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Chiesa del Collegio dei Gesuiti

La più grande chiesa barocca di Ortigia, Casa Professa dei Gesuiti dal 1554, edificata fra il 1635 e il 1687 con cupola e ordine superiore della facciata mai completati.
Aggiornato in data 9 Maggio 2026 da Alessandro Calabrò
ChiesaChiesa del Collegio dei Gesuiti
Facciata barocca della Chiesa del Collegio dei Gesuiti in via Saverio Landolina, Ortigia, Siracusa

Facciata della chiesa, vista grandangolare dalla stretta via Landolina. Foto di Alessandro Calabrò, luglio 2023.
Dati identificativi
Denominazione canonicaChiesa di San Giuseppe e Sant’Ignazio di Loyola
Denominazione popolareChiesa del Collegio dei Gesuiti
DedicazioneSan Giuseppe e Sant’Ignazio di Loyola
TipologiaChiesa già conventuale, oggi sconsacrata e chiusa
OrdineCompagnia di Gesù (Frati Gesuiti, 1554-1767; ritorno 1837 – inizi anni ’80 del Novecento)
DiocesiArcidiocesi di Siracusa
ProprietàRegione Siciliana (chiesa); Demanio dello Stato (magazzini sotterranei)
WikidataQ85860780
Vincolo Regione Sicilia68/M/SR-12
Coordinate37°03’38,8″ N – 15°17’34,8″ E (37,06114 – 15,29318)
Ubicazione
IndirizzoVia Saverio Landolina 11/13
QuartiereOrtigia, rione Duomo
ComuneSiracusa
Dati storici
Arrivo dei Gesuiti6 giugno 1554 (vescovo Bologna)
Posa prima pietra31 luglio 1635 (festa di Sant’Ignazio)
Modello ligneo1647-1648 (Roma, ispirato a Sant’Ignazio in Campo Marzio)
Inizio costruzione27 luglio 1649
Voltatura1652
CompletamentoNovembre 1687
Restauro post-1693Pompeo Picherali e Rosario Gagliardi
Espulsione dei Gesuiti13 novembre 1767 (editto Carlo III)
Soppressione 1866Trasferimento allo Stato
StileBarocco gesuita siciliano
CaratteristicaPiù grande chiesa barocca di Ortigia; cupola e ordine superiore della facciata mai completati
Stato attuale
CultoSospeso dagli inizi degli anni Ottanta
Ultimo evento ufficialeG8 Ambiente, 22-24 aprile 2009 (Castello Maniace)
Aperture FAI14-15 ottobre 2023 (record 3.000+ visitatori); 23-24 marzo 2024 (cripta)
Ex Casa ProfessaSede della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Siracusa

La Chiesa di San Giuseppe e Sant’Ignazio di Loyola, comunemente nota come Chiesa del Collegio dei Gesuiti per la sua appartenenza all’omonimo complesso conventuale della Compagnia di Gesù, è il più grande edificio di culto barocco dell’isola di Ortigia, situato in via Saverio Landolina nel rione Duomo del centro storico di Siracusa. Edificata fra il 1635 e il 1687 come fulcro della Casa Professa siracusana dei Frati Gesuiti, modellata sull’esempio della chiesa romana di Sant’Ignazio in Campo Marzio e del Gesù di Roma, fu restaurata dopo il terremoto del 1693 da Pompeo Picherali con la collaborazione di Rosario Gagliardi. Subì gravi danni con il terremoto di Carlentini del 13 dicembre 1990 e da allora è chiusa al culto, in attesa di un restauro integrale frammentato in più stanziamenti dal 2015 a oggi. La cupola e l’ordine superiore della facciata non sono mai stati completati, peculiarità che ne fa un caso unico di architettura barocca incompiuta nel patrimonio UNESCO della Sicilia sud-orientale. L’ex Casa Professa adiacente, dopo l’espulsione dei Gesuiti del 1767, è stata sede consecutiva di Tribunale, Esattoria, Caserma della Guardia di Finanza, e ospita oggi gli uffici della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Siracusa.

Toponomastica e ubicazione

Posizione e accesso

Vista contestuale della Chiesa del Collegio dei Gesuiti dalla stretta via Saverio Landolina con tavolini di ristoranti e passanti

Il fronte della chiesa visto dalla stretta via Landolina, con la cancellata in ferro battuto e i tavolini dei ristoranti. Foto di Alessandro Calabrò, maggio 2026.

L’edificio occupa l’isolato compreso fra via Saverio Landolina, via del Collegio, via Ruggero VII e via Amalfitania, a pochi passi da Piazza Duomo. La facciata principale si apre sulla stretta via Landolina, condizione che ne ostacola la piena visione frontale e ne accentua il senso di monumentalità incombente. Una cancellata in ferro battuto delimita un breve sagrato antistante. La Casa Professa retrostante chiude un cortile interno di pianta sostanzialmente quadrata.

Distinzione da altre chiese gesuite

L’edificio è da non confondere con la Chiesa del Collegio dei Gesuiti di Trapani, progettata nel 1614 da Natale Masuccio, né con la Chiesa del Gesù in Casa Professa di Palermo (1564-1633), né con il Gesù di Catania (San Francesco Borgia) progettato nel 1635 da Angelo Italia: si tratta di edifici distinti, pur appartenenti tutti alla provincia gesuitica siciliana. La chiesa siracusana è inoltre da non confondere con la Chiesa di San Francesco di Paola (Ordine dei Minimi) e con la Chiesa di San Francesco d’Assisi all’Immacolata (Frati Minori Conventuali).

Storia

L’arrivo dei Gesuiti a Siracusa (1554)

I Frati della Compagnia di Gesù giunsero in Sicilia nel 1547, accolti per primi a Messina il 19 dicembre di quell’anno: nel 1548 vi fu aperto il Primum ac Prototypum Collegium Societatis Jesu, primo collegio gesuita non solo della Sicilia ma dell’intero ordine. La figura cruciale dell’insediamento siciliano fu padre Jerónimo Doménech, sostenuto da Eleonora Osorio, moglie del viceré.

I Gesuiti arrivarono a Siracusa il 6 giugno 1554, accolti dal vescovo monsignor Bologna e dal Senato cittadino. La sede iniziale fu la Chiesa di San Giuseppe dei Bottari, nel quartiere Amalfitania, area marittima dei mercanti amalfitani vicino a Porta Marina; il titolo deriva dalla corporazione dei costruttori di scafi e dei fabbricanti di botti, di cui San Giuseppe falegname era patrono.

Il Collegio: Casa Professa e Domus Studiorum

Il complesso siracusano ebbe la duplice funzione di Casa Professa, residenza dei padri professi della Compagnia, e di Domus Studiorum, istituzione scolastica di alto livello. Le materie insegnate comprendevano teologia, filosofia, matematica, fisica, storia sacra e profana, lingua greca, lingua latina, lingua italiana, aritmetica, umanità, grammatica latina e greca, morale. Il Collegio era unico centro di formazione superiore di Siracusa fino alla fine del Settecento, vi studiavano i rampolli della nobiltà locale, ed era sostenuto da una sovvenzione annua del Senato cittadino e da una ricca biblioteca conventuale. Al momento della soppressione del 1767 la provincia siciliana della Compagnia di Gesù contava due case professe, due case di esercizi spirituali, ventotto collegi di studi con centotrentasei scuole, trecentosettanta padri, centottantasei scolastici e duecentocinquantotto coadiutori.

Posa della prima pietra e il modello ligneo (1635-1648)

La posa della prima pietra dell’edificio attuale avvenne il 31 luglio 1635, festa di Sant’Ignazio di Loyola. Il progetto è attribuito alla bottega Vermexio: una corrente storiografica indica Andrea Vermexio (di origine spagnola, morto a Siracusa nel 1643), un’altra suggerisce Giovanni Vermexio (architetto del Palazzo Senatorio del 1629-33), figlio del primo. La datazione iniziale del cantiere coincide con quella del Gesù di Catania, progettato nello stesso anno da Angelo Italia, segno della pressione organizzativa della Compagnia per dotarsi di chiese-prototipo nelle principali città siciliane.

Fra il 1647 e il 1648 la casa generalizia romana commissionò un costoso modello ligneo, “probabilmente ispirato alla nuova e celebre fabbrica di Sant’Ignazio” in Campo Marzio a Roma, allora in costruzione su progetto del gesuita Orazio Grassi. Nel 1648 i padri ottennero, grazie all’acquisizione di nuove proprietà, il permesso di “variare l’impianto, l’ingresso e quindi il prospetto della chiesa, che originariamente prospettava su via Ruggero VII e via Amalfitania”, riorientando dunque la facciata sull’attuale via Landolina.

La direzione di Francesco Bonamici e il completamento (1649-1687)

I lavori effettivi cominciarono il 27 luglio 1649. Per il completamento del prospetto fu chiamato Francesco Bonamici, architetto di Lucca (~1596 – 26 giugno 1677), formatosi all’Accademia di San Luca a Roma e attivo a Lucca, Roma, Malta. Bonamici aveva diretto a Malta la chiesa dell’Anima a La Valletta e il restauro di San Paolo a Rabat per il cardinale Francesco Barberini, e fra il 1650 e il 1651 ottenne dalle autorità maltesi il permesso “di recarsi a Siracusa a lavorare per conto del vescovo di quella città”. La chiesa venne voltata nel 1652 e completata nel novembre 1687, dopo cinquantadue anni di cantiere. La facciata fu storiograficamente attribuita anche a Giacomo della Porta, attribuzione oggi non sostenuta dalle pubblicazioni accademiche.

Il terremoto del 1693 e il restauro di Picherali e Gagliardi

Dettaglio del portale principale con timpano spezzato a doppio arco, colonne ioniche e corinzie, bassorilievo del volto giovanile circondato da ghirlande

Il portale principale, con timpano spezzato a doppio arco e bassorilievo del volto giovanile circondato da ghirlande floreali. Foto di Alessandro Calabrò, luglio 2023.

Il terremoto del Val di Noto dell’11 gennaio 1693 colpì gravemente il complesso. Il restauro fu affidato a Pompeo Picherali (Siracusa 1670-1743), uno dei maggiori architetti del barocco siracusano, autore della Chiesa dello Spirito Santo, del portico esterno della Chiesa di Santa Lucia al Sepolcro e delle decorazioni della Chiesa della Madonna del Carmelo, oltre alla mappa della “Città di Siracusa in Sicilia” del 1693, incisa da Paolo Petrini nel 1700. La collaborazione con Rosario Gagliardi, principale architetto del barocco netino, è documentata dalla riposizione dell’ingresso. Picherali è oggetto degli studi monografici di Lucia Trigilia (Annali del Barocco in Sicilia, 4: Pompeo Picherali. Architettura e città tra XVII e XVIII secolo, Gangemi, Roma 1998).

L’espulsione dei Gesuiti (1767) e la soppressione (1773)

L’editto regio di Carlo III di Borbone, ispirato dal ministro Bernardo Tanucci, ordinò il 13 novembre 1767 al viceré Domenico Caracciolo di Fogliani l’espulsione dei Gesuiti dai Regni di Napoli e Sicilia. L’editto vicereale di esecuzione fu emanato il 12 dicembre 1767 e dispose la cacciata di settecentosettantacinque gesuiti dalla Sicilia, oltre a seicentosessantasette dal Regno di Napoli. A Siracusa il Collegio passò allo Stato; la chiesa fu chiusa al culto e Cesare Gaetani della Torre (1718-1808), umanista siracusano, fu nominato dal viceré direttore delle scuole del Collegio e custode della biblioteca. La soppressione universale della Compagnia da parte di Clemente XIV nel 1773 rese definitiva la dispersione del patrimonio gesuitico.

Il ripristino della Compagnia (1814) e il ritorno a Siracusa (1837)

Pio VII ripristinò la Compagnia di Gesù il 7 agosto 1814 con la bolla Sollicitudo omnium ecclesiarum. I Gesuiti rientrarono a Siracusa nel 1837. Una nota fonte indica che alcuni padri erano già rientrati in Sicilia dal 1805 sotto il dominio inglese del Regno di Sicilia.

Le leggi eversive del 1866 e gli usi successivi

Le leggi eversive italiane Pepoli e Siccardi, e in particolare la legge del 7 luglio 1866 n. 3036, comportarono il secondo passaggio del complesso allo Stato. Il Collegio divenne sede del Tribunale cittadino, poi degli uffici dell’Esattoria e dei Tributi di Siracusa, e successivamente Caserma della Guardia di Finanza. Oggi la Casa Professa retrostante ospita gli uffici della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Siracusa, in Piazza Duomo 14.

L’ultima fase di attività e la chiusura definitiva (anni Ottanta)

I padri gesuiti lasciarono Siracusa nei primi anni Ottanta del Novecento. Un’apertura straordinaria documentata risale al G8 Ambiente del 22-24 aprile 2009, in concomitanza con l’evento che ebbe sede principale al Castello Maniace. Da allora la chiesa è rimasta sostanzialmente chiusa, salvo le riaperture straordinarie del FAI nel 2023 e nel 2024.

Il terremoto di Carlentini del 1990

Il sisma del 13 dicembre 1990, alle ore 1.24, di magnitudo 5,68 sulla scala Richter (intensità VII-VIII Mercalli, epicentro nel mar Ionio al largo di Augusta a 12 chilometri di profondità), causò 18 vittime, almeno 200 feriti e 13.217 sfollati nella Sicilia orientale. A Siracusa città furono dichiarati inagibili 309 edifici e 573 cittadini si trovarono senzatetto. La Chiesa del Collegio risultò “fortemente danneggiata”, e da quel momento iniziò il lungo iter di consolidamento finanziato dalla legge Finocchiaro 433 del 31 dicembre 1991 per la ricostruzione post-sisma.

I restauri del 2015-2018

Una prima fase di consolidamento e messa in sicurezza statica, finanziata con i fondi della legge 433/1991, fu eseguita fra agosto 2015 e luglio 2016, per un importo cumulato di 1.291.142,25 euro, con responsabile unico del procedimento la soprintendente Fulvia Caffo. L’intervento coprì 10.000 metri quadrati della prima area; il fabbisogno residuo per il restauro completo fu allora stimato in dieci milioni di euro.

Le interrogazioni parlamentari del deputato regionale Vincenzo Vinciullo (numeri 1281 dell’11 novembre 2013, 1282 del settembre 2013, 3172 del 1° luglio 2015) e i presidi cittadini di Italia Nostra Siracusa coordinati dalla vicepresidente Liliana Gissara (13 maggio 2017 e 13 maggio 2018, in occasione delle Giornate Nazionali dei Beni Comuni) tenevano sotto pressione la Regione e la Soprintendenza. Una nuova rimodulazione dei fondi della legge 433/1991, varata il 7 ottobre 2017, stanziò 800.000 euro per il completamento.

L’apertura del cantiere (2018) e la sospensione (2022)

Il 7 dicembre 2018 il Dipartimento Regionale di Protezione Civile annunciò l’inizio dei lavori, e l’11 dicembre seguente avvenne la consegna ufficiale del cantiere a una ditta di Modica, con un impegno totale di 800.000 euro (di cui 636.000 per le opere e 163.000 per IVA, oneri, impianti elettrici e assicurazione). Le prime immagini dell’interno dopo dieci anni di chiusura furono pubblicate da Gianni Catania su SiracusaOggi nello stesso giorno. La difficoltà logistica principale era il trasporto dei ponteggi e dei materiali nella stretta via Landolina.

Nel febbraio 2022, in un’intervista a Libertà Sicilia, lo storico dell’arte Paolo Giansiracusa denunciò la sospensione del secondo lotto: “Chiusa dagli anni ottanta, è ormai stata cancellata dalla memoria collettiva”. Era stato realizzato un importo cumulato di 1.291.142,25 euro, ma i lavori si erano fermati nuovamente.

Le Giornate FAI del 2023 e del 2024

Il 14 e 15 ottobre 2023, in occasione della XII edizione delle Giornate FAI d’Autunno, la chiesa fu aperta al pubblico per la prima volta dopo circa quarant’anni, contestualmente al Palazzo Vermexio. Le visite, condotte da studenti-Ciceroni con ingresso a contributo libero, fecero registrare oltre tremila visitatori in due giorni, dato definito “record” dal capodelegazione FAI Sergio Cilea. La cripta non era ancora accessibile in quell’edizione. Il 23 e 24 marzo 2024 le Giornate FAI di Primavera permisero per la prima volta l’apertura straordinaria della cripta, parallelamente al Museo del Mare.

L’esclusione dal pacchetto PNRR e dal Giubileo (2024-2025)

Il pacchetto PNRR varato dall’Arcidiocesi di Siracusa nel 2024, di tre milioni di euro complessivi destinati a cinque chiese (Cattedrale, Spirito Santo, San Giovanni Battista a Siracusa, Maria Santissima Assunta e San Sebastiano ad Augusta), non comprende la Chiesa del Collegio dei Gesuiti, in coerenza con il fatto che l’edificio non è di proprietà ecclesiastica ma regionale. La chiesa non figura inoltre fra le sette mete giubilari individuate dall’arcivescovo Francesco Lomanto per il Giubileo del 2025, che includono la Cattedrale, il Santuario della Madonna delle Lacrime, la Basilica Santuario di Santa Lucia al Sepolcro, il Santuario Maria Mater Adonai di Augusta, il Santuario di San Sebastiano di Melilli, il Santuario dei Tre Santi Martiri di Lentini e il Santuario dell’Annunziata di Francofonte.

I danni del maltempo 2024 e la manifestazione di interesse del 2025

Gli eventi alluvionali eccezionali del 19-20 ottobre 2024 e del 11-13 novembre 2024, che colpirono Ortigia rendendo impercorribile via della Maestranza, danneggiarono ulteriormente i tetti e il prospetto nord della chiesa (lato Guardia di Finanza). Il 27 novembre 2025 il Comune di Siracusa pubblicò sulla piattaforma Net4Market una manifestazione di interesse per un intervento di manutenzione di 200.000 euro complessivi (142.940 per i lavori e 57.060 per somme a disposizione), procedura ai sensi dell’articolo 50 del Decreto Legislativo 36/2023, con scadenza per le candidature fissata all’11 dicembre 2025 alle ore 17. L’intervento prevede rifacimento di intonaci interni ed esterni, copertura, grondaie, consolidamento strutturale degli elementi lesionati, restauro di decorazioni e infissi, prospetto nord.

La concessione dei magazzini sotterranei al Demanio (2025)

Il 26 marzo 2025 l’Agenzia del Demanio aprì un bando di concessione per i magazzini sotterranei della chiesa, di 673 metri quadrati, di proprietà demaniale dello Stato, con scadenza fissata al 14 maggio 2025 e finalità “turistico-ricreativa, culturale e sociale”. Il dossier della candidatura di Siracusa a Capitale Italiana della Cultura 2024 prevedeva proprio la riapertura della cripta e dei magazzini come progetto strategico, ma la candidatura non risultò vincente.

Stato attuale: ancora chiusa

Al maggio 2026 la chiesa risulta ancora chiusa al pubblico in modo continuativo. È accessibile solo straordinariamente nelle Giornate FAI di Primavera e Autunno e per eventi promossi dalla Soprintendenza o dal Comune di Siracusa.

Architettura

Stile: il barocco gesuita siciliano

L’edificio costituisce uno degli esempi più imponenti del barocco gesuita siciliano. Il modello dichiarato dal modello ligneo del 1647-1648 è la Chiesa di Sant’Ignazio in Campo Marzio a Roma, contemporaneamente in costruzione su progetto del gesuita Orazio Grassi; il riferimento ultimo è al prototipo del Gesù di Roma di Vignola e Della Porta (1568-1584), modello universale per le chiese della Compagnia. La pianta a croce latina con tre navate, l’enfasi sulla cupola sull’incrocio del transetto e la facciata a doppio ordine costituiscono i tratti tipologici di questa filiazione.

Pianta e dimensioni

L’impianto è a croce latina, ripartito in tre navate da pilastri fiancheggiati da dodici colonne in marmo grigio (due per ciascun pilastro). Gli altari sono nove: tre per ciascuna navata laterale, due nei bracci del transetto, uno nell’abside. La cupola sull’incrocio dei bracci non è mai stata realizzata: la copertura attuale è un tetto di copertura privo di tamburo monumentale. La sacrestia, ambiente con manufatti lignei rilevanti, presenta una volta affrescata. La cripta sotterranea, accessibile da via del Collegio, era originariamente destinata alle sepolture dei religiosi e ospita oggi esposizioni d’arte contemporanea durante le aperture straordinarie.

Facciata

La facciata si articola in due ordini sovrapposti, separati da un elaborato cornicione modanato. Il registro inferiore, monumentale, è scandito da sei pilastri di ordine corinzio. Il portale centrale, rettangolare, è fiancheggiato da due colonne ioniche all’esterno e corinzie all’interno, che sostengono un timpano spezzato a doppio arco sovrapposto, con quello aggettante spezzato. Sul timpano si trova lo stemma araldico dell’Ordine dei Gesuiti, con il monogramma IHS, sostenuto da due angeli. Sopra il portale è scolpito un bassorilievo che raffigura un volto giovanile circondato da ghirlande floreali, identificato dalle fonti talora come “cherubino”, talora come “putto alato”. Due portali laterali rettangolari completano il registro inferiore, con timpani triangolari.

L’ordine superiore della facciata non fu mai completato: presenta solo conci di calcarenite grezza, una finestra centrale e una piccola apertura sotto il tetto a capanna. Nella piccola apertura destra sono visibili due celle campanarie. Mario Tommaso Gargallo, in un articolo sull’Osservatore Romano del 1941, descriveva l’effetto come quello di “una bella testa sulla quale è stato posto un vecchio secchio rozzo”.

L’inferriata in ferro battuto

Dettaglio della targa Chiesa del Collegio dei Gesuiti, Secolo XVII, montata sulla cancellata in ferro battuto del sagrato

La targa identificativa, montata su un piedistallo davanti alla cancellata in ferro battuto: “Chiesa del Collegio dei Gesuiti – Secolo XVII”. Foto di Alessandro Calabrò, maggio 2026.

Il breve sagrato antistante la facciata è delimitato da una cancellata in ferro battuto di pregevole fattura. Davanti alla cancellata, su un piedistallo, è apposta una targa che dichiara la denominazione e il secolo di erezione: Chiesa del Collegio dei Gesuiti – Secolo XVII. Le pubblicazioni accessibili non documentano autore e datazione precisa dell’inferriata.

Pianta interna: navate, cappelle, transetti

L’interno presenta tre navate separate da pilastri con colonne accoppiate. La navata destra accoglie tre cappelle, fra cui edicole con dipinti. La navata sinistra accoglie tre cappelle, fra cui la Cappella del Santissimo Crocifisso (con Crocifisso su reliquiario), la Cappella della Madonna di Lourdes (altare marmoreo con statua nella nicchia) e un terzo altare marmoreo con nicchia. I bracci del transetto ospitano due cappelle monumentali dedicate ai due massimi santi gesuiti: a destra San Francesco Saverio, a sinistra Sant’Ignazio di Loyola.

Altare maggiore

L’altare maggiore, in marmo grigio, opera dello scultore Giovanni Battista Marino, è arricchito da un magnifico paliotto in argento. Al centro è collocato un dipinto ovale; ai lati, due ampie cantorie. L’abside è circolare, racchiusa da una balaustra. Un pulpito esterno in intarsi marmorei policromi, sul lato del cornu evangelii, completa l’apparato presbiteriale.

Cappella di Sant’Ignazio di Loyola

La cappella sinistra del transetto è dedicata a Sant’Ignazio di Loyola e custodisce la maestosa edicola opera congiunta degli scultori Domenico Battaglia e Giovanni Battista Marino, con doppie colonne tortili sovrapposte e timpani sovrapposti. Al centro si trova la statua marmorea di Sant’Ignazio di Loyola realizzata nel 1756 da Ignazio Marabitti (Palermo, 6 settembre 1719 – Palermo, 1797), allievo a Roma di Filippo della Valle. La voce Treccani del Dizionario Biografico precisa che l’opera fu commissionata “ispirata, su precisa richiesta della committenza, alla statua del santo di Pierre Le Gros nella chiesa del Gesù di Roma” (1699). Marabitti realizzò inoltre per la facciata della Cattedrale di Siracusa le statue dei Santi Pietro e Paolo, San Marciano e Santa Lucia.

Cappella di San Francesco Saverio

La cappella destra del transetto custodisce la pala d’altare olio su tela San Francesco Saverio di Antonio Madiona (Siracusa – Siracusa, 1719), datata 1714. Madiona, pittore barocco siracusano, fu allievo a Messina di Agostino Scilla; è documentato dalle Memorie de’ pittori messinesi di Giuseppe Grano e Philipp Hackert (Messina, 1821).

Opere d’arte

Dipinti

La chiesa conserva, oltre la pala di San Francesco Saverio nel transetto destro, una tela San Giuseppe di Antonio Madiona, una Martirio di Santa Lucia di autore non identificato e un’Ultima Cena attribuita a scuola lombarda o veneta.

Sculture

La statua marmorea di Sant’Ignazio di Marabitti (1756) costituisce il vertice scultoreo della chiesa. Si aggiungono il Crocifisso ligneo su reliquiario della Cappella del Santissimo Crocifisso, la statua della Madonna di Lourdes nella cappella omonima, e l’apparato statuario del transetto sinistro di Domenico Battaglia e Giovanni Battista Marino.

Affreschi della sacrestia

La volta della sacrestia presenta affreschi del Settecento attribuiti a Giuseppe Felice, pittore palermitano attivo nello stesso secolo nella sacrestia del Collegio dei Gesuiti di Trapani, a Marsala e nel Duomo di Mazara del Vallo, con i soggetti di Sant’Ignazio di Loyola e San Francesco Saverio.

Altari trasferiti dalla Casa Professa di Palermo (1927-1931)

Le fonti documentano che alcuni altari in marmo conservati oggi nella chiesa furono trasferiti, fra il 1927 e il 1931, dalla soppressa Casa Professa dei Gesuiti di Palermo o da altra struttura gesuitica palermitana, e ricomposti nella chiesa siracusana. Si tratta di un patrimonio d’arte assemblato in epoca fascista per integrare gli arredi originari del cantiere seicentesco siracusano.

Casa Professa e Domus Studiorum

Il complesso conventuale retrostante la chiesa, accessibile da via Ruggero VII, via Amalfitania e via del Collegio, comprendeva quattro ali distribuite attorno a un cortile interno quadrato e includeva il refettorio, i dormitori, le aule scolastiche e la biblioteca conventuale. La biblioteca, ricca di manoscritti e stampati, fu in gran parte dispersa o trasferita alla Biblioteca Alagoniana di Siracusa dopo l’espulsione del 1767. Cesare Gaetani della Torre fu nominato direttore della scuola e custode della biblioteca dal viceré.

Dopo le leggi eversive del 1866 il complesso subì una serie di destinazioni d’uso: Tribunale cittadino, uffici dell’Esattoria comunale e dei tributi, Caserma della Guardia di Finanza. La fase attuale è quella di sede della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Siracusa, in Piazza Duomo 14. Una nota di disambiguazione: il Liceo Classico Tommaso Gargallo, talora associato erroneamente all’ex Collegio dei Gesuiti, ha avuto sede storica fra il 1866 e il 5 febbraio 2005 in via Gargallo 19 (un edificio della metà del Seicento già sede della congregazione di San Filippo Neri), e dal settembre 2012 in via Luigi Monti 23.

Iconografia gesuitica

Sulla facciata sono riconoscibili gli emblemi tradizionali della Compagnia di Gesù: il monogramma IHS (tradizionalmente interpretato come abbreviazione del nome di Gesù in greco, ΙΗΣΟΥΣ), sorretto da due angeli sul timpano spezzato del portale, è il simbolo per eccellenza dell’ordine. All’interno, la dedicazione delle cappelle del transetto a Sant’Ignazio di Loyola (fondatore dell’ordine, 1491-1556) e a San Francesco Saverio (apostolo dell’Asia, 1506-1552) replica lo schema iconografico dei principali edifici gesuiti, dal Gesù di Roma a Sant’Ignazio in Campo Marzio. La sacrestia, con l’affresco di Felice che riunisce i due santi, conferma l’apparato programmatico.

Patrimonio fotografico e contesto urbano

Vista grandangolare dal basso del portale principale della Chiesa del Collegio dei Gesuiti

Vista grandangolare dal basso del portale principale, che evidenzia la verticalità della facciata. Foto di Alessandro Calabrò, maggio 2026.

La categoria Wikimedia Commons “Chiesa del Collegio dei Gesuiti (Syracuse)” raccoglie ventiquattro fotografie, in larga parte di Giovanni Dall’Orto datate al maggio 2008, oltre a contributi successivi del 2019. Documentano la facciata, particolari architettonici e le poche immagini disponibili dell’interno. Le foto del crollo del 1990 e dei dissesti successivi sono custodite negli archivi della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Siracusa, non accessibili pubblicamente.

Vista in prospettiva tre quarti della facciata della Chiesa del Collegio dei Gesuiti con la cancellata in ferro battuto

Vista in prospettiva tre quarti della chiesa con la cancellata in ferro battuto. Foto di Alessandro Calabrò, luglio 2023.

La via Saverio Landolina su cui si affaccia la chiesa è dedicata all’archeologo siracusano Saverio Landolina Nava (1743-1814), noto per la riscoperta della Fonte Aretusa e per gli studi sulle antichità di Siracusa. La strada attraversa il rione Duomo a pochi passi da Piazza Duomo, dalla Cattedrale e dal Palazzo del Senato (Palazzo Vermexio). La stretta sezione viaria, che condiziona la fruizione visiva della facciata, è una caratteristica dell’urbanistica medievale di Ortigia.

Vita culturale contemporanea

Aperture FAI 2023-2024

Le aperture organizzate dal Fondo Ambiente Italiano nelle Giornate del 14-15 ottobre 2023 e del 23-24 marzo 2024 hanno restituito, anche se temporaneamente, la chiesa al pubblico siracusano e ai turisti. Le visite del 2023 furono accompagnate da una performance di canto gregoriano, e le ipotesi formulate dal capodelegazione FAI Sergio Cilea includono l’utilizzo della chiesa per concerti, una volta completati i restauri.

I Luoghi del Cuore FAI

La chiesa è stata candidata in sei edizioni del sondaggio nazionale “I Luoghi del Cuore” del FAI: 2003, 2014, 2016, 2018, 2020, 2022. Pur non avendo mai conquistato la classifica nazionale, la sua presenza ricorrente testimonia il radicamento del bene nella memoria affettiva siracusana.

Le esposizioni nella cripta

La cripta è stata sede di alcune mostre temporanee, fra cui l’esposizione “Salvo Monica” tenutasi dal 8 al 18 novembre 2003. Italia Nostra ha allestito presso l’Archivio di Stato di Siracusa la mostra “I Gesuiti a Siracusa” in concomitanza con le mobilitazioni del 2018 per la riapertura.

Vista serale

Facciata della Chiesa del Collegio dei Gesuiti illuminata in una vista serale dal basso, che evidenzia capitelli, colonne e bassorilievo del portale

Vista serale dal basso della facciata, che mette in evidenza l’apparato corinzio, le colonne ioniche del portale, lo stemma e il bassorilievo del volto giovanile. Foto di Alessandro Calabrò, luglio 2023.

Accessibilità

Accessibilità motoria

La via Saverio Landolina, pur essendo spesso affollata di pedoni, è accessibile in sedia a rotelle. L’ingresso della chiesa è tuttavia preceduto da scalini in pietra, condizione che limita l’accesso autonomo per persone in sedia a rotelle. La chiesa è inoltre attualmente non visitabile, salvo le aperture straordinarie del FAI; in tali occasioni l’accesso alla cripta sotterranea avviene attraverso una scala stretta dal lato di via del Collegio, condizione di ulteriore difficoltà motoria.

Accessibilità visiva

Non sono presenti mappe tattili della pianta a tre navate, targhe in braille all’ingresso o sugli elementi architettonici notabili (portale corinzio, bassorilievo del volto giovanile, cancellata, statua di Marabitti, altare maggiore di Marino), né codici QR collegati ad audiodescrizioni delle opere d’arte (pala di Madiona, edicola di Battaglia e Marino, affreschi della sacrestia di Felice). La fruibilità per persone cieche o ipovedenti è oggi pressoché nulla, anche perché l’edificio non è visitabile in modo continuativo.

Accessibilità uditiva

Dati non ancora rilevati. Non sono note dotazioni come sistemi a induzione magnetica per apparecchi acustici, sottotitolazione delle visite o materiali in lingua dei segni italiana. Contribuisci alla mappatura dell’accessibilità di questo luogo attraverso il modulo di segnalazione di Aretusapedia.

Accessibilità cognitiva

Non sono presenti pannelli informativi in linguaggio facile da leggere, percorsi di visita strutturati per persone con disabilità cognitive o disturbi dello spettro autistico, né materiali multimediali semplificati. La complessità storica del sito, che attraversa cinque secoli di storia gesuitica e siciliana, richiederebbe supporti narrativi dedicati per essere compresa da pubblici neurodivergenti.

Suggerimenti

Il completamento del restauro e l’eventuale futura apertura permanente rappresentano un’occasione per integrare nella riapertura una rampa o un sollevatore per superare il dislivello d’ingresso, una mappa tattile della pianta a croce latina con i nove altari, segnaletica in braille per gli elementi architettonici notabili (portale, bassorilievo del volto giovanile, cancellata seicentesca, capitelli corinzi), codici QR audio multilingue per le opere d’arte (statua di Marabitti, altare maggiore, pale di Madiona) e un pannello in linguaggio facilitato sulla complessa storia gesuitica del complesso. La presenza dei magazzini sotterranei sotto la chiesa, oggetto di concessione al Demanio dal 2025, potrebbe essere occasione per un percorso archeologico accessibile dedicato alla memoria della Compagnia di Gesù a Siracusa.

Fonti

Fonti istituzionali e cataloghi

  • Wikidata. Chiesa del Collegio dei Gesuiti (Q85860780). Consulta online.
  • Comune di Siracusa. Chiesa e Collegio dei Gesuiti. Consulta online.
  • Wikimedia Commons. Category: Chiesa del Collegio dei Gesuiti (Syracuse). Consulta online.
  • Regione Siciliana. Elenco vincoli architettonici di Siracusa, vincolo 68/M/SR-12. Consulta online (PDF).
  • Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Siracusa. Pagina ufficiale.
  • Agenzia del Demanio. Bando concessione magazzini sotterranei (673 mq), marzo 2025.

Wikipedia

Stampa locale e cronaca

  • Catania, Gianni. «Lo splendore dimenticato della chiesa del Collegio dei Gesuiti: porte chiuse, servono 2 milioni per riaprire». SiracusaOggi, 20 febbraio 2015. Consulta online.
  • «Inizia il restauro della chiesa del Collegio». Siracusa Live, 7 dicembre 2018. Consulta online.
  • Catania, Gianni. «Le prime immagini dell’interno dopo 10 anni di chiusura». SiracusaOggi, 11 dicembre 2018. Consulta online.
  • «Consegnati i lavori della Chiesa del Collegio, la più grande in Ortigia». Libertà Sicilia, 11 dicembre 2018. Consulta online.
  • «Inizia restauro atteso da 26 anni». MeridioNews, 2 gennaio 2016. Consulta online.
  • «La Chiesa del Collegio, la più grande in Ortigia: il monumento è negato». Libertà Sicilia, 7 febbraio 2022. Consulta online.
  • «A Siracusa per le Giornate FAI di Autunno riapre la chiesa del Collegio dei Gesuiti». Siracusa News, 7 ottobre 2023. Consulta online.
  • «Giornate d’Autunno: il FAI riapre la chiesa del Collegio e svela i segreti del Vermexio». SiracusaOggi, 13 ottobre 2023. Consulta online.
  • «Record di visitatori alla chiesa del Collegio aperta per le Giornate FAI d’Autunno». Siracusa2000, 16 ottobre 2023. Consulta online.
  • «Tornano le Giornate FAI di Primavera a Siracusa: apertura straordinaria del Museo del Mare e della chiesa del Collegio». Siracusa News, 23 marzo 2024. Consulta online.
  • Perotti, Giulio. «Demanio: magazzini sotto la chiesa del Collegio in concessione». Siracusa News, 26 marzo 2025. Consulta online.
  • «Manutenzione della chiesa del Collegio dopo gli eventi meteo avversi di ottobre-novembre 2024». Siracusa Post, 27 novembre 2025. Consulta online.
  • «Il Comune avvia una manifestazione di interesse per i lavori sulla chiesa del Collegio danneggiata dal maltempo». Siracusa Press, 27 novembre 2025. Consulta online.

Iniziative civiche

  • Italia Nostra Siracusa. «Chiesa del Collegio dei Gesuiti a Siracusa: presidio e raccolta firme», 13 maggio 2017. Consulta online.
  • Italia Nostra Siracusa. «Il 13 maggio presidio davanti alla chiesa del Collegio dei Gesuiti», 2 maggio 2018. Consulta online.
  • Fondo Ambiente Italiano. I Luoghi del Cuore: Chiesa del Collegio dei Gesuiti. Consulta online.

Bibliografia critica

  • Trigilia, Lucia (a cura di). Annali del Barocco in Sicilia, 4: Pompeo Picherali. Architettura e città tra XVII e XVIII secolo. Sicilia, Napoli, Malta. Roma, Gangemi Editore, 1998.
  • Nobile, Maria Rosaria (a cura di). Disegni di architettura nella Diocesi di Siracusa (XVIII secolo). Palermo, Edizioni Caracol, 2005, voce “Siracusa. Chiesa e Casa dei Gesuiti”, pp. 26-27.
  • Acerra, Lucia. Architettura religiosa in Ortigia. Viaggio nella città invisibile. Siracusa, Lombardi Editori, 1995. ISBN 9788872600467.
  • Trigilia, Lucia. Siracusa. Distruzioni e trasformazioni urbane dal 1693 al 1942. Roma, 1985.
  • Capodieci, Giuseppe Maria. Tavole delle cose più memorabili della storia di Siracusa avanti Gesù Cristo. Messina, Giuseppe Fiumara, 1821.
  • Capodieci, Giuseppe Maria. Antichi monumenti di Siracusa illustrati. Manoscritti, 1813 (Biblioteca Alagoniana, Siracusa).
  • Mirabella Alagona, Vincenzo. Dichiarazioni della pianta delle antiche Siracuse. Napoli, Scorriggio, 1613.
  • Privitera, Serafino. Storia di Siracusa antica e moderna. 2 voll. Napoli, Stamperia Fibreno, 1878-1879.
  • Pirro, Rocco; Mongitore, Antonino (a cura di). Sicilia Sacra Disquisitionibus Et Notitiis Illustrata. Palermo, terza edizione, 1733.
  • Grano, Giuseppe; Hackert, Philipp. Memorie de’ pittori messinesi e degli esteri che in Messina fiorirono dal sec. XII sino al sec. XIX. Messina, Giuseppe Pappalardo, 1821.
  • Gargallo, Mario Tommaso. Articolo sull’Osservatore Romano, 1941 (sul completamento della chiesa).
  • Treccani. Dizionario Biografico degli Italiani: voce «Picherali, Pompeo». Consulta online.
  • Treccani. Dizionario Biografico degli Italiani: voce «Marabitti, Francesco Ignazio». Consulta online.
  • Treccani. Dizionario Biografico degli Italiani: voce «Buonamici, Francesco». Consulta online.
  • Treccani. Compagnia di Gesù. Consulta online.
  • Storia della Compagnia di Gesù, Provincia Euro-Mediterranea. Consulta online.

Studi locali e portali divulgativi

  • «Chiesa del Collegio dei Gesuiti, Ortigia». EtnaPortal. Consulta online.
  • «Church of the Jesuit College». Citymap Sicilia. Consulta online.
  • «Chiesa del Collegio dei Gesuiti, scheda 194». Siracusa Turismo. Consulta online.
  • «Chiesa del Collegio dei Gesuiti Siracusa». La Sicilia in Rete. Consulta online.
  • «Chiese, Musei e Monumenti di Siracusa». Infopoint Provincia di Siracusa. Consulta online.
  • Montuori, Francesco. «L’architettura nella Sicilia barocca, parte II: Siracusa, una piazza barocca». About Art On Line, 13 dicembre 2020. Consulta online.
  • «Il trionfo del barocco: alla scoperta della chiesa del Collegio dei Gesuiti tra marmi e stucchi». Balarm. Consulta online.

Scheda aggiunta da Alessandro Calabrò l’8 maggio 2026.

Tabella dei Contenuti

Indirizzo
Via Saverio Landolina 11/13, Ortigia, Siracusa.
Quartiere / Zona
Ortigia – rione Duomo
Epoca / Secolo
Posa prima pietra 31 luglio 1635 (festa Sant’Ignazio); inizio costruzione 1649; voltatura 1652; completamento novembre 1687; restauro post-1693 di Pompeo Picherali e Rosario Gagliardi.
Accessibilità
🦽 Motoria – Scalini all’ingresso senza rampa; chiesa non visitabile salvo aperture FAI straordinarie.
👁️ Visiva – Nessuna mappa tattile, braille o codice QR audio.
👂 Uditiva – Dati non rilevati: edificio chiuso al culto.
🧠 Cognitiva – Stratificazione storica complessa senza pannelli in linguaggio facile.
Orari o note pratiche

Chiesa chiusa al culto dagli inizi degli anni Ottanta. Visitabile solo nelle aperture straordinarie del Fondo Ambiente Italiano (Giornate FAI Autunno e Primavera) e per eventi promossi dal Comune di Siracusa o dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Siracusa.

Cantiere di restauro intermittente con stanziamenti dal 2015 (Legge 433/91 post-terremoto Carlentini 1990). Manifestazione di interesse per manutenzione (200.000 €) avviata dal Comune di Siracusa il 27 novembre 2025.

Casa Professa retrostante: sede della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Siracusa, Piazza Duomo 14.