Palazzo delle Poste e dei Telegrafi

Aggiornato in data 9 Maggio 2026 da Alessandro Calabrò
Palazzo storicoPalazzo delle Poste e dei Telegrafi
Palazzo delle Poste di Siracusa, veduta verticale della facciata razionalista

Il Palazzo delle Poste e dei Telegrafi di Siracusa, oggi Ortea Palace Hotel, affacciato sul Porto Piccolo.
Dati identificativi
Denominazione storicaPalazzo delle Poste e dei Telegrafi
Denominazione attualeOrtea Palace Hotel, Sicily, Autograph Collection (Marriott)
UbicazioneVia Cataldo Naso / Lungomare di Levante, Ortigia, Siracusa
QuartiereOrtigia – rione Marina
AffaccioPorto Piccolo
Dati storici
ProgettistaIng. Francesco Fichera (Catania)
Sculture decorativeCarmelo Florio
Progetto1920
Posa prima pietraCon Re Vittorio Emanuele III e il sindaco Eduardo Di Giovanni
Completamento1929
Inaugurazione4 maggio 1930
Superficie lotto1.496,24 m²
Donazione terrenoComune di Siracusa (atto del 19 ottobre 1922)
Riconversione
RestauroArch. Giancarlo Tagliabue
Apertura hotel16 aprile 2019
Classificazione5 stelle lusso
Camere75 (camere e suite)
CatenaAutograph Collection by Marriott

Il Palazzo delle Poste e dei Telegrafi di Siracusa è un edificio monumentale progettato dall’ingegnere catanese Francesco Fichera nel 1920 e completato nel 1929, situato sull’isola di Ortigia affacciato sul Porto Piccolo. Sede storica delle Poste italiane per oltre ottant’anni, dal 2019 ospita l’Ortea Palace Hotel, struttura a cinque stelle lusso della catena Autograph Collection by Marriott.

Storia della costruzione

Il progetto del Palazzo delle Poste e dei Telegrafi fu commissionato all’ingegnere Francesco Fichera nel 1920. Fichera, già autore del Palazzo delle Poste di Catania (1919-1929), applicò a Siracusa uno schema funzionale simile: pianta rettangolare formata da due anelli concentrici attorno a un cortile interno, con gli spazi aperti al pubblico nell’anello esterno e gli uffici nell’anello interno affacciato sul cortile.

Il terreno di 1.496,24 m², prospiciente il porto, fu donato dal Comune di Siracusa con atto del 19 ottobre 1922. La cerimonia della posa della prima pietra vide la partecipazione del Re Vittorio Emanuele III e del sindaco Eduardo Di Giovanni. I lavori si conclusero nel 1929 e l’inaugurazione ufficiale avvenne il 4 maggio 1930.

Il terreno, una superficie di 1.496 mq confinante con la darsena del Porto Piccolo, è donato dal Comune di Siracusa con atto del 19 ottobre 1922. Alla posa della prima pietra partecipa il re Vittorio Emanuele III, accompagnato dal sindaco Eduardo Di Giovanni. Una pubblicazione del 1932, Opere pubbliche, celebra il palazzo come «una delle più importanti opere edilizie dell’ultimo decennio» per «la sua mole, la sua pregiata architettura e la rispondenza allo scopo cui è destinato».

Contesto urbanistico

Prima della costruzione del palazzo, l’area sul lungomare era occupata da edifici minori e magazzini portuali. L’inserimento di un edificio monumentale di quella scala trasformo la percezione del fronte mare di Ortigia, creando un fondale architettonico per il Porto Piccolo che prima non esisteva. Il palazzo divenne punto di riferimento visivo per chi arrivava a Siracusa dal mare, con le due torri angolari visibili gia dall’imboccatura del porto.

Il Palazzo delle Poste segna l’ingresso monumentale a Ortigia, l’isola che costituisce il centro storico di Siracusa. Affacciato sul Porto Piccolo e sul Lungomare di Levante, l’edificio è il primo a imporsi allo sguardo di chi attraversa il ponte che collega l’isola alla terraferma. La scelta di ubicare qui il palazzo postale non è casuale: il regime fascista concepisce gli edifici delle comunicazioni come simboli del potere statale e della modernizzazione, e la posizione sul fronte portuale, dove attraccano le navi e dove transitano merci e passeggeri, ne amplifica la funzione rappresentativa. Il Palazzo dialoga con il tessuto urbano circostante: i palazzi settecenteschi e ottocenteschi di Via Cataldo Naso, il porto con le sue attività, il profilo dell’isola che si allontana verso il Duomo. Fichera calibra le proporzioni dell’edificio per non sovrastare il contesto, ma per inserirsi in esso con autorevolezza discreta.

Architettura

L’edificio si presenta come un imponente blocco rivestito in pietra calcarea locale, con un aspetto di sobria monumentalità accentuato dalle due torri angolari che contengono gli ingressi. Lo stile mescola il linguaggio classicista, ordini architettonici, fregi, cornici, con le esigenze funzionali dell’architettura postale degli anni Venti, in un equilibrio tra tradizione e modernità che caratterizzava l’opera di Fichera.

All’interno, gli spazi di collegamento, atri e corridoi, sono nobilitati dall’uso di ordini architettonici in stile classico. Le decorazioni scultoree furono eseguite dallo scultore Carmelo Florio. Il programma iconografico comprendeva pannelli decorativi a soggetto mitologico e allegorico, figure femminili drappeggiatemascheroni, ghirlande di frutta e motivi vegetali, distribuiti sui prospetti e nei timpani delle finestre. Nella facciata posteriore, in alto sopra il cornicione, erano collocate quattro statue: copie di opere classiche raffiguranti Venere, Diana, Apollo e Mercurio. Sul medesimo prospetto erano presenti pannelli decorativi a soggetto mitologico e allegorico, oggi in parte perduti. L’edificio era l’unica sede postale in Sicilia dotata di due torri d’angolo con funzione di ricezione del telegrafo. La rivista Opere Pubbliche, nel 1932, lo definì tra le più importanti opere edilizie dell’ultimo decennio per mole, pregio architettonico e rispondenza allo scopo.

L’interno monumentale

L’interno del Palazzo conferma l’impostazione aristocratica dell’esterno. Gli spazi di connessione, atri, corridoi, scaloni, sono nobilitati dall’uso di ordini architettonici che richiamano la tradizione classica. Frammenti antichi, recuperati durante i lavori di scavo delle fondamenta, sono inseriti nelle pareti come citazioni dirette del passato greco-romano di Siracusa: un gesto tipico dell’approccio di Fichera, che non separa mai la modernità dell’edificio dalla storia del luogo in cui sorge. I pavimenti in marmo, le decorazioni a stucco e l’illuminazione naturale attraverso ampie vetrate conferiscono agli ambienti interni una solennità che va oltre la funzione burocratica dell’ufficio postale, trasformando l’atto quotidiano di spedire una lettera in un’esperienza quasi civica.

La «Tavola degli Orrori» e il giudizio dei razionalisti

Il Palazzo delle Poste di Siracusa viene inaugurato nel 1929-1930, in un momento di transizione per l’architettura italiana. Il Razionalismo, il movimento che propugna un’architettura priva di ornamento, funzionale e moderna, si sta affermando come tendenza dominante. Nel 1931, alla Seconda Esposizione di Architettura Razionale del MIAR (Movimento Italiano per l’Architettura Razionale) a Roma, il palazzo siracusano di Fichera finisce nella cosiddetta «Tavola degli Orrori»: un montaggio fotografico provocatorio che accosta gli edifici giudicati anacronistici alle opere dei giovani razionalisti. Per i seguaci di Giuseppe Terragni e Adalberto Libera, lo stile classicheggiante di Fichera è un residuo del passato, incompatibile con lo spirito della modernità. Il giudizio, severo all’epoca, è stato rivisto dalla storiografia successiva: l’opera di Fichera viene oggi letta come un tentativo, colto e consapevole, di mediare tra la tradizione mediterranea e le esigenze della committenza pubblica fascista, che chiedeva monumentalità e rappresentatività senza rinunciare a un linguaggio familiare alla popolazione.

Funzione postale (1929-2010 circa)

Per oltre ottant’anni il palazzo servì come sede principale delle Poste e Telegrafi di Siracusa. L’edificio gestiva il traffico postale e telegrafico della città e della provincia, e la sua posizione sul lungomare lo rendeva un punto di riferimento per residenti e viaggiatori. Con la progressiva riduzione dei servizi postali fisici e la razionalizzazione delle sedi, l’edificio perse la sua funzione originaria e venne dismesso.

Nel dopoguerra il palazzo mantiene la funzione di ufficio postale centrale di Siracusa, servendo una popolazione che cresce dai circa 60.000 abitanti degli anni Trenta ai 120.000 degli anni Ottanta. L’edificio diventa un punto di riferimento quotidiano per generazioni di siracusani: qui si ritirano raccomandate, si spediscono pacchi, si pagano bollettini, si comprano francobolli. Per molti, il Palazzo delle Poste è il primo contatto con lo Stato e la sua burocrazia. Le code allo sportello, i moduli compilati a mano, l’odore di carta e inchiostro: l’esperienza dell’ufficio postale è parte della memoria collettiva di Siracusa, e la bellezza dell’edificio, gli atri marmorei, i soffitti decorati, ne fa un’esperienza diversa da quella di qualsiasi altro sportello pubblico.

Con la progressiva digitalizzazione dei servizi postali e la riduzione del personale, l’edificio diventa sovradimensionato rispetto alle esigenze operative di Poste Italiane. La manutenzione del palazzo, costosa per le dimensioni e per i vincoli di tutela, pesa sui bilanci della società. Nei primi anni Duemila si avviano le trattative per la dismissione.

Dismissione e passaggio di proprieta

Con la progressiva riduzione dei servizi postali fisici e la razionalizzazione delle sedi sul territorio nazionale, l’edificio perse la funzione originaria tra la fine degli anni Duemila e l’inizio del decennio successivo. Il palazzo, sottoposto a vincolo architettonico dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Siracusa in quanto opera di pregio del primo Novecento, fu alienato da Poste Italiane e acquistato da un gruppo di investitori privati che avviarono il progetto di riconversione alberghiera nel rispetto dei vincoli di tutela.

Con decreto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali del 9 ottobre 2000, l’edificio è sottoposto a vincolo monumentale. La dismissione coincide con il riconoscimento formale del valore storico-artistico del palazzo: un paradosso che riflette la difficoltà dello Stato italiano nel gestire il proprio patrimonio immobiliare.

Riconversione in hotel

Il progetto di restauro e riconversione, durato diversi anni, fu affidato all’architetto Giancarlo Tagliabue dello studio milanese omonimo, che intervenne sugli spazi interni ed esterni conservando i principali elementi storico-architettonici: decorazioni originali, cromie, scritte postali d’epoca e dettagli costruttivi. Il restauro mantenne le geometrie razionali dell’impianto di Fichera, i materiali pregiati e l’atmosfera solenne degli ambienti.

L’Ortea Palace Luxury Hotel aprì il 16 aprile 2019 con 75 tra camere e suite, arredi di design e tessuti che richiamano le sfumature del blu mare, del verde, del grigio perla e del rosso cardinale. L’hotel fa parte della catena Autograph Collection by Marriott.

La proprietà del complesso passa alla Russotti Finance S.p.A. (poi incorporata in Russotti Gestioni Hotels S.p.A.), il più grande franchisee Marriott in Italia. Il promotore della riconversione è l’ing. Sebastiano Russotti (Messina, 1934 – Giardini Naxos, 3 novembre 2024), pioniere dell’industria turistica siciliana attivo dagli anni Settanta. L’investimento complessivo ammonta a circa 34 milioni di euro. L’interior design è affidato allo studio dell’architetto Giancarlo Tagliabue di Milano, gruppo siciliano attivo nel settore immobiliare e alberghiero. I lavori di ristrutturazione durano cinque anni e si concludono nel 2018 con l’apertura dell’Ortea Palace Hotel, Sicily, Autograph Collection, marchio di lusso della catena Marriott International. L’intervento conservativo preserva i principali elementi storico-architettonici: le facciate in pietra calcarea, le decorazioni interne, i soffitti originali. I colori vengono riprodotti sulla base dei campioni storici. La riconversione trasforma l’ex palazzo postale in una struttura ricettiva a cinque stelle lusso con 75 camere e suite (alcune duplex), la prima struttura siciliana del brand Marriott Autograph Collection. Le camere sono intitolate a font tipografici, Bauhaus, Bodoni, Futura, Baskerville, Garamond, in omaggio alla storia postale dell’edificio. Una «Stanza delle Meraviglie» è dedicata alla calligrafia antica. La corte interna, usata come parcheggio durante gli anni di abbandono, è trasformata in lobby e brasserie con una copertura in vetro che lascia filtrare la luce naturale, ristorante, spa e sale conferenze, posizionata come punto di accesso privilegiato a Ortigia.

L’operazione non è esente da critiche. Una parte della cittadinanza e alcune associazioni culturali contestano la privatizzazione di un edificio pubblico dal forte valore identitario: il Palazzo delle Poste, per quasi un secolo, è stato il luogo dove i siracusani hanno spedito lettere, ritirato pacchi, pagato bollettini. La sua trasformazione in hotel di lusso, accessibile a una clientela internazionale ma non alla quotidianità dei residenti, alimenta un dibattito acceso. Le critiche più dure vengono dall’avvocato Giuliano, che denuncia l’alterazione della facciata simmetrica, l’aggiunta di coppi toscani e pensiline non storiche, la colata di rame sulle torri d’angolo e la modifica della falda del tetto per creare suite aggiuntive. La Procura di Siracusa indaga sulla sopraelevazione: l’avvocato Reale, difensore di Russotti, sostiene che il piano aggiunto «è sempre esistito come sottotetto» e che la variante urbanistica fu richiesta da Poste Italiane stesse. L’indagine sulla sopraelevazione viene archiviata, ma Russotti è condannata a un’ammenda di 50.000 euro per non aver presentato variante ai lavori. Un contenzioso parallelo riguarda 244.947 euro di canoni COSAP non pagati e 619.000 euro di oneri di urbanizzazione pattuiti per il cambio di destinazione d’uso. La vicenda si trascina dal 2008 e raggiunge la Corte di Cassazione nel 2024. Il caso alimenta un dibattito più ampio sulla gentrificazione di Ortigia e sulla vendita del patrimonio pubblico a operatori privati. I sostenitori della riconversione rispondono che l’alternativa sarebbe stata l’abbandono e il degrado, come accaduto a molti edifici pubblici dismessi nel Mezzogiorno.

Confronto con il Palazzo delle Poste di Catania

Fichera progetto il Palazzo delle Poste di Catania (1919-1929) e quello di Siracusa in parallelo, applicando principi funzionali simili ma con differenze significative. L’edificio catanese, situato in Viale Africa, ha dimensioni maggiori e un linguaggio piu marcatamente monumentale, con un imponente pronao a colonne che richiama l’architettura romana. A Siracusa, Fichera opto per una scala piu contenuta e un dialogo piu diretto con il tessuto urbano di Ortigia, privilegiando le torri angolari come elemento distintivo. Entrambi gli edifici condividono l’uso della pietra calcarea locale, la pianta ad anelli concentrici e l’attenzione alla distribuzione funzionale degli spazi interni.

Francesco Fichera

Francesco Fichera (Catania, 1881 – Catania, 1950) fu uno degli architetti siciliani più significativi della prima metà del Novecento. Allievo di Ernesto Basile, passò dal Liberty giovanile a un linguaggio sempre più monumentale e classicista. Tra le sue opere più note figurano il Palazzo delle Poste di Catania, il Palazzo delle Poste di Siracusa, il Palazzo di Giustizia di Catania e numerosi edifici residenziali e pubblici in tutta la Sicilia orientale.

La voce del Dizionario Biografico degli Italiani (Treccani) lo colloca tra le figure di primo piano dell’architettura siciliana del primo Novecento, riconoscendogli una «chiarezza proporzionale» e un uso sapiente dei materiali locali, la pietra lavica per Catania, la pietra calcarea per Siracusa, che radicano ogni edificio nel paesaggio urbano circostante.

L’eredità di Fichera a Siracusa non si esaurisce nel Palazzo delle Poste. La sua influenza si avverte nella generazione successiva di architetti locali, che negli anni Trenta e Quaranta proseguono il dialogo fra tradizione classica e modernità, producendo una serie di edifici pubblici e privati che definiscono il volto novecentesco della città. Lo studio pubblicato su FAMagazine analizza la «poetica progettuale» di Fichera, individuando nella rappresentazione tradizionale e nella comunicazione digitale due chiavi di lettura complementari per comprendere un’opera che sfugge alle categorie rigide di razionalismo ed eclettismo.

Accessibilità

Accessibilità motoria

L’ingresso principale dell’hotel avviene dalle torri angolari al piano terra, prive di gradini. L’edificio dispone di ascensori interni che collegano tutti i piani. L’area esterna, sul lungomare di Ortigia, presenta pavimentazione in pietra lavica con giunti ampi, percorribile con sedia a rotelle sebbene con qualche difficoltà su tratti irregolari. I marciapiedi circostanti hanno larghezza variabile; dove presenti, gli scivoli pedonali hanno pendenze talvolta superiori ai limiti di legge.

Accessibilità visiva

Non si rilevano percorsi tattili LOGES o mappe a rilievo nell’area esterna. La segnaletica del hotel è prevalentemente visiva. All’interno dell’hotel, l’illuminazione è adeguata nelle aree comuni.

Accessibilità uditiva

Non risultano installati sistemi a induzione magnetica né dispositivi di assistenza uditiva nelle aree comuni dell’edificio.

Accessibilità cognitiva

La segnaletica interna dell’hotel segue standard internazionali. Non sono disponibili informazioni storiche o guide in formato semplificato o Easy-to-Read nell’area esterna.

Suggerimenti

L’installazione di percorsi tattili sul lungomare antistante e di pannelli informativi in formato accessibile sulla storia dell’edificio migliorerebbe l’esperienza per visitatori con disabilità visiva e cognitiva. Per informazioni sulle camere accessibili contattare la reception al +39 0931-16681.

Fonti

  • Randazzo, Antonio. «Palazzo Poste, Palazzi di pregio di Siracusa». antoniorandazzo.it. Consulta online.
  • «Palazzo delle Poste». Siti UNESCO Sicilia Sud Est. Consulta online.
  • «Siracusa, il 16 aprile apre l’Ortea Palace: nuova vita a 5 stelle del Palazzo delle Poste». Siracusa News, 2019. Consulta online.
  • «Ortea Palace Luxury Hotel di Siracusa». SG Gallery Live. Consulta online.
  • «L’ex Palazzo delle Poste di Siracusa rivive nell’Ortea Palace Luxury Resort». The Plan. Consulta online.
  • «FICHERA, Francesco». Dizionario Biografico degli Italiani, Treccani. Consulta online.
  • Tagliabue, Giancarlo. «Ortea Palace Hotel, Progetto». giancarlotagliabue.com. Consulta online.
  • Voce «Francesco Fichera». Dizionario Biografico degli Italiani, Treccani. Consulta online.
  • Damiano, Di Mauro. «Francesco Fichera e il Palazzo delle Poste per Noto: studio grafico su un edificio mai realizzato». Academia.edu. Consulta online.
  • «La poetica progettuale di Francesco Fichera». FAMagazine. Consulta online.

Scheda aggiunta da Alessandro Calabrò il 25 marzo 2026.

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