| Attività | Architetto |
|---|---|
| Nascita | Data ignota (documentato dal 1594) |
| Morte | Siracusa, 1643 |
| Origine | Famiglia di origine spagnola («ispano-sicula») |
| Famiglia | Padre di Giovanni e di Francesco Vermexio |
| Opere principali | Palazzo Arcivescovile (1614-18); Collegio e chiesa dei Gesuiti (dal 1635) |
Andrea Vermexio (morto a Siracusa nel 1643) fu un architetto attivo a Siracusa tra la fine del Cinquecento e la prima metà del Seicento, capostipite siracusano della famiglia Vermexio, di origine spagnola. Ancora legato alla tradizione tardo-cinquecentesca, fu il primo della dinastia ad affermarsi in città e il padre del più celebre Giovanni Vermexio, che cominciò come suo collaboratore.
Biografia
La data e il luogo di nascita di Andrea Vermexio sono ignoti; la sua attività a Siracusa è documentata a partire dal 1594. Apparteneva a una famiglia di architetti di origine spagnola, definita dalla storiografia «ispano-sicula», la cui precisa regione di provenienza non è documentata. Andrea introdusse a Siracusa una cultura architettonica ancora di matrice tardo-rinascimentale e manierista, con dettagli costruttivi di derivazione iberica. Avviò il figlio Giovanni alla professione, e il ruolo di capomastro della città passò poi a quest’ultimo. Morì a Siracusa nel 1643.
Le opere

Le opere documentate o attribuite ad Andrea Vermexio sono due, entrambe in Ortigia. La prima è il Palazzo Arcivescovile (Palazzo del Vescovado), in Piazza Duomo, realizzato tra il 1614 e il 1618 per il vescovo Juan de Torres Osorio: su questa attribuzione, però, le fonti non sono unanimi, perché alcune assegnano la prima fase del palazzo al figlio Giovanni. La seconda è il complesso del Collegio e della chiesa dei Gesuiti, avviato dal 1635. La sovrapposizione di alcune attribuzioni tra Andrea e Giovanni, frequente nelle fonti, riflette il lavoro comune di bottega e va segnalata con cautela.
La dinastia Vermexio
Andrea fu il capostipite siracusano di una piccola dinastia di architetti. Il figlio Giovanni (morto nel 1648), soprannominato «la Lucertola» per la firma a forma di ramarro che scolpiva sulle sue opere, ne superò la fama e firmò il Palazzo del Senato e il Tempietto del Sepolcro di Santa Lucia. Un secondo figlio, Francesco, fu appaltatore del cantiere del Palazzo del Senato. La vicenda della famiglia è ricostruita nella monografia dello studioso siracusano Giuseppe Agnello (1959).
Fonti e bibliografia
Bibliografia
- Giuseppe Agnello, I Vermexio, architetti ispano-siculi del secolo XVII, Firenze, La Nuova Italia, 1959 (monografia di riferimento sulla famiglia).
- Lucia Trigilia, Siracusa. Distruzioni e trasformazioni urbane dal 1693 al 1942, Roma, Officina, 1985.
Fonti online e authority
- Voce Vermexio (famiglia), Sapere.it. Consulta online.
- Scheda di autorità Andrea Vermexio, VIAF. Consulta online.
- Scheda Andrea Vermexio, Union List of Artist Names (ULAN), Getty. Consulta online.
Scheda aggiunta da Alessandro Calabrò il 31 maggio 2026.
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