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| Identità | |
| Denominazione canonica | Basilica santuario Madonna delle Lacrime |
|---|---|
| Denominazione comune | Santuario delle Lacrime |
| Stato canonico | Basilica minore pontificia (5 novembre 2002) |
| Titolo regionale | Santuario regionale della Sicilia (29 agosto 2019) |
| Religione | Cattolicesimo (rito romano, bizantino, ortodosso) |
| Diocesi | Arcidiocesi di Siracusa |
| Onorificenze | Rosa d’Oro della Santa Sede (2003); MiC, Opera di eccellenza (scheda 5502) |
| Cronologia della lacrimazione | |
| Inizio | 29 agosto 1953, ore 3 della notte |
| Fine | 1° settembre 1953 |
| Lacrimazioni | almeno 58 in 4 giorni |
| Liquido raccolto | ~1 cm³ (~30 gocce) in provetta |
| Riconoscimento CES | Bagheria, 12 dicembre 1953 |
| Riconoscimento Pio XII | Radiomessaggio 17 ottobre 1954 |
| Cronologia della costruzione | |
| Concorso | 1955–1957 (91 progetti, 17 nazioni) |
| Posa prima pietra | 9 maggio 1954 (card. Ernesto Ruffini) |
| Inizio cantiere | 1966 |
| Consacrazione cripta | 28 agosto 1968 (mons. Bonfiglioli) |
| Inaugurazione cripta | 1° settembre 1968 (card. Carpino) |
| Sospensione cantiere | 1968–1987 |
| Ripresa lavori | 22 febbraio 1987 (mons. Calogero Lauricella) |
| Consacrazione basilica | 6 novembre 1994 (Giovanni Paolo II) |
| Architettura | |
| Architetti | Michel Andrault (1926-2020) e Pierre Parat (1928-2019) |
| Strutture | ing. Riccardo Morandi (1902-1989), con Piero Locatelli e Arturo Danusso |
| Stile | Brutalismo / Movimento moderno |
| Forma | Cono in cemento armato a costoloni esterni |
| Altezza | 103 m (94,30 m + coronamento + statua); progetto originario 130 m |
| Diametro base | 71,40 m (cappelle escluse) |
| Capienza | 11.000 in piedi / 6.000 a sedere |
| Cappelle perimetrali | 22 (poi 16 nella versione finale) |
| Cripta | |
| Diametro esterno / interno | 80 m / 38 m |
| Capienza | ~2.000 posti |
| Ingressi | 18 |
| Cappelle | 9, di cui una a iconostasi (rito bizantino) e una al rito ortodosso |
| Scavi | Tempio di Demetra e Persefone (V sec. a.C.); abitato VI sec. a.C.; ipogeo tardo-antico bizantino (IV sec. d.C.) |
| Opere d’arte | |
| Statua sommitale | Francesco Caldarella, bronzo dorato, 3 m, 600 kg |
| Portone bronzeo | Giacomo Albano (porta dell’ovile, Gv 10,9) |
| Altare maggiore | Giancarlo Marchese, “Nuovi cieli e nuova terra” (1996), pietra di Modica, marmo di Lasa |
| Vetrate | Albano Poli — Progetto Arte Poli (2003), su testi di David Maria Turoldo |
| Cristo della Luce | Francesco Scialfa, legno di faggio 6×4 m, anima d’acciaio, 500 kg |
| Reliquiario | Biagio Poidimani (1954), base ottagonale, 3 piani, 4 angeli |
| Mosaici cripta | Istituto Mellini (Firenze) + Arte Musiva (Milano) + Scuola Beato Angelico (Milano) |
| Cappella San Paolo | Giorgio Orefice (25 gennaio 2022), tela 120×150 cm |
| Via Crucis interna | Giorgio Orefice, 14 lastre in pietra lavica |
| Sistema audio | ORION/gt, 2014 |
| Centro Convegni | |
| Salone S. Giovanni Paolo II | 350 posti, climatizzato, 3 salette gruppi |
| Salone Mons. Baranzini | 90 posti, climatizzato |
| Salone Mons. Lauricella | ~200 posti (coffee-break) |
| Visita | |
| Indirizzo | Via del Santuario, 33 — 96100 Siracusa |
| Quartiere | Acradina (al confine con Tiche moderna) |
| Telefono | +39 0931 21446 |
| segreteria@madonnadellelacrime.it | |
| Sito ufficiale | madonnadellelacrime.it |
| Apertura feriale | 7.30–12.30 e 15.30–19.30 |
| Apertura festiva | 7.30–12.30 e 15.30–20.30 |
| Messe domenicali | 8 / 10 / 12 / 17.30 / 19 / 20 |
| Messe feriali | 8 / 10 / 18 |
| Festa annuale | 29 agosto – 1° settembre |
| Memoria liturgica | 1° settembre (Calendario regionale Sicilia) |
| Affluenza dichiarata | ~1.000.000 pellegrini/anno |
| Accessibilità | |
| Ascensore | 29 agosto 2018 (Fondo ex-Eternit Siciliana) |
| Bagni accessibili | 8 (basilica + cripta + centro convegni) |
| Mappa tattile interna | LUKOIL — UICI — Stamperia Braille Catania, 19 settembre 2019 |
| Percorso tattile esterno | Lions Multidistretto Italy, 15 luglio 2023 |
| Maristela braille | FIDAPA Siracusa – MAC sez. Siracusa |
| Messa LIS | 2ª domenica del mese, ore 12 (“Messa per Tutti”) |
| Rettori | |
| 1965–1970 | Mons. Sebastiano Rosso |
| 1992–1996 | Mons. Pasquale Magnano |
| dal 1° settembre 2016 | Don Aurelio Russo |
| Riferimenti | |
| Wikidata | Q2223786 |
| OpenStreetMap | way 47272256 |
| Censimento MiC | scheda 5502 (codice SR002), Opera di eccellenza |
| Codice ICCD-A | 19I7540074 |
| Structurae | 20052324 |
| Wikipedia | Voce dedicata |
| Archivio architetti | Cité de l’architecture & du patrimoine, Parigi (fondo Andrault-Parat, FRAPN02_ANDPA) |
Il Santuario della Madonna delle Lacrime, ufficialmente Basilica santuario Madonna delle Lacrime, è la principale meta di pellegrinaggio mariano della Sicilia e il monumento più giovane fra quelli di rilievo religioso della città di Siracusa. Sorge in via del Santuario 33, sul margine settentrionale del quartiere Akradina, lungo il percorso che collega Ortigia al Parco archeologico della Neapolis. È stato edificato fra il 1966 e il 1994 per custodire il quadretto in gesso del Cuore Immacolato di Maria che, nella casa dei coniugi Antonina Lucia Giusto e Angelo Iannuso, in via degli Orti di San Giorgio 11, lacrimò per quattro giorni consecutivi fra il 29 agosto e il 1° settembre 1953. La forma a cono dell’edificio — letta a un tempo come tenda nel deserto, faro, lacrima — è opera dei francesi Michel Andrault e Pierre Parat, vincitori a soli ventisette e ventinove anni del concorso internazionale del 1955-1957 con un progetto contrassegnato dal motto «Corona con nove raggi bianchi su campo azzurro»; il calcolo strutturale fu firmato dall’ingegnere romano Riccardo Morandi con il professor Arturo Danusso del Politecnico di Milano e Piero Locatelli.

Inaugurato il 6 novembre 1994 dalla mano di papa Giovanni Paolo II, il santuario è stato elevato a basilica minore pontificia dallo stesso pontefice il 5 novembre 2002, in concomitanza col decennale della dedicazione, e proclamato santuario regionale della Sicilia dalla Conferenza Episcopale Siciliana il 29 agosto 2019, primo e unico fra gli edifici di culto mariano dell’isola a fregiarsi del titolo. Con i suoi 103 metri di altezza, il diametro di base di 71,40 metri e una capienza dichiarata di undicimila persone in piedi e seimila a sedere, è uno degli edifici più riconoscibili dello skyline siracusano e meta annuale di centinaia di migliaia di pellegrini provenienti da tutta Italia, dalla Polonia, dalla Germania, dalla Spagna, dalla Svizzera, dalla Francia, dalla Corea del Sud, dallo Sri Lanka, dalla Cina e dagli Stati Uniti — il Santuario garantisce confessori in lingua polacca, singalese e inglese. La Beata Vergine Maria delle Lacrime è iscritta nel calendario liturgico proprio delle diocesi di Sicilia alla data del 1° settembre, giorno della memoria.
La lacrimazione del 29 agosto – 1° settembre 1953
I coniugi Iannuso e l’effigie

L’evento si svolse nella casa dei coniugi Angelo Iannuso (figlio di Vincenzo, allora ventisettenne, operaio meccanico e bracciante agricolo) e Antonina Lucia Giusto (figlia di Eduardo, ventenne), sposatisi il 21 marzo 1953 nella Chiesa di San Tommaso Apostolo al Pantheon di Siracusa. La coppia abitava al pianterreno di una piccola palazzina in affitto al civico 11 di via degli Orti di San Giorgio, nella borgata di Santa Lucia, a est del centro storico. La modesta abitazione era composta da un piccolo ingresso, un corridoio adibito a cucina e una camera da letto matrimoniale; i coniugi vi convivevano nei primi mesi con il fratello di Angelo, Giuseppe, e con la sorella Grazia Iannuso.
Sopra il letto matrimoniale era appeso, come regalo di nozze offerto da Grazia, un mezzo busto in gesso raffigurante il Cuore Immacolato di Maria, di 23 cm di base e 28 cm di altezza, fissato con viti su lastra di vetro opalino nero. L’effigie era stata modellata in tre giorni dallo scultore lucchese Amilcare Santini presso lo stabilimento ILPA — Industrie Lucchesi Plastiche Artistiche di Bagni di Lucca, di proprietà di Ulisse Viviani; era stata acquistata il 30 settembre 1952 nell’Emporio di Salvatore Floresta in Corso Umberto I 28 a Siracusa, al prezzo di 2.500 lire dell’epoca. Una piccola screpolatura sul naso, riscontrata prima della consegna, era stata restaurata dall’artigiano Francesco Calcinella. Il 14 settembre 1953, di fronte al Tribunale ecclesiastico, Santini e Viviani giunsero appositamente a Siracusa per attestare che la placca era identica all’uscita di fabbrica; tornarono l’8 dicembre 1953 per una nuova ispezione, in cui rimossero l’effigie dal supporto vetrato verificandone le perfette condizioni.
Le 58 lacrimazioni
Antonina, in attesa del primo figlio, soffriva di tossicosi gravidica (oggi nota come preeclampsia), una condizione che le procurava ricorrenti abbassamenti della vista e poneva a rischio sia la propria salute sia quella del nascituro. Verso le tre della notte fra venerdì 28 e sabato 29 agosto 1953 la vista le venne meno completamente; tornò normale alle 8.30 del mattino, momento in cui la donna vide le lacrime sgorgare dagli occhi dell’effigie, scendere lungo le gote e raccogliersi nel cavo della mano. Il fenomeno si ripeté almeno cinquantotto volte nei quattro giorni successivi, attirando in poche ore una folla crescente.

Il 30 agosto 1953 il cineamatore siracusano Nicola Guarino riprese una delle lacrimazioni con una cinepresa 9,5 mm, producendo circa trecento fotogrammi che costituiscono ad oggi l’unica testimonianza filmata di una lacrimazione mariana riconosciuta dalla Chiesa. Le immagini, conservate per oltre settant’anni dal santuario, sono state restaurate digitalmente nel marzo 2025 dalla Cineteca dello Stretto sotto la direzione del restauratore Maurilio Forestieri, con acquisizione fotogramma per fotogramma in risoluzione 4K+ e overscan delle perforazioni della pellicola per fedeltà filologica massima; furono proiettate per la prima volta in alta definizione il 24-25 marzo 2025 alla Sala Vittorini dell’Hotel Lanterne Magiche, alla presenza di mons. Lomanto e degli studenti del Liceo Scientifico Luigi Einaudi (classi V AS e V C), prima di entrare a far parte del docufilm Piange una madre. I giorni in cui la Madonna versò lacrime a Siracusa, prodotto da Fausto Della Ceca, Valeria Castrucci e Anna Lavinia, trasmesso in prima visione su TV2000 il 6 novembre 2025 alle 21.10 e replicato il 22 febbraio 2026. Il lunedì 31 agosto 1953 il fotografo siracusano Giuseppe Saraceno documentò il quadretto con macchina Condor 24/36 mm dell’Officina Galileo, salendo sul davanzale e scattando dall’alto a pochi metri di distanza fra la folla che premeva per asciugare le lacrime con cotone; le sue foto sono esposte oggi nella Casa del Pianto restaurata. Saraceno è morto nel giugno 2020 a 91 anni; il santuario gli ha dedicato le esequie il 27 giugno 2020.
I testimoni
I primi testimoni a vedere le lacrime furono Antonina, la cognata Grazia Iannuso e la zia Antonia Sgarlata, inizialmente convinta che la nipote avesse delle allucinazioni. Nei giorni successivi davanti al quadretto si avvicendarono il vicino impiegato Pietro Sebastiano, gli inviati ufficiali della Curia Lisetta (Elisabetta) Toscano Piccione — figlia del podestà di Siracusa, moglie dell’avvocato Corrado Piccione e all’epoca presidente della Gioventù Femminile di Azione Cattolica — e Giovanna Contarella (1925-2020), entrambe membri di Azione Cattolica, deputate a verificare il fenomeno. Toscano Piccione raccolse personalmente in un fazzoletto di stoffa le lacrime versate, conservato oggi al primo piano del reliquiario; testimoniò davanti al tribunale ecclesiastico il 1° ottobre 1953 e morì il 7 febbraio 2021 dopo aver rilasciato una delle sue ultime interviste a TV2000 nel programma Bel tempo si spera nel giugno 2020. Contarella fece la propria deposizione il 10 settembre 1953 e si spense il 9 giugno 2020 all’età di novantacinque anni. Il parroco don Giuseppe Bruno, della parrocchia di San Tommaso al Pantheon che aveva celebrato il matrimonio, si recò ufficialmente in casa Iannuso il 1° settembre 1953 e ne ricavò poi il volume La Madonna chiamò… la Parrocchia del Pantheon rispose…, integrato in seguito dalla Storia della Madonnina delle Lacrime di Siracusa. Davanti al Tribunale Metropolitano Interdiocesano istituito dalla Curia il 22 settembre 1953 con la collaborazione del commissario di polizia Nicolò Samperisi furono ascoltati in cinquantuno sessioni complessivamente centottantanove testimoni, le cui deposizioni occupano cinquecentocinque pagine custodite nell’Archivio dell’Arcidiocesi.
La commissione medico-scientifica del 1° settembre 1953
Il 1° settembre 1953, ultimo giorno della lacrimazione, una commissione medico-scientifica nominata dalla Curia Arcivescovile di Siracusa prelevò dall’effigie circa un centimetro cubo di liquido — equivalente a circa trenta gocce — ed eseguì le analisi al capezzale e in laboratorio presso il Laboratorio Provinciale d’Igiene e Profilassi. La presiedette il dottor Michele Cassola, direttore della Sezione Micrografica e all’epoca dichiaratamente ateo, che si convertì sul letto di morte nel 1973 assistito da mons. Migliorisi raccontando della propria conversione: «Prima, vedevo davanti a me come una muraglia invalicabile». La commissione comprendeva inoltre il dottor Francesco Cotzia (assistente della Sezione Micrografica), il dottor Mario Marletta (medico chirurgo), il professor Leopoldo La Rosa (chimico igienista) e il chimico statunitense Roberto Bertin della Squibb Corporation, in servizio a Siracusa, il cui saggio al becco di Bunsen su filo di platino dimostrò l’impossibilità della trasudazione del manufatto in gesso. Il referto, datato 9 settembre 1953, attestò pH 6,9, presenza di sodio e cloro, tracce di proteine e urati, e concluse che «l’aspetto, l’alcalinità e la composizione inducono a far ritenere il liquido esaminato di analoga composizione del secreto lacrimale umano». Confronti furono eseguiti con acqua distillata, acqua di sorgente, soluzione fisiologica 0,9% NaCl e secreto lacrimale di adulto e di un bambino di due anni e sette mesi. Dal momento del prelievo l’effigie non lacrimò più. Negli anni 2000 il chimico Luigi Garlaschelli del CICAP ha sollevato obiezioni metodologiche (intervista a LucidaMente, anno VIII, n. 88, aprile 2013) ricordando che le analisi originali confrontavano cloruro di sodio con tracce proteiche generiche e che oggi servirebbero RIA per le specifiche proteine lacrimali (lattoferrina, lisozima, lipocalina-1) sconosciute nel 1953; le sue obiezioni e quelle di Maurizio Magnani in Spiegare i miracoli (Edizioni Dedalo, Bari 2005) costituiscono il nucleo della letteratura critica scettica sull’evento.
I figli di Antonina e Angelo
I coniugi ebbero quattro figli: il primogenito Mariano, nato il 25 dicembre 1953 giorno di Natale, quattro mesi dopo la lacrimazione; Vincenzo, Maria Vita ed Elena. Antonina morì il 25 luglio 2011 all’età di settantotto anni, con camera ardente allestita nella sua abitazione di via degli Orti, alla quale partecipò il sindaco. Angelo era già morto il 18 febbraio 2004. Il 21 marzo 2023, nel settantesimo anniversario delle nozze, l’Arcidiocesi di Siracusa ha celebrato Messa di suffragio nella Parrocchia del Pantheon, presieduta da don Massimo Di Natale. Mariano Iannuso ha donato al santuario nel 2014 un fazzoletto materno con tracce di stigmate di San Pio (oggi conservato in cripta) e ha partecipato come testimone diretto al docufilm Piange una madre del 2025.
Il riconoscimento ecclesiastico e il magistero pontificio

Il 12 dicembre 1953, riuniti a Bagheria sotto la presidenza del cardinale Ernesto Ruffini (1888–1967), arcivescovo di Palermo, i vescovi siciliani esaminarono la relazione presentata dall’arcivescovo di Siracusa monsignor Ettore Baranzini (1881–1968) e dichiararono unanimemente «non potersi mettere in dubbio la realtà della lacrimazione». Auspicarono inoltre la costruzione di un santuario a memoria perpetua dell’evento. Il comunicato fu pubblicato dall’Osservatore Romano il 18 dicembre 1953. Il 17 ottobre 1954, in un radiomessaggio al Congresso Mariano Regionale della Sicilia, papa Pio XII riconobbe implicitamente il prodigio: «Non senza viva commozione prendemmo conoscenza della unanime dichiarazione dell’Episcopato della Sicilia sulla realtà di quell’evento […] Comprenderanno gli uomini l’arcano linguaggio di quelle lacrime?». La frase, divenuta famosa, dà il titolo all’opera fondamentale di mons. Pasquale Magnano (Arcano Linguaggio, Edizioni ASCA, 2003), riferimento bibliografico primario sulla lacrimazione.
La memoria liturgica della Beata Vergine Maria delle Lacrime fu fissata al 1° settembre nel calendario regionale siciliano, ed è festa per la sola Arcidiocesi di Siracusa. Nel 2003 la Santa Sede insignì il santuario della Rosa d’Oro, una delle massime onorificenze pontificie. Giovanni XXIII e Paolo VI non hanno lasciato scritti specifici sulla Madonna delle Lacrime. Da Benedetto XVI il santuario conserva un unico riferimento, redatto da Joseph Ratzinger ancora cardinale, in un volume scritto in memoria di Giovanni Paolo II. Da Giovanni Paolo II sono documentati diciotto fra omelie, discorsi e messaggi sulla lacrimazione. Francesco ha indirizzato all’arcidiocesi un Angelus per il sessantesimo anniversario (2013), una lettera per il settantesimo (7 dicembre 2023) e una per la traslazione del corpo di santa Lucia (13 dicembre 2024). Leone XIV, eletto l’8 maggio 2025, aveva visitato il santuario otto mesi prima da cardinale (1° settembre 2024). Una goccia di sangue di Giovanni Paolo II è stata donata al santuario dal cardinale Stanisław Dziwisz il 1° settembre 2023, ed è oggi custodita nella Casa del Pianto.
La Casa del Pianto e l’esposizione provvisoria di piazza Euripide (1953-1968)

Già il 30 agosto 1953 l’effigie fu portata fuori dall’abitazione e collocata su un muro di via degli Orti per consentire al popolo di vederla; il giorno seguente fu spostata temporaneamente presso una proprietà attigua e infine, il 19 settembre 1953, traslata solennemente in piazza Euripide su una stele in pietra alta quattro metri offerta dal Comune di Siracusa, alla presenza di mons. Baranzini e di una folla che le cronache stimarono in molte decine di migliaia di persone. Piazza Euripide divenne nei quindici anni successivi la “piazza dei pellegrinaggi” e sede di ininterrotti atti di devozione, con offerte di stampelle, busti ortopedici, tutori e abiti che andranno a costituire il successivo Museo degli ex voto. Tra il 19 febbraio e il 18 marzo 1961, durante alcune settimane di lavori alla copertura della tettoia provvisoria deteriorata dalle intemperie, l’effigie tornò temporaneamente nella casa di via degli Orti.
L’abitazione di via degli Orti 11 fu acquistata dalla Curia il 29 luglio 1954; un mese dopo, il 29 agosto 1954, divenne luogo di culto, e con decreto arcivescovile dell’8 dicembre 1954 fu eretta a chiesa pubblica con titolo di santuario originario. Da allora è conosciuta come «Casa del Pianto»; conserva la nicchia originale che ospitò il quadretto, riproduzioni della camera nuziale, immagini storiche e una Via Crucis. La struttura fu profondamente restaurata e riconsegnata alla città il 9 marzo 2008; ulteriori interventi di ripitturazione furono completati fra l’8 e il 12 maggio 2019. La messa è celebrata ogni giorno alle ore 8.30, con apertura quotidiana dalle 8 alle 12, veglia di preghiera in adorazione eucaristica il 28 di ogni mese e pellegrinaggio mensile a piedi il 29 di ogni mese dalla Casa del Pianto attraverso piazza della Vittoria fino al santuario, riconosciuto come pellegrinaggio giubilare nel 2025. Vi celebrarono messa il giovane cardinale Karol Wojtyła il 2 novembre 1964, in occasione della terza sessione del Concilio Vaticano II, e — più recentemente — il cardinale Robert Francis Prevost, futuro Leone XIV, all’indomani del pontificale del 1° settembre 2024.
L’area archeologica sotto il santuario

Il santuario sorge sul margine settentrionale dell’antica Akradina (o Achradina, «terra dei peri selvatici»), uno dei cinque quartieri della Pentapoli di Siracusa. Nel VI secolo a.C. l’area corrispondeva alla periferia del quartiere, prossima alle aree sepolcrali e di cava, e nella suddivisione moderna corrisponde più precisamente al quartiere Tiche, oltre il confine antico segnato dalle mura di Gelone. Durante gli scavi delle fondazioni della cripta, fra il 1966 e il 1968, e poi durante quelli di piazza della Vittoria del decennio 1970, emersero strutture archeologiche di notevole rilievo, in seguito incorporate nel livello inferiore dell’edificio.
Sotto le fondamenta venne alla luce un vicus residenziale del VI secolo a.C., periferico rispetto a Akradina antica, con un tratto di strada lastricata identificato dalla tradizione storiografica con la «una via lata perpetua» menzionata da Cicerone nelle Verrine (II,4,119); il tratto, di circa trenta metri, mostra un piano di calpestio greco di V secolo a.C. ricavato sulla roccia viva e ripavimentazioni romane in due fasi (repubblicana e imperiale, II-III secolo d.C.) con profilo “a schiena d’asino” per il drenaggio. Le campagne di scavo furono condotte sotto la direzione del Soprintendente Luigi Bernabò Brea (in carica fino al 1973) e proseguite da Paola Pelagatti (1973-1981); a essi si affiancarono Gino Vinicio Gentili e, in seguito, Giuseppe Voza, che annunciò ufficialmente nel 1976 la scoperta del tempio di Demetra e Persefone in piazza della Vittoria, di pianta rettangolare 18×10 metri con prostilo a quattro colonne, recesso d’altare a est e fontana monumentale in calcare con canale idraulico parallelo a modelli peloponnesiaci. La tradizione, fondata su Diodoro Siculo (Bibliotheca Historica XI) e sulle stesse Verrine, ne fa risalire l’edificazione al voto di Gelone dopo la vittoria di Imera del 480 a.C.; centinaia di statuette fittili votive di figure femminili con manto a pieghe e attributi di fiaccole, porcellini, ceste e melagrane sono oggi esposte nel settore B del Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi.
Sul lato sinistro dell’altare maggiore della cripta è inglobato un ipogeo bizantino tardo-antico del IV secolo d.C., «violato ma architettonicamente intatto»: una camera sepolcrale a cappella con due ambienti perpendicolari a volta a botte, le cui pareti erano originariamente decorate a mosaico; oggi soltanto pochi frammenti restano visibili dietro vetrata. Sotto l’ipogeo si trovano due ambienti greco-romani inaccessibili, attraversati da un piccolo corso d’acqua sotterraneo di identificazione idrogeologica incerta — verosimilmente una falda della rete dei Ciane-Anapo o un ramo dell’antico acquedotto Galermi (di età greca classica, V secolo a.C., in parte ancora attivo) — responsabile delle ricorrenti infiltrazioni che hanno provocato gli allagamenti documentati fra il 1999 e il 2021. Le pubblicazioni di riferimento sono i numeri delle Notizie degli Scavi di Antichità (serie VIII, anni 1968-1973), il Bollettino d’Arte del Ministero, la rivista Sicilia Archeologica e il volume Syracusae. Scavi e ricerche nella città e nella chora di Edizioni Quasar (atti del convegno presso il Museo Paolo Orsi, 2024). Il vincolo archeologico apposto nel 1957 fu revocato dal ministro Medici nel 1959: una decisione contestata dalla critica successiva alla luce dei ritrovamenti del 1966-1976.
Il concorso internazionale di architettura (1955–1957)
Il sito per il futuro santuario, posto al confine fra Acradina antica e l’area di piazza della Vittoria, era stato individuato nel 1954 dall’ingegnere Vincenzo Cabianca, allora incaricato del piano regolatore generale di Siracusa. Il 9 maggio 1954, alla presenza di circa quarantamila fedeli, il cardinale Ruffini benedisse e pose la prima pietra in contrada San Giovanni, presso piazza della Vittoria. Il 29 giugno 1955 il Comitato pro erigendo santuario, presieduto dall’arcivescovo Baranzini con segretario mons. Ottavio Musumeci, bandì un concorso internazionale di architettura, modificato in corso d’opera dietro indicazione di Pierre Vágó (1910–2002), segretario generale dell’Unione Internazionale degli Architetti e direttore della rivista L’Architecture d’aujourd’hui. Risposero novantuno progetti provenienti da diciassette nazioni; la mostra dei progetti si aprì a Siracusa il 17 marzo 1957.

La giuria, riunita nello stesso mese, comprendeva — oltre allo stesso Vágó — l’architetto e teorico italiano Saverio Muratori, il liturgista tedesco Rudolph Schwarz (1897–1961, autore di Vom Bau der Kirche) e lo spagnolo Luis Moya Blanco (1904–1990). Contrariamente a una vulgata persistente, Pier Luigi Nervi non fece parte della giuria; nessuna fonte primaria lo cita fra i giudici e nessuna sua valutazione pubblica risulta espressa sul progetto. Con dieci voti su undici, fra tredici progetti finalisti, la giuria scelse l’elaborato contrassegnato dal motto «Corona con nove raggi bianchi su campo azzurro», opera dei francesi Michel Andrault, allora ventinovenne, e Pierre Parat, ventisettenne. Al secondo posto si classificarono i parigini Guillaume Gillet e René Sarger col progetto «Turris Davidica»; al terzo l’architetto Erwin Schiffer di Colonia con «314253». Fra i finalisti italiani figurava il progetto «Delfini di Aretusa» di Gaetano Rapisardi; sono inoltre attestati per nome i motti «Trinacria 3», «Aretusa», «Quo Vadis», «Miraculum» e «Alma Mater 57». Il fascicolo monografico della rivista Fede e Arte della Pontificia Commissione Centrale per l’Arte Sacra (V, nn. 7-9, luglio-settembre 1957) ne raccolse gli atti.
Gli architetti Andrault e Parat
Michel Andrault nacque a Montrouge (Hauts-de-Seine) il 17 dicembre 1926 e morì a Parigi il 5 aprile 2020. Costretto a letto due anni nell’adolescenza da una tubercolosi, si iscrisse all’École nationale supérieure des Beaux-Arts di Parigi, sezione architettura, nell’atelier di Eugène Beaudouin (e non di Auguste Perret, come spesso erroneamente riportato), divenendone capo-classe e diplomandosi nel 1955. Pierre Parat nacque a Versailles il 16 aprile 1928 e morì a Parigi l’8 ottobre 2019. Dopo l’infanzia in Perù e il diploma all’École polytechnique di Lima, si iscrisse anch’egli all’École nationale supérieure des Beaux-Arts di Parigi nell’atelier Beaudouin, condividendo gli studi con Andrault. I due si associarono nel 1957, fondando l’agence ANPAR dalla contrazione delle iniziali, e arrivarono nello stesso anno secondi a tre concorsi (mausoleo a Karachi, Museo nazionale di Aleppo, Assemblea territoriale di Conakry) prima di vincere quello di Siracusa. Lo studio resterà attivo fino al 1995, anno del suo scioglimento; nel 1985 i due ricevettero congiuntamente il Grand prix national de l’architecture francese. Fra le loro opere principali si ricordano il Palais omnisports de Paris-Bercy, la sede Havas a Neuilly, le torri Chassagne, Alicante, Séquoia e Kupka a La Défense, e il complesso pioniere “Les Pyramides” di Évry, replicato in 19.000 alloggi in altre sette località francesi. Parat era pittore e firmò nel 2010 l’autobiografia PARAT par Pierre Parat, 50 ans d’architecture (Cercle d’Art).
Il plastico del progetto di concorso è oggi conservato presso l’Archivio della Basilica del Santuario; quello del progetto finale si trova a Parigi alla Cité de l’architecture & du patrimoine, fondo Andrault-Parat, codice FRAPN02_ANDPA («Concours: basilique de la Madonna delle Lacrime, Syracuse»).
Il dibattito architettonico del 1957 e la critica di Bruno Zevi
Il progetto vincitore divise immediatamente l’opinione pubblica e quella specialistica. Sulla rivista L’Architettura. Cronache e Storia diretta da Bruno Zevi (n. 21, 1957, pp. 172-175) Mario Schera dedicò all’opera una recensione articolata. Zevi stesso, su L’Espresso del 7 aprile 1957, fu drasticamente critico: «A Siracusa volevano un santuario per ventimila fedeli, quanti ne può contenere San Pietro nei giorni di piena? Hanno avuto quel che si meritano. Inutile tentare di mimetizzare o di armonizzare col paesaggio un edificio di così gigantesche dimensioni»; sulle nervature verticali, «unico fattore originale di questo progetto», riconosceva una «trovata di due giovani che esige una lunga elaborazione». Sulle pagine siracusane di La Domenica e La Voce di Siracusa si confrontarono il professor Giuseppe Agnello, ordinario di archeologia cristiana all’Università di Catania, e mons. Musumeci; l’ingegner Santoro Secolo, in un articolo del 30 maggio 1957, definì il progetto vincitore «una cuspide che non ha connessione e richiamo con le tradizioni e con le forme religiose mediterranee». Il 1957 il Ministero della Pubblica Istruzione pose il veto all’edificazione in piazza della Vittoria, motivando che «il tempio, per la sua eccezionale mole e per le sue particolari caratteristiche, riuscirebbe pregiudizievole non soltanto al panorama ma soprattutto alla zona storico-monumentale»; il vincolo fu rimosso nel 1959 dal ministro Medici, decisione che la critica successiva (Soprintendente Bernabò Brea, ricerche di Natura Sicula) giudicò discutibile alla luce dei ritrovamenti archeologici degli anni 1966-1976.
La bibliografia primaria del 1957 sul Santuario, ricostruita dal Censimento delle Architetture Contemporanee del Ministero della Cultura (scheda 5502), comprende inoltre Pierre Vágó, Réflexions d’un membre du jury (in Fede e Arte, V, 7-9, 1957, pp. 254-255) e Michel Andrault et Pierre Parat. La Basilique de Syracuse (in L’Architecture d’aujourd’hui, n. 73, 1957); Rudolph Schwarz, Il problema dell’architettura sacra (ibid., pp. 251-253); Hugo Schnell, L’esposizione dei progetti: rassegna indicativa (ibid., pp. 248-250); Giovanni Fallani, Una lezione dell’architettura d’oggi (ibid., pp. 238-355); Ivo Tagliaventi, A Siracusa ha vinto l’altezza (in Ingegneri, architetti, costruttori, XII, 5, 1957, pp. 148-155); Alfredo Leorati, Occasione perduta? (ibid., XII, 9, 1957, pp. 299-302); Giuseppe Agnello, Il concorso per il Tempio della Madonnina delle Lacrime (in Arte cristiana, n. 5, 1957, pp. 79-86).
Riccardo Morandi e la riduzione del progetto
Il progetto esecutivo strutturale fu affidato il 25 gennaio 1964 all’ingegnere romano Riccardo Morandi (Roma, 1° settembre 1902 – Roma, 25 dicembre 1989), già autore del ponte sul lago di Maracaibo (1957) e del progetto UNESCO per Abu Simbel (1961). Una fonte locale (Siracusa nuova, 18 aprile 1964) gli affianca i colleghi Piero Locatelli e Arturo Danusso, titolare della cattedra di Scienza delle Costruzioni al Politecnico di Milano e fondatore dell’ISMES di Bergamo. Sotto la direzione di Morandi il progetto originario fu rivisto: l’altezza, in origine prevista in circa 130 metri, fu ridotta a 103 metri con la sottrazione di circa una trentina di metri della cuspide. La Treccani, nella voce L’edilizia sacra dalla restaurazione al XXI secolo, sintetizza che il progetto «fu realizzato assai più tardi, con notevoli modifiche».
Il cantiere: 1966-1968, la sospensione, il completamento (1987-1994)
La cripta (1966-1968)

I lavori presero avvio nel 1966, dodici anni dopo la posa della prima pietra. La cripta, di forma circolare con diametro esterno di ottanta metri e diametro interno di trentotto, capienza di circa duemila posti a sedere, altezza di nove metri, diciotto ingressi e pavimentazione del presbiterio in granito rosso, fu consacrata e dedicata al Cuore Immacolato di Maria il 28 agosto 1968 dall’arcivescovo Giuseppe Bonfiglioli (1910–1992), successore di Baranzini deceduto il 6 marzo dello stesso anno. Il 29 agosto, nel quindicesimo anniversario della lacrimazione, l’effigie miracolosa fu solennemente traslata da piazza Euripide all’altare della cripta. Il 1° settembre 1968 il cardinale Francesco Carpino (1905-1993), arcivescovo di Palermo, presiedette l’inaugurazione ufficiale del tempio inferiore.
Il ventennio di sospensione (1968-1987)
Per quasi vent’anni il cantiere del tempio superiore restò fermo. Concorsero alla sospensione difficoltà finanziarie nella raccolta dei fondi, polemiche urbanistiche e architettoniche aspre — l’opera fu definita popolarmente «mostro di cemento armato» ed equiparata da alcuni critici a un cono gelato o un pandoro —, contestazioni di liturgisti, urbanisti e parte della cittadinanza, oltre a nuovi rinvenimenti archeologici negli anni Settanta in piazza della Vittoria che reincentivarono i dubbi sulla legittimità della revoca del vincolo del 1959.
La ripresa (1987) e il completamento (1988-1994)
La decisione di riprendere i lavori fu presa nel 1987 da monsignor Calogero Lauricella (Ravanusa, 20 febbraio 1919 – Siracusa, 20 giugno 1989), arcivescovo di Siracusa dall’8 settembre 1973, custode del Reliquiario, nonostante la grave malattia che ne segnò gli ultimi anni; Lauricella morì senza vedere il completamento dell’opera. Il 22 febbraio 1987 l’effigie miracolosa fu trasferita dall’altare della cripta al salone pastorale, dove rimase per sette anni. Il successore, monsignor Giuseppe Costanzo (Riposto, 2 gennaio 1933 – Siracusa, 2 settembre 2025), arcivescovo dal 7 dicembre 1989 al 12 settembre 2008 e vicepresidente CEI per l’Italia meridionale (1997-2002), portò avanti il cantiere fino all’inaugurazione, gestendo gli aspetti amministrativi più complessi. La fase costruttiva intensiva avviata nel 1988 realizzò in sei anni il cono in costoloni di cemento armato, le cappelle radiali, la corona d’acciaio in sommità con la statua bronzea della Madonna, l’altare di Marchese, il portone di Albano, le opere di completamento. Costanzo è sepolto nella cappella del Crocifisso della Cattedrale di Siracusa.
La consacrazione di Giovanni Paolo II (6 novembre 1994)

La visita pastorale a Catania e Siracusa di papa Giovanni Paolo II si svolse fra il 4 e il 6 novembre 1994; era stata originariamente prevista fra il 30 aprile e il 1° maggio dello stesso anno, ed era stata posticipata in seguito all’incidente del 29 aprile 1994 — una scivolata nel bagno dell’appartamento pontificio con frattura del femore destro che costrinse il pontefice a un mese di ricovero al Policlinico Gemelli e all’utilizzo del bastone. Il pontefice arrivò a Siracusa la sera del 5 novembre, parlando ai cittadini dal balcone dell’Arcivescovado in piazza Duomo; quella stessa sera l’arcivescovo Costanzo trasferì l’effigie dalla cripta al tabernacolo dell’altare maggiore del tempio superiore.
Domenica 6 novembre 1994 Giovanni Paolo II celebrò la dedicazione del santuario, concelebrata dal cardinale Salvatore Pappalardo (Palermo), da tutti i vescovi siciliani, da circa duecento sacerdoti e dai nunzi apostolici. Erano presenti il sindaco di Siracusa Marco Fatuzzo, il presidente della Regione Siciliana Franco Martino e oltre cinquemila fedeli. Tre passaggi dell’omelia esprimono il significato pastorale dell’evento: «Santuario della Madonna delle Lacrime, tu sei sorto per ricordare alla Chiesa il pianto della Madre»; «Le Lacrime della Madonna […] testimoniano la presenza della Madre nella Chiesa e nel mondo»; le lacrime di Maria sono «lacrime di dolore» per chi rifiuta Dio, «lacrime di preghiera» della Madre intercedente, «lacrime di speranza» che aprono i cuori a Cristo. Dopo la celebrazione il pontefice recitò l’Angelus alla Balza Acradina, sotto una pioggia battente che i fedeli interpretarono come segno di grazia; il sito è oggi Parco urbano Papa Giovanni Paolo II, segnalato da una croce di ferro e una targa commemorativa. I discorsi e l’omelia furono raccolti dal giornalista Aldo Mantineo nel volume Sono venuto per seminare speranza. I discorsi di Papa Giovanni Paolo II a Siracusa. Il 5 novembre 2002, in occasione del decennale della dedicazione, lo stesso pontefice elevò il santuario a basilica minore.
Architettura del santuario
Il cono e i costoloni
L’edificio si presenta come un cono di cemento armato a costoloni esterni a vista, alti dalla base al coronamento, con altezza complessiva di centotre metri: novantaquattro metri e trenta dal piano di calpestio per la struttura in cemento, ai quali si aggiungono il coronamento metallico in acciaio e la statua bronzea della Madonna. Il diametro di base è di 71,40 metri esclusi i corpi delle cappelle perimetrali; la pianta è circolare. La forma è stata variamente interpretata come tenda nel deserto — eco apocalittica del libro dell’Apocalisse —, faro che indica il porto della salvezza e lacrima che dal cielo discende verso il terreno. Il Censimento delle Architetture Contemporanee del Ministero della Cultura (scheda 5502, codice SR002, codice ICCD-A 19I7540074) la qualifica come «opera di eccellenza» con punteggio massimo, criteri 2, 3, 5 e 6 soddisfatti. La scheda è curata dal professor Fausto Carmelo Nigrelli sotto la responsabilità scientifica della professoressa Paola Barbera (Università di Catania). Nel 2024 Italy Segreta l’ha inserita nel canone The 25 Best Brutalist Buildings in Italy con foto di Oliver Wainwright; il 22 aprile 2025 il sito internazionale Modernist Pilgrimage l’ha inclusa nel proprio repertorio del modernismo religioso.
Esterno: portone e statua sommitale

Il santuario è preceduto da un’ampia piazza pavimentata e da una scalinata monumentale che conduce al portico d’ingresso del tempio superiore. Il portone bronzeo centrale è opera dello scultore Giacomo Albano e riproduce la porta di un ovile, con incise in greco le due metà del versetto Gv 10,9: sul lato esterno «Ἐγώ εἰμι ἡ θύρα· δι’ ἐμοῦ ἐάν τις εἰσέλθῃ, σωθήσεται» («Io sono la porta, se uno entrerà attraverso di me sarà salvo»); sul lato interno «καὶ εἰσελεύσεται καὶ ἐξελεύσεται καὶ νομὴν εὑρήσει» («Entrerà e uscirà e troverà pascolo»).
Sul vertice del cono, a centotre metri da terra, è collocata una statua in bronzo dorato della Madonna delle Lacrime alta circa tre metri e del peso di seicento chili, opera dello scultore Francesco Caldarella, originario di Palazzolo Acreide. La figura riproduce il quadretto miracoloso a figura intera, con braccia protese verso l’ingresso, ed è circondata da un’aureola in acciaio con elementi circolari e raggiera. Caldarella firmò anche il busto bronzeo che orna il monumento funebre di Lauricella nella cripta, su disegno del geometra Franco Vasquez.
Tempio superiore: l’altare di Marchese e le vetrate di Poli
L’aula liturgica, consacrata da Giovanni Paolo II, è circolare e rivestita in marmo bianco; il pavimento della navata combina marmo bianco di Carrara, grigio Billieli e nero di Tarquinia con intarsi a stella, mentre il presbiterio e l’altare sono in marmo bianco di Lasa. L’altare maggiore, intitolato «Nuovi cieli e nuova terra», è opera dello scultore Giancarlo Marchese (Parma, 15 novembre 1931 – Milano, 22 maggio 2013), formatosi all’Accademia di Brera con Luciano Minguzzi e Marino Marini, partecipante alla Biennale di Venezia del 1956 e titolare della cattedra di scultura all’Accademia di Brera dal 1976 al 2000. La base in bronzo presenta quattro pannelli con scene tratte dall’Apocalisse — il trono, la nuova Gerusalemme, l’Agnello con l’albero della vita, la colonna con il rotolo —; la mensa è ricavata in pietra di Modica e reca incisa la citazione greca di Efesini 5,25 «Ὁ Χριστὸς ἠγάπησεν τὴν ἐκκλησίαν καὶ ἑαυτὸν παρέδωκεν ὑπὲρ αὐτῆς» («Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei»). L’altare nella forma definitiva fu completato nel 1996. Sopra di esso è sospeso un crocifisso ligneo di autore ignoto del XVIII secolo; in teca dietro l’altare è custodito il quadretto miracoloso, traslato definitivamente in questa sede dalla cripta il 5 novembre 1994.

Le vetrate del tempio superiore sono opera del maestro vetraio Albano Poli (Verona, 2 agosto 1935), titolare di Progetto Arte Poli, atelier veronese fondato nel 1953 e già autore di interventi nella basilica di San Paolo Fuori le Mura a Roma. Il ciclo siracusano fu realizzato nel 2003, in occasione del cinquantesimo anniversario della lacrimazione, con linguaggio astratto-allusivo e composizioni cromatiche moderne ispirate ai testi del servita poeta-teologo David Maria Turoldo. Il perimetro circolare ospita ventidue cappelle nel progetto originario (sedici nella versione finale): sul lato sinistro, la Cappella del Santissimo Sacramento e la Cappella della Sacra Sindone (con riproduzione del telo); sul lato destro, l’Altare della Carità con la statua di santa Lucia, la Cappella di San Giuseppe con statua lignea, la Cappella di San Pio da Pietrelcina che custodisce il fazzoletto donato da Padre Pio alla signora Antonietta Iannuso e immaginette autografe della Madonna delle Lacrime, e la Cappella di San Giovanni Paolo II, aggiunta dopo la canonizzazione del 27 aprile 2014. Il 25 gennaio 2022 alle ore 10.30, festa della Conversione di San Paolo, fu inaugurata anche la Cappella dello Sbarco di San Paolo, con tela di 120×150 cm del Maestro Giorgio Orefice (Siracusa, 1941): vi è raffigurato san Paolo che sbarca a Siracusa nel 61 d.C. (At 28,12) con la spada della Parola di Dio e la Croce, sullo sfondo del Tempio di Apollo e della Chiesa di San Paolo in Ortigia. Orefice ha realizzato anche la Via Crucis interna del Santuario in quattordici lastre di pietra lavica. L’impianto audio è opera della ditta veronese ORION/gt (luglio 2014).
Cripta: cappelle, scavi, allagamenti
La cripta ospita nove cappelle: di san Corrado Confalonieri, patrono di Noto; di sant’Agata, patrona di Catania; di santa Lucia, patrona di Siracusa, contenente la tomba dell’arcivescovo Calogero Lauricella con monumento funebre disegnato dal geometra Franco Vasquez e busto bronzeo di Francesco Caldarella; di san Francesco d’Assisi; della Sacra Famiglia; di san Pio da Pietrelcina; dell’iconostasi, dedicata al rito bizantino; del Sacro Cuore di Gesù, con tabernacolo a forma di diamante dorato e mosaico raffigurante l’apparizione del Sacro Cuore a Margherita Maria Alacoque (Paray-le-Monial, 1673-1675); della Riconciliazione, sede dei confessionali; e dei Santi Pietro e Paolo, dedicata al rito ortodosso. I mosaici delle icone furono eseguiti dall’Istituto Artistico Mellini di Firenze (Sacra Famiglia, Santa Lucia, Sant’Agata, San Corrado, San Francesco), dallo studio Arte Musiva di Milano (Crocifisso) e dalla Scuola del Beato Angelico di Milano (Pietro e Paolo, Sacro Cuore). Le sculture in terracotta del presepe sono opera della tradizione di Caltagirone.
All’ingresso principale della cripta è collocato il crocifisso «Cristo della Luce» dello scultore catanese Francesco Scialfa, biologo, giornalista e docente all’Accademia di Restauro e Belle Arti «Nike» e all’Università di Catania, vincitore di un concorso vaticano. L’opera è realizzata su legno di faggio, misura sei metri per quattro, ha anima d’acciaio e pesa circa cinquecento chili; dalle mani, dai piedi e dal capo di Cristo si dipartono fasci di luce ad evocare la risurrezione. Fu inaugurata da Giovanni Paolo II nel 1994; il pontefice ricevette in udienza privata l’autore.
La cripta è soggetta a allagamenti ricorrenti a causa del piccolo corso d’acqua sotterraneo che la attraversa. Eventi documentati: un primo grave allagamento intorno al 1999; il 21 agosto 2013, con oltre un metro d’acqua e danni alle sagrestie e alle cappelle del Sacro Cuore, della Riconciliazione e di San Pio (il rettore di allora era don Luca Saraceno); un nuovo episodio il 28 settembre 2017; e quello del fine ottobre 2021, conseguente al passaggio del medicane Apollo, con acqua fino a circa un metro e infiltrazioni anche nel tempio superiore. Il reliquiario, in quei giorni, era assente perché in pellegrinaggio a Lourdes. La cripta è normalmente chiusa al pubblico e viene aperta in occasione di celebrazioni programmate, visite guidate su prenotazione e in eventi straordinari come Monumenti Aperti: l’edizione 2024 (11-12 ottobre, prima volta in Sicilia, con organizzazione Imago Mundi OdV, Acli Sicilia e Acli Siracusa) e quella del 2025 hanno consentito visite gratuite con accompagnamento di volontari, fra cui gli studenti del Liceo Leonardo Da Vinci di Floridia.
Il reliquiario di Biagio Poidimani
Il reliquiario contenente le ultime gocce del liquido lacrimale prelevato il 1° settembre 1953 fu sigillato l’8 maggio 1954 ed è custodito da allora nella teca posta sull’altare maggiore della cripta. È opera dello scultore siracusano Biagio Tommaso Poidimani (Rosolini, 2 gennaio 1910 – Trigoria, 27 agosto 2001), formatosi alle marmerie di Pietrasanta e Carrara e diplomato in scultura e architettura all’Accademia di Belle Arti di Roma nel 1934, docente di storia dell’arte al Liceo Classico Gargallo, di scultura all’Istituto d’Arte di Siracusa (dal 1937) e nelle Accademie di Napoli, Firenze, Bologna e Roma; vincitore del concorso nazionale per una statua nel Duomo di Messina nel 1947, autore della «Aretusa e Alfeo» alla Fonte Aretusa, del «Prometeo Incatenato» nell’area archeologica e del sarcofago di Baranzini in Duomo. A Poidimani Siracusa ha intitolato Largo Poidimani.
Il reliquiario ha base ottagonale con incisione latina «Virgo a Lacrimis: educ de cordis nostri duritia lacrimas compunctionis» — «O Vergine delle Lacrime, strappa dalla durezza del nostro cuore lacrime di pentimento» —, monogramma di Maria, stemma di Baranzini e simboli mariani della Stella del mattino e della Torre d’avorio. Si compone di tre piani sovrapposti: il piano inferiore conserva il panno ricamato da Antonina Giusto, il fazzoletto di Lisetta Toscano Piccione, alcuni batuffoli di cotone e la provetta del prelievo; il piano mediano espone quattro pannelli con le tappe del prodigio (il quadretto, la lacrimazione in casa Iannuso, l’esposizione in via degli Orti, la traslazione in piazza Euripide); il piano superiore custodisce, in un’urna di vetro vegliata da quattro angeli, la fiala con le ultime lacrime rimaste dopo le analisi. Quattro statue agli angoli rappresentano santa Lucia, san Marciano (primo vescovo di Siracusa), i santi Pietro e Paolo. Il reliquiario è esposto in permanenza sull’altare principale della cripta e viaggia in pellegrinaggio nelle parrocchie italiane che ne fanno richiesta: tappe documentate recenti includono le diocesi di San Miniato, Lucera-Troia (Volturino), Bari-Bitonto (Bitritto, 14-16 maggio 2018), Acireale (Aci Bonaccorsi, 3-4 dicembre 2024), Milano (Inveruno e Furato), Cassano allo Jonio (Rocca Imperiale), Bagheria, Bologna (con UNITALSI). Quando viaggia, il reliquiario è sempre accompagnato da un sacerdote e da laici del santuario.
I musei del santuario
La cripta ospita tre nuclei museali. Il Museo della Lacrimazione conserva il cotone che asciugò le lacrime, la pipetta e il vetrino della commissione medica del 1° settembre 1953, la croce di legno del primo pellegrinaggio, la scrivania degli atti ufficiali, la cazzuola d’argento usata dal cardinale Ruffini per la posa della prima pietra del 9 maggio 1954, l’anello episcopale di mons. Baranzini, la croce pettorale di mons. Sebastiano Rosso, fotografie, filmati (i fotogrammi di Guarino), articoli, lettere, pannelli illuminati con didascalie originali; una sezione è dedicata alla visita di Giovanni Paolo II del 6 novembre 1994 con anelli episcopali e croci pettorali. Il Museo degli ex voto raccoglie stampelle, supporti ortopedici, tutori, abiti nuziali, ricami, dipinti e raffigurazioni della Madonna donate dai fedeli “per grazia ricevuta” dal 1953 in poi, oltre alle targhe dei gemellaggi e delle peregrinazioni del Reliquiario nel mondo. Il Museo dei Paramenti e dei Presepi “Papa Pio XII”, aperto quotidianamente dalle 9.30 alle 12.30, espone paramenti ecclesiastici dei secoli XVIII-XIX e un presepe in terracotta donato dal professor Luigi Scapellato.
Il parco esterno e i Misteri del Rosario

Il parco di circa ventimila metri quadrati che circonda il santuario fu progettato fra il 1998 e il 1999 dall’agronomo siracusano Nino Attardo per attenuare l’impatto visivo del cono ed è proprietà privata della Curia di Siracusa. È strutturato con prati, colline artificiali e circa centocinquanta specie vegetali: palme, piante mediterranee, siepi geometriche. Lungo i vialetti pavimentati in lastre di pietra è disposto un programma scultoreo dei quindici Misteri del Rosario — gaudiosi, dolorosi e gloriosi — accompagnato da una Via Crucis a stazioni in bronzo. Le sculture, presumibilmente coeve alla sistemazione paesaggistica, recano targhe con dediche di benefattori privati siracusani e di altri offerenti, fra cui famiglie di Castellana Sicula. La manutenzione del verde, definita da Siracusa News «modello virtuoso di verde urbano», è curata da oltre venticinque anni dallo stesso giardiniere con il supporto del Corpo Forestale Provinciale.
Liturgia, devozione e gestione pastorale
Apertura, messe, festa annuale
Il santuario è retto dall’Arcidiocesi di Siracusa, attualmente guidata dall’arcivescovo Francesco Lomanto, ed è gestito dal rettore don Aurelio Russo, in carica dal 1° settembre 2016, coadiuvato dal collaboratore don Gianluca Gibilisco. È aperto ogni giorno dalle 7.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30 nei feriali, con prolungamento fino alle 20.30 nei festivi. Le sante messe domenicali in basilica sono celebrate alle ore 8, 10, 12, 17.30, 19 e 20; nei feriali alle 8, alle 10 e alle 18.
La festa principale coincide con l’anniversario della lacrimazione, dal 29 agosto al 1° settembre di ogni anno, con novena solenne (20-28 agosto), processione cittadina che parte alle ore 18 dalla parrocchia di San Tommaso al Pantheon (luogo del matrimonio dei coniugi Iannuso) e attraversa via degli Orti e piazza Euripide fino al santuario, e celebrazioni presiedute dall’arcivescovo, da vescovi siciliani e da un cardinale (1° settembre, Giornata della Famiglia). Le quattro giornate tematiche del quadriduo sono: Giornata del Malato (29 agosto), Giornata della Vita (30 agosto), Giornata della Consolazione (31 agosto) e Giornata della Famiglia (1° settembre). La «Lunga Notte del Santuario» del 28 agosto prevede dalle 21 alle 24 staffetta del Rosario in basilica e dalla mezzanotte alle 6 del mattino veglia ininterrotta alla Casa del Pianto. Il 27 agosto, ore 20.30, si svolge il pellegrinaggio aux flambeaux dalla Cattedrale di Siracusa al santuario; il giorno successivo, alle ore 17.30, si tiene il rito della Benedizione del Cotone distribuito ai fedeli. Nell’arco dell’anno il santuario celebra la Candelora (2 febbraio), la Settimana Santa con Via Crucis cittadina al Teatro Greco il Venerdì Santo, la Quaresima con Via Crucis quotidiana feriale alle 17.45 e il Giubileo mensile dei Pellegrini. L’anniversario della dedicazione ricorre il 6 novembre: il 30° fu celebrato nel 2024, il 31° nel 2025, in coincidenza con l’anteprima del docufilm Piange una madre alle 17.30 al Centro Convegni e con la prima visione TV2000 alle 21.10. Il 2003 ricorse il cinquantesimo della lacrimazione, il 2023 il settantesimo (con annullo speciale di Poste Italiane e Anno Mariano dal 25 marzo all’8 dicembre), il 2025 il settantaduesimo.
L’inno e i canti propri
L’inno tradizionale «O Vergine delle Lacrime», testo e melodia, fu composto da don Carmelo Liggeri, sacerdote siracusano, nel 1953, poco dopo l’evento; resta il canto più diffuso nella devozione popolare siciliana ed è cantato anche in altre regioni — a Canosa di Puglia, ad esempio, viene eseguito nei riti del Venerdì Santo. Esistono orchestrazioni successive: l’arrangiamento bandistico di Salvatore Mauro (2006) e l’orchestrazione per banda accompagnata da coro del maestro Sabino Iannuzzi. Una nuova versione del testo, sempre intitolata «O Vergine delle Lacrime», è stata composta il 21 luglio 2022 da don Raffaele Aprile — direttore diocesano della Pastorale della Salute e missionario della basilica santuario — su musica di Lorenzo Belluscio, musicista vicentino.
La Schola Cantorum «Madonna delle Lacrime»
La Schola Cantorum «Madonna delle Lacrime», diretta dal maestro Giulio Mirto con organo del maestro Corrado Stefano Linares e meditazioni di don Carlo Fatuzzo, organizza ogni primavera la rassegna «Surrexit Dominus — La Settimana Santa in musica», con concerti che combinano Palestrina, Bach e Mozart. Nell’anno liturgico 2026 le date sono fissate per l’11 aprile alla Chiesa del Sacro Cuore in Acradina, il 18 aprile alla Chiesa di San Martino in Ortigia e il 26 aprile alla Basilica di Santa Lucia al Sepolcro. Nel mese di agosto, durante l’anniversario della lacrimazione, suona invece la Banda Musicale di Siracusa: l’ultima edizione documentata è quella del 27 agosto 2025, con direzione del maestro Michele Pupillo.
I rettori del santuario
Il primo rettore del santuario nascente fu monsignor Sebastiano Rosso (Chiaramonte Gulfi, 14 aprile 1912 – 7 febbraio 1994), in carica dal 1965 al 1970, già rettore del Seminario arcivescovile e dal 1971 vescovo di Piazza Armerina. Fra il 1970 e il 1992 la guida fu affidata a sacerdoti rettori della Casa del Pianto. Il secondo rettore della basilica santuario fu monsignor Pasquale Magnano (Melilli, 12 settembre 1933 – Siracusa, 15 febbraio 2020), nominato da mons. Costanzo, in carica dal 1992 al 1996: sotto la sua guida fu completato il tempio superiore e fu accolto Giovanni Paolo II il 6 novembre 1994. Magnano fu anche fondatore della sezione AVO dell’Ospedale Umberto I di Siracusa, direttore dell’Archivio Storico Arcivescovile, e nel 2012 fece costruire in Madagascar una chiesa dedicata alla Madonna delle Lacrime di Siracusa. È autore di Arcano Linguaggio (Edizioni ASCA, prima edizione 1985, quarta edizione 2003), riferimento bibliografico primario della storiografia mariana sull’evento. Fra i suoi successori si ricorda monsignor Michele Giansiracusa. Don Aurelio Russo, nato nel 1968, docente di Scienze Bibliche all’Istituto Superiore «San Metodio», è stato nominato dal cardinale Pappalardo il 22 agosto 2016 e si è insediato il 1° settembre dello stesso anno.
Il santuario regionale e le visite illustri
Il titolo regionale (29 agosto 2019)
Il 29 agosto 2019, con decreto della Conferenza Episcopale Siciliana presieduta dall’arcivescovo di Catania monsignor Salvatore Gristina, il santuario fu eretto a santuario regionale della Sicilia, primo e unico nella tipologia mariana fra gli edifici di culto siciliani. Il decreto fu firmato anche dal rettore don Aurelio Russo.
Visite papali e cardinalizie

Karol Wojtyła aveva visitato la Casa del Pianto come arcivescovo di Cracovia il 2 novembre 1964, in occasione della terza sessione del Concilio Vaticano II, mostrando già allora un attaccamento particolare verso la Madonna delle Lacrime. Da papa, consacrò il santuario il 6 novembre 1994. Dopo l’attentato del 13 maggio 1981 in piazza San Pietro chiese che gli fossero portate al Policlinico Gemelli alcune reliquie delle lacrime di Siracusa. Il cardinale polacco Stefan Wyszyński aveva visitato la chiesa provvisoria di piazza Euripide nel 1957, subito dopo la liberazione dalla prigione comunista. Padre Pio da Pietrelcina nutrì da subito una devozione particolare per la Madonna di Siracusa, espressa nella celebre frase «Andate a Siracusa, se la Mamma piange ha qualcosa di importante da dirci»; secondo la tradizione documentata sul sito ufficiale, dopo che la signora Antonietta Iannuso chiese a un frate di portargli un fazzoletto da far benedire e quello dimenticò il fazzoletto a Siracusa, San Pio gli disse: «Figliolo, quella santa donna non ti ha detto di portarmi qualcosa?» e prese il proprio fazzoletto, lo strinse fra le mani stigmatizzate e lo restituì al fedele, lasciandovi tracce di sangue. Il 17 ottobre 2015, durante un raduno dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio, le reliquie del santo (un pezzo del panno con cui asciugava la piaga del costato, un’immaginetta della Madonna delle Lacrime datata 10 luglio 1961 con la dedica «Maria non ritiri mai da te il suo sguardo materno», e il fazzoletto Iannuso) furono donate al santuario e collocate in apposita teca della cripta dal figlio Mariano nel 2014.
Fra le visite cardinalizie successive al 1994 si ricordano:
- 1° settembre 2023: cardinale Stanisław Dziwisz, segretario personale di Giovanni Paolo II e arcivescovo emerito di Cracovia, presiede la celebrazione conclusiva del 70° anniversario e dona al santuario una goccia di sangue di Giovanni Paolo II, oggi custodita nella Casa del Pianto.
- 25 marzo 2023: cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente CEI, presiede l’apertura dell’Anno Mariano nella Solennità dell’Annunciazione.
- 30 agosto 2023: arcivescovo di Cagliari mons. Giuseppe Baturi, segretario generale CEI.
- 5 novembre 2023: cardinale Giuseppe Liberto, direttore emerito della Cappella Musicale Sistina.
- 31 agosto 2022: cardinale Gualtiero Bassetti, ex presidente CEI, presiede la celebrazione del 69° anniversario in presenza di Costanzo, Pappalardo e Lomanto.
- 1° settembre 2024: cardinale Robert Francis Prevost, allora prefetto del Dicastero per i Vescovi, presiede il pontificale di chiusura del 71° anniversario, con omelia «Le Lacrime della Madonna sono un segno di speranza»; il giorno seguente celebra la messa privata alla Casa del Pianto, riceve in dono una copia dell’immagine della Madonna delle Lacrime e visita la tomba di santa Lucia, le Catacombe di San Giovanni, la Cattedrale e la Biblioteca Alagoniana. Eletto papa l’8 maggio 2025 con il nome di Leone XIV, primo pontefice statunitense, la sua visita siracusana di otto mesi prima è considerata «profetica».
- 1° settembre 2025: cardinale Rolandas Makrickas, arciprete coadiutore della basilica di Santa Maria Maggiore, presiede il pontificale di chiusura del 72° anniversario.
Il 14 dicembre 2014 e il 14 dicembre 2024 il santuario ha ospitato celebrazioni eucaristiche con il corpo di santa Lucia traslato temporaneamente da Venezia, presiedute dal Patriarca di Venezia monsignor Francesco Moraglia; il 14 dicembre 2024 il sindaco Francesco Italia offrì un cero votivo alla santa, e Papa Francesco indirizzò una lettera datata 13 dicembre 2024 sul tema dell’invisibilità e del silenzio cui «il potere mondano» condanna le donne.
Pellegrinaggi e ordinazioni
Il santuario è meta di pellegrinaggi continui, con un’affluenza dichiarata dalla rettoria di circa un milione di pellegrini all’anno. Dal 2020 ospita il Pellegrinaggio Nazionale UNITALSI: il primo si svolse fra l’11 e il 13 novembre 2022 con oltre mille partecipanti dalle diciannove sottosezioni siciliane orientali; il secondo fra il 10 e il 12 novembre 2023 con oltre quattrocento partecipanti da Sicilia, Calabria, Basilicata e Molise (in coincidenza coi centoventi anni di fondazione UNITALSI); il quarto, dal 14 al 16 novembre 2025, ha riunito circa millecinquecento fedeli sul tema «Le Lacrime della Madonna sono un segno di speranza», presieduto dal vescovo di Potenza monsignor Carbonaro. La Diocesi di Catania organizza annualmente un pellegrinaggio diocesano e tutta la Sicilia ecclesiastica vi accede, dato lo status di santuario regionale; documentati anche pellegrinaggi internazionali da Polonia, Germania, Spagna, Svizzera, Stati Uniti, Cina, Sri Lanka, Corea del Sud e dalla diocesi francese di Grenoble. Il 24 ottobre 2020 alle 16.30 il santuario ospitò l’ordinazione episcopale di monsignor Francesco Lomanto come arcivescovo metropolita di Siracusa: consacrante principale Mario Russotto (vescovo di Caltanissetta), co-consacratori Salvatore Pappalardo (predecessore) e Salvatore Gristina (Catania); cerimonia ad accesso ridotto per le restrizioni della pandemia da Covid-19. Il 1° settembre 2021 il pallio fu imposto a Lomanto nella stessa basilica dal nunzio apostolico in Italia mons. Emil Paul Tscherrig.
Gli arcivescovi di Siracusa che hanno custodito il reliquiario e accolto i pellegrini dopo Baranzini sono stati Bonfiglioli (1968-1973), Lauricella (1973-1989), Giuseppe Costanzo (1989-2008, deceduto il 2 settembre 2025 e sepolto nella Cattedrale di Siracusa), Salvatore Pappalardo (Nicolosi, 18 marzo 1945; arcivescovo di Siracusa dal 12 settembre 2008 al 24 luglio 2020, già vescovo di Nicosia 1998-2008, cittadinanza onoraria di Siracusa il 17 dicembre 2020) e Francesco Lomanto (Mussomeli, 2 marzo 1962; ordinato sacerdote il 29 giugno 1986, dottore in storia della chiesa alla Pontificia Gregoriana di Roma nel 2008, decano della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia «San Giovanni Evangelista» di Palermo dal 2015, vescovo delegato CEI per cultura e comunicazioni). Lomanto ha indetto l’Anno Mariano 2023 per il settantesimo della lacrimazione e l’Anno Luciano 2024 per il millesettecentoventesimo del martirio di santa Lucia, e ha composto una Preghiera alla Madonna delle Lacrime distribuita ai pellegrini.
Confronto con altri eventi mariani contemporanei
La lacrimazione del 1953 è considerata l’unica con riconoscimento collegiale dell’Episcopato regionale e con cospicua documentazione scientifico-medica contemporanea ai fatti. A confronto, due episodi successivi hanno avuto eco internazionale:
- Akita (Giappone), Yuzawadai, fra il 6 luglio 1973 e il 15 settembre 1981: una statua lignea della Vergine versò lacrime in centouna occasioni e sangue, davanti alla veggente suor Agnese Katsuko Sasagawa (1931–15 agosto 2024); riconoscimento del vescovo di Niigata John Shojiro Ito nell’aprile 1984, valutazione positiva confermata dal cardinale Joseph Ratzinger nel 1988.
- Civitavecchia (Italia), fra il 2 febbraio e il 15 marzo 1995: una statuetta in gesso di proprietà della famiglia Gregori, scolpita dal croato Sthepan Vlaho, lacrimò sangue umano maschile in quattordici occasioni; TAC presso il Policlinico Gemelli (24 febbraio 1995, professor Maurizio Vincenzoni) escluse meccanismi interni; riconoscimento della commissione diocesana presieduta dal vescovo Girolamo Grillo. Giovanni Paolo II ricevette la statua il 9 giugno 1995 e la incoronò; il 15 marzo 2005 la chiesa di Sant’Agostino di Pantano fu elevata a Santuario della Madonna delle Lacrime di Civitavecchia.
Le apparizioni di Banneux in Belgio, talora confuse con un evento del 2003, risalgono in realtà al 1933 (Vergine dei Poveri, alla veggente Mariette Beco, deceduta il 2 dicembre 2011). I principali precedenti del genere mariano riconosciuto sono Lourdes (1858, Bernadette Soubirous canonizzata da Pio XI l’8 dicembre 1933), Fatima (1917, Lúcia, Francisco e Jacinta — i due fratelli Marto canonizzati da papa Francesco il 13 maggio 2017) e Knock (Irlanda, 21 agosto 1879). Su Medjugorje (1981) il Dicastero per la Dottrina della Fede ha emesso il 19 settembre 2024 il documento La Regina della Pace con nulla osta alla devozione, senza dichiarazione di soprannaturalità.
L’idea di natalizzazione
Negli anni duemila si discusse pubblicamente l’ipotesi di sfruttare la geometria conica della basilica per allestire ogni anno, durante il periodo natalizio, una illuminazione architettonica capace di trasformarla in un grande “albero di Natale” cittadino visibile da tutta la città. La proposta — frutto di iniziative locali — non è mai stata realizzata in forma sistematica, ma ha continuato a riproporsi nel dibattito pubblico siracusano come occasione di valorizzazione turistica e identitaria del monumento.
Accessibilità
Il santuario, per dimensioni e per scelta progettuale, è uno dei luoghi religiosi più accessibili della provincia di Siracusa, frutto di interventi pensati e realizzati a partire dal 2018 da parte della rettoria, di benefattori privati e di sodalizi cittadini come il Lions Club, l’Unitalsi, il Movimento Apostolico Ciechi, l’Ente Nazionale Sordi, la FIDAPA, l’UICI e l’azienda LUKOIL. Restano alcune criticità relative al tessuto urbano circostante e ai dislivelli interni delle cappelle laterali.
Accessibilità motoria

L’ascensore interno, primo nella storia del santuario, fu inaugurato il 29 agosto 2018 in occasione del sessantacinquesimo anniversario della lacrimazione e collega il piano del piazzale al tempio superiore, consentendo a persone in carrozzina, anziani e fedeli con difficoltà motorie di raggiungere la basilica senza utilizzare la scalinata monumentale. Il progetto, curato dagli architetti Bordonaro e Calleri, fu finanziato dal Fondo Sociale degli ex operai Eternit Siciliana SpA di Siracusa presieduto dal professor Astolfo Di Amato, con i componenti Silvio Aliffi ed Ezechia Paolo Reale e con la promozione di Giuseppe Zaccarello. Lo stesso intervento dotò il santuario di otto bagni accessibili distribuiti fra basilica superiore, cripta e centro convegni. La benedizione fu impartita dall’allora arcivescovo Salvatore Pappalardo alla presenza del presidente Unitalsi Nunzio Faranda. Nelle parole del rettore Aurelio Russo, l’opera fu pensata come «un dono fatto a Gesù attraverso i nostri fratelli più bisognosi»; Ezechia Paolo Reale la definì «un progetto che sana una ferita».
L’edificio è preceduto, oltre alla scalinata centrale, da rampe di accesso laterali presenti fin dalla consacrazione della cripta nel 1968. La pavimentazione interna del tempio superiore è in marmo liscio, priva di gradini e quindi pienamente percorribile. Le cappelle laterali e l’altare maggiore presentano dislivelli di alcuni gradini che possono costituire un ostacolo. Il parcheggio a raso del santuario, censito su OpenStreetMap, conta circa settanta stalli individuali, almeno tre dei quali esplicitamente riservati a persone con disabilità (way OSM 877711813, 877711827, 877711833); altri stalli a pagamento sono disponibili in via Giuseppe Di Natale a circa duecentocinquanta metri (tariffa 2 €/ora).
Accessibilità visiva

Il santuario è uno dei pochissimi luoghi religiosi siciliani dotati di un percorso sensoriale tattile per persone cieche e ipovedenti. Il primo intervento risale al 19 settembre 2019, ore 12.15, con l’inaugurazione interna di una mappa tattile donata da LUKOIL Italia in collaborazione con la sezione siracusana dell’UICI — Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e con la Stamperia Regionale Braille di Catania. Alla cerimonia presero parte il rettore Aurelio Russo, il vice direttore generale LUKOIL Claudio Geraci, il responsabile relazioni istituzionali Luigi Cappellani, il sindaco di Siracusa Francesco Italia, la presidente di «Sicilia Turismo Per Tutti» Bernadette Lo Bianco, il presidente UICI Siracusa Carmelo Di Martino e il presidente del Movimento Apostolico Ciechi sezione Siracusa Antonio Amore. Aurelio Russo dichiarò: «La fruizione dei luoghi di culto è un diritto di ogni individuo. Un Santuario per tutti e di tutti».
L’intervento principale è quello esterno, inaugurato sabato 15 luglio 2023 alle ore 9.45, con ingresso da Viale Luigi Cadorna in corrispondenza di Porta Santa Lucia. Fu progettato e finanziato dal Lions Club International — Multidistretto Italy nell’anno sociale 2021–2022, su iniziativa del governatore Francesco Cirillo e della presidente del Consiglio dei Governatori Mariella Sciammetta. Il percorso si sviluppa dall’ingresso del parco fino all’ingresso della basilica, con guida tattile a pavimento, mappa in braille e cartelli informativi all’inizio del tracciato che limitano l’accesso veicolare per favorire la pedonalità di disabili, malati, anziani, famiglie e bambini. La cerimonia inaugurale fu presieduta dal rettore Aurelio Russo alla presenza dell’avvocato Salvatore Giacona, della stessa Mariella Sciammetta, del dottor Maurizio Gibilaro e del dottor Francesco Cirillo.

Il santuario aderisce inoltre al progetto «Maristela — Siracusa Cristiana», promosso dalla sezione di Siracusa della FIDAPA nell’ambito dell’iniziativa Tesori da Scoprire, che propone quattro itinerari devozionali — mariano, paolino, luciano e papale — all’interno della città, con sistema di credenziali (Carta del Pellegrino e Maristela rilasciata al termine). La versione braille dei percorsi è stata realizzata in collaborazione con il Movimento Apostolico Ciechi ed è disponibile in copia cartacea presso la segreteria del santuario; il MAC gestisce inoltre la Biblioteca Braille «Maria Motta» di Siracusa, in via Grottasanta 21, dedicata alla fondatrice del Movimento Apostolico Ciechi nata a Rosario di Santa Fé (Argentina) il 14 maggio 1877 e morta a Milano l’8 agosto 1950. Il sito ufficiale madonnadellelacrime.it è dichiarato conforme al livello AA delle linee guida WCAG 2.1.
Accessibilità uditiva
Ogni seconda domenica del mese alle ore 12 il santuario celebra la «Messa per Tutti» con interpretariato in Lingua Italiana dei Segni dedicato alla comunità sorda. L’iniziativa nacque dal progetto «Siracusa e Noto anche nella lingua dei segni», presentato alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano nel febbraio 2013 dalla professoressa Bernadette Lo Bianco, delegata regionale FIABA Onlus per il Turismo e la Cultura Accessibili, in collaborazione con Italia Nostra, con la sezione provinciale dell’Ente Nazionale Sordi di Siracusa (in via Augusto Murri 20) e con i comuni di Siracusa e Noto. Il servizio LIS è inoltre garantito durante la celebrazione serale del 29 agosto nella festa dell’anniversario della lacrimazione, ed è oggi pratica consolidata per altre celebrazioni solenni dell’anno liturgico. Non risultano documentati, alla data di pubblicazione di questa scheda, sistemi di induzione magnetica per protesi acustiche né schermi con sottotitoli durante le celebrazioni.
Accessibilità cognitiva
Sul piano della comunicazione facilitata e dei percorsi a contenuto semplificato il santuario non ha ancora attivato programmi formali specifici dedicati all’autismo, alla disabilità intellettiva o ai disturbi cognitivi. Il sito ufficiale dichiara di adottare la modalità Cognitive Disability Mode nell’ambito della conformità WCAG 2.1 AA. Il Centro Convegni del santuario, articolato nei tre saloni «Giovanni Paolo II» (350 posti), «Mons. Baranzini» (90 posti) e «Mons. Lauricella» (circa 200 posti per coffee-break), ospita regolarmente tavole rotonde e incontri pubblici sui temi dell’accoglienza e dell’inclusione, organizzati con le ACLI provinciali e con altre associazioni del territorio. La presenza di vialetti rettilinei nel parco, di un’aula liturgica circolare priva di colonne interne e di una segnaletica chiara concorre a un orientamento agevole anche per le persone con disabilità cognitiva.
Cronaca recente: ciclone Apollo, anniversari, finanziamento Meloni
Fra il 29 e il 30 ottobre 2021 il medicane Apollo colpì la Sicilia orientale con piogge di oltre 150 mm; il santuario risultò allagato, con infiltrazioni anche nel tempio superiore. Il 2023 ricorse il settantesimo anniversario della lacrimazione: l’Anno Mariano fu indetto dal 25 marzo all’8 dicembre, le Poste Italiane emisero un annullo speciale e le celebrazioni furono presiedute da Lomanto (29 agosto), da Baturi (30 agosto), da Dziwisz (1° settembre); il 5 novembre dal cardinale Liberto. Il 6 novembre 2024 fu celebrato il 30° anniversario della consacrazione; il 6 novembre 2025 il 31°, contestualmente all’anteprima del docufilm Piange una madre.
Nel 2024-2026, per la prima volta nei settant’anni di storia del santuario, è stato disposto un finanziamento nazionale per il consolidamento della basilica: 2,5 milioni di euro dal Ministero delle Infrastrutture nell’ambito del programma del governo Meloni per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale. I lavori preliminari di ispezione e indagine sono stati affidati a ICPA S.r.l. per un importo contrattuale di 22.605,81 euro e una durata di novanta giorni, con consegna prevista a partire dal 15 gennaio 2026. La proposta è stata presentata dall’onorevole Luca Cannata (FdI, vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera).
Riconoscimento culturale
Negli anni 2020 il santuario ha ottenuto un riconoscimento crescente nel dibattito sull’architettura del Novecento, anche nell’ambito della rivalutazione internazionale del brutalismo. Il Censimento delle Architetture Italiane dal 1945 ad oggi della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura (scheda 5502, codice SR002, ICCD-A 19I7540074, redatta dal professor Fausto Carmelo Nigrelli con responsabilità scientifica della professoressa Paola Barbera dell’Università di Catania) lo classifica come opera di eccellenza con punteggio massimo. Italy Segreta lo ha inserito in The 25 Best Brutalist Buildings in Italy (2024) con foto di Oliver Wainwright; il sito internazionale Modernist Pilgrimage lo ha incluso il 22 aprile 2025 nel proprio repertorio del modernismo religioso. Il 9 maggio 2024 l’Università di Catania ha promosso il convegno Il segno del secolo. Il santuario della Madonna delle Lacrime tra storia, fede e architettura nella Sala Baranzini, con relatori Salvatore Adorno, Paola Barbera, Vito Martelliano, Fausto Carmelo Nigrelli e Federico Fazio, dottorando di ricerca in storia dell’architettura presso la SDS Architettura e Beni Culturali — Siracusa (ricerca finanziata sugli archivi del santuario, 2024-2027). Il 22 dicembre 2024 è stata inaugurata l’omonima mostra (22 pannelli, 5 sezioni: il santuario e la città, il miracolo, le lettere alla Madonna, la città che cambia, il concorso). L’edificio non risulta vincolato dal D.Lgs. 42/2004, essendo bene di proprietà ecclesiastica privo di tutela diretta. Non rientra nella perimetrazione del sito UNESCO Siracusa e la necropoli rupestre di Pantalica (iscritto nel 2005). Il record Wikidata corrispondente è Q2223786, l’identificativo OpenStreetMap è la way 47272256, lo Structurae 20052324.
Tessuto urbano: vie, marciapiedi, trasporti
Il santuario sorge in via del Santuario 33, strada secondaria a senso unico — già nota come via Demostene, con una porzione contigua ad accesso limitato ridenominata via Monsignor Ottavio Musumeci — parallela a Viale Teocrito, asse principale di scorrimento da e verso il Parco archeologico della Neapolis. L’accesso pedonale principale al parco e al percorso sensoriale tattile è da Viale Luigi Cadorna, in prossimità di Porta Santa Lucia. Il complesso si affaccia su piazza della Vittoria, ex piazza Omero. La distanza da Ortigia e dal Ponte Umbertino è di circa 2,1 chilometri a piedi lungo Corso Gelone, percorribili in venticinque minuti su marciapiede asfaltato continuo; il Parco archeologico della Neapolis dista poco meno di seicento metri.
Le fermate del trasporto pubblico più vicine si trovano lungo Corso Gelone, a una distanza di duecentocinquanta-quattrocento metri: Gelone est 3, Gelone ovest 3 e Gelone ovest 4, servite da SAIS Autolinee, e la fermata Siracusa Corso Gelone Parco Archeologico di Interbus, con collegamenti extraurbani per Catania, l’aeroporto di Fontanarossa e Noto. Il santuario è raggiunto dalle linee circolari urbane Cassibile, Strada del Mare, Santa Lucia, Belvedere, Santa Panagia, Scala Greca, Grottasanta e Turistica, oltre che dalle navette Von Platen — Teatro Greco ed Elorina — Teatro Greco. Il quartiere intorno è caratterizzato da palazzine residenziali multipiano degli anni 1960–1980, con servizi di prossimità — bar, ristoranti, parafarmacie, supermercati, distributore di carburante e taxi rank — tutti a piedi entro i trecento metri.
Galleria fotografica
Quarantotto fotografie del santuario, della basilica superiore, della cripta, del parco e delle statue del Rosario, presentate in galleria a scorrimento orizzontale. Su mobile e tablet, scorri con il dito; su desktop, usa il mouse o la barra in fondo.

















































Bibliografia e fonti
Bibliografia primaria
- Pasquale Magnano, Arcano Linguaggio. La Madonna delle Lacrime di Siracusa, 4ª edizione, Edizioni ASCA, Siracusa, 2003.
- Ottavio Musumeci, Ha pianto la Madonna a Siracusa, Marchese, Siracusa, 1954.
- Giuseppe Bruno, La Madonna chiamò… la Parrocchia del Pantheon rispose… e Storia della Madonnina delle Lacrime di Siracusa, Siracusa.
- Luigi Graniero, Mater Dolorosa. La lacrimazione del 1953 a Siracusa, 1995.
- Aldo Mantineo, Sono venuto per seminare speranza. I discorsi di Papa Giovanni Paolo II a Siracusa.
- Giuseppe Greco (a cura di), Il pianto di Maria. La lacrimazione di Siracusa tra storia e fede, Città Nuova, Roma 2003.
- Rosaria Ricciardo, Pianto di Maria e dolore di Dio. L’evento di Siracusa, San Paolo, Cinisello Balsamo 2004, ISBN 9788821550515.
- Piersandro Vanzan SJ, Perché piangi, Maria?, in La Civiltà Cattolica, vol. III, 2004, pp. 499-506.
- Annalisa Lorenzi, Lacrime. Breve storia della Madonnina di Siracusa, San Paolo 2013, ISBN 9788821579387.
- Saverio Gaeta, Siracusa. Le lacrime umane del Cuore Immacolato, San Paolo 2018, ISBN 9788892211704.
- Antonio Borrelli, La Madonna delle Lacrime di Siracusa (santiebeati.it, 2004).
- Valentino Salvoldi, Basilica santuario Madonna delle Lacrime, Siracusa, Velar/Elledici, Gorle 2011, ISBN 9788801049169.
- Pierre Parat, PARAT par Pierre Parat. 50 ans d’architecture, Cercle d’Art, Parigi 2010, ISBN 9782702209158.
Bibliografia primaria sul concorso e l’architettura (1957)
- Pierre Vágó, Réflexions d’un membre du jury, in Fede e Arte, V, 7-9, 1957, pp. 254-255.
- Pierre Vágó, Michel Andrault et Pierre Parat. La Basilique de Syracuse, in L’Architecture d’aujourd’hui, n. 73, 1957.
- Mario Schera, Il Santuario della Madonna delle Lacrime a Siracusa, in L’Architettura. Cronache e Storia (rivista di Bruno Zevi), III, n. 21, 1957, pp. 172-175.
- Bruno Zevi, recensione del concorso, in L’Espresso, 7 aprile 1957.
- Ivo Tagliaventi, A Siracusa ha vinto l’altezza, in Ingegneri, architetti, costruttori, XII, 5, 1957, pp. 148-155.
- Alfredo Leorati, Occasione perduta?, ibidem, XII, 9, 1957, pp. 299-302.
- Giuseppe Agnello, Il concorso per il Tempio della Madonnina delle Lacrime, in Arte cristiana, n. 5, 1957, pp. 79-86.
- Rudolph Schwarz, Il problema dell’architettura sacra, in Fede e Arte, V, 7-9, 1957, pp. 251-253.
- Hugo Schnell, L’esposizione dei progetti: rassegna indicativa, ibidem, pp. 248-250.
- Giovanni Fallani, Una lezione dell’architettura d’oggi, ibidem, pp. 238-355.
- Santoro Secolo, Campo di critica il progetto del Santuario della Madonnina, in La voce di Siracusa, 30 maggio 1957.
- Marc Gaillard, Andrault-Parat: architectes, prefazione di Michel Bordaz, intr. Michel Ragon, Dunod, Parigi 1981, ISBN 2-04-010453-4.
- AA.VV., Il Santuario della Madonna delle Lacrime, in L’industria italiana del cemento, LXXVI, 820, 2006, pp. 350-353.
- Maurizio Oddo, Architettura contemporanea in Sicilia, Corrao Editore, Trapani 2007, p. 89.
- Giancarlo Marchese, L’altare del santuario alla Madonna delle lacrime in Siracusa, in Marchese, n. 98, 1994.
Documenti pontifici e diocesani
- Pio XII, Radiomessaggio al Congresso Mariano Regionale della Sicilia, 17 ottobre 1954, in Discorsi e Radiomessaggi, vol. XVI, pp. 219-223; in A.A.S. 46 (1954) 658-661.
- Conferenza Episcopale Siciliana, dichiarazione sulla lacrimazione, Bagheria, 12 dicembre 1953 (pubblicata su L’Osservatore Romano, 18 dicembre 1953).
- Giovanni Paolo II, Omelia per la dedicazione del Santuario, Siracusa, 6 novembre 1994.
- Papa Francesco, Lettera al Santuario per il 70° anniversario della Lacrimazione, 7 dicembre 2023.
- Papa Francesco, Lettera per la traslazione del corpo di santa Lucia, 13 dicembre 2024.
- Conferenza Episcopale Siciliana, decreto di erezione a santuario regionale, 29 agosto 2019.
Studi critici e dibattito
- Luigi Garlaschelli (CICAP), intervista in LucidaMente, anno VIII, n. 88, aprile 2013.
- Maurizio Magnani, Spiegare i miracoli. Interpretazione critica di prodigi e guarigioni miracolose, prefazione di Piergiorgio Odifreddi, Edizioni Dedalo, Bari 2005, ISBN 88-220-6279-5.
Tesi e ricerche universitarie
- Martina Anfuso, Il Santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa. Dal progetto al cantiere 1955-1994, tesi di laurea, Università di Catania, 2010-2011 (Tesionline ID 45030).
- Federico Fazio, dottorato di ricerca in storia dell’architettura, SDS Architettura e Beni Culturali — Siracusa, Università di Catania, 2024-2027.
- Paola Barbera, Fausto Carmelo Nigrelli, scheda 5502 del Censimento delle Architetture Contemporanee, Università di Catania, 2025.
Stampa, audiovisivi, web
- L’Osservatore Romano, 18 dicembre 1953 e 6 novembre 1994.
- L’Espresso, 7 aprile 1957 (Bruno Zevi).
- La Domenica (Siracusa), nn. del 17 febbraio, 21 marzo, 31 marzo, 9 giugno 1957.
- La voce di Siracusa, 30 maggio 1957; Siracusa nuova, 18 aprile 1964.
- Documentario Piange una madre. I giorni in cui la Madonna versò lacrime a Siracusa, di Fausto Della Ceca, Valeria Castrucci, Anna Lavinia, TV2000, 6 novembre 2025 (replica 22 febbraio 2026).
- Vatican News, «Un mese con Maria» con il cardinale Angelo Comastri, maggio 2021.
- Vativision, Itinerari religiosi: Sicilia, il Santuario Madonna delle Lacrime a Siracusa, di Ada Corti, 21 ottobre 2023.
- TV2000, Bel tempo si spera, 11 marzo 2019; Di Buon Mattino, varie edizioni.
- Cronaca contemporanea: Avvenire, Famiglia Cristiana, ACI Stampa, Siracusa News, Siracusa Post, Siracusa Oggi, Libertà Sicilia, BlogSicilia, La Sicilia, La Civetta di Minerva, Giornale di Sicilia, Cammino Siracusa, SiracusaPress, SiracusaTimes, La Gazzetta Siracusana, Tentamina.
- Sito ufficiale madonnadellelacrime.it; YouTube ufficiale; Facebook (oltre 27.000 follower); Instagram @madonnadellelacrime_siracusa; Rivista della Madonna delle Lacrime (dal 1954); Cammino (settimanale arcidiocesano).
Fonti istituzionali e dataset
- Wikidata, voce Q2223786; OpenStreetMap, way 47272256.
- Censimento delle Architetture Contemporanee del Ministero della Cultura, scheda 5502 (codice SR002, ICCD-A 19I7540074).
- Cité de l’architecture & du patrimoine, Parigi, fondo Andrault-Parat (FRAPN02_ANDPA).
- Structurae, scheda 20052324.
- Monumenti Aperti, edizioni 2024 e 2025.
- Italy Segreta, The 25 Best Brutalist Buildings in Italy, 2024; Modernist Pilgrimage, 22 aprile 2025.
- Movimento Apostolico Ciechi, UICI Siracusa, Lions Club International Multidistretto Italy, FIDAPA Siracusa, Ente Nazionale Sordi sezione Siracusa, FIABA Onlus.
- Wikipedia in italiano: Basilica santuario Madonna delle Lacrime, Madonna delle Lacrime, voci biografiche di Baranzini, Bonfiglioli, Ruffini, Carpino, Lauricella, Costanzo, Pappalardo, Lomanto, Andrault, Parat, Morandi, Schwarz, Vágó, Moya Blanco, Marchese, Caldarella, Poli, Poidimani.