Carrozza del Senato

Berlina cerimoniale settecentesca dell’antico Senato civico, custodita a Palazzo Vermexio.
Aggiornato in data 1 Giugno 2026 da Alessandro Calabrò
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Carrozza del Senato

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MonumentoCarrozza del Senato
Carrozza cerimoniale settecentesca dorata con cassa intagliata e grandi ruote rosse, entro una teca di vetro nell'androne di Palazzo Vermexio a Siracusa
La Carrozza del Senato nella teca dell'androne di Palazzo Vermexio. Foto di Alessandro Calabrò, 2026.
Dati identificativi
TipologiaBerlina cerimoniale di gala a quattro ruote
CollocazionePalazzo Vermexio (Municipio), piazza Duomo, Siracusa
CommittenteSenato di Siracusa
ManifatturaPalermo
Dati storici
DatazioneOrdinata nel 1763; giunta a Siracusa il 18 maggio 1764
StileTardo barocco
Costo593 scudi
MaterialiLegno intagliato e dorato (oro a 23 carati e ¾), cuoio, velluto
DecorazioneAllegorie delle Quattro Virtù e dei Quattro Continenti
Stato attuale
EsposizioneTeca vetrata nell'androne di Palazzo Vermexio (dal 2008-2009)
Ultimo restauro2019-2020, Istituto Europeo del Restauro

La Carrozza del Senato è una berlina cerimoniale settecentesca commissionata dal Senato civico di Siracusa, custodita in una teca di vetro nell'androne di Palazzo Vermexio, sede del Municipio in piazza Duomo, a Ortigia. Ordinata nel 1763 e giunta da Palermo il 18 maggio 1764, serviva al trasporto dei giurati cittadini nelle cerimonie pubbliche e accompagnava la processione di Santa Lucia, patrona della città. La cassa lignea, dorata e dipinta con le allegorie delle quattro virtù cardinali e dei quattro continenti, ne fa uno dei pochi esempi superstiti di carrozza senatoria siciliana.

Va distinta sia dall'omonima Carrozza del Senato di Catania, legata alla festa di Sant'Agata, sia dal carro trionfale della Santa Lucia di maggio, una macchina lignea alta diversi metri di cui sopravvive solo una testa d'angelo conservata in Cattedrale.

Storia

Il Senato di Siracusa

Il Senato era la magistratura civica della città in età spagnola e borbonica, espressione dell'élite iscritta al rango cittadino e guidata da un patrizio. Vi sedevano i giurati, sei amministratori in toga, quattro nobili e due popolani, che reggevano il governo locale. La riforma amministrativa del Regno delle Due Sicilie del 12 dicembre 1816 sostituì in linea di principio il Senato patrizio con il decurionato e con la figura del sindaco di nomina regia; a Siracusa la carica di sindaco entrò effettivamente in funzione nel 1837. La carrozza nacque quindi come strumento di rappresentanza di questa istituzione, nella fase in cui essa cercava di affermare il proprio decoro pubblico.

La commissione e l'arrivo da Palermo (1763-1764)

Il Senato deliberò l'acquisto di una carrozza propria sul modello di quelle già possedute dai senati di Palermo, Catania, Messina e dalla città di Acireale, «per aumentare il decoro e la dignità dell'istituzione cittadina». Secondo la storiografia locale, basata sulla monografia di Dario Scarfì, la spesa fu di 593 scudi e venne sostenuta con le somme che il Tribunale del Real Patrimonio di Palermo, con sentenza del 21 aprile 1757, aveva disposto di restituire alla città. La vettura fu costruita a Palermo e raggiunse Siracusa nella primavera del 1764: una cronaca coeva annota che «il 18 Maggio di questo corrente anno 1764 capita da Palermo la nuova Carrozza del Senato». Le due date che ricorrono nelle fonti, il 1763 dell'ordinazione e il 1764 dell'arrivo, indicano i due estremi della medesima vicenda. I nomi degli intagliatori e del pittore dei pannelli non sono documentati.

Veduta di tre quarti della carrozza con avantreno e grandi ruote a raggi dipinte di rosso e sospensione a cinghioni di cuoio
Veduta di tre quarti: l'avantreno e le ruote in rosso, con la cassa sospesa su cinghioni di cuoio. Foto di Alessandro Calabrò, 2026.

Funzione e cerimoniale

Sulla carrozza prendevano posto i giurati del Senato in toga durante le uscite ufficiali, accompagnati da mazzieri, sergenti e servitori in livrea. L'uso come vettura dei giurati proseguì fino all'Unità d'Italia. Una testimonianza del 1848 ricorda i senatori dell'opposizione antiborbonica sfilare sulla vettura con un «codazzo di mazzieri, sergenti e servitori in vestito verde all'antica». Lo storico Serafino Privitera, nella sua Storia di Siracusa, criticava le «pretese spagnolesche» dei magistrati e osservava che la carrozza veniva esibita «rade volte e in qualche solennità», giudicandola già allora «cosa da museo» e «reliquia dell'aristocrazia senatoria del Settecento».

Descrizione

Struttura e tipologia

La vettura è una berlina di tipo imperiale a quattro ruote, coperta e chiusa da finestrini a vetri, con dieci luci, tre per ciascun fianco e due sul davanti e sul retro. La cassa è sospesa su cinghioni di cuoio regolabili mediante congegni dentati, secondo il sistema «alla berlina». Il restauratore che è intervenuto nel 2020 ha ipotizzato l'impiego di legname di fattura più antica rispetto al 1764, dato che resta da verificare. Le dimensioni e il peso non sono pubblicati in fonti documentate.

Dettaglio dei pannelli dipinti sulla cassa con figure allegoriche femminili su nuvole entro cornici dorate rococo e festoni floreali
Dettaglio dei pannelli dipinti, entro cornici dorate a rocaille e festoni di fiori. Foto di Alessandro Calabrò, 2026.

L'apparato decorativo: Virtù e Continenti

La decorazione pittorica si articola in due cicli di quattro pannelli ciascuno. Il primo raffigura le quattro virtù cardinali della tradizione platonica, Fortezza, Giustizia, Prudenza e Temperanza; il secondo i quattro continenti allora noti, Europa, Asia, Africa e America. L'Europa appare sul fronte come una donna adagiata sulle nuvole, con scettro, croce, modellino di chiesa e triregno, raffigurata quale regina del mondo e centro della cristianità. Le scene sono inserite entro cornici dorate a rocaille e contornate da festoni di fiori. Nell'intero apparato decorativo non compare alcun riferimento alla storia e ai miti di Siracusa né a Santa Lucia.

Dorature e materiali

La cassa è in legno intagliato e dorato. Il restauro del 2020 ha accertato che sotto uno strato di «oro finto», steso in un intervento precedente, si conservava la doratura originale in oro autentico: i pannelli con i dipinti sono stati ridorati con oro a doppio spessore da 23 carati e ¾. Il tipo e il colore dei velluti interni, così come l'eventuale presenza di uno stemma civico intagliato, non risultano descritti nelle fonti finora reperibili.

Le carrozze senatorie siciliane a confronto

L'acquisto siracusano seguì una consuetudine diffusa nell'isola: anche i senati di Palermo, Catania e Messina possedevano una propria carrozza di rappresentanza. Quella di Messina, realizzata nel 1742 con gli intagli di Domenico Biondo e i dipinti di Letterio Paladino, è oggi conservata al Museo regionale interdisciplinare della città. A Catania si conservano due berline di gala del Settecento nell'androne di Palazzo degli Elefanti, ancora portate per le vie il 3 febbraio durante la festa di Sant'Agata. Rispetto a questi casi, dove le vetture restano in uso o pienamente musealizzate, la carrozza siracusana è ferma in teca dopo l'ultima uscita processionale.

La Carrozza nella festa di Santa Lucia

Per la festa della patrona, il 13 dicembre, e per l'ottava del 20 dicembre, la carrozza chiudeva il corteo processionale dietro il simulacro d'argento di Santa Lucia, scortato dai dodici «cilii», i grandi candelabri lignei ornati di fiori. Trainata da quattro cavalli, percorreva gli antichi quartieri con personaggi in abiti settecenteschi, parrucca e livrea. La presenza dell'istituzione civica nella festa religiosa derivava dal legame con la Deputazione della Cappella di Santa Lucia, istituzione fondata nel 1541 dal vescovo Girolamo Beccadelli e tuttora incaricata dei festeggiamenti, i cui membri venivano estratti tra i cittadini sul modello del Senato: la partecipazione dei giurati era insieme omaggio alla santa e affermazione del ruolo civico.

I bombardamenti della Seconda guerra mondiale danneggiarono il corredo della carrozza e distrussero quasi tutti i costumi settecenteschi di paggi e staffieri. Secondo le ricostruzioni locali la tradizione fu ripresa nei primi anni Cinquanta, con il rifacimento dei cuoiami, delle tappezzerie e dei costumi. L'ultima partecipazione alla processione di dicembre risale al 2011; da allora la carrozza non ha più seguito il simulacro.

Cassetta del cocchiere della carrozza con cuscino in velluto rosso e ricchi intagli lignei dorati a volute
La cassetta del cocchiere, in velluto rosso e intagli dorati a volute. Foto di Alessandro Calabrò, 2026.

Conservazione e restauri

Trasferita nell'androne di Palazzo Vermexio ed esposta in una teca di vetro fra il 2008 e il 2009, la carrozza ha sofferto le condizioni dell'ambiente chiuso. Nel 2017, dopo una segnalazione del FAI, il restauratore Teodoro Auricchio confermò un attacco di insetti xilofagi e ricondusse il danno al microclima della teca: «il mancato e immediato trattamento rischia di compromettere irreversibilmente la struttura». L'allora assessore Francesco Italia avviò gli accertamenti.

Nel settembre 2019 il Comune e il Rotary Club Siracusa siglarono un protocollo per il restauro conservativo, finanziato dal club con una spesa di circa 30.000 euro. L'intervento fu eseguito dall'Istituto Europeo del Restauro, diretto da Auricchio, sotto la direzione tecnica della Soprintendenza di Siracusa e con l'apporto dell'Università di Catania per la lotta agli insetti xilofagi. I lavori, conclusi nell'estate del 2020 e presentati a fine settembre, compresero la disinfestazione dei tarli, il consolidamento ligneo, il recupero delle dorature e il ripristino di cuoi e sellerie.

Il 28 settembre 2020 la carrozza tornò a sfilare per una passeggiata dimostrativa in piazza Duomo, trainata da quattro cavalli sanfratellani della famiglia Gargallo. Una sosta statica in piazza Minerva nel 2022 ne fu l'ultima apparizione pubblica. Nonostante il restauro, la vettura non è più rientrata nella processione, anche per la mancanza di una copertura assicurativa per l'uso su strada.

Il 21 novembre 2025 il Consiglio comunale ha approvato all'unanimità una mozione, proposta dal consigliere Luigi Cavarra, per la tutela e la valorizzazione della carrozza. Il documento impegna l'amministrazione a installare nella teca un sistema di deumidificazione e controllo termico, a riposizionare la vettura su supporti che scarichino il peso dalle ruote e ad avviare un monitoraggio periodico in coordinamento con la Soprintendenza, con l'obiettivo di valutarne il ritorno nella processione di Santa Lucia a partire dal 2026. Il marchese Tommaso Gargallo, la cui famiglia fornì i cavalli nel 2020, si è detto disponibile a metterli nuovamente a disposizione.

Accessibilità

Accessibilità motoria

La carrozza si trova nell'androne di Palazzo Vermexio, a livello della strada e raggiungibile dall'ingresso del Municipio su piazza Duomo, pavimentata in pietra. L'androne è uno spazio di passaggio e non un percorso museale attrezzato: la teca è collocata lungo un lato e non è aggirabile su tutti i fronti, il che limita i punti di osservazione per chi usa una carrozzina.

Accessibilità visiva

L'oggetto è chiuso in una teca vetrata che produce forti riflessi e non dispone di un'illuminazione dedicata: la lettura dei dettagli, dei pannelli dipinti e delle dorature risulta difficile per chi ha un residuo visivo ridotto. Non sono presenti riproduzioni tattili, didascalie in grande corpo o in braille, né descrizioni audio in loco.

Accessibilità uditiva

La fruizione è puramente visiva e non prevede contenuti sonori: l'assenza di pannelli o supporti informativi non penalizza in modo specifico le persone sorde, che però condividono con tutti i visitatori la mancanza di spiegazioni sul posto.

Accessibilità cognitiva

Manca un pannello esplicativo accanto alla teca: il significato storico della carrozza, l'iconografia delle Virtù e dei Continenti e il legame con la festa di Santa Lucia non sono comprensibili senza una conoscenza pregressa. L'esperienza di visita richiede quindi una preparazione preventiva.

Suggerimenti

Un pannello informativo bilingue accanto alla teca, un codice QR con scheda e audiodescrizione, un'illuminazione anti-riflesso e una mappa tattile dei pannelli dipinti renderebbero la carrozza leggibile a un pubblico più ampio. Interventi di questo tipo si inseriscono nel percorso di valorizzazione avviato con la mozione comunale del 2025.

Fonti

  • Scarfì, Dario. La Carrozza del Senato. Morrone Editore, Siracusa, 2001.
  • Privitera, Serafino. Storia di Siracusa antica e moderna. Napoli, 1878-1879.
  • Comune di Siracusa. «Palazzo del Senato, sede principale del Comune». Sito istituzionale. Consulta online.
  • «La Carrozza del Senato, il recupero di un sentimento identitario». Siracusa Press, rubrica "Sarausana jè", 8 novembre 2020. Consulta online.
  • «Festa di santa Lucia (Siracusa)». Wikipedia. Consulta online.
  • «Palazzo del Vermexio». Wikipedia. Consulta online.
  • «Feast of Saint Lucy in Siracusa». Visit Sicily, Regione Siciliana. Consulta online.
  • Zeferino, Alessia. «Carrozza del Senato a rischio. A confermarlo il restauratore Teodoro Auricchio». Siracusa Times, 18 novembre 2017. Consulta online.
  • Catania, Gianni. «Per la Carrozza del Senato convocato uno dei massimi esperti di restauro ligneo: Teodoro Auricchio». SiracusaOggi.it, 30 agosto 2017. Consulta online.
  • «Carrozza del Senato, via libera al restauro conservativo». Siracusa Live, 17 settembre 2019. Consulta online.
  • Catania, Gianni. «Bentornata Carrozza del Senato, a fine mese completato il restauro. La sorpresa dell'oro». SiracusaOggi.it, 23 giugno 2020. Consulta online.
  • «La Carrozza del Senato è tornata a "casa": sfilata in piazza Duomo dopo il restauro». SiracusaOggi.it, 28 settembre 2020. Consulta online.
  • «Il restauro della Carrozza del Senato di Siracusa». Il Progettista Industriale, 19 novembre 2020. Consulta online.
  • «È il giorno di Santa Lucia: la carrozza del Senato esposta in piazza». Siracusa News, 13 dicembre 2022. Consulta online.
  • Catania, Gianni. «La Carrozza del Senato dimenticata. Il restauro nel 2020, l'ultima apparizione nel 2022». SiracusaOggi.it, 6 novembre 2025. Consulta online.
  • «Il Consiglio comunale approva all'unanimità la mozione per tutelare e valorizzare la Carrozza del Senato». Siracusa News, 21 novembre 2025. Consulta online.
  • «Festa di Santa Lucia (Siracusa)». Cathopedia. Consulta online.
  • «Letterio Paladino». Dizionario Biografico degli Italiani, Treccani (per la carrozza senatoria di Messina). Consulta online.
  • «La Carrozza del Senato». Visit Catania (per le carrozze senatorie di Catania). Consulta online.
Scheda aggiunta da Alessandro Calabrò il 1 giugno 2026.

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Indirizzo
Palazzo Vermexio (Municipio), piazza Duomo, Siracusa (Ortigia).
Quartiere / Zona
Ortigia – rione Duomo
Epoca / Secolo
XVIII secolo: ordinata nel 1763, giunta da Palermo il 18 maggio 1764.
Accessibilità
🦽 Motoria – Androne del Municipio a livello strada; teca non aggirabile su tutti i lati.
👁️ Visiva – Teca vetrata con forti riflessi, nessuna illuminazione dedicata né supporti tattili.
👂 Uditiva – Nessun contenuto audio; informazioni assenti in loco.
🧠 Cognitiva – Manca un pannello esplicativo: serve preparazione preventiva.
Orari o note pratiche

Visibile gratuitamente nell’androne di Palazzo Vermexio negli orari di apertura del Municipio (piazza Duomo, Ortigia). Non esiste un percorso di visita dedicato né biglietteria.