Cappella del Crocifisso (Duomo di Siracusa)

Cappella laterale del Duomo di Siracusa, in fondo alla navata destra. Custodisce il Crocifisso ligneo bizantino del XIII secolo, la tavola di San Zosimo di Antonello da Messina, la tavola di San Marciano di scuola antonelliana e le sepolture di numerosi arcivescovi siracusani.
Aggiornato in data 17 Maggio 2026 da Alessandro Calabrò
Voce dedicata alla Cappella del Santissimo Crocifisso interna alla Cattedrale di Siracusa. Per l’edificio che la ospita si veda Cattedrale di Siracusa (Duomo); per altri luoghi siracusani intitolati al Crocifisso si vedano l’edicola votiva di via del Crocifisso 74 e la chiesa del Santissimo Crocifisso al Carmine.
ChiesaCappella del Santissimo Crocifisso
Altare maggiore della Cappella del Crocifisso nel Duomo di Siracusa con il Crocifisso ligneo bizantino in nicchia azzurra fra colonne corinzie
L’altare maggiore della cappella, con il Crocifisso ligneo bizantino. Foto di Alessandro Calabrò, 2026.
Dati identificativi
DenominazioneCappella del Santissimo Crocifisso
Altre denominazioniCappella del SS. Crocifisso, Cappella del Crocifisso bizantino, quarta cappella della navata destra del Duomo
TipologiaCappella laterale interna a cattedrale
Edificio ospitanteCattedrale Metropolitana della Natività di Maria Santissima (Duomo di Siracusa)
Posizione internaFondo della navata destra (settore nord-orientale)
IndirizzoPiazza Duomo 5, 96100 Siracusa (Ortigia)
QuartiereOrtigia
Coordinate37°03′34″ N, 15°17′35″ E
Dati storici
Costruzione1691
Voluta daArcivescovo Giuseppe Fortezza (1659-1693)
Volta affrescata1778, vescovo Giovanni Battista Alagona
Riforma ottocentesca1885, pavimentazione marmorea e altare maggiore attuale
StileTardo barocco siciliano con interventi neoclassici e ottocenteschi
DedicazioneSantissimo Crocifisso
DiocesiArcidiocesi di Siracusa
Stato attuale
StatusAperta al culto, percorso di visita ordinario del Duomo
AudioguidaTappa n. 6 del percorso ufficiale
VisitabilitàNegli orari di apertura del Duomo, con biglietto unico della Cattedrale
AccessibilitàAccesso in carrozzina dal cortile dell’Arcivescovado; mappa tattile braille della Cattedrale dal 2019
Identificativi
Edificio ospitante (Wikidata)Q957881 (Duomo di Siracusa)
BeWeBCattedrale n. 665
Wikimedia CommonsCategoria dedicata (47 file)
La Cappella del Santissimo Crocifisso è una cappella laterale della Cattedrale Metropolitana della Natività di Maria Santissima di Siracusa (il Duomo), aperta sul fondo della navata destra. Voluta nel 1691 dall’arcivescovo Giuseppe Fortezza, fu ricavata sacrificando le ultime tre colonne del pronao del tempio dorico di Atena (V secolo a.C.) inglobato nella cattedrale, e per questo costituisce un volume autonomo, quasi una piccola chiesa entro la chiesa. Tre altari ne ritmano lo spazio: l’altare maggiore custodisce un grande Crocifisso ligneo dipinto di scuola bizantina; l’altare laterale sinistro ospita la tavola di San Zosimo, opera giovanile di Antonello da Messina (XV secolo); l’altare laterale destro conserva la tavola di San Marciano, di scuola antonelliana. Sotto le mense dei due altari laterali sono custoditi i corpi dei martiri romani San Benedetto e Santa Vittoria, traslati dalle Catacombe di San Callisto. Lungo le pareti si dispongono i monumenti sepolcrali di numerosi arcivescovi siracusani, fra cui Ettore Baranzini, Giacomo Carabelli, Giuseppe Amorelli e Domenico Gargallo, e un ossario centrale di vescovi, sacerdoti e seminaristi anteriori al 1700. La cappella è la quarta della navata destra del Duomo e rappresenta la tappa numero 6 del percorso di audioguida ufficiale della Cattedrale.

Storia

Vista d'insieme della Cappella del Crocifisso del Duomo di Siracusa con volta affrescata a clipei di santi del 1778, monumenti laterali e pavimento marmoreo a scacchiera del 1885
Vista d’insieme della cappella: la volta a medaglioni con figure di santi (1778, vescovo Alagona) e i monumenti laterali sui muri perimetrali.

La costruzione del 1691

La cappella fu costruita nel 1691 per volontà dell’arcivescovo di Siracusa Giuseppe Fortezza (in carica 1659-1693), che ne volle l’apertura nel fondo della navata destra del Duomo. Il cantiere comportò una scelta architettonica di forte impatto sulle preesistenze antiche dell’edificio: per ricavare il volume della nuova cappella furono demolite le ultime tre colonne del pronao del tempio dorico di Atena (V secolo a.C.) che era stato inglobato nella prima basilica cristiana. Diversamente dalle altre cappelle laterali del Duomo, dove le colonne doriche restano visibili come testimonianza dell’edificio greco, nella Cappella del Crocifisso le colonne furono rimosse del tutto e la struttura risulta strutturalmente staccata dal corpo principale della cattedrale.

Il terremoto del Val di Noto del 1693

A meno di due anni dalla costruzione, il terremoto del Val di Noto del 9 e 11 gennaio 1693 danneggiò gravemente molti elementi interni della cappella. La scossa colpì in pieno la facciata normanna della Cattedrale (poi crollata) e gli arredi del nuovo cantiere; fra le opere danneggiate, il polittico cinquecentesco di cui faceva parte la tavola di San Zosimo, ridotto alla porzione superstite oggi visibile sull’altare laterale.

Gli affreschi della volta del 1778

Nel 1778 il vescovo Giovanni Battista Alagona (in carica 1773-1801, fondatore della Biblioteca Alagoniana) commissionò la decorazione della volta della cappella. La superficie fu suddivisa in medaglioni a stucco con clipei di figure di santi; nell’abside fu dipinta una composizione con angeli del Paradiso, oggi attribuita ad anonimo. È lo stesso Alagona che diede impulso alla quadreria diocesana e al riordino dei beni storici dell’arcivescovado. La sagrestia adiacente alla cappella conserva affreschi settecenteschi di analoga età, tradizionalmente accostati alla mano di Giuseppe Crestadoro (Palermo 1711 – Messina 1808), pittore attivo a Siracusa dal 1783.

La consacrazione originaria degli altari laterali

Dopo i lavori del Settecento, gli altari laterali furono originariamente dedicati al vescovo Marziano (sinistro) e all’Immacolata (destro). Solo in un secondo momento la dedicazione fu invertita e ridefinita: l’altare sinistro a San Zosimo, l’altare destro a San Marciano, mantenuti fino ad oggi. Le pale antonelliane si dispongono di conseguenza: la tavola di San Zosimo passò all’altare sinistro e quella di San Marciano all’altare destro.

La riforma ottocentesca del 1885

Nel 1885 un secondo presule della famiglia Alagona dispose il restauro generale della cappella, che ne ridefinì l’aspetto attuale. L’antico altare maggiore venne smontato e trasferito alla chiesa di San Giovanni fuori le mura (San Giovanni alle Catacombe); al suo posto fu installato l’altare proveniente dalla cappella dell’ex Seminario dei Chierici, che è quello oggi visibile, scandito da quattro colonne corinzie e timpano spezzato con vetrata artistica al centro. Nello stesso anno fu posata la pavimentazione marmorea bianco-nera a scacchiera con motivi geometrici, ancora in opera. Le due nicchie laterali furono dotate di statue scolpite nel 1858 raffiguranti la Madre degli Abbandonati e la Mater Dolorosa.

Il Sacrarium del 1923 e i restauri novecenteschi

Una porta lignea con timpano marmoreo, datata MCMXXIII (1923), dà accesso al Sacrarium della cappella, lo spazio di servizio per gli arredi liturgici e i paramenti, realizzato nel cantiere di sistemazione del primo Novecento.

I lavori del XXI secolo

Nel settembre 2021 furono eseguiti interventi di manutenzione straordinaria sulla copertura della Cappella del Crocifisso e sulla copertura della navata settentrionale della Cattedrale, in coordinamento con la Soprintendenza di Siracusa. Nel biennio 2025-2026 è in corso un cantiere finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (CUP F36J22000190006, importo €780.000, soggetto attuatore Arcidiocesi di Siracusa) per il miglioramento sismico del prospetto e della cupola della Cattedrale; non riguarda direttamente la Cappella del Crocifisso ma rientra nel programma diocesano di ammodernamento di cinque chiese di Siracusa e Augusta per €3.000.000 totali.

Descrizione architettonica

Impianto e volumi

La cappella ha pianta rettangolare e copre un volume autonomo rispetto al corpo della cattedrale. Tre altari ne ritmano lo spazio: l’altare maggiore sul fondo, dedicato al SS. Crocifisso, e due altari laterali rivolti uno verso l’altro, dedicati rispettivamente a San Zosimo e a San Marciano (entrambi vescovi siracusani della tradizione apostolica). I muri perimetrali ospitano i monumenti sepolcrali degli arcivescovi e numerose lapidi memoriali. Le dimensioni metriche puntuali della cappella non sono pubblicate online; per studi metrici sono disponibili soltanto i rilievi della Soprintendenza di Siracusa.

Pavimento

Il pavimento è in marmo bianco e nero a scacchiera con motivi geometrici, posato nel 1885; al centro una lastra in marmi policromi, fasciata da una greca a meandro, copre l’ossario centrale con le sepolture di vescovi, sacerdoti e seminaristi siracusani anteriori al 1700.

Volta e abside

La volta a schifo conserva la decorazione del 1778: medaglioni a clipei con figure di santi in stucco e tempera, divisi da unghie e cornici a gesso. L’abside ospita il dipinto con angeli del Paradiso, di anonimo, sopra il quale si apre una finestra circolare con vetrata che illumina l’altare maggiore. I nomi dei santi rappresentati nei singoli medaglioni della volta non sono al momento documentati nelle fonti web.

Altari e opere d’arte

L’altare maggiore: il Crocifisso ligneo bizantino

Pannello informativo bilingue della Cattedrale di Siracusa che descrive la Cappella del Crocifisso: Crocifisso bizantino XIII secolo, San Marciano scuola antonelliana XV secolo, San Zosimo Antonello da Messina XV secolo
Il pannello informativo ufficiale della Cattedrale all’ingresso della cappella: Crocifisso bizantino XIII sec.; altare destro San Marciano scuola antonelliana XV sec.; altare sinistro San Zosimo Antonello da Messina XV sec.

Sull’altare maggiore è collocato il grande Crocifisso ligneo dipinto che dà il nome alla cappella. L’opera è di scuola bizantina e proviene dalla chiesa di San Giovanni alle Catacombe di Siracusa. Il pannello informativo della Cattedrale lo data al XIII secolo; non ne è documentato l’autore e l’opera non risulta firmata. Il Crocifisso è inserito in una nicchia azzurra al centro di una cornice scandita da quattro colonne corinzie (due per lato) che reggono un timpano spezzato con vetrata artistica al centro, illuminata da quattro candelabri laterali e dalla finestra circolare absidale. Iconograficamente segue il modello del Christus patiens bizantino, con la testa reclinata, gli occhi chiusi e il corpo arcuato a esprimere la sofferenza.

La tavola di San Zosimo (Antonello da Messina)

Altare laterale sinistro con la pala di San Zosimo attribuita ad Antonello da Messina, tavola con vescovo benedicente in mitra e pastorale su fondo dorato
L’altare laterale sinistro con la tavola di San Zosimo, opera giovanile di Antonello da Messina (200×125 cm circa, scheda Fondazione Zeri n. 23688). Sotto la mensa, urna con il corpo di Santa Vittoria.

L’altare laterale sinistro custodisce la tavola di San Zosimo, attribuita ad Antonello da Messina (Messina 1430 ca. – 1479) come opera giovanile, anteriore al Polittico di San Gregorio del 1473. Il dipinto, eseguito a tempera e oro su tavola, misura circa 200 × 125 cm (scheda Fondazione Zeri n. 23688) e raffigura il santo vescovo siracusano in piedi, in tre quarti, con paramenti pontificali, mitra in capo, pastorale nella mano sinistra e mano destra benedicente, su fondo dorato.

L’attribuzione ad Antonello fu sostenuta da Gioacchino Di Marzo (Di Antonello da Messina e dei suoi congiunti, Palermo 1903), Adolfo e Lionello Venturi (1907 e 1915), Roberto Longhi (1914), Stefano Bottari, Ferdinando Bologna (1955 e 1977), Fiorella Sricchia Santoro (Antonello e l’Europa, 1986) e da Paolo Giansiracusa. Studi più recenti la considerano parzialmente autografa: la pala fu certamente realizzata nella bottega del maestro, con possibili interventi degli allievi sotto la sua direzione, e si presenta in stato frammentario, in quanto era originariamente uno dei pannelli di un polittico distrutto dal terremoto del 1693.

La tavola fu restaurata in situ fra gennaio e marzo 2018, sotto la direzione tecnica del maestro Rocco Froio (Accademia di Belle Arti di Catania, con Lorenzo Basile e Simone Pinasco) e la curatela storico-artistica di Paolo Giansiracusa, sotto la vigilanza della Soprintendenza ai Beni Culturali di Siracusa. La presentazione del restauro avvenne il 30 marzo 2018. Dal 16 dicembre 2022 al 15 febbraio 2023 il San Zosimo lasciò per la prima volta la Sicilia per la mostra Il San Zosimo di Antonello da Messina incontra Ettore Spalletti, al Museo Diocesano di Napoli (Complesso di Donnaregina), curata da Pierluigi Leone de Castris ed esposta in dialogo con un dittico contemporaneo di Ettore Spalletti. Una nota storiografica riporta che, durante una visita ufficiale al Duomo nel 1925, Benito Mussolini avrebbe esclamato di apprezzamento davanti alla pala.

La tavola di San Marciano (scuola antonelliana)

Altare laterale destro con la pala di San Marciano scuola antonelliana del XV secolo, vescovo in piedi su fondo dorato, urna reliquiaria sotto la mensa
L’altare laterale destro con la tavola di San Marciano, di scuola antonelliana del XV secolo. Sotto la mensa, urna con il corpo di San Benedetto.

Frontale alla pala antonelliana, sull’altare laterale destro, è la tavola di San Marciano, di scuola antonelliana del XV secolo. Il dipinto raffigura San Marciano, primo vescovo di Siracusa secondo la tradizione apostolica, inviato a evangelizzare la città dall’apostolo Pietro. Il pannello informativo ufficiale della Cattedrale presenta l’opera come “Altare di destra: scuola antonelliana (?), San Marciano, sec. XV”, segnalando l’attribuzione a bottega senza nome d’autore certo. La pala è stata restaurata insieme al San Zosimo nel 2018 dallo stesso team Froio-Giansiracusa.

Le tavolette dell’Apostolato

Alla cappella o al coro adiacente sono ricondotte tredici tavolette (alcune fonti ne riportano quattordici) di un polittico smembrato raffigurante Cristo benedicente, San Giovanni Battista e i dodici Apostoli, ciascuna delle dimensioni di circa 0,55 × 0,84 metri. Le tavolette sono attribuite alla bottega antonelliana siracusana del primo Cinquecento: la maggior parte a Marco Costanzo (pittore siracusano della seconda metà del Quattrocento, che firmò “hoc opus fecit marcus de costando” sul San Girolamo nello studio del 1468 conservato in Cattedrale); la tavola di San Giovanni Evangelista a Salvo d’Antonio (Treccani, voce De Antonio, Salvo); la tavola del Cristo in alcuni studi a Iacobello d’Antonello, figlio di Antonello da Messina che ne ereditò la bottega.

Le statue laterali

Nelle nicchie scavate sopra gli altari laterali sono collocate due statue scolpite nel 1858: la Madre degli Abbandonati e la Mater Dolorosa. Le fonti consultate non riferiscono il nome dello scultore.

Reliquie sotto gli altari laterali

Urna reliquiaria di San Benedetto sotto l'altare laterale destro: ossa esposte su drappo rosso e oro dietro grata in ferro battuto
Urna con il corpo di San Benedetto martire (Catacombe di San Callisto, Roma), sotto la mensa dell’altare destro di San Marciano.

Sotto le mense dei due altari laterali sono custodite due urne con i corpi di martiri romani traslati dalle Catacombe di San Callisto a Roma. Le reliquie sono protette da grate in ferro battuto a volute e adagiate su drappi rossi e oro, secondo il modello dei corpi santi tipico della pratica controriformistica del XVII-XVIII secolo.

Urna reliquiaria di Santa Vittoria vergine e martire sotto l'altare di San Zosimo, lapide CORPVS S VICTORIAE V ET M E COEMETERIO
Urna con il corpo di Santa Vittoria vergine e martire sotto l’altare sinistro di San Zosimo, con lapide latina CORPVS S VICTORIAE V ET M E COEMETERIO.

Sotto l’altare destro di San Marciano è custodita l’urna del corpo di San Benedetto martire; sotto l’altare sinistro di San Zosimo è il corpo di Santa Vittoria vergine e martire, segnalato dalla lapide CORPVS S VICTORIAE V ET M E COEMETERIO. Entrambe le reliquie sono attestate dalle schede ufficiali della Cattedrale presso BeWeB (Beni Ecclesiastici Web della Conferenza Episcopale Italiana). Non risulta invece, contrariamente a quanto talvolta si legge, una reliquia di San Marciano in questa cappella: i resti di San Marciano sono conservati altrove (Gaeta, Messina).

Sepolture e monumenti

La Cappella del Crocifisso è il principale luogo di sepoltura degli arcivescovi siracusani moderni. Lungo le pareti si succedono mausolei, busti, lapidi pavimentali ed epigrafi.

Monumento all’arcivescovo Ettore Baranzini (1971)

Monumento sepolcrale dell'arcivescovo Ettore Baranzini con statua bronzea inginocchiata in preghiera, sarcofago in marmo e granito
Il monumento all’arcivescovo Ettore Baranzini (1881-1968), opera di Biagio Tommaso Poidomani, inaugurato il 4 marzo 1971.

Sulla parete di fondo è collocato il monumento sepolcrale di mons. Ettore Baranzini, arcivescovo di Siracusa morto il 6 marzo 1968. L’opera è scolpita dallo scultore di Rosolini Biagio Tommaso Poidomani (Rosolini 2 gennaio 1910 – Roma 27 agosto 2001) e fu inaugurata il 4 marzo 1971 dall’arcivescovo Giuseppe Bonfiglioli. Si compone di un sarcofago in marmo e granito con bassorilievo bronzeo nella fronte e di una statua bronzea dell’arcivescovo a figura intera, inginocchiato in preghiera. Sul pavimento davanti al sarcofago è posta la lapide OSSA ET CINERES HECTORIS BARANZINI ARCHIEPISCOPI SYRACUSANI N. 22 SEPT. 1881 M. 6 MART. 1968.

Monumento all’arcivescovo Giacomo Carabelli (1936)

Statua bronzea dell'arcivescovo Giacomo Carabelli con mitra e pastorale in nicchia ad arco a tutto sesto, opera di Pasquale Sgandurra
La statua bronzea di mons. Giacomo Carabelli (1886-1932), opera di Pasquale Sgandurra (1936): zio materno di Elio Vittorini.

Sulla parete opposta è il monumento all’arcivescovo Giacomo Carabelli (Carnago 1886 – Siracusa 1932), commissionato nel 1936 allo scultore siracusano Pasquale Sgandurra (Siracusa 18 aprile 1882 – Firenze 26 febbraio 1956), zio materno dello scrittore Elio Vittorini e formatosi nella “Scuola Siciliana” di Siracusa. Una statua bronzea a tutto tondo lo raffigura in piedi, in paramenti pontificali, con mitra e pastorale, in nicchia sormontata da arco a tutto sesto. Davanti al monumento, una lapide in marmo grigio reca l’iscrizione IACOBVS CARABELLI MAJOR SYRAC ANTISTES N. CARNAGI 1886 – M. SYRACVSIS 1932. La critica considera l’opera l’autentico capolavoro di Sgandurra.

Monumento all’arcivescovo Giuseppe Amorelli (1840)

Monumento sepolcrale dell'arcivescovo Giuseppe Amorelli con busto marmoreo bianco su fondo verde e sarcofago in marmi policromi su zampe di leone
Monumento sepolcrale di mons. Giuseppe Amorelli (m. 1840), insignito del sacro pallio metropolitano da papa Gregorio XVI.

Sulla parete laterale è il monumento sepolcrale di mons. Giuseppe Amorelli, di Sambuca, morto nel 1840. È costituito da un busto marmoreo sopra un sarcofago in marmi policromi su zampe di leone, con mitra e stemma vescovili scolpiti in bassorilievo sulla fronte, su sfondo di marmo verde. Sotto il sarcofago, una lapide latina ricorda che fu insignito del sacro pallio metropolitano da papa Gregorio XVI e che operò per il recupero della giurisdizione metropolitana della chiesa siracusana. L’epitaffio è dedicato dai fratres moerentes.

Monumento Capoblanco (1701)

Monumento marmoreo dei fratelli Capoblanco del 1701 con ritratto a olio in cornice ovale del vescovo, due putti marmorei ai lati e cartella barocca con teschio alato
Il monumento marmoreo dei fratelli Capoblanco, datato 1701, fra i più antichi della cappella.

Sulla parete è collocato il monumento marmoreo dei fratelli Capoblanco, datato 1701, fra i più antichi della cappella. Riveste il muro un grande tabellone in marmo con un ritratto a olio in cornice ovale del vescovo Capoblanco, due putti in marmo ai lati e una grande cartella barocca con teschio alato e iscrizione latina. La lapide ricorda che il monumento fu fatto costruire “a maiori ecclesiae transferendos curavit Anno DNI 1701” per il trasferimento delle ossa nella maggior chiesa, in epoca successiva alla morte del prelato.

Monumento all’arcivescovo Domenico Gargallo († 1803)

Sulla parete è il sepolcro dell’arcivescovo Domenico Gargallo (m. 1803), in stile neoclassico, contemporaneo del primo periodo di rinnovamento ottocentesco della cappella e attestato dalle fotografie storiche di Sailko (Wikimedia Commons, 2009). Il monumento si distingue per la sobrietà del linguaggio neoclassico in dialogo con il barocco preesistente del Capoblanco.

Monumento al vescovo Sebastiano Maria Landolina e Nava

Lapide marmorea barocca del vescovo Sebastiano Maria Landolina e Nava con cornice in marmi policromi e stemma vescovile sommitale
Monumento marmoreo del vescovo Sebastiano Maria Landolina e Nava, vescovo di Mileto e arcidiacono siracusano.

Un monumento marmoreo barocco ricorda Sebastiano Maria Landolina e Nava, vescovo di Mileto e arcidiacono siracusano: il cartiglio in marmo bianco è incorniciato da marmi policromi con stemma vescovile sommitale e attesta che il presule lo fece costruire in vita per sé e per i propri.

Sepolcro comune dei canonici del Duomo (1833)

Lungo la parete è collocato il sepolcro comune dei canonici del Duomo, datato 1833, in commesso di marmi con simbologia memento mori (teschi, meandri greci) di gusto neoclassico-romantico. Documentato dalle fotografie storiche di Sailko (Wikimedia Commons).

Ossario centrale e altre sepolture

Al centro del pavimento, sotto la lastra a meandro, è l’ossario con le sepolture di vescovi, sacerdoti e seminaristi siracusani anteriori al 1700. Lungo le pareti si trovano inoltre lapidi e cenotafi minori, fra cui un cenotafio dell’arcivescovo Requiesenz e sepolture della famiglia Bonanno-Landolina.

Iconografia del Crocifisso bizantino

Il Crocifisso ligneo dipinto della cappella appartiene tipologicamente alla famiglia delle croci dipinte medievali di tradizione bizantina e segue il modello iconografico del Christus patiens (“Cristo sofferente”), che si afferma in Italia a partire dal XIII secolo per accentuare la realtà della Passione. I tratti caratteristici del modello (tre chiodi anziché quattro, gambe leggermente piegate, testa reclinata sulla spalla destra, occhi chiusi, corpo arcuato a esprimere il dolore) si riscontrano nei principali esemplari di area mediterranea coevi: i tabelloni del Mediterraneo orientale-bizantino e gli esemplari toscani di scuola pisana e lucchese. La datazione al XIII secolo proposta dal pannello informativo della Cattedrale è coerente con questi modelli; non è documentato l’autore.

Cappella e cattedrale: continuità con la sagrestia

Sul fianco sinistro dell’altare maggiore, la cappella comunica con la sagrestia adiacente tramite un passaggio ribassato. La sagrestia è ornata di affreschi settecenteschi attribuiti, sulla base della contiguità cronologica con la volta del 1778 e della concomitante attività siracusana del pittore, a Giuseppe Crestadoro (Palermo 1711 – Messina 1808), pittore tardo-barocco siciliano attivo a Siracusa dal 1783, autore di cicli pittorici a Palazzolo Acreide, Buscemi, Buccheri e Sortino. Nella sagrestia sono custoditi inoltre sedici stalli lignei del XVIII secolo. Da qui si accede al Tesoro della Cattedrale, allestito a museo nelle sale superiori.

Accessibilità

Accessibilità motoria

L’ingresso principale al Duomo, dalla Piazza Duomo, è preceduto da un sagrato con scalinata in pietra fra le statue di San Pietro e San Paolo: non è praticabile in sedia a rotelle senza assistenza. Esiste un ingresso secondario accessibile in carrozzina dal cortile dell’Arcivescovado adiacente alla cattedrale, sul lato nord-est dell’edificio. L’accesso conduce internamente alla Cappella del Battistero (prima cappella della navata destra), da cui si raggiunge la Cappella del Crocifisso percorrendo la navata destra. È documentato online (Disabili.com) che, in più visite, l’ingresso accessibile è stato trovato chiuso senza personale presente: si raccomanda di chiamare in anticipo la sagrestia al numero 0931 65328 per concordare l’apertura del custode. L’interno del Duomo è interamente piano, con pavimentazione in marmo policromo del 1444; la cappella si raggiunge dalla navata destra senza dislivelli significativi. La pavimentazione marmorea può risultare scivolosa in caso di pioggia. Bagni accessibili sono disponibili all’interno del complesso della Cattedrale, con fasciatoio nel Museo del Capitolo su richiesta al personale. I banchi della cappella e delle navate offrono posti a sedere.

Accessibilità visiva

Mappa tattile in Braille della Cattedrale di Siracusa con planimetria a rilievo dell'intera chiesa: la legenda numerata indica la Cappella del Crocifisso al numero 6, accanto alla Cappella del SS. Sacramento (7) e a quella di Santa Lucia (8)
La mappa tattile in Braille dell’intera Cattedrale di Siracusa (non solo della cappella): la legenda numerata posiziona la Cappella del Crocifisso al numero 6, fra la Cappella del SS. Sacramento (7) e quella di Santa Lucia (8). Inaugurata il 31 marzo 2019.

Dal 31 marzo 2019, all’interno della Cattedrale è installata una mappa tattile in Braille con la planimetria a rilievo dell’intera cattedrale (non solo della cappella), frutto della collaborazione fra l’associazione Sicilia Turismo per Tutti (presidente Bernadette Lo Bianco), Inner Wheel territoriale, Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e Stamperia Regionale Braille di Catania, che ne ha curato la realizzazione. La legenda numerata posiziona la Cappella del Crocifisso al numero 6, accanto alla Cappella del SS. Sacramento (7) e alla Cappella di Santa Lucia (8). La mappa include anche segnaletica tattile per ostacoli, infopoint, scale e aree di preghiera, oltre a un breve testo storico in braille e a caratteri ad alta visibilità.

La cattedrale dispone di audioguide per il noleggio in loco (con visore VR opzionale e infopoint interno) e di percorsi audio su app esterne come Audiala (11 lingue) e l’app cittadina i-Tourist. La Cappella del Crocifisso è la tappa numero 6 del percorso ufficiale. I cani guida per persone non vedenti sono ammessi all’interno. Eventuali visite tattili guidate per non vedenti possono essere concordate contattando l’associazione Sicilia Turismo per Tutti o direttamente la sagrestia. La cappella è illuminata sia naturalmente, dalla finestra circolare absidale, sia artificialmente: contrasti cromatici medi (marmi chiari e scuri, fondi azzurri e oro delle pale).

Accessibilità uditiva

Non risultano installati loop induttivi in cattedrale né visite guidate strutturate in LIS (Lingua dei Segni Italiana) con cadenza regolare. Le audioguide sono offerte in formato sonoro tradizionale, senza versione in LIS o sottotitolata. Per visite con interprete LIS è possibile rivolgersi all’associazione Sicilia Turismo per Tutti, che attiva su prenotazione percorsi accessibili anche per persone sorde. Il pannello informativo della cappella è bilingue italiano/inglese e in caratteri visivi di buon contrasto, fruibile per chi compensa l’ascolto con la lettura.

Accessibilità cognitiva

La cappella è introdotta da un pannello informativo bilingue italiano/inglese all’ingresso, con immagine del santo titolare, testo essenziale e codice della tappa audio (n. 6) ben visibile. L’audioguida ufficiale fornisce una sintesi orale concisa. La mappa tattile della Cattedrale aiuta l’orientamento spaziale anche per persone con difficoltà di lettura della planimetria, perché abbina pittogrammi semplici, numerazione progressiva e didascalia in caratteri grandi. Manca, allo stato attuale, una versione easy-to-read della scheda della cappella e una segnaletica simbolica fisicamente all’interno della cappella stessa: i visitatori con disabilità cognitive si appoggiano alla guida ufficiale o ad accompagnatori formati.

Come visitarla

Facciata barocca settecentesca del Duomo di Siracusa progettata da Andrea Palma 1728-1753 in Piazza Duomo Ortigia
La facciata barocca del Duomo (Andrea Palma, 1728-1753): la Cappella del Crocifisso è in fondo alla navata destra.

Orari di apertura del Duomo (2026)

  • Maggio – settembre: 9:00 – 18:30 (luglio-agosto in alcune giornate fino alle 19:00)
  • Ottobre – aprile: 9:00 – 17:30
  • Domenica e festivi: chiuso alle visite turistiche, aperto solo per le funzioni religiose
  • Chiusure: 1° gennaio, 8 dicembre, 25 dicembre e altre festività liturgiche
  • Non è possibile visitare durante le funzioni religiose

Biglietti

  • Intero: 2,00 € (+ 1,00 € fee servizio)
  • Cumulativo Cattedrale + Secreta Palatii: 4,00 € (+ 1,00 € fee)
  • Esperienza VR: 7,00 € (+ 1,00 € fee)
  • Biglietto completo (VR + Secreta): 9,00 €
  • Persone con disabilità + accompagnatore: ingresso gratuito

La Cappella del Crocifisso è inclusa nel normale percorso di visita, senza prenotazione separata.

Contatti

  • Sagrestia Cattedrale: 0931 65328
  • Email Cattedrale: cattedrale.siracusa@alice.it
  • WhatsApp gestione visite (Kairos): +39 347 5815794
  • Info biglietteria Secret Siracusa: +39 0931 64694, info@secretsiracusa.it
  • Arcidiocesi di Siracusa: 0931 66571, protocollo@arcidiocesi.siracusa.it

Come arrivare

Parcheggio

Il Parcheggio Talete (Lungomare di Levante Elio Vittorini, 96100 Siracusa), aperto 24 ore festivi inclusi, è il principale parcheggio pubblico per Ortigia: 1,50 €/ora, 15 € la giornata, 50 € la settimana, con posti riservati a persone con disabilità. La distanza pedonale fino a Piazza Duomo è di circa 700-800 metri lungo via Cavour o il Lungomare. Dal 2024-2025 il Talete è stato in parte destinato ai residenti di Ortigia: verificare la disponibilità per turisti al momento della visita.

Trasporti pubblici

Il bus navetta Ortigia 24 ore (gestito da SAIS) parte dal capolinea Talete e fa il periplo dell’isola con dieci fermate, ogni 10 minuti dalle 7:00 alle 23:00, ogni 20 minuti nelle ore notturne. Biglietto 1,20 € (1,50 € a bordo), giornaliero 3,00 €. Le fermate più prossime a Piazza Duomo sono Riva della Posta, Largo Amedeo di Savoia e Largo della Gancia. La Linea Verde gratuita, attiva tutti i giorni dalle 20:00 alle 02:00, copre lo stesso periplo con frequenza 20-40 minuti. Le linee urbane AST convergono su Foro Siracusano e Riva della Posta (margini di Ortigia); biglietto urbano 1,20 €. App Follow Your Bus SAIS per i tempi reali.

ZTL Ortigia

Le persone con contrassegno disabili possono accedere alla ZTL di Ortigia senza pass, con obbligo di comunicare l’ingresso entro 48 ore alla Polizia Municipale al numero verde 800 632 328 (uffici 0931 451174, ufficiogestioneztl@comune.siracusa.it).

Galleria

Una selezione delle altre fotografie della cappella, da scorrere lateralmente.

Bibliografia e fonti

Bibliografia primaria

  • Giuseppe Maria Capodieci, Antichi monumenti di Siracusa, Tipografia Diocesana Francesco M. Puleio, Siracusa 1813-1816 (digitalizzato su Internet Archive).
  • Serafino Privitera, Storia di Siracusa antica e moderna, 2 voll., Napoli 1878-1879 (ristampa CMD Edizioni 2021).
  • Cesare Gaetani della Torre, Memorie storiche intorno alla città di Siracusa, 3 voll. (rilancio editoriale a cura di Emmanuele De Benedictis, 16 giugno 2025).

Bibliografia critica

  • Gioacchino Di Marzo, Di Antonello da Messina e dei suoi congiunti: studi e documenti, Palermo 1903 (digitalizzato su archive.org).
  • Adolfo Venturi, Storia dell’arte italiana, vol. VII, 1915.
  • Lionello Venturi, studi sul Quattrocento siciliano, 1907.
  • Roberto Longhi, saggi su Antonello da Messina, 1914.
  • Stefano Bottari, Antonello da Messina, monografia, 1939; La pittura del Quattrocento in Sicilia, Messina-Firenze 1954.
  • Ferdinando Bologna, studi su Antonello e la pittura del Sud, 1955 e 1977.
  • Fiorella Sricchia Santoro, Antonello e l’Europa, Milano, Jaca Book, 1986; Antonello. I suoi mondi, il suo seguito, Centro Di, 2017.
  • Pierluigi Leone de Castris (cura), catalogo della mostra Il San Zosimo di Antonello da Messina incontra Ettore Spalletti, Museo Diocesano di Napoli, 2022-2023.
  • Quaderni del Mediterraneo, vol. 26 e 27 (anno XXXIV, 2026), direttore Paolo Giansiracusa: studi su facciata, Sagrestia Torres e Cappella del SS. Sacramento del Duomo di Siracusa.
  • Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani, voci «Giuseppe Crestadoro», «De Antonio, Salvo» e «De Saliba, Antonello e Pietro».
  • Catalogo Fondazione Zeri (Università di Bologna), scheda opera n. 23688: Antonello di Antonio, San Zosimo.

Fonti web consultate

  • «Duomo di Siracusa». Wikipedia (italiano). Consulta online.
  • «Chiesa Cattedrale». Arcidiocesi di Siracusa. Consulta online.
  • «Cattedrale Metropolitana della Natività di Maria Santissima». Comune di Siracusa. Consulta online.
  • «Cattedrale n. 665 – Beni Ecclesiastici Web». BeWeB Conferenza Episcopale Italiana. Consulta online.
  • «Siracusa: due capolavori del Rinascimento tornano in Cattedrale». Siracusa Oggi, 30 marzo 2018. Consulta online.
  • «Duomo di Siracusa: lavori sulla facciata e sulla copertura della cappella del Crocifisso». Siracusa Oggi, 16 settembre 2021. Consulta online.
  • «Progetto 215018 – Miglioramento sismico Cattedrale di Siracusa». OpenPNRR. Consulta online.
  • «Lavori antisismici al prospetto e alla cupola della Cattedrale». Cammino Siracusa, luglio 2025. Consulta online.
  • «Quaderni del Mediterraneo 26-27 sulla Cattedrale». Siracusa Press, marzo 2026. Consulta online.
  • «Al Duomo di Siracusa le tracce segrete di Antonello da Messina». Sicilian Post. Consulta online.
  • «Il San Zosimo di Antonello da Messina incontra Ettore Spalletti». Museo Diocesano di Napoli, dicembre 2022 – febbraio 2023. Consulta online.
  • Antonio Randazzo. «Duomo Cattedrale di Siracusa». Consulta online.
  • Antonio Randazzo. «Biagio Tommaso Poidimani». Consulta online.
  • Antonio Randazzo. «Pasquale Sgandurra». Consulta online.
  • «Il tardo barocco a Siracusa: Cattedrale della Natività di Maria Santissima». Catalogo Generale dei Beni Culturali. Consulta online.
  • «La mappa tattile inaugurata nella Cattedrale di Siracusa». Giornale di Sicilia, 31 marzo 2019. Consulta online.
  • «Cattedrale di Siracusa – info, orari e biglietti». Secret Siracusa. Consulta online.
  • «Category:Duomo (Syracuse) – Cappella del Crocifisso». Wikimedia Commons. Consulta online.
Scheda aggiunta da Alessandro Calabrò l’8 maggio 2026.

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Tabella dei Contenuti

Indirizzo
Piazza Duomo 5, 96100 Siracusa (Ortigia) — interno della Cattedrale Metropolitana della Natività di Maria Santissima, in fondo alla navata destra.
Quartiere / Zona
Ortigia
Epoca / Secolo
XVII secolo (costruzione 1691); volta affrescata 1778; riforma ottocentesca 1885.
Accessibilità
🦽 Motoria, Ingresso principale dal sagrato di Piazza Duomo con scalinata in pietra non praticabile in sedia a rotelle; ingresso accessibile in carrozzina dal cortile dell’Arcivescovado, da concordare con la sagrestia (0931 65328) per garantire la presenza del custode; interno del Duomo piano in marmo policromo del 1444 fino alla cappella, eventuale scivolosità in caso di pioggia.
👁️ Visiva, Mappa tattile in Braille della Cattedrale dal 31 marzo 2019 (associazione Sicilia Turismo per Tutti, Inner Wheel, UICI, Stamperia Regionale Braille di Catania); audioguide in più lingue con la cappella come tappa numero 6; ammessi cani guida.
👂 Uditiva, Nessun loop induttivo o visita in LIS attestata in modo strutturale; visite guidate per non udenti possibili tramite associazione Sicilia Turismo per Tutti.
🧠 Cognitiva, Pannello informativo bilingue italiano/inglese con immagine, testo essenziale e codice cuffie; audioguida sintetica.
Orari o note pratiche

Orari di apertura del Duomo (2026): maggio-settembre 9:00-18:30 (luglio-agosto fino alle 19:00); ottobre-aprile 9:00-17:30; domenica e festivi chiuso alle visite turistiche, aperto solo per le funzioni religiose; chiusure 1° gennaio, 8 dicembre, 25 dicembre e altre festività liturgiche; non visitabile durante le funzioni.

Biglietti: intero 2,00 € (+1,00 € fee servizio); cumulativo Cattedrale + Secreta Palatii 4,00 €; esperienza VR 7,00 €; biglietto completo VR + Secreta 9,00 €. Persone con disabilità + accompagnatore: ingresso gratuito.

Contatti: sagrestia Cattedrale 0931 65328, cattedrale.siracusa@alice.it; biglietteria Secret Siracusa 0931 64694, info@secretsiracusa.it; gestione visite WhatsApp +39 347 5815794; Arcidiocesi di Siracusa 0931 66571, protocollo@arcidiocesi.siracusa.it.

Come arrivare: parcheggio Talete (Lungomare di Levante, 1,50 €/h, 15 € giornata, posti riservati disabili, distanza ~700-800 m a piedi); bus navetta Ortigia 24h (SAIS, fermate Riva della Posta, Largo Amedeo di Savoia, Largo della Gancia; biglietto 1,20 € o 1,50 € a bordo, giornaliero 3,00 €); Linea Verde gratuita 20:00-02:00. ZTL Ortigia: titolari di contrassegno disabili accedono senza pass, con obbligo di comunicare l’ingresso entro 48 ore al numero verde 800 632 328 (0931 451174).