![]() Ritratto di Mario Landolina Interlandi. Fonte: ricerche di Arturo Messina. | |
| Carica pubblica | |
| Carica | Sindaco di Siracusa |
|---|---|
| Mandato | Gennaio 1895 – 1895/1896 (morto in carica) |
| Predecessore | Conte Alessandro Statella (sindaco 1890–1894) |
| Successore | Barone Michele Bonanno (sindaco 1896–1897) |
| Dati anagrafici | |
| Nome completo | Mario Landolina Interlandi |
| Titolo | Cavaliere (Cav.) |
| Nascita | Siracusa, ante 1835 (forse 26 ottobre 1815) |
| Morte | Siracusa, tra il 1895 e il 1896 |
| Sepoltura | Cimitero Comunale di Siracusa, recinti della famiglia Landolina |
| Padre | Vincenzo Interlandi di Caltagirone |
| Madre | Francesca Landolina e Fardella |
| Coniuge | Maria Fardella |
| Professione | Possidente, giornalista, politico |
| Carriera politica | |
| Schieramento | Autonomista, garibaldino («partito del Tamburo») |
| Deputato | XI Legislatura (1870–1874) Collegio di Siracusa |
| Onorificenza | Croce dell’Ordine di San Michele (29 gennaio 1870, re Ludwig II di Baviera) |
Mario Landolina Interlandi (Siracusa, ante 1835 – Siracusa, tra il 1895 e il 1896) è stato un politico, giornalista e possidente siracusano del XIX secolo. Esponente della fazione autonomista e garibaldina nota come «partito del Tamburo», fu deputato al Parlamento del Regno d’Italia nella XI Legislatura (1870–1874), direttore del settimanale di opposizione Il Popolano Siracusa, presidente della Società Operaia di Mutuo Soccorso «Giuseppe Garibaldi» e, negli ultimi anni di vita, sindaco di Siracusa, carica che ricoprì dalla fine del 1894 o inizio del 1895 fino alla morte in carica.
Biografia
Origini e famiglia
Mario Landolina Interlandi nacque a Siracusa in data non accertata con precisione, anteriore al 1835. Secondo una ricostruzione dello storico locale Arturo Messina, la nascita risalirebbe al 26 ottobre 1815, dato che non è stato possibile verificare su fonti primarie. Figlio di Vincenzo Interlandi, originario di Caltagirone, e di Francesca Landolina e Fardella, nipote del celebre archeologo e letterato Saverio Landolina Nava, Mario apparteneva per linea materna a una delle famiglie più in vista della nobiltà siracusana.
Il legame con i Landolina si consolidò con l’adozione da parte del cavaliere Mario Landolina Nava, di cui divenne erede universale. Nel febbraio 1844 ottenne dal sovrano borbonico il permesso di assumere ufficialmente il cognome Landolina, come attestano gli atti dell’Intendenza di Noto. Da quel momento portò il doppio cognome Landolina Interlandi. L’Archivio di Stato di Siracusa conserva il Fondo privato Interlandi-Landolina-Pizzuto (10 buste, documenti dal 1760 al 1940), che testimonia la continuità patrimoniale e documentaria della famiglia. Mario sposò Maria Fardella, come si evince da atti dell’Archivio di Stato relativi a una separazione dei beni tra i coniugi.
Il caso Von Platen
La famiglia Landolina era nota in ambito europeo per un episodio tragico e controverso: il 5 dicembre 1835, il poeta tedesco August von Platen morì a Siracusa in casa del cavaliere Mario Landolina Nava, padre adottivo del futuro sindaco. Le circostanze della morte del poeta e la gestione dei suoi beni postumi generarono polemiche che si protrassero per decenni nella stampa tedesca, gettando un’ombra sulla reputazione della famiglia.
La questione trovò una risoluzione diplomatica il 29 gennaio 1870, quando il re Ludwig II di Baviera conferì a Mario Landolina Interlandi la Croce dell’Ordine di San Michele. L’onorificenza sancì la riabilitazione ufficiale della famiglia Landolina agli occhi della corona bavarese e pose fine alla disputa legata alla morte di Von Platen. La tomba del poeta si trova nel cimitero comunale di Siracusa, nei recinti della famiglia Landolina presso Villa Landolina, accanto alla sepoltura dello stesso Mario.
Formazione e attività
Come gran parte dei possidenti del suo ceto, Mario Landolina Interlandi ricevette una formazione umanistica di tipo privato. Non sono documentati studi universitari, ma la sua attività pubblicistica e politica rivela buone competenze retoriche, giuridiche e amministrative. Oltre all’attività di possidente, si dedicò al giornalismo e alla politica, i due ambiti che ne definirono la carriera pubblica.
Attività politica
La Società Operaia e il Risorgimento locale
L’ingresso di Landolina Interlandi nella vita politica siracusana coincise con il periodo post-unitario e il fervore garibaldino. Nell’agosto 1862 assunse la carica di vicepresidente della Società Operaia di Mutuo Soccorso «Giuseppe Garibaldi» di Siracusa, una delle prime associazioni operaie della città. In quella veste organizzò una protesta pubblica contro il governo Rattazzi in seguito ai fatti di Aspromonte (29 agosto 1862), quando le truppe regie fermarono la marcia di Garibaldi verso Roma, ferendolo.
L’atteggiamento apertamente filo-garibaldino gli costò l’arresto: tra il 1862 e il 1864 fu detenuto a Catania con l’accusa di sedizione, trascorrendo circa due anni in carcere prima di essere liberato grazie a un’amnistia. L’esperienza della detenzione non lo allontanò dalla militanza: dal 1863 divenne presidente della Società Operaia, rafforzando l’organizzazione e i suoi legami con il movimento garibaldino nazionale.
Nel gennaio 1863, mentre era in corrispondenza con Giuseppe Garibaldi, inviò a Caprera la somma di 410 lire raccolta a Siracusa per i feriti di Aspromonte. Garibaldi rispose con una lettera di ringraziamento datata 9 gennaio 1863 (Lettera 3062 dell’Epistolario), pubblicata sui giornali Il Diritto e L’Unità Italiana. Il rapporto epistolare con il Generale conferì a Landolina Interlandi un prestigio che ne cementò la posizione di capo della fazione garibaldina siracusana.
Il giornalismo di opposizione
Tra il 1863 e il 1866 Landolina Interlandi diresse il settimanale Il Popolano Siracusa, stampato dalla tipografia di Antonino Pulejo. Il giornale si caratterizzò per le posizioni autonomiste, antigovernative e filo-garibaldine, espressione del cosiddetto «partito del Tamburo» che Landolina Interlandi guidava insieme al canonico Emilio Bufardeci. La testata subì ripetuti sequestri e processi giudiziari promossi dalle autorità prefettizie e cessò le pubblicazioni nel 1866.
Nel 1864 Il Popolano appoggiò apertamente la lista autonomista alle elezioni amministrative, sostenendo i candidati Pietro Bucceri Lanza, Giovanni Francica Nava, Filippo Di Natale, Francesco Giaracà e Alfonso Zivillica, tutti legati al fronte garibaldino cittadino.
Tra il 1880 e il 1884 circa, Landolina Interlandi mantenne un legame finanziario e direttivo con il periodico La Cicala, un foglio di pettegolezzi e censure politiche stampato a Noto dal tipografo Francesco Orecchia. Questa pubblicazione, pur di carattere più leggero, gli permise di mantenere un canale di pressione giornalistica sulla vita pubblica locale.
Il contesto delle fazioni politiche
La vita politica siracusana nella seconda metà dell’Ottocento era dominata dalla rivalità tra due schieramenti. Da un lato il «partito del Tamburo», fazione autonomista, radicale e garibaldina, che aveva il suo quartier generale nel circolo operaio «Il Tamburo» e che Landolina Interlandi e il canonico Emilio Bufardeci guidavano con l’appoggio di Salvatore Russo, Carmelo Lombardo, il dottor Antonio Pria, Pietro Bucceri Lanza e Gaetano Cristina. Dall’altro il «partito della Provincia», schieramento moderato, filogovernativo e di tradizione cavouriana, capeggiato da Luigi Greco Cassia e Salvatore Chindemi, sostenuto dai prefetti di nomina governativa. Questa rivalità condizionò per decenni le elezioni, le nomine e la gestione della cosa pubblica siracusana.
Deputato al Parlamento (1870–1874)
Nel 1867 Landolina Interlandi tentò una prima grande candidatura alla Camera dei Deputati, in uno scontro diretto con Luigi Greco Cassia che provocò il ritiro del candidato ministeriale Filippo Cordova. La candidatura non andò a buon fine, ma contribuì ad accrescerne la visibilità politica.
Nel 1870 fu eletto deputato al Parlamento del Regno d’Italia per il collegio di Siracusa, entrando nella XI Legislatura. L’anno seguente, nel 1871, fece parte del comitato esecutivo della terza Grande Esposizione Agraria Industriale di Siracusa, un’importante iniziativa di rilancio economico promossa dall’amministrazione locale.
Il mandato parlamentare si concluse nel 1874, quando Landolina Interlandi fu sconfitto alle elezioni dalla coalizione dei suoi avversari storici, Luigi Greco Cassia e Giuseppe Reale. Non risultano successive candidature alla Camera.
Sindaco di Siracusa
Accesso al vertice comunale
Dopo un ventennio trascorso ai margini dell’amministrazione comunale — dominata a fasi alterne dai moderati e dai governi prefettizi — Landolina Interlandi assunse la guida della giunta comunale di Siracusa tra la fine del 1894 e l’inizio del 1895, succedendo al conte Alessandro Statella (sindaco dal 1890 al 1894). La sua elezione portava per la prima volta alla massima carica civica un esponente del fronte autonomista e garibaldino, in una fase in cui Siracusa affrontava difficoltà economiche, tensioni sociali legate ai Fasci Siciliani e la necessità di adeguare i servizi pubblici alle esigenze di un territorio vasto, che comprendeva le borgate rurali di Priolo e Belvedere.
Una precedente esperienza amministrativa è documentata dalla voce «Guarino, Giuseppe» del Dizionario Biografico degli Italiani (Treccani), secondo la quale il 17 aprile 1872 il «facente funzione di sindaco M. Interlandi Landolina» accolse l’arcivescovo Giuseppe Guarino a Siracusa. In quella circostanza Mario ricopriva un ruolo vicario temporaneo: il sindaco in carica era il conte Alessandro Statella, titolare dal 1872 al 1876.
Provvedimenti e iniziative
Durante il sindacato, Landolina Interlandi si occupò del decentramento amministrativo delle borgate, nominando Carmelo Lombardo quale delegato di Priolo e giudice conciliatore. Sul piano sanitario promosse una campagna vaccinale affidata al dottor Antonio Pria, suo storico alleato politico, che certificò 62 vaccinazioni eseguite. Gestì il dazio di consumo affidando l’appalto ad Antonino Puglisi per il quadriennio 1894–1898 e si occupò della costruzione del nuovo camposanto di Priolo. Il Comune dovette affrontare contenziosi territoriali con comuni limitrofi, in particolare una disputa con Melilli.
Fine del mandato
Mario Landolina Interlandi morì in carica tra il 1895 e il 1896. Il subentro del barone Michele Bonanno, attestato come sindaco nel biennio 1896–1897, conferma la cronologia della successione. La morte durante il mandato pose fine al breve periodo in cui il fronte garibaldino aveva conquistato il vertice del governo municipale.
Morte e memoria
Funerali e commemorazione
I funerali di Landolina Interlandi assunsero il carattere di un evento di massa: secondo le cronache dell’epoca, le classi artigiane della città accorsero al corteo funebre. La Società Operaia di Mutuo Soccorso «Giuseppe Garibaldi», che egli aveva presieduto per oltre trent’anni, assunse il suo nome in segno di omaggio postumo. Fu eretto un busto marmoreo, finanziato per sottoscrizione popolare, collocato nella villetta vicina alla Fonte Aretusa. La salma fu deposta nel cimitero comunale di Siracusa, nei recinti della famiglia Landolina presso Villa Landolina, dove si trova anche la lapide commemorativa di August von Platen. Non risultano vie o strade di Siracusa a lui intitolate.
Nota sulle date
Le date di nascita e di morte di Mario Landolina Interlandi presentano incertezze e contraddizioni nelle fonti disponibili. Per la nascita, Arturo Messina indica il 26 ottobre 1815, dato che non è stato possibile verificare su fonti primarie; è certo che fosse nato prima del 1835. Per la morte, Messina riporta il 22 maggio 1890, data che appare contraddetta dalla documentazione amministrativa: atti del Comune di Siracusa attestano Landolina Interlandi come sindaco in carica tra il 1895 e il 1896, e il suo successore Michele Bonanno risulta insediato nel 1896–1897. La morte si colloca pertanto tra il 1895 e il 1896, non nel 1890.
Non va confuso con il suo padre adottivo, il cavaliere Mario Landolina Nava, vissuto in epoca precedente e noto per aver ospitato il poeta August von Platen negli ultimi giorni di vita (1835).
Fonti
- Messina, Arturo. «Mario Landolina Interlandi». In Randazzo, Antonio. Personaggi storici ottocenteschi di Siracusa. Consulta online.
- Garibaldi, Giuseppe. Epistolario, vol. VIII, Lettera 3062. Caprera, 9 gennaio 1863. Consulta online.
- Giordano, Rosa Chiara. Editoria a Siracusa nell’Ottocento. La stampa periodica. Tesi di dottorato, Università di Catania, 2021.
- Iacono, Angelo (a cura di). L’agro priolese dal 1812 al 1920, vol. V. Centro Educazione Cultura Alta Pusteria, 2007. Consulta online.
- Archivio di Stato di Siracusa. Fondo privato Interlandi-Landolina-Pizzuto, docc. 1760–1940 (10 buste).
- «Elenco dei sindaci di Siracusa». Aretusapedia. Consulta online.
- «GUARINO, Giuseppe». Dizionario Biografico degli Italiani, Treccani. Consulta online.
- Archivio Storico Siracusano, Concordanza Indici V–XXXVII (1955–2002).
Scheda aggiunta da Alessandro Calabrò il 13 marzo 2026.
