![]() L’edicola al civico 27 nello stato attuale (foto A. Calabrò, 2026) | |
| Dati identificativi | |
| Tipo | Edicola a nicchia paretale |
|---|---|
| Dedica | Madonna della Catena (Maria SS. della Catena) |
| Indirizzo | Via Dione 27, al cantonale con via Vincenzo Mirabella, Ortigia |
| Quartiere | Ortigia – rione Spirduta |
| Dati architettonici | |
| Misure | 110 × 160 cm |
| Materiale | Lastre di marmo bianco lungo cornice e mensola |
| Coronamento | Monogramma mariano scolpito in marmo |
| Chiusura | Balaustra in ferro battuto a volute, oggi protetta da vetro |
| Illuminazione | Elettrica a neon (1991) |
| Restauro documentato | 1960 (lastre marmoree e balaustra moderna) |
| Iconografia | |
| Soggetto | Madonna col Bambino con due devoti |
| Tecnica | Olio su tela |
| Datazione del dipinto | XIX secolo |
| Catalogazione | |
| Censimento Romano 1991 | Scheda n. 9, p. 46 |
L’edicola votiva della Madonna della Catena è una nicchia devozionale paretale situata al civico 27 di via Dione, al cantonale con via Vincenzo Mirabella, nel rione Spirduta di Ortigia, Siracusa. Costruita in pietra calcarea e restaurata nel 1960 con lastre di marmo bianco, mensola modanata e balaustra in ferro battuto, ospita un dipinto su tela del XIX secolo che raffigura la Madonna col Bambino in atto di porgere una catenella a uno dei due devoti rappresentati ai suoi piedi. È catalogata nel censimento di Michele Romano (1991) come scheda numero 9 ed è una delle edicole di Ortigia in stato di conservazione migliore, grazie a una continuativa cura privata del vicinato.
Ubicazione
L’edicola si apre sull’angolo che via Dione forma con via Vincenzo Mirabella, sulla parete laterale di un edificio nobiliare a più piani. Via Dione, asse principale di Ortigia, ricalca il tracciato dell’antico decumano massimo della Siracusa greca e romana e collega il Tempio di Apollo, all’altezza di Largo XXV Luglio, al cuore dell’isola. Via Mirabella, intitolata allo storico siracusano Vincenzo Mirabella (1570-1624), è uno dei decumani minori della trama urbana antica, e percorre Ortigia in direzione perpendicolare a via Dione.

L’edicola al cantonale con via Mirabella, sotto il portico di un palazzo storico. Foto A. Calabrò, 2026.
Il rione di appartenenza è la Spirduta, il quartiere centrale di Ortigia compreso fra via Dione, via Maestranza e via dell’Apollonion, confinante a sud con la Graziella, l’antico rione dei pescatori. La via Dione conta nel suo tratto altre tre edicole votive censite da Romano: l’edicola di San Sebastiano martire al civico 21 (XIX secolo, scheda 10 di Romano), la nicchia oggi vuota dell’edicola votiva di via Dione 134 nel rione Graziella (scheda 5) e la Madonna col Bambino, oggi rinnovata come Madonna delle Lacrime, al cantonale con via dell’Apollonion (scheda 6, dipinto attuale di Salvatore Accolla del 2012).
Architettura
L’edicola misura 110 × 160 centimetri e si presenta come una nicchia paretale rettangolare, addossata alla parete laterale dell’edificio. La struttura attuale è il risultato di un restauro documentato del 1960: lastre di marmo bianco corrono lungo la cornice esterna e formano una mensola d’appoggio orizzontale al di sotto della nicchia, mentre una balaustra in ferro battuto a volute e riccioli, anch’essa moderna, sorregge le offerte floreali e le candele dei devoti.
L’elemento decorativo più riconoscibile è il monogramma mariano scolpito a tutto rilievo nel marmo bianco e collocato in chiave alla sommità dell’edicola: due lettere “A” e “M” intrecciate, abbreviazione di Auspice Maria o Ave Maria, secondo un repertorio devozionale di tradizione barocca e ottocentesca. Il monogramma è perfettamente leggibile anche oggi e costituisce uno dei tratti più caratteristici dell’intera serie delle edicole mariane di Ortigia.
L’apertura della nicchia, originariamente protetta solo dalla balaustra, è oggi chiusa da una vetrata trasparente che mette in sicurezza il dipinto interno dagli agenti atmosferici e dagli atti vandalici. L’illuminazione interna, descritta da Romano come “elettrica a neon”, è oggi affiancata da candele votive sulla mensola.

Vista dall’incrocio con via Mirabella. Pavimentazione in basole. Foto A. Calabrò, 2026.

Prospettiva dell’edicola con il monogramma mariano in cima. Foto A. Calabrò, 2026.
Iconografia
Il dipinto interno, eseguito a olio su tela e datato da Romano al XIX secolo, raffigura la Madonna col Bambino seduta in trono all’interno di una stanza architettonicamente delineata. Sulla destra del trono si apre una piccola finestra a barre, da cui penetra un fascio di luce divina che investe la scena. Ai piedi della Vergine sono rappresentati due fedeli inginocchiati, in atteggiamento di supplica.
L’elemento iconografico distintivo, che dà il nome all’edicola, è il gesto del Bambino: Gesù tende dalle braccia materne una sottile catenella verso uno dei due devoti. La catenella, esile e riflessa in luce, allude direttamente al titolo mariano della “Catena”, che la tradizione devozionale interpreta come simbolo della liberazione delle anime dal peccato e degli oppressi dalla prigionia.
Sul dipinto, secondo la descrizione di Romano del 1991, erano presenti anche accessori extra-pittorici applicati alla tela (corone, collane, ex-voto in metallo), pratica devozionale popolare diffusa in tutta la Sicilia sui dipinti mariani particolarmente venerati. Le foto attuali documentano una decorazione interna più sobria, con la presenza di tessuti e una piccola corona sul capo della Vergine.
La devozione alla Madonna della Catena
Il titolo di “Madonna della Catena” nasce in Sicilia in seguito a un episodio prodigioso avvenuto a Palermo il 18 agosto 1392. Tre uomini, ingiustamente condannati alla pena capitale, furono condotti per l’esecuzione in Piazza Marina; mentre i carnefici preparavano le forche, un violento temporale costrinse l’intero corteo a rifugiarsi nella vicina chiesa di Santa Maria del Porto, addossata al molo del porto cittadino. La chiesa custodiva un’antica icona mariana di tipo odegitria, la Vergine con il Bambino sul braccio e una catena spezzata nella mano libera, alla quale i tre condannati rivolsero un’invocazione disperata. Secondo la tradizione, le catene che li legavano si spezzarono miracolosamente. Da quel momento la chiesa prese il nuovo titolo di Santa Maria della Catena (oggi all’omonima piazza palermitana) e il culto si diffuse rapidamente in tutta l’isola.
Nel corso del XVI secolo la devozione alla Madonna della Catena divenne uno dei culti mariani più popolari della Sicilia, soprattutto sul versante orientale. La Madonna è invocata come liberatrice dalle catene, siano esse materiali (la prigionia, la schiavitù, l’oppressione) o spirituali (il peccato, la disperazione). L’iconografia canonica la rappresenta o con catene spezzate ai piedi, o nell’atto di porgere una catena (intera o spezzata) ai fedeli supplicanti, quest’ultima è la variante adottata nel dipinto siracusano di via Dione.
L’edicola di via Dione 27 è l’unica edicola votiva di Siracusa dedicata a questo specifico titolo mariano, ed è collocata in un punto urbanisticamente significativo: l’incrocio fra il decumano massimo greco e uno dei decumani minori, in un tessuto edilizio medievale rimaneggiato dal barocco e dal Novecento.
Storia e cronologia
La datazione dell’edicola in sé non è documentata d’archivio. Le forme architettoniche oggi visibili sono il frutto del restauro del 1960 ricordato da Romano, che ha sostituito la cornice e la mensola con lastre di marmo bianco e ha aggiunto la balaustra moderna in ferro battuto. Il dipinto su tela, l’unico elemento storico autonomo conservato, è collocato dallo studioso al XIX secolo sulla base dell’analisi stilistica.
Nel 1991, all’epoca della catalogazione di Michele Romano, l’edicola era curata devozionalmente da un barbiere del vicinato, citato dal nome di Cavarra: un dato antropologicamente significativo, che illustra il legame fra le edicole votive ortigiane e la rete di esercizi commerciali e residenti che assicurano la cura quotidiana del manufatto.
Stato di conservazione
Romano, nel 1991, descriveva la struttura dell’edicola come “in discrete condizioni” grazie alla cura del barbiere Cavarra, mentre segnalava per il quadro interno la necessità di un “immediato restauro”. Le riprese di Google Street View del maggio 2018, la documentazione fotografica intermedia disponibile, mostrano l’edicola già nello stato attuale: cornice in marmo bianco, mensola integra, balaustra in ferro battuto, monogramma mariano ben leggibile e vetrata protettiva sulla nicchia. L’aggiunta della vetrata, non documentata da Romano, è quindi databile a un momento successivo al 1991 ed entro il maggio 2018. Le fotografie più recenti del 2024-2026 confermano la prosecuzione di questo stato, con il dipinto interno ancora visibile, sebbene presumibilmente non sottoposto al restauro auspicato da Romano.
Il contesto urbano circostante, al contrario, è stato oggetto di articoli di cronaca locale per il diffuso degrado delle vie limitrofe. Un articolo di Laura Cassataro su Libertà Sicilia del 27 marzo 2019 segnalava come via Dione, via Carmelo Campisi e via Vincenzo Mirabella presentassero “miseria, rifacimenti, riutilizzi ma soprattutto degrado e pericoli di crolli”, con puntelli fatiscenti risalenti al terremoto del 1990 ed edifici nobiliari (come Palazzo Abela Danieli del XV secolo) in stato precario. La buona conservazione dell’edicola, in questo contesto, è il risultato della cura devozionale del vicinato più che di interventi pubblici.
Accessibilità
Accessibilità motoria
Via Dione è una area pedonale formalmente istituita dalla giunta comunale di Siracusa nel marzo 2018, su richiesta dei residenti e degli operatori commerciali, nel tratto che va da piazza Archimede al Tempio di Apollo, e si trova all’interno della ZTL di Ortigia. La segnaletica pedonale (cartello “area pedonale”) è installata all’imbocco con via Mirabella, come documentato dalle riprese di Google Street View del maggio 2018. Il transito veicolare è di fatto inesistente al di fuori dei mezzi di soccorso e dei residenti autorizzati.
La pavimentazione è in basole di pietra calcarea regolari, a livello unico (non esiste marciapiede sopraelevato). La strada è particolarmente stretta, circa 3,5 metri di larghezza nella media, mentre via Mirabella, perpendicolare, scende a circa 2,5 metri. Sono presenti tombini di drenaggio e una sottile canalina centrale longitudinale, visibili nella ripresa Street View. Per persone in sedia a rotelle, le basole sono percorribili ma irregolari nei giunti, e la canalina centrale può rappresentare un piccolo ostacolo se attraversata trasversalmente. La mensola dell’edicola è sopraelevata di circa 1,3-1,5 metri da terra; il monogramma mariano è a circa 3 metri di altezza.
Accessibilità visiva
Non sono presenti pannelli informativi né targhe esplicative in loco. La cornice in marmo dell’edicola è percepibile al tatto, così come la mensola d’appoggio e la balaustra. Il dipinto interno, oggi protetto da vetrata, è leggibile a vista in buone condizioni di luce, ma il fascio di luce divina e il dettaglio della catenella richiedono visione ravvicinata.
Accessibilità uditiva
Nessuna barriera specifica. La via, pur centrale, è poco trafficata di mezzi motorizzati per l’effetto della ZTL.
Accessibilità cognitiva
L’iconografia della catenella, peculiare di questo titolo mariano, non è di immediata comprensione per il visitatore non avvertito: una targa esplicativa o un QR code che rinviasse a questa scheda di Aretusapedia consentirebbe di restituire al passante il significato devozionale dell’opera.
Le altre edicole votive di via Dione
Via Dione concentra, nel suo tratto da via Resalibera all’Apollonion, quattro delle edicole censite da Romano nel 1991, tutte schedate (o in via di schedatura) su Aretusapedia:
- Edicola votiva di San Sebastiano martire, via Dione 21, rione Spirduta (Romano scheda 10, XIX sec.).
- La presente edicola della Madonna della Catena, via Dione 27, rione Spirduta (Romano scheda 9).
- Edicola votiva di via Dione 134, rione Graziella (Romano scheda 5, oggi vuota).
- Edicola della Madonna col Bambino, oggi Madonna delle Lacrime, cantonale via Dione/dell’Apollonion, rione Graziella (Romano scheda 6, dipinto attuale di Salvatore Accolla del 2012); non ancora schedata su Aretusapedia.
Per il quadro completo del fenomeno devozionale a Siracusa si rimanda alla scheda Edicole votive di Siracusa.
Fonti
- Romano, Michele. Le edicole votive di Siracusa. Emanuele Romeo Editore, collana “Pentapolis”, Siracusa, 1991, scheda n. 9, p. 46.
- «Madonna della Catena». Wikipedia, l’enciclopedia libera. Consulta online.
- «Chiesa di Santa Maria della Catena (Palermo)». Wikipedia, l’enciclopedia libera. Consulta online.
- Catania, Gianni. «Siracusa. Via Dione diventa pedonale, addio alle auto. Problema parcheggi: “più stalli in via Nizza”». Siracusa Oggi, 2 marzo 2018. Consulta online.
- Cassataro, Laura. «Siracusa. Via Dione, via Campisi, via Mirabella: degrado e abbandono». Libertà Sicilia, 27 marzo 2019. Consulta online.
- Google Street View, via Dione angolo via Vincenzo Mirabella, Ortigia (Siracusa). Ripresa documentata: maggio 2018.
- «Stradario della Città di Siracusa». Comune di Siracusa. Consulta online.
- «ZTL Ortigia: orari, accessi e parcheggi». Comune di Siracusa. Consulta online.
Voci correlate
- Chiesa di San Cristoforo (sulla stessa via Dione di Ortigia, allangolo con corso Matteotti)
