![]() Facciata della chiesa, vista da Corso Matteotti. Foto di Alessandro Calabrò, luglio 2023. | |
| Dati identificativi | |
| Denominazione canonica | Chiesa di San Cristoforo in S. Maria Vergine Assunta in Cielo |
|---|---|
| Dedicazione | San Cristoforo (titolare); Maria Vergine Assunta in Cielo (cotitolare) |
| Tipologia | Chiesa rettoriale, sussidiaria |
| Diocesi | Arcidiocesi di Siracusa |
| Codice BeWeB | 11165 |
| Wikidata | Q123586055 |
| Coordinate | 37,06244 N – 15,29369 E |
| Ubicazione | |
| Indirizzo | Via Dione, angolo Corso Matteotti |
| Quartiere | Ortigia, rione Bottai (margine est) |
| Comune | Siracusa |
| Dati storici | |
| Origine | 1300 circa (XIV secolo) |
| Distruzione | 11 gennaio 1693 (terremoto del Val di Noto) |
| Ricostruzione | XVIII secolo (campagne fra il 1700 e il 1742) |
| Stile | Tardobarocco siracusano |
| Stato attuale | |
| Culto | Sospeso ordinariamente; aperture saltuarie |
| Riapertura recente | Giugno 2015 (don Rosario Andrea Lo Bello) |
| Rettore attuale | Don Rosario Andrea Lo Bello |
| Finanziamento restauri | CIPE, delibera 22 dicembre 2017, € 795.631 (FSC 2007-2013) |
La Chiesa di San Cristoforo, denominata canonicamente Chiesa di San Cristoforo in S. Maria Vergine Assunta in Cielo, è un edificio di culto cattolico del centro storico di Siracusa, situato lungo Via Dione all’altezza dell’angolo con Corso Matteotti, sul margine est del rione Bottai dell’isola di Ortigia. Le origini risalgono al 1300 circa; l’aspetto attuale deriva dalla ricostruzione barocca avvenuta nel XVIII secolo dopo i danni del terremoto del Val di Noto dell’11 gennaio 1693. Catalogata come chiesa rettoriale dell’Arcidiocesi di Siracusa (codice BeWeB 11165), è oggi sospesa al culto ordinario in attesa dell’avvio dei lavori di restauro finanziati dal CIPE nel 2017.
Toponomastica e ubicazione
Posizione urbana e contesto
L’edificio sorge su un fronte d’angolo: la facciata principale si affaccia su Corso Matteotti, mentre il fianco si sviluppa lungo Via Dione. Una traversa parallela, intitolata Via San Cristoforo, prende il nome proprio dalla chiesa; questo nuovo toponimo sostituì la precedente Via Areta in seguito al riassetto urbano degli anni Trenta.
Via Dione corrisponde all’antico decumano maggiore della Siracusa greco-romana, arteria sacra che collegava il Tempio di Apollo a Largo XXV Luglio con la zona del Tempio di Athena, oggi Cattedrale. Il toponimo è dedicato a Dione di Siracusa, filosofo siceliota e tiranno della città dal 357 al 354 a.C., discepolo di Platone e suo richiamato all’Accademia. Le pubblicazioni di topografia urbana di Ortigia concordano nell’identificare il tracciato di via Dione come il percorso più antico dell’isola, conservato attraverso le modifiche romane e medievali. La collocazione della chiesa lungo questa direttrice antica spiega anche la scelta della titolazione a San Cristoforo, patrono dei viandanti e dei pellegrini, la cui effigie sulle facciate delle chiese in prossimità di vie di transito è tradizione documentata in tutta l’Europa cristiana fra il XIII e il XV secolo.
Il rione Bottai, in cui la chiesa ricade, era nel medioevo il quartiere delle corporazioni artigiane: cordari, candelai, vasellari, bottari (da cui il nome), ferrari, mastri d’ascia, mercanti, sarti. Le confini del rione corrono fra Via Rocco Pirro a nord, la Marina e il Foro Italico a sud, Corso Matteotti a est e Via Savoia a ovest.
La doppia dedicazione
La denominazione canonica completa, registrata anche dalla pagina ufficiale curata dalla rettoria, accosta a San Cristoforo la titolarità mariana di Santa Maria Vergine Assunta in Cielo. Il nome composto, frequente nelle chiese minori sopravvissute a riassorbimenti di edifici scomparsi o a unioni di benefici settecenteschi, non è oggi spiegato da fonti documentali pubblicate; resta attestato come denominazione liturgica corrente dell’edificio.
Storia
Origini medievali
La fondazione risale al 1300 circa, in una fase di intensa proliferazione di edifici di culto nelle isole urbane di Ortigia. Le testimonianze documentali sull’edificio prima del terremoto del 1693 sono frammentarie e rimangono in larga parte non pubblicate: i fondi rilevanti sono custoditi dall’Archivio Storico Diocesano di Siracusa (Piazza Duomo 5) e dall’Archivio di Stato di Siracusa (SIAS). Le pubblicazioni accessibili online riportano informazioni limitate sulla fase pre-sismica, e una documentazione storiografica esaustiva richiederebbe la consultazione diretta dei manoscritti di Capodieci e di Cesare Gaetani conservati alla Biblioteca Alagoniana.
Distruzione del 1693 e ricostruzione settecentesca

L’edificio medievale subì gravissimi danni durante il terremoto del Val di Noto dell’11 gennaio 1693, il sisma più forte verificatosi nel Mediterraneo nell’ultimo millennio (magnitudo stimata intorno a 7,4). La ricostruzione si svolse durante il XVIII secolo, in quella ondata di rifacimenti barocchi che segna l’identità tardobarocca dei centri storici della Sicilia sud-orientale, oggi parte del patrimonio mondiale UNESCO. Le fonti locali oscillano fra una datazione generica al 1700 e una più puntuale al 1742: la seconda potrebbe riferirsi al completamento delle decorazioni o alla consacrazione dell’edificio rinnovato, ed è la datazione più ricorrente nei repertori specialistici.
L’autore del progetto barocco non è oggi identificabile dalle fonti pubblicate. Per dimensione e tipologia la chiesa appartiene all’edilizia minore del tardobarocco siracusano, accanto a edifici come la Chiesa di San Filippo Apostolo nella Giudecca, la Chiesa di San Giovannello e la Chiesa dello Spirito Santo, condividendo il modulo della navata unica e del prospetto sobrio sormontato da un portale ricco di apparato decorativo.
Ottocento e Novecento
Per gran parte dell’Ottocento e del Novecento l’edificio attraversò fasi alterne di apertura e chiusura, intrecciate alle vicende della parrocchia e alla disponibilità di clero. Le soppressioni napoleoniche e quelle post-unitarie, che colpirono in Sicilia gli ordini regolari, non risultano avere avuto effetti diretti su questo edificio, configurato come chiesa diocesana e non monastica. Le condizioni igieniche del rione Bottai, descritte da documenti settecenteschi e ottocenteschi come «strade impraticabili, piene di fango, prive di lastricati, di fogne e di scolatoi», concorsero al lento degrado del tessuto edilizio circostante.
Lo sventramento degli anni Trenta e la nuova visibilità urbana
L’evento che modifica radicalmente la percezione urbana della chiesa è la realizzazione, fra il 1933 e il 1936, della Via del Littorio, oggi Corso Matteotti. Il progetto, approvato il 15 luglio 1927 dal Podestà Leone e autorizzato il 28 luglio 1933 dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, fu redatto secondo le fonti dall’ingegnere Barreca; l’attuazione spetta all’architetto Salvatore Caronia con Francesco Fichera. L’apertura del nuovo asse, finanziata con un prestito comunale di 8 milioni di lire fra Banco di Sicilia e Cassa di Risparmio, comportò la demolizione di cinque isolati fra Via Dione e Via Cavour, lunghi complessivamente 294 metri per una larghezza di 12,5 metri.
L’intervento risparmiò la chiesa di San Cristoforo, ma ne mutò radicalmente il rapporto con il tessuto urbano: la facciata, prima inglobata nelle vie strette del rione, si trovò improvvisamente esposta al nuovo asse rettilineo. Fu nello stesso passaggio che la retrostante Via Areta venne ribattezzata Via San Cristoforo. Lo sventramento cancellò anche quattro chiese (Chiesa del Carmine, Chiesa dei Santi Coronati, Chiesa di San Paolo, Chiesa Evangelica di Via Cavour) e rilevanti episodi di edilizia medievale e quattrocentesca, fra cui Casa Pria, suscitando le proteste documentate di Tommaso Gargallo, che parlò di una distruzione «irreversibilmente dell’insostituibile». Sopravvisse, sul lato della nuova Via San Cristoforo, il trecentesco Palazzo Greco, oggi sede dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico.
Chiusura prolungata e riapertura del 2015
L’edificio rimase chiuso al culto per oltre un decennio fra la fine del Novecento e i primi anni Duemila. La riapertura avvenne nel giugno 2015 per iniziativa di don Rosario Andrea Lo Bello, presbitero diocesano nato a Siracusa nel 1975 e dottore di ricerca presso la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia (2006), parroco di San Paolo Apostolo in Ortigia, rettore di San Tommaso Apostolo e amministratore parrocchiale di San Pietro al Carmine. Nel luglio dello stesso anno, ogni domenica alle ore 19, fu celebrata la Santa Messa, con apertura della chiesa ai visitatori. Negli anni successivi la rettoria ha promosso incontri culturali con figure di rilievo nazionale, fra cui Salvatore Settis, Tomaso Montanari e Gian Antonio Stella.
Architettura
Inquadramento stilistico
La chiesa appartiene all’architettura minore del tardobarocco siracusano, una corrente che caratterizza Via Dione con esempi di balconi barocchi, mensole decorate ed edifici a navata unica. Lo schema tipologico ricorrente, condiviso da San Cristoforo, prevede un prospetto sobrio nella parte alta, sormontato da un portale ricco di apparato decorativo a motivi floreali. La letteratura sull’edilizia tardobarocca siracusana minore (Trigilia, Agnello) riconosce in questo tratto di via Dione una concentrazione qualificata di esempi rappresentativi della stagione post-1693.
Facciata
La facciata principale si articola in due livelli. La parte superiore è di linee semplici e disadorne, segnata da un finestrone centrale a luce rettangolare. La parte inferiore è dominata dal portale barocco, incorniciato da un apparato di motivi floreali in pietra che lo distingue nettamente dal piano murario circostante. La sobrietà del registro alto, contrapposta alla ricchezza decorativa del portale, è una soluzione frequente nell’edilizia ecclesiastica minore della Sicilia sud-orientale post-1693, dove la sintassi tardobarocca privilegiò un’enfasi compositiva concentrata sull’ingresso piuttosto che sull’intero prospetto.
Portale e busto di San Cristoforo
Sopra il portale si trova un busto di San Cristoforo, elemento iconografico distintivo dell’edificio. Le fonti pubblicate non indicano autore, scuola scultorea o datazione precisa del busto. La presenza del santo sulla facciata di una chiesa lungo l’antico decumano è coerente con la prassi devozionale documentata in tutta l’Europa medievale e moderna, che vedeva nell’effigie di Cristoforo una protezione apotropaica per chi entrava o transitava per la città. Il santo, raffigurato tradizionalmente come un gigante barbuto con il Bambino Gesù sulle spalle, un bordone fiorito e un mantello rosso, è patrono di pellegrini, viandanti, viaggiatori, barcaioli e, in tempi recenti, automobilisti.
Pianta e interno

La chiesa ha pianta rettangolare a navata unica, secondo lo schema più diffuso fra le chiese minori di Ortigia. Una fonte secondaria parla di sei altari laterali, tre per lato, schema tipologico congruente con l’edilizia ecclesiastica settecentesca; il dato resta tuttavia da verificare con visita diretta o con documenti d’archivio non ancora pubblicati. La descrizione dettagliata di altare maggiore, eventuali altari laterali, tabernacolo, statue, tele, affreschi, pavimentazione, copertura, iscrizioni epigrafiche e oggetti liturgici non è disponibile nella documentazione online consultata, e richiederebbe un sopralluogo o l’accesso ai fondi della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Siracusa (Piazza Duomo 14) e dell’Archivio Storico Diocesano.
L’unica documentazione fotografica recente dell’interno è quella legata alla mostra LEI di Mauro Drudi, allestita dal 7 luglio al 2 settembre 2018 nell’ambito del programma Ortigia in Mostra, curata da Angelo De Grande della Galleria Sudestasi Contemporanea di Ragusa. L’installazione, composta da circa trecento dipinti su legno reinterpretanti l’Annunciata di Antonello da Messina, occupò la navata documentando indirettamente lo spazio interno.
Restauri e finanziamento CIPE
Approvazione del 2017 e iter politico
Il 22 dicembre 2017 il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) approvò il finanziamento di 795.631 euro per il recupero e il restauro dell’edificio, a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione 2007-2013, già prorogato al 31 dicembre 2016 con obbligo di spesa entro il 31 dicembre 2019. Il finanziamento, comunicato all’amministrazione di Siracusa dal ministro Luca Lotti, fu promosso politicamente dal senatore Vincenzo Vinciullo. Il sindaco in carica era Giancarlo Garozzo. La progettazione fu affidata all’architetto Arturo Alberti, mentre responsabile unico del procedimento per l’Ufficio Tecnico comunale fu l’architetto Aldo Celani. La distribuzione complessiva del bando includeva 120 progetti in Italia, 23 in Sicilia, e tre in provincia di Siracusa: oltre alla chiesa, la riqualificazione dei campi sportivi di Buscemi e del centro storico di Canicattini.
Bando di gara e aggiudicazione 2020
Il bando di gara fu pubblicato dal Comune di Siracusa nel 2019 con un importo a base d’asta di 547.518,82 euro. Il 22 gennaio 2020 i lavori furono aggiudicati in via definitiva all’Associazione Temporanea d’Imprese costituita da Edilservice e Pinto Vraca s.r.l., con sede a Patti (Messina), per l’importo di 465.390 euro oltre IVA, dopo un ribasso d’asta del 15%.
Contenzioso e ritardi
Nel corso del 2020 il Consorzio Stabile Galileo presentò tre diffide all’amministrazione: la prima contestava la validità delle attestazioni SOA dell’aggiudicataria, la seconda l’ammissibilità dell’offerta tecnica, la terza l’attribuzione dei punteggi. La commissione di gara respinse tutte e tre le contestazioni. A ottobre 2022, secondo le dichiarazioni di don Lo Bello riportate dalla testata Siracusa Live, i lavori non erano ancora stati avviati a quattro anni dallo stanziamento e a quasi tre dall’aggiudicazione, a causa di inadempienze degli uffici comunali. Il pacchetto di finanziamenti PNRR del 2024 dedicato al restauro di cinque chiese della diocesi (Cattedrale, Spirito Santo, San Giovannello a Siracusa, Maria Santissima Assunta e San Sebastiano ad Augusta) non comprende la chiesa di San Cristoforo, il cui finanziamento resta affidato all’erogazione CIPE 2017.
Vita liturgica e culturale
Apertura estiva
Pur restando ordinariamente chiusa al culto in attesa dei lavori di restauro, durante il mese di luglio la chiesa è aperta ogni domenica alle ore 19 per la celebrazione della Santa Messa, con accesso libero ai visitatori.
Pranzo di Natale per persone in difficoltà
Ogni anno la chiesa ospita il pranzo natalizio per persone in difficoltà economica, attività gestita in collaborazione con realtà parrocchiali e associative del territorio. L’iniziativa è uno dei tratti identitari della rettoria sotto la cura di don Lo Bello, che durante la pandemia di Covid-19 aveva pubblicamente parlato di una «povertà diversa» emersa nella città.
Eventi culturali
Negli anni successivi alla riapertura, l’edificio ha ospitato incontri pubblici con intellettuali e accademici come Salvatore Settis, Tomaso Montanari e Gian Antonio Stella, oltre alla mostra LEI di Mauro Drudi del 2018. Per il Natale 2023 la chiesa fu inserita nel programma di apertura straordinaria delle chiese monumentali di Ortigia. Non risulta inclusa fra le sette mete giubilari individuate dall’arcivescovo Francesco Lomanto per il Giubileo del 2025.
Accessibilità
Accessibilità motoria
L’ingresso principale, situato direttamente su strada, è preceduto da due gradini in pietra senza corrimano né rampa. La barriera rende l’accesso difficile o impossibile per le persone in sedia a rotelle e per chi ha ridotta capacità deambulatoria. La chiesa è inoltre attualmente chiusa al culto ordinario, condizione che rende non valutabile l’accessibilità degli ambienti interni e dei servizi igienici. Nel programma di restauro CIPE non risulta esplicitata l’integrazione di una rampa o di un sollevatore per superare il dislivello d’ingresso.
Accessibilità visiva
Non sono presenti mappe tattili della pianta della chiesa, targhe in braille all’ingresso o all’interno, né codici QR collegati ad audiodescrizioni delle opere e degli ambienti. La fruibilità per persone cieche o ipovedenti è di conseguenza molto limitata. La posizione d’angolo, su un asse pedonale e veicolare trafficato come Corso Matteotti, comporta inoltre per chi cammina con bastone bianco una difficoltà nell’identificazione del fronte d’ingresso senza supporti acustici o tattili.
Accessibilità uditiva
Dati non ancora rilevati. La chiesa è attualmente chiusa al culto ordinario e non sono note dotazioni come sistemi a induzione magnetica per apparecchi acustici, sottotitolazione delle celebrazioni o materiali in lingua dei segni italiana. Contribuisci alla mappatura dell’accessibilità di questo luogo attraverso il modulo di segnalazione di Aretusapedia.
Accessibilità cognitiva
Non sono presenti pannelli informativi in linguaggio facile da leggere, percorsi di visita strutturati per persone con disabilità cognitive o disturbi dello spettro autistico, materiali multimediali semplificati o aree di decompressione. La frequenza saltuaria delle aperture e l’assenza di una segnaletica esplicativa fissa rendono l’orientamento difficile anche per persone neurotipiche al primo accesso.
Suggerimenti
Il programma di restauro CIPE potrebbe essere occasione per integrare nella riapertura una rampa o un sollevatore per superare i due gradini d’ingresso, una mappa tattile della pianta, segnaletica in braille, codici QR audio per le opere principali e un pannello in linguaggio facilitato sulla storia dell’edificio. La collocazione su un asse pedonale ad alto traffico turistico ne farebbe un caso pilota visibile di accessibilità integrata nel patrimonio ecclesiastico minore di Ortigia.
Fonti
Fonti istituzionali e cataloghi
- Conferenza Episcopale Italiana. Beni Ecclesiastici in Web (BeWeB), scheda «Chiesa di San Cristoforo» (codice 11165). Consulta online.
- Wikidata. San Cristoforo (Q123586055), religious building in Siracusa, Italy. Consulta online.
- Wikimedia Commons. Category: San Cristoforo (Syracuse). Consulta online.
- Comune di Siracusa. Lavori di recupero e restauro della Chiesa di San Cristoforo – Aggiudicazione definitiva, 22 gennaio 2020. Consulta online.
- Arcidiocesi di Siracusa. Annuario diocesano, scheda di don Rosario Andrea Lo Bello. Consulta online.
Stampa locale e cronaca
- Mammino, Roberta. «Siracusa, approvato il finanziamento per il restauro della chiesa di San Cristoforo in Ortigia». Siracusa News, 9 gennaio 2018. Consulta online.
- «Siracusa, “795 mila euro per la Chiesa di San Cristoforo in Ortigia”». Nuovo Sud, 20 luglio 2018. Consulta online.
- «Restauro della chiesa di San Cristoforo: che fine hanno fatto i lavori?». Siracusa Live, 11 ottobre 2022. Consulta online.
- Gionfriddo, Oriana. «Padre Rosario Lo Bello: “A Siracusa una povertà diversa dopo il Covid 19″». Siracusa News, 12 giugno 2020. Consulta online.
- «Apertura straordinaria chiese monumentali di Ortigia». Hermes-Sicily Blog, 22 dicembre 2023. Consulta online.
- «Giubileo 2025 nella diocesi di Siracusa, le 7 mete giubilari». La Gazzetta Siracusana, 23 dicembre 2024. Consulta online.
- «Fondi PNRR per 5 chiese della diocesi di Siracusa: al via lavori di restauro e consolidamento antisismico». Siracusa Press, 2024. Consulta online.
Studi locali e cataloghi turistici
- «Chiesa di San Cristoforo Siracusa». La Sicilia in Rete, Centro Studi Helios di Ignazio Caloggero. Consulta online.
- «Chiese, Musei e Monumenti di Siracusa». Infopoint Provincia di Siracusa. Consulta online.
- Wikipedia (italiano). Dione di Siracusa. Consulta online.
- Treccani. Dione, tiranno di Siracusa. Consulta online.
- Wikipedia (italiano). Chiese di Siracusa. Consulta online.
- Wikipedia (italiano). Ortigia. Consulta online.
- Wikipedia (italiano). Terremoto del Val di Noto del 1693. Consulta online.
- Comune di Siracusa. Piano Particolareggiato di Ortigia – Relazione (PDF). Consulta online.
Eventi culturali
- Drudi, Mauro. «Settembre all’insegna della “LEI”». drudi.it, 10 settembre 2018. Consulta online.
- «La “Lei” di Mauro Drudi a Ortigia». Itinerari nell’Arte. Consulta online.
- «Ortigia in Mostra». Artribune. Consulta online.
Bibliografia di riferimento
- Privitera, Serafino. Storia di Siracusa antica e moderna. 2 voll. Napoli, 1879. Ristampa anastatica: CMD Edizioni, 2021. ISBN 9788897721390.
- Mirabella Alagona, Vincenzo. Dichiarazione della pianta delle antiche Siracuse. Napoli, 1613.
- Capodieci, Giuseppe Maria. Antichi monumenti di Siracusa. Manoscritti, 54 voll., fine XVIII – inizio XIX secolo (riprodotti su HathiTrust e Internet Archive).
- Gaetani della Torre, Cesare. Siciliae et objacentium insularum veterum inscriptionum nova collectio. Palermo, 1769.
- Gargallo, Tommaso. Memorie patrie. Siracusa, 1791.
- Cavallari, Saverio. Topografia archeologica di Siracusa. Palermo, 1880-1881.
- Agnello, Giuseppe. L’architettura civile e religiosa in Siracusa nel Medioevo. Roma, 1942.
- Giansiracusa, Paolo. Ortygia 1. I quartieri della città.
- Pagnano, Giuseppe (a cura di). Piano Particolareggiato di Ortigia. Comune di Siracusa, 1985.
Voci correlate
- Edicola votiva della Madonna della Catena (via Dione 27) (sulla stessa via Dione, antico decumano massimo, a poca distanza dalla chiesa)
- Edicola votiva di via Dione 134 (altra edicola votiva sulla stessa via Dione di Ortigia)
