| Tipologia | Prodigio (evento devozionale) |
|---|---|
| Data | 6-8 maggio 1735 |
| Luogo | Tempietto del Sepolcro, Siracusa |
| Soggetto | Statua marmorea di Santa Lucia (Gregorio Tedeschi, 1634) |
| Riconoscimento | Tribunale diocesano di Siracusa, 20 gennaio 1736 (secondo la tradizione diocesana) |
| Contesto | Assedio borbonico del 1735, città in mano austriaca (guerra di successione polacca) |
| Stato | Tradizione devozionale; nessuna perizia scientifica moderna |
Il prodigio della sudorazione di Santa Lucia è un presunto evento miracoloso che la tradizione siracusana colloca nei giorni 6, 7 e 8 maggio 1735, quando la statua marmorea giacente della martire, custodita nel Tempietto del Sepolcro, avrebbe trasudato un liquido simile a sudore mentre la città era sotto assedio. Il fenomeno fu sottoposto a un'inchiesta della Curia siracusana, che secondo la tradizione diocesana lo dichiarò «vero, reale e miracoloso» il 20 gennaio 1736. L'episodio è uno dei più radicati nella devozione popolare verso Lucia e viene ancora oggi associato alle macchie brunastre visibili sul marmo.
L'evento
Secondo il racconto tradizionale, mentre i fedeli si rifugiavano nelle chiese e nei sotterranei per sottrarsi ai bombardamenti, la statua iniziò a emettere gocce di liquido dal volto, dalle mani e, secondo alcune testimonianze, dai piedi, mentre le vesti scolpite restavano asciutte: un dettaglio che le fonti devozionali presentano come prova della natura non naturale del fenomeno. Il primo giorno qualcuno ipotizzò un effetto di rifrazione della luce; il proseguire del fenomeno nei giorni successivi è ciò che, nel racconto, convinse i presenti della sua autenticità. Una deposizione resa al tribunale diocesano da un frate del convento di Santa Lucia, riportata dalle fonti francescane, descrive così la scena:
«Si accorsero tutti che la statua seguiva a grondare da per tutto un copioso sudore, e specialmente dalla faccia... tutto il resto de' Marmi era asciutto.»
Il teste paragonò il volto della santa a quello «di un operaio che suda quando lavora sotto i raggi del sole nel tempo estivo».
Il contesto storico
L'episodio si colloca nella guerra di successione polacca (1733-1738), durante la quale Carlo di Borbone strappò all'Austria il Regno di Napoli e quello di Sicilia. Nel maggio 1735 la situazione era opposta a quella che il racconto popolare lascia intendere: Siracusa era presidiata e difesa dagli austriaci, mentre ad assediarla erano le truppe borboniche di Carlo. La frequente etichetta di «assedio spagnolo» nasce dal fatto che i Borbone erano dinastia di origine spagnola, ma è imprecisa rispetto allo schieramento sul campo.
La difesa austriaca, guidata dal generale Egidio Orsini (marchese di Roma), resistette diversi mesi; la resa di Siracusa avvenne il 1° giugno 1735, circa tre settimane dopo il prodigio. La «imminente liberazione» attesa dai fedeli si tradusse quindi nel passaggio della città ai Borbone, non in una vittoria degli assediati. Lo storico Serafino Privitera riferisce che durante l'assedio una bomba cadde senza esplodere nella stanza del generale Orsini al Castello Maniace, e che questi fece allora «caldissimo voto alla Santa Protettrice della città».
La statua
Il simulacro protagonista del prodigio è la statua marmorea giacente scolpita da Gregorio Tedeschi nel 1634, collocata sull'altare del Tempietto del Sepolcro. Non va confusa con il simulacro argenteo processionale di Pietro Rizzo (1599), conservato nel Duomo, che è un'opera diversa.
L'inchiesta e il riconoscimento (1736)
Le testimonianze furono raccolte da una commissione di giurati e sottoposte al tribunale diocesano di Siracusa, che, dopo il vaglio di teologi ed esperti, secondo la tradizione diocesana proclamò il fenomeno «vero, reale e miracoloso» il 20 gennaio 1736. Vescovo di Siracusa in quegli anni era Matteo Trigona (in carica dal 1732 al 1748), sotto la cui autorità si svolse dunque l'inchiesta; le fonti reperibili non lo nominano però esplicitamente come firmatario del decreto, sicché il suo ruolo va inteso per via cronologica e non documentaria.
Va segnalato, per onestà delle fonti, che gli atti originali del processo del 1735-1736 non risultano consultabili online: la data e la formula del riconoscimento circolano in fonti devozionali e secondarie, non in edizione documentaria. La fonte erudita di riferimento resta la Storia di Siracusa antica e moderna di Privitera (1878-1879), cui risalgono quasi tutte le narrazioni successive.

Le macchie e il culto
Nella tradizione locale le chiazze brunastre, di aspetto ferroso, oggi visibili sul collo e sul petto del simulacro sono associate proprio al «prodigioso sudore» del 1735, di cui sarebbero il segno permanente impresso nel marmo. Va però osservato che le fonti coeve parlano di un liquido trasudato nei tre giorni, non di macchie permanenti: l'identificazione delle macchie con la traccia del sudore è quindi una lettura devozionale successiva, non un dato documentato.
Il prodigio alimenta tuttora pratiche devozionali: durante l'apertura dell'urna alcuni batuffoli di cotone vengono passati sul simulacro e benedetti come reliquie da contatto, e il giorno 13 di ogni mese è dedicato a un momento di preghiera presso il sepolcro. Nel 2017 una conferenza al Sepolcro, tenuta da Dario Bottaro e Michele Romano («Il prodigioso sudore. Cronache del 6, 7 e 8 maggio 1735»), ha riproposto l'episodio in chiave storico-artistica oltre che devozionale.
Inquadramento comparato
Il caso di Lucia si inserisce in una lunga tradizione di immagini sacre «sudanti» o «lacrimanti», quasi sempre legate a momenti di crisi collettiva come assedi, pestilenze e guerre. A Siracusa il caso più celebre e di segno diverso è la Madonna delle Lacrime del 1953, il cui pianto fu esaminato da una commissione scientifica e dichiarato dall'episcopato siciliano un fatto reale; in altri casi, come la Madonnina di Civitavecchia (1995), le analisi rivelarono sangue umano e l'iter si chiuse senza pronunciamento di soprannaturalità. Rispetto a questi episodi, la sudorazione di Lucia appartiene a un'epoca anteriore e di prassi assai diversa.
La posizione della Chiesa e le letture critiche
La Chiesa cattolica ha storicamente tenuto un atteggiamento di estrema prudenza verso i prodigi di lacrimazione e sudorazione. Le norme del Dicastero per la Dottrina della Fede del 17 maggio 2024 hanno codificato questa cautela: di norma non si procede a dichiarazioni di autenticità soprannaturale, riservate al solo Papa, e il vescovo è tenuto ad astenersi da pronunciamenti e a vigilare contro il sensazionalismo. Il riconoscimento del 1736 rifletteva quindi la prassi antica del foro diocesano, ben diversa dall'odierna: un caso analogo, oggi, non riceverebbe quella qualifica.
Sul piano scientifico, gli studiosi del fenomeno (in particolare il CICAP) propongono per le statue «sudanti» spiegazioni naturali applicabili anche al marmo: la porosità e la capillarità della pietra, che assorbe umidità poi affiorante in superficie; la condensazione dovuta a sbalzi termo-igrometrici, frequente in ambienti seminterrati come un sepolcro; e l'ossidazione di impurità ferrose, che produce colorazioni brunastre simili a quelle del simulacro. Nessuna analisi chimica delle macchie del marmo di Lucia è mai stata pubblicata, a differenza dei casi del 1953 e del 1995: l'ipotesi naturale non è stata però né confermata né smentita da perizie.
Fonti e bibliografia
Bibliografia
- Serafino Privitera, Storia di Siracusa antica e moderna, Napoli, 1878-1879 (la fonte ottocentesca di riferimento per l'assedio e il prodigio del 1735).
- Mario Graziano, Santa Lucia nella devozione popolare di Siracusa, Siracusa, Ed. UAPS, 1985.
- Salvatore Palermo, Il Sepolcro di Santa Lucia in Siracusa, Siracusa, Edizioni Arci, 1979.
- Salvatore Romeo (a cura di), Santa Lucia di Siracusa. Martirio, culto, iconografia, atti del convegno (Siracusa 2004), Salvatore Sciascia Editore, 2006.
Fonti istituzionali e online
- «Il prodigioso sudore di S. Lucia», Frati Minori di Sicilia (testimonianza al tribunale diocesano). Consulta online.
- Dario Bottaro, «La scultura di S. Lucia morente nel Sepolcro», SiracusaCulture, 14 febbraio 2022 (date del prodigio e riconoscimento del 1736). Consulta online.
- Dicastero per la Dottrina della Fede, Norme per procedere nel discernimento di presunti fenomeni soprannaturali, 17 maggio 2024. Consulta online.
- «Statue che "lacrimano sangue": la fisica del CICAP», Il Giornale (letture critico-scientifiche del fenomeno). Consulta online.
- Voce Matteo Trigona, Dizionario Biografico degli Italiani, Treccani (episcopato 1732-1748). Consulta online.
Scheda aggiunta da Alessandro Calabrò il 31 maggio 2026.
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