Reliquie di santa Lucia a Siracusa

Omero, cannella del braccio, frammenti di costola e altre reliquie corporee della martire conservate nella Cattedrale di Siracusa.
Aggiornato in data 1 Maggio 2026 da Alessandro Calabrò
Questa voce riguarda le reliquie corporee di santa Lucia conservate a Siracusa: omero, cannella del braccio, dito, frammenti di costola. Per le spoglie integre custodite a Venezia e per la storia delle traslazioni, si veda Corpo di santa Lucia. Per la biografia della martire, si veda Santa Lucia.
ReliquiaReliquie di santa Lucia a Siracusa
Reliquiario in argento sbalzato in Cattedrale di Siracusa contenente l'omero del braccio sinistro di santa Lucia.

Reliquiario in argento dell’omero del braccio sinistro nella Cattedrale di Siracusa. Foto di Alessandro Calabrò.
Dati identificativi
SoggettoSanta Lucia di Siracusa, vergine e martire (Siracusa, ca. 283 – ca. 304)
TipoReliquie corporee (ossa) e reliquie indirette (vesti, velo, scarpette)
Custodia principaleCappella di Santa Lucia, Cattedrale di Siracusa
IndirizzoPiazza Duomo, Ortigia, 96100 Siracusa
Reliquie corporee in città
Omero del braccio sinistroDonato dal patriarca Marco Cè il 13 dicembre 1988
Cannella del braccio sinistroDue frammenti acquisiti nel XVII secolo (1644-1650) tramite p. Innocenzo Marcinò
Frammenti di costolaTre, custoditi nel petto del simulacro argenteo del 1599
DitoConservato in reliquiario nel Tesoro della Cattedrale
Reliquie indirette
Veste, velo, scarpetteCassetta d’argento del 1651 (Centro Espositivo Luciano)
Esposizioni
Festa principale13 dicembre (martirio); ottava 20 dicembre
Festa del PatrocinioPrime due domeniche di maggio (memoria della carestia del 1646)
Festa delle Reliquie13 gennaio (memoria del terremoto del 1693)
Custodia
DiocesiArcidiocesi di Siracusa
Ente laicaleDeputazione della Cappella di Santa Lucia (dal 1541)

Le reliquie di santa Lucia conservate a Siracusa sono il complesso di resti ossei e oggetti di pertinenza della martire siracusana custoditi nella Cattedrale di Siracusa, città natale della santa. L’insieme si è formato per stratificazione storica fra il XVII secolo e l’età contemporanea: dopo la traslazione del corpo a Costantinopoli nel 1039 e il successivo trasferimento a Venezia nel 1204, la città natale ha riacquisito nei secoli alcune parti significative, in particolare l’omero del braccio sinistro, donato dal patriarca di Venezia Marco Cè il 13 dicembre 1988, e due frammenti di cannella (radio e ulna) dello stesso braccio, acquisiti nel Seicento tramite il cappuccino siracusano Innocenzo Marcinò. La concentrazione delle reliquie sul braccio sinistro è coerente con il verbale della ricognizione canonica del 1904 a Venezia, che attestò la mancanza di gran parte di tale arto, distribuito nei secoli a papi e sovrani. Si conservano inoltre tre frammenti di costola incastonati nel simulacro argenteo del 1599, un dito nel Tesoro della Cattedrale, e le reliquie indirette (veste, velo, scarpette) custodite in una cassetta d’argento del 1651.

Inquadramento storico

Lo stesso argomento in dettaglio: Corpo di santa Lucia.

Da Siracusa al braccio mancante

Le reliquie corporee di santa Lucia conservate oggi nella città natale sono frammenti di un corpo che ha attraversato due grandi spostamenti medievali: nel 1039 il generale bizantino Giorgio Maniace trasferì le spoglie da Siracusa a Costantinopoli come trofeo della riconquista dell’isola, e nel 1204 il doge Enrico Dandolo le portò a Venezia col bottino della IV Crociata. Da allora il corpo è rimasto a Venezia, oggi nel Santuario di Santa Lucia (Chiesa dei Santi Geremia e Lucia), elevato a santuario diocesano nel 2018. Per più di otto secoli Siracusa ha cercato di recuperare almeno parte delle spoglie: un primo tentativo formale risale al 1634 ad opera del Senato Siracusano, e fu vicino al successo nel 1643 ma fu vanificato dall’opposizione delle monache agostiniane veneziane custodi.

Davanti all’impossibilità del ritorno integrale, la città ha consolidato il proprio patrimonio reliquiario adattandosi alle vicende storiche, raccogliendo nei secoli ciò che il corpo veneziano andava perdendo per donazioni a sovrani, papi e principi.

La ricognizione canonica del 1904

Il punto di svolta documentale è la ricognizione canonica del novembre 1904, presieduta a Venezia dal patriarca Aristide Cavallari. Il verbale, citato dallo storico Maddalena Buscaino e ripreso dalle fonti agiografiche moderne, descrive minuziosamente lo stato dei resti: corpo dalla “tinta giallastra”; testina annerita con capelli neri sulla fronte; orbite coperte da una membrana nera con palpebre mummificate; pelle liscia e cedevole al tatto. Nel verbale si legge inoltre che “mancava buona parte del braccio sinistro, donata come reliquia a Papi e Sovrani” e che era presente “un pezzo di costola, diviso in tre frammenti”, mentre erano assenti “la veste, il fazzoletto e i sandali, tolti forse quando la santa fu levata dal sepolcro”. Il verbale spiega in modo coerente l’asimmetria delle reliquie siracusane attuali, concentrate proprio sul braccio sinistro mancante a Venezia, sulle costole e sui paramenti tessili.

L’omero del braccio sinistro

Reliquiario rettangolare in argento dell'omero di santa Lucia: urna a tempietto con timpano triangolare, statuetta dell'Immacolata in cima e teca ovale centrale.

Reliquiario dell’omero, di forma rettangolare a tempietto, con statuetta dell’Immacolata sulla cuspide. Foto di Alessandro Calabrò.

La donazione del 13 dicembre 1988

Il 13 dicembre 1988, in occasione della festa patronale, il patriarca di Venezia cardinale Marco Cè consegnò personalmente all’arcivescovo di Siracusa monsignor Calogero Lauricella l’omero del braccio sinistro della martire. Il gesto, di profondo significato pastorale, ricomponeva idealmente otto secoli di separazione tra le due Chiese e fu definito dall’Arcidiocesi di Siracusa come “una sorta di restituzione parziale”. Il dono fu reso possibile dal fatto che proprio il braccio sinistro, già nella ricognizione del 1904, risultava lacunoso, e tale lacuna si era poi precisata dopo il furto sacrilego del 7 novembre 1981, quando i ladri, nella fretta di trafugare il corpo, sottrassero busto e arti ma lasciarono testa e maschera d’argento.

Il reliquiario rettangolare

Targhetta in marmo con la scritta a mano Parte dell'omero del braccio sinistro di S. Lucia V. e M.

Targhetta in marmo che identifica la reliquia: “Parte dell’omero del braccio sinistro di S. Lucia V. e M.”. Foto di Alessandro Calabrò.

L’omero è custodito in una urna rettangolare orizzontale in argento e cristallo rivestita all’interno di damasco rosso. Il coperchio è tronco-piramidale ed è sormontato da una statuina dell’Immacolata; la struttura poggia su quattro piedi a forma di leoni in argento traforato, con cariatidi agli angoli e piccole merlature argentee a coronamento. Le pareti sbalzate presentano un fitto repertorio decorativo con motivi floreali a serto, cherubini e racemi vegetali. Una finestrella ovale centrale in cristallo lascia intravedere l’osso disteso su un cuscino, mentre sotto la teca corre un cartiglio in marmo con la scritta calligrafata a mano: “Parte dell’omero del braccio sinistro di S. Lucia V. e M.” (Vergine e Martire). Il manufatto è documentato dal 1988 e per stile (cariatidi, merlature, piedi leonini, cuspide con Immacolata) appartiene al gusto eclettico fra Otto e Novecento. Il reliquiario è conservato nella Cappella di Santa Lucia della Cattedrale di Siracusa ed è visibile gratuitamente durante l’orario di apertura.

Custodia e ostensioni

L’omero viene portato in processione il 13 dicembre di ogni anno, festa del martirio, dalle donne della confraternita lungo l’itinerario che, partendo dalla Cattedrale, attraversa Ortigia e raggiunge la Basilica di Santa Lucia al Sepolcro, sul luogo tradizionale del martirio. Per la festa dell’ottava, il 20 dicembre, l’omero viene riportato in processione in Cattedrale insieme al simulacro argenteo. Esposizioni straordinarie sono avvenute nel 2021 in occasione della pandemia di COVID-19 e nel novembre 2023 a Roma, presso la chiesa di San Salvatore in Lauro: per la prima volta in assoluto le reliquie corporee siracusane raggiunsero la capitale, con celebrazioni presiedute dai cardinali Mauro Piacenza, Dominique Mamberti e Angelo Comastri.

La cannella del braccio

Reliquiario a ostensorio raggiato in argento con teca ovale dorata contenente i frammenti di cannella del braccio di santa Lucia.

Reliquiario a ostensorio raggiato della cannella del braccio, commissionato dall’arcivescovo Giacomo Carabelli nel 1931. Foto di Alessandro Calabrò.

Provenienza secentesca: padre Innocenzo Marcinò

Le altre reliquie del braccio sinistro custodite a Siracusa sono due frammenti di cannella (i due ossi lunghi dell’avambraccio: radio e ulna), popolarmente denominati anche “dito di santa Lucia“. Provengono dalle collezioni asburgiche del Seicento e arrivarono in Sicilia tramite il frate cappuccino siracusano Giuseppe Marcinò da Caltagirone, in religione fra’ Innocenzo (Caltagirone, 1589, Caltagirone, 1655). Eletto Ministro generale dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini il 22 maggio 1643, Marcinò ricoprì il generalato fino al 1650 e nel periodo dei suoi viaggi europei (circa 1644-1650) autenticò e raccolse oltre centocinquanta reliquie di santi presso le corti d’Europa, riportandone una parte significativa in Sicilia. L’iniziativa nacque su mandato del vescovo e del Senato di Siracusa, che gli avevano chiesto di tentare prima il recupero integrale del corpo dalla Repubblica di Venezia: fallita la richiesta, Marcinò compensò il diniego veneziano cercando i frammenti del corpo già donati nei secoli alle case regnanti cattoliche.

Le reliquie raccolte dalle corti d’Europa

Dalle annotazioni di Marcinò, riportate da Maddalena Buscaino, risultano per santa Lucia sei frammenti significativi:

  • un pezzetto dell’osso del braccio donato dall’arciduchessa Claudia di Tirolo (probabilmente Claudia de’ Medici, 1604-1648), poi finito al convento dei Cappuccini di Caltagirone;
  • un pezzo di cannella dell’avambraccio donato dall’arciduchessa Anna;
  • un secondo pezzo di cannella donato da fra’ Cassiano di Anversa, frate cappuccino dei Paesi Bassi spagnoli;
  • un pezzo dell’osso della spalla donato dal duca Massimiliano I di Baviera;
  • una particella di braccio in custodia d’argento, autenticata dal nunzio apostolico Agnello;
  • un frammento del tronco della spalla donato dal vescovo di Siracusa monsignor Giovanni Antonio Capobianco.

I due frammenti di cannella oggi custoditi nel Tesoro della Cattedrale di Siracusa sono identificabili con quelli ottenuti dall’arciduchessa Anna e da fra’ Cassiano di Anversa. Il pezzetto di osso del braccio della Claudia di Tirolo finì invece al convento dei Cappuccini di Caltagirone, dove fu trafugato nel 2002 e restituito anonimamente nel dicembre 2019 tramite una busta deposta nella cassetta postale del convento, recante la scritta “Un peccatore pentito”.

Il reliquiario-ostensorio del 1931

I due frammenti di cannella siracusani sono oggi custoditi in un imponente reliquiario a ostensorio raggiato, eseguito nel 1931 per volontà dell’arcivescovo metropolita di Siracusa monsignor Giacomo Carabelli (1886-1932; arcivescovo dal 13 aprile 1921 al 16 luglio 1932), in occasione della Seconda Settimana per l’Oriente Cristiano. La teca ovale verticale al centro, con cornice dorata traforata e raggiera ad volute lavorate, accoglie le due cannelle in posizione visibile. La parte inferiore del manufatto presenta una base con colonnine che incorniciano immagini a smalto dei santi Pietro, Paolo, Matteo e Giovanni in nicchie, sormontata da una cupoletta con segmenti decorativi incisi e da un nodo vascolare con due putti alati in argento a tutto tondo. L’opera è uno degli esempi più riusciti dell’argenteria siciliana del primo Novecento e viene esposta durante le ostensioni del 13 dicembre, dell’ottava (20 dicembre) e della festa del Patrocinio in maggio.

Le altre reliquie corporee a Siracusa

I tre frammenti di costola nel simulacro argenteo

Dettaglio del simulacro argenteo processionale di santa Lucia, con calice, palma del martirio, croce di Malta sul petto, abito cesellato in argento.

Il simulacro argenteo del 1599, opera di Pietro Rizzo, custodisce nel petto tre frammenti di costola della santa. Foto di Alessandro Calabrò.

All’interno del petto del simulacro argenteo processionale di santa Lucia, capolavoro dell’argenteria siciliana commissionato dal Senato di Siracusa nel 1599 all’argentiere palermitano Pietro Rizzo (formatosi nella bottega di Nibilio Gagini), sono incastonati tre frammenti di una costola della martire, racchiusi in una piccola teca d’oro. La donazione è documentata al 1605 ad opera del gesuita messinese padre Bartolomeo Petracci, che li ottenne dalla Cattedrale di Bari e li consegnò al Senato siracusano; l’inserimento nel petto del simulacro fu il modo in cui la città volle dare massima visibilità devozionale a una reliquia altrimenti modesta. Il simulacro, alto circa 157 centimetri e benedetto pubblicamente nel 1620, raffigura la santa col calice, la palma del martirio, una croce di Malta sul petto e un abito d’argento cesellato; viene custodito nella nicchia centrale della Cappella di Santa Lucia in Cattedrale e portato in processione per la festa del 13 dicembre dai sessanta “berretti verdi” della Deputazione della Cappella.

Il dito e altri frammenti minori

Il Tesoro della Cattedrale conserva inoltre alcune reliquie minori in teche secondarie: tra queste, una piccola teca cilindrica in vetro con sigillo di ceralacca rossa a stella, di tipologia ottocentesca, che custodisce un frammento osseo non meglio identificato dalle fonti pubblicate, e un reliquiario a forma di braccio con falange che la tradizione siracusana identifica con il “dito che la santa avrebbe alzato contro il giudice Pascasio” durante l’interrogatorio narrato dalla Passio: la denominazione popolare “dito di santa Lucia” si applica però comunemente anche ai due frammenti di cannella custoditi nel reliquiario-ostensorio Carabelli del 1931, sicché l’identificazione delle reliquie corporee minori siracusane resta in parte fluida.

Veste, velo e scarpette

Lo stesso argomento in dettaglio (in preparazione): Vestito, velo e scarpette di santa Lucia.
Scarpette antiche in tessuto rosso porpora visibili dentro una cassetta d'argento sbalzato con coperchio piramidale.

Le scarpette in tessuto rosso porpora visibili nella cassetta d’argento del 1651 durante un’ostensione straordinaria. Foto di Alessandro Calabrò.

Oltre alle reliquie ossee, Siracusa custodisce un nucleo di reliquie indirette tradizionalmente identificate con i paramenti originali della santa: una tunica (anche detta saio), un velo e un paio di scarpette. La provenienza è coerente con il verbale del 1904, che attesta a Venezia l’assenza di “veste, fazzoletto e sandali”, forse “tolti quando la santa fu levata dal sepolcro” da Maniace nel 1039. Il nucleo siracusano è custodito in una preziosa cassetta d’argento del 1651, conservata nel Centro Espositivo Luciano della Cattedrale, accanto alla cappella della santa. La cassetta è quadrangolare, con coperchio a leggera piramide e cornici cesellate ad altorilievo, finiali sferici agli angoli, vetro su tutti e quattro i lati che lascia intravedere i tessuti porpora arrotolati al suo interno.

Le ostensioni regolari di queste reliquie indirette avvengono durante la festa del 13 dicembre: per la prima volta in assoluto, il 13 marzo 2026, la veste, il velo e le scarpette sono stati portati in solenne traslazione dalla Cattedrale alla Chiesa di Santa Lucia alla Badia, presieduti dall’arcivescovo Francesco Lomanto e accompagnati dal “carro di Santa Lucia” recuperato per l’occasione.

Le reliquie “siracusane” disperse: Caltagirone, Aci Catena, Palazzolo Acreide

Tre delle reliquie raccolte nel Seicento da padre Innocenzo Marcinò non rimasero a Siracusa, ma furono distribuite ad altre comunità religiose dell’isola, formando un piccolo “patrimonio luciano siciliano” cronologicamente legato alla stessa azione del cappuccino siracusano. Sono incluse in questa scheda, e non in quella sul corpo, perché provenienti dal medesimo nucleo acquisitivo siracusano del Seicento.

  • Caltagirone (CT), convento dei Cappuccini di via dei Cappuccini: il pezzetto dell’osso del braccio donato dall’arciduchessa Claudia di Tirolo, custodito dalla metà del Seicento, trafugato nel 2002 e restituito anonimamente nel dicembre 2019 tramite una busta deposta nella cassetta postale del convento.
  • Aci Catena (CT), chiesa madre di Santa Lucia: una insigne reliquia della martire, donata il 12 dicembre 1666 da suor Vittoria Rossi (al secolo donna Angelica), monaca del monastero di Santa Caterina a Catania e figlia del conte di Castro di Tivoli, ambasciatore spagnolo a Venezia. Le fonti diocesane di Acireale parlano genericamente di “insigne reliquia”, mentre la tradizione locale la qualifica come “dito” e la fonte Buscaino la identifica con un osso della spalla; la reliquia fu incastonata nel petto del simulacro acicatenese del 1666.
  • Palazzolo Acreide (SR): il “braccio proteso al giudice”, per tradizione custodito in un reliquiario d’argento commissionato nel 1654 dai giurati cittadini.

Cronologia delle ostensioni e dei trasferimenti recenti

  • Giugno 1975: prima uscita assoluta del corpo veneziano dalla Laguna, autorizzata dal patriarca Albino Luciani (futuro papa Giovanni Paolo I). Il corpo fu esposto per una settimana nella cattedrale di Pesaro.
  • 7 novembre 1981: furto sacrilego del corpo a San Geremia. I ladri lasciarono testa e maschera d’argento; il corpo, avvolto in panno rosso, fu ritrovato il 12-13 dicembre 1981 in un sacco di plastica al Cason Montiron, capanno nelle barene della laguna veneziana.
  • 13 dicembre 1988: il patriarca cardinale Marco Cè dona l’omero del braccio sinistro all’arcivescovo Calogero Lauricella. La reliquia entra in Cattedrale di Siracusa.
  • 14-22 dicembre 2004: per il XVII centenario del martirio (1700°), il patriarca Angelo Scola autorizza il primo ritorno integrale del corpo a Siracusa. Il corpo è accolto dall’arcivescovo siracusano Giuseppe Costanzo (1989-2008); rientro a Venezia il 22 dicembre.
  • 23 aprile – 4 maggio 2014: prima peregrinatio in Puglia (arrivo a Erchie 23/4 con esposizione dal 24/4 al 2/5; Taranto 2-4/5).
  • 14-22 dicembre 2014: secondo ritorno per il 1710° anniversario, sotto il patriarca Francesco Moraglia, accolto dall’arcivescovo Salvatore Pappalardo.
  • 17-19 novembre 2023: per la prima volta le reliquie corporee siracusane (omero e cannella) raggiungono Roma, ospitate nella chiesa di San Salvatore in Lauro con celebrazioni dei cardinali Mauro Piacenza, Dominique Mamberti e Angelo Comastri.
  • 11 giugno 2024: il Consiglio comunale di Siracusa approva all’unanimità una mozione del consigliere Sergio Bonafede che chiede al Patriarcato di Venezia la restituzione definitiva del corpo. L’Arcidiocesi (giugno 2024) e l’Avvenire (16 giugno 2024) registrano la richiesta civile e la cauta risposta ecclesiastica, che ribadisce la “piena comunione” con Venezia e suggerisce di “valorizzare il quartiere Santa Lucia”.
  • 14-30 dicembre 2024: terzo ritorno integrale del corpo a Siracusa per il 1720° anniversario del martirio e i venti anni dal primo ritorno, nell’ambito dell’Anno Luciano indetto da Lomanto. Il corpo arriva con aereo Polizia di Stato/Aeronautica Militare a Sigonella, poi in elicottero della Polizia con sorvolo a bassa quota della città. Permanenza a Siracusa fino al 26 dicembre, peregrinatio in Sicilia (Carlentini 26/12, Belpasso 27/12, Aci Catena 28/12, Catania Cattedrale 28-29/12 con storico abbraccio con Sant’Agata), partenza da Catania il 30 dicembre. Folla all’ottava processione del 21 dicembre stimata in oltre 80.000 fedeli, processione di 8 ore e 45 minuti.
  • 13 gennaio 2026: prima Festa delle Reliquie (memoria del terremoto del Val di Noto del 1693), con esposizione straordinaria del simulacro.
  • 13 marzo 2026: prima solenne traslazione di veste, velo e scarpette dalla Cattedrale alla Chiesa di Santa Lucia alla Badia, con il “carro di Santa Lucia” recuperato per l’occasione.
  • 2-10 maggio 2026: festa del Patrocinio con Pontificale del vescovo di Noto Salvatore Rumeo (3 maggio) e processione del simulacro e delle reliquie alla Chiesa di Santa Lucia alla Badia.

Galleria fotografica

Quattordici fotografie dei reliquiari principali e degli oggetti correlati, presentate in galleria a scorrimento orizzontale. Su mobile e tablet, scorri con il dito; su desktop, usa il mouse o la barra in fondo.

Accessibilità

Accessibilità motoria

Le reliquie sono custodite all’interno della Cattedrale di Siracusa in piazza Duomo. La Cattedrale è dotata di rampa esterna per disabili nel cortile dell’Arcivescovado (lato sinistro guardando la facciata). L’interno della chiesa è interamente accessibile in carrozzina; la Cappella di Santa Lucia dove sono custoditi l’omero, le cannelle e il simulacro si trova nella navata di destra ed è raggiungibile a piano unico, senza gradini interni. La nicchia centrale della cappella, dove riposa il simulacro argenteo, è in posizione rialzata di alcuni gradini ma con balaustra perimetrale percepibile a distanza ravvicinata. Il Centro Espositivo Luciano della Cattedrale, dove si trova la cassetta d’argento di veste, velo e scarpette, è accessibile dalla sacrestia con percorso step-free. La piazza Duomo, in basolato calcareo bianco di Siracusa, è ampia e percorribile con qualche tratto irregolare. Bagno accessibile: il più vicino è quello del Bar del Duomo, in piazza Duomo, segnalato da Village For All.

L’area è in Zona a Traffico Limitato di Ortigia (lunedì-sabato 11:00-15:30 e 17:00-02:00; domenica e festivi 10:00-02:00). I titolari di contrassegno disabili accedono senza pass, comunicando il transito alla Polizia Municipale entro 48 ore al numero verde 800 632328. Il bus navetta gratuito Linea 110 ferma a Largo Aretusa e Riva della Posta, a circa 200 metri dalla Cattedrale. Durante le grandi processioni del 13 e del 20 dicembre l’afflusso di fedeli rende difficoltoso l’accesso in carrozzina; conviene scegliere fasce orarie meno congestionate, ad esempio le ostensioni feriali in cappella prima e dopo le funzioni serali, o la visita libera nei giorni successivi.

Accessibilità visiva

La Cattedrale di Siracusa è dotata di una mappa tattile in braille con planimetria interna, installata da Sicilia Turismo per Tutti in collaborazione con la Stamperia Regionale Braille di Catania, accessibile dall’ingresso laterale dell’Arcivescovado. La mappa permette di orientarsi tra navate, cappelle e altare maggiore. Per la Cappella di Santa Lucia, in particolare, non esistono ancora targhe in braille né QR code per audio descrizione gratuita: la lettura del cartiglio dell’omero “Parte dell’omero del braccio sinistro di S. Lucia V. e M.” è in calligrafia ottocentesca incisa nel marmo, non leggibile a tatto. Per visite con descrizione assistita è opportuno contattare in anticipo la UICI Siracusa (via Grottasanta 99, telefono 0931 441456, email uicsr@uici.it), che organizza accompagnamenti su prenotazione. La piazza Duomo in basolato calcareo offre buon contrasto cromatico; le balaustre perimetrali della cappella sono percepibili al tatto.

Accessibilità uditiva

Il progetto “Siracusa e Noto anche nella Lingua dei Segni” dell’Associazione Guide Turistiche di Siracusa con Sicilia Turismo per Tutti ed ENS Siracusa include la Cattedrale e la Cappella di Santa Lucia fra le tappe regolari. Visite guidate in LIS con interprete fisso sono organizzate periodicamente; per richiedere una visita personalizzata si contatta ENS Siracusa (via Augusto Murri 20, telefono 0931 33567, email siracusa@ens.it) con preavviso di alcuni giorni. Durante le processioni del 13 dicembre e dell’ottava, le omelie e le invocazioni sono diffuse a voce alta dai sistemi di amplificazione esterni: per il visitatore sordo non è prevista sottotitolazione né interprete LIS continuativo, ma la dimensione visiva della processione (simulacro, reliquiari, “berretti verdi”) rende comunque l’evento fruibile sul piano figurativo.

Accessibilità cognitiva

Non esistono materiali in linguaggio piano (easy-to-read) dedicati alle reliquie luciane. La storia delle traslazioni medievali, dei donatori secenteschi e delle ricognizioni canoniche è complessa per chi non ha familiarità con il lessico ecclesiastico e archivistico. Per la visita conviene affidarsi a un accompagnatore o a un’audio guida fornita dalla parrocchia in occasione delle ostensioni straordinarie (orari e modalità variano di anno in anno). Una versione semplificata della scheda del Comune sulle reliquie sarebbe auspicabile, così come pittogrammi esplicativi delle parti del corpo conservate. La Festa del 13 dicembre con simulacro e reliquie in processione è di per sé l’evento più immediato per un primo contatto con la devozione luciana, scenografico e ripetuto annualmente con uno schema fisso facilmente riconoscibile.

Suggerimenti

Sarebbero auspicabili: l’installazione di un pannello informativo bilingue in italiano e inglese all’ingresso della Cappella di Santa Lucia, con braille e QR code per audio descrizione gratuita; una versione easy-to-read del libretto guida edito dalla Deputazione; la disponibilità di una visita guidata in LIS con interprete fisso almeno una volta l’anno; un percorso podotattile LOGES dalla mappa tattile dell’Arcivescovado fino alla Cappella di Santa Lucia; l’estensione delle ostensioni straordinarie con orari pomeridiani feriali per chi non può partecipare alle processioni dell’ottava per motivi di affollamento o di salute.

Fonti

  • Buscaino, Maddalena. Santa Lucia. Trapani Nostra, 1995. Capitolo IV: ricognizioni e reliquie.
  • Niero, Antonio. Santa Lucia vergine e martire. Stamperia di Venezia, 1955 (3ª ed.).
  • Gervasi, Noemi. Culto di S. Lucia a Siracusa. Tesi di laurea, Università di Padova, 2020.
  • Capodieci, Giuseppe Maria. Santa Lucia nella tradizione, storia ed arte. Siracusa, 1813.
  • Agnello, Salvatore. Siracusa Sacra. Palermo, 1896.
  • Politi, Michelangelo. Dei miracoli di S. Lucia. Napoli, 1874.
  • Bottaro, Dario. Santa Lucia. Siracusa e la Deputazione. Siracusa, 2013.
  • Bollandisti. Acta Sanctorum, December II. Bruxelles, 1864-1867.
  • Stelladoro, Maria. «Santa Lucia». Santi Beati, 2017. Consulta online.
  • Arcidiocesi di Siracusa. «Reliquie di Santa Lucia». Consulta online.
  • Arcidiocesi di Siracusa. «Il corpo di Santa Lucia a dicembre a Siracusa», 15 marzo 2024. Consulta online.
  • Arcidiocesi di Siracusa. «Solenne traslazione delle reliquie di Santa Lucia», 13 marzo 2026. Consulta online.
  • «Siracusa chiede a Venezia le reliquie di Santa Lucia, la Chiesa frena». Avvenire, 16 giugno 2024. Consulta online.
  • «Caltagirone, peccatore pentito restituisce reliquia rubata 17 anni fa». La Sicilia, 23 dicembre 2019. Consulta online.
  • «Le reliquie di Santa Lucia da Venezia a Siracusa». La Nuova Venezia, 14 dicembre 2024. Consulta online.
  • «Storico abbraccio tra le reliquie di Santa Lucia e Sant’Agata». Siracusa Press, 28 dicembre 2024. Consulta online.
  • «Le reliquie di Santa Lucia a Roma per la prima volta». Acistampa, 13 novembre 2023. Consulta online.
  • «Ritorno definitivo di Santa Lucia a Siracusa, mozione approvata all’unanimità». Siracusa News, giugno 2024. Consulta online.
  • «Folla oceanica di oltre 80mila fedeli per l’ottava di Santa Lucia». Libertà Sicilia, 20 dicembre 2024. Consulta online.
  • Diocesi di Acireale. «Santa Lucia, il corpo della Santa Martire ad Aci Catena». 26 dicembre 2024. Consulta online.
  • «Erchie, in migliaia per le spoglie di santa Lucia». BrindisiReport, 27 aprile 2014. Consulta online.
  • Treccani. «Innocenzo da Caltagirone». Dizionario Biografico. Consulta online.
  • Aretusapedia. «Corpo di Santa Lucia». Consulta online.
  • Aretusapedia. «Santa Lucia». Consulta online.
  • Aretusapedia. «Basilica Santuario di Santa Lucia al Sepolcro». Consulta online.
  • Diocèse de Metz. «Sainte Lucie». Consulta online.

Scheda aggiunta da Alessandro Calabrò il 1° Maggio 2026.

Tabella dei Contenuti

Indirizzo
Cappella di Santa Lucia, Cattedrale di Siracusa, Piazza Duomo, Ortigia, 96100 Siracusa.
Quartiere / Zona
Ortigia – rione Duomo
Epoca / Secolo
Reliquie acquisite tra il XVII e il XX secolo (donazioni dal Seicento, omero 1988).
Accessibilità
🦽 Motoria, Cattedrale interamente accessibile con rampa nel cortile dell’Arcivescovado; Cappella di S. Lucia step-free.
👁️ Visiva, Mappa tattile in braille all’ingresso laterale della Cattedrale; cartiglio dell’omero non leggibile a tatto.
👂 Uditiva, Cattedrale inclusa nel progetto “Siracusa anche nella LIS” di ENS Siracusa con visite con interprete su prenotazione.
🧠 Cognitiva, Nessun materiale easy-to-read dedicato; processione del 13 dicembre evento immediato e ricorrente.
Orari o note pratiche

Le reliquie sono visibili gratuitamente nella Cappella di Santa Lucia della Cattedrale di Siracusa (piazza Duomo, Ortigia) durante l’orario di apertura: tutti i giorni 8:00-18:00 (orario indicativo, può variare in occasione di celebrazioni).

Ostensioni straordinarie:

  • 13 dicembre (festa del martirio): processione del simulacro e dei reliquiari dalla Cattedrale alla Basilica di Santa Lucia al Sepolcro;
  • 20 dicembre (ottava): processione di rientro in Cattedrale;
  • 13 gennaio (Festa delle Reliquie, dal 2026): esposizione straordinaria del simulacro;
  • Prime due domeniche di maggio (Festa del Patrocinio): processione e ostensione di simulacro, reliquiari e veste/velo/scarpette.

Contatti: Cattedrale di Siracusa, telefono 0931 65328; Arcidiocesi di Siracusa, Piazza Duomo 5, telefono 0931 66571; Deputazione della Cappella di Santa Lucia (ente laicale di custodia, attivo dal 1541).

Come arrivare: bus navetta gratuito Linea 110 del Comune (servizio H24, fermate “Riva della Posta” o “Largo Aretusa”, a circa 200-300 metri); a piedi dal Ponte Umbertino in 10-15 minuti via Corso Matteotti, Piazza Archimede, Via Picherali. ZTL Ortigia: lunedì-sabato 11:00-15:30 e 17:00-02:00, domenica e festivi 10:00-02:00. Accesso ZTL libero per titolari di contrassegno disabili (comunicazione del transito al numero verde 800 632328 entro 48 ore).

Servizi accessibili: Cattedrale dotata di rampa nel cortile dell’Arcivescovado e di mappa tattile in braille; Bar del Duomo (Piazza Duomo) con bagno accessibile. Per visite assistite contattare UICI Siracusa (0931 441456) o ENS Siracusa per visite in LIS (0931 33567).