![]() L’edicola al civico 74 nel suo stato attuale (foto A. Calabrò, 2026) | |
| Dati identificativi | |
| Tipo | Edicola a nicchia con finestra-lucernaio |
|---|---|
| Dedica | Santissimo Crocifisso |
| Indirizzo | Via del Crocefisso 74, Ortigia (angolo via della Giudecca) |
| Quartiere | Giudecca |
| Toponimo storico via | Ruga Davide Sigilmes (ante 1492) |
| Dati architettonici | |
| Materiale | Pietra calcarea locale, residui di intonaco |
| Dimensioni | 152 × 155 cm |
| Profilo | Arco a tutto sesto con fascia a strisce decrescenti |
| Coronamento | Finestra-lucernaio dell’abitazione soprastante |
| Chiusura | Cancelletto a due ante in ferro battuto, barre lanceolate, croce in ferro |
| Iconografia originaria | Quadro del Cristo crocifisso |
| Datazione | Post 1492 (probabile XVII-XVIII sec.) |
| Catalogazione | |
| Censimento Romano 1991 | Scheda n. 17, p. 62 |
| Documentazione fotografica | Street View 2010, 2015, 2017, 2018, 2020; foto pubbliche fino al 2021; rilievo Aretusapedia 2024-26 |
L’edicola votiva del Santissimo Crocifisso è una nicchia devozionale situata al civico 74 di via del Crocifisso, all’angolo con via della Giudecca, nel quartiere Giudecca di Ortigia, Siracusa. Costruita in pietra calcarea con cornice ad arco a tutto sesto, cancelletto in ferro battuto sormontato da una croce e finestra-lucernaio soprastante, ospitava in origine un quadro raffigurante il Cristo crocifisso. Documentata da Michele Romano nel 1991 come “senza immagine (già del Crocifisso)”, oggi conserva tracce di un dipinto fortemente degradato con scena della Crocifissione. L’edicola riveste un ruolo toponomastico peculiare: ha dato il nome alla via, che fino al 1492 si chiamava Ruga Davide Sigilmes e apparteneva al cuore del quartiere ebraico siracusano. Sulla targa storica in pietra murata all’angolo della via, la grafia ufficiale del toponimo è “VIA DEL CROCEFISSO”.
Ubicazione
L’edicola si trova all’angolo che via del Crocifisso forma con via della Giudecca, sulla parete laterale di un edificio residenziale a due piani. Via del Crocifisso è una strada pedonale lastricata che attraversa il cuore della Giudecca, l’antico quartiere ebraico di Ortigia. La via collega via Roma a via della Giudecca terminando in piazza San Filippo, davanti alla chiesa di San Filippo Apostolo, sotto la quale è custodito il miqweh medievale, il bagno rituale ebraico più importante del Mediterraneo. Sullo stesso asse viario si affaccia il portale quattrocentesco della chiesa di Santa Maria della Concezione, monastero benedettino fondato nel 1169 da re Guglielmo II il Buono e ricostruito dopo il terremoto del Val di Noto del 1693.
L’angolo dell’edicola coincide con un punto di riferimento commerciale storico del quartiere: la rivendita tabacchi n. 18, attiva nello stesso locale almeno dal 2010. Sulla parete dell’edificio, accanto all’edicola, sono murate la targa storica in pietra “VIA DEL CROCEFISSO” e una piccola targa pubblicitaria della bottega artigianale “Coma Na Vita”.

Via del Crocifisso vista dall’angolo dell’edicola. Foto A. Calabrò, 2026.
Architettura
L’edicola misura complessivamente 152 × 155 centimetri ed è interamente realizzata in pietra calcarea locale, con tracce ancora visibili di un antico intonaco colorato. La nicchia rettangolare poco profonda, destinata a ospitare il quadro sacro, è incassata nello spessore della muratura e si apre verso l’esterno con un’apertura ad arco a tutto sesto. Il profilo dell’arco è scandito da una fascia modanata a strisce decrescenti verso l’interno, dettaglio che conferisce alla struttura un carattere classicheggiante pur mantenendo forme semplici e sobrie.
Subito al di sopra dell’arco si apre una piccola finestra-lucernaio, pertinente all’abitazione soprastante. Michele Romano interpreta questo elemento come l’apertura della casa di un devoto che, vivendo a ridosso dell’edicola, ne curava il culto e l’illuminazione notturna. Si tratta di una tipologia di edicola “di affaccio domestico” frequente nelle vie strette di Ortigia, dove il manufatto sacro era materialmente presidiato dalla famiglia che abitava al di sopra.
L’apertura della nicchia è chiusa da un cancelletto in ferro battuto a due ante. Il disegno della grata è uno degli elementi più riconoscibili dell’edicola: un reticolo regolare di barre verticali lanceolate, le cui punte crescono progressivamente in altezza verso il centro, dove sovrasta una croce in ferro. Volute e riccioli decorativi corrono sul bordo superiore e su quello inferiore, mentre i cardini sono fissati alla cornice in pietra. Un piccolo davanzale modanato, anch’esso in calcarenite, completa la base. Il confronto con la documentazione di Google Street View dal 2010 al 2020 conferma che la grata e l’impianto architettonico sono rimasti invariati negli ultimi quindici anni.
Iconografia e sue trasformazioni
L’iconografia originaria, secondo la documentazione storica, era un quadro raffigurante il Cristo crocifisso, dal quale derivano sia la dedica dell’edicola sia il nome stesso della via. Romano, nella sua scheda del 1991, registrava già allora la scomparsa del dipinto, ipotizzandone il trafugamento o il deposito presso i magazzini ecclesiastici o della Soprintendenza ai Beni Culturali.
L’incrocio dei sopralluoghi fotografici disponibili documenta tre fasi successive nella storia recente del manufatto:
- 1991, Nicchia vuota. Romano descrive una nicchia priva di immagine, con muratura a vista, intonaco interno staccato, cancelletto privo di stabilità per il distacco dei cardini e un tubo di plastica per l’impianto elettrico che irrompe nella nicchia.
- 2010-2021, Documentata dai passaggi di Google Street View (febbraio 2010, giugno 2015, ottobre 2017, ottobre 2018, settembre 2020) e da fotografie pubblicate su Google Maps fino al 2021, la nicchia ospita un Crocifisso ligneo a tutto tondo policromo, posto in piedi al centro, accompagnato da fiori rossi artificiali e da una piccola immaginetta devozionale sullo sfondo. Si tratta probabilmente di un’iniziativa devozionale spontanea dei residenti, posteriore al censimento di Romano.
- 2024-2026, Il Crocifisso ligneo non è più presente nella nicchia. Al suo posto è leggibile un dipinto bidimensionale, fortemente sbiadito, con scena della Crocifissione: una figura femminile velata sotto la croce identificabile con Maria addolorata e una seconda figura sulla destra, probabilmente Giovanni Evangelista. Permangono fiori votivi (calle bianche). Non è documentato se si tratti di un dipinto recuperato dopo il 1991, di un nuovo dipinto realizzato in epoca recente, oppure di una pittura preesistente nascosta in passato dal Crocifisso ligneo.

Configurazione 2010-2021: Crocifisso ligneo con fiori rossi votivi.

Scorcio notturno: la grata lanceolata e la croce in controluce. Foto A. Calabrò, 2025.
La presenza continuativa di fiori e oggetti votivi attraverso le epoche documentate testimonia che il culto, pur senza un quadro istituzionale, è rimasto vivo nel vicinato.
Storia e toponimo
L’edicola è strettamente legata alla storia urbanistica e religiosa della Giudecca, l’antico quartiere ebraico di Ortigia. La via su cui si apre la nicchia si chiamava in origine Ruga Davide Sigilmes, dal nome di una notabile famiglia ebraica originaria di Sijilmasa, nel Maghreb. Il termine medievale ruga indicava le strade interne delle giudecche siciliane e identificava la via come una delle dodici principali del quartiere.
Con l’editto di espulsione degli ebrei dai regni di Spagna e di Sicilia, emanato dai sovrani cattolici nel marzo 1492, la comunità ebraica di Siracusa venne dispersa. Le case furono confiscate e molti edifici di culto e di servizio vennero riconvertiti o desacralizzati. È in questo contesto che la Ruga Davide Sigilmes fu rinominata in via del Crocefisso, in seguito alla collocazione di un crocifisso pubblico in uno degli edifici della via. La nicchia del civico 74 è una delle ipotesi più accreditate per l’origine del nuovo toponimo: l’edicola sarebbe quindi non un semplice arredo devozionale, ma uno dei segni materiali del processo di cristianizzazione del quartiere ebraico siracusano nel passaggio dall’età medievale a quella moderna.
Romano la inserisce nel suo censimento del 1991 come scheda numero 17, descrivendola con le sue stesse parole come “senza immagine (già del Crocifisso) in via del Crocifisso, n. 74 (Giudecca)”. La datazione precisa dell’edicola non è documentata d’archivio. Le forme architettoniche e la tipologia della grata suggeriscono una realizzazione compresa tra il XVII e il XVIII secolo, in linea con la grande stagione devozionale popolare seguita al terremoto del Val di Noto del 1693, anche se non si può escludere un nucleo originario tardo-cinquecentesco coevo alla cristianizzazione del toponimo.
Stato di conservazione
Nel censimento di Michele Romano del 1991, lo stato di conservazione dell’edicola era già giudicato pessimo. Romano descriveva pietre fessurate e in parte distaccate l’una dall’altra, intonaco interno staccato con la muratura a vista, cancelletto privo di stabilità per il distacco dei cardini dalla parete e un tubo di plastica per l’impianto elettrico che irrompeva nella nicchia compromettendone la lettura. La fotografia in bianco e nero pubblicata nel libro mostra una nicchia completamente vuota, con la grata ancora al suo posto ma deformata.
Le campagne fotografiche di Google Street View del 2010, 2015, 2017, 2018 e 2020 e le foto pubblicate su Google Maps fino al 2021 mostrano un manufatto sostanzialmente nelle stesse condizioni strutturali registrate nel 1991, con la differenza della presenza interna di un Crocifisso ligneo e di fiori rossi. La cornice in pietra mantiene le sue scrostature, l’intonaco di rivestimento dell’edificio attorno presenta le stesse mancanze, il cancelletto è ancora al suo posto. Le fotografie attuali, del 2024-2026, confermano la prosecuzione del quadro di degrado strutturale, con la sostituzione del Crocifisso ligneo con un dipinto sbiadito. Non risulta a oggi alcun intervento di restauro documentato sul manufatto.
Accessibilità
Accessibilità motoria
Via del Crocifisso è interamente compresa nella ZTL di Ortigia, con orari di chiusura attualmente vigenti dal lunedì al sabato dalle 11:00 alle 15:30 e dalle 17:00 alle 02:00, e nei giorni festivi dalle 10:00 alle 02:00. L’accesso veicolare è ulteriormente limitato da un cartello “Eccetto residenti in emergenza e mezzi di soccorso”. La via è pertanto di fatto pedonale per la quasi totalità della giornata.
La pavimentazione è in basole di pietra calcarea regolari, con una canalina di drenaggio centrale longitudinale, ed è a livello unico: non esiste marciapiede sopraelevato e la strada va da muro a muro. La larghezza della carreggiata è di circa 2,5–3 metri, ridotta in alcuni tratti dalla presenza di vasi di piante e palme nane disposti dai residenti lungo i prospetti.
Per persone in sedia a rotelle, le basole risultano percorribili ma non lisce: i giunti tra le pietre possono provocare vibrazioni. Non sono presenti gradini né barriere fisse per l’avvicinamento all’edicola. L’edicola si trova esattamente sull’angolo tra via del Crocifisso e via della Giudecca, sulla parete che fa da spigolo del palazzo della tabaccheria n. 18: è quindi facilmente individuabile e raggiungibile.
Accessibilità visiva
Non sono presenti pannelli informativi né targhe esplicative in loco. La cornice in pietra dell’edicola è percepibile al tatto per la sporgenza dalla parete, e il davanzale modanato in pietra è alla portata della mano. Il dipinto interno, fortemente sbiadito, è di difficile lettura anche per persone con buon residuo visivo.
L’altezza del davanzale dal suolo è di circa 1,1–1,2 metri, mentre il colmo dell’arco si trova a circa 2,5 metri di altezza. La targa storica “VIA DEL CROCEFISSO”, in pietra incisa, è murata sulla parete adiacente a circa 2,5 metri da terra, non leggibile al tatto.
Accessibilità uditiva
Nessuna barriera specifica. Il manufatto è esclusivamente visivo e non ha componenti sonore. La via è in genere silenziosa per via dell’assenza quasi totale di traffico motorizzato.
Accessibilità cognitiva
L’assenza di segnaletica rende invisibile il valore storico e toponomastico dell’edicola al passante. La targa storica è scritta in maiuscolo con caratteri lineari e ben leggibili a vista, ma non riporta alcun riferimento all’origine del toponimo.
Suggerimenti
L’installazione di una piccola targa informativa, anche minima, consentirebbe di restituire al manufatto la sua centralità nella storia della Giudecca e del passaggio toponomastico da Ruga Davide Sigilmes a via del Crocefisso. Un QR code potrebbe rinviare a questa scheda di Aretusapedia. Per i visitatori in sedia a rotelle, l’avvicinamento all’edicola è più agevole percorrendo la via dal lato di via Roma, con pendenza pressoché nulla.
Le altre edicole votive della Giudecca
La Giudecca e la sua zona di transizione conservano, oltre all’edicola del Crocifisso, altre nicchie devozionali documentate da Michele Romano nel censimento del 1991:
- L’edicola votiva di Maria SS. Addolorata al civico 30 di Vicolo delle Pergole (scheda 18 di Romano, datata 1921), nel vicolo che si stacca da via del Crocifisso e che storicamente è parte dell’area della Giudecca.
- L’edicola di San Giuseppe col Bambino al civico 20 del Vicolo II alla Giudecca (scheda 16 di Romano), non ancora schedata su Aretusapedia. Si distingue dall’omonima edicola di San Giuseppe col Bambino di via San Pietro 2 nel rione Spirduta (scheda 11 di Romano), già presente in Aretusapedia.
Per il quadro completo del fenomeno devozionale a Siracusa si rimanda alla scheda Edicole votive di Siracusa.
Fonti
- Romano, Michele. Le edicole votive di Siracusa. Emanuele Romeo Editore, collana “Pentapolis”, Siracusa, 1991, scheda n. 17, p. 62.
- Google Street View, via del Crocefisso – via della Giudecca, Ortigia (Siracusa). Passaggi documentati: febbraio 2010, giugno 2015, ottobre 2017, ottobre 2018, settembre 2020. Fotografie pubblicate su Google Maps fino al 2021. Posizione su Google Maps.
- «Chiesa di Santa Maria della Concezione, Ortigia». Etna Portal. Consulta online.
- «Ecco la storia de ‘A Spirduta: quartiere affascinante». Siracusa News. Consulta online.
- «ZTL Ortigia: orari, accessi e parcheggi». Comune di Siracusa. Consulta online.
Scheda aggiunta da Alessandro Calabrò il 7 maggio 2026.
