Il Monumento ai Caduti del Mare è un memoriale pubblico della città di Siracusa, dedicato ai marinai siracusani caduti durante la seconda guerra mondiale e, più in generale, a tutte le vittime del mare legate alla comunità cittadina. È situato a Largo Michelangelo da Caravaggio, nell’area della Porta Marina di Ortigia, di fronte al palazzo della Camera di Commercio. L’opera, inaugurata il 29 giugno 1997, si presenta come un’installazione sobria ma ricca di simboli marittimi, con al centro una grande àncora navale circondata da stele commemorative e altri elementi di memoria. Nel tempo è diventata il luogo simbolo per le cerimonie civili e militari dedicate ai “caduti del mare” a Siracusa.
Contesto storico
Siracusa, città marinara con una tradizione millenaria, ha legato gran parte della propria storia e identità al mare. Durante la seconda guerra mondiale numerosi cittadini siracusani servirono nella Regia Marina e caddero in combattimento navale. Nel dopoguerra la comunità fu colpita anche da tragedie in tempo di pace, come l’esplosione del peschereccio Nuova Margherita l’11 marzo 1952, causata dall’innesco accidentale di un siluro inesploso recuperato nelle reti al largo del porto grande: morirono nove marinai e si salvò un solo superstite.
Nonostante la presenza in città di altri monumenti commemorativi, come il Pantheon dedicato ai caduti della Grande Guerra, mancava fino agli anni Novanta un luogo specifico che ricordasse collettivamente le vittime del mare, militari e civili. Questo vuoto di memoria fu colmato con l’erezione del Monumento ai Caduti del Mare, promosso dalla sezione locale dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia (ANMI) con il sostegno del Comune di Siracusa.
Inaugurazione
Il monumento venne inaugurato il 29 giugno 1997, giorno dei Santi Pietro e Paolo, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose. La data scelta possiede anche un richiamo simbolico: San Pietro è tradizionalmente patrono dei pescatori. Durante la cerimonia furono scoperte e benedette le lapidi con i nomi dei marinai siracusani caduti in mare durante la seconda guerra mondiale e fu deposta una corona d’alloro in loro onore.
Fin dal giorno dell’inaugurazione, il sito è stato riconosciuto come patrimonio civico e punto di riferimento per commemorazioni e celebrazioni ufficiali, diventando parte integrante della memoria pubblica siracusana.
Descrizione del monumento
Il Monumento ai Caduti del Mare si presenta come un complesso sobrio, collocato al centro di un’aiuola erbosa a pianta rettangolare, delimitata da cordoli e da una recinzione costituita da paletti metallici collegati da catene. L’elemento centrale è una grande àncora navale in ferro, simbolo di stabilità e di legame profondo con il mare. L’àncora è affiancata da quattro bombe antisommergibile di tipo BAS, rese inerti e donate dalla Marina Militare (Marisicilia) nell’ambito della riqualificazione del 2025; esse simboleggiano i pericoli affrontati dai marinai durante le operazioni in mare.
Accanto all’àncora si trovano le stele marmoree che riportano i nomi dei marinai siracusani caduti in mare durante la seconda guerra mondiale. I blocchi lapidei hanno una sagomatura superiore a onde, a richiamo del mare, e sono disposti in sequenza a comporre un unico fronte commemorativo. Le iscrizioni, incise in caratteri maiuscoli, elencano in ordine alfabetico i caduti siracusani, comprendendo ufficiali, sottufficiali e marinai. Una lapide specifica è dedicata ai caduti del peschereccio Nuova Margherita, esploso nel porto grande nel 1952.
Al centro del fronte monumentale, davanti all’àncora, è collocata una lastra che riporta la dedica ufficiale: «Città di Siracusa – Ai Caduti del Mare – 29 giugno 1997». Ulteriori targhe commemorative sono state aggiunte nel tempo: tra queste, nel 2025, una targa a cura dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia ricorda la “Giornata della Memoria” del 9 settembre 1943 e l’affondamento della corazzata Roma, con oltre 1.700 marinai caduti.
L’area è completata da bandiere (Italia, Unione Europea, Regione Siciliana) e da due pannelli esplicativi: uno storico, realizzato dalla Società Siracusana di Storia Patria, che ripercorre le vicende del monumento e della marineria siracusana, e un leggio metallico con la targa ANMI del 2025. L’insieme, seppur di dimensioni ridotte, combina ferro, pietra e vegetazione in un contesto che rimanda immediatamente al legame di Siracusa con il mare e alla memoria dei suoi caduti.
Significato e dediche
Il monumento è stato concepito sin dall’inizio come luogo di memoria per i “caduti del mare” siracusani, con particolare riferimento ai marinai della Regia Marina e della Marina mercantile morti durante la seconda guerra mondiale. L’iscrizione dei nomi sulle stele principali costituisce l’elemento centrale del ricordo, trasformando l’aiuola in uno spazio di memoria civica.
Nel tempo, la funzione commemorativa si è ampliata a includere tragedie civili legate al mare. Un caso emblematico è la tragedia del peschereccio Nuova Margherita dell’11 marzo 1952, in cui nove marinai siracusani persero la vita a causa dell’esplosione di un ordigno bellico recuperato nelle reti. I loro nomi, affiancati a quelli dei caduti in guerra, hanno reso il monumento un luogo che ricorda sia gli eroi militari sia le vittime civili del lavoro marittimo.
Il monumento ha dunque assunto il valore di “suolo sacro”, come definito dai rappresentanti dell’ANMI, in cui la città intera può riconoscere i propri lutti marittimi. Non è dedicato a un solo episodio, ma incarna la memoria diffusa di tutti i siracusani caduti in mare: marinai militari in combattimento, pescatori e civili vittime di incidenti, fino alle commemorazioni contemporanee che vi si svolgono quando si verificano tragedie navali legate alla città.
Collegamenti storici: Congregazione dei Naviganti e chiesa di Porto Salvo
Il Monumento ai Caduti del Mare sorge in un’area che storicamente è stata il cuore della comunità marinara siracusana. Già nel XIV secolo esisteva una confraternita di marittimi nota come Congregazione dei Naviganti “Portus Salutis”, istituita nel 1397 e divenuta in età moderna la Società di Mutuo Soccorso fra i Naviganti di Siracusa. Questa istituzione garantiva assistenza reciproca ai soci e alle loro famiglie, mantenendo nel tempo una forte identità religiosa e comunitaria.
Nel 1596 la Congregazione edificò una chiesa dedicata a Maria Santissima di Porto Salvo, protettrice dei naviganti. L’edificio sacro sorgeva nei pressi della Porta Marina, a poche decine di metri dal luogo in cui oggi si trova il monumento, e divenne punto di riferimento per i marinai siracusani. Qui ci si riuniva prima di salpare e al ritorno, per chiedere protezione o ringraziare la Madonna di Porto Salvo, la cui iconografia comprende spesso l’àncora come simbolo di speranza.
Nel 1878 la chiesa fu espropriata e demolita per far posto alla nuova Dogana del porto, e nel corso del Novecento l’area fu riorganizzata urbanisticamente con la costruzione di edifici come l’attuale palazzo della Camera di Commercio. La Società dei Naviganti sopravvisse ancora per alcuni decenni, ma le due guerre mondiali segnarono la fine di questa realtà secolare: molti soci non fecero ritorno, e nel 1995 l’ultimo capitano superstite, Giuseppe Gaetano Rodante, consegnò il gonfalone e i cimeli all’Istituto Nautico di Siracusa, suggellando lo scioglimento della confraternita.
La collocazione del Monumento ai Caduti del Mare negli anni Novanta ha assunto così un valore simbolico: pur essendo un’opera civile e laica, essa raccoglie l’eredità morale e devozionale di quella tradizione marinara. La presenza dell’àncora al centro del monumento richiama sia il linguaggio simbolico religioso legato alla Madonna di Porto Salvo, sia la memoria della solidarietà fra i naviganti. In questo senso il monumento rappresenta una continuità ideale tra il passato della marineria siracusana, fondato sulla fede e sul mutuo soccorso, e il presente della memoria civica custodita dall’Associazione Nazionale Marinai d’Italia.
Eventi commemorativi e cerimonie
Fin dalla sua inaugurazione il 29 giugno 1997, il Monumento ai Caduti del Mare è stato teatro di numerose cerimonie civili e militari, diventando il principale punto di riferimento a Siracusa per il ricordo dei marinai caduti e delle vittime del mare. L’area ospita commemorazioni annuali, eventi straordinari e momenti spontanei di raccoglimento.
Tra gli appuntamenti ricorrenti vi è l’anniversario della tragedia del peschereccio Nuova Margherita (11 marzo). Ogni anno, in prossimità di questa data, l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia (ANMI) di Siracusa organizza una cerimonia con deposizione di corone d’alloro, alla presenza delle autorità civili e militari e dei familiari delle vittime. Nel 2022, in occasione del 70º anniversario, la commemorazione è stata arricchita dall’inaugurazione di un pannello storico esplicativo del monumento.
Il monumento è inoltre protagonista della Giornata della Marina Militare (10 giugno), celebrata a livello nazionale in ricordo dell’azione di Premuda del 1918. A Siracusa, in questa occasione, il Monumento ai Caduti del Mare viene scelto per l’alzabandiera e per l’omaggio floreale, con la partecipazione della Capitaneria di Porto, delle autorità e delle associazioni combattentistiche.
Anche l’anniversario della battaglia di Capo Matapan (28 marzo 1941), in cui caddero numerosi marinai italiani, viene talvolta ricordato con cerimonie coordinate dalla Marina Militare e dall’ANMI, che comprendono messe commemorative e deposizioni di corone in mare presso il Foro Italico. Tali eventi, pur svolgendosi in più punti della città, trovano nel monumento un riferimento costante per la memoria dei caduti navali.
In occasione della Festa dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate (4 novembre), il monumento riceve omaggi floreali da parte delle rappresentanze della Marina e delle associazioni d’arma, integrando il ricordo dei caduti in mare alle celebrazioni cittadine prevalentemente svolte al Pantheon.
Il monumento è stato anche al centro di cerimonie straordinarie. Tra queste si ricorda la riqualificazione completata nel marzo 2025: l’area è stata risistemata con nuove piante ornamentali, un impianto di irrigazione e una recinzione più ordinata. Sono state collocate quattro bombe antisommergibile (BAS) donate dalla Marina Militare – Comando Marisicilia, a simboleggiare i pericoli affrontati in mare – e rinnovato il decoro complessivo dell’aiuola. A suggello dei lavori, il 29 aprile 2025 si è tenuta una cerimonia di re-inaugurazione alla presenza del Presidente nazionale dell’ANMI, ammiraglio Pierluigi Rosati, delle autorità civili e militari locali e di un picchetto d’onore della Marina Militare. In tale occasione, oltre alla benedizione e al taglio del nastro, è stata inaugurata una nuova targa che ricorda la “Giornata della Memoria” del 9 settembre 1943 e l’affondamento della corazzata Roma, con i suoi oltre 1.700 caduti.
Oltre alle cerimonie ufficiali, il monumento è spesso luogo di commemorazioni spontanee: in occasione di incidenti marittimi, naufragi o scomparse in mare di cittadini siracusani, vengono deposti fiori, ceri e nastri all’àncora, rendendo il sito uno spazio vivo di lutto e memoria condivisa.
Posizione e contesto urbano
Il Monumento ai Caduti del Mare si trova a Siracusa, nel centro storico di Ortigia, in Largo Michelangelo da Caravaggio, presso l’antica Porta Marina. L’area è situata lungo la Riva della Darsena, all’estremità nord-occidentale dell’isola, di fronte al Foro Italico e a pochi metri dalle acque del Porto Grande.
Il monumento sorge ai piedi della scalinata del palazzo della Camera di Commercio, edificio in stile monumentale dei primi del Novecento che costituisce uno degli sfondi architettonici principali della piazza. A breve distanza si trovano il varco della Porta Marina, resti delle mura spagnole, il Palazzo Veneziano e, poco oltre, il tempio di Apollo. L’area fa parte del perimetro riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità UNESCO insieme all’intero centro storico di Siracusa.
Dal punto di vista urbanistico, Largo Caravaggio funge da piccolo snodo viario e pedonale: segna l’inizio della via dei Mille e l’innesto con la rampa che costeggia il porto. Il monumento, posto al centro dell’aiuola, assume anche la funzione di spartitraffico ornamentale, pur mantenendo un carattere prevalentemente commemorativo.
Le coordinate geografiche del sito sono circa 37°03′44″ N, 15°17′27″ E (37.0624 N, 15.2910 E).
Il contesto urbano è caratterizzato dalla compresenza di spazi pubblici e scorci panoramici: di fronte al monumento si apre il Foro Italico, con giardini, palme e passeggiate affacciate sul mare, che offrono una visuale sul Porto Grande, sul ponte Umbertino e sulla costa settentrionale della città. Per la sua posizione scenografica, il monumento è facilmente riconoscibile dai passanti e costituisce un punto di riferimento visivo sia per i siracusani sia per i visitatori.
L’area rientra nella zona a traffico limitato (ZTL) di Ortigia, ma è agevolmente raggiungibile a piedi dal ponte Umbertino. Nei pressi transitano bus navetta elettrici e trenini turistici, con fermate utili ai visitatori. Panchine e spazi di sosta lungo la Marina rendono il monumento parte di un percorso di passeggio molto frequentato, soprattutto nelle ore serali e durante la stagione estiva.
Accessibilità
Accessibilità motoria
Il Monumento ai Caduti del Mare si trova al centro di un’aiuola delimitata da un basso cordolo e da catene metalliche, che impediscono l’ingresso diretto all’interno dell’area monumentale. L’intero complesso è collocato su un marciapiede rialzato che forma una sorta di piattaforma separata dalla carreggiata, priva di scivoli o rampe di accesso: l’unico passaggio prevede uno scalino netto, che costituisce un ostacolo significativo per chi si muove in carrozzina o con ausili per la deambulazione. La pavimentazione, in mattonelle di cemento, è generalmente regolare ma presenta tratti usurati e alcuni ostacoli (pali, segnaletica, auto parcheggiate a ridosso), che possono ridurre lo spazio di manovra.

Chi cammina con difficoltà o utilizza un bastone può sostare lungo il percorso esterno senza particolari impedimenti, ma non accedere all’interno dell’aiuola. In assenza di rampe o varchi accessibili, le persone in carrozzina possono avvicinarsi solo al bordo esterno e fruire del monumento a distanza, senza possibilità di consultare da vicino le iscrizioni.
Accessibilità visiva
Il monumento non dispone di percorsi tattili, scritte in Braille o mappe tattili. Per le persone ipovedenti, l’àncora di grandi dimensioni rappresenta un elemento di riferimento visivo facilmente riconoscibile anche a distanza. Le stele marmoree con i nomi, invece, presentano caratteri incisi di dimensioni ridotte e risultano difficili da leggere senza un forte ingrandimento. L’illuminazione pubblica garantisce una visibilità di base nelle ore serali, ma l’effetto del controluce pomeridiano può rendere complicata la lettura delle lapidi. Per chi non vede del tutto, non sono disponibili supporti sonori o tattili che consentano di accedere ai contenuti informativi.
Accessibilità uditiva
Non sono presenti ausili per persone sorde o ipoacusiche, come sistemi a induzione o avvisi luminosi paralleli a eventuali segnali sonori. Le informazioni sul monumento sono fornite unicamente in formato testuale attraverso i pannelli esplicativi. L’assenza di contenuti multimediali, come QR code o video sottotitolati, limita la fruizione a chi non può contare esclusivamente sulla lettura autonoma.
Accessibilità cognitiva
Il pannello storico e la targa dell’ANMI presentano testi articolati, privi di semplificazioni grafiche o simboliche. Le informazioni risultano chiare per un pubblico adulto, ma possono risultare complesse per chi ha difficoltà cognitive o linguistiche. Non sono presenti pittogrammi universali, simboli grafici o testi facilitati che possano agevolare la comprensione. L’orientamento nell’area rimane comunque semplice grazie alla disposizione lineare degli elementi e all’assenza di percorsi complessi.
Suggerimenti
Per migliorare l’accessibilità del sito si potrebbero prevedere alcuni interventi compatibili con la natura monumentale del luogo. L’apertura di un piccolo varco nella recinzione, con un breve tratto pianeggiante privo di ostacoli, permetterebbe alle persone in carrozzina di avvicinarsi almeno al pannello e alle lapidi. Per l’accessibilità visiva, l’aggiunta di un QR code collegato a una traccia audio potrebbe rendere fruibili i testi del pannello e delle stele anche a chi non vede o vede poco. Per la fruizione cognitiva, sarebbe utile integrare una scheda semplificata con linguaggio chiaro e l’uso di simboli, accanto al pannello principale.
Fonti e bibliografia essenziale
- <p><strong>Pannello storico del “Monumento ai Caduti del Mare”</strong>, a cura della Società Siracusana di Storia Patria, Largo Michelangelo da Caravaggio (Porta Marina, Ortigia), Siracusa, testo consultato in loco.</p>
- <p><strong>Pannello storico del “Monumento ai Caduti del Mare”</strong>, a cura della Società Siracusana di Storia Patria, Largo Michelangelo da Caravaggio (Porta Marina, Ortigia), Siracusa, testo consultato in loco.</p>
- Stele commemorative e lapidi del Monumento ai Caduti del Mare, elenchi dei marinai siracusani caduti in mare nella seconda guerra mondiale e lapide dedicata all’equipaggio del peschereccio “Nuova Margherita” (1952), consultate in loco.
- Cammaroto, E. (12 marzo 2022), “Tragedia del ‘Nuova Margherita’: Siracusa commemora le vittime”, ilSicilia.it.
- “Siracusa. Riqualificato dall’Amministrazione comunale il Monumento ai Caduti in Mare”, siracusa2000.com, 29 marzo 2025.
- “Riqualificata l’area del Monumento Caduti in Mare”, SiracusaOggi.it, 30 marzo 2025.
- Papa, E., “’O Gigi traversa il Canale… Racconto di una traversata”, in «LetteratitudineNews», 18 dicembre 2022, brano sulla “Antica Congregazione Portus Salutis” fondata nel 1397 e sulla consegna del gonfalone e dei cimeli al Nautico/Archivio di Stato.
- Randazzo, A., “Marineria siracusana. Congregazione dei Naviganti e Società di Mutuo Soccorso fra i Naviganti di Siracusa”, in Siracusa – Memoria e ricordi, sito di Antonio Randazzo, s.d. (consultato 2025).
- Comune di Siracusa, “Siracusa ricorda i caduti di Capo Matapan”, notizia del 5 aprile 2024 sul sito istituzionale del Comune di Siracusa.
- SiracusaPress, “Siracusa, 70° anniversario della tragedia del ‘Nuova Margherita’”, articolo del 10 marzo 2022.
- Sopralluogo in loco e documentazione fotografica di Alessandro Calabrò, eseguiti il 6 settembre 2025, con rilievo diretto delle condizioni di accessibilità e dello stato di conservazione del monumento e dell’area circostante.
Scheda aggiunta da Alessandro Calabrò .