Piano Particolareggiato di Ortigia

Piano urbanistico di dettaglio per il recupero del centro storico di Ortigia, redatto tra il 1985 e il 1987 da Giuseppe Pagnano e approvato dalla Regione Siciliana il 27 marzo 1990. Strumento urbanistico vigente.
Aggiornato in data 27 Aprile 2026 da Alessandro Calabrò

Iniziativa / ProgettoPiano Particolareggiato di Ortigia
Veduta aerea dell'isola di Ortigia, oggetto del Piano Particolareggiato
Veduta aerea di Ortigia. Foto: Agostino Artnoir Sella, CC BY-SA 2.0 via Wikimedia Commons.
Identità del piano
Nome ufficialePiano Particolareggiato di Ortigia
SiglaPPO
Denominazione comunePiano Pagnano
TipoPiano Particolareggiato Esecutivo (PPE)
Area di interventoIsola di Ortigia, centro storico di Siracusa
Quadro normativoLegge Regionale Siciliana n. 70/1976
Cronologia
Redazione1985-1987 (NTA firmate 14 novembre 1987)
Approvazione regionaleD.A. n. 286 del 27 marzo 1990
Regolamento di attuazioneDelibera Consiliare n. 137 del 3 ottobre 2006
StatoVigente
Squadra di progetto
CapogruppoGiuseppe Pagnano (architetto)
ProgettistiGuglielmo Orlandi; Angelo Tamburini; Giuseppe Vinci
Collaboratore generaleGiovanna Recchia
ConsulentiGiuseppe Dato, Liliane Dufour, Fulvio Giardina, Humberto Ricalde
Équipes di rilievo19
Articolazione tecnica
Articoli NTA27
Settori di rilievo17
Numerazione isolati1-126 + comparti speciali
Sistemi funzionali4 (Istruzione; Turismo e Commercio; Amministrazione; Cultura)
Sistemi normativi4 (Conservazione; Ristrutturazione; Nuova costruzione; Demolizione)
Identificativi esterni
Wikidata PagnanoQ111985817

Il Piano Particolareggiato di Ortigia (PPO), comunemente noto come Piano Pagnano dal nome del suo capogruppo, è lo strumento urbanistico di dettaglio per il recupero e la conservazione dell’isola di Ortigia, centro storico di Siracusa. Redatto tra il 1985 e il 1987 da una squadra coordinata dall’architetto e urbanista Giuseppe Pagnano (Catania 1942-2017) e approvato dalla Regione Siciliana il 27 marzo 1990, costituisce ancora oggi lo strumento di pianificazione vigente per l’isola.

Il piano fu predisposto in attuazione della Legge Regionale siciliana n. 70 del 7 maggio 1976, che imponeva norme speciali per la tutela del quartiere Ortigia, e si articola in 27 articoli di Norme Tecniche di Attuazione, 17 settori di rilievo, una numerazione di isolati estesa dal numero 1 al numero 126 con quattro comparti speciali, quattro sistemi funzionali e quattro sistemi normativi di intervento. Il PPO è considerato dalla letteratura urbanistica italiana «tra le migliori esperienze del dopoguerra nella pianificazione delle aree storiche» per l’approccio metodologico fondato sulla conoscenza approfondita del tessuto edilizio e sulla classificazione tipologica.

Il Regolamento di attuazione fu approvato con delibera consiliare n. 137 del 3 ottobre 2006 e disciplina le modalità operative degli interventi sull’isola, il funzionamento della Commissione Unica per Ortigia e l’erogazione dei contributi previsti dalle leggi regionali successive. Una revisione del piano fu presentata pubblicamente il 19 gennaio 2012, ma non venne mai portata in Consiglio Comunale per l’approvazione definitiva, e nel 2017 l’amministrazione Garozzo dichiarò ufficialmente abbandonato il percorso di aggiornamento, in favore di un approccio basato su varianti al Piano Regolatore Generale.

Contesto e antefatti

Ortigia tra abbandono e tutela mancata

Negli anni settanta e ottanta del Novecento Ortigia versava in stato di progressivo abbandono. Lo sviluppo edilizio della città si era concentrato nella parte nord di Siracusa, Borgata, Tica, Akradina, e l’isola, da centro economico e residenziale di rilievo, era diventata un quartiere in declino, segnato da spopolamento, degrado del patrimonio edilizio e perdita di funzioni urbane. La popolazione residente, che superava i 12.000 abitanti negli anni settanta, era in costante diminuzione.

Il quadro era aggravato dall’assenza di strumenti di pianificazione adeguati: il Piano Regolatore Generale del Comune classificava il centro storico in modo generico, senza tener conto della specificità storico-architettonica del tessuto edilizio di Ortigia. La pressione speculativa, alimentata dalla rendita fondiaria e da interventi di sostituzione edilizia, rischiava di compromettere irreversibilmente l’identità storica dell’isola.

La Legge Regionale 70/1976

La Legge Regionale siciliana n. 70 del 7 maggio 1976, intitolata «Tutela dei centri storici e norme speciali per il quartiere Ortigia di Siracusa e per il centro storico di Agrigento», costituì il primo provvedimento legislativo italiano dedicato in modo specifico alla tutela di un centro storico siciliano. La legge, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Siciliana del 12 maggio 1976, n. 27, anticipò di due anni la legge nazionale n. 457/1978 sull’edilizia residenziale.

L’articolato si componeva di tre titoli, disposizioni generali, norme per Ortigia, norme per Agrigento, e qualificava i centri storici come «beni culturali, sociali ed economici da salvaguardare, conservare e recuperare mediante interventi di risanamento conservativo». L’articolo 2 stabiliva tre obiettivi: la conservazione del patrimonio storico-monumentale, il recupero edilizio a fini sociali ed economici e la permanenza degli abitanti attuali, un criterio anti-gentrificazione che avrebbe avuto echi nel dibattito decennale successivo.

L’articolo 3 fissava la durata del Piano Particolareggiato in dieci anni, con programmi biennali di intervento, approvazione consiliare a maggioranza assoluta, pubblicazione di venti giorni all’albo pretorio, trenta giorni per la presentazione di osservazioni e decorrenza automatica dopo centoventi giorni in caso di silenzio. L’articolo 4 istituiva una Commissione Speciale presieduta dal Soprintendente alle Antichità e composta da esperti in topografia antica, urbanistica e storia dell’architettura.

La legge stanziò complessivamente 4.250 milioni di lire per i primi interventi. Negli anni successivi fu modificata e integrata da:

  • L.R. n. 34 dell’8 agosto 1985, che impose al Comune di Siracusa di adottare definitivamente il PPO entro il 31 dicembre 1986, prevedendo poteri sostitutivi regionali in caso di inerzia;
  • L.R. n. 25 del 1° settembre 1993 (articolo 162), che istituì il Piano Straordinario per il recupero dei centri storici;
  • L.R. n. 34 del 18 maggio 1996, che istituì la Commissione Unica per Ortigia (articolo 16) e l’Ufficio Tecnico Speciale per Ortigia (articolo 17).

Redazione del Piano (1985-1987)

Il Comune di Siracusa affidò la redazione del Piano Particolareggiato a una squadra di progettisti coordinata dall’architetto Giuseppe Pagnano, all’epoca docente di Storia dell’Architettura Moderna alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Catania. La squadra di progettazione, indicata nelle Norme Tecniche di Attuazione, era così composta:

RuoloNome
CapogruppoProf. Arch. Giuseppe Pagnano
ProgettistiArch. Guglielmo Orlandi; Ing. Angelo Tamburini; Ing. Giuseppe Vinci
Collaboratore generaleArch. Giovanna Recchia
ConsulentiProf. Arch. Giuseppe Dato; Liliane Dufour; Fulvio Giardina; Prof. Arch. Humberto Ricalde
Consulenti Commissione (ex art. 4 L.R. 70/76)Claudia Guastella; Arch. Lucia Salzano
CollaboratoriDe Benedictis; De Francisci; Gennaro; Leonardi; S. Orlandi; Quercio; Russo; Sacco; Spinoccia

Il De Benedictis citato tra i collaboratori del piano è l’ingegnere Roberto De Benedictis che, undici anni più tardi, da assessore per Ortigia nell’amministrazione del sindaco Marco Fatuzzo, avrebbe redatto e negoziato a Bruxelles la candidatura del Programma URBAN Ortigia, lo strumento attraverso cui buona parte delle previsioni del PPO trovò poi attuazione concreta.

I rilievi a scala 1:100 dei piani terra e primo di tutti gli edifici dell’isola furono prodotti da diciannove équipes di rilievo, organizzate per settori. Le Norme Tecniche di Attuazione furono firmate il 14 novembre 1987.

Articolazione tecnica del Piano

I 17 settori di rilievo

Il Piano suddivise l’isola in diciassette settori di rilievo, ciascuno dei quali oggetto di tavole di analisi a scala 1:100 (Tavole serie B):

N.SettoreN.Settore
1Umbertino Ovest10Tintori
2Umbertino Est11Giudecca Nord
3Apollonion12Giudecca Sud
4Matteotti13Gancia
5Bottari14Cattedrale
6Graziella15Marina
7Mastrarua Nord16San Martino
8Mastrarua Sud17Maniace
9SS. Coronati

Comparti e isolati

L’articolo 2 delle Norme Tecniche di Attuazione individua i comparti del piano: ciascun isolato dal numero 1 al numero 42, dal 47 al 52 e dal 55 al 114 costituisce un comparto autonomo. Gli isolati 43-44-45-46 e 53-54 formano comparti aggregati. A questi si aggiungono quattro comparti speciali:

  • Comparto Castel Maniace (isolati 124, 125, 126);
  • Comparto Quartiere Nuovo (Caserma Abela, isolati 115-123);
  • Comparto Marina (porto grande);
  • Comparto Porto Piccolo.

All’interno di ciascun isolato, le Unità Edilizie (U.E.) sono numerate progressivamente, e ciascuna è composta da una o più Unità Immobiliari (U.I.).

I sistemi funzionali

L’articolo 7 delle Norme Tecniche individua quattro sistemi funzionali di destinazione, in coerenza con le previsioni di rilancio del centro storico:

  1. Istruzione, il piano, già nel 1985, individuava nella funzione universitaria un elemento strategico per il rilancio dell’isola, anticipando di oltre un decennio l’effettivo insediamento della Facoltà di Architettura dell’Università di Catania a Siracusa nel 1996;
  2. Turismo e Commercio;
  3. Amministrazione Pubblica e Privata;
  4. Cultura.

I sistemi normativi di intervento

Gli articoli 12-15 disciplinano quattro sistemi normativi di intervento applicabili alle Unità Edilizie:

  1. Conservazione (articolo 12), restauro e risanamento conservativo del tessuto storico;
  2. Ristrutturazione (articolo 13), interventi che modificano l’organismo edilizio mantenendone l’impianto;
  3. Nuova costruzione (articolo 14), limitata alle aree di sostituzione previste;
  4. Demolizione (articolo 15), riservata a superfetazioni e a edifici incompatibili con il tessuto storico.

I «muri neri»

Una caratteristica del piano divenuta proverbiale nel dibattito urbanistico siracusano è quella dei cosiddetti «muri neri»: parti strutturali degli edifici individuate come invarianti, intoccabili in qualunque tipo di intervento, allo scopo di evitare alterazioni delle unità edilizie originarie e peggioramenti statici. La rigidità di questa previsione ha costituito uno dei principali punti di critica successiva al piano, ma anche uno dei suoi tratti più riconoscibili.

Le tavole grafiche

L’apparato grafico del piano è organizzato in quattro serie principali:

  • Tavole serie A (A1-A10): analisi territoriali, consistenza edilizia (Tav. A10);
  • Tavole serie B (B1-B17): rilievi a scala 1:100 dei piani terra e primo per ciascuno dei 17 settori;
  • Tavole serie C (C1-C26): comprendono espropri, demolizioni e rifusioni (C1-C19), edifici vincolati (C20), viabilità (C22), sistemi funzionali (C23-C26);
  • Tavole serie D (D1-D34): normativa d’intervento, complessivamente 34 fogli.

Approvazione regionale (1990)

Le Norme Tecniche di Attuazione, firmate il 14 novembre 1987, furono adottate dal Consiglio Comunale di Siracusa e successivamente trasmesse alla Regione Siciliana per l’approvazione di competenza. Il piano ricevette il via libera con il Decreto dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente n. 286 del 27 marzo 1990 (D.A. 286/90), atto formalmente richiamato nell’articolo 10 del Regolamento di Ortigia: «Atteso che con D.A. Territorio ed Ambiente n. 286 del 27 marzo 1990 è stato approvato il Piano Particolareggiato di Ortigia…».

Tra l’inizio della redazione (1985) e l’approvazione regionale (1990) trascorsero così cinque anni; la sola fase istruttoria regionale, dalla firma delle Norme Tecniche all’emissione del decreto, durò circa due anni e mezzo.

Il Regolamento di Ortigia (2006)

Il Regolamento di Ortigia, strumento operativo che disciplina nel dettaglio le procedure di attuazione del PPO, fu approvato dal Consiglio Comunale di Siracusa con la Delibera Consiliare n. 137 del 3 ottobre 2006. Si compone di ventitré articoli e disciplina tra l’altro:

  • la presentazione delle istanze edilizie e l’iter istruttorio;
  • i contributi privati erogabili ai sensi della L.R. 34/1985 e della L.R. 34/1996 (articolo 18 del Regolamento);
  • le percentuali di erogazione dei contributi (30% all’inizio dei lavori, 30% allo stato avanzamento, 40% al collaudo);
  • l’obbligo decennale di destinazione turistico-ricettiva per gli immobili che ricevono contributi per attività commerciali;
  • il funzionamento della Commissione Unica per Ortigia, composta da quindici membri secondo l’articolo 12 della L.R. 70/76 nella formulazione modificata dall’articolo 16 della L.R. 34/1996;
  • il funzionamento dell’Ufficio Tecnico Speciale per Ortigia, istituito dall’articolo 17 della L.R. 34/1996, con sede nel Palazzo Midiri-Cardona di via Logoteta.

La revisione mai approvata (2012)

Il 19 gennaio 2012, durante un evento pubblico organizzato presso l’Hub di Siracusa, fu presentata pubblicamente una proposta di nuovo Piano Particolareggiato di Ortigia, predisposta dai tecnici dell’Ufficio Centro Storico del Comune di Siracusa con il coinvolgimento dello studio Claudio Mastriani per il progetto esecutivo. La presentazione fu condotta dai progettisti e dall’Assessore all’Urbanistica del Comune.

La proposta intendeva aggiornare le previsioni del piano del 1987 introducendo nuovi temi e meccanismi attuativi, e in particolare modificava la disciplina dei «muri neri» del piano Pagnano: nella revisione la loro rigidità sarebbe stata superata e ogni caso sarebbe stato sottoposto alla valutazione tecnica della Commissione Unica per Ortigia.

L’iter, tuttavia, non si concluse mai con l’approvazione consiliare: la proposta non fu portata in Consiglio Comunale per il voto finale, restando in fase istruttoria. Nel marzo 2017 l’allora assessore all’Urbanistica del Comune Francesco Italia (giunta Giancarlo Garozzo) dichiarò pubblicamente abbandonato il percorso di aggiornamento del Piano Pagnano, motivando la scelta con l’impraticabilità tecnica di un rilievo aggiornato di pari dettaglio e annunciando che si sarebbe proceduto con varianti al Piano Regolatore Generale.

Nel marzo 2016 era stato chiuso anche l’Ufficio Tecnico Speciale per Ortigia previsto dall’articolo 13 della L.R. 70/76. Le testate locali quantificarono in 300.000-400.000 euro le spese sostenute per le varie revisioni mai approvate del piano.

Nel marzo 2019 l’assessore all’Urbanistica Giusy Genovesi pubblicò sul sito istituzionale del Comune le tavole digitalizzate del piano, rendendole consultabili online e colmando una carenza ritenuta decennale dalle associazioni professionali.

Stato di attuazione

Lo strumento urbanistico vigente per Ortigia è il Piano Particolareggiato del 1987 approvato nel 1990, integrato dal Regolamento del 2006. Non esiste un dato pubblico aggregato sul numero esatto di Unità Edilizie effettivamente intervenute rispetto al totale previsto dal piano.

L’attuazione del piano fu inizialmente lenta. Una prima accelerazione si registrò nella seconda metà degli anni novanta, in coincidenza con l’approvazione del programma URBAN Ortigia (decisione comunitaria del 12 dicembre 1996), che mise a disposizione circa 22,7 milioni di euro di fondi europei per il recupero del centro storico, integrati da 17,8 miliardi di lire del Programma di Riqualificazione Urbana ministeriale e da 8,5 miliardi di lire di cofinanziamento regionale ex Gescal. Tra il 1990 e il 2002 il Comune rilasciò circa novecento autorizzazioni e concessioni edilizie, con oltre trecento interventi finanziati con i contributi regionali ai sensi delle L.R. 70/1976, 25/1993 e 34/1996.

L’iscrizione di Siracusa e delle necropoli rupestri di Pantalica nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, avvenuta nel 2005, è da molti commentatori indirettamente attribuita anche alla qualità della pianificazione del piano Pagnano, che aveva preservato il tessuto storico dell’isola da sostituzioni edilizie irreversibili.

Giuseppe Pagnano

Voce esterna: Giuseppe Pagnano (Q111985817) su Wikidata.

Giuseppe Pagnano (Catania, 8 febbraio 1942, Catania, 22 settembre 2017) fu architetto, urbanista e storico dell’architettura italiano. Laureatosi in Architettura presso l’Università IUAV di Venezia nel novembre 1969, dal 1975 fu docente di «Storia dell’architettura moderna» e «Disegno» alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Catania. Dal 1989 insegnò «Disegno e rilievo» all’Università di Palermo, dove nel 1992 vinse il concorso da professore ordinario nello stesso settore. Tra il 1995 e il 1998 diresse la Scuola di Specializzazione in Architettura dei Giardini e Progettazione del Paesaggio dell’Università di Palermo.

Dopo la fondazione, nel 1996, della Facoltà di Architettura dell’Università di Catania con sede a Siracusa, oggi Struttura Didattica Speciale di Architettura, Pagnano vi trasferì la propria attività didattica, insegnando «Disegno», «Museografia» e «Grafica digitale e gestione dell’immagine». Coordinò inoltre dottorati di ricerca in rappresentazione dell’architettura.

Fu fondatore e direttore delle riviste accademiche Lèmbasi e Ikhnos, quest’ultima fondata nel 2003 e oggi diretta da Edoardo Dotto; il numero del 2018 della rivista è dedicato alla sua memoria. Tra le sue pubblicazioni figurano L’architettura dei Gesuiti a Catania (con Salvatore Boscarino), Il disegno delle difese: l’eruzione del 1669 e il riassetto delle fortificazioni di Catania (prefazione di Giuseppe Giarrizzo), Dal tardo barocco ai neostili. Il quadro europeo e le esperienze siciliane (Sicania, 1997), Analisi grafica e storia della rappresentazione (Lombardi, 2003) e La Chiesa Matrice di San Nicolò a Militello in Val di Catania (con Salvatore Maria Calogero, Editoriale Agorà, 2021, postuma).

Tra le altre realizzazioni urbanistiche e architettoniche curate da Pagnano si ricordano i piani di recupero dei quartieri Santa Maria la Vetere, Purgatorio e San Pietro a Militello in Val di Catania; il Palazzo della Provincia di Siracusa in Ortigia; il restauro del Duomo di Caltagirone; il restauro del Monastero dei Benedettini di Catania (camere dell’Abate, Chiostro Occidentale); l’Antiquarium Regionale del Teatro Romano di Catania (1999-2001); la Cappella della Madonna della Stella a Militello; la consulenza per la riconversione dell’ex-monastero di San Nicolò l’Arena in spazi universitari, condotta con Giancarlo De Carlo, e la consulenza per il Castello Ursino.

L’Archivio progetti della Struttura Didattica Speciale di Architettura di Siracusa, istituito nel 2008, è stato a lui intitolato dopo la sua morte e ha ricevuto in dono nel 2018 il fondo dei suoi disegni e documenti. L’archivio aderisce all’Associazione Nazionale Archivi Architettura Italiani e raccoglie complessivamente sei fondi di architetti attivi in Sicilia orientale e centrale.

Critiche e dibattito

Il Piano Pagnano è stato oggetto, sin dagli anni novanta, di un dibattito articolato che ha riguardato sia il suo merito tecnico sia la sua attuazione politica.

L’urbanista Vincenzo Cabianca, in un saggio del 2012 e in un’intervista pubblicata da La Civetta di Minerva nel febbraio 2015, definì il piano «un capolavoro di competenza», ritenendolo però «decaduto per eccesso di amore progettuale-urbanistico a scala architettonica»: la forma giuridica di Piano Particolareggiato Esecutivo, con efficacia decennale dei vincoli senza possibilità di ripristino automatico, avrebbe esposto l’isola al rischio di un vuoto normativo se la revisione fosse stata tardata. Cabianca paragonò Siracusa a «una biblioteca incendiata» per la perdita progressiva della pianificazione attuativa.

Il presidente dell’Ordine degli Architetti di Siracusa Sebastiano Brandino, intervistato nel marzo 2017 da La Civetta, riconobbe a Pagnano di aver «fatto scuola negli anni ottanta» con un metodo allora all’avanguardia, ma lo ritenne ormai superato dalla realtà urbana mutata, auspicando strumenti più snelli e adattabili.

L’amministrazione comunale, attraverso l’allora assessore Francesco Italia, dichiarò nello stesso periodo impraticabile un rilievo aggiornato di pari dettaglio e abbandonò il percorso di aggiornamento del piano in favore di varianti al Piano Regolatore Generale, scelta criticata dalle associazioni professionali e da osservatori urbanistici.

Il dibattito si è esteso negli anni venti alle questioni della Zona a Traffico Limitato, del Piano Sosta e del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, con il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente e diversi consiglieri comunali che hanno richiamato la necessità di tornare a uno strumento di pianificazione organico per l’isola.

Eredità

Il Piano Pagnano è considerato dalla letteratura urbanistica italiana come una delle esperienze più significative della pianificazione dei centri storici italiani del dopoguerra, per l’approccio tipologico-conservativo, per la qualità del rilievo e per l’integrazione tra analisi storica e norma di intervento. La rivista Recuperare dedicò all’esperienza siracusana due numeri monografici nel 1989 (numeri 39 e 40), in cui Pagnano stesso illustrò la metodologia adottata.

L’individuazione precoce della funzione universitaria come fattore di rilancio dell’isola si concretizzò con l’insediamento della Facoltà di Architettura dell’Università di Catania a Siracusa nel 1996. La Struttura Didattica Speciale di Architettura ha laureato oltre 1.800 architetti nei trent’anni successivi alla fondazione e ha contribuito al recupero di un significativo patrimonio edilizio dell’isola attraverso tesi di laurea e progetti applicati.

L’esperienza del piano fu inoltre il presupposto culturale e metodologico del successivo programma URBAN Ortigia, che tra il 1996 e i primi anni duemila mise a disposizione circa 70 miliardi di lire di investimenti pubblici complessivi per la riqualificazione dell’isola, oltre a investimenti privati per circa 25 miliardi di lire. Il Codice di Pratica Professionale per il restauro delle fronti esterne degli edifici di Ortigia, commissionato nel 1996 dall’amministrazione di Marco Fatuzzo e firmato dall’assessore Roberto De Benedictis nell’aprile 1998, completò il quadro tecnico operativo di attuazione delle previsioni del PPO.

Voci correlate

Note e bibliografia

Fonti normative primarie

  • Comune di Siracusa, Piano Particolareggiato di Ortigia, Norme Tecniche di Attuazione, firmate il 14 novembre 1987.
  • Regione Siciliana, Decreto Assessoriale Territorio e Ambiente n. 286 del 27 marzo 1990 (approvazione PPO).
  • Comune di Siracusa, Regolamento di Ortigia, approvato con Delibera Consiliare n. 137 del 3 ottobre 2006.
  • Legge Regionale Siciliana n. 70 del 7 maggio 1976.
  • Legge Regionale Siciliana n. 34 dell’8 agosto 1985.
  • Legge Regionale Siciliana n. 25 del 1° settembre 1993, articolo 162.
  • Legge Regionale Siciliana n. 34 del 18 maggio 1996.

Bibliografia secondaria

  • Giuseppe Pagnano, «Analisi e definizioni generali del Piano Particolareggiato di Ortigia», in Recuperare, n. 39, Milano, 1989.
  • Giuseppe Pagnano, «Recupero di Ortigia centro storico di Siracusa, Analisi e definizione generale del Piano Particolareggiato di Ortigia», in Recuperare, n. 40, Milano, 1989.
  • Ikhnos, numero 2018, dedicato alla memoria di Giuseppe Pagnano.

Articoli e contributi giornalistici

Documentazione tecnica online