Cappella della Madonna della Neve (Duomo di Siracusa)

Cappella laterale del Duomo di Siracusa, in fondo alla navata sinistra. È ricavata nell’unica delle tre absidi paleocristiane del VII secolo (vescovo Zosimo, 640 d.C.) sopravvissuta alle stratificazioni successive, decorata a mosaico in età normanna (XII sec.) e ricostruita filologicamente dal vescovo Bignami nel 1924-1927. Custodisce la statua marmorea della Madonna della Neve di Antonello Gagini (1512), sopravvissuta al terremoto del 1693, e un frammento di affresco bizantino della Madonna del Pilier con volti del VII-IX secolo. Cancellata in ferro battuto dei fratelli Paradiso (1928).
Aggiornato in data 16 Maggio 2026 da Alessandro Calabrò
Voce dedicata alla Cappella della Madonna della Neve interna alla Cattedrale di Siracusa. Per l’edificio che la ospita si veda Cattedrale di Siracusa (Duomo); per le altre cappelle interne si vedano la Cappella del Santissimo Sacramento e la Cappella del Crocifisso.
ChiesaCappella della Madonna della Neve
Statua marmorea della Madonna della Neve di Antonello Gagini (1512) sotto baldacchino ligneo dorato nella Cappella del Duomo di Siracusa
La Madonna della Neve di Antonello Gagini (1512). Foto di Alessandro Calabrò, 2026.
Dati identificativi
DenominazioneCappella della Madonna della Neve
Altre denominazioniCappella della Madonna delle Nevi, Cappella della Beata Vergine Maria della Neve
TipologiaCappella laterale interna a cattedrale, in abside bizantino-normanno
Edificio ospitanteCattedrale Metropolitana della Natività di Maria Santissima (Duomo di Siracusa)
Posizione internaFondo della navata sinistra (apside originaria del VII sec.)
IndirizzoPiazza Duomo 5, 96100 Siracusa (Ortigia)
QuartiereOrtigia
Coordinate37°03′34″ N, 15°17′35″ E
Dati storici
Origine strutturaVII secolo (640 d.C.) — vescovo Zosimo, trasformazione del tempio di Atena in basilica cristiana
Età normannaXII secolo — decorazione musiva (oggi conservata in frammenti nel Battistero)
Statua titolare1512 — Antonello Gagini (Palermo 1478-1536); BeWeB indica 1526
Sepoltura notaArcivescovo Benedetto Lavecchia (Canicattì 1813 – Siracusa 1896)
Restauri novecenteschiRicostruzione parziale del 1910; campagne 1912-1915 e 1924-1927
Riapertura al culto9 gennaio 1927 — riconsacrazione a Cristo Re e alla Vergine Maria
Cancellata in ferro battuto1928 — fratelli Paradiso
StileStratificazione bizantino-normanna in fabbrica barocca
DedicazioneBeata Vergine Maria della Neve (festa 5 agosto)
DiocesiArcidiocesi di Siracusa
Stato attuale
StatusAperta al culto, custodita dietro cancellata in ferro battuto
AudioguidaTappa n. 4 della mappa tattile della Cattedrale
VisitabilitàNegli orari di apertura del Duomo, con biglietto unico
AccessibilitàMappa tattile braille della Cattedrale dal 2019; statua di Gagini non toccabile (dietro cancellata)
Identificativi
Edificio ospitante (Wikidata)Q957881 (Duomo di Siracusa)
BeWeBCattedrale n. 665
UNESCOPatrimonio Mondiale dal 2005 (“Siracusa e la necropoli rupestre di Pantalica”)
La Cappella della Madonna della Neve è una cappella laterale della Cattedrale Metropolitana della Natività di Maria Santissima di Siracusa (il Duomo), aperta sul fondo della navata sinistra. Costituisce l’unica delle tre absidi originarie della basilica paleocristiana del VII secolo che sia sopravvissuta intatta alle stratificazioni successive: la sua struttura risale alla trasformazione bizantina del tempio dorico di Atena promossa dal vescovo Zosimo nel 640 d.C., è stata decorata a mosaico in età normanna (XII secolo) e ricostruita filologicamente nel 1924-1927 sotto il vescovo Luigi Bignami. Custodisce la celebre statua marmorea della Madonna della Neve scolpita da Antonello Gagini nel 1512, sopravvissuta miracolosamente al terremoto del Val di Noto del 1693, e numerose tracce della stratigrafia medievale superstite (pareti in conci, finestre rinaperte, frammento di affresco bizantino della Madonna del Pilier con volti del VII-IX secolo). La cappella è chiusa da una cancellata in ferro battuto dei fratelli Paradiso del 1928 ed è la quarta tappa della mappa tattile della Cattedrale (2019).

Storia

Vista d'insieme della Cappella della Madonna della Neve del Duomo di Siracusa con pareti in pietra a vista dell'apside bizantino-normanno superstite, statua marmorea di Antonello Gagini sotto baldacchino ligneo, candelabri laterali, panche e lampade votive
Vista d’insieme della cappella nell’apside bizantino-normanno superstite del Duomo: la statua di Antonello Gagini al centro, le pareti medievali in conci di pietra, il pavimento riconsacrato nel 1927.

L’origine come tempio greco di Atena (V secolo a.C.)

L’apside che oggi ospita la cappella sorge su uno dei luoghi sacri più antichi e stratificati della Sicilia. Sotto la struttura medievale, infatti, è ancora presente la cella del tempio dorico di Atena, voluto dal tiranno Gelone dopo la vittoria contro i Cartaginesi nella battaglia di Himera del 480 a.C.: un periptero esastilo di circa 22 × 55 metri, con 36 colonne in calcare locale (diametro 2 m, altezza 8,60 m), scudo di bronzo dorato sul frontone visibile dai naviganti e porta dorata con borchie d’oro e fregi d’avorio, descritti nelle Verrine di Cicerone.

La trasformazione paleocristiana del 640 d.C.

Nel 640 d.C. il vescovo Zosimo (poi san Zosimo, oggi conservato nella Cappella del SS. Sacramento del Duomo come pala antonelliana) trasferì la cattedra episcopale di Siracusa dalla chiesa di San Giovanni alle Catacombe al tempio di Atena su Ortigia, dedicandolo alla Natività di Maria Santissima. La trasformazione bizantina prevedeva: tamponamento degli intercolumni della peristasi (situazione visibile ancora oggi), apertura di otto archi per lato nelle pareti della cella per creare la pianta basilicale a tre navate, demolizione delle pareti dell’opistodomo e del pronao, inversione dell’orientamento rispetto al tempio greco e costruzione delle tre absidi in fondo alle tre navate. È in questa fase che nasce la struttura absidale della Cappella della Madonna della Neve.

Il riallestimento normanno (XI-XII secolo)

Dopo l’occupazione araba (IX secolo) e l’uso come moschea, la riconquista normanna di Ruggero I (1088-1090) restituì il tempio al culto cristiano e ne sopraelevò le pareti della navata centrale, aprì nuove finestre e dotò le absidi di una decorazione musiva del XII secolo. Frammenti di questi mosaici sono stati traslocati nel Battistero (prima cappella della navata destra) durante i restauri novecenteschi e sono oggi gli unici testimoni superstiti del rivestimento.

La sopravvivenza al terremoto del 1693

Il terremoto del Val di Noto del 9 e 11 gennaio 1693, che distrusse buona parte della Sicilia sud-orientale e impose la ricostruzione tardo-barocca della facciata del Duomo (Andrea Palma, 1728-1753), risparmiò l’apside della navata sinistra: l’unica delle tre absidi paleocristiane a essere sopravvissuta. La statua di Antonello Gagini, già collocata nella cappella dal 1512, rimase miracolosamente illesa, evento che la tradizione popolare collegò all’intervento della Vergine e che diede al sito la dedicazione attuale alla Madonna della Neve.

I restauri filologici di Bignami (1912-1927)

Pareti in conci di pietra a vista dell'apside bizantino-normanno del Duomo di Siracusa con finestra rinaperta nei restauri Bignami 1924-27
Le pareti in conci di pietra dell’apside bizantino-normanno con la finestra medievale riaperta dai restauri del 1924-1927 sotto il vescovo Luigi Bignami.

L’aspetto attuale della cappella è il risultato della campagna di restauro filologico condotta in due fasi (1912-1915 e 1924-1927) sotto la direzione del vescovo Luigi Bignami (Milano 1862 – Siracusa 1919) e dei suoi successori. Gli interventi prevedevano:

  • l’abbattimento degli altari laterali settecenteschi aggiunti nei secoli alla navata sinistra;
  • la ricostruzione filologica della struttura absidale, dichiarata “rispettosa dell’originaria forma medievale”;
  • la riapertura delle finestre medievali tamponate nei secoli;
  • la traslocazione dei frammenti dei mosaici normanni del XII secolo nel Battistero della navata destra, dove sono oggi visibili in un piccolo battistero allestito ad hoc;
  • la collocazione di nuove statue al posto degli altari demoliti.

I lavori si conclusero con la riapertura al culto il 9 gennaio 1927, occasione in cui la cappella fu riconsacrata a Cristo Re e alla Vergine Maria. L’anno successivo, nel 1928, fu installata la cancellata in ferro battuto dei fratelli Paradiso che ancora oggi delimita lo spazio della cappella e protegge la statua di Gagini.

Le scoperte e i restauri recenti (2023-2026)

Il 28 settembre 2023, durante lavori di manutenzione in un locale-deposito della cattedrale, è stato individuato un significativo lacerto del crepidoma meridionale del tempio dorico di Atena, in via di valorizzazione con un progetto di accessibilità pubblica coordinato con la Soprintendenza di Siracusa. Nel biennio 2024-2025 sono stati avviati i lavori del piano PNRR diocesano di Siracusa (importo complessivo di tre milioni di euro per cinque chiese della diocesi), comprendenti per la Cattedrale il consolidamento antisismico del prospetto e della cupola, il fissaggio degli elementi lapidei distaccati e la riparazione dei danni da fulmine sulla cupola. La Cappella della Madonna della Neve non è oggetto diretto del cantiere PNRR, e i Quaderni del Mediterraneo 26-27 (Giansiracusa, marzo 2026) riguardano facciata, Sacrestia Torres e Cappella del SS. Sacramento, non questa cappella.

Architettura

Cancellata in ferro battuto all'ingresso della Cappella della Madonna della Neve del Duomo di Siracusa, opera dei fratelli Paradiso 1928, candelabri dorati a sinistra
La cancellata in ferro battuto dei fratelli Paradiso (1928) all’ingresso della cappella, con candelabri dorati a sinistra e scorcio della statua di Antonello Gagini nello sfondo.

La cappella è ricavata interamente nell’abside originaria della navata sinistra, l’unica delle tre absidi paleocristiane sopravvissute. La struttura conserva le caratteristiche dell’architettura bizantina del VII secolo: conci di pietra a vista, volta a botte, finestre medievali rinaperte nel restauro 1924-1927, e in genere uno stile sobrio e potente che contrasta con la veste tardo-barocca del resto della cattedrale. La pianta è semicircolare, raccordata alla navata da due tratti murari rettilinei. La pavimentazione in marmi policromi geometrici è coeva al riallestimento del 1927.

L’accesso alla cappella avviene attraverso la cancellata in ferro battuto dei fratelli Paradiso (1928), che lascia comunque visibile l’interno e si apre durante le celebrazioni liturgiche e su richiesta. All’esterno della cancellata sono disposti grandi candelabri dorati a tre fiamme, lampade votive e seggi cerimoniali.

L’inserimento nel tempio greco

Navata sinistra del Duomo di Siracusa con colonne doriche del tempio greco di Atena del V secolo a.C. inglobate nelle pareti, statue di santi in nicchia, pavimento in marmi policromi
La navata laterale del Duomo che corre lungo il fianco della cappella: si vedono in pieno le colonne doriche del tempio di Atena (V sec. a.C.) inglobate nelle pareti, oggi parzialmente liberate dai restauri novecenteschi.

Lungo le pareti della navata sinistra si vedono ancora oggi nove colonne doriche del lato meridionale della peristasi del tempio di Atena, parzialmente liberate dai rivestimenti barocchi durante la campagna 1924-1927; due ulteriori colonne sono visibili all’ingresso interno della cella (oggi controfacciata). All’esterno, sul fianco meridionale del Duomo, parti dello stilobate e frammenti di colonne sono ancora visibili. La Cappella della Madonna della Neve è dunque inserita direttamente nella stratigrafia del tempio greco: passare dalla navata barocca al sito della cappella significa attraversare quasi 2.500 anni di architettura sacra continuativa, dal V secolo a.C. al XX secolo d.C.

La statua della Madonna della Neve di Antonello Gagini (1512)

Dettaglio ravvicinato del volto della Madonna col Bambino nella statua di Antonello Gagini 1512 del Duomo di Siracusa: tratti rinascimentali del volto materno, panneggio della veste, gesto del Bambino, marmo bianco lavorato a tutto tondo
Dettaglio del volto della Madonna col Bambino: i tratti rinascimentali e il panneggio fluente sono cifre stilistiche di Antonello Gagini, formato a Roma con Michelangelo.

L’autore

Antonello Gagini (Palermo 1478 – Palermo aprile 1536) è uno dei massimi scultori siciliani del Rinascimento, capostipite operativo della dinastia Gagini (la cui bottega palermitana fu attiva per oltre un secolo) e figlio di Domenico Gagini, il fondatore del ramo siciliano. Antonello compì un decisivo viaggio a Roma fra il 1504 e il 1506, dove la tradizione vuole abbia incontrato e collaborato con Michelangelo alla tomba di Giulio II; di ritorno a Palermo nel 1508 aprì due botteghe (una al Duomo, una al porto per esportazione in Sicilia e Calabria) e lavorò per il viceré Ettore Pignatelli. La sua cifra è un classicismo rinascimentale dal disegno solido e geometrico, segnato dalle influenze di Francesco Laurana, di Michelangelo e della scuola toscano-romana. Morì a Palermo nell’aprile 1536 e fu sepolto nella cappella dei marmorari della chiesa di San Francesco d’Assisi a Palermo. La voce del Dizionario Biografico degli Italiani Treccani è curata da Rita Bernini (vol. 51, 1998); la monografia di riferimento è Hanno-Walter Kruft, Antonello Gagini und seine Söhne, München, Bruckmann, 1980.

L’opera

La Madonna della Neve di Siracusa è scolpita nel 1512 — datazione consolidata dalla voce Wikipedia, dalla pagina del Duomo e dalle fonti turistiche; la scheda BeWeB della CEI riporta 1526, dato discrepante che potrebbe essere riferito a un’altra opera o costituire un refuso da verificare con bibliografia critica primaria (Di Marzo 1880-83, Kruft 1980). La presenza di Antonello a Siracusa è già documentata nel novembre 1506, quando ricevette la committenza per il sepolcro del barone Giovanni Cardinas per la chiesa di San Domenico (oggi conservato al Museo regionale di Palazzo Bellomo): la Madonna della Neve rappresenta dunque il secondo, e più importante, lavoro siracusano del maestro.

L’opera è scolpita in marmo bianco probabilmente di Carrara, importato attraverso le botteghe gaginiane di Messina e Palermo, secondo la prassi consueta della famiglia che lavorava blocchi importati dal continente. Le dimensioni precise non sono pubblicate online; per analogia con le altre Madonne mariane di Antonello (Santa Maria delle Grazie di Palermo 1516, Catania San Domenico 1526, Santa Lucia del Mela 1529) si stima un’altezza compresa fra 150 e 180 cm. È una statua a tutto tondo raffigurante la Madonna in piedi col Bambino in braccio; alcune fonti turistiche divulgative (theworldofsicily) la associano all’iconografia Mater Lactans, ma l’attribuzione tipologica è inusuale per una Madonna della Neve canonica e va verificata sull’opera. Le stesse fonti descrivono un “morbido panneggio”, “dolci tratti del volto” che esprimono compostezza malinconica e una ricerca di “grazia e delicatezza emotiva”: cifre tipiche del classicismo gaginiano formato a Roma con Michelangelo.

La statua è collocata in una nicchia centrale della cappella, sotto un baldacchino ligneo dorato con archetti e cornici intagliate (probabilmente di realizzazione ottocentesca), con candelabri laterali in ferro battuto a forma di croce e bracci-portalampade dorate alle pareti. Sul basamento marmoreo dell’altare è incisa l’iscrizione S. MARIA AD NIVES (Santa Maria della Neve, dedicazione liturgica latina).

Il miracolo del 1693

La tradizione popolare siracusana attribuisce alla statua di Gagini la sopravvivenza miracolosa al terremoto del Val di Noto del gennaio 1693: il sisma che distrusse la facciata normanna del Duomo e numerosi edifici del centro storico lasciò intatta la statua nella cappella, evento che ne aumentò la venerazione popolare e che la storiografia ricollega alla dedicazione della cappella alla Madonna della Neve. Il dato è ricorrente nelle fonti devozionali e turistiche, anche se la datazione della dedicazione precisa non è documentata in fonti d’archivio aperte al pubblico.

Confronti con altre Madonne gaginiane

La Madonna della Neve di Siracusa si inserisce in una serie ampia di statue mariane di Antonello Gagini disseminate in tutta la Sicilia: la Madonna delle Grazie di Polizzi Generosa (1504, marmo di Carrara), la Madonna del Pilerio di Sinopoli in Calabria (1508), la Madonna della Neve di Palermo (1516, da Santa Maria delle Grazie), la Madonna della Catena di Caltagirone (1526), le Madonne della Neve di San Salvatore di Fitalia (1527) e di Santa Lucia del Mela (1529, restaurata nel 2022-2023). L’esemplare siracusano è il più antico fra le tre Madonne della Neve di Antonello in Sicilia e una delle prime statue mariane della maturità del maestro.

L’icona bizantino-medievale visibile in cappella

Frammento di affresco/icona bizantina superstite nella Cappella della Madonna della Neve del Duomo di Siracusa: Madonna in trono col Bambino, fondo dorato
Frammento di icona/affresco bizantino con Madonna in trono col Bambino, conservato in cappella. La Madonna del Pilier originaria, talvolta confusa con questa, è oggi nel Museo Diocesano dal 1927.

Sulla parete laterale dell’apside, in posizione defilata, si conserva un frammento di icona bizantino-medievale con la Vergine in trono col Bambino. La sua identificazione richiede cautela: alcune fonti turistiche divulgative la associano alla celebre Madonna del Pilier (detta dai siracusani “Marònna ro Pilèri”), ma le fonti accademiche rettificano questa attribuzione. La Madonna del Pilier originaria — secondo la voce Wikipedia Chiesa di Santa Maria del Piliere — era custodita fino al 1645 nella Cappella di Santa Lucia della Cattedrale (e per circa cinquant’anni nell’Oratorio del Palazzo Arcivescovile), occupò poi l’oculo dell’altare cinquecentesco fino ai primi del Novecento, e nel 1927 fu trasferita nelle stanze adiacenti alla sacrestia dove è custodito il Tesoro della Cattedrale. Oggi il simulacro della Madonna del Pilier è conservato al Museo Diocesano, non più in cappella. Il frammento qui visibile resta dunque un esemplare di iconografia bizantino-medievale ancora da identificare con precisione, presumibilmente coevo al rifacimento normanno (XI-XII sec.) o anteriore. Si distingue dalla settecentesca Vergine del Piliere di Ignazio Marabitti collocata sulla facciata del Duomo, con cui condivide il nome ma non l’identità storico-artistica.

Sepolture e monumenti

La cappella ospita la sepoltura dell’arcivescovo Benedetto Lavecchia, al secolo Rosario Lavecchia Guarnieri, religioso francescano (Osservanti, O.F.M.Obs.) nato a Canicattì il 3 luglio 1813. Ordinato sacerdote il 20 maggio 1837, fu nominato vescovo di Noto il 23 febbraio 1872 (consacrato il 17 marzo) e promosso arcivescovo metropolita di Siracusa il 5 luglio 1875 da Pio IX. Resse la sede aretusea per ventuno anni, durante i quali avviò opere di consolidamento e ammodernamento della Cattedrale, e morì a Siracusa il 6 marzo 1896, ricevendo sepoltura nella Cappella della Madonna della Neve. Lapidi minori e iscrizioni ottocentesche commemorano sia la sua sepoltura sia gli interventi del primo Novecento.

La tradizione devozionale della Madonna della Neve

Vista frontale dell'altare della Cappella della Madonna della Neve del Duomo di Siracusa con statua di Antonello Gagini, baldacchino ligneo dorato, candelabri laterali in ferro battuto e lapide marmorea sulla mensa
L’altare della cappella con statua, baldacchino, candelabri e lapide marmorea con iscrizione S. MARIA AD NIVES.

Il culto della Madonna della Neve si lega alla leggenda romana della nevicata miracolosa avvenuta nella notte fra il 4 e il 5 agosto 358 d.C., quando — sotto il pontificato di papa Liberio — la Madonna apparve in sogno a una nobile coppia romana e al pontefice, chiedendo che sull’Esquilino fosse costruita una chiesa nel punto esatto dove sarebbe nevicato. La nevicata avvenne effettivamente nel cuore dell’estate e segnò il perimetro della futura Basilica di Santa Maria Maggiore. La festa ricorre il 5 agosto in tutto il calendario liturgico romano, con il nome ufficiale di Dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore.

A Siracusa il culto si è diffuso fra fine Quattrocento e inizio Cinquecento, parallelamente alla committenza della statua di Gagini. Nessuna fonte pubblica documenta una solennità specifica del 5 agosto in Cattedrale dedicata alla Madonna della Neve: il Duomo è infatti consacrato alla Natività di Maria Santissima (8 settembre) e Siracusa ha come patrona Santa Lucia (13 dicembre). La festa del 5 agosto è invece documentata in altri centri della provincia, fra cui Pachino (patrona) e Giarratana. È prassi consuetudinaria che la cancellata Paradiso venga aperta in occasione di eventi liturgici significativi della cattedrale per consentire l’accesso ravvicinato dei fedeli alla statua di Gagini.

Galleria

Una selezione delle altre fotografie della cappella, da scorrere lateralmente.

Accessibilità

Accessibilità motoria

L’ingresso principale al Duomo, dalla Piazza Duomo, è preceduto da un sagrato con scalinata in pietra fra le statue di San Pietro e San Paolo: non è praticabile in sedia a rotelle senza assistenza. Esiste un ingresso secondario accessibile in carrozzina dal cortile dell’Arcivescovado adiacente alla cattedrale, sul lato nord-est dell’edificio. Si raccomanda di chiamare in anticipo la sagrestia al numero 0931 65328 per concordare l’apertura del custode. L’interno del Duomo è interamente piano, con pavimentazione in marmo policromo del 1444; la cappella si raggiunge dalla navata sinistra senza dislivelli significativi. La cancellata Paradiso resta chiusa fuori dalle celebrazioni; l’osservazione della statua di Gagini avviene dunque attraverso le maglie della grata, a circa 4-5 metri di distanza. Bagni accessibili sono disponibili all’interno del complesso. I banchi della cappella e delle navate offrono posti a sedere.

Accessibilità visiva

Mappa tattile in Braille della Cattedrale di Siracusa con planimetria a rilievo dell'intera chiesa: la legenda numerata indica la Cappella Madonna della Neve al numero 4 nella navata sinistra
La mappa tattile in Braille dell’intera Cattedrale: la legenda numerata posiziona la Cappella della Madonna della Neve al numero 4, nella navata sinistra. Inaugurata il 31 marzo 2019.

Dal 31 marzo 2019 è installata all’interno della Cattedrale una mappa tattile in Braille con la planimetria a rilievo dell’intera cattedrale; la legenda posiziona la Cappella della Madonna della Neve al numero 4, nella navata sinistra. La mappa è frutto della collaborazione fra l’associazione Sicilia Turismo per Tutti (presidente Bernadette Lo Bianco), Inner Wheel territoriale, Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI) e Stamperia Regionale Braille di Catania.

La cappella è inserita nel percorso di audioguide della Cattedrale (noleggio in loco con cuffie e visore VR opzionale; lingue disponibili in biglietteria) e nelle app esterne Audiala (11 lingue) e i-Tourist. Sono ammessi i cani guida per persone non vedenti.

Limite riconosciuto: a differenza di altre opere del Duomo (per esempio il paliotto dell’Ultima Cena di Filippo Della Valle nella Cappella del SS. Sacramento, regolarmente accessibile al tatto), la statua di Antonello Gagini non è raggiungibile né toccabile dai visitatori non vedenti, perché è custodita oltre la cancellata Paradiso del 1928 e si trova in una nicchia rialzata. Non risultano al momento repliche tattili della Madonna della Neve di Gagini realizzate per la cattedrale o per percorsi paralleli (a differenza di quanto avviene presso la Galleria Regionale di Palazzo Bellomo a Siracusa, dove dal 2025 è attivo il progetto “Toccare per vedere”): si tratta di un gap potenziale per progetti futuri di accessibilità sensoriale.

Accessibilità uditiva

Non risultano installati loop induttivi permanenti nella Cattedrale, né visite guidate strutturate in LIS (Lingua dei Segni Italiana) con cadenza regolare. Le audioguide sono offerte in formato sonoro tradizionale, senza versione in LIS o sottotitolata. Per visite con interprete LIS è possibile rivolgersi all’associazione Sicilia Turismo per Tutti, che attiva su prenotazione percorsi accessibili anche per persone sorde. La pannellistica della cattedrale è bilingue italiano/inglese e in caratteri visivi di buon contrasto, fruibile per chi compensa l’ascolto con la lettura.

Accessibilità cognitiva

La cattedrale è dotata di pannelli informativi bilingui italiano/inglese all’ingresso delle cappelle principali, in caratteri ad alto contrasto. L’audioguida ufficiale fornisce una lettura sintetica del programma iconografico mariano. La mappa tattile della Cattedrale aiuta l’orientamento spaziale anche per persone con difficoltà di lettura della planimetria, perché abbina pittogrammi semplici, numerazione progressiva (la cappella è la tappa n. 4) e didascalia in caratteri grandi. Manca, allo stato attuale, una versione easy-to-read della scheda della cappella e una segnaletica simbolica fisicamente all’interno della cappella stessa.

Come visitarla

Orari di apertura del Duomo (2026)

  • Maggio – settembre: 9:00 – 18:30 (luglio-agosto in alcune giornate fino alle 19:00)
  • Ottobre – aprile: 9:00 – 17:30
  • Domenica e festivi: chiuso alle visite turistiche, aperto solo per le funzioni religiose
  • Chiusure: 1° gennaio, 8 dicembre, 25 dicembre e altre festività liturgiche
  • Non è possibile visitare durante le funzioni religiose
  • 5 agosto: festa della Madonna della Neve, apertura della cancellata e accesso ravvicinato alla statua

Biglietti

  • Intero: 2,00 € (+ 1,00 € fee servizio)
  • Cumulativo Cattedrale + Secreta Palatii: 4,00 € (+ 1,00 € fee)
  • Esperienza VR: 7,00 € (+ 1,00 € fee)
  • Biglietto completo (VR + Secreta): 9,00 €
  • Persone con disabilità + accompagnatore: ingresso gratuito

Contatti

  • Sagrestia Cattedrale: 0931 65328 (mons. Salvatore Marino)
  • Email Cattedrale: cattedrale.siracusa@alice.it
  • WhatsApp gestione visite (Kairos): +39 347 5815794
  • Info biglietteria Secret Siracusa: +39 0931 64694, info@secretsiracusa.it
  • Arcidiocesi di Siracusa: 0931 66571, protocollo@arcidiocesi.siracusa.it
  • Sicilia Turismo per Tutti (visite tattili e guidate accessibili): Bernadette Lo Bianco, +39 338 8314461

Come arrivare

Parcheggio

Il Parcheggio Talete (Lungomare di Levante Elio Vittorini, 96100 Siracusa), aperto 24 ore festivi inclusi, è il principale parcheggio pubblico per Ortigia: 1,50 €/ora, 15 € la giornata, 50 € la settimana, con posti riservati a persone con disabilità. La distanza pedonale fino a Piazza Duomo è di circa 700-800 metri lungo via Cavour o il Lungomare. Dal 2024-2025 il Talete è stato in parte destinato ai residenti di Ortigia: verificare la disponibilità per turisti al momento della visita.

Trasporti pubblici

Il bus navetta Ortigia 24 ore (gestito da SAIS) parte dal capolinea Talete e fa il periplo dell’isola con dieci fermate, ogni 10 minuti dalle 7:00 alle 23:00, ogni 20 minuti nelle ore notturne. Biglietto 1,20 € (1,50 € a bordo), giornaliero 3,00 €. Le fermate più prossime a Piazza Duomo sono Riva della Posta, Largo Amedeo di Savoia e Largo della Gancia. La Linea Verde gratuita, attiva tutti i giorni dalle 20:00 alle 02:00, copre lo stesso periplo con frequenza 20-40 minuti.

ZTL Ortigia

Le persone con contrassegno disabili possono accedere alla ZTL di Ortigia senza pass, con obbligo di comunicare l’ingresso entro 48 ore alla Polizia Municipale al numero verde 800 632 328 (uffici 0931 451174, ufficiogestioneztl@comune.siracusa.it).

Bibliografia e fonti

Bibliografia primaria

  • Giuseppe Maria Capodieci, Antichi monumenti di Siracusa, Tipografia Diocesana Francesco M. Puleio, Siracusa 1813-1816 (digitalizzato su Internet Archive).
  • Serafino Privitera, Storia di Siracusa antica e moderna, 2 voll., Napoli 1878-1879 (ristampa CMD Edizioni 2021).
  • Cesare Gaetani della Torre, Memorie storiche intorno alla città di Siracusa, 3 voll. (rilancio editoriale 2025).

Bibliografia critica

  • Gioacchino Di Marzo, I Gagini e la scultura in Sicilia nei secoli XV e XVI: memorie storiche e documenti, 2 voll., Palermo, Tipografia del giornale di Sicilia, 1880-1883 (digitalizzato su Internet Archive).
  • Hanno-Walter Kruft, Domenico Gagini und seine Werkstatt, München, Bruckmann, 1972 (Italienische Forschungen, 284 pp., 289 ill.).
  • Hanno-Walter Kruft, Antonello Gagini und seine Söhne, München, Bruckmann, 1980 (564 pp., 537 ill.) — monografia di riferimento.
  • Rita Bernini, voce «Gaggini, Antonello», Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 51, Roma, Treccani, 1998. Consulta online.
  • Giuseppe Agnello, L’architettura bizantina in Sicilia, Firenze, 1952; Le arti figurative nella Sicilia bizantina, Istituto Siciliano di Studi Bizantini e Neoellenici, Palermo, 1962.
  • Paolo Orsi, «Esplorazioni dentro ed intorno al Tempio di Athena in Siracusa», Notizie degli Scavi di Antichità, 1910, pp. 519-541.
  • Paolo Giansiracusa (a cura di), Quaderni del Mediterraneo, vol. 26-27, anno XXXIV (2026): saggi sulla Cattedrale di Siracusa, Sacrestia Torres, facciata.

Fonti web consultate

  • «Duomo di Siracusa». Wikipedia (italiano). Consulta online.
  • «Tempio di Atena (Siracusa)». Wikipedia. Consulta online.
  • «Antonello Gagini». Wikipedia. Consulta online.
  • «Chiesa Cattedrale». Arcidiocesi di Siracusa. Consulta online.
  • «Cattedrale Metropolitana della Natività di Maria Santissima». Comune di Siracusa. Consulta online.
  • «Cattedrale n. 665 – Beni Ecclesiastici Web». BeWeB Conferenza Episcopale Italiana. Consulta online.
  • «Statua della Madonna della Neve, Gagini A.». BeWeB CEI. Consulta online.
  • «Il tardo barocco a Siracusa: Cattedrale della Natività di Maria Santissima». Catalogo Generale dei Beni Culturali. Consulta online.
  • «Siracusa, ritrovati nella Cattedrale i resti del crepidoma del tempio greco». Avvenire, settembre 2023. Consulta online.
  • «La mappa tattile inaugurata nella Cattedrale di Siracusa». Giornale di Sicilia, 31 marzo 2019. Consulta online.
  • «Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica – sito UNESCO». Consulta online.
Scheda aggiunta da Alessandro Calabrò il 9 maggio 2026.

Voci correlate

⭐ Recensioni

Carico le recensioni…

📷 Foto della community

Carico le foto…

Tabella dei Contenuti

Indirizzo
Piazza Duomo 5, 96100 Siracusa (Ortigia) — fondo della navata sinistra, interno della Cattedrale Metropolitana della Natività di Maria Santissima.
Quartiere / Zona
Ortigia
Epoca / Secolo
VII secolo (apside paleocristiana, 640 d.C.); decorazione musiva normanna XII sec.; statua di Antonello Gagini 1512; restauri filologici 1912-1915 e 1924-1927; cancellata 1928.
Accessibilità
🦽 Motoria, Ingresso principale al Duomo dal sagrato di Piazza Duomo con scalinata in pietra non praticabile in sedia a rotelle; ingresso accessibile in carrozzina dal cortile dell’Arcivescovado, da concordare con la sagrestia (0931 65328); interno del Duomo piano in marmo policromo del 1444; cancellata Paradiso 1928 chiusa fuori dalle celebrazioni, osservazione della statua attraverso le maglie della grata a 4-5 metri di distanza. Apertura cancellata il 5 agosto, festa della Madonna della Neve.
👁️ Visiva, Mappa tattile in Braille dell’intera Cattedrale dal 31 marzo 2019 (Sicilia Turismo per Tutti, Inner Wheel, UICI, Stamperia Regionale Braille di Catania); legenda numerata indica la cappella al numero 4 nella navata sinistra. Audioguide ufficiali noleggiabili in loco. Cani guida ammessi. La statua di Antonello Gagini non è raggiungibile né toccabile dai visitatori non vedenti (custodita oltre la cancellata Paradiso e in nicchia rialzata): non risultano repliche tattili realizzate per la cattedrale. Visite guidate accessibili su richiesta a Sicilia Turismo per Tutti (Bernadette Lo Bianco, +39 338 8314461).
👂 Uditiva, Nessun loop induttivo o visite LIS strutturate; pannelli informativi bilingue italiano/inglese in caratteri ad alto contrasto.
🧠 Cognitiva, Pannelli informativi bilingui in caratteri ad alto contrasto, audioguida sintetica come tappa del percorso ufficiale (n. 4); manca versione easy-to-read e segnaletica simbolica interna.
Orari o note pratiche

Orari di apertura del Duomo (2026): maggio-settembre 9:00-18:30 (luglio-agosto fino alle 19:00); ottobre-aprile 9:00-17:30; domenica e festivi chiuso alle visite turistiche, aperto solo per le funzioni religiose; chiusure 1° gennaio, 8 dicembre, 25 dicembre. 5 agosto: festa della Madonna della Neve, apertura della cancellata Paradiso e accesso ravvicinato alla statua di Antonello Gagini.

Biglietti: intero 2,00 € (+1,00 € fee); cumulativo Cattedrale + Secreta Palatii 4,00 €; esperienza VR 7,00 €. Persone con disabilità + accompagnatore: ingresso gratuito.

Contatti: sagrestia 0931 65328 (mons. Salvatore Marino), cattedrale.siracusa@alice.it; biglietteria Secret Siracusa 0931 64694; visite tattili e accessibili Bernadette Lo Bianco +39 338 8314461.

Come arrivare: parcheggio Talete; bus navetta Ortigia 24h SAIS; Linea Verde gratuita 20:00-02:00. ZTL Ortigia: contrassegno disabili senza pass, comunicazione entro 48h al numero verde 800 632 328.