Le edicole votive di Siracusa sono nicchie devozionali murate sui prospetti degli edifici, custodi di immagini sacre destinate al culto privato e di vicinato. Ne esistono almeno trentaquattro documentate, distribuite quasi tutte nel centro storico di Ortigia con alcuni esempi nella Siracusa moderna. Costituiscono uno degli strati più capillari del patrimonio devozionale popolare siracusano: piccoli segni del sacro che hanno scandito per secoli l’illuminazione notturna, le pause di preghiera, la vita quotidiana del quartiere. Il primo censimento sistematico è quello di Michele Romano (Le edicole votive di Siracusa, Emanuele Romeo Editore, collana Pentapolis, 1991), che cataloga trentuno edicole con misure, materiali, datazione e stato di conservazione. La presente scheda raccoglie e aggiorna quel censimento, integrandolo con le tre edicole contemporanee documentate dopo il 1991.
Cos’è un’edicola votiva
Il termine edicola deriva dal latino aedicula, diminutivo di aedes, “tempio”: indicava nella tradizione romana un piccolo tempio o tabernacolo destinato a ospitare un’immagine sacra. La forma è una continuazione, in chiave cristiana, dei lares compitales dell’antichità, gli altari posti nei crocicchi delle vie a protezione del passante e dei nuclei familiari. Con la cristianizzazione, la nicchia di strada si trasforma in supporto per immagini di Cristo, della Vergine Maria o dei santi, mantenendo intatta la sua doppia funzione: dispositivo devozionale e presidio simbolico dello spazio pubblico.
L’edicola votiva è quasi sempre un’opera privata, eseguita dai proprietari dell’edificio che la ospita per voto, ringraziamento di una grazia ricevuta o devozione famigliare. La sua manutenzione è affidata al vicinato: i fiori, la lampada accesa, le piccole offerte sono gesti di un culto continuativo che attraversa generazioni. La lampada votiva ha avuto, fino al primo Novecento, una funzione anche pratica: per secoli è stata l’unica fonte di illuminazione notturna delle vie strette dei centri storici.
Storia: dai lares al barocco siciliano
La diffusione capillare delle edicole votive nelle città italiane è strettamente legata alla devozione popolare post-tridentina e alla pastorale urbana del Settecento. A Napoli, durante il regno di Carlo III di Borbone, fu il padre domenicano Gregorio Maria Rocco a promuovere sistematicamente la collocazione di edicole agli angoli delle vie più buie del centro: lo scopo era duplice, spirituale ed economico. Le lampade accese davanti alle immagini sacre non venivano divelte come accadeva ai lampioni ordinari, e la città divenne, secondo le cronache settecentesche, una delle più illuminate d’Europa. Il modello napoletano si propagò in tutto il Mezzogiorno.
In Sicilia, la grande stagione della devozione di strada coincide con la ricostruzione post-terremoto del Val di Noto del 1693. Nelle città distrutte e rifondate, le edicole accompagnano la riedificazione del tessuto urbano e diventano elemento ricorrente delle facciate barocche tardo-settecentesche e ottocentesche. A Messina, il censimento istituzionale curato da Sergio Todesco e Gianfranco Anastasio (Iconae Messanenses, Regione Siciliana, 1997) ha documentato 456 edicole votive nella sola città dello Stretto: una densità che dà la misura del fenomeno.
Un capitolo specifico della storia delle edicole è quello delle nicchie sopravvissute a edifici sacri demoliti. Quando una chiesa viene abbattuta — per ragioni urbanistiche, statiche o per scelte di pianificazione del Novecento — accade non di rado che la devozione locale “salvi” almeno un’immagine collocandola in una nicchia ricavata sul prospetto del nuovo edificio. L’edicola assume così una funzione di memoria materiale: indica al passante che in quel sito esisteva un luogo di culto, di cui la nicchia diviene l’unica traccia visibile. A Siracusa, l’esempio più documentato è l’edicola di Santa Lucia in via Cavour 15, eretta sul sito della chiesa medievale di Santa Lucia la Piccola (1427-1934), demolita nello sventramento del quartiere Bottari per aprire via del Littorio (oggi Corso Matteotti).
Le edicole votive a Siracusa: il contesto
A Siracusa, le edicole votive si concentrano massicciamente nel centro storico di Ortigia, l’isola che è stata il cuore della città dall’antichità greca al primo Novecento. Il loro numero e la loro distribuzione raccontano la stratificazione religiosa e urbanistica dell’isola.
Una porzione significativa di edicole sorge nel quartiere ebraico medievale della Giudecca: in particolare l’edicola del Santissimo Crocifisso al civico 74 di via del Crocefisso ha un valore toponomastico peculiare, perché è all’origine del nuovo nome della via dopo l’espulsione degli ebrei dalla Sicilia (1492): la Ruga Davide Sigilmes medievale fu rinominata “via del Crocifisso” proprio in seguito alla collocazione di un crocifisso pubblico, di cui questa nicchia è la testimonianza materiale più probabile.
Un secondo nucleo di edicole è strettamente legato alla devozione per Santa Lucia, patrona della città: nel solo censimento di Romano se ne contano sette, distribuite tra Riva della Posta, via della Maestranza 136, via Cavour, via Roma, via Vittorio Veneto 22 e il cantonale fra via Picherali e piazzetta San Rocco. La grande stagione di edicole settecentesche e ottocentesche dedicate alla santa risponde alla devozione cittadina rinforzata dai miracoli della Patrona invocata contro i terremoti, le pestilenze e le carestie. Tra queste merita una nota a parte l’edicola di Santa Lucia in via Cavour 15, che non è soltanto una nicchia devozionale ma anche l’unico segno superstite della chiesa medievale di Santa Lucia la Piccola (fondata nel 1427 e demolita nel 1934 nello sventramento del quartiere Bottari): un caso paradigmatico di edicola che sopravvive come memoria materiale di un edificio sacro scomparso.
Il rione popolare della Graziella, antico quartiere dei pescatori, prende a sua volta nome da una devozione mariana, la “Madonna delle Grazie”, testimoniata da almeno tre edicole censite (Ronco 5° n. 27, Ronco 2° n. 16, via Salomone 36) oltre alla nicchia anonima di via Dione 134.
Le edicole della Siracusa moderna sono molto poche e quasi tutte recenti: la più nota è quella della Madonna delle Lacrime all’ingresso nord della città, nella rotatoria di viale Scala Greca, inaugurata l’1 dicembre 2023 dai coniugi Salvatore Medas e Anna Maria Albanese in occasione del settantesimo anniversario della Lacrimazione (1953-2023).
Il censimento di Michele Romano (1991)
Il volume di Michele Romano Le edicole votive di Siracusa, pubblicato nel 1991 da Emanuele Romeo Editore nella collana “Pentapolis. Studi e ricerche sulla città”, costituisce ancora oggi il punto di riferimento per chi voglia studiare le nicchie devozionali siracusane. Romano cataloga trentuno edicole con un approccio rigoroso: per ciascuna riporta indirizzo, dedica originaria, materiali, dimensioni, datazione documentata o stimata, descrizione architettonica e stato di conservazione, accompagnati da una fotografia in bianco e nero.
La schedatura, che procede per numerazione progressiva da 1 a 31 secondo un percorso topografico ragionato, comincia da Riva della Posta (Santa Lucia, 1909) e termina alla via Santa Maria dei Miracoli (Madonna dei Miracoli, sulla facciata della chiesa omonima). Romano segnala già nel 1991 che molte nicchie risultano “senza immagine”, privati cioè del simulacro originario per furto, deterioramento o trasferimento ai depositi della Soprintendenza. Il libro è diventato la pietra angolare bibliografica del nostro lavoro.
Distribuzione geografica
La distribuzione delle edicole censite mostra una concentrazione quasi totale in Ortigia, con una stretta minoranza nella Siracusa otto-novecentesca e contemporanea.
- Ortigia – Giudecca: l’edicola del Santissimo Crocifisso (via del Crocefisso 74), l’edicola di Maria SS. Addolorata (vicolo delle Pergole 30), l’edicola di San Giuseppe col Bambino (Vicolo II alla Giudecca 20), e la nicchia senza immagine al cantonale via delle Pergole/via Logoteta (datata 1705).
- Ortigia – Spirduta: l’edicola di San Sebastiano martire (via Dione 21), l’edicola di San Giuseppe col Bambino (via San Pietro 2), la Madonna della Pietà (cantonale Cavour/dell’Amalfitania).
- Ortigia – Graziella: due edicole della Madonna delle Grazie nei ronchi della Graziella, la nicchia di via Dione 134, e la Madonna delle Lacrime ridipinta da Salvatore Accolla al cantonale via Dione/dell’Apollonion.
- Ortigia – Mastrarua e Vittorio Veneto: l’edicola di Sant’Antonio di Padova al civico 41 sul prospetto di Palazzo Mezio-Blanco, e l’edicola di Santa Lucia al civico 22 con la sua statua acefala settecentesca sul prospetto di Palazzo Russo.
- Ortigia – Turba: la Santa Lucia di via Roma 125 e altre edicole minori.
- Ortigia – Bottari (l’antica via dei Bottai, quartiere medievale della corporazione dei bottai e falegnami): la Santa Lucia di via Cavour 15, eretta sul sito della chiesa scomparsa di Santa Lucia la Piccola (1427-1934).
- Ortigia – Maestranza: l’edicola di Santa Lucia in via della Maestranza 136, sul cantonale est con via Vittorio Veneto.
- Ortigia – Duomo: l’edicola di Santa Lucia al cantonale fra via Picherali e piazzetta San Rocco, con la lapide marmorea «VIVA SANTA LUCIA», nelle immediate vicinanze della Cattedrale.
- Ortigia – altre vie: Resalibera, Apollonion, San Martino, Castello Maniace, Ruggero Settimo, S. Maria dei Miracoli.
- Acradina: la cappella/edicola di San Sebastiano in via Ruggero Settimo 28 (1921), già curata dalla locale Fratellanza.
- Borgata di Santa Lucia (quartiere fondato nel 1885 su donazione di Luigi Leone Cuella, secondo nucleo storico di Siracusa, in passato collegato a Ortigia con il buzzettu tra Riva della Posta e lo Sbarcadero): la Madonna «Ave Maria» sulla Riviera Dionisio il Grande, presso lo Sbarcadero, primo manufatto della Borgata documentato enciclopedicamente al di fuori del censimento di Romano (1991).
- Siracusa moderna: l’edicola di San Pio da Pietrelcina in via Montegrappa 44 e l’edicola contemporanea della Madonna delle Lacrime al viale Scala Greca (2023).
Iconografie ricorrenti
L’analisi delle dediche restituisce una geografia devozionale precisa. Tra le trentaquattro edicole catalogate, dieci sono dedicate a Santa Lucia (la patrona, con sette voci nel solo Romano e due-tre più recenti), almeno nove a titoli mariani diversi (Madonna delle Grazie, Madonna della Catena, Madonna della Provvidenza, Madonna della Pietà, Madonna dei Miracoli, Maria SS. Addolorata, Madonna col Bambino, Madonna delle Lacrime), quattro a San Giuseppe col Bambino, due a San Sebastiano, una ciascuna a Sant’Antonio di Padova, San Nicola di Bari, San Giovanni Battista e Cristo, Santissimo Crocifisso e San Pio da Pietrelcina. Nel censimento di Romano sette edicole risultano “senza immagine”: la nicchia è ancora al suo posto, ma il dipinto, l’affresco o il simulacro originario è andato perduto, presumibilmente trafugato o depositato in magazzini ecclesiastici.
Tipologie architettoniche
Dal punto di vista costruttivo, le edicole siracusane si articolano in alcune tipologie ricorrenti.
La più diffusa è l’edicola a nicchia incassata: una cavità rettangolare o ad arco a tutto sesto scavata nello spessore del muro, delimitata da una cornice modanata in pietra calcarea locale e chiusa da un cancelletto in ferro battuto. È il tipo della Madonna della Pietà, dell’edicola del Crocifisso e di gran parte delle nicchie di Ortigia.
L’edicola a scatola sporgente, meno frequente, si presenta come un piccolo aggetto rettangolare che fuoriesce dalla parete, riparato da una piccola tettoia a falda o a frontone triangolare. Esemplare paradigmatico è l’edicola della Madonna delle Lacrime al cantonale di via Dione/Apollonion: 50 × 90 centimetri, in malta cementizia e legno, riparata da una tettoia a due falde.
Una variante interessante è l’edicola di affaccio domestico, in cui la nicchia è sormontata da una piccola finestra-lucernaio dell’abitazione soprastante. Michele Romano legge questo elemento come l’apertura della casa di un devoto che, vivendo a ridosso dell’edicola, ne curava il culto e l’illuminazione notturna. L’esempio più chiaro è proprio l’edicola del Santissimo Crocifisso.
Stato di conservazione e prospettive di tutela
Lo stato di conservazione delle edicole votive di Siracusa è oggi, nella grande maggioranza dei casi, precario. Già Romano nel 1991 segnalava pietre fessurate, intonaci staccati, cancelli pendenti dai cardini, simulacri scomparsi e tubature elettriche inserite a forza nelle nicchie. Nei tre decenni successivi, gli interventi di restauro sono stati pochi e sempre di iniziativa privata o associativa: la rinnovazione del dipinto della Madonna delle Lacrime al cantonale di via Dione da parte di Salvatore Accolla, e il restauro con illuminazione promosso dall’associazione Dracma il 2 novembre 2020 (giorno del commiato dello stesso pittore), sono casi isolati ma indicativi.
In Sicilia, la tutela dei beni etno-antropologici dipende dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali competente per provincia, sotto l’Assessorato regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana (la Sicilia è regione a statuto speciale e non rientra nell’amministrazione del Ministero della Cultura). Esistono precedenti significativi di tutela formalizzata in altre province dell’Isola, il Decreto Assessoriale n. 5725 del 21 marzo 1996 dichiara di interesse etno-antropologico le edicole di Contessa Entellina (Palermo), ma non risulta a oggi alcun atto di tutela complessivo per il patrimonio votivo siracusano. Sarebbe auspicabile, in prospettiva, un’iniziativa di censimento istituzionale paragonabile per metodo a Iconae Messanenses (Todesco e Anastasio, 1997).
Censimento: elenco completo
La tabella che segue ordina le edicole secondo la numerazione progressiva del libro di Romano (voci 1-31) e aggiunge in coda le tre edicole post-1991 (32-34). Per ciascuna è indicata la dedica, l’indirizzo, il quartiere, l’eventuale datazione documentata e il collegamento alla scheda Aretusapedia se disponibile.
| N° | Dedica | Indirizzo | Quartiere | Datazione | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Santa Lucia | Riva della Posta 8 (angolo via Raffaele Lanza) | Ortigia | 1909 | |
| 2 | San Nicola di Bari | Via Paolo Sarpi 5 | Ortigia | n.d. | |
| 3 | Madonna delle Grazie | Ronco 5° alla Graziella 27 | Ortigia – Graziella | XIX sec. | |
| 4 | Madonna delle Grazie | Ronco 2° alla Graziella 16 | Ortigia – Graziella | XIX sec. | |
| 5 | (senza immagine) | Via Dione 134 | Ortigia – Graziella | n.d. | |
| 6 | Madonna col Bambino → Madonna delle Lacrime (dipinto di Salvatore Accolla) | Cantonale via Dione e via dell’Apollonion, civico 2 | Ortigia – Graziella | Struttura: XIX-XX sec.; dipinto: anni 2000 | |
| 7 | San Giovanni Battista e Cristo | Via Resalibera 21 | Ortigia | n.d. | |
| 8 | Madonna della Provvidenza | Via dell’Apollonion (accanto chiesa di San Paolo) | Ortigia | n.d. | |
| 9 | Madonna della Catena | Via Dione 27 (angolo via Mirabella) | Ortigia – Spirduta | XIX sec. (restauro 1960) | |
| 10 | San Sebastiano Martire | Via Dione 21 | Ortigia – Spirduta | XIX sec. | |
| 11 | San Giuseppe col Bambino | Via San Pietro 2 | Ortigia – Spirduta | 1920-30 | |
| 12 | Sant’Antonio di Padova col Bambino | Via Vittorio Veneto 41 (Palazzo Mezio-Blanco) | Ortigia – Mastrarua | XVIII sec. | |
| 13 | Santa Lucia (statua acefala) | Via Vittorio Veneto 22 (Palazzo Russo) | Ortigia – Mastrarua | XVIII sec. | |
| 14 | Santa Lucia | Via della Maestranza 136 (cantonale est con via Vittorio Veneto) | Ortigia – Maestranza | XVIII sec. | |
| 15 | (senza immagine, già San Giuseppe) | Cantonale via Maestranza e via Alagona | Ortigia – Maestranza | n.d. | |
| 16 | San Giuseppe col Bambino | Vicolo II alla Giudecca 20 | Ortigia – Giudecca | n.d. | |
| 17 | Santissimo Crocifisso | Via del Crocefisso 74 | Ortigia – Giudecca | post-1492 | |
| 18 | Maria SS. Addolorata | Vicolo delle Pergole 30 | Ortigia – Giudecca | 1921 | |
| 19 | (senza immagine) | Cantonale via delle Pergole e via Logoteta | Ortigia – Giudecca | 1705 | |
| 20 | (senza immagine) | Via Mario Minniti 2 (angolo via Logoteta) | Ortigia | n.d. | |
| 21 | San Giuseppe col Bambino | Cantonale Ronco Lisbia e via G. Zummo | Ortigia | 1956 | |
| 22 | Santa Lucia | Via Roma 125 | Ortigia – Turba | XVIII sec. | |
| 23 | (senza immagine) | Via San Martino 1 (accanto chiesa omonima) | Ortigia | n.d. | |
| 24 | (senza immagine) | Via Maddione 12 | Ortigia | 1894 | |
| 25 | Madonna delle Grazie | Via Salomone 36 | Ortigia | n.d. | |
| 26 | (senza immagine) | Via del Castello Maniace 14 | Ortigia – Maniace | n.d. | |
| 27 | Santa Lucia (con iscrizione «VIVA SANTA LUCIA») | Cantonale via Pompeo Picherali e piazzetta San Rocco | Ortigia – Duomo | n.d. | |
| 28 | Madonna della Pietà | Cantonale via Cavour e via dell’Amalfitania | Ortigia – Spirduta | XV sec. | |
| 29 | Santa Lucia | Via Cavour 15 | Ortigia – Bottari | XX sec. | |
| 30 | San Sebastiano (cappella della Fratellanza) | Via Ruggero Settimo 28 | Acradina | 1921 | |
| 31 | Madonna dei Miracoli | Via S. Maria dei Miracoli 14 (sulla facciata della chiesa omonima) | Ortigia | n.d. | |
| Edicole post-Romano (1991), documentate da Aretusapedia | |||||
| 32 | San Pio da Pietrelcina (Padre Pio) | Via Montegrappa 44 | Siracusa moderna | post-2000 (?) | |
| 33 | Cuore Immacolato di Maria «Ave Maria» | Riviera Dionisio il Grande 9 | Borgata Santa Lucia | XX sec. (1920-1960 ca.) | |
| 34 | Madonna delle Lacrime | Rotatoria viale Scala Greca (ingresso nord di Siracusa) | Siracusa moderna | 1 dicembre 2023 | |
Manufatti correlati
Non rientrano propriamente fra le edicole votive di tradizione popolare, ma sono opere devozionali contemporanee di carattere artistico o monumentale che meritano di essere segnalate per affinità tematica:
- La Madonnina Orizzontale (titolo ufficiale Madonna verso il cielo) di Alfredo Romano (Siracusa, 2002), installazione scultorea permanente sulla facciata laterale della Galleria Civica Montevergini, in via Santa Lucia alla Badia.
Bibliografia
- Romano, Michele. Le edicole votive di Siracusa. Emanuele Romeo Editore, collana “Pentapolis. Studi e ricerche sulla città”, Siracusa, 1991, 96 pp.
- Todesco, Sergio; Anastasio, Gianfranco (a cura di). Iconae Messanenses. Edicole votive nella città di Messina. Edizioni Intilla, Assessorato Regionale ai Beni Culturali e Ambientali, Regione Siciliana, 1997.
- Barilaro, Caterina. «Dimensione sacrale del paesaggio. Le edicole votive di Messina». In Andreotti, G.; Salgaro, S. (a cura di), Geografia culturale. Idee ed esperienze, Atti delle Giornate di Geografia Culturale (Trento, 22-23 ottobre 1999), Artimedia, Trento, 2001, pp. 217-226.
- Gallo, Paolo. «Le edicole votive in Sicilia e a Francofonte». gallopaolo.it.
- Signorelli, Luca. «Illuminata l’edicola votiva in onore della Madonnina delle Lacrime». Siracusa News, 3 novembre 2020. Consulta online.
- «I coniugi Medas-Albanese dedicano edicola votiva alla Madonna delle Lacrime». Siracusa2000.com, 24 novembre 2023. Consulta online.
Scheda aggiunta da Alessandro Calabrò il 7 maggio 2026.