![]() Foto A. Calabrò, 2026 | |
| Tipo | Nicchia a scatola sporgente |
|---|---|
| Dedica | Madonna delle Lacrime |
| Indirizzo | Cantonale via Dione e via dell’Apollonion, Ortigia |
| Quartiere | Graziella |
| Misure | 50 × 90 cm |
| Materiale | Malta cementizia e legno |
| Autore dipinto | Salvatore Accolla (1946-2020) |
| Datazione struttura | Documentata dal 1991 (Romano, scheda 6) |
| Datazione dipinto | Anni Duemila (data esatta non documentata) |
| Restauro | 2 novembre 2020 (associazione Dracma) |
L’edicola votiva della Madonna delle Lacrime è una nicchia a scatola sporgente in malta cementizia e legno, inserita sul cantonale di un palazzetto al civico 2 dell’angolo fra via Dione e via dell’Apollonion, nel rione Graziella di Ortigia. Custodisce un dipinto della Madonna delle Lacrime realizzato dal pittore siracusano Salvatore Accolla in sostituzione di una più antica stampa devozionale degli anni Cinquanta, censita nel 1991 da Michele Romano nel volume Le edicole votive a Siracusa (scheda n. 6). La struttura è stata restaurata e illuminata il 2 novembre 2020, giorno del commiato dello stesso Accolla, su iniziativa dell’associazione cittadina Dracma.
Struttura e iconografia
Il rilievo di Romano del 1991 qualifica l’edicola come «nicchia-paretale che fuoriesce dalla parete come una scatola, realizzata in malta cementizia e legno e riparata da una piccola tettoia a due falde che segue la linearità del frontone triangolare», con misure di 50 × 90 cm e illuminazione elettrica interna. La cornice è rifinita a stucco bianco; la mensola sottostante, in pietra modanata con dentelli, appartiene a una fase costruttiva più antica del cantonale.

Il dipinto attuale di Accolla raffigura la Madonna a mezzo busto, con velo blu, manto rosso, aureola dorata radiante e mani giunte sul petto a sostegno del cuore esposto; a destra della figura una struttura architettonica stilizzata in oro, verosimilmente il Santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa. Lo stile è quello caratteristico dell’artista: contorni neri marcati, palette satura, tratto sintetico, firma «Accolla» in basso a destra. La presenza simultanea del cuore esposto e della stilizzazione del Santuario lega il dipinto a due devozioni mariane novecentesche siracusane: il Cuore Immacolato di Maria di Pio XII e la lacrimazione del 1953 in via degli Orti.
L’immagine del 1991: stampa popolare degli anni Cinquanta
Il dipinto attuale è una sostituzione successiva. Nel 1991 Romano documentava all’interno della nicchia una stampa su carta raffigurante la «Madonna col Bambino in un abbraccio affettuoso», riconducibile alla cromolitografia devozionale degli anni 1954-1958 e già allora descritta come «di recente fattura» rispetto alla struttura. La fotografia in bianco e nero pubblicata a corredo della scheda mostra l’edicola in posizione e geometria sostanzialmente identiche a quelle odierne, con la stessa mensola in pietra e i medesimi fili elettrici ancorati lateralmente. Sopra la nicchia era allora affisso un cartello «DIVIETO DI AFFISSIONI», testimonianza materiale della pressione delle affissioni abusive nelle vie strette di Ortigia.
Edicola: nicchia-paretale che fuoriesce dalla parete come una scatola, realizzata in malta cementizia e legno e riparata da una piccola tettoia a due falde che segue la linearità del frontone triangolare. Misure dell’edicola: cm 50×90. L’immagine, stampa su carta, ritrae la Madonna col Bambino in un abbraccio affettuoso. Il tema mariano è stato molto rappresentato nel nostro secolo soprattutto negli anni cinquanta (1954-58). Infatti l’immagine di recente fattura si distacca dalla storicità dell’edicola. Stato di conservazione: in discrete condizioni per il recente restauro dell’edificio architettonico che la ospita, ma richiede pur sempre una attenta manutenzione. Lo sportello di legno e vetro che protegge l’immagine, discutibile, l’installazione dei fili per la comunicazione elettrica e telefonica.
Il dipinto di Salvatore Accolla
Salvatore Accolla (Floridia 1946, Siracusa 2020), pittore outsider naïf di Ortigia soprannominato «il Van Gogh siciliano», ha realizzato in questa edicola una delle sue poche opere pubbliche permanenti a Siracusa, insieme al ciclo di pitture sulle barriere antiterrorismo (jersey) di Corso Matteotti e ad alcuni quadri donati al sindaco ed esposti in Palazzo Vermexio. La data esatta del dipinto non è documentata nelle fonti edite: per stile (palette satura, contorni neri marcati, firma) è riconducibile al primo decennio del Duemila, periodo che la critica considera il più rilevante della sua produzione. L’atelier «Artigia» dell’artista, gestito dal gallerista Benedetto Speranza, si trovava a poca distanza in via Resalibera.
L’edicola si inserisce nel nucleo devozionale del rione Graziella, antico quartiere dei pescatori, che conserva anche due edicole della Madonna delle Grazie (Ronco 5° n. 27 e Ronco 2° n. 16), la nicchia anonima di via Dione 134 e altre piccole edicole minori in via Salomone.
Restauro e illuminazione del 2 novembre 2020
Il 2 novembre 2020, giorno del commiato funebre di Accolla, l’edicola è stata restaurata e illuminata dall’associazione siracusana Dracma, presieduta da Giovanni Di Lorenzo, su proposta di Alessandro Maiolino, con l’autorizzazione del sindaco Francesco Italia e la collaborazione dell’assessore comunale alla cultura Fabio Granata. L’illuminazione installata, a tonalità calda, retroillumina il dipinto nelle ore serali, rendendolo visibile dal piano stradale anche da lontano. Contestualmente, l’attivista Ramzi Harrabi propose, con il sostegno di Dracma, di intitolare a Salvatore Accolla il vicolo di Ortigia dove l’artista aveva abitato.

Accessibilità
Accessibilità motoria
Il cantonale è raggiungibile a piedi dal Corso Matteotti su pavimentazione in lastroni di pietra, in via pedonale e veicolare promiscua a velocità ridotta. L’edicola è collocata a circa 2,5 metri di altezza dal piano stradale: non è raggiungibile al tatto, ma resta osservabile da terra anche da posizione seduta.
Accessibilità visiva
La palette satura del dipinto e l’illuminazione interna installata nel 2020 garantiscono buon contrasto cromatico dal piano stradale, sia di giorno sia di sera. Non è presente alcuna didascalia testuale sul manufatto.
Accessibilità uditiva
Il contesto sonoro è quello di una via secondaria di Ortigia. Non sono presenti audioguide, targhe sonore o segnaletica acustica dedicate.
Accessibilità cognitiva
L’iconografia di Accolla combina elementi del Cuore Immacolato di Maria e una rappresentazione architettonica stilizzata del Santuario delle Lacrime: richiede familiarità con il culto siracusano del Novecento per essere riconosciuta. Il legame con la storia del manufatto (stampa anni Cinquanta sostituita dal pittore) non è desumibile dal manufatto stesso.
Vedi anche
- Salvatore Accolla (l’autore del dipinto)
- Edicole votive di Siracusa
- Santuario della Madonna delle Lacrime
- Edicola votiva di via Dione 134
- Tempio di Apollo
Fonti
- Michele Romano, Le edicole votive a Siracusa, Siracusa, 1991, scheda n. 6, p. 40.
- «Siracusa, illuminata l’edicola votiva in onore della Madonnina delle Lacrime», Siracusa News, 2 novembre 2020.
- «Siracusa perde Salvatore Accolla, il Van Gogh siciliano», SiracusaOggi, 31 ottobre 2020.
- Rilievo fotografico di Alessandro Calabrò, 8 maggio 2026.
