Enzo Maiorca

Aggiornato in data 17 Maggio 2026 da Alessandro Calabrò
PersonaggioEnzo Maiorca
Enzo Maiorca, apneista siracusano, fotografato a Sorrento il 21 settembre 1974 durante la preparazione del tentativo di record dei meno novanta metri

Enzo Maiorca a Sorrento, 21 settembre 1974. Foto d’archivio ANSA, settembre 1974.
Nome di battesimoVincenzo Maiorca
Soprannomi«il Signore degli abissi»; «il Re del profondo blu»; «‘u Sirenu»
NascitaSiracusa, 21 giugno 1931
MorteSiracusa, 13 novembre 2016 (85 anni)
SepolturaCremato; ceneri disperse a Capo Murro di Porco, Area Marina Protetta del Plemmirio
PadreGuglielmo Maiorca, possidente siracusano
MadreGemma, di origine toscana
ConiugeMaria Gibiino, sposata nel 1956
FigliPatrizia Maiorca (1958), apneista; Rossana Maiorca (1960-2005), apneista
NipotiClelia (1994) e Matteo (1996) Nobili
ProfessioneInformatore scientifico del farmaco (Istituto De Angelis, oltre trent’anni); apneista; scrittore
Record mondiali in apneaDiciassette in assetto variabile (1960-1988); sei in assetto costante (1961-1979); totale ventitré
Record assoluto– 101 m in assetto variabile, mare di Fontane Bianche (Siracusa), 30 luglio 1988; primo uomo nella storia oltre la barriera dei cento metri in apnea
Carica politicaSenatore della Repubblica Italiana, XII legislatura (15 aprile 1994 – 8 maggio 1996); Alleanza Nazionale; collegio uninominale n. 20 Siracusa
MassoneriaLoggia Archimede di Siracusa, Grande Oriente d’Italia; iniziato nel 1977 (affiliazione resa pubblica nel 2017)
Maggiori onorificenzeMedaglia d’oro al valore atletico del Presidente della Repubblica (1964); Tridente d’oro di Ustica (1964); Stella d’oro al merito sportivo CONI; Premio letterario CONI 1976; Medaglia d’oro al merito di Marina (2006); Walk of Fame dello sport italiano (2015)

Enzo Maiorca, all’anagrafe Vincenzo Maiorca (Siracusa, 21 giugno 1931 – Siracusa, 13 novembre 2016), fu un apneista, atleta, scrittore e politico italiano. Considerato il padre dell’apnea profonda moderna, fu il primo uomo a superare i cinquanta metri di profondità in immersione libera (Ustica, 11 agosto 1962) e il primo a superare i cento metri, con i meno centouno metri raggiunti nelle acque di Fontane Bianche di Siracusa il 30 luglio 1988, all’età di cinquantasette anni. In ventotto anni di carriera collezionò ventitré record mondiali, diciassette nella specialità in assetto variabile e sei in assetto costante. La sua rivalità sportiva col francese Jacques Mayol, durata dal 1962 al 1988, attraversò la memorialistica subacquea e ispirò Luc Besson per il personaggio Enzo Molinari del film Le Grand Bleu del 1988. Eletto Senatore della Repubblica nelle file di Alleanza Nazionale nella XII legislatura, dal 15 aprile 1994 all’8 maggio 1996, dedicò il mandato parlamentare alla tutela del mare e contribuì alla genesi dell’Area Marina Protetta del Plemmirio istituita dieci anni più tardi. A Siracusa gli sono dedicati l’Affaccio Enzo Maiorca sul Lungomare di Levante di Ortigia, una sezione del museo multimediale Siramuse e il planetario dell’Istituto Tecnico Trasporti e Logistica «Rizza».

Origini, famiglia, infanzia

Vincenzo Maiorca, sempre chiamato Enzo, nacque a Siracusa il 21 giugno 1931, figlio di Guglielmo Maiorca, siracusano descritto dalla figlia Patrizia come «un borghese che curava i propri giardini», e di Gemma, originaria della Toscana. Il cognome Maiorca, di origine etnonimica medievale aragonese, era radicato nella borghesia siracusana di antica residenza. La famiglia, a causa della salute cagionevole del piccolo Enzo, segnata da disturbi respiratori che avrebbero accompagnato il futuro recordman di apnea, lasciò la città due anni dopo la sua nascita per stabilirsi a Grottasanta, frazione costiera situata a circa tre chilometri a sud-ovest di Siracusa: della casa con le finestre sul mare il futuro apneista avrebbe ricordato il «primo ricordo della mia vita, una distesa di acqua».

Il rapporto col mare di Enzo si formò sotto l’incoraggiamento della madre toscana, da lui sempre ricordata con riconoscenza: «È stato grazie all’aiuto di mia madre, toscana, che ho cominciato a raccogliere le telline sul fondo. Ringrazio sempre con la mente mia madre che mi ha insegnato ad amare il mare». Imparò a nuotare a quattro anni; da ragazzo praticava regolarmente nuoto, ginnastica, canottaggio e pesca subacquea, tuffandosi dagli scogli detti dei «Due frati» nei pressi della costa siracusana e percorrendo a piedi le scogliere del Plemmirio e della penisola della Maddalena. Compì gli studi classici a Siracusa e mantenne per tutta la vita una predilezione per la mitologia, l’archeologia fenicio-punica e il pensiero classico.

Diciannovenne, durante un viaggio in treno di ritorno dall’Anno Santo del 1950, Maiorca conobbe Maria Gibiino, accompagnata dal padre verso Siracusa. La sposò sei anni più tardi, nel 1956, scegliendo Ischia come meta del viaggio di nozze: a lei avrebbe insegnato i fondamentali del nuoto e, anni più tardi, l’educazione subacquea delle figlie. Maria gli aveva regalato la prima maschera da sub, e Maiorca avrebbe ricordato in più interviste come al sostegno della moglie facesse risalire la propria carriera sportiva.

Vita professionale: l’informatore scientifico del farmaco

A differenza della maggioranza dei propri rivali, Maiorca non visse mai dell’apnea. Per oltre trent’anni svolse la professione di informatore scientifico del farmaco per l’industria farmaceutica De Angelis, attività che rimase sino al pensionamento la sua principale fonte di reddito. Maiorca alternava il lavoro di rappresentante diurno presso i medici all’allenamento di apnea serale, come raccontò in più interviste: «Ero informatore medico scientifico per la De Angelis e così mi allenavo in piscina anche di notte, dalle ventidue alle ventitré, oppure in mare anche fino all’alba». I giorni dedicati ai tentativi di record erano coperti da congedi senza stipendio, mentre i suoi avversari, in particolare Jacques Mayol, vivevano di rendita o di sponsorizzazioni, secondo i resoconti d’epoca e i volumi autobiografici. Rifiutò sponsorizzazioni commerciali nel campo del tabacco e degli alcolici, scelta motivata in più interviste. In tarda età fu omaggiato dalla Federazione delle Associazioni Italiane Informatori Scientifici del Farmaco come «collega illustre».

L’approccio all’apnea profonda

L’attività sportiva di Maiorca cominciò nel 1956, anno in cui, leggendo su una rivista la notizia di un primato di apnea profonda intorno ai quaranta metri, scrisse alla Federazione Italiana Pesca Sportiva chiedendo di essere indirizzato a un allenatore. Gli fu segnalato l’istruttore Duilio Marcante (Genova, 15 ottobre 1914 – Genova, 8 novembre 1985), figura di riferimento della didattica subacquea italiana, che gli insegnò la tecnica di compensazione auricolare manuale a cui Maiorca sarebbe rimasto fedele per tutta la carriera. Sostituiva ai metodi spirituali la disciplina del corpo: nelle interviste lo definiva approccio «scientifico», laddove al francese Mayol attribuiva un metodo «yogico».

Tra i suoi collaboratori figurarono il medico fisiologo Giorgio Odaglia, che lo seguì per i record degli anni Settanta e curò la documentazione fisiologica, e il marchese Luigi Ferraro, già operatore della Decima Mas e fondatore della Technisub, che gli fornì gratuitamente l’attrezzatura subacquea per tutta la carriera. Il battello d’appoggio dei tentativi siciliani fu spesso il gozzo Pippo 22 dell’armatore Pippo Amico, anch’egli siracusano. Tra i suoi rivali di sempre figurano il brasiliano Amerigo Santarelli, lo statunitense Robert Croft, l’australiano Teteke Williams, il fisiologo francese Pierre Cabarrou, membro dell’équipe di Jacques Cousteau, autore della teoria detta «limite Cabarrou» (cinquanta metri come soglia fisiologica di schiacciamento toracico, smentita da Maiorca stesso nel 1962), e Jacques Mayol.

Sul piano della preparazione, Maiorca alternava sedute serali in piscina e nuoto profondo in mare al largo della costa siracusana. Quando lo scirocco impediva di scendere in acqua, ricorreva a un sistema di allenamento domestico documentato dalla figlia Patrizia: ripetute corse a piedi sulle rampe di scale del palazzo, in apnea, con pesi alle spalle, quindici risalite di tre rampe ciascuna intervallate da un minuto di pausa.

I record mondiali

La carriera competitiva di Maiorca si sviluppò nelle due specialità riconosciute dalla Federazione Italiana Pesca Sportiva e dalla Confederazione Mondiale delle Attività Subacquee per l’apnea profonda: l’assetto variabile, in cui l’atleta scende con l’aiuto di una zavorra di peso definito e risale liberamente, e l’assetto costante, in cui peso e propulsione restano invariati nei due tratti dell’immersione.

Record mondiali in assetto variabile (1960-1988)
DataProfonditàLuogoNote
22 settembre 1960– 45 mSiracusaPrimo record mondiale, durata 1 min 18 s; supera il brasiliano Amerigo Santarelli
Novembre 1960– 49 mSiracusa 
11 agosto 1962– 51 mUsticaPrimo uomo oltre i cinquanta metri, dura 1 min 20 s, smentisce il «limite Cabarrou»
8 agosto 1964– 53 mSiracusa 
25 luglio 1965– 54 mAcirealeDurata 1 min 07 s
17 novembre 1966– 62 mSiracusaRiprende il primato dopo i meno 60,35 m di Mayol alle Bahamas (non omologato CMAS)
5 settembre 1967– 64 mCuba 
15 settembre 1968– 69 mSiracusa 
14 agosto 1969– 72 mSiracusa 
Agosto 1970– 74 mSiracusa 
Agosto 1971– 77 mSiracusa 
Agosto 1972– 78 mSiracusa 
18 agosto 1973– 80 mPortovenere, isola del TinoDoppio record nella stessa giornata (in assetto variabile e in costante)
28 settembre 1974– 87 mScoglio del Vervece, Massa LubrenseConquistato sei giorni dopo l’incidente in diretta televisiva alla Baia di Ieranto; risalita conclusa con una sincope
1986– 91 mCrotone, piattaforma Agip Luna ARitorno dopo dieci anni di inattività agonistica
1987– 94 mCrotone, piattaforma Agip Luna A 
30 luglio 1988– 101 mFontane Bianche, SiracusaPrimo uomo nella storia oltre i cento metri; zavorra di 26 kg, discesa 1 min 12 s, risalita 1 min 23 s, totale 2 min 35 s; nave d’appoggio Anfitrite, piattaforma 5,50 x 6,50 m; cinquantasettesimo anno di vita di Maiorca
Record mondiali in assetto costante (1961-1979)
DataProfonditàLuogo
15 agosto 1961– 50 mSiracusa
Agosto 1972– 57 mSiracusa
18 agosto 1973– 58 mPortovenere, isola del Tino
Settembre 1976– 60 mSiracusa
1978– 52 mSiracusa, primo record sotto nuovo regolamento
1979– 55 mSiracusa

Nei primi sei anni Maiorca passò da meno quarantacinque a meno sessantadue metri; nel decennio Settanta portò il primato in assetto costante dai meno cinquanta del 1961 ai meno sessanta del 1976; ottenne il record assoluto del 1988 dopo una pausa agonistica di dodici anni. Tre dei suoi ventitré primati furono conseguiti fuori dal mare di Siracusa; gli altri vennero omologati in acque siracusane.

La rivalità con Jacques Mayol

Tra il 1962 e il 1988 il primato mondiale di apnea profonda passò più volte fra Maiorca e l’apneista francese Jacques Mayol (Shanghai, 1 aprile 1927 – Capoliveri, 22 dicembre 2001). Mayol portò il record alle Bahamas a meno 60,35 metri il 20 giugno 1966 (immersione non omologata CMAS); Maiorca rispose a meno sessantadue metri il 17 novembre dello stesso anno. Mayol fu poi il primo a varcare la soglia dei cento metri il 23 novembre 1976 all’isola d’Elba, primato che Maiorca avrebbe eguagliato e superato di un metro dodici anni più tardi nelle acque siracusane.

Maiorca affidava la prestazione alla preparazione fisica, alla zavorra e a una compensazione meccanica della pressione; Mayol, formatosi a contatto con le ama giapponesi e con la pratica dell’hatha yoga, ricorreva al rilassamento meditativo e fece registrare in immersione battiti cardiaci anche di ventotto al minuto, soglia fino allora ritenuta incompatibile con la vita. Il rapporto fra i due, descritto come «aspramente dialettico ma sempre a fin di bene», fu segnato da un aneddoto poi ricorrente nei memoriali subacquei: dopo un record di Maiorca, Mayol telefonò per congratularsi aggiungendo: «Complimenti per il record che hai fatto, però…»; Maiorca rispose: «Possibile che tu aggiunga sempre un però?». Le ultime conversazioni risalgono al dicembre 2001, due settimane prima del suicidio di Mayol, quando i due stavano organizzando un documentario congiunto per la televisione tedesca, divisi solo sulla scelta della location (Elba per Mayol, Siracusa per Maiorca). Alla morte del rivale Maiorca commentò: «Eravamo amici, in fondo, amici che però si ritrovavano talvolta su fronti opposti. Sento la mancanza dell’avversario, ma anche dell’amico».

L’incidente di Sorrento e lo Scoglio del Vervece (settembre 1974)

Il 22 settembre 1974, nella Baia di Ieranto, in penisola sorrentina, Maiorca tentava il primato dei meno novanta metri in diretta sulla Rai, prima trasmissione televisiva di un record di apnea. A meno di venti metri dalla superficie, in fase di risalita, urtò violentemente l’istruttore subacqueo Enzo Bottesini, già ex campione di Rischiatutto, posizionato come operatore subacqueo dalla regia per ragioni di sicurezza non concordate con l’atleta. Tornato in superficie, esasperato, Maiorca pronunciò davanti alle telecamere due bestemmie che gli costarono la squalifica dalla Rai per due anni. Sei giorni più tardi, il 28 settembre 1974, presso lo Scoglio del Vervece di Massa Lubrense, stabilì comunque il primato dei meno ottantasette metri, conclusosi con una sincope di risalita.

L’esperienza al Vervece divenne fondativa per Maiorca, che il Circolo Marina della Lobra accolse con tale gratitudine da spingerlo, l’anno seguente, ad aggiungere al proprio nome anagrafico le voci «Maria Vervece», firmandosi per il resto della vita Enzo Maria Vervece Maiorca. Il Comune di Massa Lubrense gli conferì la cittadinanza onoraria all’unanimità. Nel 1975 il Circolo Marina della Lobra fece deporre a undici metri di profondità sotto lo Scoglio del Vervece una statua bronzea della Madonna del Vervece, davanti alla quale ogni settembre Maiorca tornò personalmente per la messa celebrata sullo scoglio, la deposizione di una corona di alloro sulla statua sommersa e la partecipazione di subacquei militari e civili.

Il record dei centouno metri (30 luglio 1988)

Dopo le due tappe di avvicinamento conseguite a Crotone (meno novantuno metri nel 1986 e meno novantaquattro nel 1987), il 30 luglio 1988 Maiorca scese a meno centouno metri nelle acque di Fontane Bianche, a sud di Siracusa: fu il primo essere umano della storia a oltrepassare la barriera dei cento metri di profondità in immersione in apnea. Aveva cinquantasette anni. La nave d’appoggio era l’Anfitrite; la piattaforma di lancio misurava 5,50 per 6,50 metri; la zavorra raggiunse i ventisei chilogrammi. La discesa durò un minuto e dodici secondi, la risalita un minuto e ventitré, per un totale in apnea di due minuti e trentacinque secondi. Alla quota di cento metri la pressione idrostatica subita dal corpo era circa undici atmosfere, quanto basta a comprimere il volume polmonare a un decimo del valore di superficie. Alla cerimonia di omologazione Maiorca avrebbe poi raccontato che, afferrato il tag dei centouno metri, gli era sembrato di udire una voce che gli intimava di fermarsi: «Sentii una voce dirmi che dovevo inchinarmi al mare e non immergermi più. Non per sconfitta, ma per rispetto». Il primato sarebbe stato superato da Mayol con i meno centocinque dell’anno seguente.

Ricerca scientifica

L’attività sportiva di Maiorca fu monitorata sin dagli anni Settanta da una équipe del Consiglio Nazionale delle Ricerche guidata dal fisiologo Giorgio Odaglia. Nel giugno 1990 Enzo e le figlie Patrizia e Rossana furono soggetti di una campagna di ricerca presso il Center for Research in Special Environments dell’Università di Buffalo (New York), diretta dal professor Claes E. G. Lundgren. La campagna originò la pubblicazione di Maurizio Ferrigno, Bruno Grassi, Guido Ferretti, M. Costa, Carlo Marconi, Paolo Cerretelli e Claes Lundgren, Electrocardiogram during deep breath-hold dives by elite divers, in Undersea Biomedical Research, vol. 18, n. 2, 1991, pp. 81-91, in cui Maiorca e le figlie comparivano come «elite divers» non nominalmente identificati. Lo studio documentò nei tre apneisti siracusani bradicardie estreme, con frequenze cardiache in immersione discese rapidamente fra i venti e i ventiquattro battiti al minuto a quote di sessantacinque e quarantacinque metri, mentre le sessioni di apnea statica in superficie facevano registrare valori fra i ventotto e i trentasei. Una seconda pubblicazione del 1997 sul Journal of Applied Physiology, frutto della medesima campagna, confermava i valori a immersioni in camera iperbarica fra quaranta e cinquantacinque metri.

«Le Grand Bleu» e la causa contro Luc Besson

Nel 1988 il regista francese Luc Besson uscì in sala con Le Grand Bleu, lungometraggio di quasi tre ore nella versione director’s cut, girato in Grecia, Sicilia e Perù, cosceneggiato dallo stesso Jacques Mayol e accolto al Festival di Cannes l’11 maggio 1988. Il personaggio italiano Enzo Molinari, interpretato da Jean Reno, fu costruito a partire dalla figura di Maiorca; il finale del film, ambientato in un campionato del mondo a Taormina, faceva morire il personaggio in immersione dopo una sfida diretta col rivale francese, mai avvenuta nella realtà.

Maiorca, riconosciutosi nel personaggio, ne giudicò la rappresentazione una caricatura: il Molinari di Reno era a suo dire «un condensato di modi e vizi che la peggior tradizione straniera attribuisce all’uomo italiano: insolenza, arroganza, complesso di superiorità, gallismo, aria di sufficienza, sciovinismo». Contestava in particolare la scena in cui Molinari riscuoteva un compenso per il salvataggio di un sommozzatore in difficoltà e la rappresentazione caricaturale della madre, ritratta come una stereotipata mamma siciliana. Promosse causa per diffamazione, ottenendo che il film, già doppiato in italiano con la voce di Massimo Corvo nel 1988, venisse di fatto sospeso dalla distribuzione italiana per quattordici anni. Lo stesso Jacques Mayol, pur in qualità di cosceneggiatore, prese in seguito le distanze dal taglio commerciale del film e visse con frustrazione l’eclissi della propria figura reale dietro al personaggio fittizio di Jean-Marc Barr. Dopo la morte di Mayol del 22 dicembre 2001, la disputa con Maiorca si chiuse con accordo extragiudiziale: la versione italiana, ridoppiata e accorciata di circa quindici minuti rispetto all’originale, fu proiettata in anteprima all’EuropaCinema di Viareggio nel settembre 2002 e distribuita in sala da Filmauro il 27 settembre dello stesso anno.

Senato della Repubblica (1994-1996)

Alle elezioni politiche del 27 marzo 1994 Maiorca si candidò al Senato della Repubblica per il collegio uninominale numero 20 di Siracusa, nella coalizione di centrodestra denominata in Sicilia Polo del Buon Governo, sostenuto da Forza Italia, dal Movimento Sociale Italiano e dal Centro Cristiano Democratico. Risultò eletto con il 38,2 per cento dei voti, prevalendo sull’avversario progressista Paolo Greco (30,4 per cento) con uno scarto di quasi otto punti, dopo una campagna in cui aveva posto al centro la tutela ambientale del mare e delle coste. La proclamazione avvenne il 5 aprile 1994. La scelta della destra nazionale, atipica per un militante ambientalista, fu da lui motivata in chiave di sensibilità patriottica e di vicinanza alla cultura marinaresca della Marina Militare.

Iscritto al gruppo parlamentare Alleanza Nazionale-Movimento Sociale Italiano, ridenominato Alleanza Nazionale dal 1 febbraio 1995, sedette per l’intera XII legislatura come componente della Quarta Commissione permanente (Difesa), presieduta dal senatore Raffaele Bertoni. In quella sede prese parte all’indagine conoscitiva sul nuovo modello di Difesa post Guerra fredda, intervenendo alle audizioni dei Capi di Stato Maggiore Difesa, Aeronautica, Marina ed Esercito (20 luglio 1994) e alle sessioni sulla Sanità militare (8 e 22 febbraio 1995).

Il suo lavoro principale si svolse nell’attività ispettiva sui temi ambientali. Le interrogazioni presentate come primo firmatario coprirono tutti i principali fronti dell’ecologia marina e terrestre: il 22 giugno 1994 sulle spadare, reti da posta derivanti accusate di catture indiscriminate; il 25 agosto 1994 sull’inquinamento dell’area industriale di Priolo e Augusta, che resterà il tema-bandiera del suo mandato e a cui legò la denuncia dei dati epidemiologici sul Sito di Interesse Nazionale di Priolo, con tassi di tumori e malformazioni neonatali superiori alla media regionale; il 1 settembre 1994 sul randagismo degli animali d’affezione; il 13 ottobre 1994 sul fiume Ciane e sull’erosione costiera siracusana; il 20 dicembre 1994 con un documento di insieme sullo stato dell’ambiente nazionale; nel 1995, fra le altre, sulle discariche abusive (11 gennaio), sull’Eternit Siciliana e il sotterramento di amianto (2 febbraio), sulla megacentrale Enel di Montalto di Castro (22 febbraio), sullo scarico in mare di materiali bellici e chimici tra Bari e Molfetta (28 febbraio), sull’uso di animali a fini sperimentali (5 luglio), sui gas riducenti l’ozonosfera (24 ottobre) e, il 25 ottobre 1995, sulla richiesta di istituzione della facoltà di Architettura a Siracusa, oggi Struttura Didattica Speciale dell’Università di Catania. Il 5 febbraio 1996, a poche settimane dallo scioglimento delle Camere, propose ulteriori misure di riduzione dei carichi inquinanti nell’area di Siracusa, Priolo e Augusta. Negli stessi anni si schierò pubblicamente contro la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina, posizione che avrebbe ribadito nei decenni successivi con interventi e scritti dedicati.

Al termine del mandato, l’8 maggio 1996, Maiorca scelse di non ricandidarsi e di non rientrare più nella politica elettiva. Si dichiarò estraneo al trasformismo dei partiti e mantenne in seguito solo ruoli di rappresentanza ambientale extraparlamentare.

Massoneria

Maiorca era stato iniziato nel 1977 alla Loggia Archimede di Siracusa, sotto l’obbedienza del Grande Oriente d’Italia. La figlia Patrizia avrebbe poi raccontato che il padre vi era entrato «per curiosità culturale» e ne aveva chiuso rapidamente l’esperienza, considerandola una parentesi. L’affiliazione, mai dichiarata in vita, fu resa nota durante la Gran Loggia 2017 del Grande Oriente d’Italia, che lo commemorò insieme all’attore Arnoldo Foà con il Premio Giordano Bruno alla memoria.

Pubblicazioni

Maiorca pubblicò in vita cinque volumi, in larga misura di carattere autobiografico e divulgativo. A capofitto nel turchino. Vita e imprese di un primatista mondiale, edito a Milano da Ugo Mursia nel 1977 in duecentonovantanove pagine corredate da diciassette fotografie, è autobiografia di mezza carriera e si aggiudicò il Premio letterario CONI 1976. Sotto il segno di Tanit, uscito a Milano da Rizzoli nel 1980 e ristampato da Mursia nel 2011 nella collana Biblioteca del Mare, è un romanzo di formazione ambientato nella primavera del 1948 fra le tonnare di Vendicari e gli abissi del Plemmirio, intessuto attorno al mito fenicio della dea Tanit. Scuola di apnea. Immergiamoci con il più grande subacqueo di tutti i tempi, edito a Roma da La Cuba nel 1982 con fotografie di Guido Picchetti, è manuale tecnico di insegnamento dell’apnea per principianti ed esperti. Il mare con la M maiuscola, edito a cura di Manuela Annoni nel 2001 da Lights, raccoglie riflessioni autobiografiche sul mare, la guerra, l’amicizia e i siciliani. Il quinto e ultimo volume, L’ultima emersione. Il ritrovamento del sommergibile Veniero, pubblicato da Mursia nel settembre 2015 in centosessantadue pagine, ricostruisce il ritrovamento del sommergibile italiano scomparso nel Mar Mediterraneo nel maggio 1925, al quale Maiorca partecipò personalmente l’11 giugno 1993.

Cinema e televisione

Sul grande schermo Maiorca fu co-protagonista di Sfida sul fondo, film d’avventura italiano del 1976 diretto da Melchiade Coletti, con Frederick Stafford, Dagmar Lassander e Chris Avram, accolto al Giffoni Film Festival 1977 con il secondo premio. Negli anni Duemila tornò davanti alle telecamere come collaboratore fisso del programma Linea Blu, in onda su Rai 1 dal 2000 al 2002. Il programma fu il rientro definitivo in televisione dopo il bando del 1974. La sua figura fu citata da Nanni Moretti in Io sono un autarchico (1976) e dal cantautore lariano Davide Van de Sfroos nel brano La balada del Cimino, contenuto nell’album Pica! del 2008. Nel 2017 il documentario greco-francese Dolphin Man di Lefteris Charitos, voce narrante Jean-Marc Barr, dedicò ampi passaggi alla rivalità con Mayol.

Attivismo ambientale

L’impegno ambientalista di Maiorca cominciò ben prima della stagione parlamentare. Già il 21 maggio 1975 aveva firmato il manifesto Fermati cittadino e medita, diffuso a Siracusa per la tutela del litorale del Plemmirio dalla cementificazione. Negli anni Ottanta fu fra le voci più ascoltate nella battaglia contro l’inquinamento del polo industriale di Priolo, Augusta e Melilli, sul cui dato sanitario ed epidemiologico sarebbe poi tornato in modo sistematico da senatore. Il 15 settembre 2004 il Ministero dell’Ambiente istituì con decreto l’Area Marina Protetta del Plemmirio, riserva integrale a sud-est di Siracusa alla cui promozione Maiorca aveva contribuito sin dagli anni Settanta. Per l’area realizzò, senza compenso, l’audiovisivo didattico Lezioni di mare, distribuito nelle scuole siciliane a partire dal 2005 e abbinato a una raccolta fondi per minori in condizioni di disagio.

Nel 2014 entrò, insieme a Patrizia, nell’International Board of Advisors di Sea Shepherd, prendendo parte all’Operation Siracusa coordinata dal capitano Peter Hammarstedt per la tutela dei fondali del Plemmirio in collaborazione con Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto, Carabinieri e Polizia. Aderì a iniziative contro la pesca a strascico, il bracconaggio dei ricci di mare e il taglio illecito delle cernie brune.

Espresse opposizione ferma alla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina (saggio inedito Perché sono contrario al Ponte sullo Stretto), alle trivellazioni petrolifere nel Canale di Sicilia e ai progetti di centrale nucleare nella Sicilia orientale. Per il Comune di Siracusa fu fra i firmatari delle istanze di tutela del Ciane, dei Pantani di Vendicari e della costa del Plemmirio.

L’episodio della delfina di Capo Murro

Nell’estate del 2009, lungo la costa del Plemmirio, Maiorca raccontò di essere stato avvicinato in superficie da un delfino tursiope che lo aveva ripetutamente toccato sulla schiena e poi guidato verso il largo. A una decina di metri di profondità trovò una femmina di delfino gravida intrappolata in una spadara abbandonata, ormai sanguinante per la lunga apnea. Con il proprio coltello Maiorca tagliò le maglie, accompagnò il cetaceo verso la superficie e lo vide allontanarsi col compagno, per poi partorire poche ore più tardi. Il racconto, ripreso in numerosi interventi pubblici e nelle ultime apparizioni televisive, divenne uno dei racconti più ripresi nei suoi interventi pubblici sui temi ambientali: «Finché l’uomo non imparerà a rispettare e a dialogare con il mondo animale, non potrà mai conoscere il suo vero ruolo su questa Terra».

Beneficenza

Come dichiarò in più interviste, Maiorca non accettò compensi per le attività di testimonial. Prestò la propria immagine all’Associazione Italiana Sclerosi Multipla, all’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (causa cui si avvicinò dopo la morte della figlia Rossana per tumore al seno nel 2005), alle campagne di prevenzione tumori dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa e all’Istituto Tecnico Trasporti e Logistica «Rizza» della stessa città.

Famiglia: Patrizia e Rossana

Sotto la guida del padre, entrambe le figlie ottennero primati mondiali nell’apnea profonda. Patrizia Maiorca, nata a Ortigia nel 1958, esordì a vent’anni con i meno trentacinque metri in assetto costante (1978) e portò a meno quaranta metri il primato l’anno seguente, raggiungendo poi i meno cinquanta in variabile nel 1982, i meno settanta variabile nel 1987 e i meno ottanta variabile e meno quarantasette costante nel 1988, per un totale documentato di dodici record. Sopravvissuta a un tumore al seno che le imporrà di rinunciare alle profondità estreme, dal 2019 presiede il Consorzio di gestione dell’Area Marina Protetta del Plemmirio.

Rossana Maiorca, nata a Siracusa il 23 febbraio 1960, conquistò undici primati mondiali fra il 1979 e il 1992, sintetizzati nella tabella seguente.

Record mondiali di Rossana Maiorca
DataProfonditàSpecialitàLuogo
22 settembre 1979– 40 mAssetto costanteFontane Bianche, Siracusa
18 luglio 1980– 45 mAssetto costante 
22 luglio 1982– 50 mAssetto variabileMilazzo
27 luglio 1986– 55 mAssetto variabile 
3 agosto 1986– 68 mAssetto variabileCrotone
30 luglio 1987– 75 mAssetto variabile 
27 luglio 1988– 80 mAssetto variabile 
26 luglio 1990– 53 mAssetto costante 
28 luglio 1990– 55 mAssetto costante 
25 luglio 1991– 56 mAssetto costante 
4 luglio 1992– 58 mAssetto costanteFontane Bianche, Siracusa

Fu la prima atleta al mondo a usare la monopinna in immersione verticale, contribuendo alla campagna scientifica di Buffalo del 1990. Sposata con Tommaso Nobili, da cui ebbe i figli Clelia (1994) e Matteo (1996), morì a Mestre il 6 gennaio 2005 a quarantaquattro anni, per tumore al seno. Nel 2008 le furono dedicate la statua subacquea Sirena di Sicilia di Pietro Marchese, posata sul fondale del Plemmirio, e la pista ciclabile di Siracusa Sud; nel 2015 ricevette alla memoria il Tridente d’oro di Ustica. La cosiddetta «dinastia Maiorca», con oltre quaranta primati complessivi attribuiti al padre e alle due figlie, non ha equivalenti documentati nella storia dell’apnea profonda mondiale.

Carattere e fede

Profondamente cattolico, Maiorca era solito tracciare il segno della croce prima e dopo ogni immersione. Vegetariano dal 1967, dopo aver fiocinato una cernia e averne sentito «il cuore pulsare terrorizzato, impazzito di paura», abbandonò ogni forma di pesca subacquea, considerandola d’allora in poi un atto di crudeltà gratuita: «Da quel momento il mio fucile da pesca è giaciuto come un relitto, un reperto archeologico polveroso nello scantinato di casa». Amava la campagna, gli animali, la lettura di mitologia classica e l’archeologia fenicio-punica. Risiedeva in Ortigia, in un appartamento con terrazzo a giro pieno di buganvillee e gelsomini affacciato sul porto piccolo e sui tetti di Siracusa.

Morte e funerali

Enzo Maiorca morì nella propria casa di Ortigia all’alba di domenica 13 novembre 2016, a ottantacinque anni, dopo lunga sofferenza per una cardiopatia aggravata dal lutto per Rossana. La camera ardente fu allestita dal pomeriggio dello stesso giorno nel Salone «Paolo Borsellino» di Palazzo Vermexio, sede del Comune di Siracusa, in piazza Duomo. Il sindaco Giancarlo Garozzo proclamò il lutto cittadino per il 15 novembre 2016 dalle ore otto alle quattordici, dichiarando: «Maiorca lascia un segno indelebile nella storia di Siracusa: le sue imprese sportive ineguagliate, l’amore per la città e l’impegno per la tutela dell’ambiente sono i tratti distintivi di un uomo virtuoso».

La Cattedrale di Siracusa ospitò il funerale solenne il 15 novembre 2016 alle ore dieci, presieduto da padre Rosario Lo Bello, prete ambientalista compagno di battaglie di Maiorca e di lui amico personale, che ne aveva curato il sodalizio con il movimento SOS Siracusa. L’omelia, dedicata al rapporto fra il defunto, il mare e la propria fede, fu interrotta da due applausi della folla; un terzo applauso accompagnò l’uscita del feretro dalla cattedrale. Erano presenti la moglie Maria, la figlia Patrizia, i nipoti Clelia e Matteo, parlamentari e amministratori locali, autorità militari della Capitaneria di Porto, rappresentanti di Sea Shepherd, dell’AMP Plemmirio e di SOS Siracusa, e una folla di migliaia di persone. I nipoti indossavano le camicie sgargianti del nonno, come Maiorca aveva chiesto perché il funerale fosse «una festa». La Marina Militare Italiana espresse cordoglio ufficiale ricordando l’apneista come Medaglia d’oro al merito di Marina.

La salma fu cremata e le ceneri disperse nelle acque di Capo Murro di Porco, estremità sud-est della penisola della Maddalena, all’interno dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, secondo le ultime volontà di Maiorca espresse in più riprese negli ultimi anni. La morte ebbe larga eco sulla stampa internazionale: il Washington Post dedicò il 14 novembre 2016 un necrologio intitolato Enzo Maiorca, record-setting free diver who inspired «The Big Blue» film, dies at 85, il Guardian di Londra pubblicò un obituary il 17 novembre 2016 e El Español a Madrid uscì il giorno successivo alla morte con il titolo Muere Enzo Maiorca, el primer hombre que se sumergió 100 metros. Il successore italiano in apnea profonda, Umberto Pelizzari, commentò che senza Maiorca «non sarebbe esistito il mondo subacqueo, con tutto quello che ne è seguito: studi, corsi, record».

Memoria a Siracusa

Sul Lungomare di Levante di Ortigia, accanto alla sede dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, il 30 luglio 2019, trentunesimo anniversario del record dei centouno metri, l’amministrazione comunale guidata da Francesco Italia inaugurò l’Affaccio Enzo Maiorca, belvedere panoramico arredato di quattro panchine prospicienti il mare aperto, richiamando l’esortazione di Maiorca a tenere sempre «prua a mare». La targa fu scoperta dalla figlia Patrizia. A Largo della Gancia, sempre sul Lungomare di Levante, il Comune ha promosso nel 2024 un concorso internazionale per l’erezione di un monumento permanente all’atleta. Il 19 dicembre 2025 una giuria ha selezionato il progetto La Risalita dello scultore veneziano Tiziano Favaretto: opera di tre metri di altezza, in materiali resistenti agli agenti atmosferici e con illuminazione integrata, destinata, secondo la motivazione della giuria, a evocare il momento della risalita dall’apnea profonda.

Il 13 maggio 2017, sei mesi dopo la morte, il planetario dell’Istituto Tecnico Trasporti e Logistica «Rizza» di Siracusa (l’antico Nautico cittadino) fu intitolato a Maiorca, alla presenza del sindaco Garozzo, della moglie Maria, della figlia Patrizia e dell’assessore regionale Bruno Marziano. Nel 2025 ha aperto le porte a pochi metri da Piazza Duomo il museo multimediale Siramuse, una cui sezione, denominata Il Profondo Blu, è dedicata interamente all’apneista con la ricostruzione immersiva e interattiva del record dei centouno metri. Una via Vincenzo Maiorca attraversa il quartiere Santa Lucia di Siracusa; vie omonime esistono nei quartieri Portuense di Roma, a Palermo e a Ispica.

Fuori dalla Sicilia, il 5 giugno 2014 Maiorca aveva inaugurato, insieme a Umberto Pelizzari, la piscina termale Y-40 The Deep Joy di Montegrotto Terme (Padova), che con i suoi 42,15 metri di profondità deteneva all’epoca il record Guinness mondiale; il nucleo principale della struttura è stato co-dedicato a lui e alle figlie Patrizia e Rossana nella sezione «Enzo Patrizia Rossana Maiorca». Fu l’ultima sua grande apparizione pubblica documentata.

Alla memoria congiunta di Enzo e della figlia Rossana è dedicato il Premio Rossana ed Enzo Maiorca, borsa di studio annuale per neolaureate in biologia marina e scienze ambientali; le vincitrici partecipano a campagne di ricerca della Marina Militare e del Comando Subacquei e Incursori (Comsubin), con cerimonia di premiazione tradizionalmente ospitata dall’EUDI Show di Bologna.

Onorificenze

  • Medaglia d’oro al valore atletico del Presidente della Repubblica Italiana, conferita nel 1964.
  • Tridente d’oro di Ustica, Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee, 1964; nello stesso anno gli fu conferita la cittadinanza onoraria di Ustica (formalmente decaduta nel 2024 per effetto del regolamento comunale che fa cessare automaticamente le cittadinanze onorarie dei deceduti).
  • Cittadinanza onoraria di Massa Lubrense, conferita dopo il record dei meno ottantasette metri allo Scoglio del Vervece il 28 settembre 1974.
  • Premio letterario CONI 1976 per A capofitto nel turchino.
  • Stella d’oro al merito sportivo del CONI.
  • Medaglia d’oro al merito di Marina, conferita nel 2006 con motivazione «figura di spicco nello sport subacqueo, […] prodigandosi inoltre con passione e determinazione per la salvaguardia del patrimonio naturalistico marino»; consegnata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Taranto il 19 giugno 2007.
  • Walk of Fame dello sport italiano al Foro Italico di Roma, inaugurazione del 7 maggio 2015, fra le cento targhe celebrative dello sport italiano.
  • HDSI Award della Historical Diving Society Italia, conferito nel 1999, accompagnato dal titolo di socio onorario.
  • Premio Atlantide della Fondazione Premio Atlantide ETS, conferito nel 2016, pochi mesi prima della morte.
  • Premio Giordano Bruno alla memoria, conferito dal Grande Oriente d’Italia durante la Gran Loggia 2017, insieme ad Arnoldo Foà.

Fonti

  • Enzo Maiorca, A capofitto nel turchino. Vita e imprese di un primatista mondiale, Milano, Mursia, 1977 (Premio Letterario CONI 1976).
  • Enzo Maiorca, Sotto il segno di Tanit, Milano, Rizzoli, 1980; ristampa Mursia, Biblioteca del Mare, 2011.
  • Enzo Maiorca, Scuola di apnea. Immergiamoci con il più grande subacqueo di tutti i tempi, con fotografie di Guido Picchetti, Roma, La Cuba, 1982.
  • Enzo Maiorca, Il mare con la M maiuscola, a cura di Manuela Annoni, Lights, 2001.
  • Enzo Maiorca, L’ultima emersione. Il ritrovamento del sommergibile Veniero, Milano, Mursia, Biblioteca del Mare, 2015.
  • Maurizio Ferrigno, Bruno Grassi, Guido Ferretti, M. Costa, Carlo Marconi, Paolo Cerretelli, Claes E. G. Lundgren, Electrocardiogram during deep breath-hold dives by elite divers, in Undersea Biomedical Research, vol. 18, n. 2, marzo 1991, pp. 81-91, PMID 2042264.
  • Maurizio Ferrigno e altri, Cardiovascular changes during deep breath-hold dives in a pressure chamber, in Journal of Applied Physiology, ottobre 1997.
  • Sito ufficiale: enzomaiorca.com.
  • Senato della Repubblica, scheda XII legislatura: senato.it.
  • Senato della Repubblica, scheda 4ª Commissione Difesa XII legislatura: senato.it.
  • ANSA, Enzo Maiorca è morto. Funerali e lutto cittadino a Siracusa per il re degli abissi, 13 novembre 2016.
  • ANSA, Sub: dieci anni senza Mayol, Maiorca, mi manca, 20 dicembre 2011.
  • Washington Post, Enzo Maiorca, record-setting free diver who inspired «The Big Blue» film, dies at 85, 14 novembre 2016.
  • The Guardian, Enzo Maiorca obituary, 17 novembre 2016.
  • Federazione Associazioni Italiane Informatori Scientifici del Farmaco (FedAIISF), Morte di un ISF: ci ha lasciato Enzo Maiorca, 14 novembre 2016.
  • Grande Oriente d’Italia, Gran Loggia 2017, allocuzione di omaggio ad Arnoldo Foà ed Enzo Maiorca, 2017.
  • Marina Militare, Premio Maiorca – Comsubin, scheda dell’iniziativa.
  • Treccani, voce Maiòrca, Enzo.
  • Wikipedia: Enzo Maiorca; Wikipedia: Rossana Maiorca.
  • Wikidata: Q736414.
  • Comune di Siracusa, Affaccio Enzo Maiorca: comune.siracusa.it.
  • Comune di Siracusa, Concorso «La Risalita» per il monumento a Enzo Maiorca, bando del 30 dicembre 2024.
  • Apnea Magazine e Apnea World, dossier biografici sulla dinastia Maiorca.

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