![]() L’altare maggiore con il ciborio di Vanvitelli e il paliotto di Della Valle. Foto di Alessandro Calabrò, 2026. | |
| Dati identificativi | |
| Denominazione | Cappella del Santissimo Sacramento |
|---|---|
| Altre denominazioni | Cappella del SS. Sacramento, Cappella Torres, Cappella eucaristica del Duomo |
| Tipologia | Cappella laterale interna a cattedrale, pianta ottagonale |
| Edificio ospitante | Cattedrale Metropolitana della Natività di Maria Santissima (Duomo di Siracusa) |
| Posizione interna | Terza cappella della navata destra (dall’ingresso) |
| Indirizzo | Piazza Duomo 5, 96100 Siracusa (Ortigia) |
| Quartiere | Ortigia |
| Coordinate | 37°03′34″ N, 15°17′35″ E |
| Dati storici | |
| Fondazione | 8 aprile 1616 |
| Voluta da | Vescovo Giovanni Torres De Osorio (in carica 1613-1619) |
| Architetti | Andrea Vermexio e il figlio Giovanni Vermexio (1616-1650) |
| Completata sotto | Vescovo Giovanni Antonio Capobianco (1650) |
| Affreschi della volta | 1657-1658, Agostino Scilla (committente Capobianco) |
| Stile | Barocco siciliano (XVII sec.) con interventi tardo-barocchi e neoclassici (XVIII-XIX sec.) |
| Dedicazione | Santissimo Sacramento |
| Diocesi | Arcidiocesi di Siracusa |
| Stato attuale | |
| Status | Aperta al culto, sede stabile di custodia eucaristica |
| Visitabilità | Negli orari di apertura del Duomo, con biglietto unico |
| Accessibilità | Accesso in carrozzina dal cortile dell’Arcivescovado; mappa tattile braille della Cattedrale dal 2019 |
| Identificativi | |
| Edificio ospitante (Wikidata) | Q957881 (Duomo di Siracusa) |
| BeWeB | Cattedrale n. 665 |
La Cappella del Santissimo Sacramento, nota anche come Cappella Torres dal nome del vescovo fondatore, è una cappella laterale della Cattedrale Metropolitana della Natività di Maria Santissima di Siracusa (il Duomo), terza della navata destra a partire dall’ingresso, fra la Cappella di Santa Lucia e quella del Crocifisso. Fondata l’8 aprile 1616 dal vescovo spagnolo Giovanni Torres De Osorio e disegnata da Andrea Vermexio e dal figlio Giovanni Vermexio con pianta ottagonale, custodisce alcune delle opere d’arte più importanti del Duomo: la volta affrescata da Agostino Scilla nel 1657-1658, l’unico ciclo affrescato superstite del pittore messinese in tutta la Sicilia; il ciborio in legno dorato a tempietto opera di Luigi Vanvitelli (1752), l’architetto della Reggia di Caserta; il paliotto marmoreo dell’Ultima Cena scolpito a Roma da Filippo Della Valle nel 1762; la balaustra marmorea di Ignazio Marabitti e Giovan Battista Marino (1746-47); le cartaglorie d’argento di Giuseppe Veladier (Roma, 1791) e le cancellate in ferro battuto di Domenico Ruggeri (1807-1811). La cappella è considerata da molti studiosi la più ricca e raffinata del Duomo dal punto di vista artistico e architettonico.
Storia

La fondazione del 1616
La cappella fu fondata l’8 aprile 1616 per volontà del vescovo spagnolo Giovanni Torres De Osorio (in italiano talvolta Juan de Torres Osorio), in carica dal 13 novembre 1613, da cui prese il nome alternativo di Cappella Torres. Torres dotò la fondazione di un capitale di 4.000 onze per la costruzione e per le officiature. Il progetto architettonico fu affidato all’architetto siracusano di origine spagnola Andrea Vermexio e al figlio Giovanni Vermexio (architetto della città di Siracusa dal 1621, soprannominato Lucertola), che ne disegnarono la pianta ottagonale con quattro lati maggiori (uno per l’altare maggiore, gli altri tre per gli ingressi laterali) e quattro angoli scolpiti. Il vescovo Torres non vide il completamento dei lavori, perché trasferito a Catania nel 1619 (poi a Oviedo e Valladolid, dove morì nel 1632).
Il completamento sotto Capobianco (1650)
I lavori di costruzione e finitura proseguirono per oltre tre decenni, fino al 1650, sotto la direzione del successore vescovo Giovanni Antonio Capobianco (in carica 1649-1673), originario di Franca Villa Fontana. Fu lo stesso Capobianco a commissionare ad Agostino Scilla, fra il gennaio 1657 e l’ottobre 1658, il ciclo di affreschi della volta con scene tipologiche eucaristiche dell’Antico Testamento; la documentazione archivistica registra un anticipo di 50 onze nel gennaio 1657 e il saldo finale di 400 onze più 50 di mancia il 3 ottobre 1658.
I terremoti del 1693 e i restauri tardo-barocchi
Il terremoto del Val di Noto del 9 e 11 gennaio 1693 colpì duramente la Cattedrale, ma la Cappella del SS. Sacramento sopravvisse sostanzialmente intatta, salvando in particolare gli affreschi di Scilla. La ricostruzione tardo-barocca della Cattedrale (Andrea Palma, 1728-1753) procedette in parallelo con il completamento degli arredi della cappella sotto la direzione architettonica di Pompeo Picherali, architetto del Duomo: nel 1746-47 furono installati la balaustra marmorea e il pavimento in marmi policromi di Marabitti e Marino; nel 1752 fu collocato il ciborio di Luigi Vanvitelli; nel 1762 fu scolpito a Roma il paliotto di Filippo Della Valle, pagato il 1° novembre 1763 (data documentale Treccani DBI).
Gli interventi dell’Ottocento e del primo Novecento
Nel 1791 furono dotate le tre cartaglorie d’argento attribuite alla bottega Valadier di Roma (probabilmente Giuseppe Valadier, figlio di Luigi); fra il 1807 e il 1811 furono installate le cancellate in ferro battuto di Domenico Ruggeri (Catania) su disegno di Alessandro Campo, datate 1809 al cancello centrale. Nel primo Novecento l’arcivescovo Luigi Bignami (Milano 28 giugno 1862 – Siracusa 27 dicembre 1919, in carica dal 1906 al 1919) promosse vasti lavori di restauro generale della Cattedrale, intervenendo in particolare sugli stucchi tardo-barocchi della cappella; lo stesso Bignami fu poi sepolto nella cappella, sul lato sinistro, in monumento marmoreo posto dopo il 1919 e attribuito allo scultore Sebastiano Agati.
I restauri 2023-2025 della Sacrestia Torres adiacente
Fra il 2023 e il 2025 è stato condotto un importante restauro della Sacrestia Torres, lo spazio di servizio comunicante con la cappella: il restauro è stato presentato nel dicembre 2025 con la scoperta di un affresco seicentesco in un muro precedentemente intonacato e con il dono di un crocifisso ligneo tardo-settecentesco in memoria del giovane antiquario Alessandro Odierna. Nel marzo 2026 i risultati delle ricerche storico-artistiche sulla cappella, sulla sacrestia e su altri ambienti della Cattedrale sono confluiti nei volumi 26-27 dei Quaderni del Mediterraneo, presentati in Arcivescovado dal direttore prof. Paolo Giansiracusa e dall’arcivescovo Francesco Lomanto.
Architettura

La cappella ha pianta ottagonale, con quattro lati maggiori e quattro angoli scolpiti, su disegno di Andrea Vermexio e del figlio Giovanni Vermexio (1616-1650). I quattro lati maggiori ospitano l’altare maggiore sul fondo e tre portali laterali di servizio (sacrestia, accesso retro, comunicazione interna), chiusi da cancellate in ferro battuto e drappi cerimoniali rossi e oro. La copertura è a cupola con tamburo finestrato; le pareti interne sono interamente foderate di marmi policromi con rilievi e dorature, secondo lo stilema della cappella eucaristica controriformistica. Le dimensioni metriche puntuali della cappella non sono pubblicate online; per studi metrici sono disponibili soltanto i rilievi della Soprintendenza di Siracusa e i contributi dei Quaderni del Mediterraneo.
Gli affreschi della volta (Agostino Scilla, 1657-1658)

La volta della cappella è interamente affrescata da Agostino Scilla (Messina 10 agosto 1629 – Roma 31 maggio 1700), pittore e naturalista siciliano, allievo a Roma di Andrea Sacchi e formatosi nel solco del classicismo di Domenichino e Lanfranco. Scilla eseguì il ciclo fra il gennaio 1657 e l’ottobre 1658, su commissione del vescovo Capobianco. Si tratta della prima grande impresa decorativa di Scilla fuori da Messina e, dopo la distruzione di tutti gli affreschi messinesi del pittore nei terremoti del 1783 e del 1908, dell’unico ciclo affrescato monumentale superstite dell’autore in tutta la sua attività siciliana.
Iconografia eucaristica tipologica
Il programma iconografico segue la tipologia eucaristica: scene veterotestamentarie che, secondo l’esegesi tradizionale, prefigurano l’Eucaristia. Quattro scene laterali si dispongono nei comparti della cupola e del tamburo:
- Re Davide riceve i pani sacri dal sacerdote Achimelech (1 Samuele 21), prefigurazione della Comunione;
- Il profeta Elia in fuga, nutrito dall’angelo con pane e acqua nel deserto (1 Re 19), prefigurazione del pane disceso dal cielo;
- Daniele nella fossa dei leoni nutrito dal pane portato dal profeta Abacuc per mano d’angelo (Daniele 14, deuterocanonico);
- Gli esploratori della Terra Promessa con il grappolo di Eshcol e i covoni di grano (Numeri 13), prefigurazione del vino e del pane eucaristici.
Al centro della cupola, in un medaglione, è raffigurata l’Apoteosi dell’Eucaristia: tre angeli sostengono il Santissimo Sacramento (un ostensorio) insieme al ritratto del committente, il vescovo Torres; nei pennacchi del tamburo si dispongono due grandi figure allegoriche, la Fede e la Speranza. Lo stile è quello del barocco classicista, con composizioni equilibrate, disegno solido, scorci dal basso (sotto in su) appresi a Roma dalle volte di Giovanni Lanfranco. La cappella siracusana è dunque il luogo della memoria visiva del fondatore Torres, che pur non avendo visto i lavori conclusi è qui ritratto al centro del programma teologico della sua fondazione. Il restauro 2024-2025 ha permesso una nuova lettura iconografica del ciclo, confluita nei Quaderni del Mediterraneo 26-27 (2026).
L’altare maggiore
Il ciborio di Luigi Vanvitelli (1752)

Al centro dell’altare maggiore è collocato il ciborio a forma di tempietto a pianta circolare con cupola ellissoidale, opera di Luigi Vanvitelli (Napoli 12 maggio 1700 – Caserta 1° marzo 1773), il celebre architetto della Reggia di Caserta e di San Pietro a Roma. Il ciborio, datato 1752, è uno dei pochi lavori siciliani documentati di Vanvitelli e si distingue per la composta eleganza tardo-barocca di gusto berniniano, in dialogo con la coeva ricostruzione della facciata del Duomo da parte di Pompeo Picherali (poi completata da Andrea Palma). Le fonti ne descrivono la forma di “piccolo tempio centrale” con colonne, trabeazione e cupola, interamente in legno intagliato e dorato a foglia. Il modello del tempietto siracusano servì da prototipo per l’altare della Cappella Palatina della Reggia di Caserta, progettata dallo stesso Vanvitelli: la Cappella del SS. Sacramento del Duomo siracusano è dunque, per questa via, una delle matrici progettuali di una delle più celebri opere architettoniche italiane del Settecento.
Il paliotto dell’Ultima Cena di Filippo Della Valle (1762)

Il paliotto marmoreo della mensa dell’altare maggiore è opera dello scultore fiorentino Filippo Della Valle (Firenze 26 dicembre 1698 – Roma 29 aprile 1768), uno dei più importanti scultori del barocco romano e del primo neoclassicismo, nipote e primo allievo di Giovanni Battista Foggini a Firenze, poi formato a Roma nella bottega di Camillo Rusconi; principe dell’Accademia di San Luca per quattro mandati (1752, 1753, 1760, 1761). Fra le sue opere più note la statua della Salubrità sulla Fontana di Trevi a Roma (1759-62, con Pietro Bracci), l’Annunciazione di Sant’Ignazio (1750), le statue della Carità e Giustizia sul monumento di Innocenzo XII in San Pietro (1746) e la statua di Santa Teresa d’Avila sempre in San Pietro (1754).
Il bassorilievo siracusano fu scolpito a Roma nel 1762 nello studio di Della Valle presso San Nicola da Tolentino agli Orti Sallustiani, e fu pagato il 1° novembre 1763 secondo la documentazione registrata dal Dizionario Biografico degli Italiani. Raffigura l’Ultima Cena in una composizione classicheggiante, con Cristo al centro e gli apostoli disposti attorno alla mensa. Il paliotto fu commissionato dal vescovo Giuseppe Antonio de Requesens (in carica 1755-1772), che affidò all’architetto militare Luigi Dumontier la direzione dei lavori per il posizionamento dell’opera nella cappella.
L’opera ha particolare importanza per la storia della scultura siciliana del Settecento, perché documenta la diretta committenza romana sulla Cattedrale siracusana, in un periodo in cui in Sicilia prevalevano i paliotti in mischio di marmi policromi e in argento. Per la sua collocazione a livello della mensa, accessibile a portata di mano, e per la natura plastica del bassorilievo, il paliotto è una delle pochissime opere d’arte del Duomo concretamente fruibili al tatto da parte di persone non vedenti, secondo testimonianze raccolte direttamente da visitatori ciechi (vedi sezione Accessibilità).
La balaustra e il pavimento (Marabitti e Marino, 1746-47)

La balaustra che separa la zona dell’altare dalla zona dei fedeli è opera congiunta di Ignazio Marabitti (Palermo 1719-1797), uno dei maggiori scultori siciliani del Settecento, e di Giovan Battista Marino, datata 1746-47, sotto la direzione architettonica di Pompeo Picherali, architetto del Duomo. Marabitti, fra il 1740 e il 1745, fu allievo a Roma proprio di Filippo Della Valle: nella stessa Cappella del SS. Sacramento si dispiega quindi una rara simmetria culturale, con la balaustra dell’allievo (1746) e il paliotto del maestro (1762) collocati a sedici anni di distanza nello stesso ambiente liturgico. La balaustra è costituita da un parapetto in marmo bianco con intarsi policromi in marmi siciliani, volute scolpite, medaglioni traforati e pilastrini scolpiti a tutto tondo. Lo stesso team Marabitti-Marino è autore del pavimento della cappella, in marmi policromi con motivi geometrici intrecciati.
Le cancellate in ferro battuto (Ruggeri, 1807-1811)

I tre portali laterali della pianta ottagonale sono chiusi da cancellate in ferro battuto, eseguite fra il 1807 e il 1811 dal fabbro catanese Domenico Ruggeri su disegno dell’architetto Alessandro Campo. Le cancellate sono caratterizzate da un fitto intreccio di volute, foglie d’acanto e medaglioni a giorno, in stile neoclassico-impero. Sono completate da grandi tendaggi cerimoniali in tessuto rosso e oro, secondo l’antica tradizione liturgica eucaristica che vuole il sacro spazio costantemente velato.
Gli arredi argentei
Sull’altare maggiore e nella sacrestia adiacente sono custoditi numerosi arredi liturgici in argento di pregio storico-artistico, tutti datati o attribuiti a importanti orafi romani e siracusani:
- tre cartaglorie d’argento attribuite alla bottega Valadier di Roma (1791), probabilmente a Giuseppe Valadier (Roma 1762-1839), figlio di Luigi Valadier e principale esponente del neoclassicismo romano in oreficeria;
- incensieri e navetta di Lorenzo Petronelli;
- altri arredi argentei dei fratelli Chindemi, orafi siracusani attivi fra Sette e Ottocento.
Sepolture e monumenti

Lungo le pareti della cappella si dispongono diverse edicole scolpite, ciascuna sormontata da stemmi vescovili, cherubini e cariatidi marmoree. Sul lato sinistro, secondo le fonti più dettagliate, è collocato il monumento sepolcrale dell’arcivescovo Luigi Bignami (Milano 28 giugno 1862 – Siracusa 27 dicembre 1919), in carica dal 1906 al 1919 e promotore dei vasti restauri della Cattedrale realizzati nel suo episcopato: l’opera è marmorea, posta dopo il 1919 e attribuita allo scultore Sebastiano Agati.
La Sacrestia Torres adiacente (restauro 2023-2025)
La cappella comunica, attraverso uno dei portali laterali, con la Sacrestia Torres, lo spazio di servizio cerimoniale comunicante con la cappella. La sacrestia conserva un proprio apparato decorativo seicentesco-settecentesco e arredi liturgici di pregio. È stata oggetto di un significativo restauro nel biennio 2023-2025, presentato pubblicamente nel dicembre 2025: durante il cantiere è stato scoperto un affresco seicentesco in un muro precedentemente intonacato, e nella stessa occasione è stato donato un crocifisso ligneo tardo-settecentesco in memoria del giovane antiquario Alessandro Odierna.
Aspetti devozionali
La cappella è la sede stabile di custodia eucaristica della Cattedrale di Siracusa: qui si conserva il Santissimo Sacramento per l’adorazione eucaristica e per il viatico ai fedeli. La tradizione liturgica documenta lo svolgimento delle Quarant’ore nella cappella, durante le quali il Santissimo veniva esposto per la veglia continua dei fedeli. La festa principale legata alla cappella è il Corpus Domini (giovedì dopo la festa della SS. Trinità), con processione che parte storicamente dal Duomo.
Galleria
Una selezione delle altre fotografie della cappella, da scorrere lateralmente.


Accessibilità
Accessibilità motoria
L’ingresso principale al Duomo, dalla Piazza Duomo, è preceduto da un sagrato con scalinata in pietra fra le statue di San Pietro e San Paolo: non è praticabile in sedia a rotelle senza assistenza. Esiste un ingresso secondario accessibile in carrozzina dal cortile dell’Arcivescovado adiacente alla cattedrale, sul lato nord-est dell’edificio. Si raccomanda di chiamare in anticipo la sagrestia al numero 0931 65328 per concordare l’apertura del custode. L’interno del Duomo è interamente piano, con pavimentazione in marmo policromo del 1444; la cappella si raggiunge dalla navata destra senza dislivelli significativi. La balaustra marmorea separa la zona dell’altare dalla zona dei fedeli ma può essere oltrepassata su richiesta del personale per visite ravvicinate. Bagni accessibili sono disponibili all’interno del complesso della Cattedrale, con fasciatoio nel Museo del Capitolo su richiesta. I banchi della cappella e delle navate offrono posti a sedere.
Accessibilità visiva

Dal 31 marzo 2019 è installata all’interno della Cattedrale una mappa tattile in Braille con la planimetria a rilievo dell’intera cattedrale; la legenda posiziona la Cappella del SS. Sacramento al numero 7, fra la Cappella del Crocifisso (6) e quella di Santa Lucia (8). La mappa è frutto della collaborazione fra l’associazione Sicilia Turismo per Tutti (presidente Bernadette Lo Bianco), Inner Wheel territoriale, Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI) e Stamperia Regionale Braille di Catania.
Una caratteristica peculiare della cappella, raccolta da testimonianze dirette di visitatori non vedenti, è la possibilità di toccare il paliotto marmoreo dell’Ultima Cena di Filippo Della Valle (1762) sull’altare maggiore. La collocazione del bassorilievo a livello della mensa, la natura plastica e leggibile al tatto della scultura — corpi degli apostoli a tutto rilievo, drappeggi profondi, tavola eucaristica al centro — e la prassi consolidata del personale di sagrestia rendono questa una delle pochissime opere d’arte del Duomo concretamente fruibili al tatto da parte di persone cieche. La possibilità non è segnalata da pannelli e non risulta pubblicizzata online, ma è regolarmente concessa dietro semplice richiesta al personale di sagrestia, in coerenza con il percorso di accessibilità avviato dalla Cattedrale dal 2019 con la mappa tattile in Braille.
La cappella è inserita nel percorso di audioguide della Cattedrale (noleggio in loco con cuffie e visore VR opzionale; lingue disponibili in biglietteria) e nelle app esterne Audiala (11 lingue) e i-Tourist. Sono ammessi i cani guida per persone non vedenti. Per visite tattili guidate è possibile concordare un percorso ad hoc con l’associazione Sicilia Turismo per Tutti (Bernadette Lo Bianco, +39 338 8314461) o con la sagrestia (mons. Salvatore Marino, 0931 65328): un secondo candidato per la fruizione tattile è il monumento sepolcrale dell’arcivescovo Luigi Bignami scolpito da Sebastiano Agati, in marmo a parete sul lato sinistro della cappella. La cappella è illuminata in modo abbondante (sia naturalmente, dal tamburo finestrato della cupola, sia artificialmente) e presenta forti contrasti cromatici fra marmi chiari, marmi scuri e dorature.
Accessibilità uditiva
Non risultano installati loop induttivi permanenti nella Cattedrale, né visite guidate strutturate in LIS (Lingua dei Segni Italiana) con cadenza regolare. Le audioguide sono offerte in formato sonoro tradizionale, senza versione in LIS o sottotitolata. Per visite con interprete LIS è possibile rivolgersi all’associazione Sicilia Turismo per Tutti, che attiva su prenotazione percorsi accessibili anche per persone sorde. Il pannello informativo della cappella è bilingue italiano/inglese e in caratteri visivi di buon contrasto, fruibile per chi compensa l’ascolto con la lettura.
Accessibilità cognitiva
Il pannello informativo bilingue all’ingresso della cappella riporta in modo essenziale i nomi degli artisti principali (Scilla, Vanvitelli, Della Valle, Marabitti) con immagini di sintesi e codice della tappa audio. L’audioguida ufficiale fornisce una lettura sintetica del programma iconografico eucaristico. La mappa tattile della Cattedrale aiuta l’orientamento spaziale anche per persone con difficoltà di lettura della planimetria, perché abbina pittogrammi semplici, numerazione progressiva e didascalia in caratteri grandi. Manca, allo stato attuale, una versione easy-to-read della scheda della cappella e una segnaletica simbolica fisicamente all’interno della cappella stessa.
Come visitarla
Orari di apertura del Duomo (2026)
- Maggio – settembre: 9:00 – 18:30 (luglio-agosto in alcune giornate fino alle 19:00)
- Ottobre – aprile: 9:00 – 17:30
- Domenica e festivi: chiuso alle visite turistiche, aperto solo per le funzioni religiose
- Chiusure: 1° gennaio, 8 dicembre, 25 dicembre e altre festività liturgiche
- Non è possibile visitare durante le funzioni religiose
Biglietti
- Intero: 2,00 € (+ 1,00 € fee servizio)
- Cumulativo Cattedrale + Secreta Palatii: 4,00 € (+ 1,00 € fee)
- Esperienza VR: 7,00 € (+ 1,00 € fee)
- Biglietto completo (VR + Secreta): 9,00 €
- Persone con disabilità + accompagnatore: ingresso gratuito
La Cappella del SS. Sacramento è inclusa nel normale percorso di visita, senza prenotazione separata.
Contatti
- Sagrestia Cattedrale: 0931 65328 (mons. Salvatore Marino)
- Email Cattedrale: cattedrale.siracusa@alice.it
- WhatsApp gestione visite (Kairos): +39 347 5815794
- Info biglietteria Secret Siracusa: +39 0931 64694, info@secretsiracusa.it
- Arcidiocesi di Siracusa: 0931 66571, protocollo@arcidiocesi.siracusa.it
- Sicilia Turismo per Tutti (visite tattili): Bernadette Lo Bianco, +39 338 8314461
Come arrivare
Parcheggio
Il Parcheggio Talete (Lungomare di Levante Elio Vittorini, 96100 Siracusa), aperto 24 ore festivi inclusi, è il principale parcheggio pubblico per Ortigia: 1,50 €/ora, 15 € la giornata, 50 € la settimana, con posti riservati a persone con disabilità. La distanza pedonale fino a Piazza Duomo è di circa 700-800 metri lungo via Cavour o il Lungomare. Dal 2024-2025 il Talete è stato in parte destinato ai residenti di Ortigia: verificare la disponibilità per turisti al momento della visita.
Trasporti pubblici
Il bus navetta Ortigia 24 ore (gestito da SAIS) parte dal capolinea Talete e fa il periplo dell’isola con dieci fermate, ogni 10 minuti dalle 7:00 alle 23:00, ogni 20 minuti nelle ore notturne. Biglietto 1,20 € (1,50 € a bordo), giornaliero 3,00 €. Le fermate più prossime a Piazza Duomo sono Riva della Posta, Largo Amedeo di Savoia e Largo della Gancia. La Linea Verde gratuita, attiva tutti i giorni dalle 20:00 alle 02:00, copre lo stesso periplo con frequenza 20-40 minuti. Le linee urbane AST convergono su Foro Siracusano e Riva della Posta (margini di Ortigia); biglietto urbano 1,20 €.
ZTL Ortigia
Le persone con contrassegno disabili possono accedere alla ZTL di Ortigia senza pass, con obbligo di comunicare l’ingresso entro 48 ore alla Polizia Municipale al numero verde 800 632 328 (uffici 0931 451174, ufficiogestioneztl@comune.siracusa.it).
Bibliografia e fonti
Bibliografia primaria
- Giuseppe Maria Capodieci, Antichi monumenti di Siracusa, Tipografia Diocesana Francesco M. Puleio, Siracusa 1813-1816 (digitalizzato su Internet Archive).
- Serafino Privitera, Storia di Siracusa antica e moderna, 2 voll., Napoli 1878-1879 (ristampa CMD Edizioni 2021).
- Cesare Gaetani della Torre, Memorie storiche intorno alla città di Siracusa, 3 voll. (rilancio editoriale a cura di Emmanuele De Benedictis, 16 giugno 2025).
Bibliografia critica
- Giuseppe Agnello, La cattedrale di Siracusa, 1927.
- Nocera, studi sulla Cattedrale di Siracusa, 1928.
- Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani, voci «Agostino Scilla», «Francesco Ignazio Marabitti».
- Miriam Di Penta, «Agostino Scilla (1629-1700) pittore di Natura Morta. Appunti per un catalogo», in Paragone, n. 81, 2008.
- «Ritratti di Agostino Scilla nella storiografia tra Sette e Ottocento», in Studi di storia dell’arte, 31, 2020, pp. 193-202.
- Floriana Giallombardo, Agostino Scilla (1629-1700) e la cultura visuale della historia, fra antiquaria e storia naturale, tesi di dottorato, Università di Palermo (iris.unipa.it).
- Paolo Giansiracusa (a cura di), Quaderni del Mediterraneo, vol. 26-27, anno XXXIV (2026): saggi inediti su Cappella del SS. Sacramento, Sagrestia Torres, coro ligneo del 1489, facciata della Cattedrale; figure trattate: Vanvitelli, Scilla, Picherali, Alminara, Ferrara.
Fonti web consultate
- «Duomo di Siracusa». Wikipedia (italiano). Consulta online.
- «Chiesa Cattedrale». Arcidiocesi di Siracusa. Consulta online.
- «Cattedrale Metropolitana della Natività di Maria Santissima». Comune di Siracusa. Consulta online.
- «Cattedrale n. 665 – Beni Ecclesiastici Web». BeWeB Conferenza Episcopale Italiana. Consulta online.
- «Cappella del SS. Sacramento». Smart Education UNESCO Sicilia. Consulta online.
- «Il tardo barocco a Siracusa: Cattedrale della Natività di Maria Santissima». Catalogo Generale dei Beni Culturali. Consulta online.
- «Sagrestia Torres svelata dopo il restauro». Cammino Siracusa, dicembre 2025. Consulta online.
- «I Quaderni del Mediterraneo all’Arcivescovado di Siracusa». Cammino Siracusa, marzo 2026. Consulta online.
- «Cattedrale di Siracusa – nuovi studi nei Quaderni del Mediterraneo». Siracusa News, marzo 2026. Consulta online.
- «La mappa tattile inaugurata nella Cattedrale di Siracusa». Giornale di Sicilia, 31 marzo 2019. Consulta online.
- «Cattedrale di Siracusa, info, orari e biglietti». Secret Siracusa. Consulta online.
- «The World of Sicily – Duomo di Siracusa». Consulta online.
- «A Spasso per la Sicilia – Duomo di Siracusa». Consulta online.
- «Viaggiatrice Curiosa – Cattedrale di Siracusa». Consulta online.
Scheda aggiunta da Alessandro Calabrò il 9 maggio 2026.
