Salvatore Accolla

Pittore outsider naïf di Ortigia (Floridia, 10 luglio 1946 – Siracusa, 31 ottobre 2020), soprannominato «il Van Gogh siciliano» e «il Ligabue di Siracusa». Autodidatta, ha attraversato venti anni di internamento psichiatrico in cui ha sviluppato un linguaggio personale a smalti su cartoncino.
Aggiornato in data 15 Maggio 2026 da Alessandro Calabrò
PersonaggioSalvatore Accolla
Ritratto del pittore Salvatore Accolla seduto sul letto della sua casa di Ortigia con due delle sue opere appese al muro, crocifisso ligneo e calendario di novembre 2018

Salvatore Accolla nella sua abitazione di Ortigia, novembre 2018. Sullo sfondo due delle sue opere e il crocifisso ligneo (foto SicilyMag, riproduzione a scopo enciclopedico).
NascitaFloridia, 10 luglio 1946
MorteSiracusa, 31 ottobre 2020 (74 anni)
Soprannomiil Van Gogh siciliano; il Ligabue di Siracusa
AttivitàPittore, poeta in dialetto siciliano
StileOutsider, naïf, autodidatta
TecnicaSmalti per infissi su cartoncino 50×70 e 70×50 cm; tele di grande formato dagli anni Duemila
IconografiaCavallino rosso, barche, marine, pensatori, ombre, scala, Crocifisso, rovine antiche
AtelierArtigia di Benedetto Speranza, via Resalibera, Ortigia
Opere pubblicheEdicola Madonna delle Lacrime (via Dione); jersey Corso Matteotti–Passeggio Adorno; quadri Palazzo Vermexio
DocumentarioAccolla (e il cavallino rosso a Siracusa), Paolo Boriani, 2019
WikidataQ139785282

Salvatore Accolla (Floridia, 10 luglio 1946 – Siracusa, 31 ottobre 2020) è stato un pittore e poeta siracusano, considerato uno dei più importanti artisti outsider italiani della seconda metà del Novecento. Autodidatta, mai scolarizzato oltre le elementari, attraversò vent’anni di internamento nell’ospedale psichiatrico di Siracusa, durante i quali iniziò a dipingere con gli smalti per infissi su cartoncino, sviluppando un linguaggio personale a tinte forti e dal tratto sintetico riconducibile alla tradizione naïf. Soprannominato «il Van Gogh siciliano» o «il Ligabue di Siracusa», fu valorizzato dalla critica nazionale negli ultimi anni di vita per l’urgenza espressiva e l’autodidattismo, ed è stato protagonista del documentario Accolla (e il cavallino rosso a Siracusa) di Paolo Boriani (2019).

Accolla è inseparabile dalla città di Siracusa, di cui ha raccontato per oltre quarant’anni i pescatori, le barche, le rovine antiche e i luoghi minori dell’isola di Ortigia. Le sue opere pubbliche permanenti includono l’edicola votiva della Madonna delle Lacrime sul cantonale fra via Dione e via dell’Apollonion, il ciclo di pitture sulle barriere antiterrorismo (jersey) installate fra Corso Matteotti e il Passeggio Adorno e il murales a lui dedicato dal Comune nel 2021 in Largo dei Pescatori, opera del brasiliano Marcos Fernando Do Nascimento.

Biografia

Origini e infanzia

Salvatore Accolla nasce a Floridia, paese natale della madre, il 10 luglio 1946, e a poche settimane di vita viene portato a Ortigia, dove vivrà per tutto il resto della sua esistenza. La famiglia è di pescatori: padre, zii e parenti vivono dei lavori del mare. Il padre lascia la famiglia quando Salvatore è ancora bambino, mutando l’equilibrio domestico. Frequenta solo le scuole elementari; dalla quinta in poi lavora in vari mestieri tra ristoranti, attività portuali e occupazioni saltuarie.

Adolescenza, Germania, rientro

Dai sedici ai diciotto anni Accolla lavora come manovale nei cantieri edili, poi si trasferisce in Germania, dove rimane fino ai venti anni. La causa documentata della malinconia di Accolla, attestata dal catalogo della Fondazione Credito Bergamasco e da Rolling Stone, è una delusione sentimentale: l’artista aveva trovato lavoro e una compagna in Germania, e una volta interrotto il legame il rientro a Siracusa porta con sé sradicamento e sofferenza affettiva. La diagnosi iniziale fu di «esaurimento». Accolla stesso, intervistato da Rolling Stone, ricorderà: «Ero triste perché mi mancavano la mia fidanzata e la Germania». La madre avalla il suo ricovero nell’ospedale psichiatrico di Siracusa, nella speranza di un percorso di cura.

Vent’anni di ospedale psichiatrico

L’esperienza dell’internamento si protrarrà, fra brevi intervalli di libertà, per vent’anni: una stagione devastante per Accolla, che diventerà poi materiale costitutivo del suo immaginario artistico. È in ospedale che lo psichiatra dottor Gattuso, intuendo la sua propensione, apre un atelier interno dove i pazienti possono dipingere. Accolla vi accede da subito: la pittura diventa per lui «una necessità, una sorta di risposta al malessere che lo perseguita», secondo la lettura di Daniela Rosi, e non smetterà più. L’esperienza si configura come laboratorio di arte-terapia istituzionale di cui Accolla diventa il catalizzatore involontario. Una volta, in un tentativo di fuga, l’artista racconta in Rolling Stone: «Sono salito sul muro alto due o tre metri, mi sono arrampicato»: ne seguono giorni di contenzione punitiva. La pratica artistica resta il suo unico strumento di sopravvivenza, di affermazione, di libertà.

Ritorno alla vita civile e maturità artistica

Una volta uscito dall’ospedale, Accolla torna a Ortigia, in un basso alle spalle del Tempio di Apollo, dove vive in condizioni precarie ma libero. La sua giornata segue un ritmo rituale: sveglia alle 3:30 di mattina, prima colazione, uscita notturna con il cane Righel, ritorno a casa, seconda colazione, mattinata di pittura. Alle 11 porta i quadri appena terminati su Corso Matteotti, vicino alla statua di Archimede, dove resta esposto fino a mezzogiorno e li vende ai turisti per pochi euro. Pomeriggio: pranzo, ascolto della musica di Peppino di Capri, allenamento al disegno, scrittura di quattro poesie, pittura fino alle 15:30, quando va a dormire. Il cane Righel condivide tutto, anche il letto.

«Ogni volta che mi sveglio sono contento perché quando c’è la vita per me ogni giorno è Pasqua.» — Salvatore Accolla (frase-manifesto, da cui il titolo della mostra di Bergamo 2020)

La sua spiegazione del ritmo invertito (a letto alle 17, sveglio alle 3:30) era una frase poetica riportata da SiracusaOggi: «Quel silenzio foriero di un nuovo giorno, di una nuova speranza, di un nuovo incontro».

Mostre alla Galleria Roma (2009-2012)

Prima del riconoscimento nazionale, Accolla espone più volte alla Galleria Roma di Siracusa, diretta da Corrado Brancato con ufficio stampa di Amedeo Nicotra. Nel maggio 2009 vi è la personale «In infinite chiarità», presentata dal critico e scrittore siracusano Salvo Sequenzia. Nell’ottobre 2012 la galleria ospita la collettiva «ArteInsieme» con la pittrice Elia Guardo, presentata dal pittore e critico siracusano Paolo Morando, che lo definisce «un artista del quale ci si accorge quando manca».

L’articolo di Veronica Tomassini e la riscoperta nazionale (2017)

La scintilla del riconoscimento nazionale è un articolo della scrittrice e giornalista Veronica Tomassini, «C’è un piccolo Ligabue in un basso di Ortigia», pubblicato sull’edizione cartacea del Fatto Quotidiano il 2 aprile 2017. Il pezzo è il primo profilo nazionale a leggere Accolla nei termini della tradizione outsider italiana, evocando il parallelo con Antonio Ligabue. Subito dopo, l’imprenditore Benedetto Speranza e la curatrice Daniela Rosi, presidente di LAO (Laboratorio Artisti Outsider) di Verona, attivano il circuito espositivo che porterà Accolla fuori dalla dimensione cittadina.

Riconoscimento nazionale (2017)

Nel 2017 Daniela Rosi seleziona Accolla per la grande mostra collettiva «Fuori Serie» a Torino, presso Palazzo Barolo, co-curata con Tea Taramino. Benedetto Speranza gli apre l’atelier Artigia in via Resalibera a Ortigia e sostiene le mostre successive a Verona presso il Palazzo Scarpa di Banco BPM e in altre città del Nord. Lo stesso 2017, il Comune di Siracusa lo celebra il 1° dicembre con la serata «Siracusa era più bella di Atene» a Palazzo Vermexio e una mostra collegata all’atelier Artigia. L’allora vice sindaco Francesco Italia dichiara: «Siracusa riconosce finalmente e con tutti gli onori l’artista Salvatore Accolla, pittore e poeta dotato di grande talento».

Collaborazione con Martino Midali (2018)

Nell’ottobre 2018 le opere di Accolla vengono scelte come fondale visivo per la presentazione della nuova collezione dello stilista milanese Martino Midali, ospitata nella boutique di Ortigia. È uno dei rari momenti in cui la sua pittura entra in dialogo con il sistema della moda contemporanea, mantenendo l’ancoraggio al territorio siracusano.

Mostra «Ogni giorno è Pasqua» (2020)

La Fondazione Credito Bergamasco gli dedica la mostra monografica «Ogni giorno è Pasqua. Salvatore Accolla, un outsider fra le pietre della Magna Grecia», curatori Angelo Piazzoli, Daniela Rosi e Tarcisio Tironi, in collaborazione con LAO e con il M.A.C.S. Museo d’Arte e Cultura Sacra di Romano di Lombardia. La mostra viene inaugurata online il 9 maggio 2020 a causa della pandemia, e si articola poi nel doppio allestimento fisico: Centro Culturale San Bartolomeo di Bergamo (10-24 maggio 2020) e M.A.C.S. di Romano di Lombardia (25 luglio – 6 settembre 2020). L’esposizione raccoglie 52 opere a smalto su cartoncino 50×70 cm realizzate fra il 2001 e il 2004, periodo critico considerato il più rilevante della sua produzione. Il catalogo, edito dalla Fondazione, costituisce a oggi la fonte primaria più ampia sulla biografia e sull’analisi stilistica dell’artista.

Morte

Salvatore Accolla muore all’alba del 31 ottobre 2020, a 74 anni, a Siracusa. Il sindaco Francesco Italia lo ricorda con la dichiarazione: «Con rara sensibilità, che gli proveniva dalle difficoltà affrontate nella vita, e con le sue originali pennellate colorate, è riuscito a raccontare Siracusa».

Il 2 novembre 2020, due giorni dopo la sua scomparsa, l’associazione cittadina Dracma (presidente Giovanni Di Lorenzo, su proposta di Alessandro Maiolino) restaura e illumina l’edicola della Madonna delle Lacrime in via Dione, dipinta da Accolla, come gesto simbolico di commemorazione. Parallelamente, con il sostegno di Dracma, l’attivista Ramzi Harrabi propone di intitolare a Salvatore Accolla il vicolo di Ortigia dove l’artista aveva vissuto.

Stile pittorico

Accolla è considerato un artista outsider naïf autodidatta. La sua pittura si caratterizza per:

  • Contorni neri marcati, vere recinzioni a difesa della figura, come se l’immagine fosse corazzata, contenuta e protetta;
  • Palette satura ad alto contrasto: rosso, giallo, blu profondo, verde, nero, smalti rapidi e luminosi;
  • Composizione frontale, ritmo ritualistico, ripetizione degli stessi soggetti iconografici come grani di un rosario;
  • Tecnica degli smalti per infissi su cartoncino (50×70 cm o 70×50 cm), scelta per la rapidità di asciugatura che permette di portare i quadri appena terminati su Corso Matteotti;
  • Volti senza occhi in alcune fasi: una scelta che la critica ha letto come allegoria dell’alienazione della società moderna, persone uniformate a un’unica volontà.

Secondo Daniela Rosi, le opere di Accolla rappresentano «una sorta di metabolizzazione di tutto il Novecento»: «Ci possiamo vedere Carrà, Morandi, Sironi, De Chirico, De Pisis e anche Kandinsky, Munch, Picasso. In realtà non è legato a nessuno di loro e a nessuno di loro si ispira esplicitamente». Salvo Sequenzia, nel saggio dedicato all’artista, individua una «forte spinta verticale» che attraversa l’intera opera, in cui la scala dipinta diventa simbolo del desiderio di sollevarsi «dall’orizzontalità del reale». Il regista Paolo Boriani, in un’intervista a Rolling Stone, descrive Accolla come «un astronauta che vive totalmente nel passato e totalmente nel futuro». La giornalista Emilia Rossitto, in un ritratto pubblicato su SicilyMag nel gennaio 2019, scrive che «di Salvatore Accolla colpiscono immediatamente lo sguardo, la spudorata franchezza, l’umiltà e l’infinita bontà d’animo».

Soggetti iconografici ricorrenti

L’alfabeto visivo di Accolla si compone di un numero ristretto di soggetti che ritornano combinandosi in modi sempre diversi nelle migliaia di opere prodotte in oltre quarant’anni di attività:

  • Il cavallino rosso, vera firma dell’artista: un cavallo sintetico, stilizzato, che nasce dal disegno di un amico studente d’arte e si trasforma poi in cifra identitaria;
  • Le barche di Ortigia, memoria della famiglia di pescatori, posate sulla rena o spinte in mare;
  • Le marine, attraversate da una netta striscia blu che separa cielo e mare, metafisiche e sospese;
  • Le rovine antiche, le pietre della Magna Grecia, in particolare i resti del Tempio di Apollo che Accolla aveva sotto casa;
  • Le scale, simbolo di elevazione e ascesa, spesso bianche e fuori contesto cromatico;
  • I pensatori, figure geometriche dal capo reclinato, quasi sempre sedute;
  • Le ombre della sera, figure giacomettiane alte e ieratiche, talvolta autoritratti dell’artista in versione minuscola;
  • I volti dalla bocca aperta e dallo sguardo fisso, di un’umanità sorpresa e affamata;
  • Il Crocifisso, immagine di un Cristo che cristallizza il male del mondo, ricorrente nei suoi paesaggi religiosi;
  • Gli uccelli, gabbiani e corvi in silhouette nera, emblema di libertà e movimento sopra il mare di Ortigia;
  • Le coppie umane, archetipi maschili e femminili stilizzati, talvolta nudi di spalle, sullo sfondo monocromo;
  • Animali domestici e selvatici, dal cane di casa agli elefanti e gattopardi visti su libri e riviste;
  • Frutta, piatti, bicchieri, scodelle, coltelli, pentole, caffettiere: nature morte popolari abitate da esseri umani fuori scala.

Opere pubbliche permanenti a Siracusa

L’edicola votiva della Madonna delle Lacrime

L’edicola votiva della Madonna delle Lacrime al cantonale tra via Dione e via dell’Apollonion (civico 2, Ortigia) ospita un dipinto di Accolla che ha sostituito una più antica stampa popolare degli anni Cinquanta, censita nel 1991 da Michele Romano nel volume Le edicole votive a Siracusa. L’opera, illuminata il 2 novembre 2020 dall’associazione Dracma, raffigura la Madonna a mezzo busto con cuore esposto e Santuario delle Lacrime stilizzato sullo sfondo, secondo la cifra dell’artista. La data esatta del dipinto non è documentata nelle fonti edite consultate: per via stilistica è riconducibile al primo decennio del Duemila.

Le barriere antiterrorismo fra Corso Matteotti e il Passeggio Adorno

Le barriere antiterrorismo (jersey) installate dal Comune dopo l’attentato di Nizza del 2016 lungo Corso Matteotti e fino al Passeggio Adorno, in zona centrale di Ortigia, sono state decorate da Accolla con il suo repertorio pittorico (cavallini, barche, marine, ombre), trasformando elementi di arredo urbano destinati alla sicurezza pubblica in un ciclo di arte visibile a chi entra in Ortigia. La città le ha riconosciute come «ultimo regalo» del pittore, sopravvissute alla sua morte e tuttora visibili. La realizzazione risale al 2018 circa, secondo le testimonianze giornalistiche del 2020.

Il murales di Marcos Fernando Do Nascimento in Largo dei Pescatori

Il 5 novembre 2021 il Comune di Siracusa annuncia la realizzazione di un murales in memoria di Salvatore Accolla, finanziato con 6.300 € e affidato all’artista brasiliano Marcos Fernando Do Nascimento, su autorizzazione dei condomini dello stabile e con il nulla osta della Soprintendenza ai Beni Culturali di Siracusa. L’opera, dal titolo «Ritratto di autenticità, un murale per il maestro Accolla», viene completata e inaugurata il 6 febbraio 2022 in Largo dei Pescatori 1-2, angolo via Dione, nel rione Graziella, alle spalle delle ex Carceri Borboniche. La scelta del luogo restituisce simbolicamente l’artista al quartiere dei pescatori della sua famiglia d’origine. Il sindaco Francesco Italia, alla cerimonia, dichiara: «L’arte è sinonimo di libertà».

Quadri in Palazzo Vermexio

Alcuni quadri donati nel tempo dal pittore al sindaco di Siracusa sono esposti negli uffici comunali di Palazzo Vermexio, sede storica del Comune.

Decorazioni murali in Ortigia

Secondo la testimonianza del critico Paolo Morando, lo stile di Accolla è «riconoscibile sulle pareti di quasi tutti i restauri di Ortigia»: la sua pittura ha contaminato l’arredo cromatico dell’isola attraverso interventi minori non sistematicamente catalogati, frutto di richieste di privati cittadini o di proprietari di immobili.

Opere in collezioni private

Le opere di Salvatore Accolla, vendute per oltre quarant’anni a turisti, passanti e collezionisti su Corso Matteotti per pochi euro o tramite l’atelier Artigia di Benedetto Speranza, sono oggi disseminate in centinaia di collezioni private italiane ed estere. Il catalogo a stampa curato da Benedetto Speranza per la collezione Artigia 2017 ha documentato 47 opere fotografate da inserire nel circuito espositivo. Sono di seguito riprodotte, a titolo di esempio illustrativo, quattro opere appartenenti a una collezione privata siracusana, rappresentative di altrettanti soggetti iconografici tipici dell’artista.

Dipinto di Salvatore Accolla raffigurante una motoape rossa in un paesaggio al tramonto con monti scuri e cielo arancione, firmato e datato 2015
Motoape al tramonto, smalto su tavola, 2015. Firmato in basso a destra. Tema della marina di Ortigia con mezzo motorizzato, periodo della piena maturità cromatica.
Dipinto di Salvatore Accolla raffigurante una barca stilizzata con vele rosse su fondo giallo-verde, dal repertorio iconografico delle barche di Ortigia
Barca con vele rosse, smalto su tavola. Variazione sul soggetto cardine della barca di Ortigia, memoria della famiglia di pescatori.
Dipinto di Salvatore Accolla raffigurante un uccello in volo silhouette nera su cielo arancione, mare blu, scogli rossi
Uccello al tramonto, smalto su tavola. Soggetto della libertà sopra il mare di Ortigia, declinato sulle marine metafisiche dell’artista.
Dipinto di Salvatore Accolla raffigurante una coppia umana stilizzata, figura maschile nera e figura femminile nuda di spalle, su fondo rosa, firmato e datato 2018
Coppia, smalto su tavola, 2018. Figura maschile in silhouette nera accanto a una figura femminile nuda di spalle, archetipi degli ultimi anni della produzione.

Le quattro opere appartengono a una collezione privata siracusana. Riproduzione a scopo enciclopedico (uso citazionale per voce monografica). Diritti dell’autore sulle immagini delle opere © eredi Salvatore Accolla.

Attività letteraria

Accolla è stato anche poeta in dialetto siciliano. Ha pubblicato due raccolte di versi (autoprodotte e di limitata diffusione), una delle quali interamente dedicata al suo primo cane Righel, la cui morte aveva profondamente segnato l’artista. Ogni giorno componeva quattro poesie, secondo la sua routine domestica, considerandole parte integrante della stessa pratica espressiva del dipingere. Pur essendo praticamente illetterato, i versi venivano composti oralmente e poi trascritti. Anche la sua grafia, fortemente premuta e geroglifica, è stata letta dalla critica come opera autonoma: una sequenza di segni che evolve nel tempo, leggibile nella sequenza delle firme dei dipinti datati 1979, 1990, 2002, 2003, 2008 e 2018.

Righel, l’ultimo custode

Accolla aveva due cani consecutivi, entrambi chiamati Righel. Il secondo, un labrador retriever, lo accompagnò per gli ultimi anni di vita ed era inseparabile dall’artista: dormiva con lui, lo seguiva nelle uscite notturne, sostava accanto al banchetto di vendita su Corso Matteotti. Il giorno dei funerali, secondo la testimonianza della nipote Donatella, Righel restò «accucciato sotto la bara, immobile». Dopo la morte di Accolla, il cane fu affidato a un’amica del pittore che disponeva di un terreno; nei primi tempi ululava cercando il padrone e in seguito sviluppò una grave artrosi. Righel è morto il 2 marzo 2026, all’età di 14 anni. Una pagina di AgoraVox lo ha commemorato come «l’ultimo custode» della memoria dell’artista.

Documentario di Paolo Boriani

Nel 2019 il regista Paolo Boriani realizza il film documentario «Accolla (e il cavallino rosso a Siracusa)» (produzione Pb e K-Rock Film Studio, musiche di Giuliano Dottori), che racconta la giornata-tipo di Accolla dalle 3:30 di notte alle 3:30 di pomeriggio, alternando memoria personale, scene del presente, opere e luoghi siracusani. La prima proiezione siracusana avviene al Cinema Aurora di Belvedere il 6 febbraio 2019. Il documentario è stato successivamente diffuso da Sky Arte, presentato al MYArt Film Festival e citato in più riprese di stampa nazionale, tra cui un articolo di Rolling Stone dedicato all’opera.

La colonna sonora di Giuliano Dottori

La colonna sonora originale del documentario è firmata dal cantautore Giuliano Dottori, noto per il progetto Amor Fou. L’EP «Accolla (e il cavallino rosso a Siracusa) [Colonna sonora originale del film]», cinque brani, viene pubblicato nel 2018 ed è disponibile su Spotify e Amazon Music. Dottori ha definito il lavoro «un racconto in musica» della vita di Accolla, costruito su atmosfere mediterranee e dilatate.

Memorial e premi (2023-2025)

Il 31 ottobre 2023, a tre anni dalla scomparsa, si tiene a Siracusa la prima edizione del Premio memorial Salvatore Accolla, presso lo Spazio 900 dell’ex Convento del Ritiro in via Mirabella. La cerimonia è organizzata dalla nipote Donatella Accolla, custode anche del cane Righel, con la collaborazione del project manager Salvo Cassarino, del critico Raimondo Raimondi, dell’assessore comunale alla cultura Fabio Granata e con un messaggio del sindaco Francesco Italia. Vincono la prima edizione gli artisti Nunzio Papotto (Catania) e Roberto Sapienza detto «Fiore» (Siracusa). La targa consegnata riproduce un ritratto di Accolla dipinto nel 2017 da Patrizia D’Anna. Le motivazioni sono redatte dal critico Rodrigo Foti (Milazzo). Compongono il comitato anche il professor Nino Sicari del Liceo Artistico Gagini, Donata Russo (avvocato di Accolla, che recita alcune poesie in dialetto durante la cerimonia) e Valentino De Ieso, presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri. Per decisione dell’assessore Granata, una tela dell’artista resta esposta a Spazio 900 per i mesi successivi al memorial.

Il giorno della scomparsa di Accolla, lo stesso Granata lo ricordò così: «Ci mancherà tanto all’angolo di Corso Matteotti con il suo amato cane e le sue bellissime e metafisiche tele. Sono certo che la sua arte sarà pienamente rivalutata e che la Città onorerà la sua memoria».

La seconda edizione si svolge il 3 maggio 2025 a Cassibile, in via Fiume Cacipari 31/c, co-organizzata da Donato Trovato e Donatella Accolla, con una sezione speciale dedicata agli studenti tra i 6 e i 10 anni del quartiere Aretusa. Il premio viene assegnato al ritrattista catanese Alfonso Restivo, direttore artistico della Concept Art Gallery di Milano.

Critica e bibliografia

Saggi critici

  • Angelo Piazzoli, Daniela Rosi, Tarcisio Tironi (a cura di), Ogni giorno è Pasqua. Salvatore Accolla, un outsider fra le pietre della Magna Grecia, Fondazione Credito Bergamasco, in collaborazione con LAO (Laboratorio Artisti Outsider) e M.A.C.S. Museo d’Arte e Cultura Sacra di Romano di Lombardia (catalogo monografico 2020).
  • Daniela Rosi, Tommaso Taramino (a cura di), Fuori serie, Prinp Editore, Torino, 2017. Contiene il saggio di Salvo Sequenzia, Come agli orli della vita. Naufragio ed epifania nelle opere di Salvatore Accolla, p. 106.
  • Salvo Sequenzia, Come agli orli della vita. Sull’opera di Salvatore Accolla, saggio depositato su Academia.edu, ID 44532280.

Cataloghi e ritratti

  • Benedetto Speranza, catalogo della collezione Artigia (Ortigia, post 2017), edizione a stampa.
  • Patrizia D’Anna, ritratto di Salvatore Accolla, olio, 2017 (utilizzato per la targa del Premio Memorial 2023).

Accessibilità

Accessibilità motoria

Le opere pubbliche di Accolla a Siracusa sono accessibili in massima parte da percorso pianeggiante lungo Corso Matteotti (jersey antiterrorismo) e nella parte centrale di Ortigia, zone pedonali. L’edicola della Madonna delle Lacrime in via Dione è raggiungibile a piedi dal Corso senza barriere, con pavimentazione in lastroni di pietra. Il murales di Marcos Fernando Do Nascimento in Largo dei Pescatori, all’angolo con via Dione, è visibile da percorso pianeggiante; il largo è uno slargo del rione Graziella accessibile dal lungomare di Levante. I quadri esposti in Palazzo Vermexio sono visitabili solo previo accesso istituzionale agli uffici comunali, non aperti come museo.

Accessibilità visiva

La palette satura ad alto contrasto di Accolla (rosso, blu profondo, giallo, nero) è di lettura facilitata anche da chi ha riduzioni dell’acuità visiva, specialmente nelle opere pubbliche su jersey, di formato grande, e nel murales di Largo dei Pescatori, di dimensioni murali. Per le opere su cartoncino (50×70 cm o 70×50 cm) la fruizione richiede distanza ravvicinata, raggiungibile solo in collezioni private o presso l’atelier Artigia.

Accessibilità uditiva

Non risultano audioguide o materiali sonori dedicati alle opere di Accolla a Siracusa. Il documentario di Paolo Boriani è disponibile in lingua italiana senza sottotitoli accessibili documentati. Le visite guidate alle opere pubbliche dell’artista, periodicamente organizzate da associazioni cittadine come Dracma e LAO, sono in lingua italiana con esposizione orale.

Accessibilità cognitiva

La pittura di Accolla è di lettura immediata sul piano formale (palette, contorni, soggetti riconoscibili) ma richiede un livello interpretativo per coglierne i sottotesti biografici (i venti anni di manicomio, la famiglia di pescatori, il legame con Ortigia). Il documentario di Paolo Boriani (2019) è il principale strumento divulgativo che colma questa distanza. Una targa esplicativa sulle opere pubbliche, oggi assente sulla maggior parte degli interventi, faciliterebbe la comprensione per i passanti e per i turisti.

Vedi anche

Fonti

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