![]() Facciata del Pantheon dei Caduti con la scalinata d’accesso. Foto di Alessandro Calabrò, 2026. | |
| Dati identificativi | |
| Denominazione ecclesiastica | Chiesa parrocchiale di San Tommaso Apostolo al Pantheon |
|---|---|
| Altri nomi | Pantheon di Siracusa, Sacrario Militare del Pantheon, Pantheon dei Caduti Siracusani |
| Tipologia | Tempio-ossario, chiesa parrocchiale, sacrario militare |
| Ubicazione | Viale Armando Diaz 1, Foro Siracusano |
| Quartiere | Zona umbertina (circoscrizione Santa Lucia); area dell’antica Acradina |
| Coordinate | 37°04′04″ N, 15°17′09″ E |
| Dati storici | |
| Progetto | 1926, con Francesco Fichera |
| Prima pietra | 27 giugno 1928 |
| Inaugurazione | 13 agosto 1937 |
| Architetti | Gaetano ed Ernesto Rapisardi |
| Committenti | Comune e Provincia di Siracusa, su iniziativa del vescovo Giacomo Carabelli |
| Stile | Architettura moderna degli anni Trenta; impianto centrico di matrice classica romana |
| Materiali | Cemento armato, pietra calcarea siracusana, bronzo, vetro |
| Misure | |
| Altezza alla croce | 40 metri |
| Altezza esterna | 25 metri |
| Altezza interna | 21 metri |
| Pianta | Circolare, navata unica con 12 colonne accoppiate |
| Stato attuale | |
| Proprietà | Comune di Siracusa; diritto d’uso della cripta al Ministero della Difesa |
| Diocesi | Arcidiocesi di Siracusa |
| Parroco | Sac. Massimo Di Natale |
| Identificativi | Wikidata Q16540436 |
Il Pantheon dei Caduti, denominato anche Sacrario Militare del Pantheon e canonicamente chiesa parrocchiale di San Tommaso Apostolo al Pantheon, è un tempio-ossario di Siracusa progettato dai fratelli Gaetano ed Ernesto Rapisardi con la collaborazione iniziale di Francesco Fichera, e costruito tra il 1928 e il 1937. Sorge in Viale Armando Diaz, all’estremità del Foro Siracusano e di Corso Gelone, e chiude prospetticamente il quartiere umbertino sorto a inizio Novecento sull’area dell’antica Acradina greca e del foro romano.
La cripta raccoglie i resti dei caduti siracusani di tutte le guerre del Novecento. Sulla facciata si trovano tre lapidi bronzee dedicate al Milite Ignoto, ai martiri della Resistenza e ai volontari di guerra. Dentro la grande croce rossa sopra il portone d’ingresso riposano le spoglie della crocerossina Costanza Bruno (1915–1943), unica donna sepolta nel sacrario.
Storia

Genesi del progetto
Negli anni successivi alla Prima guerra mondiale, Siracusa era ancora priva di un monumento dedicato ai propri caduti: il progetto dei Propilei della Vittoria, pensato per la Marina militare, non aveva ottenuto sufficiente sostegno. Il vescovo Giacomo Carabelli propose di unire la dimensione cultuale e quella memoriale in un unico edificio, mettendo a disposizione una propria offerta personale per l’erezione di un tempio-ossario destinato ai caduti siracusani.
L’incarico fu affidato nel 1926 all’architetto Gaetano Rapisardi (Siracusa, 6 ottobre 1893 – Roma, 5 dicembre 1988), in collaborazione con il catanese Francesco Fichera (1881–1950), già autore del Palazzo delle Poste di Siracusa. Rapisardi si era formato all’Accademia di Belle Arti di Firenze come allievo di Raffaello Brizzi, era genero di Gino Coppedè e collaborava nello studio romano di Marcello Piacentini, riferimento dell’architettura monumentale del Ventennio. Al progetto partecipò fin dall’inizio il fratello Ernesto Rapisardi (Siracusa, 14 febbraio 1897 – 16 settembre 1972), anch’egli architetto: la critica avrebbe definito i due «Dioscuri dell’architettura nazionale». Una motivazione personale legava i Rapisardi al progetto: quattro loro congiunti erano caduti nella Grande Guerra, e gli architetti offrirono gratuitamente l’opera per onorarne la memoria, come ricordò il Corriere della Sera il giorno dell’inaugurazione.
Costruzione e inaugurazione
La prima pietra fu posata il 27 giugno 1928. Il progetto, descritto nel giugno 1929 dal Corriere di Sicilia come un edificio cilindrico di circa diciotto metri di diametro circondato da otto colonne con interno a croce greca, fu radicalmente rivisto in corso d’opera. Il 19 ottobre 1931 Francesco Fichera citò in giudizio il Comune e il Comitato esecutivo per far valere la propria paternità sull’opera: dopo la rottura, l’incarico definitivo fu confermato ai soli fratelli Rapisardi. I lavori si protrassero per quasi un decennio, segnati dalla complessità tecnica della struttura in cemento armato.
L’inaugurazione ufficiale ebbe luogo il 13 agosto 1937, alla presenza del capo del governo Benito Mussolini e delle autorità del Regno. Nell’ottobre dello stesso anno la rivista Architettura dedicò all’opera la copertina dell’annata XVI e un articolo di apertura, dal titolo «Il Pantheon dei Caduti Siracusani». Due anni più tardi, nel 1939, il Pantheon fu visitato da re Vittorio Emanuele III durante un viaggio ufficiale in città.
Seconda guerra mondiale e dopoguerra

Durante i bombardamenti alleati del luglio 1943, durante l’Operazione Husky, la cripta del Pantheon servì da rifugio per la popolazione civile grazie alla camera d’aria circolante prevista in progetto. Le vetrate e parte delle strutture esterne riportarono danni che sarebbero stati riparati solo nel 1961, con la sostituzione integrale dei telai in ferro e dei cristalli, dello stesso tipo originale.
Nel secondo dopoguerra il Pantheon divenne il principale luogo di commemorazione militare della città. Il 4 novembre 1954 fu consegnato il tripode-lampada votiva forgiato in ferro battuto dallo scultore melillese Emilio Prazio. Nel 1963 la cripta accolse ufficialmente i resti dei caduti siracusani di tutte le guerre del Novecento. Nel 1966 furono affisse sulla facciata due lapidi bronzee dedicate al Milite Ignoto e ai martiri della Resistenza, alle quali nel 1981 si aggiunse una terza lapide ai volontari di guerra di terra, di mare e dell’aria. Nel 1968 lo scultore Giuseppe Campanelli realizzò il tabernacolo dell’Empireo Angelico per la custodia del Santissimo Sacramento.
Architettura
Il Pantheon è una rotonda in cemento armato di pianta circolare, sviluppata in elevazione come un cilindro chiuso superiormente da una cupola sormontata da una piccola torretta campanaria e da una grande croce. L’altezza complessiva alla sommità della croce raggiunge i 40 metri; l’altezza esterna del corpo cilindrico è di 25 metri, mentre l’interno tocca i 21 metri. La cronaca dell’inaugurazione pubblicata sul Corriere della Sera il 13 agosto 1937 descrisse l’edificio come «un tempietto classico, che si ispira alle linee più pure della tradizione, pur armonizzandole con le forme dell’arte moderna». L’articolo monografico sulla rivista Architettura dell’ottobre 1937 chiarì il riferimento culturale: il modello tipologico è quello del martyrium tardoantico e dei monumenti circolari romani come il Tempio di Vesta e il Mausoleo di Augusto, ripensati con il linguaggio razionalista del Novecento.
Nel più ampio quadro dei sacrari italiani del periodo, il Pantheon di Siracusa si distingue dal Tempio Ossario neoromanico di Bassano del Grappa, dal Tempio Votivo eclettico del Lido di Venezia e dal Sacrario monumentale di Redipuglia: è l’unico ossario italiano della Grande Guerra a richiamare esplicitamente il modello del mausoleo circolare classico romano.
Esterno

Il prospetto è scandito da pilastri perimetrali accoppiati che racchiudono alte vetrate verticali, descritte dalla critica coeva come «colonne audaci e finestre alte». I pilastri sostengono un terrazzino percorribile sul quale si aprono piccole finestrelle sormontate da croci in pietra. Sopra il cornicione si erge la torretta campanaria in cemento armato, conclusa dalla croce monumentale.
Il portale d’ingresso è in bronzo e si raggiunge da una scalinata frontale a ventaglio che domina il piazzale antistante. Ai lati del portale, tre grandi lapidi bronzee commemorative, decorate da teste d’angelo nella fascia inferiore. Sopra il portale, la grande croce rossa custodisce le spoglie della crocerossina Costanza Bruno. I rivestimenti esterni sono in pietra calcarea siracusana di tono giallo.
Interno
L’aula interna ha pianta circolare a navata unica. Dodici colonne distaccate dalle pareti, raggruppate a coppie, inquadrano le targhe dei loculi e l’altare principale. Lungo il perimetro sono murate lapidi marmoree con i nomi dei caduti siracusani; l’ossario vero e proprio occupa la cripta sotto il pavimento.
L’altare maggiore è sormontato da un crocifisso bronzeo scolpito da Pasquale Sgandurra (Ortigia, 18 aprile 1882 – Firenze, 26 febbraio 1956), che fu insegnante di Gaetano Rapisardi alla Regia Scuola d’arte di Siracusa fra il 1910 e il 1912 e in seguito scenografo accanto a Duilio Cambellotti al Teatro Greco nel 1914. L’opera è una copia di dimensione ridotta del Cristo che Sgandurra aveva scolpito per la Chiesa di Notre-Dame-de-la-Défense a Montreal, donata dall’artista alla città natale. Il tabernacolo dell’Empireo Angelico, opera di Giuseppe Campanelli del 1968, è ornato da una corona angelica intorno alla porticina di custodia del Santissimo Sacramento; restaurato nell’autunno 2025, è stato riconsegnato alla comunità il 1° novembre dello stesso anno.
Cripta
La cripta, originariamente progettata per ospitare i loculi dei caduti, fu costruita con una camera d’aria circolante che le consentì di servire da rifugio antiaereo durante la Seconda guerra mondiale. Solo nel 1963 vi furono ufficialmente collocati i resti dei caduti di tutte le guerre del Novecento. La proprietà dell’edificio resta del Comune di Siracusa, mentre il diritto d’uso esclusivo della cripta-ossario spetta al Ministero della Difesa, tramite l’Ufficio per la Tutela della Cultura e della Memoria.
Iconografia e iscrizioni
Sulla facciata, ai lati del portale bronzeo, le tre lapidi recano altrettante iscrizioni commemorative.
La lapide dedicata al Milite Ignoto, datata 4 novembre 1966, recita:
All’eroe ignoto che alla Patria diede il sangue e la gloria a sé l’ombra e l’oblio nel nome del popolo versate lacrime o madri sciogliete inni o poeti innanzi al mare e al cielo infiniti IV NOV. MCMLXVI.
La lapide ai caduti della Resistenza, di pari data:
In memoria dei martiri e degli eroi della Resistenza e della Guerra di Liberazione perché sia di monito nei secoli che il popolo oppresso risorge nella libertà e nel diritto IV NOV. MCMLXVI.
La lapide dedicata ai volontari di guerra, datata 24 maggio 1981:
A ricordo dei volontari di guerra di terra di mare e dell’aria caduti su tutti i fronti di battaglia dove accorsero per l’onore d’Italia la Città di Siracusa fiera e memore pose XXIV·MAG·MCMLXXXI.
Costanza Bruno
Costanza Bruno (Siracusa, 31 gennaio 1915 – Nicosia, 23 luglio 1943) è l’unica donna sepolta nel Pantheon. Figlia del generale Francesco Bruno, originario di Nicosia, e della baronessa Concetta Salomone, fu infermiera volontaria della Croce Rossa Italiana dall’età di vent’anni, prestando servizio negli ospedali militari di Palermo, Catania e Siracusa al seguito dei trasferimenti del padre. Il 22 luglio 1943, durante un bombardamento aereo sull’ospedale di Nicosia condotto nell’ambito dell’Operazione Husky, fu colpita da una raffica di mitraglia e da schegge: riportò ferite alla mano sinistra, al fianco e alla tempia. Sopravvisse ventiquattro ore e morì il giorno successivo, dopo aver continuato a prestare cure ai feriti senza farsi soccorrere.
Le furono conferite la Medaglia di Bronzo al Valor Militare, la Medaglia d’Oro al Merito della Croce Rossa Italiana e, il 12 maggio 1947, la Medaglia Florence Nightingale, massima onorificenza internazionale della Croce Rossa, assegnata a Ginevra dal Comitato Internazionale. Le spoglie, rimaste a Nicosia per cinque anni, furono traslate nel 1948 nel Pantheon di Siracusa e tumulate dentro la grande croce rossa sopra il portone d’ingresso. La città le ha intitolato una via e la sala di rappresentanza del Libero Consorzio Comunale; un ulivo a lei dedicato cresce nel Viale degli Eroi dell’Istituto Comprensivo «Archìa».
Cerimonie commemorative
Vi si svolgono le principali cerimonie civili e militari di Siracusa. Le ricorrenze annuali comprendono:
- 4 novembre – Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Cerimonia ufficiale a mezzogiorno nel piazzale antistante, con alzabandiera, Inno di Mameli, deposizione di corone d’alloro al Milite Ignoto da parte del Prefetto, del Comandante MariSicilia, del Sindaco e degli studenti, lettura della Preghiera per la Patria. Nel 2025 Siracusa è stata selezionata tra le 36 città italiane individuate dai Ministeri dell’Interno e della Difesa per gli eventi celebrativi speciali. Messa serale alle 18:30 celebrata da don Massimo Di Natale.
- 25 aprile – Festa della Liberazione. Cerimonia istituzionale alle 10:00 con deposizione di corone da parte del Prefetto, del Sindaco e del Commissario Straordinario del Libero Consorzio, alla presenza dell’ANPI, delle associazioni combattentistiche, delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine. Nell’80° anniversario del 2025 il discorso commemorativo è stato tenuto dal prof. Salvatore Adorno, ordinario di Storia Contemporanea all’Università di Catania.
- 23 luglio – Commemorazione della crocerossina Costanza Bruno. Messa serale alle 19:00 organizzata dalla parrocchia e dall’Associazione culturale Lamba Doria, con la partecipazione dell’Ispettorato Infermiere Volontarie della Croce Rossa di Siracusa, delle Forze dell’Ordine e delle associazioni d’arma.
- 13 agosto – Anniversario dell’inaugurazione del sacrario. Messa in suffragio dei caduti, ricostruzione storica curata da Lamba Doria e accompagnamento musicale della banda «Città di Siracusa».
Restauri e atti vandalici
L’edificio, prossimo al centesimo anno di vita, presenta le fragilità tipiche del cemento armato della prima metà del Novecento: distacchi d’intonaco, ferri d’armatura a vista, infiltrazioni d’acqua piovana e, nella cripta, risalita dell’acqua di falda. La conservazione è seguita dalla parrocchia, dal Comune, dal Ministero della Difesa e dall’Associazione culturale Lamba Doria, che dal 2004 è il principale punto di riferimento per la cura del sacrario; anche Italia Nostra Siracusa segue il monumento dallo stesso anno con pubblicazioni e iniziative.
Nel 1961 furono interamente sostituiti i telai in ferro e i cristalli delle vetrate, danneggiati dai bombardamenti del 1943. Nell’aprile 2015 furono impermeabilizzati 300 metri quadrati di coperture. Nell’agosto 2022, in occasione dell’85° anniversario, è stato restaurato il portone bronzeo, dedicato alla memoria del mutilato di guerra Natale Trombatore. Nell’autunno 2024 otto volontari di Lamba Doria hanno recuperato in cinque giornate le ringhiere deteriorate dalla ruggine, con il sostegno dell’ammiraglio Andrea Cottini, comandante MariSicilia. Nel marzo 2025 ispettori del Ministero della Difesa hanno effettuato un sopralluogo per programmare un intervento di ristrutturazione complessivo, non ancora avviato.
Il 13 agosto 2025, mentre la comunità si preparava all’88° anniversario dell’inaugurazione, un uomo di trentasei anni, frequentatore saltuario della mensa parrocchiale, è entrato nella chiesa in evidente stato di alterazione e ha danneggiato il tabernacolo, la corona angelica dell’Empireo Angelico e diversi arredi sacri, ferendo lievemente una donna intervenuta per fermarlo. L’aggressore è stato bloccato dalle Forze dell’Ordine e l’arresto è stato convalidato il 16 agosto successivo; il movente, escluso quello politico o religioso, è stato attribuito alle condizioni di emarginazione e di dipendenza alcolica del soggetto. Il restauro del tabernacolo, affidato agli scultori Giuseppe Pravato, Giuseppe Forzisi e Salvatore Canigiula, si è concluso entro l’autunno 2025; l’opera è stata riconsegnata alla comunità il 1° novembre, durante la messa solenne di Ognissanti, con la presentazione dello storico dell’arte Paolo Giansiracusa.
Contesto urbano

Il Pantheon chiude prospetticamente il quartiere umbertino di Siracusa, sviluppatosi sulla terraferma a fine Ottocento e nei primi del Novecento come espansione moderna della città oltre Ortigia. L’area è stratificata in tre fasi storiche: l’antica Acradina greca, il foro romano e infine la borgata umbertina, articolata in quattro micro-rioni (Borgo Sant’Antonio, Carcare, Marinaretti, Regina). L’ingegnere siracusano Luigi Mauceri firmò due distinti contributi urbanistici per la terraferma: il volume Sul risanamento della città di Siracusa nel 1891 e Siracusa nel suo avvenire nel 1910, anno in cui la vecchia Piazza d’Armi venne trasformata nel giardino pubblico del Foro Siracusano. Amministrativamente, il Pantheon ricade nella circoscrizione di Santa Lucia.
Il piazzale antistante, privo di toponimo civico autonomo, fa parte del Foro Siracusano: una piazza-giardino di forma rettangolare, attraversata dal Corso Umberto I e incorniciata da un viale di ficus magnolioidi, che insiste sull’area dell’antica agorà spostata in epoca greca da Ortigia ad Acradina, divenuta poi foro romano. Vi sono ancora visibili tre colonne marmoree del portico imperiale, un tratto di strada lastricata e blocchi del bouleuterion citato da Cicerone nelle Verrine del 70 a.C. Nel 2022 il Comune ha avviato un progetto di riqualificazione PNRR del giardino, e nel settembre 2025 vi è stato inaugurato il primo parco giochi inclusivo-pedagogico della Sicilia, finanziato dalla Regione Siciliana.
Nello stesso quartiere umbertino si trovano altri edifici monumentali del Ventennio fascista che ne disegnano il volto: il Palazzo delle Poste di Francesco Fichera (1922–1929), il Palazzo degli Studi che ospita il Liceo Corbino e l’Istituto Rizza (1935–1936), la Casa del Mutilato di viale Regina Margherita (1937) con le vetrate di Duilio Cambellotti, la Casa del Balilla di via Malta (1929) di Raffaele Leone, il Brefotrofio di piazza Matila (1925) di Paolo Lanzerotti e lo Stadio comunale «Nicola De Simone» (1932), oltre alla sede storica dell’ACI in Foro Siracusano e all’ex Istituto Musicale «G. Privitera». Nel marzo 2025 la 33ª edizione delle Giornate FAI di Primavera ha condotto i visitatori lungo questo itinerario, partendo dalla sede ACI e attraversando i Villini fino al Pantheon.
Funzioni attuali
Oltre a sacrario militare, il Pantheon è una parrocchia attiva dell’Arcidiocesi di Siracusa, denominata Parrocchia San Tommaso Apostolo al Pantheon. Il parroco in carica è il sacerdote Massimo Di Natale, anche custode del sacrario. Le messe ordinarie sono celebrate alle 19:00 nei giorni feriali e alle 9:30 e 19:00 nelle domeniche e nei festivi. La parrocchia gestisce inoltre la mensa dei poveri, attiva dal 2005, che distribuisce circa 50 pasti caldi al giorno e oltre 200 pacchi alimentari mensili, e organizza ogni anno a metà dicembre il pranzo d’amore con cuochi e chef locali. La cura della memoria storica del sacrario è affidata in larga parte all’Associazione culturale Lamba Doria, fondata a Siracusa il 24 dicembre 2004 e presieduta da Alberto Moscuzza.
Accessibilità
Accessibilità motoria
L’accesso principale al Pantheon avviene tramite una scalinata frontale a ventaglio che si dispiega sul piazzale antistante. Non sono documentate rampe ufficiali per l’ingresso, e l’interno della rotonda non risulta predisposto con percorsi accessibili dedicati. Il piazzale, in piano e con pavimentazione in pietra regolare, è percorribile in sedia a rotelle, ma la scalinata costituisce un ostacolo per chi ha difficoltà motorie. Il parcheggio in superficie è disponibile lungo Viale Diaz e Corso Gelone; non sono presenti stalli riservati immediatamente adiacenti al monumento.
Accessibilità visiva
Le tre lapidi bronzee esterne, ben illuminate dalla luce naturale, riportano iscrizioni in capitali in rilievo leggibili anche a distanza ravvicinata; l’altorilievo delle lettere consente in linea di principio un riconoscimento tattile, sebbene il monumento non disponga di pannelli tattili dedicati. Non sono presenti targhe in Braille né audioguide. All’interno della rotonda il forte contrasto tra le vetrate verticali e i pilastri scuri facilita l’orientamento spaziale per chi ha residuo visivo.
Accessibilità uditiva
Durante le cerimonie commemorative non sono previsti sottotitoli, interpretariato in Lingua dei Segni Italiana né sistemi a induzione magnetica per protesi acustiche. Le messe ordinarie e le celebrazioni civili si svolgono con sola amplificazione vocale.
Accessibilità cognitiva
La doppia funzione religiosa e militare può rendere il luogo difficile da decifrare al primo sguardo. All’esterno non sono presenti pannelli esplicativi sintetici di lettura facilitata; le tre lapidi bronzee, di linguaggio aulico e con date in numeri romani, possono richiedere mediazione per essere comprese. Le visite guidate occasionali, come quelle organizzate dal FAI e da Lamba Doria, offrono il principale canale di interpretazione del luogo.
Suggerimenti
Sarebbero utili una rampa di accesso laterale, una targa esplicativa in lettura facilitata e un audio descrittivo scaricabile via QR code dal piazzale.
Fonti
- Comune di Siracusa. «Chiesa di San Tommaso al Pantheon e il Monumento ai Caduti della I guerra mondiale». Consulta online.
- Ippoliti, Elena. «Dal dibattito nazionale sulle riviste alla cronaca locale: i Monumenti ai Caduti di Messina e Siracusa. Gaetano Rapisardi e la pratica professionale (1922–1937)», in L’altra modernità nella cultura architettonica del XX secolo, a cura di M.L. Neri, Roma 2011, pp. 155–196. Consulta online.
- Sicomo, Dalila. «I progetti di Francesco Fichera e dei fratelli Rapisardi per il Sacrario ai Caduti di Siracusa», in Dalla memoria del sacrificio alla celebrazione della vittoria, a cura di R. Cedrini, E. Mauro, C. Minghetti, E. Sessa, M. Zito, 40due Edizioni, Palermo 2019, pp. 295–298.
- Di Mauro, Daniela. Un sodalizio tra professione e disegno. I fratelli Rapisardi, Tesi di dottorato, Università di Palermo. Consulta online.
- Barucci, Clara – Falsetti, Marco (a cura di). Gaetano Rapisardi Architetto 1893–1988, Campisano Editore, Roma 2022, ISBN 9791280956262.
- «Il Pantheon dei Caduti Siracusani», in Architettura, anno XVI, ottobre 1937.
- «L’inaugurazione del Pantheon di Siracusa alla presenza di S.E. il Capo del Governo», in Corriere della Sera, 13 agosto 1937.
- Treccani. «Rapisardi, Gaetano», Dizionario Biografico degli Italiani. Consulta online.
- Pietre della Memoria. «Lapidi ai Caduti alla chiesa di San Tommaso al Pantheon – Siracusa». Consulta online.
- Associazione culturale Lamba Doria. «Pantheon di Siracusa – Elenco caduti». Consulta online.
- Enciclopedia delle Donne. «Costanza Bruno», voce di Ester Rizzo. Consulta online.
- Arcidiocesi di Siracusa. «Parrocchia San Tommaso Apostolo al Pantheon», Annuario degli Enti. Consulta online.
- Wikidata. «Pantheon (Syracuse)», Q16540436. Consulta online.
- Comune di Siracusa. «Foro Siracusano». Consulta online.
- Pensabene, Patrizio – Barresi, Pasquale. «Il “Foro Romano” di Siracusa e la sua marmorizzazione», in F. Nicoletti (a cura di), Siracusa antica, nuove prospettive di ricerca, Palermo 2022, pp. 323–338.
Scheda aggiunta da Alessandro Calabrò il 16 maggio 2026.
