Il ponte ciclopedonale di Ortigia è una passerella urbana pedonale e ciclabile situata a Siracusa, in Sicilia, che collega l’isola di Ortigia (il centro storico cittadino) con la terraferma. Realizzato in acciaio a campata unica, lungo circa 42 metri e largo 5, costituisce di fatto il terzo collegamento viario tra Ortigia e la città, accanto ai due ponti preesistenti (Umberto I e Santa Lucia). L’opera, inaugurata nel 2025, non ha un’intitolazione ufficiale specifica ed è comunemente denominata “ponte ciclopedonale di Ortigia” o semplicemente “terzo ponte di Ortigia”; sorge nell’area dove un tempo esisteva il ponte dei Calafatari, demolito nel 2014–2015.
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| Localizzazione | Siracusa, Sicilia (tra via Eritrea e riva della Posta in Ortigia) |
|---|---|
| Tipologia | Passerella pedonale e ciclabile (ponte ad arco ribassato in acciaio) |
| Inaugurazione | 1º marzo 2025 |
| Lunghezza | ~42 m |
| Larghezza | 5 m |
| Progettista | Arch. Lorenzo Attolico (Padova) |
| Impresa costruttrice | Solesi S.p.A. (Siracusa) |
| Costo | €893.224 (costo complessivo) |
| Finanziamento | MIT €679.000 (76%) — Comune di Siracusa €213.000 (24%) |
Localizzazione e contesto
La passerella collega via Eritrea, nel quartiere Borgata Santa Lucia sulla terraferma, alla riva della Posta, estremità nord dell’isola di Ortigia, scavalcando il canale navigabile che collega il Porto Piccolo di Siracusa al mare aperto. Geograficamente si trova alle coordinate approssimative 37°04′N 15°17′E. Il contesto è quello del Porto Piccolo (la cosiddetta darsena), una piccola insenatura portuale urbana dove sono ormeggiate barche da pesca e da diporto lungo le banchine storiche. Il nuovo ponte sorge a breve distanza (circa 90 metri) dal ponte Umberto I, in prossimità di piazza delle Poste e dell’ex Palazzo delle Poste (oggi hotel Ortea Palace), integrandosi nel paesaggio del lungomare.

L’area rientra nel centro storico di Siracusa dichiarato Patrimonio dell’umanità UNESCO; i vincoli paesaggistici e monumentali hanno imposto particolare attenzione nell’inserimento dell’opera nel contesto storico-architettonico. Il ponte funge da nuova via di accesso pedonale e ciclabile all’isola, contribuendo alla mobilità dolce e alla pedonalizzazione del centro storico, e creando un percorso alternativo per alleggerire il traffico turistico e locale sulle infrastrutture esistenti.
Storia e iter amministrativo
L’idea di realizzare un nuovo collegamento pedonale tra Ortigia e la terraferma deriva dall’esigenza di sostituire il vecchio ponte dei Calafatari, un piccolo ponte stradale costruito negli anni 1960 come via di fuga provvisoria dall’isola e chiuso per problemi strutturali nel 2005. Nel novembre 2014 il Consiglio comunale deliberò l’abbattimento di quel manufatto, ritenuto ormai pericolante; la demolizione fu effettuata entro la fine del 2014, lasciando Ortigia collegata alla città soltanto tramite i due ponti storici. Negli anni successivi il collegamento non venne ricostruito e la scelta di non rimpiazzarlo fu oggetto di dibattito: parte dell’opinione pubblica chiedeva una nuova passerella, ma l’amministrazione pro tempore considerò sufficienti i ponti esistenti.
Una svolta si ebbe negli anni 2020, quando l’amministrazione del sindaco Francesco Italia inserì un nuovo ponte ciclopedonale nel Piano urbano della mobilità sostenibile e tra i progetti candidati a finanziamenti statali/europei per la rigenerazione urbana. Nel 2021 fu affidata la progettazione preliminare dell’opera e avviato l’iter per ottenere i fondi ministeriali necessari. Il progetto definitivo fu redatto dall’architetto Lorenzo Attolico (studio di Padova). I finanziamenti necessari furono assicurati dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, nell’ambito di un programma nazionale per la mobilità urbana sostenibile, con un cofinanziamento del Comune di Siracusa. Nel 2023 il progetto esecutivo ottenne l’approvazione di tutti gli enti competenti (inclusa la Soprintendenza ai Beni Culturali, data la collocazione in area vincolata) e fu bandita la gara d’appalto per la costruzione. L’impresa siracusana Solesi S.p.A. si aggiudicò l’appalto con un ribasso del 6% sull’importo a base di gara di circa €677.700. Il contratto fu formalizzato nella primavera 2024, consentendo l’avvio dei lavori a metà anno.
Progetto e caratteristiche tecniche
Struttura e materiali
Dal punto di vista ingegneristico, il ponte è costituito da una struttura a campata unica di 42 metri con profilo ad arco ribassato. Si tratta di un arco portante in acciaio a via inferiore (tied-arch), impostato su due spalle in cemento armato con fondazioni profonde per assorbire le spinte orizzontali. L’impalcato è sospeso all’arco mediante elementi metallici e cavi d’acciaio ad alta resistenza, conferendo all’insieme un aspetto leggero e moderno. La scelta di una configurazione ad arco ribassato con forme lineari e leggere mirava a minimizzare l’impatto visivo nel paesaggio storico circostante.
L’intera ossatura portante è realizzata in acciaio verniciato, mentre le superfici di calpestio e alcuni elementi di finitura sono in legno composito. In corso d’opera è stata modificata la soluzione originaria della pavimentazione: anziché un grigliato metallico industriale previsto inizialmente, è stato adottato un tavolato in materiale composito di legno e resina epossidica, più gradevole esteticamente e pienamente percorribile in bicicletta. Il piano di camminamento è costituito da doghe composite di colore grigio, resistenti agli agenti atmosferici e con trattamento antiscivolo. Anche i parapetti laterali sono stati oggetto di una variante migliorativa: invece del semplice grigliato metallico previsto in progetto, sono stati installati parapetti in acciaio inox verniciato di bianco, integrati da reti a maglia fine di ultima generazione. Tali parapetti, alti circa 1,3 m, garantiscono sicurezza per i pedoni risultando al contempo più armonici con l’ambiente storico rispetto a soluzioni dal carattere troppo industriale.
La luce libera sotto il ponte è di circa 3,5–3,6 metri sul livello medio del mare, sufficiente a consentire il passaggio di piccole imbarcazioni a vela o a motore dal Porto Piccolo verso il mare aperto (la larghezza utile del canale navigabile tra le due spalle è di circa 10 metri). Dal punto di vista strutturale, l’opera è dimensionata per un carico massimo di 30 tonnellate: sebbene destinata al solo traffico leggero, tale portata garantisce un notevole margine di robustezza e consente, in caso di necessità straordinarie, il transito sul ponte di un mezzo di emergenza (ambulanza o autobotte).
Accessibilità e sicurezza
Il ponte ciclopedonale è stato progettato per massimizzare l’accessibilità. Le due estremità presentano rampe a pendenza dolce, senza gradini, adatte anche a persone con mobilità ridotta e ai passeggini. Sul lato Ortigia l’innalzamento è raccordato alla riva tramite due brevi rampe conformi alle normative vigenti sull’abbattimento delle barriere architettoniche. La larghezza di 5 metri dell’impalcato consente di separare il flusso pedonale da quello ciclabile: sulla pavimentazione sono tracciate linee segnaletiche (bianche e gialle) che delimitano corsie e aree pedonali, con pittogrammi e frecce direzionali a indicare il senso di marcia e l’uso corretto (ad esempio una linea centrale e simboli di bicicletta).

L’infrastruttura è destinata esclusivamente a pedoni, biciclette, monopattini e altri mezzi di micromobilità; l’accesso è interdetto ai veicoli a motore non autorizzati, controllo garantito anche tramite sistemi elettronici. Sono state installate telecamere di sorveglianza con lettura targhe agli ingressi del ponte: eventuali motoveicoli o altri veicoli non consentiti che tentassero il transito vengono individuati e sanzionati automaticamente dalla Polizia Municipale. Il ponte ricade nell’area a traffico limitato (ZTL) del centro storico, e tali misure assicurano il rispetto della sua natura ciclopedonale.
In situazioni di emergenza o calamità, il ponte può fungere da ulteriore via di fuga da Ortigia: la struttura, come detto, sopporta carichi elevati e all’occorrenza può essere percorsa da mezzi di soccorso in deroga alle normali restrizioni (funzione evidenziata anche nel piano comunale di Protezione Civile). La sicurezza passiva è garantita da un’adeguata illuminazione notturna e da parapetti robusti e rialzati che impediscono cadute accidentali in acqua. La visibilità per gli utenti risulta buona anche di sera, grazie alla presenza di fari e alla colorazione chiara dei parapetti. Inoltre, il piano di calpestio in legno composito offre un grip efficace anche in caso di pioggia, aumentando la sicurezza sia per i pedoni sia per i ciclisti.
Prima dell’apertura al pubblico sono state effettuate prove di carico e collaudi statici per verificare il comportamento elastico della campata. Tali test hanno confermato la rispondenza dell’opera ai requisiti progettuali e l’assenza di vibrazioni o flessioni anomale sotto il passaggio di gruppi di persone o di ciclisti.
Illuminazione e dotazioni
L’impianto di illuminazione del ponte rientra in un più ampio progetto di riqualificazione urbana che include la vicina piazza delle Poste e il lungomare di Levante. In progetto è previsto un sistema di luci a LED, con proiettori integrati lungo i corrimano o con lampioni dedicati, così da garantire un’illuminazione uniforme e anti-abbagliamento del percorso. Al momento dell’inaugurazione (marzo 2025), tuttavia, l’impianto definitivo non era ancora installato, essendo subordinato ai lavori di rifacimento di piazza delle Poste: nelle prime settimane il ponte è quindi rimasto al buio nelle ore notturne, fatto che ha suscitato critiche nell’opinione pubblica. L’amministrazione comunale ha posto rimedio installando in via provvisoria alcuni faretti e lampade temporanee per illuminare il ponte durante le ore notturne. Questa soluzione tampone, ritenuta poco estetica da alcuni osservatori, ha consentito di illuminare il ponte in attesa dell’impianto definitivo.
Secondo quanto comunicato, l’illuminazione definitiva sarà realizzata contestualmente alla pedonalizzazione di piazza delle Poste e alla piantumazione di alberature sul lungomare (progetto “Dinamo d’aMare” dell’amministrazione). L’obiettivo è dotare il ponte di luci scenografiche ma funzionali, integrate con l’arredo urbano circostante e senza impattare sul profilo visivo dell’isola. Nel frattempo, a fine 2025, il ponte risulta comunque illuminato a sufficienza per l’uso serale tramite lampade provvisorie a LED.
Oltre all’illuminazione, tra le dotazioni tecnologiche vi sono le già citate telecamere di videosorveglianza per il controllo degli accessi. Non sono invece presenti altri impianti particolari (ad esempio sensori strutturali o meteo), sebbene – trattandosi di un’opera di nuova generazione – in futuro potrebbero essere integrati sistemi IoT per monitorare vibrazioni o sollecitazioni. Sul piano del comfort per l’utenza, il ponte dispone di segnaletica verticale agli ingressi (pannelli che indicano divieti e permessi) ed è prevista l’installazione di panchine nelle immediate vicinanze, sulle banchine di accesso, nell’ambito del progetto di riqualificazione del waterfront. Lungo il percorso non vi sono coperture né pensiline (data la brevità dell’attraversamento), ma la larghezza del ponte consente il passaggio contemporaneo di pedoni e ciclisti in sicurezza.
Costi e finanziamenti
L’opera è stata realizzata con un investimento pubblico di circa 893 mila euro. Il quadro economico indica un costo complessivo di €893.224,35, somma che comprende sia l’importo dei lavori a base d’asta (circa €642.500) sia le spese accessorie (IVA, oneri tecnici, espropri, imprevisti e somme a disposizione). Il finanziamento è stato garantito in larga parte dallo Stato: €679.000 (circa il 76%) dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, e €213.000 (24%) quale cofinanziamento a carico del bilancio comunale di Siracusa.
In sede di gara d’appalto, l’offerta della Solesi S.p.A. ha comportato un ribasso del 6% sul costo dei lavori (riducendo l’importo da €677.700 a circa €637.000), permettendo un piccolo risparmio rispetto alle previsioni iniziali. Tali economie sono state in parte reimpiegate per le migliorie ai materiali decise in corso d’opera (come la pavimentazione in composito legno-resina e i parapetti di maggior pregio). Il costo finale si è mantenuto sotto la soglia di 1 milione di euro, elemento più volte evidenziato dall’amministrazione come esempio di opera relativamente poco onerosa. Va notato che i finanziamenti per il ponte rientrano in un piano più ampio di riqualificazione del waterfront del Porto Piccolo, che comprende interventi su piazza dei Marinaretti, via Regina Margherita e largo Sbarcadero Santa Lucia. Il ponte ciclopedonale è quindi parte di un investimento integrato per la rigenerazione urbana della zona nord di Ortigia.
Costruzione e cantiere
I lavori di costruzione sono iniziati nell’estate 2024. Il cantiere fu formalmente consegnato a fine giugno 2024, dopo l’emanazione delle necessarie ordinanze di viabilità: per consentire le opere, il Comune vietò transito e sosta su un tratto della riva della Posta (tra l’hotel Ortea Palace e il ponte Umbertino) e lungo la sponda opposta di via Riva Forte Gallo, liberando l’area per i macchinari. La Capitaneria di Porto, dal canto suo, emanò un’ordinanza per interdire temporaneamente la navigazione nel canale durante le fasi critiche di montaggio, a tutela della sicurezza.
La realizzazione dell’opera è stata relativamente rapida. L’impresa appaltatrice, Solesi S.p.A., ha prefabbricato in stabilimento gran parte della struttura metallica, assemblando poi in situ i vari conci del ponte. Già nell’ottobre 2024 (come riportato da cronache locali) furono posizionate e collegate tra loro le due semiarcate in acciaio sulla campata, e successivamente vennero montati i traversi, il piano di calpestio e i parapetti. Ad agosto 2024 il cantiere era in piena attività, ma a settembre si registrò una sospensione di circa un mese in concomitanza con il summit internazionale G7 Agricoltura ospitato a Siracusa: per ragioni di decoro urbano e sicurezza, i lavori sul ponte furono fermati durante l’evento (nel settembre inoltrato) e l’area completamente sgomberata dalle attrezzature, comportando un lieve slittamento del cronoprogramma.
Il contratto originario prevedeva 6 mesi di lavori con consegna a dicembre 2024. A causa della pausa per il G7 e di alcune varianti migliorative richieste in corso d’opera, fu accordata una proroga fino a febbraio 2025. Nel frattempo, tra fine dicembre e inizio gennaio, le rampe di accesso prefabbricate erano già state posizionate alle due estremità, mentre a gennaio 2025 si completavano le finiture. Le principali lavorazioni extra incluse nella proroga hanno riguardato la posa del nuovo manto in legno composito (in sostituzione del grigliato originario) e l’installazione dei nuovi parapetti paesaggistici, materiali giunti a Siracusa a fine 2024.
L’ultimazione delle opere edili e strutturali è avvenuta entro metà febbraio 2025, seguita dai collaudi statico-funzionali. Già a fine febbraio il ponte appariva completo in ogni sua parte e pronto per l’apertura. Verificata la regolare oscillazione dell’impalcato sotto carico e l’assenza di difetti, l’opera è stata formalmente consegnata, permettendo di organizzare l’evento inaugurale nei primi giorni di marzo 2025.
Inaugurazione
L’inaugurazione ufficiale si è tenuta sabato 1º marzo 2025. In una mattinata festosa, il taglio del nastro è avvenuto sulla sponda di via Eritrea alla presenza di autorità e cittadini. A tagliare il nastro è stato il sindaco di Siracusa Francesco Italia, affiancato simbolicamente da un’anziana signora e da un bambino, a rappresentare idealmente le diverse generazioni di siracusani. Subito dopo, un’allegra sfilata di bambini in bicicletta ha effettuato la prima traversata del ponte tra bolle di sapone, palloncini e animazione, seguita da ciclisti amatoriali di alcune associazioni sportive locali.
La cerimonia ha avuto toni conviviali e familiari. È stata offerta anche una breve esibizione musicale: il soprano Maria Cappellani e il baritono Gianni Giuga, accompagnati dal maestro Rosario Cicero, hanno cantato alcuni brani per celebrare l’evento. Tra i presenti vi erano il presidente della Solesi, Paolo Augliera (in rappresentanza dell’impresa costruttrice), oltre ad assessori e consiglieri comunali; hanno invece disertato l’inaugurazione i rappresentanti dell’opposizione consiliare, in segno di protesta verso l’opera. Dopo i discorsi ufficiali e la benedizione del ponte, la passerella è stata aperta al pubblico e molti cittadini hanno subito approfittato per attraversarla a piedi e in bici. Numerosi bambini, entusiasti, hanno percorso più volte la passerella, inaugurandone di fatto l’utilizzo quotidiano.
Nei discorsi inaugurali, il sindaco Italia ha definito il ponte un tassello importante della strategia di mobilità sostenibile perseguita dalla città, utile a decongestionare il traffico veicolare verso Ortigia e a promuovere modalità di spostamento ecologiche e salutari. Ha sottolineato come «rendere più facile l’accesso pedonale e ciclabile al centro storico» risponda alle richieste di cittadini e attività della zona, migliorando la vivibilità e offrendo anche una via di fuga aggiuntiva in caso di emergenza. Il taglio del nastro del 1º marzo 2025 si è dunque svolto in un clima di soddisfazione da parte dell’amministrazione e di curiosità da parte del pubblico, con ampio risalto sui media locali (erano presenti troupe televisive e testate giornalistiche).
Utilizzo e gestione
Dalla sua apertura nel marzo 2025, il ponte ciclopedonale di Ortigia è gestito e manutenuto dal Comune di Siracusa, tramite il settore Mobilità e Trasporti in coordinamento con quello dei Lavori Pubblici. Il responsabile unico del procedimento per la realizzazione dell’opera, ing. Emanuele Fortunato (dirigente per la mobilità sostenibile), continua a occuparsi del monitoraggio post-apertura. Nei primi mesi di esercizio, l’afflusso di pedoni e ciclisti è stato costante: residenti della Borgata Santa Lucia e pendolari diretti a Ortigia utilizzano il ponte quotidianamente per abbreviare il percorso a piedi, e molti turisti lo attraversano godendo della vista sul porto. Nelle ore serali il passaggio è meno frequentato, ma la presenza delle telecamere e l’illuminazione (seppur provvisoria) garantiscono una sufficiente sicurezza percepita. Il ponte è aperto sempre, 24 ore su 24, senza limitazioni orarie, e l’accesso è libero e gratuito a tutti i mezzi non motorizzati.

Essendo un’opera nuova, è coperta da garanzia decennale da parte del costruttore. La Solesi S.p.A. ha già effettuato interventi di controllo e ripristino nei mesi successivi all’inaugurazione (ad esempio la riparazione di una rampa, vedi oltre) senza oneri per il Comune. La pulizia del ponte (rimozione di rifiuti e lavaggio della pavimentazione) è svolta periodicamente dalle ditte di igiene urbana cittadine, mentre il controllo dell’illuminazione e delle telecamere rientra nella normale gestione degli impianti comunali.
Dal punto di vista regolamentare, sul ponte vigono il divieto di transito per veicoli a motore e il limite di velocità per le biciclette (indicativamente 10 km/h, sebbene non segnalato esplicitamente). I pedoni hanno la precedenza e sono invitati a mantenersi sul lato pedonale, mentre i ciclisti devono procedere con attenzione, specialmente in presenza di molta gente. Queste indicazioni sono affisse su cartelli informativi agli ingressi. Il rispetto delle regole viene controllato sia elettronicamente (tramite le telecamere collegate alla centrale operativa della Polizia municipale) sia da pattuglie dei vigili urbani, che occasionalmente sorvegliano la zona, specie nei primi tempi, per educare all’uso corretto.
Dal punto di vista funzionale, il ponte ha migliorato l’accessibilità al centro storico: ora è possibile raggiungere Ortigia a piedi dalla zona Borgata in pochi minuti, senza dover passare necessariamente dal ponte Umbertino (dove spesso il marciapiede risulta affollato). Ciò ha risvolti positivi anche in termini turistici, creando un percorso panoramico pedonale aggiuntivo. Inoltre, in caso di eventi o chiusure temporanee che interessino il ponte Umberto I o il ponte Santa Lucia, la passerella ciclopedonale funge da utile alternativa per i pedoni, garantendo continuità di collegamento con l’isola.
Accoglienza pubblica e critiche
L’apertura del ponte ciclopedonale ha alimentato un dibattito in città, con reazioni contrastanti. Da un lato, molti cittadini hanno apprezzato la nuova infrastruttura, considerandola un passo avanti verso una Siracusa più sostenibile e a misura di pedoni. In particolare famiglie con bambini, ciclisti urbani e operatori turistici hanno accolto positivamente la passerella, che rende più accessibile Ortigia senza bisogno dell’automobile. Fin dal giorno dell’inaugurazione se ne è osservato un utilizzo spontaneo e vivace, indicativo di un gradimento almeno presso una parte del pubblico.
D’altro canto, l’opera è stata oggetto di forti critiche da parte di esponenti dell’opposizione politica e di alcuni comitati di residenti, che l’hanno definita un intervento superfluo e dispendioso. Già a gennaio 2025, poche settimane prima dell’apertura, il gruppo consiliare del Partito Democratico (minoranza in Consiglio) ha diffuso note molto dure, bollando il nuovo ponte come “inutile” e “vano spreco di risorse pubbliche”. I consiglieri PD Angelo Greco, Sara Zappulla e Massimo Milazzo hanno accusato l’amministrazione Italia di aver trascurato emergenze ben più serie per inseguire quello che definiscono «un capriccio amministrativo» privo di reale utilità. In un comunicato del 7 gennaio 2025, il PD evidenziava che il ponte ciclopedonale «non risolve alcun problema concreto», ritenendo che Ortigia avesse altre priorità (vie di fuga carrabili in caso di terremoto, potenziamento di servizi essenziali). La scelta di investire quasi 1 milione di euro in questa opera è stata definita “tanto rumore per nulla, un’opera inutile”, accusando il sindaco di puntare più alla visibilità (“spettacolarizzare”) che alla sostanza. In segno di protesta, i rappresentanti PD hanno disertato l’inaugurazione del 1º marzo 2025, sottolineando la loro contrarietà.
Anche ambienti del centrodestra hanno criticato il progetto: il consigliere comunale Paolo Cavallaro (Fratelli d’Italia) ha commentato sui social che «non basta intercettare finanziamenti per cose inutili per governare bene una città», sostenendo che sarebbe stato più utile «un ponte vero, come il Santa Lucia, per auto, bici e pedoni» anziché uno solo ciclopedonale. Secondo questa visione critica, se si voleva realizzare un terzo collegamento sarebbe stato preferibile un ponte transitabile anche dai veicoli, così da alleggerire davvero il traffico anziché una semplice passerella pedonale.
Oltre alle forze politiche, anche alcuni cittadini organizzati in comitati hanno espresso perplessità. Il comitato “Ortigia Cittadinanza Resistente”, attraverso il portavoce Davide Biondini, ha diffuso una lettera aperta definendo il ponte «superfluo, l’iter poco trasparente ed esteticamente discutibile». In particolare, il comitato contesta la necessità effettiva dell’opera: a loro dire esisteva già un attraversamento pedonale-ciclabile adeguato a breve distanza (il ponte Umbertino con marciapiede) e, in assenza di dati concreti sui bisogni da soddisfare, la costruzione di un ulteriore ponte appare ingiustificata. Inoltre, viene rilevato che il progetto non risulta inserito negli strumenti urbanistici vigenti (Piano regolatore generale e Piano particolareggiato di Ortigia) neppure come variante, e che motivarlo con esigenze di emergenza/calamità sarebbe pretestuoso.
Sul fronte della trasparenza amministrativa, lo stesso comitato ha sollevato dubbi riguardo alle procedure di affidamento: si stigmatizza il presunto ricorso eccessivo a trattative dirette anziché a una gara aperta, con un aumento di costo da 800 mila a 1,2 milioni (dato non confermato ufficialmente, forse riferito a stime preliminari). Si insinua anche un potenziale conflitto di interessi, poiché l’impresa esecutrice apparterrebbe a un gruppo societario in cui la famiglia del sindaco avrebbe ruoli di rilievo. Tali affermazioni sono state smentite dall’amministrazione, che ha ribadito la regolarità della gara pubblica e la correttezza dell’iter seguito. Infine vengono mosse critiche di ordine estetico e paesaggistico: secondo alcuni residenti il design moderno del ponte si concilierebbe poco con il contesto monumentale di Ortigia (sito UNESCO), lamentando la mancanza di una valutazione d’impatto paesaggistico approfondita prima dei lavori. Il ponte – pur concepito con intento discreto – viene da costoro ritenuto un elemento estraneo al panorama della darsena storica.
L’amministrazione comunale ha difeso la scelta, ricordando che l’opera è stata realizzata quasi interamente con fondi extra-comunali e che Siracusa non poteva lasciarsi sfuggire questa opportunità di investimento a costo ridotto. Il sindaco Italia ha dichiarato di essere certo che col tempo molti detrattori «cambieranno idea» di fronte all’utilità pratica del ponte. Anche diversi cittadini hanno manifestato apprezzamento: ad esempio, sui social network molti commenti sottolineano il piacere di attraversare il Porto Piccolo a piedi o in bici evitando il traffico, e riconoscono l’armonia architettonica del ponte una volta visto dal vivo. In definitiva, però, nel 2025 le polemiche non si sono completamente sopite: il ponte “unisce” fisicamente le sponde ma al contempo “divide” l’opinione pubblica, come sintetizzato efficacemente da un titolo giornalistico locale. L’opera è divenuta così un tema di discussione politica, emblematico delle diverse visioni su come impiegare le risorse in città.
Notizie e interventi successivi
Nei mesi successivi all’inaugurazione, il ponte ciclopedonale di Siracusa è stato oggetto di alcune vicende degne di nota. In primis vi è stato il problema dell’illuminazione mancante: dopo le critiche per il ponte rimasto al buio, a fine marzo 2025 il Comune ha installato un impianto provvisorio di faretti LED. Questa soluzione transitoria è rimasta in funzione per gran parte del 2025, in attesa che venisse attuato il progetto definitivo di illuminazione integrata con la riqualificazione di piazza delle Poste. L’amministrazione ha assicurato che i corpi illuminanti definitivi (probabilmente lampioni artistici o strip LED incassate) saranno posizionati entro l’avvio della stagione turistica 2026, così da valorizzare scenograficamente il ponte nelle ore serali.
Un altro episodio significativo è accaduto nel maggio 2025: a pochi mesi dall’apertura, alcuni utenti hanno notato un leggero distacco di materiale su una rampa di accesso, lato via Eritrea. In particolare si era scrostata una porzione di rivestimento in resina sullo scivolo della rampa, lasciando esposto il sottofondo cementizio per qualche decimetro. La notizia ha destato sorpresa – data la recente inaugurazione – alimentando dubbi sulla qualità dell’esecuzione. Tuttavia, i tecnici comunali e l’impresa costruttrice sono intervenuti prontamente: già a inizio giugno 2025 la Solesi ha effettuato il ripristino completo della finitura superficiale, impiegando poche ore di lavoro. Come spiegato dal presidente di Solesi, il difetto era di entità minima (meno di 1 mm di spessore di resina) e probabilmente dovuto all’umidità e alla fretta di completare i lavori entro i limiti temporali fissati dal PNRR. In pratica, uno strato molto sottile di primer/rasatura non aveva aderito perfettamente a causa dei tempi stretti e delle condizioni meteo, sollevandosi poi con le piogge. Si è trattato di un problema puramente estetico: nessuna compromissione strutturale o di tenuta, come tenuto a precisare il Comune per smentire allarmismi. L’intervento di ripristino ha coinvolto non solo il punto distaccato ma l’intera linea di giunzione della rampa, per assicurare uniformità visiva e prevenire futuri distacchi. Il tutto è avvenuto a carico dell’impresa, nell’ambito della garanzia, e senza costi aggiuntivi per l’amministrazione.
Oltre a questi aspetti tecnici, il ponte ha continuato a far parlare di sé nel dibattito cittadino. Nel maggio 2025 alcuni esponenti dell’opposizione hanno persino organizzato un evento simbolico di protesta chiamato provocatoriamente “ponte dell’inutilità”, per ribadire le critiche all’opera a due mesi dall’apertura. Parallelamente, associazioni ciclistiche e gruppi ambientalisti hanno svolto sul ponte pedalate ed eventi per promuovere la mobilità sostenibile, evidenziandone invece la valenza positiva. Ad esempio, durante la Giornata della Bicicletta (nell’ambito del “Syracusae Bike Fest 2025”), decine di ciclisti hanno attraversato in parata tutti e tre i ponti verso Ortigia, con sosta celebrativa sul nuovo ponte ciclopedonale.
Dal punto di vista amministrativo, nel corso del 2025 il Comune ha predisposto ulteriori interventi complementari: è stata avviata la progettazione esecutiva per la sistemazione di piazza delle Poste e largo Marinaretti, che prevede la pedonalizzazione dell’area adiacente al ponte e la creazione di spazi di sosta e belvedere sul porto. Inoltre, a fine 2025 è stata annunciata l’intenzione di dotare il ponte di pannelli informativi turistici (in più lingue) che illustrino la storia del luogo e di Ortigia, dato l’elevato transito di visitatori. Tale dotazione dovrebbe essere installata nel 2026 con fondi dell’assessorato al turismo.
In sintesi, dopo la sua apertura il ponte ciclopedonale di Siracusa ha richiesto qualche piccolo aggiustamento (illuminazione provvisoria, ripristino di finiture) ma ha iniziato a integrarsi nella vita urbana, diventando parte del paesaggio quotidiano. Le discussioni sulla sua utilità non si sono del tutto placate, ma col tempo l’opera sta trovando il suo posto, in attesa che gli interventi urbanistici correlati ne esaltino appieno i benefici.
Cronologia essenziale
- Anni 1960: costruzione del ponte dei Calafatari, piccolo ponte stradale di servizio tra riva della Posta e forte Gallo, nato come via di fuga provvisoria da Ortigia.
- 2005: chiusura parziale del ponte dei Calafatari per problemi strutturali; viene limitato il traffico per motivi di sicurezza.
- 2014 (novembre): il Comune decreta l’abbattimento del ponte dei Calafatari, ritenuto pericolante e non più necessario. Entro fine anno il ponte viene demolito, lasciando Ortigia con due soli collegamenti.
- 2021: l’amministrazione avvia l’iter progettuale per un nuovo ponte ciclopedonale tra Ortigia e terraferma. Affidati gli studi di fattibilità e presentata richiesta di finanziamento al Ministero delle Infrastrutture.
- 2023: ottenuto il finanziamento ministeriale (~€679.000) con cofinanziamento comunale (~€213.000). Approvato il progetto esecutivo (a cura dell’arch. Attolico) e bandita la gara d’appalto.
- 2024 (primavera): Solesi S.p.A. vince la gara per la costruzione con un ribasso del 6%. Firmato il contratto ed effettuata la consegna del cantiere.
- 2024 (luglio): inizio dei lavori; installato il cantiere su riva della Posta e via Eritrea; emanate ordinanze di chiusura al traffico e di interdizione alla navigazione nel canale.
- 2024 (settembre): sospensione temporanea dei lavori per circa un mese durante il summit G7 Agricoltura a Siracusa.
- 2024 (dicembre): termine contrattuale iniziale non rispettato; viene concessa proroga fino a febbraio 2025 per completare varianti (nuova pavimentazione composita e parapetti). Montate le rampe di accesso a fine anno.
- 2025 (febbraio): fine dei lavori di costruzione; completamento delle finiture e collaudo statico-funzionale.
- 2025 (1º marzo): inaugurazione ufficiale del ponte ciclopedonale di Ortigia, con cerimonia festosa e apertura al pubblico.
- 2025 (marzo): installazione di illuminazione provvisoria a LED; il ponte viene finalmente illuminato dopo alcune settimane di buio iniziale.
- 2025 (maggio): segnalato un distacco di resina su una rampa; scattano polemiche sulla qualità dell’esecuzione.
- 2025 (3 giugno): intervento di ripristino completato da Solesi: rampa riparata e chiarimenti tecnici (nessun danno strutturale).
- 2025 (dicembre): in preparazione il progetto per l’illuminazione definitiva e la riqualificazione di piazza delle Poste; ponte pienamente operativo in attesa degli interventi complementari.
Fonti e bibliografia essenziale
- Luigi Solarino — Ortigia, al via i lavori per il ponte ciclopedonale — Quotidiano di Sicilia (QdS.it) — 3 luglio 2024 — (Accesso 21/12/2025)
- Giuseppe Schifitto — Inaugurato il ponte ciclopedonale di Ortigia — SiracusaOggi.it — 1 marzo 2025 — (Accesso 21/12/2025)
- Redazione — Siracusa, inaugurato il ponte ciclopedonale di Ortigia — La Gazzetta Siracusana — 1 marzo 2025 — (Accesso 21/12/2025)
- Redazione SiracusaNews — Siracusa: polemiche sul ponte ciclopedonale in Ortigia, il PD attacca l’amministrazione — SiracusaNews.it — 7 gennaio 2025 — (Accesso 21/12/2025)
- Davide Biondini (Comitato Ortigia Resistente) — Siracusa, ponte ciclopedonale… “superfluo, iter poco trasparente ed esteticamente discutibile” — SiracusaNews.it (lettera aperta) — 8 gennaio 2025 — (Accesso 21/12/2025)
- Gianni Catania — Ponte ciclopedonale, il problema “piccolo” che ha generato sorpresa “grande” — SiracusaOggi.it — 20 maggio 2025 — (Accesso 21/12/2025)
- Gianni Catania — Ponte ciclopedonale, ripristinato l’intonaco che si era “scrostato” dalla rampa — SiracusaOggi.it — 3 giugno 2025 — (Accesso 21/12/2025)
- Movimento 5 Stelle Siracusa (Cristina Merlino) — Siracusa, un Comune in evidente stato confusionale — movimento5stellesiracusa.it — 12 marzo 2025 — (Accesso 21/12/2025)
- Carolina e Simona Bottaro — Inaugurazione del ponte ciclopedonale in Ortigia — Cammino (settimanale diocesano) — 3 marzo 2025 — (Accesso 21/12/2025)
- siracusa2000.com — Ortigia. Inaugurato il nuovo collegamento con la terraferma, ma il ponte unisce e… divide! — Siracusa2000 — 1 marzo 2025 — (Accesso 21/12/2025)
Scheda aggiunta da Alessandro Calabrò il 21 dicembre 2025.
