Michele Bonanno

Aggiornato in data 9 Maggio 2026 da Alessandro Calabrò

Questa voce riguarda il barone Michele Bonanno di Linguaglossa, sindaco di Siracusa tra il 1896 e il 1897. Per altri Bonanno, si veda la sezione Omonimi. Per il palazzo della famiglia, si veda Palazzo Bonanno.

Per l’elenco completo dei sindaci di Siracusa, vedi Elenco dei sindaci di Siracusa.

PersonaggioMichele Bonanno
Carica pubblica
CaricaSindaco di Siracusa
Mandato1896 – 1897
PredecessoreMario Landolina Interlandi
(1895–1896, morto in carica)
SuccessoreLuigi Vinci
(1898–1905)
Dati anagrafici
Nome completoDon Michele Bonanno di Linguaglossa-Cannizzaro di Belmontino
Nascita16 gennaio 1837
Morte14 giugno 1922
Età alla morte85 anni
SepolturaTomba di famiglia, nuovo cimitero di Siracusa
Famiglia
CasataBonanno (ramo di Linguaglossa)
PadreDon Giuseppe Bonanno di Linguaglossa-Beneventano
MadreDonna Anna Cannizzaro dei Baroni di Cannizzaro di Belmontino
MoglieDonna Anna Francica Nava dei Baroni di Bondifè
(matrimonio: 20 novembre 1863)
FiglioDon Giuseppe Bonanno Francica Nava
(Siracusa, 5 marzo 1866 – Roma, 29 gennaio 1942)
15° Principe di Linguaglossa
Titoli nobiliari
TitoliBarone del Maeggio
Barone della Delia
Onorificenze
Ordine della Corona d’ItaliaCavaliere, poi Commendatore (1901)
Residenza
DimoraPalazzo Bonanno
Via della Maestranza 33, Ortigia

Michele Bonanno, per esteso Don Michele Bonanno di Linguaglossa-Cannizzaro di Belmontino (16 gennaio 1837 – 14 giugno 1922), è stato un nobile e politico italiano. Barone del Maeggio e della Delia, esponente del ramo siracusano dei Principi di Linguaglossa, ricoprì la carica di sindaco di Siracusa dal 1896 al 1897, succedendo a Mario Landolina Interlandi (morto in carica) e precedendo Luigi Vinci. Sotto la sua amministrazione fu inaugurato, il 15 maggio 1897, il Teatro Comunale di Siracusa. Nel 1901 fu insignito del grado di Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia «quale ex sindaco di Siracusa».

Origini familiari

La casata Bonanno in Sicilia

La famiglia Bonanno, di origine pisana, giunse in Sicilia nel XIII secolo al seguito di Giacomo II d’Aragona. Il primo titolo nobiliare documentato è del 1492 a Palermo. Dal ramo principale si svilupparono numerose linee dinastiche, tra cui quella dei Principi di Linguaglossa, titolo concesso a Orazio Bonanno il 6 giugno 1623 (per altra fonte il 1625), e quella dei Principi di Cattolica e Roccafiorita, ramo estinto nel 1820 con Giuseppe Bonanno Branciforte, Capitan Generale di Giustizia assassinato durante i moti di Palermo.

Tra gli esponenti illustri della casata si ricordano Giacomo Bonanno e Colonna, Duca di Montalbano, autore dell’opera storiografica Dell’antica Siracusa illustrata (Messina, Pietro Brea, 1624), e Lucio Bonanno Colonna, che nel 1626 ottenne il Ducato di Floridia.

Il ramo siracusano e gli avi di Michele

Il ramo siracusano dei Bonanno si stabilì ad Ortigia tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo con Filippo Bonanno De Crescenzio, che sposò Eleonora Platamone, figlia di Pietro Platamone. La genealogia maritale della famiglia nei secoli successivi intrecciò i Bonanno con le più antiche casate della provincia aretusea: Platamone, Gioeni, Nava, Landolina, Statella, Beneventano, Cannizzaro e Majorana.

Lo zio paterno di Michele, Monsignor Gaetano Maria Bonanno di Linguaglossa e Landolina (27 maggio 1728 – 6 agosto 1806), fu vescovo di Siracusa dal 1802 al 1806 ed è sepolto nel Duomo, nella Cappella di Santa Lucia. Il bisnonno Giuseppe Bonanno († 1822), barone del Maeggio e della Delia, commissionò nel 1781 all’architetto Luciano Alì la costruzione della Villa del Maeggio e nel 1806 acquisì il feudo di Tremilia dalla Mensa Vescovile di Siracusa. Alla sua morte il patrimonio fu diviso tra otto figli, con i due terzi del feudo al primogenito Michele (nonno del sindaco).

Il padre di Michele Bonanno sindaco fu Don Giuseppe Bonanno di Linguaglossa-Beneventano, barone del Maeggio; la madre Donna Anna Cannizzaro, dei Baroni di Cannizzaro di Belmontino, da cui Michele derivò il secondo cognome dinastico.

Formazione e matrimonio

Il 20 novembre 1863 Michele Bonanno sposò Donna Anna Francica Nava dei Baroni di Bondifè. L’unione saldò due delle maggiori casate patrizie siracusane e legò Michele per via matrimoniale a Giovanni Francica Nava (Siracusa, 10 febbraio 1847 – Roma, 8 luglio 1935), che sarebbe divenuto deputato del collegio di Siracusa dal 1900 al 1913 e in seguito senatore del Regno.

Dal matrimonio nacque Don Giuseppe Bonanno Francica Nava (Siracusa, 5 marzo 1866 – Roma, 29 gennaio 1942), che sposò a Catania il 5 ottobre 1896 Donna Agata Francesca Girolama Majorana dei Baroni della Nicchiara (Napoli, 7 ottobre 1869). Giuseppe sarebbe stato riconosciuto 15° Principe di Linguaglossa con decreto della Consulta Araldica del Regno dell’8 aprile 1932 e con sentenza definitiva del Tribunale di Roma del 23 settembre 1947; fu inoltre vice console onorario dell’Impero germanico a Siracusa.

Esposizione Industriale e Agricola Siciliana (1871)

A trentaquattro anni Michele Bonanno era già figura dirigente della Siracusa post-unitaria. Fu presidente del Comitato Organizzatore dell’Esposizione Industriale e Agricola Siciliana, terza esposizione isolana dopo quelle di Catania e Girgenti, inaugurata il 16 agosto 1871. La cerimonia vide i discorsi del sindaco in carica Conte Alessandro Statella, del prefetto Basile e dello stesso Bonanno come presidente del Comitato.

L’Esposizione si articolò in quattro sezioni (pastorizia, meccanica, agricoltura e prodotti agricoli, arti e mestieri) e vide la distribuzione di 755 premi. La giuria fu presieduta dal Barone Angelo Porcari con segretario Federico Lancia di Brolo. Il Comitato comprendeva Enrico Lo Curzio, Sebastiano Annino, Salvatore Xibilia, Salvatore Mauceri fu Andrea, Giuseppe Tagliata, Raffaele Fazzina e Alfonso Puzzo.

Sindaco di Siracusa (1896–1897)

La successione di Mario Landolina Interlandi

Il mandato di Michele Bonanno si aprì in un delicato frangente istituzionale. Il predecessore Mario Landolina Interlandi, eletto sindaco nel gennaio 1895, morì in carica tra la fine del 1895 e i primi mesi del 1896. Il Consiglio comunale, dominato dal patriziato aretuseo, si rivolse a Bonanno quale figura di maggiore autorevolezza disponibile tra la nobiltà cittadina per assumere la guida del municipio.

Il mandato si svolse nella fase politica nota come Crisi di fine secolo: la sconfitta di Adua (1° marzo 1896) aveva provocato la caduta del governo di Francesco Crispi e portato al potere il ministero di Antonio Starabba marchese di Rudinì (10 marzo 1896 – 29 giugno 1898), area politica di riferimento per la fazione conservatrice siracusana. Sul piano sociale si avvertivano gli strascichi della repressione dei Fasci Siciliani del 1893–1894 e si andavano diffondendo le prime sezioni del partito socialista e delle leghe operaie, mentre il movimento cattolico cominciava a organizzarsi sulla scia dell’enciclica Rerum Novarum di Leone XIII (1891).

Inaugurazione del Teatro Comunale (15 maggio 1897)

L’atto più rilevante del mandato Bonanno fu l’inaugurazione del Teatro Comunale di Siracusa, avvenuta il 15 maggio 1897 con l’opera Faust di Charles Gounod. La stagione inaugurale comprese anche La Gioconda di Ponchielli, Traviata, Bohème, Cavalleria rusticana, Pagliacci e Primavera siciliana del compositore siracusano Salvatore Patti. La sala aveva una capienza di circa 700 posti.

La costruzione del teatro aveva avuto inizio il 14 marzo 1872 sotto il sindaco Alessandro Statella, su progetto dell’ingegnere militare Antonino Breda. Dopo un venticinquennio di contenziosi tecnici e giudiziari e il subentro di Giambattista Basile (1875), l’architetto Giuseppe Damiani Almeyda, già autore del Teatro Politeama Garibaldi di Palermo, aveva assunto la direzione definitiva dal 1878, con ripresa effettiva dei cantieri nel 1887 sotto il sindacato di Raffaele Lanza. Le decorazioni interne furono affidate al pittore Gustavo Mancinelli (cupola, vestibolo, sipario) e agli stuccatori Giuseppe Enea e Rocco Lentini. Assessore ai lavori al momento dell’inaugurazione fu Luigi Formosa.

L’edificio sorgeva sul sito occupato in precedenza dal Palazzo Bonanno Filangieri dei Principi della Cattolica, appartenente a un ramo della medesima famiglia, estinto nel 1820, e dall’ex Monastero dell’Annunziata, entrambi demoliti in applicazione della legge sull’eversione dell’asse ecclesiastico del 7 luglio 1866.

Opere infrastrutturali del periodo

Il mandato Bonanno ricadde in una fase di trasformazione urbana di Ortigia e dell’espansione cittadina. Tra gli interventi del periodo:

  • Completamento della demolizione delle fortificazioni spagnole e borboniche (Porta Ligny abbattuta nel 1893).
  • Sviluppo della Zona Umbertina (Corso Umberto I, Viale Regina Margherita, Viale Montedoro, Via Malta), avviata con il piano regolatore del 1885 approvato definitivamente con regio decreto del 9 agosto 1889.
  • Proseguimento dell’interramento dei canali che separavano Ortigia dalla terraferma, in vista del futuro Ponte Umbertino (approvato nel 1901).
  • Avvio della progettazione del Mercato coperto di Ortigia da parte dell’ingegnere comunale Edoardo Troja (costruzione 1899–1900).

Visita di Guglielmo II e relazioni con l’Impero germanico

Nell’aprile del 1896, pochi mesi prima dell’insediamento di Bonanno, l’Imperatore tedesco Guglielmo II di Hohenzollern approdò a Siracusa sullo yacht Hohenzollern. Il municipio espose le bandiere tedesche accanto al tricolore italiano; il Kaiser visitò l’Anapo, la Fonte Ciane e il luogo della morte del poeta August von Platen (1835), dove il Comune fece apporre una lapide commemorativa. Tra il 1889 e il 1913 Guglielmo II fu ospite a Palazzo Bonanno in Via della Maestranza e alla Villa Bonanno di Tremilia. Successivamente il figlio del sindaco, Giuseppe Bonanno, ricoprì la carica di vice console onorario dell’Impero germanico a Siracusa.

Onorificenza dell’Ordine della Corona d’Italia (1901)

Con decreti regi del 31 gennaio e 10 febbraio 1901, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia n. 210 del 3 settembre 1901, Michele Bonanno fu promosso Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia. Il testo ufficiale recita: «A commendatore: Bonanno cav. barone Michele, ex sindaco di Siracusa». La menzione «cav.» attesta che Bonanno era già Cavaliere dello stesso Ordine, titolo conferito presumibilmente durante il mandato sindacale.

Palazzo Bonanno

La residenza siracusana di Michele Bonanno era il Palazzo Bonanno, sito in Via della Maestranza 33 angolo Via dei Quattro Santi Coronati, nel cuore di Ortigia. L’edificio, in stile barocco a due ordini, fu ricostruito nel 1762 dall’architetto Luciano Alì sulle preesistenze di strutture medievali svevo-aragonesi, poi oggetto di ulteriori interventi documentati dalla data 1804 incisa nel cortile.

Il portale è nobilitato da bugne alternate, balcone centrale con inferriata bombata e timpano spezzato che reca lo stemma della famiglia. Nel cortile interno si conserva una loggia barocca ad arcate con verandina. L’edificio fu pesantemente bombardato durante la Seconda guerra mondiale e successivamente ricostruito. Fu sede dell’Azienda Autonoma per il Turismo della Provincia di Siracusa e attualmente è proprietà degli eredi Verga (Verga Siena), che nel 2018 vi hanno apposto una targa commemorativa.

Proprietà della famiglia

Oltre al palazzo di Ortigia, il ramo siracusano della famiglia Bonanno era proprietario di:

  • Feudo del Maeggio (circa 117 salme, pari a circa 400 ettari), presso Floridia, con la Villa Bonanno progettata nel 1781 da Luciano Alì.
  • Feudo Delia, presso Ragusa.
  • Castello (o Villa) Bonanno di Tremilia, acquisito in enfiteusi nel 1811 e in piena proprietà dal 1867; villa neogotica su progetto attribuito all’area di Karl Friedrich Schinkel.
  • Villa del Principe di Linguaglossa a Grottone, feudo di Carancino presso Belvedere-Floridia, dal 1615.
  • Quote della tonnara di Santa Panagia e delle saline di Carrozzieri.

Stemma e motto

Lo stemma della famiglia Bonanno di Linguaglossa si blasona «d’oro al gatto passante di nero», sormontato da corona di Principe. Come cimiero una fenice di nero sulla sua immortalità di rosso. Manto di velluto scarlatto foderato di ermellino. Il motto è «Neque sol per diem neque luna per noctem», tratto dal Salmo 121, 6: «Di giorno il sole non ti colpirà, né la luna di notte». Lo stemma è scolpito in altorilievo sul timpano spezzato del portale principale di Palazzo Bonanno.

Morte e sepoltura

Michele Bonanno morì il 14 giugno 1922, all’età di 85 anni, venticinque anni dopo la conclusione del mandato sindacale. Fu sepolto nella Tomba di famiglia al nuovo cimitero di Siracusa; secondo le fonti genealogiche raccolte da Antonio Randazzo, a partire da lui tutti i membri del ramo siracusano dei Bonanno sarebbero stati sepolti nella medesima tomba monumentale.

Elenco dei sindaci di Siracusa nell’Ottocento

Di seguito la cronologia dei sindaci di Siracusa dall’Unità d’Italia all’inizio del Novecento, con in evidenza il mandato di Michele Bonanno. Per l’elenco completo si rinvia alla scheda Elenco dei sindaci di Siracusa.

MandatoSindaco
1860–1861Francesco De Benedictis
1862–1865Gaetano Adorno Zappalà
1866–1867Gaetano Moscuzza
1868–1869Giambattista Rizza (I mandato)
1870–1871Raffaele Pria
1872–1876Alessandro Statella (I mandato)
1877–1878Giambattista Rizza (II mandato)
1879–1884Giuseppe Reale
1885–1889Raffaele Lanza
1890–1894Alessandro Statella (II mandato)
1895–1896Mario Landolina Interlandi
1896–1897Michele Bonanno
1898–1905Luigi Vinci
1905–1911Giuseppe Toscano

Toponomastica

A Michele Bonanno è intitolata Via Michele Bonanno a Siracusa, nel quartiere di Acradina, con origine dai numeri 31–33 di Via Saverio Monteforte. La strada si sviluppa in prossimità delle vie intitolate ai sindaci Giuseppe Reale e Giuseppe Toscano, componendo un piccolo reticolo odonomastico dedicato agli amministratori siracusani del passaggio tra Ottocento e Novecento.

Alla più ampia casata Bonanno è dedicata anche Piazza Paolo Bonanno nel quartiere di Belvedere, in prossimità di Via Maria Montessori e all’intersezione tra Via Siracusa e Via Indipendenza.

Omonimi

Da non confondere con:

  • Michele Bonanno (c. 1780 – 1861), bisnonno del sindaco, primogenito di Giuseppe Bonanno († 1822), barone del Maeggio.
  • Michele Francesco di Paola Benedetto Domenico Giorgio Bonanno (Siracusa, 11 ottobre 1900 – Roma, 16 febbraio 1973), nipote del sindaco, 16° Principe di Linguaglossa.
  • Bonanno Pisano, scultore e architetto pisano del XII secolo, autore delle porte bronzee della Cattedrale di Pisa e del Duomo di Monreale. Appartiene alla famiglia pisana dei Bonanni, non correlata alla casata siciliana.
  • Gli esponenti delle altre casate Bonanno siciliane (Floridia, Cattolica, Roccafiorita, Montalbano).

Collegamenti esterni

Fonti

  • Bonanno di Linguaglossa, Giuseppe. Storia della famiglia (PDF, pubblicato dal discendente Giuseppe Bonanno di Linguaglossa; citante l’Almanach de Gotha 1943, pag. 500 e il Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, ed. XVII, vol. XVIII, 1977–80). Consulta online.
  • Elward, Ronald. «Bonanno». The Heirs of Europe, maggio 2010. Consulta online. Fonte delle date 16 gennaio 1837 / 14 giugno 1922 e del matrimonio 20 novembre 1863.
  • Randazzo, Antonio. «Bonanno, nobili». Araldica secolare di Siracusa. Consulta online.
  • Randazzo, Antonio. «Palazzo Bonanno» e «Palazzo Bonanno Landolina». Palazzi di pregio. Consulta online.
  • Randazzo, Antonio. «Araldica secolare Siracusa». Consulta online.
  • «Sindaci di Siracusa». Wikipedia. Consulta online.
  • «Bonanno (famiglia siciliana)». Wikipedia. Consulta online.
  • Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, n. 210, 3 settembre 1901, sezione Ordine della Corona d’Italia. Consulta online.
  • «Teatro Comunale (Siracusa)». Wikipedia. Consulta online.
  • «Storia del Teatro comunale di Siracusa». Teatro Massimo di Siracusa. Consulta online.
  • Formosa, Aldo. «Siracusa. Quella genesi sofferta del Teatro Comunale pomposamente “Massimo”». Libertà Sicilia, 7 dicembre 2018. Consulta online.
  • Romano, Michele (a cura di). Il Teatro Massimo comunale di Siracusa 1872–1897. Le Fate Editore, 2024. 48 pp., con contributi di Cassia, D’Agata, Fazzina, Gallo, Monteforte.
  • Adorno, Salvatore. «Professionisti, famiglie e amministrazione in una periferia: Siracusa 1860–1930». In Maria Malatesta (a cura di), Storia d’Italia. Annali 10. I professionisti, Torino, Einaudi, 1996.
  • Adorno, Salvatore. Siracusa 1880–2000. Città, storia, piani. Venezia, Marsilio, 2005.
  • Adorno, Salvatore. Storie di Siracusa tra Ottocento e Novecento. Milano, Franco Angeli, 2022 (ISBN 9788835148241), sezione «I sindaci dall’Unità alle riforme crispine».
  • Treccani. «Francica Nava, Giovanni», Dizionario Biografico degli Italiani. Consulta online. Contiene riferimenti alla parentela Bonanno-Francica Nava.
  • Archivio di Stato di Siracusa, fondi Bonanno di Linguaglossa, Francica Nava e Interlandi-Landolina-Pizzuto. Consulta online.
  • Bonanno, Giacomo (Duca di Montalbano). Dell’antica Siracusa illustrata. Messina, Pietro Brea, 1624. Consulta online.

Scheda aggiunta da Alessandro Calabrò il 24 aprile 2026.

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