![]() Vista frontale dell’edicola al civico 15 con i due vasi in maiolica (foto A. Calabrò, 2026) | |
| Dati identificativi | |
| Tipo | Edicola a nicchia rettangolare con vetrata |
|---|---|
| Dedica | Santa Lucia Vergine e Martire |
| Indirizzo | Via Cavour 15, Ortigia |
| Quartiere | Ortigia – quartiere Bottari (già via dei Bottai) |
| Dati architettonici | |
| Misure edicola | 60 × 90 cm (rilievo Romano 1991) |
| Profilo | Nicchia rettangolare ricavata dalla parete muraria |
| Cornice | Riquadro in pietra calcarea bianca |
| Chiusura (1991) | Cancelletto in ferro battuto verniciato di bianco + lastra di vetro |
| Chiusura (2026) | Sola lastra di vetro entro telaio metallico nero; cancelletto non più in opera |
| Illuminazione | Elettrica interna, attiva nelle ore serali |
| Iconografia | |
| Soggetto | Statua di Santa Lucia stante |
| Materiale | Gesso (rilievo Romano 1991) |
| Modello iconografico | Copia del simulacro conservato nella cappella di Santa Lucia in Cattedrale |
| Finitura | Vernice argentea sul manto, particolari dorati |
| Attributi (mano destra) | Piatto con gli occhi e fiamma divina |
| Attributi (mano sinistra) | Palma del martirio |
| Decorazioni votive (2026) | |
| Vasi in maiolica | Due, con scritta «LUCIA Patrona di Siracusa», fissati ai lati della nicchia |
| Drappo votivo | Telo bianco con bordo in piastrelle maiolicate gialle e blu |
| Catalogazione | |
| Censimento Romano 1991 | Scheda n. 29 («S. Lucia V. M. Siracusana, Via Cavour n. 15, Bottari») |
| Chiesa di riferimento storico | Santa Lucia la Piccola (S. Luciuzza, dei Disciplinati), fondata nel 1427, demolita nel 1934 |
L’edicola votiva di Santa Lucia in via Cavour 15 è una nicchia devozionale collocata nel cuore del quartiere Bottari di Ortigia, lungo l’antica via dei Bottai. La struttura conserva una statua argentata della patrona di Siracusa modellata sul simulacro che si custodisce in Cattedrale, e segna l’esatta posizione di una chiesa medievale oggi scomparsa: Santa Lucia la Piccola, fondata nel 1427 e demolita nel 1934 durante lo sventramento che aprì l’attuale Corso Matteotti.
Censita da Michele Romano nel volume Le edicole votive a Siracusa (1991) con il numero 29 e la denominazione «S. Lucia V. M. Siracusana, Via Cavour n. 15 (Bottari)», l’edicola è l’unica testimonianza materiale superstite del complesso ecclesiastico di cui ha preso il posto sull’asse viario rinnovato.

Origini storiche: la chiesa scomparsa di Santa Lucia la Piccola
Il sito su cui sorge l’edicola coincide con quello dell’antica chiesa di Santa Lucia la Piccola, nota anche come S. Luciuzza o chiesa dei Disciplinati. Secondo lo storico siracusano Serafino Privitera, l’edificio fu costruito nel 1427 nel luogo in cui, secondo la tradizione devozionale locale, il proconsole Pascasio avrebbe condotto Santa Lucia durante le persecuzioni dioclezianee.
L’edificio aveva pianta ad aula mononavata di circa 8 × 16 metri, abside piatta e una piccola sagrestia affacciata su un giardino. Nel XVII secolo divenne sede della corporazione dei bottai e dei falegnami, attiva nel quartiere medievale denominato Lu Burdellu, all’epoca area di fondaci, taverne e attività di prostituzione legate al traffico portuale.
Tra gli arredi sacri originari si segnala una pala d’altare di Daniele Monteleone raffigurante Santa Lucia e la madre Eutichia in pellegrinaggio alla tomba di Sant’Agata, oggi conservata nella chiesa dei Gesuiti di Siracusa.
Il quartiere Bottari e lo sventramento del 1934
Via Cavour costituisce l’asse storico del quartiere Bottari, uno dei nove quartieri tradizionali di Ortigia, il cui nome deriva dalla compatta presenza di botteghe di bottai attive almeno dal medioevo. La denominazione attuale sostituisce l’antico toponimo via dei Bottai, mutato con la toponomastica unitaria postrisorgimentale.
Tra il 1933 e il 1936 il quartiere fu interessato dal progetto di rinnovamento urbano dell’ingegnere Barreca, finanziato dal Banco di Sicilia e dalla Cassa di Risparmio Vittorio Emanuele per le Province Siciliane. Il piano prevedeva la demolizione del nucleo edilizio compreso fra via Dione e via Cavour, ritenuto fatiscente, e l’apertura di un’arteria di rappresentanza, l’allora via del Littorio (oggi Corso Matteotti), inaugurata intorno al 1936.
Nel quadro di tali interventi, nel 1934 la chiesa di Santa Lucia la Piccola, già in stato di abbandono e con lesioni murarie significative, fu venduta e demolita per fare spazio a un edificio residenziale. La nicchia di via Cavour 15, ricavata nella muratura del nuovo prospetto edilizio, è quanto rimase del culto liturgico che si svolgeva sul sito.
Descrizione architettonica
La nicchia è ricavata interamente dalla parete muraria che la ospita; un semplice profilo rettangolare in pietra calcarea bianca incornicia la statua della Santa. Nel rilievo condotto da Michele Romano nel 1991 «un cancelletto, in ferro battuto, verniciato di bianco, e una lastra di vetro» difendevano l’incavo, le cui misure complessive erano di 60 × 90 cm; all’interno era già attiva un’illuminazione elettrica.
Allo stato attuale (rilievo fotografico 2026) il cancelletto in ferro battuto non risulta più visibile sul prospetto: la nicchia è oggi chiusa unicamente dalla lastra di vetro inserita in un telaio metallico verniciato di nero. La cornice esterna in pietra è regolarmente tinteggiata, con lievi segni di umidità ascendente sulla base.
Iconografia
La scultura, in gesso, raffigura Santa Lucia in posizione stante. Romano nel 1991 ne registrava la finitura: «la statua è rivestita di una vernice argentea, mentre altri particolari sono dorati». L’opera è esplicitamente una copia del simulacro conservato nella cappella di Santa Lucia in Cattedrale, di cui riprende postura, manto argenteo e attributi.
La Santa sorregge con la mano destra il piatto con gli occhi e la fiamma divina, e con la mano sinistra la palma del martirio. La veste argentea richiama il manto in lamina d’argento del simulacro maggiore custodito in Cattedrale, opera dell’argentiere palermitano Pietro Rizzo databile al 1599.

Decorazioni votive contemporanee
Il prospetto attorno alla nicchia conserva un apparato decorativo curato dai fedeli e dagli abitanti dello stabile. Ai lati della finestra sono fissati due vasi in maiolica caltagironese, di forma piatta a mensola, recanti la scritta «LUCIA / Patrona di Siracusa» in lettere capitali su campo bianco con tralci floreali policromi.
Al di sotto della nicchia è disposto un drappo bianco con bordura in piastrelle maiolicate dai motivi geometrici gialli e blu, sostituito in occasione delle ricorrenze della Santa (13 dicembre e prima domenica di maggio per la festa di Santa Lucia delle quaglie). I vasi laterali contengono fiori freschi, segno di una devozione attiva e continuativa.
Sopra la nicchia, sulla parete, è installata una telecamera di sorveglianza privata, riconducibile all’attività commerciale che insiste al piano terra dell’edificio.
Stato di conservazione
Romano nel 1991 annotava che l’edicola si trovava «in ottime condizioni dovute soprattutto all’attenzione dei commercianti alla Santa devoti», restituendo così il dato culturalmente rilevante che la manutenzione era già allora affidata alle attività commerciali del quartiere Bottari piuttosto che a un ente religioso istituzionale.
A oltre trent’anni di distanza l’edicola si presenta tuttora in buono stato conservativo. Rispetto al rilievo del 1991 si registrano due variazioni: la mancata presenza visibile del cancelletto in ferro battuto sul prospetto, e l’aggiunta dei due vasi in maiolica con la scritta «LUCIA Patrona di Siracusa» e del drappo bianco con bordura maiolicata. La struttura muraria della nicchia non mostra segni di cedimento; la lastra di vetro è integra e periodicamente pulita.
Non risultano interventi di restauro promossi da enti pubblici o associazioni cittadine documentati su fonti ufficiali. La cura quotidiana ricade tuttora sull’esercizio commerciale al piano terra dello stabile e sulla devozione popolare di vicinato, in linea con quanto già rilevato nel 1991.
Accessibilità
Accessibilità motoria
La pavimentazione di via Cavour è in lastroni di pietra lavica e calcarea regolari, con sconnessioni puntuali in corrispondenza dei giunti. La via è pedonale e raggiungibile tramite Corso Matteotti dal lato del Foro Vittorio Emanuele e dal lato di piazza Archimede. L’edicola è collocata in elevazione, alla quota corrispondente al primo piano dell’edificio: non è quindi accessibile fisicamente, ma resta osservabile a tutta altezza dal piano stradale, anche da posizione seduta.
Accessibilità visiva
La nicchia bianca su muratura intonacata risalta a distanza grazie al forte contrasto cromatico. La statua argentata gode di un’illuminazione interna serale che ne accentua la visibilità nelle ore notturne. La presenza dei due vasi in maiolica con la scritta in lettere maiuscole «LUCIA / Patrona di Siracusa» fornisce un’etichetta visiva ad alto contrasto, leggibile anche da chi ha riduzioni dell’acuità visiva, e identifica immediatamente il soggetto a chi si trova nel raggio prossimale dell’edicola.
Accessibilità uditiva
Il contesto sonoro di via Cavour è quello di una via commerciale pedonale: voci dei passanti, musica dai locali, rumore dei tavolini all’aperto. Non sono presenti pannelli informativi audio o targhe sonore in corrispondenza dell’edicola. La posizione sopraelevata non comporta interferenze acustiche per la fruizione visiva.
Accessibilità cognitiva
L’apparato iconografico è di leggibilità immediata: la palma del martirio e il piatto con gli occhi sono attributi codificati e riconoscibili anche a chi non ha familiarità con il culto. Le scritte sui vasi in maiolica esplicitano in lingua italiana il nome e il ruolo della Santa, riducendo il carico interpretativo. L’assenza di una targa storica o di un QR code informativo lascia tuttavia in ombra il rapporto con la chiesa scomparsa di Santa Lucia la Piccola, che rimane noto soltanto a chi si è documentato in anticipo.
Le altre edicole di Santa Lucia in Ortigia
Romano nel 1991 censiva in Ortigia altre quattro edicole dedicate alla patrona: Santa Lucia in via Roma 125 (scheda 22, rione Turba, in stile tardo-barocco del 1757), Santa Lucia in via della Maestranza 136 (scheda 14), Santa Lucia in via Vittorio Veneto 22 (scheda 13, XVIII secolo) e Santa Lucia nel cantonale fra via Pompeo Picherali e piazzetta San Rocco (scheda 27). A queste si aggiunge la celebre edicola di Riva della Posta 8 (scheda 1, datata 1909) eretta a memoria del terremoto del 28 dicembre 1908, davanti alla quale ogni anno la Deputazione della Cappella di Santa Lucia celebra una commemorazione ufficiale.
Vedi anche
- Edicole votive di Siracusa (scheda di insieme)
- Edicola votiva di Santa Lucia (Via Roma 125)
- Basilica santuario di Santa Lucia al Sepolcro
- Cattedrale di Siracusa (custodisce il simulacro originale)
Fonti
- Michele Romano, Le edicole votive a Siracusa, Siracusa, 1991, scheda n. 29 («S. Lucia V. M. Siracusana, Via Cavour n. 15, Bottari»).
- Federico Fazio, Santa Lucia la Piccola a Ortigia: la storia della chiesa scomparsa, in «SiracusaPress», 2024.
- Serafino Privitera, Storia di Siracusa antica e moderna, Napoli, 1879, vol. II, parte relativa alle chiese di Ortigia (testimonianza sulla fondazione nel 1427 della chiesa di Santa Lucia la Piccola).
- Chiese di Siracusa, voce su Wikipedia (per il quadro delle chiese demolite di Ortigia).
- Stradario aggiornato del Comune di Siracusa (per la denominazione attuale «via Cavour» e l’identificazione del quartiere Bottari).
- SiracusaPress, articolo sulla commemorazione annuale all’edicola di Riva della Posta, dicembre 2025 (riferimento comparativo all’altra edicola Santa Lucia della rete di Ortigia).
- Rilievo fotografico diretto di Alessandro Calabrò, maggio 2026 (per l’aggiornamento dello stato attuale rispetto al rilievo Romano 1991).
