l’autorizzazione ecclesiastica e comunale (istanza di p. Vincenzo Annino), i resti mortali di suor Chiara sono esumati dal cimitero e trasferiti nella Chiesa dei Cappuccini di Siracusa. Vengono tumulati nella cappella di Santa Rita all’interno della chiesa, dietro una nuova lapide monumentale.
- 2003–2006: Restauro generale del convento e della chiesa dei Cappuccini. La struttura viene consolidata e riportata all’antico splendore; contestualmente, la cappella Santa Rita e la tomba di suor Chiara vengono ripulite e integrate nel rinnovato contesto architettonico (fine lavori nel 2006).
- 13 settembre 2023: In occasione del 91º anniversario della morte, la città di Siracusa intitola a suor Chiara Di Mauro la scalinata che conduce alla Grotta Santa del quartiere Grottasanta, in ricordo del suo periodo di eremitaggio in quel luogo. La cerimonia conferma la duratura memoria cittadina della “Monaca Santa”.
- 13 settembre 2025: Celebrazione del 93° dies natalis (anniversario “di nascita al Cielo”) di suor Chiara presso la Chiesa dei Cappuccini, con santa messa e preghiere organizzate dall’Associazione Amici di Suor Chiara. La tomba continua ad essere centro di devozione locale, mentre si auspica la riapertura e conclusione del processo di beatificazione.
Fonti e bibliografia essenziale
- Fonte primaria: Epigrafe funeraria di suor Chiara Di Mauro – iscrizione sulla lapide tombale (osservazione diretta dalle fotografie, 2025).
- Fonte primaria: Osservazione in situ della cappella di Santa Rita e degli elementi architettonici e devozionali (dalle fotografie allegate, 2025).
- Arcidiocesi di Siracusa, Mostra in memoria di suor Chiara di Mauro – Comunicato, 11 settembre 2020, arcidiocesi.siracusa.it (cenni biografici e culto locale). Accesso 28 dicembre 2025.
- Comune di Siracusa, Scheda “Chiesa di S. Maria Addolorata a Grottasanta” – Ult. inf. (paragrafo Ulteriori informazioni su Suor Chiara) (nota storico-commemorativa istituzionale). Accesso 28 dicembre 2025.
- Associazione “Amici di Suor Chiara Di Mauro”, Dal cimitero alla cappella – Il luogo della sepoltura, su suorchiaradimauro.it (storia delle traslazioni e descrizione della cappella). Accesso 28 dicembre 2025.
- Carmelo Midolo (a cura di), Suor Chiara Di Mauro – La “monaca santa” di Siracusa, Santiebeati.it, 2006 (biografia agiografica). Accesso 28 dicembre 2025.
- Giulietta I. Gionfriddo, Siracusa ricorda Suor Chiara Di Mauro, la “monaca santa”, Sikelian (articolo online), 27 agosto 2025 (contesto storico e commemorazioni). Accesso 28 dicembre 2025.
- Wikipedia, Convento dei Cappuccini (Siracusa) (storia della chiesa dei Cappuccini e restauri; licenza CC BY-SA). Accesso 28 dicembre 2025.
- Tripadvisor – Recensioni “Chiesa di Santa Maria dei Pericoli” (Chiesa dei Cappuccini), Siracusa (note sul nome e sul contesto urbano). Accesso 28 dicembre 2025.
- DindonDan App, Orari messe – Parrocchia S. Maria della Misericordia e dei Pericoli (orari di apertura e messe della chiesa dei Cappuccini). Accesso 28 dicembre 2025.
Scheda aggiunta da Alessandro Calabrò il [DATA].