Piazza San Giuseppe

Piazza storica nel quartiere della Giudecca a Ortigia
Aggiornato in data 9 Marzo 2026 da Alessandro Calabrò

Piazza San Giuseppe è uno spazio urbano di Ortigia, nel settore storico della Giudecca. La piazza è riconoscibile per la Chiesa di San Giuseppe posta al centro, isolata sui quattro lati su alto basamento, attorno alla quale si dispongono l’ex Convento di San Domenico (oggi Stazione Carabinieri), l’ex Monastero di Santa Maria di Aracoeli con la piccola chiesa di Santa Margherita, la chiesa di Sant’Anna e vari palazzi nobiliari (fra cui Midiri-Cardona, Randazzo, Rau) insieme al moderno Palazzo Pupillo. L’assetto architettonico riflette una stratificazione lunga: dalla presenza ebraica medievale e dal rito greco di San Fantino, alla ricostruzione barocca seguita al sisma del 1693, fino agli interventi ottocenteschi e novecenteschi (Teatro Comunale nelle adiacenze, sostituzione del palazzo Barresi con il Pupillo). Ospita istituzioni e presìdi culturali di ambito cittadino (tra cui Museo dei Pupi e Museo del Mare nell’intorno immediato). Nel calendario devozionale, la piazza è inclusa nei percorsi processionali di Santa Lucia di maggio e di San Sebastiano; l’Immacolata tocca di norma via della Giudecca, in adiacenza. Accoglie anche lapidi e memorie locali, tra cui la lapide a Renato Randazzo sul prospetto del palazzo omonimo. Oggi è luogo di passaggio e sosta, sede di piccole attività di vicinato e di iniziative culturali diffuse nel quartiere.

Piazza San Giuseppe nella Giudecca di Ortigia, con la chiesa di San Giuseppe e i palazzi storici che la circondano.
Piazza San Giuseppe con la chiesa di San Giuseppe e i palazzi storici della Giudecca.

Storia

Origini medievali e quartiere della Giudecca

Piazza San Giuseppe si colloca nel cuore della Giudecca, quartiere che per secoli fu abitato dalla comunità ebraica siracusana. Qui sorgevano sinagoghe e istituzioni religiose: le fonti ricordano, tra le altre, la sinagoga situata nell’area dell’attuale chiesa di San Filippo Apostolo e quella nei pressi della chiesetta di San Giovannello. La comunità ebraica costituiva un nucleo vivace di mercanti, artigiani e professionisti, capace di influenzare profondamente la vita economica e sociale di Ortigia.

Nel 1453, dopo la caduta di Costantinopoli, il quartiere accolse anche profughi greci bizantini. A questi venne concessa la chiesa di San Fantino, dove si celebrava secondo il rito greco. San Fantino rimase un punto di riferimento per la minoranza greco-orientale fino al XVIII secolo, integrandosi nel tessuto già multiculturale della Giudecca.

Con l’editto di espulsione del 1492, promulgato dai sovrani di Spagna, gli ebrei furono costretti a lasciare Siracusa. Molte sinagoghe e case furono riconvertite in chiese e conventi, altri edifici vennero assegnati a nuove famiglie. La piazza, che in origine aveva funzioni comunitarie per la Giudecca, iniziò così a mutare progressivamente la sua identità.

Età moderna

Il terremoto del 1693, che devastò la Sicilia orientale, non risparmiò questa parte di Ortigia. Diversi edifici furono colpiti, tra cui la piccola chiesa di Sant’Anna, ricostruita poi nel 1727 in forme tardo-barocche. La ricostruzione post-sisma contribuì a ridisegnare l’aspetto urbanistico e architettonico della piazza, inserendo elementi coerenti con il linguaggio barocco diffuso in tutta Siracusa nel XVIII secolo.

XVIII secolo

In questo periodo maturò la decisione più significativa per l’assetto della piazza. La Confraternita dei Falegnami, custode della tradizione artigiana della città, decise di abbattere l’antica San Fantino per erigere al suo posto un nuovo edificio sacro, dedicato al proprio patrono San Giuseppe. La demolizione avvenne nel 1754 e già dal 1752 erano iniziati i lavori per la nuova chiesa, affidati al capomastro Carmelo Bonaiuto, detto Carancino.

La costruzione si protrasse fino al 1773 e consegnò a Siracusa una chiesa barocca di pianta ottagonale, isolata su un alto basamento al centro della piazza. Questo intervento segnò definitivamente la fisionomia urbana del luogo: la chiesa divenne non solo riferimento religioso ma anche elemento ordinatore dello spazio, attorno al quale si svilupparono palazzi e conventi che ancora oggi definiscono la piazza.

Età borbonica e post-unitaria

Con l’età borbonica e poi con l’Unità d’Italia la piazza fu coinvolta nei cambiamenti che investirono gli ordini religiosi. Dopo le soppressioni del 1866–67, i grandi complessi monastici che delimitavano l’area persero la loro funzione originaria. L’antico Convento di San Domenico, fondato nel 1222, venne espropriato: dapprima trasformato in ospedale, fu poi convertito in caserma militare, ruolo che mantiene ancora oggi come Stazione Carabinieri Ortigia (con ingresso in piazza San Giuseppe, civico 6). L’ex Monastero di Santa Maria di Aracoeli, fondato nel 1559 da Benigna Platamone, subì a sua volta mutamenti: ospitò un asilo, una scuola femminile e successivamente divenne sede dell’Istituto Nautico cittadino.

XIX secolo

Il clima post-unitario favorì interventi urbanistici e culturali. Nel 1870 venne deciso di dotare Siracusa di un nuovo Teatro Comunale, costruito sul sito di un preesistente monastero dell’Annunziata, poco distante dalla piazza. I lavori iniziarono nel 1872 e si conclusero nel 1897, consegnando alla città un edificio noto anche come Teatro Massimo. La vicinanza del teatro rafforzò la centralità della piazza come punto di riferimento culturale e borghese.

XX secolo

Il Novecento segnò trasformazioni più traumatiche. Negli anni Cinquanta venne demolito il palazzo nobiliare dei Danieli-Barresi, un edificio settecentesco che dava eleganza alla piazza. Al suo posto fu eretto il moderno Palazzo Pupillo, giudicato dagli storici locali un intervento di “cattivo gusto” e definito un vero “disastro urbanistico” per la disarmonia introdotta. Questa sostituzione è ricordata anche per avere aggravato i problemi statici del vicino Teatro Comunale, costretto alla chiusura già nel 1957 e rimasto inutilizzato per oltre cinquant’anni. Nello stesso periodo i complessi religiosi persero definitivamente la loro funzione originaria: il Regio Convento di San Domenico consolidò il suo ruolo militare e Aracoeli quello scolastico.

Età contemporanea

Negli ultimi decenni la piazza è stata oggetto di rinnovata attenzione. Il Teatro Comunale è stato restaurato e ha riaperto parzialmente al pubblico nel 2016–2017, segnando una tappa importante per la vita culturale della città. Le Giornate FAI hanno inserito piazza San Giuseppe tra i “luoghi del cuore”, valorizzandone storia e architetture e riportando alla memoria personaggi che vi abitarono, come il beato Andrea Xueres o il letterato Serafino Privitera. Queste iniziative hanno anche evidenziato lo stato di degrado di alcuni edifici storici, stimolando richieste di recupero.

Parallelamente la piazza è divenuta scenario di nuove attività: dal 2018 ospita parte del San Martino Puppet Fest, festival dedicato all’arte dei pupi e dei burattini, che anima gli spazi con spettacoli, laboratori e parate. Tra i suoi edifici sono state collocate lapidi commemorative, fra cui quella a Renato Randazzo (1994), grecista e latinista siracusano, a testimonianza della continuità culturale del luogo.

Oggi Piazza San Giuseppe riflette una stratificazione complessa: dalle radici ebraiche e greco-bizantine all’impronta barocca, dalle trasformazioni ottocentesche alle ferite del Novecento, fino alla rinascita recente come spazio di identità e cultura condivisa nel cuore di Ortigia.

Architettura e principali edifici

Chiesa di San Giuseppe

Facciata barocca della chiesa di San Giuseppe in piazza San Giuseppe a Siracusa, con la scalinata in pietra.
Facciata barocca della chiesa di San Giuseppe, isolata al centro della piazza.

La chiesa di San Giuseppe sorge al centro della piazza, isolata su un alto basamento che la rende l’unico edificio sacro di Ortigia visibile interamente dai quattro lati. Fu costruita tra il 1752 e il 1773 per volontà della Confraternita dei Falegnami, che decise di demolire la preesistente chiesa di San Fantino. La direzione dei lavori fu affidata al capomastro Carmelo Bonaiuto, detto Carancino, che realizzò un edificio barocco dalla pianta ottagonale, soluzione rara nel panorama siracusano.

La facciata, in pietra calcarea chiara, si sviluppa su due ordini sovrapposti con paraste corinzie, cornici aggettanti e una grande finestra centrale affiancata da nicchie (oggi vuote). Il portale d’ingresso è raggiungibile tramite una scenografica scalinata curva, ornata da due scudi araldici sormontati da corona. L’interno è a navata unica, coperto da cupola, e conserva decorazioni di gusto rococò.

Elemento di rilievo è la presenza di una copia del Seppellimento di Santa Lucia, il dipinto caravaggesco originariamente destinato alla basilica di Santa Lucia al Sepolcro. L’opera esposta in San Giuseppe è attribuita con incertezza: alcune fonti la indicano come copia ottocentesca di Giuseppe Politi (1820–1821), altre parlano di una tela eseguita da Mario Minniti, mentre studi accademici più recenti la collegano a Raffaele Politi (XIX secolo). La critica contemporanea tende a privilegiare quest’ultima attribuzione, pur riconoscendo l’esistenza di più ipotesi.

Oggi la chiesa non è regolarmente officiata e versa in condizioni che richiederebbero restauri. Nonostante ciò, resta il simbolo della piazza e un punto di riferimento nel panorama monumentale di Ortigia.

Ex Convento di San Domenico

L’ex Convento di San Domenico si estende sul lato orientale della piazza. Fu fondato nel 1222 e divenne uno dei principali monasteri domenicani della città. Occupava un ampio isolato che arrivava fino alle mura sul mare e comprendeva chiostri, dormitori, refettori e spazi di servizio.

Il terremoto del 1693 colpì gravemente il complesso, di cui rimane integro uno dei chiostri trecenteschi. Le ricostruzioni avvenute nel Settecento conferirono al convento un aspetto più sobrio e semplificato, coerente con i linguaggi architettonici dell’epoca.

Con la soppressione degli ordini religiosi (1866–67), il convento fu espropriato e riconvertito a funzioni civili. Per un periodo fu adibito a ospedale, poi stabilmente a caserma militare. Questa destinazione si consolidò nel Novecento e continua ancora oggi: l’edificio, noto come Regio Convento, ospita la Stazione Carabinieri Ortigia, con ingresso da piazza San Giuseppe n. 6.

La chiesa di San Domenico, distinta dal convento, sorge poco distante e si affaccia su un’altra piazzetta. La mole conventuale, però, definisce un intero lato della piazza, conferendole un carattere monumentale e istituzionale.

Ex Monastero di Santa Maria di Aracoeli

Sul lato settentrionale della piazza si trova l’ex Monastero di Santa Maria di Aracoeli, fondato nel 1559 dalla nobildonna Benigna Platamone, vedova del barone Montalto di Canicattini. Il complesso inglobava anche la piccola chiesa di Santa Margherita, aggiunta nel XVII secolo e restaurata tra il 1624 e il 1628, originariamente affidata alla confraternita dell’Annunziata.

L’edificio, austero e massiccio, fu in parte modificato tra Sei e Settecento. Dopo le soppressioni del 1866, perse la funzione monastica e venne adattato a asilo infantile e scuola femminile, oltre che a sede di comandi militari durante la prima metà del Novecento. Nel XX secolo ospitò anche l’Istituto Nautico cittadino. Oggi al piano terra accoglie il Museo del Mare, che documenta la storia marinara di Siracusa attraverso reperti, strumenti nautici e fotografie d’epoca. La facciata si presenta sobria, scandita da un portale centrale ad arco e da lapidi commemorative che ricordano i diversi usi dell’edificio.

Chiesa di Sant’Anna

Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Sant’Anna.

Di fronte all’ex Aracoeli sorge la chiesa di Sant’Anna, piccolo edificio religioso del XVII secolo, ricostruito dopo il terremoto del 1693 e completato nel 1727 in forme tardo-barocche. La fondazione si deve a Lucrezia Gaudio, che nel 1604 la fece erigere in memoria del figlio Geronimo. L’edificio, a navata unica con facciata semplice e portale in pietra recante iscrizione latina, possiede una cripta ipogea utilizzata a lungo come ossario, dove negli anni Sessanta del Novecento furono rinvenute mummie disposte lungo le pareti.

La chiesa rimase attiva come luogo di culto minore fino al XX secolo, poi venne sconsacrata e destinata ad attività sociali, tra cui la sede del gruppo scout AGESCI “Siracusa 1”. Oggi è chiusa al pubblico e versa in condizioni di degrado, in attesa di restauri previsti ma non realizzati.

Palazzi nobiliari e civili

Palazzo Midiri-Cardona

Situato all’angolo con via della Giudecca, è un edificio barocco del XVII secolo, già appartenuto a famiglie aristocratiche (forse Statella). Ospita oggi il Museo dei Pupi Vaccaro-Mauceri, che custodisce collezioni e mette in scena spettacoli legati alla tradizione dei pupi siciliani. Degno di nota il portale in pietra con bugnato a meandro, riproduzione di un disegno dell’architetto Tarquinio Ligustri dei primi del Seicento, esempio raro in Sicilia.

Palazzo Randazzo

Edificio di impianto sette-ottocentesco, un tempo sede di una tipografia attiva. Qui abitò il professor Renato Randazzo (1917–1994), grecista e latinista, preside del Liceo classico “Tommaso Gargallo” di Siracusa. Una lapide commemorativa, apposta nel 1994 sui civici 27–28 della piazza, ricorda la sua figura.

Palazzo Rau

Elegante edificio settecentesco, già residenza della famiglia Rau. Al pianterreno ospitò dal 2001 al 2015 la Galleria Roma, spazio espositivo di arte contemporanea molto noto in città. La facciata barocca è arricchita da balconi in ferro battuto.

Palazzo Pupillo

Sorto negli anni Cinquanta al posto dell’antico palazzo Barresi-Danieli, demolito in quegli anni. La sostituzione fu aspramente criticata e definita un “disastro urbanistico”, perché l’edificio moderno, di gusto contemporaneo, ruppe l’armonia barocca della piazza. Nonostante ciò, il palazzo è oggi parte integrante del contesto, con destinazioni residenziali e commerciali.

Vita sociale e culturale

Ruolo comunitario nella Giudecca

Piazza San Giuseppe è stata per secoli uno spazio di relazione per gli abitanti della Giudecca. Qui ci si incontrava per scambi, annunci, piccole cerimonie e momenti di devozione legati alle confraternite della zona. La presenza di chiese, oratori e case religiose ha favorito una vita comunitaria fitta, con pratiche di mutuo soccorso e reti di vicinato che coinvolgevano artigiani, botteghe e famiglie del rione.

Botteghe artigiane e commercio

L’intorno della piazza ha ospitato a lungo botteghe artigiane, tipografie, piccole attività di vendita e servizi. La tradizione commerciale del quartiere, attiva già in età moderna, è proseguita nel Novecento e ancora oggi sopravvive in forma ridotta con esercizi di vicinato e ricettività diffusa (B&B, caffetterie, ristorazione leggera). La dimensione resta minuta e integrata nel tessuto storico, senza grandi esercizi frontali sulla piazza.

Istituzioni culturali e civili

Nel perimetro della piazza si concentrano presìdi civili e culturali:

  • Stazione Carabinieri “Ortigia”, ospitata nel Regio Convento di San Domenico (ingresso su piazza).
  • Museo dei Pupi Vaccaro-Mauceri nel Palazzo Midiri-Cardona, con attività museali e teatrali legate all’opera dei pupi.
  • Museo del Mare (nell’area retrostante Aracoeli, a pochi metri dalla piazza), dedicato alla storia marinara siracusana.

Queste funzioni sostengono una fruizione quotidiana dell’area e mantengono viva la piazza oltre il solo uso turistico.

Manifestazioni religiose

La piazza è legata a pratiche devozionali locali, anche quando la chiesa di San Giuseppe non è officiata regolarmente. Restano vive:

la festa di San Giuseppe (tradizione dei pani di San Giuseppe e allestimento del presepe nel periodo di marzo); il passaggio processionale di Santa Lucia di maggio (Patrocinio) e di San Sebastiano, che inseriscono la piazza nei percorsi devozionali di Ortigia; i transiti legati all’Immacolata dalla chiesa di San Filippo, che percorre via della Giudecca in adiacenza alla piazza. La partecipazione è di scala rionale, con coinvolgimento di confraternite, residenti e visitatori.

Manifestazioni culturali contemporanee

Dal 2018 la piazza rientra nel circuito del San Martino Puppet Fest, con spettacoli, laboratori e parate collegati al Museo e al Teatro dei Pupi. L’evento riattiva lo spazio come palcoscenico all’aperto e crea continuità con la tradizione dei pupari. Le Giornate FAI hanno più volte incluso la piazza nei percorsi di visita, favorendo letture storiche e architettoniche del luogo e riportando attenzione sullo stato degli edifici, sulle memorie lapidarie (tra cui la lapide a Renato Randazzo) e sulle necessità di tutela e manutenzione.

Lapidi e memorie storiche

Lapide a Renato Randazzo

Facciata di Palazzo Randazzo in piazza San Giuseppe a Siracusa, con la lapide marmorea dedicata a Renato Randazzo tra i civici 27 e 28.
Palazzo Randazzo in piazza San Giuseppe con la lapide dedicata al grecista Renato Randazzo.

Sulla facciata del Palazzo Randazzo, ai civici 27–28 di piazza San Giuseppe, è collocata una lapide commemorativa dedicata al grecista e latinista siracusano Renato Randazzo (1917–1994). Fu apposta nel 1994 per iniziativa della municipalità.

Testo della lapide:
«In questa avita dimora visse e operò Renato Randazzo, insigne grecista e latinista. La municipalità di Siracusa deliberò nel 1994».

Lapide ai Caduti di Adua

Un’altra lapide, situata nella stessa piazza, ricorda i caduti siracusani nella guerra d’Africa e in particolare nella battaglia di Adua (1896). Vi sono incisi i nomi di Alberto Storaci, Giuseppe Lanza e Sebastiano Mazzarella, caduti in quell’occasione.

Lapide a Vincenzo Statella

In piazza si trova anche una grande lapide dedicata al conte Vincenzo Statella (1776–1839), figura di rilievo della città. L’epigrafe ricorda la sua attività politica e culturale. È collocata su uno degli edifici prospicienti la piazza ed è citata in diverse raccolte epigrafiche e percorsi didattici sul patrimonio siracusano.

Lapide a Gaetano Fuggetta

Sulla muratura di un edificio prospiciente la piazza, al civico 13, è presente la lapide commemorativa di Gaetano Fuggetta, ufficiale siracusano insignito della medaglia d’oro al valor militare per il comportamento eroico nella battaglia di Custoza (1866). La lapide, posta il 3 giugno 1894, riporta l’elogio civile e militare al caduto ed è stata oggetto di interventi di pulitura da parte di associazioni locali.

Testo (incipit):
«A Gaetano Fuggetta, medaglia d’oro al valor militare, Siracusa memore eresse questa lapide il 3 giugno 1894…»

Accessibilità

Accessibilità motoria

Piazza San Giuseppe è uno spazio pianeggiante pavimentato in basolato lavico, con superficie nel complesso regolare ma discontinua in alcuni tratti. Non sono presenti marciapiedi rialzati: la piazza si sviluppa a raso con le vie circostanti (via Larga, via Galilei, vicolo Sant’Anna), per cui non si incontrano gradini o dislivelli significativi. Questo rende l’area in linea di principio accessibile anche a chi utilizza carrozzine o deambulatori, ma la pavimentazione in pietra presenta fughe e irregolarità che possono creare difficoltà di manovra. Lo spazio davanti alla chiesa di San Giuseppe, con la sua scalinata, non dispone di rampe alternative: l’accesso al monumento resta quindi precluso a persone con mobilità ridotta. La piazza è utilizzata in parte come parcheggio e in parte da attività di ristorazione con tavolini esterni; la presenza di auto e arredi riduce lo spazio libero per la percorrenza pedonale e può ostacolare i movimenti di chi ha necessità di spazi ampi. Non risultano posti auto riservati a persone con disabilità segnalati a ridosso della piazza.

Accessibilità visiva

Non esistono percorsi tattili, mappe tattili o iscrizioni in braille. L’orientamento per una persona non vedente totale è complesso perché l’area è priva di riferimenti tattili dedicati. Per chi ha un residuo visivo, la piazza offre alcuni punti di contrasto utili, come le facciate chiare degli edifici contrapposte al basolato scuro, ma l’illuminazione notturna è affidata a lampioni stradali standard e non è studiata per valorizzare i profili architettonici. La presenza di veicoli parcheggiati e tavolini può costituire ostacoli imprevisti lungo il percorso.

Accessibilità uditiva

Non vi sono ausili specifici per ipoacusici o persone sorde. L’area non dispone di sistemi a induzione né di segnalazioni visive alternative a quelle sonore. L’assenza di pannelli informativi con testi scritti rende difficile accedere a informazioni storiche o orientative senza supporti esterni.

Accessibilità cognitiva

La piazza non presenta segnaletica turistica né pannelli descrittivi. Mancano simboli universali o mappe semplificate che possano aiutare persone con difficoltà di comprensione o visitatori non esperti. L’unico testo visibile è costituito dalle lapidi storiche collocate sugli edifici, scritte in italiano e in latino, senza traduzioni o spiegazioni.

Suggerimenti

La fruizione dell’area potrebbe migliorare con l’installazione di pannelli informativi chiari e multilingue, corredati da simboli e QR code per contenuti audio e video. Una mappa tattile della piazza con indicazione dei principali edifici (chiesa di San Giuseppe, ex convento di San Domenico, Museo dei Pupi, ecc.) agevolerebbe l’orientamento delle persone non vedenti. Per la mobilità motoria, sarebbe utile riservare almeno un posto auto accessibile nelle immediate vicinanze e liberare alcune porzioni della piazza da ingombri permanenti. Interventi mirati sull’illuminazione, con fari che evidenzino i profili delle facciate, migliorerebbero la fruizione serale anche per ipovedenti.

Voci correlate

  • Quartiere della Giudecca
  • Chiesa di San Giuseppe
  • Ex Convento di San Domenico
  • Ex Monastero di Santa Maria di Aracoeli
  • Chiesa di Sant’Anna
  • Teatro Comunale di Siracusa
  • Palazzo Midiri-Cardona
  • Museo dei Pupi Vaccaro-Mauceri
  • Palazzo Randazzo
  • Museo del Mare

Fonti e bibliografia essenziale

  • Lapucci, “Il Seppellimento di Santa Lucia: copie e attribuzioni”, in Quaderni Caravaggeschi, 2005.
  • P. Giansiracusa, *Ortygia 2 – Illustrazione dei quartieri della città medievale*, Siracusa, 1981.
  • Acerra, *Architettura religiosa in Ortigia*, Siracusa: Ediprint, 1995.
  • Catalogo generale dei Beni Culturali, scheda “Siracusa – Chiesa di San Giuseppe” con informazioni sulla chiesa, la sua storia e l’architettura tardo barocca 
  • Comune di Siracusa, schede storico‑artistiche sulle chiese e sulle piazze di Ortigia (Piazza San Giuseppe e chiese circostanti).
  • SiracusaOggi.it, articoli sulle Giornate FAI e sulle iniziative culturali legate a Piazza San Giuseppe (2017–2023).
  •  “Siracusa. 780mila euro al Comune di Siracusa per il restauro della chiesa di Sant’Anna in Ortigia”, articolo pubblicato su *Libertà Sicilia* il 5 ottobre 2019.
  • Ex chiesa Sant’Anna in Ortigia, dopo 6 anni in bilico finanziamento di 780 mila euro: «Regione pronta a revocare»”, *Libertà Sicilia*, 6 dicembre 2022.
  • A rischio il finanziamento per l’ex chiesa di Sant’Anna in Ortigia”, *SiracusaLive.it*, 6 dicembre 2022 – articolo che riporta l’inserimento della chiesa nel Patto per il Sud (quasi 781.000 euro) e l’ipotesi di revoca del finanziamento

  • Articoli della stampa locale (SiracusaNews, *La Sicilia*) sul restauro del Teatro Comunale e sulla sostituzione del palazzo Danieli‑Barresi con il Palazzo Pupillo negli anni Cinquanta.
  • FAI – Fondo Ambiente Italiano, scheda “Piazza San Giuseppe, 27” nel progetto I Luoghi del Cuore, con informazioni sulle campagne FAI nella piazza (Giornate FAI 2014, 2016, 2018, 2020, 2022).
  • Ignazio Caloggero, “Chiesa di S. Anna”, scheda del portale Sicilia in Rete sulle chiese di Ortigia (descrizione, dati storici e riferimenti bibliografici).
  • Archivio fotografico Aretusapedia – sopralluogo e rilievi fotografici di Alessandro Calabrò, settembre 2025, con documentazione dello stato della piazza e delle condizioni di accessibilità.
  • Lapide a Renato Randazzo”, guida Siracusa Wiki – Comuni-Italiani, pagina con immagine e testo della lapide dedicata al grecista Renato Randazzo in piazza San Giuseppe.
  • Lapide ai caduti della guerra d’Africa”, guida Siracusa Wiki – Comuni-Italiani, pagina dedicata alla lapide che ricorda gli eroi siracusani immolatisi nella battaglia di Adua (Alberto Storaci, Giuseppe Lanza, Sebastiano Mazzarella), con foto e trascrizione del testo.
  • Lapide a Vincenzo Statella”, guida Siracusa Wiki – Comuni-Italiani, con biografia del conte Vincenzo Statella e testo della lapide collocata in piazza San Giuseppe (1893).
  • Lapide a Gaetano Fuggetta”, guida Siracusa Wiki – Comuni-Italiani, pagina dedicata all’epigrafe eretta il 3 giugno 1894 in memoria del capitano Gaetano Fuggetta, medaglia d’oro al valor militare.

Scheda aggiunta da Alessandro Calabrò il 19 novembre 2025.

Tabella dei Contenuti

Indirizzo
Piazza San Giuseppe, Siracusa
Quartiere / Zona
Ortigia – rione Giudecca
Epoca / Secolo
Impianto medievale del quartiere ebraico; assetto barocco dal XVIII secolo con trasformazioni tra XIX e XX secolo.
Accessibilità
♿ Motoria: Piazza pianeggiante in basolato lavico senza marciapiedi o gradini rilevanti, ma con fughe e irregolarità; scalinata della chiesa priva di rampe, area parzialmente occupata da auto e tavolini, assenti posti auto riservati nelle immediate vicinanze.🦯 Visiva: Assenza di percorsi o mappe tattili e di scritte in Braille; orientamento difficile per non vedenti totali, qualche contrasto cromatico utile per ipovedenti, illuminazione standard non studiata apposta e presenza di veicoli e arredi come possibili ostacoli.🦻 Uditiva: Nessun ausilio per persone sorde o ipoacusiche, mancano sistemi a induzione e segnalazioni visive alternative; assenti anche pannelli informativi scritti che possano fornire spiegazioni storiche o orientative.🧠 Cognitiva: Mancanza di segnaletica turistica, mappe semplificate e simboli universali; le uniche scritte sono le lapidi storiche in italiano e latino, senza traduzioni o testi facilitati, e possono risultare difficili per chi ha bisogni di comprensione specifici.
Orari o note pratiche

Accesso libero e gratuito tutto il giorno; spazio in parte adibito a parcheggio e tavoli di locali, con ZTL di Ortigia che limita l’accesso ai veicoli in alcune fasce orarie. La piazza può ospitare eventi religiosi e culturali (processioni, festival dei pupi) che modificano temporaneamente circolazione e sosta.