Chiesa dello Spirito Santo

Chiesa tardo-barocca di Ortigia affacciata sul Lungomare di Levante, con facciata progettata da Pompeo Picherali nel 1727 e unica cupola esterna visibile dell’isola
Aggiornato in data 26 Aprile 2026 da Alessandro Calabrò
Chiesa dello Spirito Santo vista dal Lungomare di Levante di Ortigia
Chiesa dello Spirito Santo
UbicazioneLungomare d’Ortigia 4, Siracusa
QuartiereOrtigia — Castello Maniace
DiocesiArcidiocesi di Siracusa
StatoChiesa sussidiaria (rettoria)
ProprietàArciconfraternita dello Spirito Santo
DedicazionePentecoste / Spirito Santo
Fondazione primitiva1454 (oratorio documentato); tradizione paleocristiana 363 d.C.
Ricostruzione barocca1685-1698 (cantiere post terremoto del 1693)
FacciataPompeo Picherali, 1727
Completamento 1796-1797 (fratelli Alì)
StileTardo barocco siciliano
PiantaTre navate
CupolaOttagonale, diametro ≈ 8 m (unica cupola esterna di Ortigia)
CampanileTrifora nel terzo ordine; campane 1799 e 1811
Stato attualeChiusa per restauro PNRR (cantiere aperto 30 giugno 2025)
Coordinate37°03′21,79″N 15°17′42,04″E
Codice ICCD1900115119
Codice BeWeB50056

La Chiesa dello Spirito Santo è una chiesa tardo-barocca di Siracusa ubicata sull’isola di Ortigia, all’estremità sud-orientale del centro storico, affacciata sul Lungomare di Levante «Elio Vittorini» al civico 4 del Lungomare d’Ortigia. È chiesa sussidiaria (rettoria) dell’Arcidiocesi di Siracusa e sede storica della Arciconfraternita del Divino Amore e dello Spirito Santo dei Cavalieri della Fede e della Colomba, fondata nel 1652 dal vescovo Giovanni Antonio Capobianco e approvata per decreto regio di Filippo IV di Spagna il 1° agosto dello stesso anno.

L’edificio attuale è frutto di un lungo cantiere settecentesco avviato dopo il terremoto del Val di Noto del 1693 e concluso solo nel 1797. La facciata tardo-barocca, attribuita all’architetto siracusano Pompeo Picherali (1670-1743), è datata 1727 — firma e data sono incise sotto il cartiglio della Confraternita, al centro della sezione inferiore. Il terzo ordine campanario fu aggiunto nel 1796-97 dai fratelli Luciano e Antonio Alì. La chiesa presenta una cupola ottagonale di circa otto metri di diametro, unica cupola esterna completamente visibile di Ortigia.

Facciata della Chiesa dello Spirito Santo di Siracusa, progetto di Pompeo Picherali, 1727
La facciata «turriforme» progettata da Pompeo Picherali nel 1727. I due ordini inferiori sono scanditi da paraste con capitelli corinzi e raccordati da volute; il terzo ordine con la trifora campanaria fu aggiunto nel 1796-97 dai fratelli Alì.

Scheda catalografica del Ministero della Cultura: ICCD 1900115119; scheda dei Beni Ecclesiastici in Web (BeWeB) numero 50056; voce Wikidata Q16539988. Coordinate geografiche: 37°03′21,79″N 15°17′42,04″E.

Dal 30 giugno 2025 la chiesa è interessata dal primo cantiere aperto nell’ambito del programma PNRR della Arcidiocesi di Siracusa per la manutenzione straordinaria, il restauro e il consolidamento antisismico di cinque chiese diocesane, per un importo complessivo di tre milioni di euro. L’edificio è chiuso al culto; ad aprile 2026 la parte alta dell’impalcatura che ha impegnato il prospetto per buona parte del 2025 è stata rimossa, mentre il cantiere di finitura è ancora in corso alla base della facciata.

Collocazione urbana

Skyline di Ortigia dal Lungomare di Levante con la cupola dello Spirito Santo
Lo skyline del Lungomare di Levante di Ortigia: la cupola ottagonale dello Spirito Santo emerge fra le case del fronte mare, fra l’ex Carcere Borbonico e le mura spagnole.

L’edificio sorge nella parte iniziale del Lungomare di Levante «Elio Vittorini», il fronte orientale di Ortigia che corre sopra il muraglione cinquecentesco delle fortificazioni spagnole di Carlo V, affacciato sul Mar Ionio. La facciata principale prospetta direttamente sulla via interna (Lungomare d’Ortigia), mentre il fianco destro e l’abside si percepiscono dal lato mare, dove la cupola ottagonale è l’elemento più riconoscibile del fronte mare ortigiano.

L’area catalografica (scheda ICCD) colloca la chiesa nel quartiere storico del Castello Maniace, in prossimità della punta meridionale dell’isola. A poche decine di metri si trovano l’ex Carcere Borbonico, la chiesa di San Filippo Apostolo e, proseguendo verso sud, il complesso del Castello Maniace di Federico II di Svevia. Proseguendo verso nord lungo il Lungomare di Levante si incontrano il Foro Italico e il Forte Vigliena (chiesa di San Giovanni Battista detta «San Giovannello»). La chiesa è l’unica fabbrica sacra di Ortigia a prospettare direttamente sull’orizzonte orientale; dal mare aperto la sua cupola ottagonale è un punto di riferimento visivo immediatamente riconoscibile.

Il riferimento urbanistico al Lungomare di Levante e al civico 4 del Lungomare d’Ortigia è confermato dalla scheda di catalogo dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) e dalla scheda CEI-BeWeB. In Ortigia esiste anche una Via Pompeo Picherali, che lambisce Palazzo Borgia del Casale e affianca l’abside di Santa Lucia alla Badia in Piazza Duomo, intitolata all’architetto della facciata di questa chiesa.

Storia

Tradizione paleocristiana

La tradizione locale, riportata da Giuseppe Maria Capodieci negli Antichi monumenti di Siracusa illustrati dall’antiquario Giuseppe Maria Capodieci (Siracusa, 1813-1816) e ripresa da Serafino Privitera nella Storia di Siracusa antica e moderna (Napoli, 1878-1879), fa risalire la chiesa al 363 d.C. e la attribuisce al vescovo Germano di Siracusa, che l’avrebbe edificata come una delle quattro basiliche paleocristiane dell’isola. Secondo la stessa tradizione, il luogo coinciderebbe con il punto di sbarco di San Marziano, primo vescovo di Siracusa e discepolo di Pietro ad Antiochia. A sostegno si cita l’iscrizione sull’arco absidale «de Spiritu Sancto, prima post Antiochiam», che rivendicherebbe all’edificio un primato cronologico subito dopo la sede antiochena.

La storiografia contemporanea ritiene questa datazione insostenibile sul piano filologico: la definizione dogmatica dello Spirito Santo come terza persona della Trinità è infatti successiva al Concilio di Costantinopoli del 381 d.C., rendendo anacronistica una dedicazione del 363. La scheda ministeriale ICCD 1900115119 data l’edificio al 1454, sulla base della prima attestazione documentaria.

Oratorio medievale (1454) e terremoti del 1542 e del 1693

Nel 1454 la chiesa è documentata come oratorio privato finanziato dalle offerte dei fedeli e gestito dai confratelli riuniti in un’associazione laicale embrionale. L’edificio fu danneggiato dai terremoti del 1542 (noto come terremoto «di Magnisi») e del 1693. In particolare il sisma dell’11 gennaio 1693, che rase al suolo gran parte del Val di Noto, provocò il crollo di buona parte della fabbrica in corso di ristrutturazione.

Già a partire dagli anni 1685-1686, infatti, la Confraternita aveva avviato un cantiere di modernizzazione della vecchia chiesa, affidandone la direzione ai capimastri Giorgio Casanova e Antonino Puzo. A Scipione Flores era stata commissionata la costruzione della cupola; Pietro Alì, Biagio Romano e i fratelli Giuseppe, Michele e Giovanbattista Alminara risultano fra le maestranze impegnate. Il terremoto interruppe l’opera.

La Confraternita (1652) e la ricostruzione post-1693

Portale centrale e nicchie laterali della facciata della Chiesa dello Spirito Santo
Il portale centrale con timpano ad arco spezzato e lo stemma della Confraternita; ai lati, le nicchie rettangolari scandite da cornici e volute. Alla base, la rete arancione di cantiere del restauro PNRR.

La fondazione formale della Arciconfraternita del Divino Amore e dello Spirito Santo dei Cavalieri della Fede e della Colomba risale al 1652 ad opera del vescovo di Siracusa Monsignor Giovanni Antonio Capobianco. La legittimazione regia — concessa dal Re di Spagna (Filippo IV) — è datata 1° agosto 1652. Lo statuto prevedeva obblighi di «propagare la fede, il culto della chiesa, i sacramenti, prestare servizio negli ospedali, visitare le carceri e l’ostello dei pellegrini». La quota di ammissione era fissata in cinquanta lire, con contributo mensile di cento lire. La struttura gerarchica interna del sodalizio prevedeva un Governatore (responsabile legale e spirituale), un collegio di Assistenti e Consultori quale organo deliberante, Maestri dei Novizi incaricati della formazione dei nuovi adepti, e Revisori dei conti a garanzia dell’amministrazione di lasciti e doti.

Dopo il 1693 la Confraternita si fece carico in prima persona della ricostruzione integrale dell’edificio. La direzione del cantiere passò ad Antonio Puzo, affiancato da Laurenzo Chindemi, documentato nel 1695 come firmatario del progetto del prospetto principale. La fabbrica fu completata nel 1698 e consacrata, pur ancora priva della facciata, che sarebbe stata affrontata solo una generazione più tardi.

La facciata di Pompeo Picherali (1727)

Il progetto della facciata fu affidato nel 1727 all’architetto, pittore e incisore siracusano Pompeo Picherali (Siracusa 1670 – ivi 1743), secondo la datazione della voce Picherali, Pompeo dell’Enciclopedia Treccani. L’incarico fu commissionato sotto l’episcopato di fra’ Tommaso Marini (1724-1730): la cronaca coeva riferisce che «i confrati dello Spirito Santo eressero il frontespizio e proseguirono la fabbrica della loro Basilica». La firma dell’architetto e la data 1727 sono incise sotto il cartiglio della Confraternita, sopra l’architrave del portale d’ingresso.

Picherali è figura chiave del barocco siracusano post-terremoto: si devono a lui il portico esterno di Santa Lucia al Sepolcro (1723), il contributo al presbiterio e alla Cappella di Santa Lucia nel Duomo di Siracusa (in collaborazione con Luciano Alì), le decorazioni della Madonna del Carmelo, e la decorazione pittorica di vari altari. Sulla sua figura — a lungo trascurata dalla storiografia — è incentrato il volume IV degli Annali del Barocco in Sicilia curato da Lucia Trigilia per il Centro Internazionale di Studi sul Barocco in Sicilia (Pompeo Picherali. Architettura e città tra XVII e XVIII secolo. Sicilia, Napoli, Malta, Gangemi Editore, Roma).

I lavori di costruzione del prospetto furono materialmente affidati a Giuseppe, Michele e Giovanbattista Alminara e a Biagio Romano. Dopo circa quattro anni di attività il cantiere della facciata si fermò e sarebbe ripreso soltanto quasi settant’anni dopo.

Il completamento dei fratelli Alì (1796-1797)

Il terzo ordine campanario fu eretto nel 1796 secondo il progetto Picherali, ma senza il frontone di coronamento previsto dal disegno originale. La data di chiusura del cantiere di facciata è il 1797; l’esecuzione dei lavori è attribuita ai fratelli Alì, appartenenti alla stessa famiglia di capimastri che aveva operato nel rifacimento. Luciano e Antonio Alì firmarono anche le colonne interne della navata e il successivo riassetto del coro, con l’aggiunta di ventiquattro colonne e il restauro dell’organo a canne.

Le due campane della trifora furono fuse rispettivamente nel 1799 (campana maggiore) e nel 1811 (campana minore). La tradizione riferita da Privitera vuole che la campana minore provenga dalla demolita chiesa di Santa Maria di Porto Salvo, ricollocata nello Spirito Santo dopo la soppressione dell’edificio.

Vicende ottocentesche

Alla metà del XIX secolo la chiesa fu interessata da due importanti campagne di restauro della cupola e delle superfici interne, conseguenti al terremoto del 1848 e a fenomeni di infiltrazione. Nel 1845 è documentato un intervento dell’architetto Giuseppe Tarantello; nel 1850 subentrò Vincenzo Carrubba, che sovrintese al restauro e alla ridecorazione della cupola. All’ottobre 1886 risale l’ultima revisione sonora documentata dell’organo a canne, firmata da Emanuele Battaglia.

Il Novecento: usi militari e furto del 1974

Nel 1912 il Sindaco di Siracusa richiese alla Confraternita la concessione dell’edificio per le chiamate alle armi (operazioni di leva militare). Successivamente la chiesa fu adibita a deposito di grano e approvvigionamenti dal Ministero della Guerra, funzione che ne comportò la chiusura al culto per oltre un decennio. Nel 1925 fu derequisita e si avviarono i lavori di restauro affidati all’ingegnere Giuseppe Ottone, conclusi nel 1927.

Nel corso degli anni Sessanta, lo spopolamento di Ortigia legato al trasferimento della popolazione storica verso i nuovi quartieri della città nuova portò a una contrazione drastica del numero dei confrati: da oltre duecento membri nel secondo dopoguerra, la Confraternita scese a quindici iscritti nel 1985. Le processioni storiche furono interrotte e i Misteri del Giovedì Santo vennero trasferiti fuori sede (vedi §«La Confraternita»).

Nel 1974 la chiesa fu vittima di un importante furto: trafugati un calice d’argento settecentesco e una pala d’altare attribuita alla scuola di Antonello da Messina.

Il restauro del 1985 e le campagne recenti

Nel 1985 la chiesa fu oggetto di un restauro strutturale finanziato dalla Regione Siciliana per un importo di circa 170 milioni di lire. La direzione lavori fu affidata all’architetto Enrico Reale; il cantiere, originariamente previsto in chiusura a giugno 1985, interessò affreschi, stucchi, sacrestia e contenimento delle infiltrazioni.

Nel dicembre 2022, la stampa locale siracusana (Siracusa Post, 23 dicembre 2022) diede notizia di un nuovo finanziamento per la messa in sicurezza di quattro chiese dell’isola, con una quota di 780.000 euro destinata specificamente alla Chiesa dello Spirito Santo.

Il cantiere PNRR (2025-2026)

Cupola esterna ottagonale della Chiesa dello Spirito Santo di Siracusa
La cupola ottagonale dello Spirito Santo, del diametro di circa otto metri, è l’unica cupola esterna completamente visibile dell’isola di Ortigia. Sul fianco sono stati recentemente rimossi i ponteggi del cantiere PNRR aperto nel giugno 2025.

Il 30 giugno 2025 l’Arcidiocesi di Siracusa annunciò l’apertura dei cantieri finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la manutenzione straordinaria, il restauro e il consolidamento antisismico di cinque chiese diocesane, per un importo complessivo di tre milioni di euro. Le chiese interessate sono la Cattedrale di Siracusa, la Chiesa dello Spirito Santo, la chiesa di San Giovanni Battista («San Giovannello»), la Chiesa Madre (Maria SS. Assunta) di Augusta e la Chiesa di San Sebastiano di Augusta.

Il primo cantiere in assoluto fu aperto proprio allo Spirito Santo. Lo riferisce la Siracusa News del 30 giugno 2025 a firma di Luca Signorelli: «Il primo cantiere è già stato aperto nella chiesa dello Spirito Santo al lungomare in Ortigia, dove è visibile l’impalcatura montata sul prospetto». La notizia fu rilanciata in giornata da Siracusa Press, Siracusa Post, Siracusa Oggi, Libertà Sicilia, Nuovo Sud e Radio Una Voce Vicina. Il 3 luglio 2025 TamTam TV riportò il cronoprogramma curiale.

Il termine contrattuale PNRR fissava il 31 dicembre 2025 come scadenza per la conclusione dei lavori. Ad aprile 2026 l’impalcatura del prospetto è stata rimossa; resta in opera una rete arancione di cantiere alla base della facciata. Dalla stampa non risulta alcuna notizia ufficiale di riapertura al culto: la chiesa figura ancora chiusa al pubblico nelle guide locali (Citymap Sicilia: «The church is currently closed and not accessible for visits»).

Architettura esterna

La facciata «turriforme»

Il prospetto principale è classificato dalla scheda MiC (Il tardo Barocco nella Sicilia sud-orientale, a cura di Margherita Recupero, 2021) come una facciata turriforme, tipologia che ingloba al proprio interno le celle campanarie eliminando l’esigenza di un campanile separato. Il modello rimanda all’architettura sacra francese post-medievale (Saint-Louis di Versailles, Saint-Roch di Parigi) ed è stato diffusamente ripreso nelle ricostruzioni del Val di Noto post-1693, anche per la maggiore resistenza ai sismi attribuita a questo schema rispetto al campanile isolato.

La facciata è costruita in pietra calcarea locale (calcarenite siracusana, la stessa pietra bianca luminosa che caratterizza l’intero centro storico di Ortigia). Si articola su due ordini principali architettonicamente unitari, sormontati da un terzo ordine campanario a trifora aggiunto nel 1796. I primi due ordini sono scanditi da paraste e colonne con capitelli corinzi raccordate da volute; il cornicione intermedio presenta una linea spezzata fortemente plastica, tipica del linguaggio tardobarocco, che introduce un effetto chiaroscurale. Nicchie rettangolari sorrette da davanzali e inquadrate da cornici scandiscono il paramento, generando un gioco continuo di piani e profili.

Il portale centrale è sormontato da un frontone ad arco spezzato al cui centro campeggia il cartiglio della Confraternita con la data 1727 e la firma di Pompeo Picherali. Lo stemma reca i simboli dello Spirito Santo (la colomba) e la doppia croce dei Cavalieri della Fede; la tradizione vi associa anche uno stemma reale araldico, memoria dell’approvazione regia del 1652.

Il terzo ordine campanario ospita una trifora aperta in cui sono alloggiate due campane bronzee (1799 e 1811). Un dado ornato con volute conclude il prospetto; il frontone di coronamento previsto dal disegno Picherali non fu mai realizzato. Una scala a chiocciola in conci di calcarenite bianca, ricavata nello spessore murario, consente l’accesso al tetto e al campanile e offre una vista panoramica sullo skyline ortigiano.

Cupola e fianchi

Il fianco destro e l’abside della chiesa si percepiscono dal Lungomare di Levante. Dal lato mare è visibile la cupola ottagonale, del diametro di circa otto metri, costruita in blocchi squadrati di calcarenite e sormontata da una piccola lanterna. Le cupole di altre chiese di Ortigia (Cattedrale, San Filippo Neri) sono ibride o nascoste nella cortina edilizia circostante; quella dello Spirito Santo resta l’unico tamburo cupolato integralmente leggibile dall’esterno. La scheda ICCD descrive la muratura come muratura a sacco ammorsata agli angoli, con volte in cocciopesto e gesso nel presbiterio e nell’abside, e pilastri e colonne della cupola in conci squadrati di calcarenite.

Interno

Pianta e struttura

L’interno si sviluppa su pianta a croce latina, divisa in tre navate: la centrale, più ampia, è separata dalle due laterali da pilastri affiancati da colonne libere in stucco con capitelli corinzi. L’abside è semicircolare, impreziosita da stucchi e da finte colonne dipinte. Le navate sono coperte da volte a botte realizzate in canne e gesso, mentre il presbiterio e l’abside presentano volte autoportanti in cocciopesto e gesso. La cupola impegna il settore centrale della crociera.

Decorazione barocca

La decorazione interna è concentrata fra la metà del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento. La scheda ICCD e la scheda MiC curata da Margherita Recupero documentano una filiera di artefici di primo rilievo:

  • Francesco Carrera (1753-1785): stucchi e dorature delle navate e dell’abside, sotto la direzione del maestro Leonardo Mazzarella;
  • Sebastiano Monaco: colonne tortili e stucchi degli altari laterali;
  • Mario Biondo, maestro marmoraro catanese: esecuzione dei marmi degli altari e dell’altare maggiore;
  • Luciano e Antonio Alì: costruzione delle colonne della navata e riassetto del coro con l’aggiunta di ventiquattro colonne;
  • Ermenegildo Martorana, pittore palermitano: affreschi della volta raffiguranti le Virtù, opera considerata l’apice decorativo della fabbrica;
  • Antonio Madiona: affreschi e tele documentate all’interno.

Gli altari laterali sono caratterizzati da colonne tortili barocche affiancate da stucchi a rilievo e sormontate da elementi decorativi riccamente scolpiti. La critica ha sintetizzato l’effetto complessivo dello spazio come «un tripudio del linguaggio tardo barocco e rococò».

Opere d’arte mobili

La scheda ICCD e le fonti storiografiche documentano all’interno le seguenti opere pittoriche:

  • Santissima Trinità con San Giacomo e Santo Stefano: olio su tavola di stile bizantineggiante, attribuibile a maestranza siciliana tardo-medievale (datazione incerta);
  • San Marziano: olio su tavola, raffigurante il primo vescovo di Siracusa in abiti vescovili;
  • Maria Addolorata: olio su tela di Sofio Ferreri, XVIII secolo;
  • San Gregorio Magno: olio su tela di Antonino Dominicis, XVIII secolo;
  • Pentecoste: grande tela ottocentesca collocata sull’altare maggiore;
  • Crocifisso: scultura lignea del XV secolo con braccia snodabili, custodita nella seconda cappella laterale e di notevole rarità tipologica per l’area siracusana.

Fino al 1974 era esposta nella chiesa anche una pala d’altare attribuita alla scuola di Antonello da Messina, trafugata in quell’anno insieme a un calice d’argento settecentesco e da allora non più recuperata.

L’organo e il coro

La chiesa conserva un organo a canne, oggi in stato di abbandono. L’ultima revisione sonora documentata risale all’ottobre 1886 e porta la firma dell’organaro Emanuele Battaglia. L’organo è collocato in cantoria sopra l’ingresso principale; il coro absidale conserva la partitura architettonica originale impostata dai fratelli Alì.

Il monumento funerario Mazzanti-Termini

Addossato alla parete laterale della navata destra si trova un monumento funerario marmoreo a forma di vaso, sormontato da un cartiglio scultoreo, che reca un’iscrizione dedicatoria latina ai coniugi Anna Termini e Mazzanti (probabilmente della nobile famiglia Mazzanti di Siracusa). La struttura è considerata uno degli esempi meno noti di scultura funeraria tardo-settecentesca dell’isola di Ortigia.

La Confraternita dello Spirito Santo

L’Arciconfraternita (vedi §«La Confraternita (1652)» per la fondazione) fu per oltre tre secoli la proprietaria dell’edificio e ne gestì le attività liturgiche e caritative. I confratelli sono tradizionalmente chiamati dalla popolazione di Siracusa Spiritosantari.

L’abito processionale dei confratelli prevedeva un sacco bianco con corpetto cremisi ornato di emblemi dorati. Durante la Settimana Santa, e in particolare nella giornata del Giovedì Santo, gli incappucciati sfilavano per le strade di Ortigia conducendo grandi rappresentazioni della Via Crucis in cui le stazioni del percorso cristologico venivano rappresentate da tableaux vivants a grandezza naturale con manichini in legno, vesti e scenografie. La tradizione, detta dei «Misteri» dello Spirito Santo, era una delle più scenografiche tradizioni devozionali di Ortigia in età moderna: l’articolo di Gianni Catania pubblicato su Siracusa Oggi il 2 aprile 2026 la ricorda fra le più importanti rappresentazioni pasquali della città, accanto a quella dei Filippini legata alla chiesa di San Filippo Apostolo.

Il declino demografico della Confraternita accompagnò lo spopolamento di Ortigia degli anni Sessanta e Settanta del Novecento. Se nel secondo dopoguerra il sodalizio contava oltre duecento membri, nel 1985 ne risultavano soltanto quindici. L’allestimento dei Misteri fu interrotto; a partire dagli anni Novanta la rappresentazione è stata ripresa da sacerdoti e volontari ed è attualmente ospitata nella chiesa di San Giuseppe in Ortigia.

Simboli e iconografia

Il programma iconografico esterno della chiesa verte sui simboli canonici dello Spirito Santo, derivati dalla narrazione della Pentecoste (Atti degli Apostoli 2, 1-13) e dalle formulazioni trinitarie del Nuovo Testamento:

  • la colomba, presente nel cartiglio della Confraternita;
  • la doppia croce dei Cavalieri della Fede;
  • lo stemma dell’Arciconfraternita, posto sopra il portale principale;
  • memorie araldiche della corona di Spagna, a richiamo dell’approvazione del 1652.

La festa titolare è la Pentecoste, celebrata cinquanta giorni dopo la Pasqua secondo il calendario liturgico cattolico. Non sono documentate nella chiesa tradizioni devozionali specifiche legate alla scesa simulata della colomba o alla pioggia di petali, tipiche di altre chiese dedicate allo Spirito Santo in area mediterranea; la dimensione popolare del culto si concentrava storicamente sui riti pasquali della Confraternita.

Eventi recenti e contesto urbano

Nel 2012, pur in condizioni di degrado conservativo, la chiesa ha ospitato un partecipato concerto di lirica internazionale dedicato alla memoria di Monsignor Sebastiano Gozzo, canonico della Cattedrale di Siracusa e figura centrale del giornalismo cattolico diocesano.

Il sagrato e l’isolato retrostante si sono trasformati negli ultimi anni in uno dei poli della ristorazione d’autore di Ortigia: il ristorante Cortile Spirito Santo, che prende nome dalla chiesa e si affaccia sul cortile immediatamente adiacente, ha ottenuto nel 2024 la prima Stella Michelin assegnata alla città di Siracusa, portando il flusso del turismo enogastronomico proprio all’ombra del campanile picheraliano.

Stato conservativo attuale

Alla primavera del 2026 la Chiesa dello Spirito Santo risulta chiusa al culto e non accessibile al pubblico, in coerenza con il cantiere PNRR di restauro e consolidamento antisismico aperto nel giugno 2025 e formalmente in scadenza contrattuale al 31 dicembre 2025.

L’impalcatura del prospetto principale, visibile in tutti gli scatti e le fonti giornalistiche relative al 2025, è stata rimossa dopo la conclusione del restauro del paramento in calcarenite. Permane, al livello del suolo, una rete arancione di cantiere che delimita l’area di lavoro alla base della facciata, in attesa della chiusura definitiva delle lavorazioni di finitura e della riapertura al culto. Dalla stampa locale non risulta, al momento della redazione di questa scheda, alcuna data ufficiale di riapertura.

La Chiesa dello Spirito Santo non rientra nell’elenco delle sette mete giubilari diocesane per il Giubileo della Speranza del 2025, individuate dall’Arcidiocesi di Siracusa il 23 dicembre 2024 e diffuse dalla Gazzetta Siracusana: il Giubileo in Diocesi si articola fra Cattedrale, Santuario della Madonna delle Lacrime, Santuario di San Corrado fuori le mura a Noto, Basilica di San Sebastiano ad Avola, e altri siti di pellegrinaggio che non includono lo Spirito Santo.

Informazioni ancora da precisare

Sul piano documentario restano aperti alcuni nodi per la scheda di questa chiesa, che richiederebbero verifica presso l’Archivio Storico Diocesano di Siracusa: la data precisa di consacrazione post-1698; la successione completa dei rettori dell’Arciconfraternita fra il XVIII e il XXI secolo; il nome della ditta esecutrice e il direttore lavori del cantiere PNRR 2025 (non divulgati nei comunicati stampa); la ripartizione finanziaria dei tre milioni di euro fra le cinque chiese diocesane coinvolte; l’esatta attribuzione della pala trafugata nel 1974 (fonti concordi la indicano della scuola di Antonello da Messina, ma non viene mai proposto un nome d’autore).

Fonti

  • Voce Chiesa dello Spirito Santo (Siracusa), in Wikipedia in italiano, it.wikipedia.org.
  • Scheda Il tardo Barocco nella Sicilia sud-orientale — Siracusa. Chiesa dello Spirito Santo, a cura di Margherita Recupero (2021), Catalogo dei Beni Culturali — Ministero della Cultura, catalogo.beniculturali.it.
  • Scheda architettonica ICCD 1900115119, Catalogo Beni Culturali, catalogo.beniculturali.it.
  • Dati Cultura / ARCO, chiesa di confraternita dello Spirito Santo, dati.cultura.gov.it.
  • BeWeB — Beni Ecclesiastici in Web, scheda 50056 Chiesa dello Spirito Santo, beweb.chiesacattolica.it.
  • Voce Picherali, Pompeo, Enciclopedia online Treccani, treccani.it.
  • Lucia Trigilia (a cura di), Annali del Barocco in Sicilia, vol. IV: Pompeo Picherali. Architettura e città tra XVII e XVIII secolo. Sicilia, Napoli, Malta, Gangemi Editore, Roma. Collana diretta da Lucia Trigilia per il Centro Internazionale di Studi sul Barocco in Sicilia; comitato scientifico: Marco Rosario Nobile, Maria Giuffrè (iris.unict.it, handle 20.500.11769/118049).
  • Giuseppe Maria Capodieci, Antichi monumenti di Siracusa illustrati dall’antiquario Giuseppe Maria Capodieci, Siracusa, 1813-1816 (edizione digitale su Internet Archive: archive.org).
  • Serafino Privitera, Storia di Siracusa antica e moderna, Napoli, 1878-1879, 2 voll. (edizione digitale: archive.org).
  • Tommaso Fazello, De rebus siculis decades duae, Palermo, 1558 (edizione digitale: archive.org).
  • Voce Wikidata Chiesa dello Spirito Santo, Q16539988, wikidata.org.
  • Antonio Randazzo, Chiesa Spirito Santo — Siracusa, antoniorandazzo.it.
  • Antonio Randazzo, scheda approfondita, antoniorandazzo.it.
  • Citymap Sicilia, Church of the Holy Spirit, citymapsicilia.it.
  • Siracusa Travel, Chiesa dello Spirito Santo, siracusatravel.com.
  • Enjoy Sicilia, Chiesa dello Spirito Santo, enjoysicilia.it.
  • Religiana, Chiesa dello Spirito Santo — Siracusa, religiana.com.
  • Guida Siracusa Wiki — Rete Comuni Italiani, Chiesa dello Spirito Santo, rete.comuni-italiani.it.
  • Aroundus, Spirito Santo Baroque Church Ortigia, aroundus.com.
  • Arcidiocesi di Siracusa, arcidiocesi.siracusa.it.
  • Siracusa Post, Finanziata la messa in sicurezza di 4 chiese di Siracusa: interventi per oltre 4 milioni, 23 dicembre 2022, siracusapost.com.
  • Siracusa News, Luca Signorelli, Al via restauro e consolidamento di 5 chiese della Diocesi di Siracusa, 30 giugno 2025, siracusanews.it.
  • Siracusa Press, Fondi PNRR per 5 chiese della diocesi di Siracusa: al via lavori di restauro e consolidamento antisismico, 30 giugno 2025, siracusapress.it.
  • Siracusa Oggi, Cinque chiese della Diocesi di Siracusa al restauro con i fondi Pnrr, 30 giugno 2025, siracusaoggi.it.
  • Siracusa Post, Manutenzione straordinaria per 5 chiese della Diocesi di Siracusa con i fondi del Pnrr, 30 giugno 2025, siracusapost.com.
  • Libertà Sicilia, Patrimonio religioso, al via restauri in cinque chiese della Diocesi aretusea: stanziati 3 milioni di euro, 30 giugno 2025, libertasicilia.it.
  • Nuovo Sud, Fondi Pnrr, 3 milioni per manutenzione di cinque chiese del Siracusano, 30 giugno 2025, nuovosud.it.
  • Radio Una Voce Vicina, Siracusa, cinque chiese che saranno restaurate con un finanziamento del Pnrr, 30 giugno 2025, radiounavocevicina.it.
  • TamTam TV, Siracusa: restauri chiese storiche, fondi PNRR in arrivo, 3 luglio 2025, tamtamtv.it.
  • Libertà Sicilia, Cattedrale, culto garantito durante i lavori. Interventi anche in altre quattro chiese della Diocesi, 14 luglio 2025, libertasicilia.it.
  • Siracusa Oggi, Lavori alla Cattedrale, il culto e le funzioni religiose sono assicurate, 14 luglio 2025, siracusaoggi.it.
  • Siracusa News, Lavori in Cattedrale: tutto quello che c’è da sapere, 14 luglio 2025, siracusanews.it.
  • Siracusa Post, Lavori sul prospetto della Cattedrale di Siracusa: funzioni religiose assicurate, 14 luglio 2025, siracusapost.com.
  • Gianni Catania, La Pasqua nel Siracusano, ieri e oggi. Viaggio tra riti e tradizioni, anche a tavola, in Siracusa Oggi, 2 aprile 2026, siracusaoggi.it.
  • La Gazzetta Siracusana, Giubileo 2025 nella Diocesi di Siracusa: le 7 mete giubilari e le norme per l’indulgenza plenaria, 23 dicembre 2024, lagazzettasiracusana.it.
  • Voce Duomo di Siracusa, in Wikipedia in italiano, it.wikipedia.org.
  • Voce Santa Lucia alla Badia, Siracusa, in Wikipedia in inglese, en.wikipedia.org.
  • Wikimedia Commons, Category:Chiesa dello Spirito Santo (Siracusa), commons.wikimedia.org.
  • QrTour, scheda Chiesa dello Spirito Santo, qrtour.it (cita la pala ottocentesca della Pentecoste sull’altare maggiore e il Crocifisso quattrocentesco con braccia snodabili).
  • Isola in Festa, Venerdì Santo — Siracusa, isolainfesta.it.
  • Siracusa Oggi, Prima Stella Michelin a Siracusa. «Così miglioriamo offerta e accoglienza», siracusaoggi.it.
  • Antonio Randazzo, Siracusa-Ortigia dalle origini ai nostri giorni, antoniorandazzo.it (PDF).
  • Voce Iglesia del Espíritu Santo (Siracusa), Wikipedia in spagnolo, es.wikipedia.org.

Scheda redatta da Alessandro Calabrò il 19 aprile 2026, con fotografie originali dell’autore scattate durante la fase finale del cantiere PNRR e ricerca bibliografica integrata.

Tabella dei Contenuti

Indirizzo
Lungomare d’Ortigia 4, 96100 Siracusa (SR)
Quartiere / Zona
Ortigia – rione Castello (area Maniace)
Epoca / Secolo
Fondazione XV secolo (1454); fabbrica barocca 1685-1797
Accessibilità
Chiesa attualmente chiusa al pubblico per il cantiere di restauro e consolidamento antisismico finanziato dal PNRR, aperto nel giugno 2025. Rete di cantiere arancione ancora presente alla base della facciata (aprile 2026). L’edificio è visibile dall’esterno sia dal Lungomare di Levante «Elio Vittorini» sia dalla via retrostante. All’interno non accessibile.
Orari o note pratiche

Culto sospeso per restauro in corso. Al termine dei lavori la chiesa tornerà rettoria sussidiaria dell’Arcidiocesi di Siracusa. Festa titolare: Pentecoste. I «Misteri» del Giovedì Santo della Confraternita sono oggi traslati nella chiesa di San Giuseppe in Ortigia.