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Chiesa di San Francesco d’Assisi all’Immacolata

Chiesa rettoriale tardo-barocca dei Frati Minori Conventuali in Piazzetta Corpaci, già paleocristiana di Sant’Andrea, con affreschi di Crestadoro e cantiere PNRR in corso.
Aggiornato in data 9 Maggio 2026 da Alessandro Calabrò
Per la solennità mariana e la processione dell’8 dicembre, lo stesso argomento in dettaglio è alla scheda Festa dell’Immacolata di Siracusa.
ChiesaChiesa di San Francesco d’Assisi all’Immacolata
Facciata convessa tardo-barocca della Chiesa di San Francesco d'Assisi all'Immacolata in Piazzetta Francesco Corpaci, Ortigia, Siracusa

Facciata tardo-barocca convessa su Piazzetta Francesco Corpaci. Foto di Alessandro Calabrò, luglio 2023.
Dati identificativi
Denominazione canonicaChiesa di San Francesco d’Assisi all’Immacolata
Denominazione popolareChiesa dell’Immacolata
Dedicazione originariaSant’Andrea Apostolo (V-VI secolo)
Dedicazione attualeSan Francesco d’Assisi e Maria Immacolata; cotitolare Madonna del Soccorso
TipologiaChiesa rettoriale, già conventuale
OrdineFrati Minori Conventuali (1225-1866)
DiocesiArcidiocesi di Siracusa
ProprietàFondo Edifici di Culto, Ministero dell’Interno
ParrocchiaSan Giovanni Battista all’Immacolata
Codice BeWeB88281
Codice ICCD1900115111
Codice FECIT-FEC-OA0001-002909
WikidataQ55191274
Coordinate37°03’39,5″ N – 15°17’46,3″ E (37,06097 – 15,29616)
Ubicazione
IndirizzoPiazzetta Francesco Corpaci 5
QuartiereOrtigia, rione Maestranza
ComuneSiracusa
Dati storici
OrigineV-VI secolo (chiesa di Sant’Andrea Apostolo, vescovo Stefano)
Insediamento francescano1225 (vescovo Adamo Bartolomeo)
Restauro TrecentoVescovo Jacopo Orsini, famiglie Gargana, Danieli, Vianisi, Borgia
Confraternita ImmacolataFondata nel 1597
Marmi degli altari1613
Ricostruzione baroccaDopo il terremoto del 1693, attribuita a Pompeo Picherali
Riassetto tardo-barocco1762 (Mudanò, Caracciolo, Alì)
Affreschi della volta1756, Giuseppe Crestadoro
Soppressione del convento7 luglio 1866 (leggi eversive)
StileTardo-barocco siciliano; facciata XIX secolo
Stato attuale
CultoSospeso dal settembre 2014
Cantiere PNRRIn corso (in ritardo rispetto al cronoprogramma)
Importo restauro2.100.000 € (PNRR M1C3 Investimento 2.4)
CUP progettoF39C22000110006
Impresa appaltatriceRoccasalva Costruzioni s.r.l.
Scoperta archeologicaGennaio 2026: 5 sepolture tardo medievali
ParrocoDon Flavio Cappuccio

La Chiesa di San Francesco d’Assisi all’Immacolata, comunemente nota come Chiesa dell’Immacolata, è un edificio di culto cattolico del centro storico di Siracusa, situato in Piazzetta Francesco Corpaci, lungo via Maestranza, nell’omonimo rione dell’isola di Ortigia. Il sito conserva una stratificazione plurisecolare che parte fra V e VI secolo, quando vi sorgeva una chiesa dedicata a Sant’Andrea Apostolo attribuita all’episcopato del vescovo Stefano, passa per l’insediamento dei Frati Minori Conventuali nel 1225, l’ampliamento trecentesco a opera del vescovo Jacopo Orsini, le riconfigurazioni quattro-cinquecentesche con il cambio di orientamento, la fondazione della Confraternita dell’Immacolata nel 1597, l’apparato marmoreo del 1613 e infine la ristrutturazione tardo-barocca del 1762 che ne definisce l’aspetto attuale. La chiesa è proprietà del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno. Chiusa al culto dal settembre 2014 per gravi dissesti strutturali e colpita nell’ottobre 2021 dal crollo di un frammento della facciata, è oggetto dal 2022 di un intervento di restauro finanziato con 2.100.000 euro dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, attualmente in corso e in ritardo rispetto al cronoprogramma originario. Nel gennaio 2026 i lavori di consolidamento hanno portato alla luce cinque sepolture tardo medievali con i relativi corredi funerari.

Toponomastica e ubicazione

Posizione e accesso

L’edificio si affaccia sulla Piazzetta Francesco Corpaci, all’incrocio fra via Maestranza, via Gargallo e via dei Bottai, in posizione centrale del rione Maestranza, l’asse storico dell’attività commerciale e artigianale di Ortigia tra XVII e XIX secolo. La piazzetta deriva il nome da Francesco Corpaci, possidente locale ottocentesco, ed è stata oggetto di transennamento dopo i crolli del 2021.

Distinzione dalle altre chiese francescane di Ortigia

L’edificio è da non confondere con la Chiesa di San Francesco di Paola, situata in via Logoteta nel rione Giudecca, costruita nel 1742 dall’Ordine dei Minimi sul sito dell’antica sinagoga ebraica e dotata di tre livelli sotterranei. Le due chiese hanno ordini religiosi, ubicazioni e cronologie distinti.

Storia

Origini paleocristiane: la chiesa di Sant’Andrea Apostolo (V-VI secolo)

La scheda 1900115111 del Catalogo Generale dei Beni Culturali, curata da Margherita Recupero per il Ministero della Cultura, fa risalire le origini al VI secolo dopo Cristo, quando il sito ospitava una chiesa dedicata a Sant’Andrea Apostolo. Una tradizione storiografica più antica, ripresa da Wikipedia, attribuisce la fondazione al vescovo Stefano nel V secolo. Una datazione alternativa, riportata da fonti turistiche e dalla voce inglese di Wikipedia, colloca la fondazione al XIV secolo: la doppia tradizione storiografica suggerisce un nucleo primitivo paleocristiano successivamente trasformato durante il pieno medioevo.

L’arrivo dei Frati Minori Conventuali (1225)

Nel 1225, secondo la testimonianza di Rocco Pirro nella Sicilia Sacra (curata postuma da Antonino Mongitore, 1733), i Frati Minori Conventuali si stabilirono a Siracusa con l’approvazione del vescovo Adamo Bartolomeo, contestualmente all’apertura di altri due conventi a Noto e Lentini. San Francesco d’Assisi era ancora vivente. I religiosi risiedettero inizialmente in via Resalibera; alcuni anni dopo si trasferirono presso l’antica chiesa di Sant’Andrea, sul sito attuale, dove venne edificato il grande convento. La data del 1225 è registrata dalla scheda ICCD come terminus a quo ufficiale dell’edificio attuale.

L’ampliamento trecentesco e le famiglie nobili

Nel pieno XIV secolo il vescovo Jacopo Orsini promosse un significativo restauro e ampliamento dell’edificio “con la collaborazione delle più illustri famiglie siracusane”. La famiglia Gargana ebbe un ruolo di primo piano: il suo stemma gentilizio è ancora visibile nella decorazione floreale di un arco del presbiterio, e una lapide commemorativa custodita nel cortile della chiesa ricorda il suo contributo. Anche le famiglie Danieli, Vianisi e Borgia testimoniano la funzione di chiesa-pantheon assunta dall’edificio. Nella metà del Quattrocento si registra una riconfigurazione dell’edificio con cambio di orientamento, sopraelevazione di uno degli archi del presbiterio e costruzione delle strutture del chiostro adiacente. I portali quattrocenteschi tornati alla luce durante i restauri novecenteschi appartengono a questa fase.

La fondazione della Confraternita dell’Immacolata e la ridedicazione (1597)

Nel 1597 si costituì presso la chiesa la Confraternita dell’Immacolata Concezione, con il compito di organizzare le celebrazioni della solennità mariana. Nel corso del XVI secolo l’edificio assunse la doppia titolarità a San Francesco d’Assisi e all’Immacolata Concezione, alla quale si aggiunse la dedicazione alla Madonna del Soccorso. Da questa fase deriva il nome canonico oggi in uso. La Madonna del Soccorso, raffigurata in atto di colpire un demonio con un bastone per liberare un bambino, era diffusa in Sicilia dagli Agostiniani in seguito a un episodio miracoloso avvenuto a Palermo nel 1306; il culto è attestato anche con i nomi di “Madonna della Mazza” o “Madonna della Difesa”.

Il Seicento: lavori di abbellimento e funzione sepolcrale (1613)

Nel 1613 furono eseguiti lavori di ampliamento e abbellimento dell’interno, con l’aggiunta di scale, gradinate, paliotti e parti decorative in marmo policromo siciliano: in particolare l’altare maggiore fu rivestito di diaspro siciliano, noto anche come libeccio di Custonaci, marmo dal rosso intenso al giallo ocra estratto dai monti dell’omonima località trapanese, con rare intrusioni bianche. Dall’inizio del Seicento l’edificio divenne anche luogo di sepoltura prescelto dalle famiglie nobili siracusane: una lapide del 1577 in pietra asfaltite, conservata al centro della navata, raffigura un cavaliere in costume spagnolo disteso su un letto, con una mano sotto la guancia e l’altra che indica un castello.

Il terremoto del 1693 e la ricostruzione barocca

Orologio meccanico ottocentesco sulla torre campanaria della chiesa, proveniente dalla demolita Chiesa di Sant'Andrea dei Teatini

Orologio frontale ottocentesco, proveniente dalla demolita Chiesa di Sant’Andrea dei Teatini, sulla torre campanaria. Foto di Alessandro Calabrò, luglio 2023.

Il terremoto del Val di Noto dell’11 gennaio 1693 colpì gravemente l’edificio, dando avvio alla ricostruzione barocca. Pompeo Picherali (Siracusa 1670-1743), uno dei maggiori architetti del barocco siracusano, autore della Chiesa dello Spirito Santo, è documentato dalla scheda ICCD fra gli architetti coinvolti nel cantiere; alcune fonti hanno avanzato anche un coinvolgimento di Rosario Gagliardi, dato non confermato dalle fonti istituzionali.

La fase decisiva della trasformazione coincide con la ristrutturazione iniziata nel 1762 e diretta da Carmelo Mudanò, Nunzio Caracciolo e Luciano Alì (Siracusa 1736-1820): per i lavori fu impiegata pietra locale ricavata dal giardino del convento, e l’apparato decorativo a stucco fu interamente affidato ad Alì, attivo in altri cantieri tardo-barocchi siracusani fra cui Santa Lucia alla Badia. La cifra stilistica della chiesa attuale, con la sua facciata convessa aggettante e l’apparato corinzio dei due ordini, è il risultato di questa stagione. Atti notarili del 1762 e del 1763 documentano in dettaglio le campagne di ristrutturazione e decorazione.

Gli affreschi di Giuseppe Crestadoro (1756)

La volta della navata fu affrescata da Giuseppe Crestadoro, pittore palermitano nato a Palermo nel 1711 e morto a Messina nel 1808, formatosi sotto Vito D’Anna e influenzato da Olivio Sozzi, Carlo Maratta, Sebastiano Conca e Corrado Giaquinto. La scheda ICCD 1900384591 colloca l’opera fra il 1751 e il 1800, mentre la datazione tradizionale delle fonti turistiche indica il 1756. La firma JOSEPH CRISTADORO compare sulla mano di un angelo riverso entro la composizione, accanto al cartiglio. Lo storico Grosso Cacopardo, nelle Memorie del 1821, attribuisce a Crestadoro anche affreschi nelle chiese siracusane dello Spirito Santo, di Santa Lucia e di Santa Maria.

La facciata e le statue di Carmelo Di Stefano (XIX secolo)

La facciata, definita nelle linee tardo-barocche dalla campagna del 1762, fu completata nel XIX secolo con l’inserimento dell’apparato statuario di Carmelo Di Stefano. Al centro del registro superiore, entro un’ampia cornice formata da timpano e colonne corinzie, fu collocata la statua dell’Immacolata; sulla cornice aggettante della balaustra furono poste quattro grandi statue: San Giuseppe da Copertino, Santa Chiara, Sant’Agata, San Bonaventura. La presenza di Sant’Agata, patrona di Catania, e di San Giuseppe da Copertino, con il suo legame siciliano, accanto a Santa Chiara e San Bonaventura francescani, definisce un programma agiografico che riassume la duplice identità francescana e mariana dell’edificio.

I Cavalieri di Malta e la processione di pulizia (1800)

L’8 dicembre 1800 i Cavalieri di Malta presenti a Siracusa parteciparono presso la chiesa a una solenne processione di pulizia rituale in onore della Vergine, episodio documentato come testimonianza della centralità dell’edificio nella devozione cittadina ottocentesca.

Il vescovo Amorelli (1825)

Nel 1825 il vescovo G. Amorelli guidò il clero diocesano in un’ulteriore processione di pulizia in onore della Vergine, confermando il ruolo della chiesa come una delle sedi mariane principali del centro storico siracusano nel primo Ottocento.

Le leggi eversive del 1866 e la riconversione del convento

La legge del 7 luglio 1866 dispose la soppressione degli ordini religiosi e l’incameramento dei beni ecclesiastici da parte dello Stato italiano. Il convento e l’annesso chiostro furono ceduti al Comune di Siracusa e adattati a Palazzo di Giustizia, all’indirizzo di via Gargallo 67, dove ospitò gli uffici della Pretura, del Tribunale civile e penale e della Corte d’Assise. La chiesa rimase aperta al culto e divenne proprietà del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno, condizione giuridica che mantiene tuttora. L’ex convento, dopo il trasferimento del Tribunale, è stato in parte ristrutturato e oggi accoglie iniziative culturali ed espositive.

L’incendio di Sant’Andrea dei Teatini e il trasferimento dell’orologio (1868-1882)

Nel 1868, dopo la demolizione della vicina Chiesa di Sant’Andrea Apostolo dei Teatini, anche detta della Madonna del Soccorso e affacciata su Piazza Archimede, devastata da un incendio, alcuni elementi furono trasferiti alla chiesa di San Francesco all’Immacolata. La pala dipinta raffigurante Sant’Andrea fu collocata dietro l’altare maggiore. L’orologio meccanico ottocentesco proveniente dal campanile di Sant’Andrea fu installato sulla torre dell’Immacolata, rimaneggiata il 26 giugno 1876. La demolizione della chiesa di Sant’Andrea, avvenuta fra il 1872 e il 1878, liberò il sito dell’attuale Piazza Archimede, completata nel 1879; i materiali della chiesa demolita furono utilizzati anche per la costruzione del Teatro Comunale di Siracusa. Nel 1882 il Comune fece collocare un secondo orologio sulla facciata principale, oggi conservato sul fianco della torre campanaria. Sulla torre è oggi visibile anche una lapide commemorativa che ricorda una visita di San Francesco in Sicilia, con elementi decorativi aggiunti nel 1926, in pieno regime fascista.

La Prima guerra mondiale e i bombardamenti del 1942

Negli anni Venti del Novecento la Soprintendenza di Siracusa restaurò gli affreschi della volta e restituì l’edificio al culto dopo l’occupazione militare avvenuta durante la Prima guerra mondiale. Nel 1942 i bombardamenti aerei della Seconda guerra mondiale provocarono il crollo parziale della volta nella zona adiacente all’ingresso, la distruzione di una parte della decorazione ad affresco e di due dei sei altari laterali decorati con stucchi. Gli interventi di restauro furono avviati subito dopo la fine del conflitto, e portarono alla luce due arcate cinquecentesche sostenute da pilastri e sormontate da una trabeazione decorata con motivi floreali, sovrapposte all’apparato barocco settecentesco.

Don Giovanni D’Asta, l’Atturna e il simulacro del 1952

Negli anni Quaranta del Novecento il parroco don Giovanni D’Asta diede forma moderna alla festa dell’Immacolata, ideando l’Atturna, corteo notturno con banda musicale che parte alle ore 3 del mattino del 29 novembre. La banda, ancora oggi parte integrante del rito, è il Corpo Bandistico Città di Siracusa, fondato nel 1843. La corrispondente cerimonia della Svelata, alle ore 5 dello stesso giorno, vede la rimozione del velo bianco dal simulacro mariano accompagnata dal versetto Monstra te esse Matrem!, tratto dall’Ave Maris Stella, e dalla risposta dei fedeli “Viva Maria”. Nel 1952 fu realizzato l’attuale simulacro ligneo dell’Immacolata, in legno di pino, opera dello scultore Carmelo Di Stefano: la statua è iconograficamente un’Immacolata Concezione classica, ma porta il titolo devozionale di Madonna delle Milizie, in collegamento con il celebre culto sciclitano legato alla leggenda dell’apparizione della Vergine in difesa dei Normanni nel 1091. Il simulacro è portato in processione l’8 dicembre dalla Confraternita dell’Immacolata, identificabile dai berretti azzurri dei portatori e dai sei cilii azzurri infiorati che accompagnano il fercolo. Una sala ricreativa parrocchiale, ricavata in Piazzetta Corpaci, è oggi intitolata a don D’Asta e ospita mostre, eventi culturali e attività della Confraternita.

La chiusura del 2014 per dissesti strutturali

Nel settembre 2014 la chiesa fu chiusa al culto in seguito alla comparsa di vistose crepe sulla cupola, di danni nell’abside e di fessurazioni del catino absidale. L’allarme fu lanciato dall’allora parroco padre Marco Tarascio, oggi parroco di San Metodio e direttore della Caritas diocesana. Nel novembre 2014 il Ministero dell’Interno, sotto il ministro Angelino Alfano, stanziò un primo finanziamento di circa 49.000 euro per interventi urgenti di messa in sicurezza, su iniziativa del deputato Vincenzo Vinciullo. Risorse aggiuntive furono individuate negli anni successivi nel Patto per il Sud (settembre 2016) e nei programmi dell’assessorato regionale ai Beni Culturali sotto Carlo Vermiglio, ma rimasero insufficienti per un intervento integrale. Subentrato a padre Tarascio, don Flavio Cappuccio assunse la cura della parrocchia mantenendo viva la liturgia attraverso il trasferimento delle funzioni alla Chiesa di San Filippo Apostolo, alla Chiesa di San Giuseppe e alla Chiesa di San Giovannello.

Il crollo del 19 ottobre 2021

La sera del 19 ottobre 2021, dopo una giornata di pioggia battente, un masso di notevoli dimensioni si distaccò dal prospetto della facciata e cadde nella piazzetta Corpaci. L’evento fu descritto dalla stampa locale come una “tragedia sfiorata”: una commerciante della zona testimoniò di aver sentito un forte rumore e di aver visto, recandosi sul posto, un pezzo del prospetto al suolo, riferendo che pochi istanti prima un uomo con il suo cane era passato sotto l’edificio, e che alcuni volontari della parrocchia avevano operato in piazzetta fino a pochi minuti prima del crollo. La Polizia municipale transennò immediatamente l’area per il pericolo di ulteriori distacchi. L’ex deputato regionale Vincenzo Vinciullo dichiarò pubblicamente che soltanto un caso fortuito aveva evitato vittime, e auspicò la costituzione di un comitato cittadino per finanziare le indagini geologiche; una richiesta successivamente reiterata insieme a Sebastiano Moncada nel dicembre 2021, paventando l’eventualità di una situazione paragonabile a quella della Cattedrale di Noto, crollata nel 1996.

Il finanziamento PNRR del dicembre 2022

Il 27 dicembre 2022 fu reso pubblico il finanziamento di 2.100.000 euro destinato alla messa in sicurezza e al restauro conservativo della chiesa, a valere sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, missione M1C3, investimento 2.4 “Sicurezza sismica nei luoghi di culto e restauro del patrimonio culturale del Fondo Edifici di Culto”, finanziato dall’Unione Europea con il programma Next Generation EU. Il provvedimento è il decreto del Segretario Generale del Ministero della Cultura n. 455 del 7 giugno 2022. Il codice unico di progetto è F39C22000110006, registrato sul portale OpenPNRR con il codice 215646. La scadenza per la manifestazione di interesse fu fissata al 20 gennaio 2023, con termine di completamento dei lavori al quarto trimestre del 2025 e riapertura prevista al 1° gennaio 2026. L’impresa appaltatrice è la Roccasalva Costruzioni s.r.l., autorizzata ai lavori secondo apposita ordinanza per il transito veicolare in piazzetta Corpaci e nelle vie limitrofe.

Lo stanziamento è il maggiore fra i quattro destinati a chiese siracusane nel medesimo bando: la Cattedrale, la Chiesa dello Spirito Santo e la Chiesa di San Giovanni Battista hanno ricevuto rispettivamente 780.000, 780.000 e 390.000 euro, per un totale di 4.050.000 euro.

La scoperta delle sepolture tardo medievali (gennaio 2026)

Il 29 e 30 gennaio 2026, nel corso dei lavori di consolidamento all’interno dell’edificio, sono state portate alla luce cinque sepolture tardo medievali. I corredi funerari, definiti dalle prime ricognizioni come “lontani dall’idea di ricchezza”, comprendono anfore, piattini, suppellettili semplici e ornamenti modesti. La scoperta, secondo le ipotesi della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Siracusa, suggerisce l’utilizzo della cripta come area cimiteriale destinata probabilmente agli ecclesiastici, secoli prima della funzione sepolcrale aristocratica seicentesca documentata dagli stemmi delle famiglie Gargana, Danieli, Vianisi e Borgia. Gli specialisti ritengono che si tratti soltanto della “punta dell’iceberg” del patrimonio archeologico sotterraneo della chiesa.

Stato attuale: la riapertura non avvenuta

Al maggio 2026 la chiesa risulta ancora chiusa, con cantiere attivo all’interno. La riapertura prevista per il 1° gennaio 2026 non è stata rispettata: la festa dell’Immacolata dell’8 dicembre 2025 è stata celebrata nella Chiesa di San Filippo Apostolo, l’Atturna del 29 novembre 2025 è partita dalla stessa chiesa, e gli scavi archeologici di gennaio 2026 erano ancora in corso al momento della scoperta delle sepolture. La piattaforma OpenPNRR, alla data del 26 febbraio 2026, classifica il progetto come “in ritardo”, senza pagamenti effettivamente registrati e con erogazioni programmate fino al 2027. La chiesa non è inclusa fra le sette mete giubilari individuate dall’arcivescovo Francesco Lomanto per il Giubileo del 2025.

Architettura

Inquadramento stilistico

L’edificio è un esempio rilevante del tardo barocco siracusano. La sintassi compositiva, definita nella ristrutturazione del 1762 e completata nel XIX secolo con l’apparato statuario di facciata, associa la facciata convessa aggettante caratteristica del barocco maturo italiano agli ordini corinzi e all’apparato decorativo floreale di matrice tardo-cinquecentesca. La triade di architetti coinvolti (Mudanò, Caracciolo, Alì) si inserisce nella tradizione architettonica siracusana che, secondo gli studi di Giuseppe Agnello e Lucia Trigilia, vede in Vermexio, Picherali e Alì i tre nomi cardine del barocco aretuseo.

Facciata

Facciata convessa tardo-barocca della chiesa illuminata di notte, con il campanile-orologio sulla destra

La facciata illuminata di notte, con il campanile-orologio frontale, la lapide commemorativa e il portone chiuso per restauro. Foto di Alessandro Calabrò, settembre 2025.

La facciata si presenta di forma convessa, aggettante verso l’esterno, suddivisa in due ordini sovrapposti di colonne e paraste con capitelli corinzi. L’intero prospetto è arricchito da bassorilievi con elementi floreali e fogliati. Il coronamento culmina in una nicchia affiancata da volute, soluzione tipica del tardo-barocco. Il portale principale, architravato, è sostenuto da due mensole fogliate ed è decorato da un intreccio di tralci viminei in rilievo. Sopra il portale è scolpito lo stemma dell’Ordine francescano, raffigurante due braccia che stringono una croce: il braccio nudo di Cristo e quello vestito di San Francesco con le stigmate, secondo l’iconografia consolidata dei Frati Minori.

Il registro superiore della facciata accoglie l’apparato statuario ottocentesco di Carmelo Di Stefano, con la statua dell’Immacolata al centro entro una cornice di timpano e colonne corinzie. Sulla cornice aggettante della balaustra sono poste quattro grandi statue raffiguranti San Giuseppe da Copertino, Santa Chiara, Sant’Agata, San Bonaventura. Il programma agiografico unisce due santi francescani (Chiara e Bonaventura), un santo siciliano della Controriforma (Giuseppe da Copertino) e la patrona della vicina Catania (Sant’Agata).

Torre campanaria e orologi

Sul fianco destro dell’edificio si eleva l’antico campanile, trasformato in torre dell’orologio nel 1876. La torre è ornata da bassorilievi e pinnacoli a coppa, con una finestra bifora che caratterizza il livello mediano. Alla base del campanile è posta la lapide commemorativa che ricorda una visita di San Francesco in Sicilia, con elementi decorativi aggiunti nel 1926 in pieno regime fascista.

I due orologi sono uno degli elementi distintivi dell’edificio. L’orologio principale, frontale, è meccanico e ottocentesco, proveniente dalla demolita Chiesa di Sant’Andrea dei Teatini e installato sul campanile nel 1868. Un secondo orologio, di datazione più tarda, fu collocato dal Comune di Siracusa nel 1882 sul fianco della facciata. Entrambi sono attualmente fuori esercizio per via del cantiere di restauro.

Interno

L’interno presenta pianta a navata unica con sei altari laterali, tre per lato. La struttura portante, secondo la scheda ICCD, è in muratura a sacco, con paraste e controparaste architravate; la navata è coperta da una volta finta lunettata, affrescata. Pilastri in conci di pietra squadrata collegano vestibolo, navata e presbiterio attraverso archi portanti. Gli ambienti annessi (chiostro e zone conventuali oggi separate) presentano volte a crociera su pilastri o colonne, oggi inglobate nelle murature di tompagnamento della sacrestia. In corrispondenza del coro restano visibili due archi ogivali, testimonianza delle origini medievali.

Durante i restauri del 1942 emersero anche due arcate cinquecentesche, sostenute da pilastri e sormontate da una trabeazione decorata con motivi floreali, sovrapposte all’apparato barocco settecentesco. Le decorazioni in stucco, di gusto tardo-barocco, sono opera di Luciano Alì.

Altare maggiore

L’altare maggiore è rivestito di diaspri di Sicilia (libeccio di Custonaci) e di altri marmi pregiati, secondo l’apparato del 1613. Al centro si apre un tabernacolo accuratamente lavorato con stucchi rossi e oro, concluso da una porta in rame smaltato cui è stata aggiunta nella seconda metà del Novecento una serratura di sicurezza. Sopra l’altare, entro una cornice formata da timpano e colonne corinzie, è collocata la statua dell’Immacolata di Carmelo Di Stefano (1952). Dietro l’altare maggiore, dal 1868, è esposto il dipinto raffigurante Sant’Andrea Apostolo, opera di autore non identificato proveniente dalla Chiesa di Sant’Andrea dei Teatini.

I sei altari laterali

Gli altari laterali, tre per lato, presentano frontoni, paliotti e gradinate in marmo del 1613, integrati con stucchi tardo-barocchi del 1762. I bombardamenti del 1942 distrussero due degli altari decorati con stucchi, oggi non più ricostituiti. Sulla parete sinistra, dall’abside verso l’ingresso, si trovano un altare con un prezioso Crocifisso ligneo seicentesco, un altare centrale con la nicchia vetrata che custodiva la statua dell’Immacolata di Di Stefano e un altare con il dipinto Gesù Risorto e San Francesco d’Assisi, di autore ignoto. Sulla parete destra, l’altare adiacente all’abside ospita una statua di San Francesco d’Assisi sovrastata da una grande pala raffigurante il Battesimo di Gesù; l’altare centrale accoglie una statua di Sant’Antonio da Padova.

L’organo a canne ottocentesco

La chiesa conserva un piccolo organo a canne ottocentesco, collocato in un coro ligneo sobrio ma elegante. Costruttore e datazione precisa non sono attualmente documentati nelle pubblicazioni accessibili.

Portali quattrocenteschi e tracce del convento

I restauri del Novecento hanno riportato alla luce un portale del Quattrocento che si apre verso la sacrestia, di stile gotico, e tracce dell’attiguo convento. Tali elementi conservano la memoria della fase tardomedievale dell’edificio, precedente alla ridedicazione cinquecentesca all’Immacolata. Le strutture del chiostro, evidenziate dai restauri del 1986, sono oggi inglobate nelle murature di tompagnamento della sacrestia e degli ambienti annessi.

Opere d’arte

L’Immacolata in Gloria di Giuseppe Crestadoro

L’affresco della volta della navata, datato secondo le fonti turistiche al 1756 e collocato dalla scheda ICCD 1900384591 fra il 1751 e il 1800, raffigura l’Immacolata Concezione in Gloria tra San Francesco e Sant’Antonio. La Vergine Maria, giovane con le mani giunte, è avvolta in abiti vaporosi (veste purpurea con sopraveste bianca e manto azzurro) e poggia su una nuvola circondata da angeli. Uno degli angeli suona la tromba, altri portano rami di ulivo come simbolo di pace. Un angelo schiaccia una figura demoniaca a terra, sulla cui mano poggia un cartiglio con la firma JOSEPH CRISTADORO. L’affresco è inquadrato da una cornice mistilinea con andamento ovale, contornato da medaglioni di forma e dimensione variabili. Ai lati dell’Immacolata sono raffigurati San Francesco d’Assisi e Sant’Antonio di Padova.

L’Ultima Cena dell’abside

Sulla vela centrale del catino absidale è collocato un affresco con l’Ultima Cena, scheda ICCD 1900384588, di autore non identificato e cronologia oscillante fra la seconda metà del Settecento e l’inizio dell’Ottocento. La composizione presenta un lampadario a sette fiammelle, un drappo di tessuto e un paesaggio notturno sullo sfondo. Cristo è raffigurato seduto al centro con aureola e simbolo trinitario; gli apostoli sono posti in disposizione informale, e Giuda nasconde il sacchetto dei trenta denari dietro le spalle del compagno accanto. Sulla tavola sono disposti piattini, bicchieri e un boccale a due anse messo in evidenza dalla luce.

La pala di Sant’Andrea

Dietro l’altare maggiore è esposta dal 1868 la grande pala raffigurante Sant’Andrea Apostolo, traslata dalla demolita Chiesa di Sant’Andrea dei Teatini di Siracusa, devastata da un incendio nel 1868 e successivamente smantellata. L’autore non è documentato dalle fonti accessibili.

I Dodici Apostoli attribuiti a Pietro Novelli

Fra le opere significative conservate nella chiesa, le fonti citano una grande tela raffigurante i Dodici Apostoli, attribuita a Pietro Novelli (Monreale 1603 – Palermo 1647), il cosiddetto “Monrealese”, uno dei maggiori pittori siciliani del Seicento. L’attribuzione richiede ulteriore verifica documentale ma è coerente con la diffusione di opere del Novelli in chiese di committenza francescana e gesuitica nella Sicilia barocca.

Il Crocifisso ligneo seicentesco e gli altri arredi laterali

Sulla parete sinistra, l’altare adiacente all’abside conserva un prezioso Crocifisso ligneo del Seicento, oggetto di particolare devozione locale. Sulla parete opposta, l’altare absidale ospita una pala con il Battesimo di Gesù, sovrastante una statua di San Francesco d’Assisi. Le fonti pubblicate non riportano autori, datazioni precise o dimensioni delle tre opere; la documentazione più dettagliata è probabilmente conservata nella scheda OA del Ministero della Cultura, di cui esiste l’archiviazione in catalogo BeniCulturali ma non l’accesso pubblico online.

Il simulacro dell’Immacolata e il titolo della Madonna delle Milizie

Il simulacro processionale dell’Immacolata, realizzato in legno di pino nel 1952 da Carmelo Di Stefano, è collocato nella nicchia sopra l’altare maggiore. La figura porta il titolo devozionale di Madonna delle Milizie, in collegamento spirituale con il celebre culto sciclitano della Vergine guerriera che, secondo la leggenda dell’apparizione del 5 marzo 1091 nella contrada Mulici di Donnalucata presso Scicli, sarebbe intervenuta a difesa dei Normanni del conte Ruggero d’Altavilla contro l’emiro saraceno Belcane. A differenza dell’iconografia originale di Scicli, che mostra la Vergine a cavallo bianco con la spada in mano, il simulacro siracusano del 1952 segue lo schema iconografico classico dell’Immacolata Concezione, con manto azzurro e mani aperte in gesto di accoglienza.

Il monumento del Cristo Morto

Fra gli arredi processionali documentati la chiesa custodiva il Monumento del Cristo Morto, portato in processione il Venerdì Santo lungo un percorso che si snoda in via Roma e via del Crocifisso. Dopo la chiusura del 2014 la celebrazione del Venerdì Santo è stata trasferita alla rete di altre chiese del centro storico.

La lapide del cavaliere (1577)

Al centro della navata si conserva una lapide funeraria in pietra asfaltite, datata 1577, con bassorilievo che raffigura un cavaliere in costume spagnolo disteso su un letto, con una mano poggiata sotto la guancia e l’altra che indica un castello. È fra le testimonianze più antiche della funzione sepolcrale dell’edificio.

Stemmi nobiliari e iscrizioni

Le famiglie Gargana, Danieli, Vianisi e Borgia sono testimoniate da stemmi e iscrizioni. Lo stemma Gargana è visibile nella decorazione floreale di un arco del presbiterio. Una lapide commemorativa custodita nel cortile della chiesa registra il contributo della famiglia al restauro trecentesco. La trascrizione integrale delle iscrizioni latine richiede la consultazione diretta dell’archivio della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Siracusa.

Vita liturgica e festività

Lo stesso argomento in dettaglio: Festa dell’Immacolata di Siracusa.

L’Atturna del 29 novembre

L’Atturna è una processione notturna le cui radici risalgono al Seicento, quando i Frati Minori Conventuali curavano la Novena dell’Immacolata fino al tardo Ottocento nella chiesa stessa. La forma moderna fu introdotta da don Giovanni D’Asta negli anni Quaranta del Novecento: un corteo accompagnato dal Corpo Bandistico Città di Siracusa (fondato nel 1843) che, partendo alle ore 3 del mattino del 29 novembre, attraversa le vie del centro storico per “svegliare” la cittadinanza in vista della prima messa delle ore 5. Dal 2014, in conseguenza della chiusura della chiesa, la partenza dell’Atturna è stata trasferita alla Chiesa di San Filippo Apostolo nel rione Giudecca.

La Svelata e la novena

La Svelata, alle ore 5 del mattino del 29 novembre, è il momento in cui il sacerdote celebrante pronuncia il versetto Monstra te esse Matrem!, tratto dall’Ave Maris Stella; in risposta, viene tirato lateralmente il velo bianco che copre il simulacro mariano, mentre tutte le luci della chiesa si accendono e i fedeli rispondono “Viva Maria”. Apre la novena dell’Immacolata che culmina nella festa dell’8 dicembre. La Svelata è oggi celebrata nella Chiesa di San Filippo Apostolo.

La processione dell’8 dicembre

L’8 dicembre il simulacro dell’Immacolata è portato in processione dalla Confraternita dell’Immacolata, riconoscibile per i berretti azzurri e per i sei cilii infiorati di colore azzurro. La giornata si apre con il Pontificale delle ore 10.30 presieduto dall’arcivescovo metropolita di Siracusa, attualmente monsignor Francesco Lomanto, e prosegue alle 16.30 con la messa di consacrazione dei fanciulli al Cuore Immacolato di Maria. La sciuta processionale parte alle ore 17.30 e segue il percorso (rilevato all’edizione del 2024) che da piazza San Filippo Apostolo attraversa via della Giudecca, via della Maestranza, piazza Archimede, via Roma, piazza Minerva, piazza Duomo, via Saverio Landolina, via del Collegio, via Ruggero Settimo (sede dello spettacolo pirotecnico dalla banchina 3 del Molo Sant’Antonio del Porto Grande), largo Porta Marina, via Savoia, largo XXV Luglio, corso Matteotti, piazza Archimede, via della Maestranza, via della Giudecca, fino al rientro a piazza San Filippo intorno alle ore 21.

Festa di San Francesco d’Assisi

La festa del titolare del 4 ottobre, ripristinata come festa nazionale italiana dal 2026, era storicamente celebrata nella chiesa con liturgia solenne. Dalla chiusura del 2014 le funzioni sono trasferite presso le chiese ospitanti.

Convento adiacente e Palazzo di Giustizia

Il convento francescano si sviluppava sul fianco occidentale della chiesa, lungo via Gargallo. Comprendeva un chiostro a doppio ordine, refettorio, dormitori e una biblioteca conventuale. Dopo la soppressione del 7 luglio 1866 il complesso fu ceduto al Comune di Siracusa e adattato a Palazzo di Giustizia, ospitando gli uffici della Pretura, del Tribunale civile e penale e della Corte d’Assise fino al recente trasferimento del Tribunale a Viale Santa Panagia. Restauri del 1986 hanno riportato alla luce parte delle strutture del chiostro medievale, oggi inglobate nelle murature degli ambienti annessi alla chiesa. L’ex convento ospita oggi iniziative culturali ed espositive.

Restauro PNRR e scoperte archeologiche del 2026

Il cantiere PNRR, avviato nel 2025 con l’aggiudicazione dei lavori alla Roccasalva Costruzioni s.r.l., prevede consolidamento antisismico della cupola, restauro conservativo della facciata e degli affreschi della volta, messa in sicurezza degli altari laterali superstiti. Durante gli scavi di consolidamento del 29-30 gennaio 2026 sono state portate alla luce cinque sepolture tardo medievali, evento che ha imposto una pausa archeologica del cantiere e l’avvio delle indagini stratigrafiche da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Siracusa. Le sepolture, con corredi funerari modesti (anfore, piattini, suppellettili semplici), suggeriscono l’utilizzo della cripta come area cimiteriale per ecclesiastici secoli prima della funzione di pantheon nobiliare seicentesca testimoniata dagli stemmi delle famiglie Gargana, Danieli, Vianisi e Borgia. Gli archeologi ipotizzano che i ritrovamenti siano “soltanto la punta dell’iceberg” del patrimonio sotterraneo.

Accessibilità

Accessibilità motoria

L’ingresso principale della chiesa è preceduto da scalini in pietra senza corrimano né rampa, condizione che limita l’accesso per persone in sedia a rotelle e per chi ha capacità deambulatorie ridotte. La chiesa è inoltre attualmente inaccessibile per via del cantiere di restauro PNRR, condizione che rende non valutabile l’accessibilità degli ambienti interni. Nel programma di restauro non risulta esplicitata l’integrazione di una rampa o di un sollevatore per superare il dislivello d’ingresso.

Accessibilità visiva

Non sono presenti mappe tattili della pianta, targhe in braille all’ingresso o sugli elementi architettonici notabili (facciata convessa, ordini corinzi, due orologi, portale francescano, statue di Carmelo Di Stefano), né codici QR collegati ad audiodescrizioni delle opere d’arte (affreschi di Crestadoro, tela dei Dodici Apostoli attribuita a Novelli, Crocifisso ligneo seicentesco). La fruibilità per persone cieche o ipovedenti è oggi pressoché nulla, anche perché l’edificio non è visitabile.

Accessibilità uditiva

Dati non ancora rilevati. Non sono note dotazioni come sistemi a induzione magnetica per apparecchi acustici, sottotitolazione delle celebrazioni o materiali in lingua dei segni italiana. Contribuisci alla mappatura dell’accessibilità di questo luogo attraverso il modulo di segnalazione di Aretusapedia.

Accessibilità cognitiva

Non sono presenti pannelli informativi in linguaggio facile da leggere, percorsi di visita strutturati per persone con disabilità cognitive o disturbi dello spettro autistico, né materiali multimediali semplificati. La complessità storica del sito, che attraversa quindici secoli e quattro fasi distinte (paleocristiana, francescana medievale, barocca, ottocentesca), richiederebbe supporti narrativi dedicati per essere compresa da pubblici neurodivergenti.

Suggerimenti

Il restauro PNRR rappresenta un’occasione per integrare nella futura riapertura una rampa o un sollevatore per superare il dislivello d’ingresso, una mappa tattile della pianta a navata unica con i sei altari laterali, segnaletica in braille per gli elementi architettonici notabili (i due orologi, il portale francescano, le quattro statue della balaustra, la lapide del 1577), codici QR audio multilingue per gli affreschi di Crestadoro, l’altare maggiore, la statua dell’Immacolata, e un pannello in linguaggio facilitato sulla complessa stratificazione storica del sito. La ricorrenza degli ottocento anni di presenza francescana a Siracusa (1225-2025) potrebbe motivare un progetto pilota di accessibilità integrata. Particolarmente significativo sarebbe l’allestimento di un percorso archeologico accessibile dedicato alle sepolture tardo medievali ritrovate nel 2026.

Fonti

Fonti istituzionali e cataloghi

  • Catalogo Generale dei Beni Culturali, Ministero della Cultura. Scheda 1900115111: chiesa conventuale di San Francesco d’Assisi (Siracusa). Consulta online.
  • Recupero, Margherita. «Siracusa, chiesa di San Francesco all’Immacolata». Catalogo Generale dei Beni Culturali, approfondimento “Il tardo barocco a Siracusa”, 6 luglio 2021. Consulta online.
  • Catalogo Generale dei Beni Culturali, Ministero della Cultura. Scheda 1900384591: affresco “Immacolata Concezione in Gloria”. Consulta online.
  • Catalogo Generale dei Beni Culturali, Ministero della Cultura. Scheda 1900384588: affresco “Ultima Cena”. Consulta online.
  • Conferenza Episcopale Italiana. Beni Ecclesiastici in Web (BeWeB), scheda casa 116 «Chiesa dell’Immacolata». Consulta online.
  • Wikidata. San Francesco all’Immacolata, Siracusa (Q55191274). Consulta online.
  • Ministero dell’Interno. Archivio digitale Fondo Edifici di Culto, scheda IT-FEC-OA0001-002909. Consulta online.
  • Ministero della Cultura. Decreto del Segretario Generale n. 455 del 7 giugno 2022 – Sicurezza sismica nei luoghi di culto. Consulta online.
  • Ministero dell’Interno. 250 milioni dal PNRR per il restauro di 286 chiese del Fondo Edifici di Culto. Consulta online.
  • OpenPNRR. Progetto 215646 – Restauro Chiesa di San Francesco d’Assisi all’Immacolata. Consulta online.
  • Comune di Siracusa. Itinerari di Ortigia – Chiese monumentali, Chiesa di San Francesco o dell’Immacolata. Consulta online.
  • Wikimedia Commons. Category: San Francesco (Syracuse). Consulta online.

Wikipedia

Stampa locale e cronaca

  • «Crolla un pezzo della chiesa dell’Immacolata, una tragedia sfiorata». BlogSicilia, 19 ottobre 2021. Consulta online.
  • «Sfiorata la tragedia. L’ex parlamentare Vinciullo: “Da anni, inascoltati i miei appelli”». Radio Una Voce Vicina, 20 ottobre 2021. Consulta online.
  • Catania, Gianni. «È il momento di tornare a fare, prima che Ortigia perda davvero i pezzi». SiracusaOggi, 20 ottobre 2021. Consulta online.
  • «Ancora chiusa la chiesa dell’Immacolata». Libertà Sicilia, 9 dicembre 2021. Consulta online.
  • «Ortigia, la chiesa dell’Immacolata non può rimanere chiusa». Libertà Sicilia, 17 ottobre 2018. Consulta online.
  • «Chiesa dell’Immacolata a Siracusa: è allarme per i lavori». Giornale di Sicilia, 17 agosto 2015. Consulta online.
  • Signorelli, Luca. «Siracusa: messa in sicurezza e restauro della chiesa di San Francesco d’Assisi all’Immacolata: c’è il finanziamento». Siracusa News, 27 dicembre 2022. Consulta online.
  • «Finanziata la messa in sicurezza di 4 chiese di Siracusa: interventi per oltre 4 milioni». Siracusa Post, 23 dicembre 2022. Consulta online.
  • «Sotto la chiesa dell’Immacolata riemerge un cimitero: scoperte antiche sepolture». SiracusaOggi, 29 gennaio 2026. Consulta online.
  • Gionfriddo, Oriana. «Siracusa, scoperte antiche tombe nella chiesa dell’Immacolata». Siracusa News, 30 gennaio 2026. Consulta online.
  • Gionfriddo, Oriana. «Siracusa e l’Immacolata: un’alba di fede che non smette di commuovere». Siracusa News, 8 dicembre 2025. Consulta online.
  • «Solennità dell’Immacolata, stasera la processione. Si apre il ciclo di feste religiose». Siracusa2000, 8 dicembre 2025. Consulta online.
  • «Festa dell’Immacolata, oggi la processione per le vie di Ortigia». Siracusa Post. Consulta online.
  • «Atturna e svelata, Siracusa rinnova il suo rito più antico». Siracusa News. Consulta online.
  • «Ottocento anni di presenza francescana in diocesi (1225-2025)». Cammino Siracusa, maggio 2025. Consulta online.

Bibliografia critica

  • Acerra, Lucia. Architettura religiosa in Ortigia. Viaggio nella città invisibile. Siracusa, Lombardi Editori, 1995. ISBN 9788872600467.
  • Pirro, Rocco; Mongitore, Antonino (a cura di). Sicilia Sacra Disquisitionibus Et Notitiis Illustrata. Palermo, terza edizione, 1733.
  • Privitera, Serafino. Storia di Siracusa antica e moderna. 2 voll. Napoli, Stamperia Fibreno, 1878-1879.
  • Capodieci, Giuseppe Maria. Antichi monumenti di Siracusa illustrati. Manoscritti, 1813 (Biblioteca Alagoniana, Siracusa).
  • Mirabella Alagona, Vincenzo. Dichiarazione della pianta delle antiche Siracuse. Napoli, 1613.
  • Gargallo, Tommaso. Memorie patrie. Siracusa, 1791.
  • Grosso Cacopardo, Giuseppe. Memorie de’ pittori messinesi e degli esteri che in Messina fiorirono. Messina, 1821.
  • Agnello, Giuseppe. L’architettura aragonese-catalana in Siracusa. Tivoli, Collezione Meridionale, 1942.
  • Agnello, Salvatore Lagona. Siracusa Barocca. 1961.
  • Trigilia, Lucia. Siracusa. Distruzioni e trasformazioni urbane dal 1693 al 1942. Roma, 1985.
  • Treccani. Dizionario Biografico degli Italiani: voce «Crestadoro, Giuseppe». Consulta online.
  • Treccani. Voce «Pompeo Picherali». Consulta online.
  • Fazio, Federico. «Louis Alexandre Dumontier, Luciano Alì e la chiesa di Santa Lucia alla Badia a Siracusa (1771-1784). Nuove acquisizioni documentarie». Academia.edu. Consulta online.

Studi locali e portali divulgativi

  • «Chiesa dell’Immacolata, Ortigia». EtnaPortal. Consulta online.
  • «Church of St. Francesco all’Immacolata». Citymap Sicilia. Consulta online.
  • «Chiesa dell’Immacolata, scheda 59». Siracusa Turismo. Consulta online.
  • «Chiesa di San Francesco d’Assisi o dell’Immacolata». La Sicilia in Rete. Consulta online.
  • «Chiesa di San Francesco all’Immacolata, affresco Ultima Cena». Museo Virtuale Ultima Cena (AFOM). Consulta online.
  • «Il culto di San Francesco in Sicilia. Cinque chiese, anima di storia e devozione». Be Sicily Mag, 9 ottobre 2025. Consulta online.
  • «Chiese, Musei e Monumenti di Siracusa». Infopoint Provincia di Siracusa. Consulta online.
  • Arcidiocesi di Siracusa. Annuario, Parrocchia di San Giovanni Battista all’Immacolata. Consulta online.

Scheda aggiunta da Alessandro Calabrò l’8 maggio 2026.

Tabella dei Contenuti

Indirizzo
Piazzetta Francesco Corpaci 5, Ortigia, Siracusa.
Quartiere / Zona
Ortigia – rione Maestranza
Epoca / Secolo
Origine VI secolo (Sant’Andrea Apostolo); insediamento francescano 1225; ampliamento Trecento (vescovo Orsini); ricostruzione barocca dopo terremoto 1693; ristrutturazione tardo-barocca 1762 (Mudanò, Caracciolo, Alì).
Accessibilità
🦽 Motoria – Scalini in pietra all’ingresso senza corrimano né rampa; chiesa attualmente non accessibile per cantiere PNRR.
👁️ Visiva – Nessuna mappa tattile, targa in braille o codice QR audio; edificio non visitabile.
👂 Uditiva – Dati non rilevati, dotazioni induzione magnetica e LIS non documentate.
🧠 Cognitiva – Stratificazione storica complessa senza pannelli in linguaggio facile.
Orari o note pratiche

Chiesa attualmente chiusa per restauro PNRR (cantiere avviato 2025, riapertura prevista 1 gennaio 2026 non rispettata, lavori ancora in corso a maggio 2026).

Festa patronale dell’Immacolata l’8 dicembre, con processione della Confraternita dell’Immacolata; Atturna e Svelata il 29 novembre. Dal 2014 le funzioni sono temporaneamente trasferite in altre chiese del centro storico, principalmente San Filippo Apostolo, San Giuseppe e San Giovannello.

Sede della Parrocchia di San Giovanni Battista all’Immacolata, Piazza Francesco Corpaci 5, 96100 Siracusa, tel. 0931 67017, parrocchiaimmacolatasr@gmail.com. Rettore: don Flavio Cappuccio.