| Carica pubblica | |
| Carica | Sindaco di Siracusa |
|---|---|
| Primo mandato | 1898 – 1905 |
| Predecessore | Michele Bonanno (1896–1897) |
| Successore | Giuseppe Toscano (1905–1911) |
| Secondo mandato | 1911 – 1913 |
| Predecessore | Giuseppe Toscano (1905–1911) |
| Successore | Giuseppe Toscano (1913–1914, secondo mandato) |
| Cariche provinciali | |
| Presidente della Deputazione provinciale di Siracusa | 1905–1908 dal 1914 |
| Presidente del Consiglio provinciale di Siracusa | 1911–1912 |
| Dati anagrafici | |
| Nome completo | Luigi Vinci |
| Nascita | data e luogo non documentati (attivo tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo) |
| Morte | data e luogo non documentati |
| Professione | Proprietario terriero, amministratore pubblico |
| Orientamento politico | |
| Partito | «Partito del Tamburo» (fazione liberale-rudiniana, poi giolittiana) |
| Onorificenze | |
| Ordine della Corona d’Italia | Cavaliere |
Luigi Vinci (seconda metà del XIX secolo – XX secolo; date esatte di nascita e morte non documentate) è stato un proprietario terriero, politico e amministratore pubblico italiano. Esponente di primo piano del notabilato siracusano tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, ricoprì per due volte la carica di sindaco di Siracusa: nel primo, lungo mandato dal 1898 al 1905, succedendo a Michele Bonanno, e nel secondo dal 1911 al 1913. Fu inoltre presidente della Deputazione provinciale di Siracusa nei bienni 1905–1908 e dal 1914, e presidente del Consiglio provinciale di Siracusa nel 1911–1912. Capo della fazione maggioritaria del cosiddetto «partito del Tamburo», fu il principale «grande elettore» del deputato Giovanni Francica Nava, dal quale ruppe politicamente nell’ottobre 1912.
Origini e professione
Le fonti di riferimento, in particolare il Dizionario Biografico degli Italiani della Treccani nella voce dedicata a Giovanni Francica Nava (redatta dallo storico Salvatore Adorno), definiscono Luigi Vinci «grande proprietario terriero e sindaco per molti anni di Siracusa». La famiglia Vinci non appartiene al patrimonio nobiliare storico di Siracusa: non compare nei repertori araldici siracusani né nei registri dei feudi del territorio. Le liste di leva conservate presso l’Archivio di Stato di Siracusa (1840–1864) documentano una presenza consistente del cognome nel comune di Sortino, rendendo plausibile un’origine provinciale della famiglia poi inurbatasi a Siracusa. Un parente, Giovanni Vinci da Sortino, consigliere provinciale, fu insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia con decreto del 12 novembre 1911, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 10 gennaio 1913.
Il titolo di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia attribuito a Luigi Vinci è attestato dalle fonti locali (scheda Alessandro Statella su Aretusapedia, che cita «cav. Luigi Vinci dal 1898»), ma non è stato possibile rintracciare il relativo decreto di conferimento nelle fonti digitalizzate.
Nel 1891–1892, in piena fase di speculazione urbana seguita al Piano Regolatore del 1885, Luigi Vinci acquistò lotti edificabili lungo Via Savoia, a Ortigia, insieme ad altri esponenti del «ceto politico» siracusano (De Benedictis, Lucchetti, Fiume Cassia, Spagna, Orefice, Giaracà ). Dalla famiglia Vinci deriva anche la denominazione della Villa Vinci, tutelata come villa storica con Decreto Assessoriale BBCC n. 6639 del 14 giugno 1997 (pubblicato su GURS n. 37 del 19 luglio 1997), nell’area compresa tra l’Akradina e il Foro Siracusano.
Il «partito del Tamburo»
Luigi Vinci fu il leader locale della fazione maggioritaria del cosiddetto «partito del Tamburo», dal nome del periodico Il Tamburo, fondato a Siracusa il 26 settembre 1880. Nato come raggruppamento autonomista-garibaldino attorno a Mario Landolina Interlandi, Emilio Bufardeci e Salvatore Russo, contrapposto al «partito della Provincia» di Luigi Greco Cassia (filo-crispino), il Tamburo si trasformò a fine Ottocento nella fazione liberale di orientamento rudiniano, cioè allineata sul piano nazionale con il marchese Antonio Starabba di Rudinì. Dopo la morte di Crispi (1901) e con l’affermarsi dell’età giolittiana, il gruppo convergerà sul giolittismo.
Vinci fu il principale grande elettore di Giovanni Francica Nava (Siracusa, 10 febbraio 1847 – Roma, 8 luglio 1935), deputato del Collegio di Siracusa nelle elezioni del 1900, 1904 e 1909, e poi senatore del Regno dal dicembre 1913. Vinci non si candidò mai al Parlamento nazionale, esercitando piuttosto il ruolo di capo politico locale.
Primo mandato da sindaco (1898–1905)
Il primo mandato di Luigi Vinci, protrattosi per sette anni, costituisce un caso di eccezionale durata nella serie dei sindaci siracusani del periodo liberale e si colloca a cavallo tra la Crisi di fine secolo e i primi anni dell’età giolittiana. Il quinquennio successivo al mandato di Vinci sarà quello di Giuseppe Toscano (1905–1911), con cui Vinci si alternerà sulla poltrona sindacale per oltre quindici anni.
Il regicidio di Umberto I
Il 29 luglio 1900 il re Umberto I di Savoia fu assassinato a Monza dall’anarchico Gaetano Bresci. L’amministrazione comunale di Siracusa, sindaco Vinci in carica, provvide alla proclamazione del lutto cittadino e alla commemorazione ufficiale, secondo la prassi di tutti i Comuni del Regno. La successiva ascesa al trono di Vittorio Emanuele III, con giuramento dell’11 agosto 1900, aprì la nuova fase politica caratterizzata dall’allargamento del sistema parlamentare e dai governi Zanardelli (1901–1903), Giolitti II (1903–1905) e Fortis (1905).
L’Antico Mercato Coperto di Ortigia
L’opera pubblica più rilevante inaugurata durante il primo anno di mandato fu il Mercato Coperto di Ortigia (oggi Antico Mercato), realizzato in Via Trento 2, presso il Tempio di Apollo, sull’area delle ex mura spagnole acquisita dal Comune nel 1885. I lavori iniziarono il 20 luglio 1899 e si conclusero nel 1900. Il progetto fu redatto dall’ingegnere comunale Edoardo Troja, ispirandosi al Mercato delle Vettovaglie di Livorno del 1890. L’edificazione fu affidata all’impresa di Gaetano Capodicasa. La struttura si articola su 1500 m² e presenta un cortile rettangolare con fontana ornamentale, 24 arcate di portico in ordine toscano e 36 finestre. L’edificio ospitò i banchi di pescivendoli, macellai, fruttivendoli e artigiani del legno e del ferro fino alla fine degli anni ottanta del Novecento; fu restaurato entro il 2000.
L’ampliamento del Ponte Umbertino
Il Ponte Umbertino, collegamento stabile tra Ortigia e la terraferma, era stato costruito nella sua forma originaria tra il 1869 e il 1870, con cinque arcate in muratura realizzate dall’imprenditore Ruiz Gaetano, su progetto degli ingegneri Filippo Mazzarella e Marco Antonio Di Chiara. La sua larghezza iniziale era di appena sei metri complessivi. Il primo Piano Regolatore di Siracusa, approvato il 4 dicembre 1885 e convalidato con regio decreto del 9 agosto 1889, ne individuava l’ampliamento come prima grande opera del nuovo asse viario cittadino.
Nel 1901, durante il primo mandato di Vinci, fu completata l’approvazione del progetto definitivo e avviati i lavori di ampliamento. Furono interrati definitivamente due dei tre canali che separavano Ortigia dalla terraferma. I lavori di rinforzo dei piloni e di allargamento laterale (6 metri per lato, portando la larghezza complessiva a 18 metri) si protrassero fino al 1910, attraversando il sindacato di Giuseppe Toscano.
Il Rettifilo e la Zona Umbertina
Il grande asse urbano del Rettifilo (oggi Corso Umberto I) era stato varato durante la presidenza del Consiglio provinciale di Francica Nava (1895). All’amministrazione Vinci spettò il compito di attuarne il tracciato, insieme allo sviluppo della Zona Umbertina sulla terraferma, che si andava espandendo con Viale Regina Margherita, Viale Montedoro, Via Malta, Piazzale Guglielmo Marconi e le borgate di Santa Lucia e Sant’Antonio. Il Comune accompagnò la speculazione edilizia privata che diede vita al terzo nucleo urbano storico della città , dopo Ortigia e la Borgata di Santa Lucia.
Presidenza della Deputazione provinciale (1905–1908)
Al termine del primo mandato, Luigi Vinci non si allontanò dalla scena politica. Dal 1905 al 1908 ricoprì la carica di presidente della Deputazione provinciale di Siracusa, mantenendo il controllo delle istituzioni pubbliche mentre a Palazzo Vermexio governava Giuseppe Toscano. Il 1908 fu segnato dal terremoto di Messina del 28 dicembre, che coinvolse anche Siracusa nell’accoglienza dei profughi; la gestione municipale dell’emergenza spettò al sindaco Toscano, mentre l’apparato provinciale era guidato da Vinci.
Il ritorno al municipio (1911)
La crisi del 1910–1911
Il ritorno di Vinci alla guida del Comune fu preceduto da una grave crisi amministrativa. Le elezioni provinciali del 1910 videro Francica Nava soccombere per appena cinquanta voti, segnalando un indebolimento del predominio del Tamburo. Tra l’autunno 1910 e il gennaio 1911 il Comune di Siracusa fu gestito da un commissario prefettizio, l’avvocato L. Menichella, che pubblicò un’apposita relazione sulle scelte adottate. In questa fase il Tamburo lavorò alla cooptazione di parte della fazione avversaria, ottenendo la vittoria nelle elezioni amministrative del gennaio 1911 e il ritorno di Vinci alla carica di sindaco, secondo la formulazione della voce Treccani «dopo una lunga parentesi».
Secondo mandato (1911–1913)
Il secondo mandato di Vinci si svolse interamente sotto il IV governo Giolitti (30 marzo 1911 – 21 marzo 1914). Contemporaneamente alla carica di sindaco, nel 1911–1912 Vinci fu anche presidente del Consiglio provinciale di Siracusa, succedendo a Pasquale Libertini.
Il biennio fu segnato da eventi nazionali di ampia portata:
- Celebrazioni del Cinquantenario dell’Unità d’Italia (1911), con esposizioni a Torino, Firenze e Roma e l’inaugurazione del Vittoriano a Roma il 4 giugno 1911.
- Guerra italo-turca (29 settembre 1911 – 18 ottobre 1912), nel corso della quale Siracusa divenne porto strategico per l’imbarco delle truppe verso la Libia e accolse i profughi italiani rimpatriati. La linea postale Napoli–Siracusa–Malta–Tripoli operativa già a inizio secolo fu intensivamente utilizzata.
- Introduzione del suffragio universale maschile con la legge del 25 maggio 1912, che ampliò drasticamente il corpo elettorale nelle successive elezioni politiche del 26 ottobre 1913.
- Picco dell’emigrazione siracusana: nel solo 1913 risultano espatriati circa 21.000 residenti della provincia, su un totale di 124.194 per il decennio 1901–1913.
La rottura con Francica Nava
Nell’ottobre 1912, la lunga alleanza tra Vinci e Francica Nava si ruppe. Con l’uscita del periodico La Voce del popolo, parte del notabilato locale si schierò a favore della candidatura dell’avvocato Emanuele Giaracà , già avversario di Francica Nava nel 1904. Vinci aderì a questa nuova formazione, contribuendo all’isolamento del suo ex protégé. Francica Nava, abbandonato dagli alleati più fidati, rinunciò a presentarsi alle elezioni politiche del 26 ottobre 1913 e fu nominato senatore il 9 dicembre 1913.
Nel 1913 Vinci lasciò il municipio, che tornò a essere retto per un breve anno da Giuseppe Toscano (1913–1914), prima dell’insediamento di Alessandro Specchi (1914–1920).
Seconda presidenza della Deputazione provinciale (dal 1914)
Dopo la conclusione del secondo mandato sindacale, Luigi Vinci riassunse nel 1914 la presidenza della Deputazione provinciale di Siracusa. La durata precisa di questo secondo mandato provinciale non è documentata dalle fonti online. L’esperienza istituzionale di Vinci si estende così, complessivamente, per oltre quindici anni (1898–1914 e oltre), con la costante alternanza di cariche municipali e provinciali.
Toponomastica
A Luigi Vinci è intitolata Via Luigi Vinci, nel quartiere di Acradina di Siracusa, con origine dopo il civico 11 di Via Giuseppe Reale fino a Via Giuseppe Toscano. La toponomastica di quest’area celebra i sindaci del passaggio tra Ottocento e Novecento: Reale, Vinci e Toscano, oltre a Michele Bonanno e Giovanni Francica Nava, sono tutti compresi nel medesimo reticolo viario. Nel marzo 2025 il Consiglio comunale di Siracusa ha approvato, con mozione a firma dei consiglieri Cavallaro e Romano, un piano di riqualificazione dell’area di Via Luigi Vinci, Via Toscano e Via Reale.
Elenco dei sindaci di Siracusa del periodo
Di seguito la cronologia dei sindaci di Siracusa a cavallo tra Ottocento e Novecento, con in evidenza i due mandati di Luigi Vinci. Per l’elenco completo si rinvia alla scheda Elenco dei sindaci di Siracusa.
| Mandato | Sindaco |
|---|---|
| 1879–1884 | Giuseppe Reale |
| 1885–1889 | Raffaele Lanza |
| 1890–1894 | Alessandro Statella (II mandato) |
| 1895–1896 | Mario Landolina Interlandi |
| 1896–1897 | Michele Bonanno |
| 1898–1905 | Luigi Vinci (I mandato) |
| 1905–1911 | Giuseppe Toscano (I mandato) |
| 1911–1913 | Luigi Vinci (II mandato) |
| 1913–1914 | Giuseppe Toscano (II mandato) |
| 1914–1920 | Alessandro Specchi |
Omonimi
Da non confondere con:
- Luigi Vinci (1578 – Palermo, 7 gennaio 1647), erudito siracusano seicentesco documentato nell’Archivio Biografico Comunale di Palermo. Figura storicamente distinta.
- Luigi Vinci (Roma, 1939), politico della sinistra extraparlamentare, fondatore di Avanguardia Operaia, esponente di Democrazia Proletaria ed europarlamentare del Partito della Rifondazione Comunista, a cui rimanda la pagina Luigi Vinci del Portale storico della Camera dei Deputati (XI legislatura della Repubblica, 1992–1994).
- Giovanni Vinci (cav., dott.) da Sortino, consigliere provinciale di Siracusa, insignito dell’Ordine della Corona d’Italia nel 1911. Probabile parente, non coincidente con il sindaco.
- La famiglia siciliana Vinci baroni di Moschitta (Trapani e Messina, nobilitata nel XVIII secolo), senza legami documentati con il ramo siracusano del sindaco.
Collegamenti esterni
- Giovanni Francica Nava, voce del Dizionario Biografico degli Italiani di Salvatore Adorno (Treccani, 1998), principale fonte biografica indiretta su Luigi Vinci
- Sindaci di Siracusa su Wikipedia in italiano
- Presidenti della Provincia di Siracusa su Wikipedia in italiano
- Giovanni Francica Nava su Wikipedia in italiano
- Antico Mercato di Ortigia su Wikipedia in italiano
- Ponte Umbertino su antoniorandazzo.it
Fonti
- Adorno, Salvatore. «Francica Nava, Giovanni». Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 50, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1998. Consulta online. Fonte primaria per la figura di Luigi Vinci come «grande elettore» di Francica Nava e capo del Tamburo.
- Adorno, Salvatore. Storie di Siracusa tra Ottocento e Novecento. Milano, Franco Angeli, 2022 (ISBN 9788835148241). Contiene la sezione «I sindaci dall’Unità alle riforme crispine» e la trattazione del periodo giolittiano siracusano.
- Adorno, Salvatore. La produzione di uno spazio urbano. Siracusa tra Ottocento e Novecento. Venezia, Marsilio, 2004.
- Adorno, Salvatore. Siracusa 1880–2000. Città , storia, piani. Venezia, Marsilio, 2005.
- Adorno, Salvatore. Siracusa: identità e storia 1861–1915. Siracusa, Istituto di studi siracusani A. Lombardi, 1998.
- Adorno, Salvatore; Dufour, Liliane; Trigilia, Lucia. Siracusa nell’Ottocento (ISBN 9788870603750).
- Iachello, Enrico. «Ceti medi e riformismo nel Siracusano». In La modernizzazione difficile. Città e campagna nel Mezzogiorno dall’età giolittiana al fascismo, Bari, De Donato, 1983, p. 301 e seguenti.
- Menichella, L. Relazione del commissario prefettizio. Siracusa, 1911. Fonte primaria sulla crisi comunale che precedette il secondo mandato Vinci.
- Il Tamburo, settimanale politico di Siracusa, 1880–1914, stampato dalla tipografia Norcia. Conservato presso l’Archivio di Stato di Siracusa e la Biblioteca Comunale.
- La Voce del popolo, settimanale siracusano del notabilato dissidente, dal 1912.
- «Sindaci di Siracusa». Wikipedia. Consulta online.
- «Presidenti della Provincia di Siracusa». Wikipedia. Consulta online.
- «Antico Mercato». Wikipedia. Consulta online.
- «Zona umbertina (Siracusa)». Wikipedia. Consulta online.
- Randazzo, Antonio. «Ponte Umbertino». Akradina Siracusa. Consulta online.
- Randazzo, Antonio. «Via Savoia». Ortigia Heritage. Consulta online. Documenta l’acquisto dei lotti da parte dei Vinci nel 1891–1892.
- «Editoria a Siracusa nell’Ottocento. La stampa periodica». Academia.edu. Consulta online. Contiene la scheda del periodico Il Tamburo.
- Decreto Assessoriale BBCC Regione Siciliana n. 6639 del 14 giugno 1997, pubblicato su GURS n. 37 del 19 luglio 1997. Cita Villa Vinci fra le ville storiche siracusane tutelate.
- Archivio di Stato di Siracusa, fondi Prefettura (1844–1975) e Archivi privati famiglie. Consulta online.
- Archivio Centrale dello Stato, Ministero degli Interni, Direzione amministrazione civile, Ufficio comunale e provinciale 1910–1922, Elezioni, busta 608, fascicolo Siracusa. Contiene l’incartamento del ricorso Francica Nava/Di Natale sulle elezioni provinciali 1910.
Scheda aggiunta da Alessandro Calabrò il 24 aprile 2026.