Ettore Baranzini

Aggiornato in data 17 Maggio 2026 da Alessandro Calabrò
PersonaggioEttore Baranzini
Ritratto di monsignor Ettore Baranzini, arcivescovo metropolita di Siracusa dal 1933 al 1968

Mons. Ettore Baranzini, foto coeva. Pubblico dominio (Italia).
NascitaAngera (Varese), 22 settembre 1881
MorteSiracusa, notte fra il 5 e il 6 marzo 1968 (86 anni)
SepolturaCappella del Crocifisso, Duomo di Siracusa; monumento bronzeo di Biagio Tommaso Poidimani inaugurato il 4 marzo 1971
MottoSequere Deum
FratelloArturo Baranzini (1875-1937), deputato del Partito Popolare nelle XXVI e XXVII legislatura, antifascista aventiniano
Ordinazione presbiterale27 marzo 1904, clero dell’Arcidiocesi di Milano
Consacrazione episcopale5 giugno 1933, Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso a Roma, dal cardinale Francesco Marchetti Selvaggiani, con i co-consacranti Giuseppe Pizzardo e Carlo Cremonesi
CattedraArcivescovo metropolita di Siracusa (29 aprile 1933 – 6 marzo 1968); vescovo di Ragusa in unione personale (6 maggio 1950 – 1 ottobre 1955)
PredecessoreGiacomo Carabelli (1921-1932); sede vacante 16 luglio 1932 – 29 aprile 1933
Coadiutori e successoreCostantino Caminada (1960-1962), Clemente Gaddi (1962-1963), Giuseppe Bonfiglioli (1963-1968, successore)
Soprannomi«il Vescovo della Madonna»; «il decano dell’episcopato di Sicilia»

Ettore Baranzini (Angera, 22 settembre 1881 – Siracusa, notte fra il 5 e il 6 marzo 1968) fu un arcivescovo cattolico italiano. Arcivescovo metropolita di Siracusa dal 29 aprile 1933 al 6 marzo 1968, resse la cattedra aretusea per quasi trentacinque anni, l’episcopato più lungo dell’epoca contemporanea per la sede di Siracusa; sotto la sua guida si succedettero i pontificati di Pio XI, Pio XII, Giovanni XXIII e Paolo VI. Dal 6 maggio 1950 al 1 ottobre 1955 fu in unione personale anche primo vescovo di Ragusa, diocesi eretta da Pio XII con la bolla Ad Dominicum Gregem. Rettore del Pontificio Seminario Lombardo dal 1920 al 1933, ebbe come seminarista il giovane Giovanni Battista Montini, futuro papa Paolo VI, e fra gli altri allievi i beati Secondo Pollo e Giovanni Fausti. Il suo nome è legato alla Lacrimazione della Madonna avvenuta a Siracusa nell’agosto-settembre 1953: fu Baranzini a istituire la commissione medica del 1 settembre 1953 e il tribunale ecclesiastico del 22 settembre 1953, presentando il 12 dicembre 1953 alla Conferenza Episcopale Siciliana riunita a Bagheria, sotto la presidenza del cardinale Ernesto Ruffini, la relazione che portò al riconoscimento ufficiale dell’autenticità del prodigio. Volle e presiedette il comitato per l’erezione del Santuario della Madonna delle Lacrime, di cui pose simbolicamente la prima pietra il 9 maggio 1954. Per il legame con quell’evento fu chiamato «il Vescovo della Madonna». Padre conciliare al Concilio Vaticano II, ottuagenario, partecipò alle prime due sessioni (1962 e 1963) prima di lasciare il governo effettivo della diocesi al coadiutore Giuseppe Bonfiglioli.

Origini e famiglia

Ettore Baranzini nacque ad Angera, sul lago Maggiore in provincia di Varese, allora compresa nell’Arcidiocesi di Milano, il 22 settembre 1881. Le fonti pubbliche non documentano i nomi dei genitori né dell’eventuale parroco celebrante del battesimo, presumibilmente officiato nella parrocchia di Santa Maria Assunta di Angera; i dati anagrafici familiari sono conservati nell’Archivio parrocchiale e nell’Archivio di Stato di Varese. È documentato il fratello Arturo Baranzini (Angera, 9 gennaio 1875 – Milano, 1 ottobre 1937), capitano di cavalleria nella prima guerra mondiale, vicepresidente della Banca Popolare di Milano, fra i fondatori della Fiera di Milano, deputato del Partito Popolare nei collegi di Como-Sondrio nelle legislature XXVI e XXVII, eletto nel 1921 e nel 1924. Aderì alla Secessione dell’Aventino dopo il delitto di Giacomo Matteotti, perdendo per questo il seggio parlamentare.

Formazione

Baranzini frequentò i seminari dell’Arcidiocesi di Milano e dal 1899 il Pontificio Seminario Lombardo a Roma, dove ebbe per rettore (fino al 1904) il futuro cardinale Alessandro Lualdi. Conseguì la laurea in filosofia presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (Angelicum) e quella in teologia con licenza in diritto canonico presso la Pontificia Università Gregoriana. Fu ordinato presbitero dell’Arcidiocesi di Milano il 27 marzo 1904, a ventidue anni.

Segretario del cardinale Lualdi (1904-1919)

Il 23 dicembre 1904 Baranzini, ventitreenne, fu nominato segretario di Alessandro Lualdi, che papa Pio X aveva da poco creato arcivescovo di Palermo (14 novembre 1904). Lo seguì nel capoluogo siciliano restandogli accanto per quindici anni. Lualdi, già rettore del Pontificio Seminario Lombardo durante gli anni di studio di Baranzini (1894-1904), fu creato cardinale il 15 aprile 1907 e partecipò ai conclavi del 1914 (elezione di Benedetto XV) e del 1922 (elezione di Pio XI). Al conclave del 1922 Baranzini accompagnò il cardinale come conclavista, condizione che gli permise di assistere in prima persona all’elezione di papa Ratti. Lualdi morì a Palermo il 12 novembre 1927; Baranzini era da sette anni rettore a Roma.

Rettore del Pontificio Seminario Lombardo (1920-1933)

Il 28 luglio 1920 il cardinale Andrea Carlo Ferrari, arcivescovo di Milano e presidente della Conferenza Episcopale Lombarda, affidò a Baranzini il rettorato del Pontificio Seminario Lombardo dei Santi Ambrogio e Carlo, riaperto nello stesso anno per volontà di Benedetto XV dopo essere stato unito al Pontificio Seminario Romano dal 1913. Baranzini ne fu rettore per tredici anni, fino alla nomina episcopale del 1933. Il 13 agosto 1920 fu ricevuto in udienza dal pontefice; il Seminario, inizialmente ospitato presso la casa dei Figli di Maria Immacolata in via del Mascherone 58, si trasferì nel 1930 nella sede attuale presso la Basilica di Santa Maria Maggiore.

Nel novembre 1920 Baranzini accolse fra i propri studenti il giovane sacerdote bresciano Giovanni Battista Montini, già ordinato il 29 maggio dello stesso anno, che frequentò il Lombardo per l’anno accademico 1920-1921 prima di passare alla Pontificia Accademia dei Nobili Ecclesiastici il 20 novembre 1921 su indicazione di Giuseppe Pizzardo. Eletto papa il 21 giugno 1963 con il nome di Paolo VI, Montini ricordò pubblicamente il suo rettore l’11 novembre 1965 con queste parole: «il venerando e zelante Monsignor Ettore Baranzini, che Noi stessi avemmo Rettore durante l’anno della Nostra permanenza, come ben modesto alunno, in questo Seminario (1920-1921)». Fra gli altri allievi di Baranzini al Lombardo si contano il beato Secondo Pollo (Caresanablot, 1908 – 1941), laureato in filosofia all’Angelicum nel 1931, beatificato da Giovanni Paolo II il 23 maggio 1998, e (secondo alcune fonti diocesane) il beato Giovanni Fausti (1899-1946), martire in Albania, beatificato da papa Francesco il 5 novembre 2016. Nel gennaio 1922 Baranzini ospitò al Lombardo il cardinale Achille Ratti, di passaggio a Roma per il conclave: pochi giorni dopo Ratti fu eletto papa con il nome di Pio XI.

Arcivescovo metropolita di Siracusa (1933)

Il predecessore di Baranzini sulla cattedra siracusana, l’arcivescovo Giacomo Carabelli di Carnago (Varese), era morto a soli quarantacinque anni il 16 luglio 1932 dopo undici anni di episcopato. Dopo quattordici mesi di sede vacante, il 29 aprile 1933 Pio XI nominò Baranzini arcivescovo metropolita di Siracusa. La consacrazione episcopale ebbe luogo il 5 giugno 1933 nella Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso a Roma per imposizione delle mani del cardinale Francesco Marchetti Selvaggiani, assistito dagli arcivescovi Giuseppe Pizzardo (futuro cardinale, lo stesso che nel 1921 aveva chiamato Montini al servizio diplomatico) e Carlo Cremonesi. Il 10 settembre 1933 Baranzini fece ingresso solenne nella Cattedrale di Siracusa. Assunse come motto Sequere Deum («Segui Dio»), parola d’ordine ispirata alla figura del patriarca Abramo.

All’arrivo del nuovo arcivescovo la diocesi contava settantasei parrocchie organizzate in quattro vicariati (Siracusa, Augusta-Melilli, Lentini, Palazzolo-Floridia) su una superficie di circa milletrecento chilometri quadrati. Baranzini concentrò il primo quinquennio sull’erezione di nuove parrocchie urbane, sull’avvio di missioni popolari, sull’ampliamento del seminario arcivescovile (cappella, biblioteca, casa per esercizi spirituali) e sulla promozione di due Congressi catechistici diocesani e di un Congresso di Azione Cattolica.

Mussolini e la donazione delle campane (1937)

Nel periodo della visita di Benito Mussolini a Siracusa, in occasione dell’inaugurazione del Pantheon dei Caduti della Prima guerra mondiale e della Casa del Mutilato il 13 agosto 1937, l’arcivescovo Baranzini ricevette il capo del governo e gli donò il bronzo per le nuove campane del Duomo, fuso con il metallo dei cannoni austriaci catturati nella Grande Guerra. Mussolini, secondo la memoria diocesana, fu «estremamente gentile» con l’arcivescovo. Il fratello dell’arcivescovo, Arturo Baranzini, era stato deputato antifascista del Partito Popolare e aveva perso il seggio con la Secessione dell’Aventino.

Sinodo del 1938 e Congressi

Dal 6 all’8 giugno 1938 Baranzini celebrò il Sinodo diocesano, i cui atti sono conservati presso l’Archivio Storico Diocesano. Seguirono il Congresso Eucaristico Regionale del 1940 e, dieci anni dopo, il Congresso Mariano del 1950, coincidente con la definizione dogmatica dell’Assunzione di Maria proclamata da Pio XII e con l’erezione della Diocesi di Ragusa.

Seconda guerra mondiale e occupazione alleata

Durante la Seconda guerra mondiale Siracusa subì novecentoventitré incursioni aeree: il bombardamento più grave fu quello del 27 febbraio 1943, opera di Spitfire britannici partiti da Malta, con cinquantasei vittime civili. Nella notte fra il 9 e il 10 luglio 1943, in apertura dell’Operazione Husky, cinquantacinque Wellington del 205º Gruppo della RAF colpirono porto e aeroporto della città. Le Catacombe di Santa Lucia, le più ampie del centro storico, furono adibite dall’UNPA a rifugio antiaereo; la Cattedrale resistette ai bombardamenti, mentre numerose chiese minori subirono danni. Il 10-11 luglio 1943 Siracusa fu la prima città italiana occupata dagli Alleati dopo l’azione dell’VIII Armata britannica di Bernard Law Montgomery. Il 3 settembre 1943, in territorio della provincia, fu firmato l’armistizio di Cassibile. Le fonti diocesane non documentano dichiarazioni pubbliche di Baranzini durante l’occupazione: la sua opera pastorale di quei mesi è ricostruibile attraverso le lettere pastorali conservate nell’Archivio Storico Diocesano di Siracusa.

Vescovo di Ragusa in unione personale (1950-1955)

Il 6 maggio 1950 papa Pio XII, con la bolla Ad Dominicum Gregem, eresse la Diocesi di Ragusa come suffraganea di Siracusa, aeque principaliter unita in modo perpetuo alla Chiesa aretusea, e ne affidò la guida a Baranzini in unione personale. Il territorio iniziale comprendeva cinque comuni distaccati dall’arcidiocesi di Siracusa (Acate, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Monterosso Almo, Santa Croce Camerina); l’11 luglio 1950, con decreto della Sacra Congregazione Concistoriale, vi fu aggregato Giarratana (proveniente dalla diocesi di Noto), mentre cinque comuni (Buccheri, Buscemi, Cassaro, Ferla, Palazzolo Acreide) ritornavano da Noto a Siracusa.

Il 7 maggio 1950 Baranzini ottenne come ausiliare il sacerdote acese Francesco Pennisi (Pedara, 1898 – 1974), rettore del Seminario di Catania dal 1932, nominato vescovo titolare di Cesarea di Mauritania. Lo consacrò personalmente nella Cattedrale di Catania il 15 agosto 1950 e gli affidò il vicariato generale e la residenza in Ragusa. Il 9 settembre 1950, nella chiesa madre di San Giovanni Battista designata cattedrale, il cardinale Ernesto Ruffini di Palermo, legato papale, presiedette l’ingresso ufficiale di Baranzini come vescovo di Ragusa. Nel 1951 furono eretti il Capitolo della Cattedrale e celebrato il primo Congresso Eucaristico Diocesano; nel 1952 fu aperto il Seminario Vescovile. Il 1 ottobre 1955, con la bolla Quamquam est, Pio XII sciolse definitivamente l’unione personale e nominò Pennisi primo vescovo ordinario autonomo della nuova diocesi.

La Lacrimazione della Madonna (1953)

La lacrimazione di un quadretto di gesso del Cuore Immacolato di Maria avvenne a Siracusa dal 29 agosto al 1 settembre 1953 nella casa dei coniugi Angelo Iannuso (ventisettenne, bracciante agricolo) e Antonina Lucia Giusto (ventenne, casalinga in attesa del primogenito Mariano Natale, nato il 25 dicembre dello stesso anno), sposati il 21 marzo 1953 e residenti in coabitazione con i suoceri Giuseppe e Grazia Iannuso al numero 11 di via degli Orti di San Giorgio, nel quartiere della Borgata. Il quadretto, busto in gesso smaltato di ventitré centimetri di base per ventotto di altezza modellato su disegno di Amilcare Santini per la ILPA di Ulisse Viviani a Bagni di Lucca, era stato dono di nozze della cognata Grazia, acquistato all’emporio Floresta di Corso Umberto per duemilacinquecento lire. Antonina, affetta da preeclampsia con perdita temporanea della vista, vide la prima lacrimazione alle 8:30 del 29 agosto; nei quattro giorni successivi si contarono almeno cinquantotto lacrimazioni, con il cineamatore siracusano Nicola Guarino che il 30 agosto filmò il fenomeno in circa trecento fotogrammi in pellicola da 9,5 millimetri (filmato restaurato in alta definizione dalla Cineteca dello Stretto nel 2025).

Il 1 settembre 1953, su iniziativa di Baranzini, una commissione medica presieduta dal dottor Michele Cassola (direttore della sezione micrografica dell’Ufficio Provinciale di Igiene di Siracusa, dichiaratamente ateo) e composta dai dottori Francesco Cotzia, Leopoldo La Rosa, Luigi D’Urso e Mario Marletta prelevò circa un centimetro cubo di liquido. Il 2 settembre 1953 l’arcivescovo si recò personalmente sul luogo e nello stesso giorno pronunciò davanti all’effigie la preghiera entrata nella devozione popolare: «Alle tue Sante Lacrime Gesù nulla rifiuta». Il 9 settembre 1953 la commissione concluse che il liquido aveva «aspetto, alcalinità e composizione analoghi a quelli di un secreto lacrimale umano». Il 14 settembre 1953 giunsero da Bagni di Lucca lo scultore Amilcare Santini e l’industriale Ulisse Viviani per attestare l’integrità del manufatto. Il 19 settembre 1953 il quadretto fu solennemente trasferito in Piazza Euripide, dove restò per quindici anni. Il 22 settembre 1953 Baranzini istituì un tribunale ecclesiastico interdiocesano metropolitano «Super veritate factorum relate ad imaginem B. M. Virginis», operativo dal 25 settembre con la deposizione giurata dei coniugi Iannuso; nei mesi successivi si svolsero cinquantuno sessioni con centottantanove testimoni ascoltati e cinquecentocinque pagine di deposizioni. Il 24 novembre 1953 Baranzini fu ricevuto in udienza da Pio XII, al quale presentò la relazione canonica.

Il 12 dicembre 1953 i vescovi siciliani, riuniti a Bagheria nella Villa San Cataldo dei Gesuiti sotto la presidenza del cardinale Ernesto Ruffini, deliberarono dopo aver ascoltato la relazione di Baranzini: «Non si può mettere in dubbio la realtà della lacrimazione». Il comunicato ufficiale uscì il giorno successivo. Il 17 ottobre 1954 Pio XII, nel radiomessaggio al Congresso Mariano Regionale di Sicilia, pronunciò la domanda: «Comprenderanno gli uomini l’arcano linguaggio di quelle lacrime?». Nel 1954 Baranzini pubblicò presso La Rivista del Clero Italiano di Vita e Pensiero l’articolo La Madonna delle Lacrime a Siracusa.

Il Santuario

Nel 1954 Baranzini istituì e presiedette il comitato per l’erigendo Santuario della Madonna delle Lacrime. Il 9 maggio 1954, alla presenza di circa quarantamila fedeli, il cardinale Ernesto Ruffini benedisse e pose la prima pietra del santuario in contrada San Giovanni con una cazzuola d’argento; il 2 febbraio 1955 fu firmato l’atto di acquisto del terreno. Nel 1955 Baranzini bandì un concorso internazionale di architettura al quale parteciparono architetti di diciassette Paesi con novantuno progetti. Nel marzo 1957 la giuria proclamò vincitori, con dieci voti su undici, gli architetti francesi Michel Andrault (Montrouge, 1926 – Parigi, 2020) e Pierre Parat (Versailles, 1928 – Parigi, 2019), col motto «Corona con nove raggi bianchi su campo azzurro». Il 25 gennaio 1964 Baranzini affidò all’ingegnere romano Riccardo Morandi i calcoli strutturali e il progetto esecutivo del santuario; i lavori di costruzione iniziarono nel 1966. La cripta del santuario fu consacrata dal successore Bonfiglioli il 28 agosto 1968; la basilica superiore fu consacrata e inaugurata da papa Giovanni Paolo II il 6 novembre 1994, elevata a basilica minore nel 2002 e a santuario regionale di Sicilia il 14 agosto 2019.

Concilio Vaticano II (1962-1963)

Ottuagenario all’apertura del Concilio (l’11 ottobre 1962 aveva 81 anni e 19 giorni), Baranzini partecipò come padre conciliare alla Prima Sessione (11 ottobre – 8 dicembre 1962) e alla Seconda Sessione (29 settembre – 4 dicembre 1963). Non risulta che abbia preso la parola nei dibattiti né che sia stato membro di commissioni redazionali; le ricerche negli Acta Synodalia Sacrosancti Concilii Oecumenici Vaticani II non hanno restituito interventi orali a suo nome. Il 9 novembre 1963, quattro giorni dopo la chiusura della seconda sessione, Pio XII gli affiancò l’arcivescovo coadiutore con diritto di successione Giuseppe Bonfiglioli, che partecipò a tutte e quattro le sessioni conciliari. Per la veneranda età, Baranzini non prese parte alla terza (1964) e alla quarta (1965) sessione. Il 21 giugno 1963, fra le due sessioni conciliari, il suo ex seminarista Giovanni Battista Montini fu eletto papa con il nome di Paolo VI.

Coadiutori e ausiliari

Negli ultimi otto anni di episcopato Baranzini ebbe accanto tre figure successive nel governo della diocesi. Dal 16 gennaio 1960 al 21 luglio 1962 fu suo ausiliare il vescovo titolare di Thespiae Costantino Caminada (Melegnano, 1900 – Ferentino, 1972), trasferito poi alla diocesi di Ferentino. Dal 21 luglio 1962 al 25 settembre 1963 resse l’incarico di coadiutore l’arcivescovo titolare di Darni Clemente Gaddi (Mandello del Lario, 1901 – Bergamo, 1993), già vescovo di Nicosia, trasferito quindi alla diocesi di Bergamo. Dal 9 novembre 1963 alla successione Giuseppe Bonfiglioli (Sant’Agostino di Ferrara, 1910 – Cagliari, 1992) fu arcivescovo coadiutore con diritto di successione e, dal 27 ottobre 1966, anche Amministratore Apostolico di Siracusa, dato l’aggravamento dell’ottantacinquenne Baranzini: il governo diocesano passò di fatto a Bonfiglioli oltre un anno prima della morte del titolare.

Vescovi consacrati

Baranzini fu consacrante principale di tre vescovi: Francesco Pennisi (Cattedrale di Catania, 15 agosto 1950), suo ausiliare a Ragusa, divenuto primo ordinario autonomo della nuova diocesi nel 1955; Carmelo Canzonieri (Cattedrale di Ragusa, 12 maggio 1957), già suo allievo al Pontificio Seminario Lombardo, vescovo titolare di Cesarea di Mauritania e ausiliare di Messina, in seguito vescovo di Caltagirone fra il 1963 e il 1983; Corrado Mingo (Rosolini, 24 febbraio 1951), in qualità di co-consacrante con il cardinale Ruffini, futuro arcivescovo di Monreale.

Iniziative pastorali

Fra le erezioni canoniche di parrocchie sotto Baranzini si contano la parrocchia di Santa Maria SS. Addolorata a Grottasanta (23 agosto 1935, festa di San Filippo Benizi, su chiesa costruita dal predecessore Carabelli nel 1932 su terreno donato dalla famiglia Gargallo, affidata ai Servi di Maria), la parrocchia della Sacra Famiglia nella zona ex INA-Casa (decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1958; primo parroco 2 giugno 1963) e la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù del quartiere Zecchino (cura pastorale affidata nel 1956 a don Matteo Pino e al Movimento dei Focolari; erezione canonica 7 ottobre 1963).

Morte

Il 13 febbraio 1968 Baranzini si recò un’ultima volta sul cantiere del Santuario della Madonna delle Lacrime, ancora in costruzione, dichiarando «grande gioia». Morì nella propria residenza a Siracusa la notte fra il 5 e il 6 marzo 1968, a ottantasei anni; la stampa cattolica lo commemorò come «il decano dell’episcopato di Sicilia». L’arcivescovo Giuseppe Bonfiglioli, già amministratore apostolico, gli succedette ipso iure.

Sepoltura

Baranzini è sepolto nella Cappella del Crocifisso del Duomo di Siracusa, accanto al sepolcro del suo predecessore Giacomo Carabelli. Il monumento funerario, un sarcofago in marmo policromo e granito con bassorilievo in bronzo raffigurante la scena della lacrimazione del 1953 e busto in bronzo, è opera dello scultore rosolinese Biagio Tommaso Poidimani (Rosolini, 1910 – Trigoria, 2001), già autore della statua di Aretusa e Alfeo presso la Fonte Aretusa e del Reliquiario della Madonna delle Lacrime del 1954. Il monumento fu inaugurato il 4 marzo 1971, terzo anniversario della morte di Baranzini, dal successore Giuseppe Bonfiglioli.

Memoria

A Siracusa, nel quartiere Neapolis, gli è intitolata via Monsignor Ettore Baranzini, che si dirama da via Demostene e si conclude su via del Santuario, in prossimità del santuario che Baranzini aveva voluto. Nel Centro Convegni del Santuario della Madonna delle Lacrime è dedicato a lui il Salone Baranzini, sede di conferenze e incontri ecclesiali. A Brucoli, frazione di Augusta, opera dal 2019 l’Istituto Sacro Cuore «Mons. Ettore Baranzini», scuola paritaria. La Diocesi di Ragusa conserva nel proprio museo capitolare un calice del 1954 dell’orafo siracusano Arturo Di Natale donato dal clero ragusano in occasione delle nozze d’oro sacerdotali.

Nel cinquantesimo anniversario della morte, il 13 ottobre 2018, l’arcivescovo Salvatore Pappalardo presiedette il convegno Mons. Ettore Baranzini gloria della Chiesa siracusana 1933-1968, ospitato nel Centro Convegni del Santuario. Il 10 gennaio 2026, presso il Salone San Zosimo di Palazzo Arcivescovile in Piazza Duomo a Siracusa, l’Arcidiocesi e la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale promossero la Prima Giornata di Studi sulla Chiesa Siracusana del Novecento, dedicata interamente all’episcopato di Baranzini, con la relazione principale del professor Sergio Tanzarella e l’intervento dell’arcivescovo Francesco Lomanto. L’iniziativa è inserita nel progetto Dizionario dei Vescovi italiani dell’Associazione Italiana dei Professori di Storia della Chiesa.

Errore documentale: la scheda Wikidata Q15942085 riporta come data di morte il 6 maggio 1968; tutte le altre fonti enciclopediche (Cathopedia, Catholic-Hierarchy, Wikipedia EN, Diocesi di Ragusa) confermano il 6 marzo 1968.

Pubblicazioni

Ettore Baranzini lasciò una produzione editoriale limitata, prevalentemente di carattere occasionale: prefazioni a opere di terzi (Carlo Bargiggia su San Carlo Borromeo, 1937; Vincenzo Maraschi su Luigi Bignami, arcivescovo di Siracusa fra il 1879 e il 1893, 1942) e un breve testo classico-religioso del 1961. Il suo unico contributo monografico è l’articolo «La Madonna delle Lacrime a Siracusa» pubblicato sulla rivista La Rivista del Clero Italiano della casa editrice Vita e Pensiero, fascicolo 5 del 1954: si tratta della relazione personale dell’arcivescovo sulla lacrimazione e sulla nascita del progetto del santuario. La documentazione del rettorato romano e dell’episcopato siracusano è in larga parte conservata presso l’Archivio Storico Diocesano di Siracusa, presso l’Archivio Diocesano di Ragusa (le cui ricerche su Baranzini sono state curate da Domitilla Occhipinti) e presso l’archivio del Pontificio Seminario Lombardo.

Fonti

  • Ettore Baranzini, La Madonna delle Lacrime a Siracusa, in La Rivista del Clero Italiano, Milano, Vita e Pensiero, 1954, fasc. 5.
  • Voce Baranzini, Ettore, in Cathopedia: cathopedia.org.
  • Bishop Ettore Baranzini, in Catholic-Hierarchy: catholic-hierarchy.org.
  • Wikipedia EN: Ettore Baranzini: wikipedia.org.
  • Arcidiocesi di Siracusa, Cronotassi degli arcivescovi: arcidiocesi.siracusa.it.
  • Diocesi di Ragusa, Mons. Ettore Baranzini (1950-1955): diocesidiragusa.it.
  • Cattedrale di San Giovanni Battista di Ragusa, scheda biografica S.E. mons. Ettore Baranzini: cattedralesangiovanni.it.
  • Santuario Madonna delle Lacrime, 29 agosto 1953: madonnadellelacrime.it.
  • Paolo VI, Discorso per la benedizione della nuova sede del Pontificio Seminario Lombardo, 11 novembre 1965: vatican.va.
  • Pio XII, Radiomessaggio al Congresso Mariano Regionale della Sicilia, 17 ottobre 1954: vatican.va.
  • Sergio Tanzarella, relazione introduttiva alla Prima Giornata di Studi sulla Chiesa Siracusana del Novecento, Salone San Zosimo, Palazzo Arcivescovile di Siracusa, 10 gennaio 2026.
  • Voce Arturo Baranzini, in Wikipedia: wikipedia.org.
  • Voce Alessandro Lualdi, in Wikipedia: wikipedia.org.
  • Voce Giuseppe Bonfiglioli, in Wikipedia: wikipedia.org.
  • Wikidata: Q15942085 (data di morte errata: 6 maggio anziché 6 marzo 1968).

Voci correlate

📷 Foto della community

Carico le foto…