Aretusapedia diventa app: schede, audioguide, AI, mappa e una community per chi ama Siracusa
Da maggio 2026 l’enciclopedia digitale di Siracusa è anche su iPhone, con audioguide, intelligenza artificiale, mappa con geolocalizzazione e un programma Aretusiani che si è arricchito di nuovi modi per contribuire.
L’articolo è troppo lungo? Fattelo riassumere
Apri Aretusapedia AI e ottieni una sintesi in pochi secondi.
Aretusapedia è arrivata su App Store. Insieme all’app, dentro Aretusapedia ci sono cose che fino a poche settimane fa non esistevano: audioguide per le schede, una chat con un’intelligenza artificiale che risponde su Siracusa basandosi sulle nostre fonti, una mappa che mostra le schede attorno a chi la apre, itinerari tematici curati e un programma Aretusiani che si è ampliato con nuovi modi per contribuire all’archivio.
Quando a marzo abbiamo presentato il programma Aretusiani e la nuova homepage, eravamo a 52 schede, 12 categorie e una sola via per leggere Aretusapedia: aprire un browser. Da oggi le schede sono 104, le categorie 17, e per consultare l’archivio basta aprire un’app sul telefono. È il salto più grande che il progetto abbia fatto, e cambia il modo in cui Siracusa può essere raccontata.

L’app è arrivata, e con lei tutto il resto
L’app si chiama Aretusapedia — Siracusa a 360°. È gratuita, disponibile su App Store per iPhone, e contiene tutte le oltre 100 schede pubblicate fino a oggi insieme alle funzioni che il sito web non ha. Il punto non è solo avere Aretusapedia in tasca: alcune cose, dentro l’app, funzionano in modi che sul web non sarebbero possibili. La geolocalizzazione che ti dice quale scheda hai sotto i piedi, le audioguide che si ascoltano anche con lo schermo bloccato, la chat dedicata all’AI di Aretusapedia.
Per chi conosce già il sito, l’app è la stessa Aretusapedia in una forma diversa. Per chi arriva nuovo, è un’enciclopedia che si comporta come un’app: si cerca, si ascolta, si esplora a partire dalla mappa, si torna ogni giorno a leggere qualcosa di nuovo. E si contribuisce, se si vuole.
Disponibile ora
Scarica Aretusapedia su iPhone
Siracusa nella tua tasca: schede, audioguide, AI, mappa, itinerari, community.
Funziona offline
Pensata per chi non vede
Riconosce dove sei
Cinque novità in questa versione
Le cose che da oggi puoi fare con Aretusapedia, e che fino a poche settimane fa non c’erano, sono cinque. Vale la pena vederle una per una.
1. Le audioguide e gli itinerari
Ogni scheda di Aretusapedia adatta a essere raccontata ha ora una sua audioguida. Si apre dalla scheda con un tap sul bottone “Ascolta l’audioguida” e parte. Funziona anche con lo schermo bloccato, mentre cammini per Ortigia o stai in macchina. È pensata per chi non vede, ma chiunque la apre si rende conto che è anche un modo molto più rilassato di scoprire un luogo: una voce che ti racconta, invece di un testo da leggere mentre cerchi di non sbattere contro il prossimo turista.

Sotto le audioguide c’è una novità più ambiziosa, che si chiama Scopri. È una sezione dell’app in cui le schede sono raggruppate in itinerari tematici curati. I primi tre sono Sulle orme di Santa Lucia, Teatro Greco e Dramma Antico e Archimede e la sua eredità. Ogni itinerario tiene insieme le schede che parlano dello stesso argomento e ti accompagna nell’approfondimento, con le audioguide a fare da filo conduttore. È un modo di leggere l’archivio che prima il sito non offriva.


2. Aretusapedia AI: una chat che conosce le schede
All’indirizzo aretusapedia.it/ai e dentro l’app è attiva Aretusapedia AI. È una chat a cui puoi chiedere qualsiasi cosa su Siracusa: “Cos’è la Festa delle Quaglie?”, “Perché Siracusa si chiama così?”, “Quanti spettatori contiene il Teatro Greco?”. Le risposte non sono inventate: nascono dalle schede di Aretusapedia, che l’AI ha letto e indicizzato.

Questo cambia un piccolo dettaglio: Aretusapedia non si consulta più solo cercando il titolo giusto. Puoi farle una domanda diretta. E se la risposta che ti dà ti incuriosisce, in fondo trovi sempre i link alle schede da cui ha attinto, in modo che tu possa andare a leggerle per intero.


L’AI non vive solo nella chat dedicata. Su ogni scheda dell’app, da oggi, c’è un menu rapido con quattro opzioni:
- Riassumi questa scheda — per chi ha fretta o per le schede molto lunghe.
- Chiedi all’AI — apre la chat con una domanda già impostata sul contenuto della scheda che stai leggendo.
- Naviga scheda — salta direttamente a una delle sezioni.
- Leggi trascrizione audio — apre la versione testuale dell’audioguida.
È il modo in cui pensiamo che l’AI debba stare dentro un archivio: come uno strumento di lettura, non come un sostituto delle fonti.
3. La mappa con la geolocalizzazione delle schede
Se apri l’app a Ortigia e tocchi la voce Mappa, vedi tutte le schede di Aretusapedia disposte sopra Siracusa, raggruppate per categoria con icone e colori diversi. Le chiese sono in viola, i palazzi in blu, le piazze in verde, le edicole votive in rosso e così via. Filtri per tipologia, zoom, e quando tocchi un marker leggi l’anteprima della scheda e la sua categoria.

L’altra cosa che fa la mappa è meno appariscente ma forse più utile. Premi un bottone e l’app ti dice “Cosa c’è qui attorno a te”: usa la geolocalizzazione e ti mostra le schede a pochi metri di distanza. Stai in via Cavour e non sai cosa stai guardando? Tre tap e leggi cos’è. È pensato per turisti, ma a Siracusa funziona anche per chi ci vive da sempre. Sotto i piedi degli aretusani, in continuazione, ci sono pezzi di storia che nessuno ha mai raccontato a voce alta.
4. Le storie quotidiane
Ogni giorno, in cima all’app, c’è una serie di “storie” che cambiano. Una racconta una scheda casuale dell’archivio in formato verticale a tutto schermo, un po’ come le storie dei social. Un’altra è “Lo sapevi che…” e ti mostra un dato curioso su un luogo della città. Un’altra ancora è “Accadde oggi”: un evento storico legato alla data del giorno.

Sono fatte per dare un piccolo motivo di ritorno, ogni giorno. La differenza con le stories di Instagram è che dietro a ogni schermata verticale c’è una scheda enciclopedica con fonti bibliografiche, non un post temporaneo. Ti incuriosiscono? Tap, e leggi la scheda completa.
5. Il programma Aretusiani, evoluto
Il programma Aretusiani non è una novità di oggi. Lo avevamo presentato a marzo, con il sistema a punti, i sei livelli (da Viandante a Custode), la classifica pubblica e i quattro form di segnalazione (errori, luoghi mancanti, barriere, proposte di personaggi). Quello che è cambiato in questa versione è il numero di modi per contribuire, che si è ampliato, e il fatto che ora tutto si fa anche dall’app, in pochi tap, mentre sei in giro.

I modi per contribuire, oggi, sono questi:
- Segnala errori in una scheda. Hai trovato una data sbagliata, una fonte mancante, un nome scritto male? Lo scrivi in due righe. +10 punti.
- Proponi luoghi non ancora raccontati: una chiesa, una piazza, un palazzo che merita una scheda. +10 punti.
- Suggerisci personaggi siracusani che meritano di essere documentati. +10 punti.
- Mappa l’accessibilità: barriere architettoniche, scivoli, parcheggi vicini, servizi igienici accessibili. È il contributo più alto, perché aiuta chi della città ha più bisogno. +15 punti.
- Recensisci un luogo con stelline, esperienza, accessibilità e nota storica. +5 punti.
- Carica foto di un luogo: la prima foto su una scheda vale di più, le successive servono comunque a tenere viva l’iconografia. +3 / +1 punti.
Le novità rispetto a marzo sono soprattutto queste ultime tre. Ora, dall’app, mentre sei davanti a una chiesa puoi premere il bottone “+”, scegliere “Foto al volo“, scattare e taggare in pochi secondi. Oppure “Sono qui — cosa c’è“, che ti mostra le schede attorno e ti propone di lasciare una recensione o una segnalazione su quel luogo. La barriera tra “ho notato una cosa” e “l’ho registrata su Aretusapedia” è scomparsa.

L’idea è che chi vive Siracusa la racconti meglio di chiunque altro. Se siamo in tanti a farlo, l’archivio cresce.
Una novità in più: l’accessibilità documentata
Aretusapedia è oggi l’unica enciclopedia di Siracusa che documenta in modo sistematico l’accessibilità di chiese, palazzi, piazze, monumenti ed edicole votive. Per ogni scheda, dove possibile, raccontiamo barriere architettoniche, percorsi e ingressi, parcheggi accessibili, servizi igienici, info visive per chi non vede.

Sono già 57 le schede con informazioni di accessibilità complete. Sull’app, una pagina dedicata raccoglie tutto e lo rende navigabile. Per chi non vede, per chi si muove con difficoltà, per chi accompagna qualcuno: prima di andare in un luogo, sapete cosa aspettarvi. Per chi questi temi non li vive direttamente, è un modo di guardare la propria città con occhi diversi.
Tutto quello che è cambiato dal post di marzo
Novità di questa versione
- Nuovo — App Aretusapedia per iPhone su App Store
- Nuovo — Audioguide per le schede di luoghi e personaggi, con trascrizione testuale
- Nuovo — Itinerari tematici nella sezione Scopri (3 percorsi al lancio)
- Nuovo — Aretusapedia AI, chat dedicata che risponde su Siracusa basandosi sulle schede
- Nuovo — Funzioni “Riassumi” e “Chiedi all’AI” su ogni scheda
- Nuovo — Mappa con geolocalizzazione e schede vicine via GPS
- Nuovo — Storie quotidiane in formato verticale (Lo sapevi che, Accadde oggi, scheda casuale)
- Nuovo — Contribuzioni “Foto al volo” e “Sono qui — cosa c’è” per gli Aretusiani
- Nuovo — Recensioni dei luoghi con stelline, esperienza, accessibilità, nota storica
- Aggiornato — Da 52 a oltre 100 schede pubblicate
- Aggiornato — Da 12 a 17 categorie
- Aggiornato — Pagina accessibilità con 57 schede documentate
Diventa Aretusiano
L’app la potete scaricare e usare anche senza iscrivervi. Le schede si leggono comunque, le audioguide si ascoltano, l’AI risponde, la mappa funziona. Ma per contribuire all’archivio, accumulare punti e salire di livello, serve un account.
Il senso degli Aretusiani non è il punteggio in sé. È che Aretusapedia non è un’enciclopedia scritta da una persona, è un archivio collettivo dove chi vive Siracusa segnala, propone, corregge, fotografa, racconta. Più siamo, più cresce, più precisa diventa, più angoli della città riusciamo a documentare.
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Mappa l’accessibilità
Grazie alla stampa locale, e a chi sta già parlando di Aretusapedia
L’app è uscita da pochi giorni e diversi giornali locali ne hanno già scritto. Li ringrazio. Aretusapedia esiste per Siracusa, e che siano i media siracusani a farla conoscere è il modo più giusto perché la voce arrivi a chi ci vive, ci ha vissuto, ci tornerà.
L’altra cosa che chiedo a chi legge fin qui è il passaparola. Mandare il link dell’app a un genitore, a un amico, a una guida turistica che ama Siracusa. Lasciare una recensione su App Store. Iscriversi al programma Aretusiani e provare la prima segnalazione, anche piccola. Aretusapedia cresce un contributo alla volta, e ogni persona che entra rende l’archivio più ricco di quello che era ieri.
Se invece scrivete su un giornale, su un blog, su un podcast, e pensate che valga la pena raccontare il progetto, scrivetemi a alessandrocalabro.clb@gmail.com. Sono qui.
Tre cose da fare adesso, in ordine di importanza:
1. Scarica gratis l’app su App Store — aprila, prova la mappa, ascolta una audioguida, fai una domanda all’AI.
2. Iscriviti come Aretusiano — iscrizione gratuita, ti basta un’email.
3. Manda questo articolo a una persona che ami Siracusa.