
| Nome secolare | Adelaide Di Mauro |
| Nome religioso | Suor Chiara Francesca di Gesù Agonizzante |
| Nata | 5 luglio 1890, Siracusa |
| Deceduta | 13 settembre 1932, Siracusa (42 anni) |
| Ordine | Terziaria Clarissa (OSC) |
| Monastero | Montevergine alla Giostra (Messina), 1924–1926 |
| Vestizione | 19 giugno 1925 |
| Professione voti | 21 giugno 1926 |
| Fenomeni mistici | Stimmate, estasi, bilocazioni, profezie |
| Soprannomi popolari | «La monaca santa di Siracusa»; «il Padre Pio al femminile» |
| Titolo canonico | Serva di Dio (dal 16 luglio 1983) |
| Postulatore | Mons. Vincenzo Annino (nominato 14 settembre 1977) |
| Processo | Aperto 16/7/1983; fase diocesana, attualmente riattivata |
| Sepoltura | Cappella di Santa Rita, Chiesa dei Cappuccini, Siracusa (dal 10 novembre 1999) |
| Memoria civica | «Salita Suor Chiara di Mauro», Grottasanta (Siracusa), 13 settembre 2023 |
Suor Chiara Francesca di Gesù Agonizzante, al secolo Adelaide Di Mauro (Siracusa, 5 luglio 1890 – Siracusa, 13 settembre 1932), è stata una religiosa italiana, terziaria clarissa francescana, mistica stigmatizzata, oggi venerata come Serva di Dio dalla Arcidiocesi di Siracusa. La devozione popolare siracusana la ricorda con i soprannomi di «monaca santa di Siracusa» e, per le analogie della sua esperienza mistica con quella di Padre Pio da Pietrelcina – suo coetaneo e anch’egli stigmatizzato – di «Padre Pio al femminile».
Sposata e madre di tre figli, rimasta vedova a ventotto anni, entrò nel monastero delle Clarisse di Montevergine alla Giostra, nel sobborgo di Messina, il 14 settembre 1924; prese l’abito religioso il 19 giugno 1925 e professò i voti il 21 giugno 1926. Non poté emettere i voti perpetui per il manifestarsi di fenomeni mistici (stimmate, estasi) e fu allontanata dal monastero, continuando la propria esperienza spirituale in forma eremitica nel quartiere siracusano di Grottasanta. Morì a Siracusa il 13 settembre 1932 in concetto di santità, presso il Villino Romano in viale Tunisi 5.
Il processo di beatificazione fu aperto il 16 luglio 1983 dall’arcivescovo Calogero Lauricella; da quella data la religiosa è Serva di Dio. Dopo una prima fase diocesana arrestatasi nel 1997, la causa è stata riattivata a partire dal 2021 sotto l’attuale arcivescovo Francesco Lomanto, anche grazie all’azione dell’Associazione «Amici di Suor Chiara Di Mauro». I suoi resti mortali sono conservati dal 10 novembre 1999 nella cappella di Santa Rita all’interno della Chiesa dei Cappuccini di Siracusa (Parrocchia Maria SS. della Misericordia e dei Pericoli), meta di costante devozione locale.
Biografia
Infanzia e famiglia

Adelaide Di Mauro nacque a Siracusa il 5 luglio 1890, primogenita di sei figli di una famiglia della borghesia siracusana. La casa natale è tradizionalmente identificata in via Arianna 5 (oggi vicolo I alla Giudecca), nel quartiere di Ortigia. Fu battezzata il 13 aprile 1891 nella Cattedrale di Siracusa dal canonico Nunzio Agnello. Fin da bambina manifestò, secondo le testimonianze raccolte in fase processuale, una precoce sensibilità religiosa e una tendenza al ritiro orante che mal si conciliavano con le aspettative familiari. La madre morì il 10 gennaio 1917; fra i fratelli è documentato Corrado Di Mauro, la cui cappella funeraria al cimitero di Siracusa avrebbe ospitato le spoglie della religiosa dal 1956 al 1999.
Matrimonio, maternità e vedovanza
Nonostante l’aspirazione alla vita religiosa, Adelaide fu avviata dai genitori a un matrimonio combinato. Le nozze con il siracusano Giuseppe Cortada furono celebrate l’11 giugno 1910 nella chiesa di San Giovanni Battista a Siracusa. Dall’unione nacquero tre figli; due di essi morirono in giovanissima età, evento che la tradizione agiografica indica come l’avvio della sua «notte oscura» e di un cammino spirituale di tipo vittimale.
L’equilibrio familiare fu definitivamente spezzato dalla pandemia di influenza spagnola: il 18 gennaio 1919 Giuseppe Cortada morì per complicazioni influenzali. Adelaide, vedova a ventotto anni, trovò nello stato vedovile l’occasione per tornare alla propria vocazione religiosa. Il 4 marzo 1920 si iscrisse all’Arciconfraternita delle Dame Sacramentine e, nel 1921, al Terz’Ordine Francescano Secolare presso la chiesa dell’Immacolata a Siracusa, dove emise la professione come terziaria assumendo un impegno formale di vita evangelica nel mondo.
Vestizione e vita monastica a Messina
Il 14 settembre 1924 Adelaide fu ammessa al Monastero delle Clarisse di Santa Maria di Montevergine alla Giostra, nel sobborgo di Messina. La solenne vestizione monastica si celebrò il 19 giugno 1925 per mano del canonico Annibale Maria Di Francia (1851-1927), fondatore dei Rogazionisti, figura di spicco della santità siciliana dell’epoca e proclamato santo da papa Giovanni Paolo II nel 2004. In tale occasione Adelaide assunse il nome religioso di Suor Chiara Francesca di Gesù Agonizzante, in onore di Chiara d’Assisi e del Cristo agonizzante, nucleo centrale della sua spiritualità riparatrice. La professione semplice seguì il 21 giugno 1926.
Durante gli anni messinesi cominciarono a manifestarsi i fenomeni mistici (vedi §«Esperienze mistiche»), che indussero la comunità monastica a dubitare della loro compatibilità con la regolare vita claustrale. La religiosa non fu ammessa alla professione perpetua. Il 21 febbraio 1929 Suor Chiara uscì dal monastero e fece rientro a Siracusa, mantenendo l’abito clarissiano, la regola di vita e i voti semplici.
Eremitaggio a Grottasanta

Dopo il rientro da Messina, Suor Chiara non trovò stabilità in alcuna comunità religiosa: le fonti registrano un vero peregrinare «di esilio urbano». Fu ospite, in successione, delle Suore del Sacro Cuore al seminario (febbraio 1929), dell’Ospizio di Mendicità presso i Cappuccini (luglio 1929), dell’Istituto Natività delle Figlie della Carità (1930) e della casa della signora Spadola a Ragusa (1931).
Il luogo che definì più a lungo la sua spiritualità fu il quartiere siracusano di Grottasanta, sulle alture a ovest della città, in prossimità della Chiesa di Santa Maria Addolorata e della cosiddetta Grotta delle Rivelazioni (o Grotta Santa), cavità rocciosa carsica già legata alla devozione popolare cittadina. In questa grotta, secondo la documentazione raccolta dai Cappuccini, la religiosa visse a più riprese in condizioni eremitiche prima della vestizione, e ancora negli anni della maturità vi si ritirava per lunghe veglie di preghiera.
Negli ultimi mesi di vita cambiò residenza più volte, alla ricerca di maggior riserbo per i fenomeni mistici:
- Villino Sirchia/Leone (dicembre 1931 – marzo 1932): secondo le testimonianze «i mattoni del pavimento rimanevano sempre impregnati di sangue» per effetto delle stimmate;
- Villino Gattuso (da marzo 1932): con altare domestico, crocifisso e lampada ad olio considerato dai devoti taumaturgico;
- Villino Romano, viale Tunisi 5: ultima dimora, luogo del decesso.
I padri spirituali
La direzione spirituale di Suor Chiara fu affidata, in tempi successivi, ad alcuni sacerdoti siracusani le cui testimonianze costituiscono oggi il nucleo documentario della causa:
- Padre Samuele Cultrera, OFM Cap., confessore negli ultimi anni, principale testimone della vita interiore e prima biografa della religiosa; raccolse fra il 1952 e il 1954 le deposizioni di familiari, vicini, medici e religiosi in dieci fascicoli oggi conservati nell’Archivio Storico della Provincia dei Frati Minori Cappuccini e nell’Archivio Storico Diocesano di Siracusa;
- Padre Sebastiano Uccello, religioso dei Sacramentini (nato 1884), direttore spirituale dal 1929 fino al divieto episcopale di ulteriori contatti;
- Padre Giuseppe Cannarella, subentrato a Uccello come confessore;
- Monsignor Giacomo Carabelli, arcivescovo di Siracusa 1921-1932, sostenitore ambivalente della religiosa;
- Monsignor Giovanni Musumeci, Vicario generale della Curia siracusana, indicato dalla tradizione locale come oppositore della mistica.
Esperienze mistiche
Stimmate
Il fenomeno più noto della vita religiosa di Suor Chiara è quello delle stimmate. Le testimonianze processuali descrivono piaghe aperte alle mani, ai piedi, al costato e alla fronte – cioè le cinque piaghe più la corona di spine – che si manifestavano con ciclicità settimanale: il giovedì e il venerdì la religiosa riviveva in estasi la Passione di Cristo e le ferite si riaprivano con perdita consistente di sangue. I primi episodi risalgono agli anni di Montevergine (1924-1926) e furono fra le cause dell’allontanamento. Le piaghe permasero, con alternanze di rimarginazione e riapertura, per tutta la vita. Il copricapo bianco usato per le visite, ancora conservato presso i Cappuccini, reca evidenti tracce di sangue in corrispondenza della fronte.

Estasi, visioni, profezie
Accanto alle stimmate, le fonti agiografiche attribuiscono a Suor Chiara un ampio repertorio di fenomeni soprannaturali: estasi prolungate, visioni mariane e cristologiche, scrutatio cordis (capacità di leggere nel cuore degli interlocutori), locuzioni interiori e profezie, fra cui quella della morte dell’arcivescovo Carabelli, avvenuta il 16 luglio 1932 a pochi mesi dall’annuncio. È riportata come partecipe, in forma mistica, della comunione eucaristica senza intervento sacerdotale, secondo una tradizione agiografica attestata già per altri mistici contemporanei. Un elemento ricorrente delle testimonianze sono le guarigioni prodigiose attribuite alla sua intercessione: la famiglia Minardi e il bambino paralitico della famiglia Zappulla sono citati nei memoriali dei primi devoti.
Penitenze e ascesi
Le pratiche penitenziali di Suor Chiara, descritte dalle deposizioni raccolte da padre Cultrera, comprendevano il cilicio con chiodi a uncino, il riposo sul pavimento, il digiuno prolungato sostenuto dalla sola preghiera e dalla comunione eucaristica, una volontaria trascuratezza dell’igiene e del vestire come forma di mortificazione interiore.
Il parallelo con Padre Pio da Pietrelcina
La coincidenza temporale con la biografia di Padre Pio da Pietrelcina (1887-1968) – coetaneo, stigmatizzato permanente a partire dal 1918, frate cappuccino – è all’origine del soprannome popolare di «Padre Pio al femminile» attribuito a Suor Chiara. Non risultano contatti diretti fra i due, ma i biografi sottolineano affinità puntuali: le stimmate cicliche, la devozione mariana, l’attività caritativa verso poveri e malati, l’iniziale sospetto di una parte delle gerarchie ecclesiastiche.
Morte e fama postuma
Suor Chiara morì a Siracusa il 13 settembre 1932, all’età di quarantadue anni, nel Villino Romano di viale Tunisi 5, dopo una breve malattia. I funerali, celebrati nei giorni immediatamente successivi, richiamarono un concorso di popolo inatteso per una figura priva di riconoscimento canonico; la salma fu tumulata nel cimitero comunale di Siracusa, in un loculo messo a disposizione dalla famiglia Atanasio.
La fama di santità non si esaurì con la morte: il sepolcro divenne subito meta di pellegrinaggi privati, testimonianze di grazie ricevute e raccolte di oggetti personali come reliquie. Padre Samuele Cultrera avviò negli anni Cinquanta la prima sistematica raccolta di documentazione, con dieci fascicoli poi trasmessi alla Curia e alla Provincia cappuccina.

Sepoltura e traslazioni
Sepoltura cimiteriale (1932-1956). La salma di Suor Chiara rimase nel colombario della famiglia Atanasio al cimitero comunale di Siracusa per oltre due decenni, oggetto di devozione privata.
Prima traslazione (aprile 1956). Il 19 aprile 1956 si procedette a una prima ricognizione delle spoglie; una settimana dopo, il 26 aprile 1956, i resti furono trasferiti nella cappella funeraria del fratello Corrado Di Mauro, all’interno dello stesso cimitero, sistemazione più dignitosa ma ancora di àmbito privato.
Traslazione ai Cappuccini (1999). Il 10 novembre 1999, ottenute le autorizzazioni civili ed ecclesiastiche su istanza del postulatore mons. Vincenzo Annino, i resti mortali furono solennemente trasferiti nella Chiesa dei Cappuccini di Siracusa, nella cappella di Santa Rita, dove riposano tuttora in un arcosolio marmoreo. La scelta della cappella presenta un parallelo biografico-spirituale: santa Rita da Cascia fu anch’ella sposa, madre e poi religiosa agostiniana, come Suor Chiara.
Processo di beatificazione
La lunga fama di santità e la documentazione raccolta da padre Cultrera maturarono nella formale apertura della causa canonica di beatificazione.
- 14 settembre 1977: mons. Calogero Lauricella, arcivescovo di Siracusa, nomina mons. Vincenzo Annino postulatore della causa di Suor Chiara Di Mauro.
- 16 luglio 1983: mons. Lauricella decreta ufficialmente l’apertura della fase diocesana del processo di beatificazione. Da questa data Suor Chiara è Serva di Dio. Delegato episcopale è mons. Salvatore Iacono.
- 1984-1997: si svolgono oltre venti sessioni di raccolta testimoniale e esame documentario.
- 20 giugno 1989: muore mons. Lauricella.
- 1997: la fase diocesana si arresta nella fase conclusiva. Gli atti non vengono trasmessi alla Congregazione delle Cause dei Santi a Roma.
- 2021: sotto l’attuale arcivescovo mons. Francesco Lomanto (in carica dal 2020) la causa viene riattivata, anche per impulso della neonata Associazione «Amici di Suor Chiara Di Mauro».
Allo stato attuale la religiosa resta Serva di Dio: non è ancora stata dichiarata Venerabile, né risultano miracoli ufficialmente riconosciuti. Le numerose testimonianze di guarigione raccolte dall’Associazione non sono state oggetto di positiva ricognizione canonica.
Memoria civica e devozione
L’Associazione «Amici di Suor Chiara Di Mauro»
L’Associazione è stata eretta canonicamente nel 2021 per volontà dell’arcivescovo Francesco Lomanto e costituita per atto notarile il 19 maggio 2021 presso il notaio Bellucci di Siracusa. Ha sede nella Parrocchia Maria SS.ma Addolorata di Grottasanta (via dei Servi di Maria 8), presso la chiesa dei Servi di Maria; presidente è Maria «Marilena» Mangiafico, assistente ecclesiastico padre Felice Pumilia O.S.M. Il direttivo comprende la vice-presidente e cancelliere Tiziana Conigliaro, la tesoriera Rossana Petrillo, il segretario Carmelo Scandurra e la consigliera Anna Fazio. L’Associazione è riconosciuta dall’Arcidiocesi di Siracusa come associazione privata di fedeli ed è codificata con codice fiscale 93095180894.
L’Associazione cura il sito suorchiaradimauro.it, organizza conferenze, mostre documentarie e celebrazioni liturgiche annuali, e raccoglie nuove testimonianze di grazie per la futura ripresa della causa.
La «Salita Suor Chiara di Mauro» a Grottasanta
Il 13 settembre 2023, in occasione del 91° dies natalis, il Comune di Siracusa ha ufficialmente intitolato alla religiosa la scalinata che dal quartiere di Grottasanta conduce alla Grotta delle Rivelazioni, luogo del suo eremitaggio. La targa è stata svelata dal sindaco Francesco Italia con l’assessore alla toponomastica Teresella Celesti; l’iter amministrativo era stato aperto dalla commissione toponomastica il 18 ottobre 2022 e approvato in Consiglio comunale il 16 gennaio 2023.
Celebrazioni annuali
Ogni 13 settembre la Chiesa dei Cappuccini di Siracusa ospita la messa del dies natalis, con una partecipazione crescente di fedeli. Al 2025 si è celebrato il 93° anniversario. Negli anni recenti si segnalano fra i principali eventi:
- settembre 2020: in occasione del 90° anniversario della morte, mostra documentaria e delle reliquie allestita alla Biblioteca dei Cappuccini, con presentazione nelle navate della chiesa;
- 21 novembre 2022: reading teatrale «San Pio presenta Suor Chiara. Due storie parallele», Chiesa dei Cappuccini;
- 31 ottobre 2024: uscita del libro per bambini di Rossana Petrillo, Suor Chiara Di Mauro. Una storia vera;
- novembre-dicembre 2025: incontro formativo AIMC alla Biblioteca dei Cappuccini (14 novembre) e annuncio del docufilm «Suor Chiara Di Mauro. La monaca santa di Siracusa» presentato al Comune di Siracusa (15 dicembre 2025);
- 19 aprile 2026: «Santa Lucia e Suor Chiara Di Mauro: una Luce che continua», Basilica Santuario di Santa Lucia al Sepolcro, con dialogo fra Marilena Mangiafico e Pucci Piccione; apertura di fra Daniele Cugnata OFM, introduzione di Emilio Aliffi.
Iconografia, reliquie e oggetti personali
L’iconografia tramandata di Suor Chiara comprende un piccolo corpus di fotografie d’epoca (ritratto da sposa giovanile; ritratto da clarissa in estasi) conservate in originale dai familiari e dall’Associazione. Le principali reliquie corporali e di contatto sono custodite presso la Biblioteca dei Cappuccini di Siracusa (Largo Latomie 1) e comprendono:
- bende insanguinate delle mani, dei piedi e del costato;
- cotone usato nelle medicazioni;
- il cilicio con chiodi a uncino;
- il cingolo francescano, il crocifisso personale, scarpette, la lampada ad olio dell’altare di Villino Gattuso.
Pubblicazioni
- Marilena Mangiafico, Suor Chiara Di Mauro. Una mistica tra il chiostro e il secolo, Lombardi Editore, Siracusa, 2019 (seconda edizione aggiornata 2024): è la biografia di riferimento, nata dalla consultazione dei fascicoli Cultrera. Presentata ufficialmente a Siracusa nel giugno 2019.
- Rossana Petrillo, Suor Chiara Di Mauro. Una storia vera, 31 ottobre 2024: versione divulgativa per bambini.
- Carmelo Midolo, Suor Chiara Di Mauro, la «monaca santa» di Siracusa, voce agiografica su Santi e Beati, 2006.
- Padre Samuele Cultrera OFM Cap., Fascicoli processuali 1952-1954 (10 faldoni), Archivio Storico della Provincia dei Frati Minori Cappuccini e Archivio Storico Diocesano di Siracusa.
Fonti
- Associazione Amici di Suor Chiara Di Mauro, Sito ufficiale, suorchiaradimauro.it; sezioni Storia, Manifestazioni mistiche, Le abitazioni, Il processo canonico, Le reliquie, Il clero, Le guarigioni prodigiose, Le virtù eroiche, Associazione.
- Cammino di Siracusa, Conosciamo Suor Chiara Di Mauro – Il processo di beatificazione, dicembre 2023, camminosiracusa.it.
- Siracusa News, Suor Chiara Di Mauro, la mistica siracusana tra silenzio, stimmate e carità, siracusanews.it.
- Siracusa News, Siracusa ricorda Suor Chiara Di Mauro, la «monaca santa»: il 13 settembre il 93° anniversario della morte, settembre 2025, siracusanews.it.
- Antonio Randazzo, Siracusani – Chiara Di Mauro, antoniorandazzo.it.
- Giulietta Irene Gionfriddo, Siracusa ricorda Suor Chiara Di Mauro, la monaca santa, Sikelian, sikelian.it.
- Giulietta Irene Gionfriddo, Siracusa rinnova la memoria di Suor Chiara Di Mauro, Sikelian, sikelian.it.
- Siracusa Oggi, Intitolata a Suor Chiara Di Mauro la salita di Grottasanta. La storia della «monaca santa», settembre 2023, siracusaoggi.it.
- Siracusa 2000, Da oggi nella toponomastica cittadina c’è la Salita Suor Chiara di Mauro, 13 settembre 2023, siracusa2000.com.
- Siracusa 2000, Arriva un docufilm che racconta la vita e la storia di Suor Chiara Di Mauro, dicembre 2025, siracusa2000.com.
- Arcidiocesi di Siracusa, San Pio presenta Suor Chiara, 17 novembre 2022, arcidiocesi.siracusa.it.
- Arcidiocesi di Siracusa, Santa Lucia e Suor Chiara Di Mauro: una Luce che continua, 16 aprile 2026, arcidiocesi.siracusa.it.
- Siracusa Press, Suor Chiara Di Mauro, la monaca santa di Siracusa, al centro di un incontro formativo, siracusapress.it.
- Libertà Sicilia, I misteri delle clarisse con le stimmate: Suor Chiara Di Mauro, la passione e la croce alla chiesa del villaggio Miano, libertasicilia.it.
- San Francesco Patrono d’Italia, I misteri della clarisse con le stimmate: Suor Chiara Di Mauro, sanfrancescopatronoditalia.it.
- Teleradio Padre Pio, Suor Chiara Di Mauro, mistica tra il chiostro e il secolo, teleradiopadrepio.it.
- Comune di Siracusa, eventi istituzionali su Suor Chiara Di Mauro: «Il dono della fede», «Storia, valori, attualità», presentazione del docufilm.
- Voce Suor Chiara Francesca di Gesù Agonizzante, in Wikipedia in italiano, it.wikipedia.org.
- Adelaide Di Mauro: una mistica «scomoda», in La Civetta di Minerva, lacivettapress.it.
- Cammino di Siracusa, Ricordata Suor Chiara nella «Grotta Santa», camminosiracusa.it.
- Cammino di Siracusa, Suor Chiara Di Mauro e Santa Lucia: due luci a Siracusa, camminosiracusa.it.
- La Gazzetta Siracusana, Intitolazione scalinata di Grottasanta a Suor Chiara Di Mauro, lagazzettasiracusana.it.
- Comune di Siracusa, Chiesa di Santa Maria Addolorata a Grottasanta, comune.siracusa.it.
Scheda redatta da Alessandro Calabrò il 20 aprile 2026, con fotografie d’epoca cortesi dell’Associazione Amici di Suor Chiara Di Mauro.