Rappresentazioni Classiche al Teatro Greco di Siracusa

Ciclo annuale di tragedie e commedie greche e latine al Teatro Greco di Siracusa, organizzato dall’INDA dal 1914. Il piu antico ciclo di teatro antico al mondo nel suo sito originario.
Aggiornato in data 26 Aprile 2026 da Alessandro Calabrò


Evento / TradizioneRappresentazioni Classiche al Teatro Greco di Siracusa
Identificazione
TipoCiclo annuale di teatro classico
RepertorioTragedie greche (Eschilo, Sofocle, Euripide), commedie (Aristofane), drammi latini (Seneca, Plauto), epica (Omero dal 2024)
Prima edizione16 aprile 1914 (Agamennone di Eschilo)
CadenzaBiennale 1921-2000; annuale dal 2001
Stagioni svolte61 (al 2026)
Rappresentazioni totali146 al 2025
Localizzazione
SedeTeatro Greco di Siracusa, Parco Archeologico della Neapolis
IndirizzoVia Luigi Bernabò Brea 14, Siracusa
PeriodoMaggio-luglio (con repliche estive)
Organizzazione
OrganizzatoreIstituto Nazionale del Dramma Antico — Fondazione INDA
FondatoreMario Tommaso Gargallo (1886-1958), Comitato 1913
Sede INDAPalazzo Greco, Corso Matteotti 29, Siracusa
Numeri
Spettatori 2024160.646 (record storico in 42 repliche)
Spettatori 2025172.516 (nuovo record assoluto in 46 repliche)
Incassi 2025oltre 5.360.000 euro
Stagione 2026 (LXI)
Titolo«Sconfinamenti»
Periodo8 maggio – 28 giugno 2026
OpereAntigone (Carsen), Alcesti (Dini), I Persiani (Ollé), Iliade (Peparini)

Le Rappresentazioni Classiche al Teatro Greco di Siracusa sono il più antico e prestigioso ciclo internazionale di teatro antico al mondo realizzato in un teatro di età greca. Iniziate il 16 aprile 1914 con l’Agamennone di Eschilo, si svolgono ogni primavera-estate al Teatro Greco di Siracusa sotto l’organizzazione dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico (INDA, Fondazione di partecipazione di diritto privato dal 1998 con sede a Palazzo Greco, Corso Matteotti 29 a Siracusa).

Dal 1914 al 2025 sono andate in scena 146 rappresentazioni distribuite in 60 stagioni, con un repertorio dominato dai grandi tragici greci (Eschilo, Sofocle, Euripide), affiancato da Aristofane per la commedia attica antica, dal teatro latino (Plauto, Seneca) e, dal 2024-2025, dall’epica omerica adattata a spettacolo. Sul palcoscenico siracusano sono passati i maggiori interpreti del teatro italiano del Novecento — Annibale Ninchi, Salvo Randone, Sarah Ferrati, Vittorio Gassman, Giorgio Albertazzi, Irene Papas, Glauco Mauri, Mariano Rigillo, Vanessa Redgrave, Andrea Camilleri; i traduttori più importanti — Ettore Romagnoli, Manara Valgimigli, Salvatore Quasimodo, Pier Paolo Pasolini, Eduardo Sanguineti, Edoardo Sanguineti, Guido Paduano, Walter Lapini, Giorgio Ieranò, Francesco Morosi, Nicola Crocetti; i registi internazionali — Guido Salvini, Luca Ronconi, Mario Martone, Federico Tiezzi, Yannis Kokkos, Robert Carsen, Roberto Andò, Davide Livermore, Emma Dante, Peter Stein, Krzysztof Zanussi, Carlus Padrissa, Àlex Ollé; gli scenografi del Liberty e del Novecento — Duilio Cambellotti, Pietro Aschieri, Mario Chiari, Veniero Colasanti, Theo Otto, Emanuele Luzzati, Pier Luigi Pizzi, Luciano Damiani, Margherita Palli, Maurizio Balò, Arnaldo Pomodoro, Massimiliano e Doriana Fuksas, Rem Koolhaas.

La 59ª stagione del 2024 ha registrato 160.646 spettatori paganti in 42 repliche, primo record storico INDA, superando il precedente di 157.056 del 2019. La 60ª stagione del 2025 ha segnato un nuovo primato assoluto con 172.516 spettatori in 46 repliche di quattro produzioni — Elettra di Sofocle (regia Roberto Andò), Edipo a Colono di Sofocle (regia Robert Carsen), Lisistrata di Aristofane (regia Serena Sinigallia), Iliade di Omero (regia Giuliano Peparini) — con incassi al botteghino oltre i 5.360.000 euro. La 61ª stagione 2026 «Sconfinamenti» (8 maggio – 28 giugno 2026) è in cartellone con Antigone di Sofocle (regia Robert Carsen, traduzione Elena Fabbro), Alcesti di Euripide (regia Filippo Dini, musiche di Paolo Fresu), I Persiani di Eschilo (regia del catalano Àlex Ollé della Fura dels Baus, traduzione Walter Lapini) e Iliade di Peparini-Vessicchio in repertorio. Il manifesto della stagione è opera di Michelangelo Pistoletto.

Le Rappresentazioni Classiche di Siracusa hanno attraversato la Prima e la Seconda guerra mondiale, la stagione fascista, la rinascita del dopoguerra, il dibattito ideologico degli anni Sessanta e Settanta, la stagione della globalizzazione e l’era digitale, mantenendo aperto un cantiere permanente di riflessione su tradizione, modernità, fedeltà al testo, funzione politica della tragedia. La critica italiana si è formata su Siracusa — da Romagnoli a Ronconi, da Pasolini a Camilleri — e quella internazionale ha riconosciuto nel Teatro Greco l’unico esempio di continuità performativa secolare in un sito archeologico greco originario.

Coro e danzatori in scena al Teatro Greco di Siracusa durante una rappresentazione INDA, con cavea al tramonto

Una scena delle Rappresentazioni Classiche al Teatro Greco di Siracusa — foto di Alessandro Calabrò.
Manifesto del 1948 di Duilio Cambellotti per le Rappresentazioni Classiche al Teatro Greco di Siracusa

Manifesto di Duilio Cambellotti per la stagione 1948 dell’INDA — pubblico dominio, via Wikimedia Commons.


Origini e fondazione del ciclo (1903-1914)

L’idea di realizzare al Teatro Greco di Siracusa un ciclo regolare di rappresentazioni di teatro classico nasce nei primi anni del Novecento dall’incontro fra il giovane nobile Mario Tommaso Gargallo (Firenze 1886 – Roma 1958), VI marchese di Castel Lentini e IX barone di Priolo, erede di una famiglia aristocratica di antica tradizione siracusana (il bisavolo Tommaso Gargallo, 1760-1843, aveva tradotto Orazio in Siracusa e fondato Priolo nel 1807), e l’archeologo trentino Paolo Orsi (1859-1935), allora soprintendente alle antichità della Sicilia orientale. Il Teatro Greco era stato liberato dai detriti agricoli grazie agli scavi del 1839 di Domenico Lo Faso Pietrasanta duca di Serradifalco, e successivamente sistemato negli anni 1894-1907 sotto la direzione tecnica di Antonino Salinas e Paolo Orsi: alla data del 1914 il monumento era visibile in modo sostanzialmente completo, anche se ancora circondato da terreni privati (la zona della Neapolis fu espropriata progressivamente fra il 1925 e il 1955).

Tre furono i precedenti ottocenteschi e primonovecenteschi citati come ispirazione del progetto siracusano: la rappresentazione dell’Antigone di Sofocle al Teatro di Potsdam nel 1841 (musiche di Felix Mendelssohn), gli spettacoli annuali del Festival di Bayreuth dedicati a Wagner (dal 1876), gli allestimenti del regista austriaco Max Reinhardt al Großes Schauspielhaus di Berlino, e soprattutto le rappresentazioni di teatro classico avviate al Teatro romano di Orange in Provenza dal 1869 con i Chorégies d’Orange. In Italia, l’ateneo di Padova con la Compagnia universitaria del Teatro Olimpico di Vicenza e il debutto al Teatro Olimpico (1585) della Edipo Re di Sofocle erano gli unici precedenti. Gargallo aveva inoltre seguito personalmente — secondo le sue memorie, oggi negli archivi della Fondazione INDA a Palazzo Greco — gli spettacoli del Théâtre Antique d’Orange con la celebre Phèdre di Sarah Bernhardt del 1903.

Tra il 1903 e il 1913 Gargallo conduce una campagna privata di sensibilizzazione presso le élites culturali e politiche italiane. Riunisce nella sua dimora siracusana di via Roma personalità come l’archeologo Paolo Orsi, l’umanista Paolo Emilio Pavolini, il filologo Ettore Romagnoli (incaricato della prima traduzione e regia), il pittore decoratore Duilio Cambellotti (già coinvolto in restauri della Villa Torlonia di Roma e in opere editoriali per Treves), il compositore palermitano Giuseppe Mulè, l’editore Treves, lo studioso d’arte Vittorio Pica, e personalità politiche siciliane come Vittorio Emanuele Orlando e Antonino Di Giorgio. La campagna ottiene il sostegno del re Vittorio Emanuele III, che firma il 26 gennaio 1913 un decreto di patronato regio per il Comitato siracusano.

Nel marzo 1913 nasce ufficialmente il Comitato per le Rappresentazioni Classiche al Teatro Greco di Siracusa, presieduto da Gargallo (allora assessore comunale alla pubblica istruzione di Siracusa). Il Comitato comprende: il sindaco di Siracusa Giuseppe Inghilleri-Modica, il prefetto Andrea Filiti, il provveditore agli studi, rappresentanti del Comune, della Provincia, dell’Università di Catania (rettore Antonino Di Giorgio), del Touring Club Italiano, della Società Dante Alighieri. Il bilancio iniziale è di 110.000 lire (equivalenti a circa 470.000 euro attuali), raccolte attraverso: contributo del Comune di Siracusa (40.000 lire), contributo della Provincia (15.000 lire), contributo del Ministero della Pubblica Istruzione (25.000 lire), donazioni private (30.000 lire). Le scenografie di Cambellotti vengono realizzate negli stabilimenti scenotecnici di Roma e trasportate via mare a Siracusa nell’inverno 1913-1914.

L’Agamennone di Eschilo viene scelto come opera inaugurale per quattro ragioni esplicite, documentate negli atti del Comitato: il legame storico fra la Sicilia e Eschilo (morto a Gela nel 456 a.C., autore secondo la tradizione delle Etnee per il tiranno siracusano Ierone I), il valore archetipico della prima parte dell’Orestea, la possibilità di un grande coro spettacolare (richiesto da Cambellotti per ragioni visive), e il riferimento al nostos dei reduci — particolarmente sentito dopo le imprese coloniali italiane in Libia del 1911-1912.

La prima si svolge il 16 aprile 1914 alle ore 17:00. Il pubblico inaugurale conta circa 4.500 persone giunte da tutta Italia con treni speciali; sono presenti la regina madre Margherita di Savoia (in incognito, secondo le cronache di Renato Simoni), il principe Tommaso di Savoia-Genova in rappresentanza di Vittorio Emanuele III, una delegazione del Senato del Regno guidata da Antonio Salandra, ambasciatori di Germania e di Grecia. La cronaca della prima è ricostruita con precisione da Renato Simoni sul Corriere della Sera del 17 aprile 1914 e da Silvio D’Amico nelle sue memorie. Per Eschilo, primo paio d’ali a una stagione di un secolo: ne sarebbero seguite — al netto delle interruzioni belliche e pandemiche — sessantuno fino al 2026.

Storia: i cicli storici 1914-1939

1914 — I ciclo, debutto storico (Agamennone)

La prima rappresentazione moderna di un dramma classico nel Teatro Greco è l’Agamennone di Eschilo del 16 aprile 1914. La traduzione, regia e direzione musicale sono di Ettore Romagnoli, che diventerà il regnante artistico del primo trentennio. Le scene, monumentali e archeologiche, sono firmate da Duilio Cambellotti; i costumi di Bruno Puozzo; le musiche di Giuseppe Mulè. Il cast: Gualtiero Tumiati (Agamennone), Teresa Mariani (Clitemnestra), Elisa Berti Masi (Cassandra), Giulio Tempesti (Egisto), Giosuè Borsi (Araldo). Il coro raggiunge centocinquanta cantori. La produzione è voluta e finanziata dal conte Mario Tommaso Gargallo con il sostegno dell’archeologo Paolo Orsi.

La stampa nazionale e internazionale dedica all’evento ampi riconoscimenti. Tra i critici più autorevoli: Renato Simoni (Corriere della Sera), Silvio D’Amico (futuro fondatore dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica), Edoardo Scarfoglio del Mattino di Napoli. Le riviste teatrali italiane, in particolare Comoedia e L’Arte drammatica, ospitano servizi e cronache estese; la rivista Emporium di Bergamo pubblica un saggio illustrato di Vittorio Pica sulle scene di Cambellotti, definendole «una delle più alte realizzazioni dell’arte decorativa italiana del Novecento». Anche la stampa straniera prende nota: il Times di Londra e il Figaro parigino dedicano corrispondenze elogiative; la critica tedesca, attraverso il viennese Neue Freie Presse, individua nel progetto siracusano un parallelo italiano alle riprese di Reinhardt e di Bayreuth.

1921 — II ciclo postbellico e Manifesto futurista

Dopo la sospensione per la Prima guerra mondiale, le rappresentazioni riprendono nel 1921 con Le Coefore di Eschilo (traduzione e regia Romagnoli, musiche Mulè, scene e costumi Cambellotti, Teresa Franchini come Elettra). In quella stessa primavera Filippo Tommaso Marinetti giunge a Siracusa il 18-19 aprile per opporsi al «passatismo» della manifestazione: viene affisso a Catania e Siracusa il «Manifesto futurista per le rappresentazioni classiche di Siracusa», datato 11 giugno 1921, firmato da Guglielmo Jannelli, Luciano Nicastro, Vann Antò, Carrozza, Raciti. Sulla copertina, in epigrafe, è la frase eschilea «I morti uccidono chi vive». Romagnoli viene definito «un passatista assolutamente fuori contatto con lo spirito dell’isola». L’11 giugno 1921 esce un secondo manifesto, Utilizziamo l’anfiteatro di Siracusa, di tono più moderato. La controversia è ricostruita da Lorenzo Marchese nel saggio Greek Theatre, Electric Lights, and the Plumes of Locomotives: the quarrel between the Futurists and the Classicists and the Hellenic modernism of Fascism (Classical Receptions Journal 16/1, 2024, pp. 35-58).

1922 — III ciclo

Doppio cartellone: Le Baccanti di Euripide (Annibale Ninchi-Dioniso, Guglielmo Barnabò-Cadmo) ed Edipo Re di Sofocle (Annibale Ninchi-Edipo, Barnabò-Tiresia). Tutto a cura del trio Romagnoli-Mulè-Cambellotti, con coreografie delle Sorelle Braun. Debutta in Siracusa la dinastia Ninchi.

1924 — IV ciclo, visita Mussolini

Il 13 maggio 1924 Benito Mussolini atterra a Siracusa in idrovolante per assistere al doppio spettacolo I Sette a Tebe di Eschilo e Antigone di Sofocle (regia Romagnoli, musiche Mulè, scene Cambellotti, coreografia Valerie Kratina, Tumiati come Creonte). Questa visita prelude al Regio Decreto n. 1767 del 7 agosto 1925 che trasforma il Comitato siracusano in Istituto Nazionale del Dramma Antico (INDA).

1927 — V ciclo, prima commedia e dramma satiresco

Stagione monumentale: Medea di Euripide, Il Ciclope (dramma satiresco di Euripide, prima al Teatro Greco), Le Nuvole di Aristofane (prima commedia in cartellone) e I Satiri alla caccia di Sofocle. Tumiati interpreta Polifemo nel Ciclope e Lesina nelle Nuvole. Coreografie ancora di Valerie Kratina.

1930 — VI ciclo, visita reale

Il 6 maggio 1930 il re Vittorio Emanuele III assiste al ciclo. Ifigenia in Aulide (regia Franco Liberati, traduzione Garavani, Evelina Paoli-Clitemnestra, Corrado Racca-Agamennone) e Agamennone (musiche di Ildebrando Pizzetti, traduzione Marchioni, Giovanna Scotto-Cassandra). Jia Ruskaja prima coreografa di livello internazionale.

1933 — VII ciclo

Ifigenia in Tauride (Maria Melato-Ifigenia, Nerio Bernardi-Oreste, Annibale Ninchi-nunzio) e Le Trachinie (Annibale Ninchi-Eracle, Maria Melato-Deianira). Esordisce Rosalia Chladek alla coreografia (vi tornerà fino al 1950).

1936 — VIII ciclo

Ippolito di Euripide (Annibale Ninchi-Ippolito, Giovanna Scotto-Fedra, Tumiati-Teseo) ed Edipo a Colono (Annibale Ninchi-Edipo, Amedeo Nazzari-Teseo).

1939 — IX ciclo, ultima stagione prebellica

Aiace di Sofocle (Gino Cervi-Teucro, Annibale Ninchi-Aiace, Carlo Ninchi-Ulisse, Paolo Stoppa-Menelao, Aroldo Tieri-messaggero) ed Ecuba di Euripide (Giovanna Scotto-Ecuba, Stoppa-Odisseo, Rina Morelli-Polissena). Scene di Pietro Aschieri, costumi Cambellotti, musiche Riccardo Zandonai e Gian Francesco Malipiero. Dopo questa stagione, sospensione per la Seconda guerra mondiale.

La ripresa postbellica 1948-1979

1948 — X ciclo, l’Orestea integrale

Riapertura dopo nove anni di guerra. Per la prima volta nella storia INDA va in scena l’Orestea completa (Agamennone, Coefore, Eumenidi) con traduzione di Manara Valgimigli, regia di Guido Salvini, musiche di Goffredo Petrassi. Cambellotti firma scene e costumi (sua ultima collaborazione, morirà nel 1960). Cast leggendario: Sarah Ferrati (Cassandra), Annibale Ninchi (araldo), Salvo Randone (Oreste), Giovanna Scotto (Clitemnestra), Anna Proclemer (corifea Eumenidi), Mario Besesti (Agamennone). Le recensioni di Eligio Possenti per il Corriere della Sera, di Vito Pandolfi per Il Mondo e di Achille Fiocco per Il Quotidiano salutano la ripresa come «la rinascita simbolica della cultura italiana». Pandolfi parla di «esperimento decisivo per le sorti del teatro italiano».

1950 — XI ciclo

Le Baccanti di Euripide e I Persiani di Eschilo. Cast: Vittorio Gassman (Dioniso), Sarah Ferrati (Agave/Atossa), Arnoldo Foà (Cadmo), Renzo Ricci (Tiresia/Dario), Roldano Lupi (Penteo). Regia Salvini, scene/costumi Veniero Colasanti e Giulio Coltellacci, musiche Guido Turchi e Giorgio Federico Ghedini.

1952 — XII ciclo

Edipo a Colono (Salvo Randone-Edipo, Vittorio Sanipoli-Creonte, Edda Albertini-Antigone, Giancarlo Sbragia-Polinice) e Le Troiane (Gabriele Ferzetti-Menelao, Vivi Gioi-Elena, Elena Zareschi-Cassandra, Giovanna Scotto-Ecuba). Musiche Fiorenzo Carpi.

1954 — XIII ciclo

Prometeo Incatenato (Vittorio Gassman-Prometeo, Anna Proclemer-Io, Mario Scaccia-Ermes, traduzione Gennaro Perrotta) e Antigone (Lilla Brignone-Antigone, Salvo Randone-Creonte). Regia Salvini, scene Mario Chiari, musiche Goffredo Petrassi.

1956 — XIV ciclo

Elettra di Sofocle (regia Giulio Pacuvio, Diana Torrieri-Elettra, Sergio Fantoni-Oreste, Lina Volonghi-Clitemnestra) e Ippolito (regia Orazio Costa, Massimo Girotti-Ippolito, Elena Zareschi-Fedra). Esordisce Aurel M. Milloss alla coreografia.

1958 — XV ciclo

Edipo Re (Salvo Randone-Edipo, Andreina Pagnani-Giocasta, Annibale Ninchi-Tiresia) e Medea (regia Virginio Puecher, Lilla Brignone-Medea, Tino Carraro-Giasone). Esordio di Marise Flach alla coreografia: lavorerà con INDA fino al 2002.

1960 — XVI ciclo, l’Orestiade Pasolini-Gassman

È il ciclo più celebrato del Novecento. Pier Paolo Pasolini traduce per la prima volta l’intera Orestea su commissione di Vittorio Gassman, che firma anche la regia con Luciano Lucignani. Gassman recita Agamennone, Oreste e di nuovo Oreste nelle tre tragedie. Scene e costumi di Theo Otto, musiche di Roman Vlad. Recita dal 19 maggio al 5 giugno 1960. La traduzione pasoliniana diventerà la più rappresentata in Italia da quel momento.

La produzione è preceduta da una vicenda intricata: il filologo Leone Traverso aveva sottoposto all’INDA la propria traduzione nel novembre 1959, ma Gassman aveva già imposto l’incarico a Pasolini, firmando il contratto il 1° febbraio 1960 per 1.500.000 lire. Il commissario INDA Nino Sammartano scrisse al Ministero dello Spettacolo che l’istituto «ha dovuto accettare Pasolini» perché Gassman minacciava il ritiro. Il dibattito critico esplose immediatamente. La stroncatura più feroce fu del filologo Enzo Degani, sulla Rivista di Filologia ed Istruzione Classica (1961): scrisse che «Pasolini, nell’insolito ruolo di grecista, traduce dal francese, grossolanamente ignorando la lingua». Le cronache della stampa quotidiana furono invece più favorevoli. Arnaldo Frateili, su Paese Sera del 21 maggio 1960, scrisse: «lo spettacolo ha avuto un successo tale, da poter essere definito un trionfo per Gassman e per i suoi collaboratori». Le recensioni di Roberto De Monticelli (Il Giorno), di Cesare Garboli (L’Espresso) e di Giovanni Macchia (La Stampa) si schierarono con la traduzione pasoliniana. Carlo Bo (Corriere della Sera) ed Eduardo Sanguineti (Il Verri) lessero la scelta di Pasolini come «tradizione tradita» in senso brechtiano. La rivalutazione critica maturò nei decenni: nel 1996 Massimo Fusillo definì la traduzione «un capolavoro di poesia, che la critica accademica fraintese perché ne ignorava la finalità teatrale». La vicenda è ricostruita nel saggio-documentario Gassman, Pasolini e i filologi. Orestiade a Siracusa 1960 di Daniela Sacco (Engramma, 2014, n. 117).

1962 — XVII ciclo

Ecuba ed Ione di Euripide. Traduzione di Salvatore Quasimodo (Premio Nobel 1959) per Ecuba. Regia di Giuseppe Di Martino e Sandro Bolchi. Renzo Ricci-Taltibio, Elena Zareschi-Ecuba, Corrado Pani-Ione. Scene e costumi Piero Zuffi, coreografie Jacques Lecoq.

1964 — XVIII ciclo, il Presidente Segni

Eracle di Euripide (traduzione Quasimodo, regia Di Martino, Sergio Fantoni-Eracle, Arnoldo Foà-Lico) e Andromaca (regia Mario Ferrero). È l’ultimo Presidente della Repubblica in carica ad assistere prima di Mattarella nel 2021: Antonio Segni presenzia all’Eracle.

1966-1972: gli anni Settanta-Ottanta

1966 — XIX ciclo: I Sette a Tebe (Sergio Fantoni-Eteocle, traduzione Carlo Diano) e Antigone (Aroldo Tieri-Creonte, Edmonda Aldini-Antigone, Giuliana Lojodice-Ismene, regia Mario Ferrero). 1968 — XX ciclo, esordio Luzzati: Elettra di Euripide e Le Fenicie; debutto scenografico di Emanuele Luzzati (vi tornerà nel 1970, 1972, 2001); musiche Mikis Theodorakis; cast Tino Carraro-Edipo, Valeria Moriconi-Antigone, Adriana Innocenti-Giocasta. 1970 — XXI ciclo: Elettra di Sofocle (Carla Gravina-Elettra, Osvaldo Ruggieri-Oreste) e Ippolito (Olga Villi-Fedra, Nando Gazzolo-Teseo). 1972 — XXII ciclo: Medea (Valeria Moriconi-Medea, Glauco Mauri-messaggero, Orso Maria Guerrini-Giasone) ed Edipo Re (Glauco Mauri-Edipo, traduzione Quasimodo, regia Alessandro Fersen, Mariano Rigillo-messaggero). 1974 — XXIII ciclo: Ifigenia in Aulide (Renzo Giovampietro-Agamennone, Ilaria Occhini-Ifigenia, Gabriella Giacobbe-Clitemnestra) e Le Troiane (traduzione Edoardo Sanguineti, Anna Miserocchi-Ecuba, Franca Nuti-Andromaca). 1976 — XXIV ciclo: Edipo a Colono (Glauco Mauri-Edipo, regia Aldo Trionfo) e Le Rane di Aristofane (Tino Buazzelli-Dioniso, regia Roberto Guicciardini). 1978 — XXV ciclo: Le Coefore (Piera Degli Esposti-Elettra, Pino Micol-Oreste, traduzione Sanguineti) ed Elena (Lydia Alfonsi-Elena, Gianni Santuccio-Menelao, regia Guicciardini).

La cadenza biennale 1980-2000

1980 — XXVI ciclo

Le Trachinie (Valeria Moriconi-Deianira, Tino Schirinzi-Eracle, regia Giancarlo Cobelli, musiche Salvatore Sciarrino) e Le Baccanti (regia Giancarlo Sbragia, Michele Placido-Dioniso, Anna Maria Guarnieri-Agave, Sebastiano Lo Monaco-soldato esordio in INDA, Edoardo Siravo, Luigi Diberti-Penteo).

1982-1990 — XXVII-XXXI cicli

1982 — XXVII ciclo: Le Supplici (Massimo De Francovich-Pelasgo, Arnoldo Foà-Danao, regia Otomar Krejča) e Ifigenia fra i Tauri (regia Lamberto Puggelli, Anna Maria Guarnieri-Ifigenia, Massimo Foschi-Oreste). 1984 — XXVIII ciclo: Filottete (Giulio Brogi-Filottete, Giuseppe Pambieri-Neottolemo, regia Walter Pagliaro) e Oreste di Euripide (Franco Branciaroli-Oreste, Benedetta Buccellato-Elettra, regia Luigi Squarzina). 1986 — XXIX ciclo: Le Madri di Euripide ed Antigone (regia Pagliaro, Turi Ferro-Creonte, Margaret Mazzantini-Antigone, Aroldo Tieri, Bianca Toccafondi-Euridice; traduzione Guido Paduano). 1988 — XXX ciclo: Aiace (regia Antonio Calenda, Massimo Popolizio-Aiace, Mauro Avogadro-Ulisse, Luigi Pistilli-Agamennone) e Le Nuvole (regia Giancarlo Sammartano, Paolo Bonacelli-Strepsiade, Sergio Graziani-Socrate).

1990 — XXXI ciclo, I Persiani di Martone-Battiato

I Persiani segna l’esordio in INDA di Mario Martone (29 anni). Le musiche sono firmate da Franco Battiato e Giusto Pio: una colonna sonora «a chiazze» con tre cori commessi a nove cantanti. Cast: Toni Servillo-primo corifeo, Andrea Renzi-Serse, Antonio Neiwiller-secondo corifeo, Remo Girone-messaggero. Affiancato a Elettra di Sofocle (regia Guido De Monticelli, Micaela Esdra-Elettra, Gianrico Tedeschi-precettore).

1992-2000 — XXXII-XXXVI cicli

1992 — XXXII ciclo: Edipo Re (regia Giancarlo Sepe, Anna Proclemer-Giocasta, Mariano Rigillo-Creonte, Sbragia-Edipo) e Alcesti (regia Sandro Sequi, Piera Degli Esposti-Alcesti). 1994 — XXXIII ciclo: Agamennone (regia Roberto De Simone, Ida Di Benedetto-Clitemnestra, Mariano Rigillo-Agamennone), Prometeo (regia Calenda, Roberto Herlitzka-Prometeo, Gabriele Ferzetti-Oceano) e Acarnesi di Aristofane (regia Egisto Marcucci). 1996 — XXXIV ciclo: Le Coefore (regia Giorgio Pressburger, Ennio Fantastichini, Anna Bonaiuto) e Medea (regia Mario Missiroli, Valeria Moriconi-Medea, traduzione Maria Grazia Ciani). 1998 — XXXV ciclo: Le Baccanti (regia Pagliaro, Paolo Graziosi-Dioniso, scene Luciano Damiani) ed Ecuba (regia Lorenzo Salveti, Valeria Moriconi-Ecuba). 2000 — XXXVI ciclo, ultimo biennale: Edipo Re (regia Gabriele Lavia, traduzione Quasimodo, Gabriele Lavia-Edipo, Andrea Jonasson, Lorenzo Lavia), Antigone (regia Patrice Kerbrat, Giulio Bosetti-Creonte, traduzione Giovanni Raboni, musiche Giovanna Marini), Elettra di Euripide ed Oreste (regia Piero Maccarinelli, Elisabetta Pozzi, Manuela Mandracchia, musiche Marco Betta).

Cadenza annuale 2001-2019

2001-2003 — La trilogia di Ronconi

2001 — XXXVII stagione (cadenza annuale dal 2001): Agamennone e Le Coefore (regia Calenda, Mariano Rigillo-Agamennone, Alessandro Preziosi-araldo poi Oreste, Piera Degli Esposti-Clitemnestra), Festa delle donne di Aristofane (regia Tonino Conte) e Anfitrione di Plauto (prima rappresentazione di Plauto al Teatro Greco, regia Michele Mirabella). 2002 — XXXVIII stagione, la trilogia di Ronconi: Luca Ronconi firma tre regie — Prometeo Incatenato (Franco Branciaroli-Prometeo, Galatea Ranzi-corifea, Laura Marinoni-Io), Le Baccanti (Massimo Popolizio-Dioniso, Galatea Ranzi-Agave) e Le Rane (Antonello Fassari-Xantia, Massimo Popolizio-Dioniso). Scene Margherita Palli, costumi Gianluca Sbicca, coreografie Marise Flach. 2003 — XXXIX stagione: I Persiani (regia Calenda, Roberto Herlitzka-messaggero, Piera Degli Esposti-Atossa), Le Eumenidi (regia Calenda, Anita Bartolucci-Atena) e Le Vespe (regia Renato Giordano, Pino Caruso-Filocleone).

2004-2007 — La stagione internazionale

2004 — XL stagione: Edipo Re (Sebastiano Lo Monaco-Edipo, Mario Scaccia-Tiresia, Francesca Benedetti-Giocasta, regia Guicciardini) e Medea (regia Peter Stein, Maddalena Crippa-Medea, Paolo Graziosi-Creonte, musiche Giovanni Sollima). La cronaca documenta che Stein, in un prologo improvvisato, denunciò ritardi e malintesi con la direzione INDA. La recensione di Franco Quadri su Repubblica (29 maggio 2004) parlò di «Medea-fiamma di Maddalena Crippa». 2005 — XLI stagione: I Sette contro Tebe (regia Jean-Pierre Vincent, Massimo Popolizio-Eteocle) e Antigone (regia Irene Papas, Galatea Ranzi-Antigone, Alessandro Haber-Creonte, Maurizio Donadoni-Tiresia, musiche Vangelis). 2006 — XLII stagione: Le Troiane (regia Mario Gas, Lucilla Morlacchi-Ecuba) ed Ecuba (regia Massimo Castri, Elisabetta Pozzi-Ecuba, scene Maurizio Balò). 2007 — XLIII stagione: Eracle (regia Luca De Fusco, Sebastiano Lo Monaco-Eracle) e Le Trachinie (regia Pagliaro, scene Giovanni Carluccio).

2008 — XLIV stagione, l’Orestea Carriglio-Pasolini

Prima dopo il 1960 di un’Orestea integrale con la traduzione Pasolini: Agamennone, Le Coefore, Le Eumenidi, regia, scene e costumi di Pietro Carriglio. Cast: Galatea Ranzi-Clitemnestra/Elettra/Clitemnestra, Giulio Brogi-Agamennone, Maurizio Donadoni-messaggero/Apollo, Elisabetta Pozzi-Atena, Stefano Santospago-capocoro, Luciano Roman-Egisto.

2009-2013 — Fuksas, Koolhaas e nuove scenografie

2009 — XLV stagione, Fuksas scenografo: Medea (regia Krzysztof Zanussi, Elisabetta Pozzi-Medea, scene di Massimiliano e Doriana Fuksas) ed Edipo a Colono (regia Daniele Salvo, Giorgio Albertazzi-Edipo, scene Fuksas). 2010 — XLVI stagione: Aiace (regia Daniele Salvo, Maurizio Donadoni-Aiace, Elisabetta Pozzi-Tecmessa, traduzione Paduano), Fedra (Ippolito coronato) (regia Carmelo Rifici, Elisabetta Pozzi-Fedra, traduzione Sanguineti) e Lisistrata (regia Emiliano Bronzino, traduzione Romagnoli). 2011 — XLVII stagione: Filottete (Sebastiano Lo Monaco-Filottete, regia Gianpiero Borgia), Andromaca (regia De Fusco, Laura Marinoni-Andromaca) e Le Nuvole (regia Alessandro Maggi, Mariano Rigillo-Strepsiade). 2012 — XLVIII stagione, Koolhaas: Prometeo (regia Claudio Longhi, Massimo Popolizio-Prometeo, scene Rem Koolhaas/OMA*AMO), Le Baccanti (regia Calenda, Maurizio Donadoni-Dioniso, scene Koolhaas) e Gli Uccelli (regia Roberta Torre, scene Koolhaas, coreografia Martha Graham Dance Company). 2013 — XLIX stagione: Edipo Re (regia Daniele Salvo, Ugo Pagliai-Tiresia), Antigone (regia Cristina Pezzoli, Isa Danieli-Tiresia, musiche Stefano Bollani) e Le Donne al Parlamento (regia Vincenzo Pirrotta, Anna Bonaiuto-Prassagora).

2014 — L stagione, il centenario di Pomodoro

Stagione storica per i 100 anni dal primo Agamennone. Tutta la stagione vede scene e costumi di Arnaldo Pomodoro, scultore di fama mondiale. Agamennone (regia De Fusco, Mariano Rigillo-araldo, Massimo Venturiello-Agamennone, Elisabetta Pozzi-Clitemnestra), Coefore/Eumenidi (regia Salvo, Francesco Scianna-Oreste, Pozzi-Clitemnestra) e Le Vespe di Aristofane (regia Avogadro, Antonello Fassari-Vivacleone, musiche Banda Osiris). Traduzioni di Monica Centanni.

2015-2017 — Le Supplici di Ovadia, Ifigenia di Tiezzi, I Cavalieri di Solari

2015 — LI stagione: Le Supplici (regia Moni Ovadia, traduzione Paduano, Donatella Finocchiaro-corifea, musiche di Mario Incudine e Pippo Pollina, scene Gianni Carluccio), Ifigenia in Aulide (regia Federico Tiezzi, Sebastiano Lo Monaco-Agamennone, Elena Ghiaurov-Clitemnestra, Lucia Lavia-Ifigenia) e Medea di Seneca (prima opera latina dopo Anfitrione 2001, regia Paolo Magelli, Filippo Dini-Giasone). 2016 — LII stagione: Elettra di Sofocle (regia Lavia, Maddalena Crippa-Clitemnestra, traduzione Nicola Crocetti), Alcesti (regia Cesare Lievi, Galatea Ranzi-Alcesti) e Fedra di Seneca (regia Carlo Cerciello). 2017 — LIII stagione: I Sette contro Tebe (regia Marco Baliani, traduzione Giorgio Ieranò), Le Fenicie (regia Valerio Binasco) e Le Rane (regia Giorgio Barberio Corsetti, Salvatore Ficarra-Dioniso, Valentino Picone-Xantia).

2018 — LIV stagione, il Tiresia di Camilleri

Stagione con tre opere ed evento speciale: Edipo a Colono (regia Yannis Kokkos, Massimo De Francovich-Edipo), Eracle (regia Emma Dante, scene Vanessa Sannino, musiche Serena Ganci) e I Cavalieri (regia Giampiero Solari, musiche di Roy Paci, Gigio Alberti-Paflagone, Antonio Catania-Demos, Francesco Pannofino-salsicciaio).

L’11 giugno 2018 va in scena lo spettacolo straordinario «Conversazione su Tiresia»: monologo scritto e interpretato da Andrea Camilleri (93 anni, cieco), regia di Roberto Andò, musiche dal vivo del flautista Roberto Fabbriciani, prodotto da Palomar di Carlo Degli Esposti. Davanti a 4.000 spettatori Camilleri impersona Tiresia in dialogo con Omero, Sofocle, Dante, Eliot, Borges, Pavese, Primo Levi, Pasolini, Woody Allen e i Genesis. Lo spettacolo viene proiettato al cinema il 5-7 e 22 novembre 2018, trasmesso su Rai 1 il 5 marzo 2019 raccogliendo 2.430.000 spettatori e 9,9% di share. Dopo la morte di Camilleri (17 luglio 2019), Rai 1 lo rimanda in onda il 17 luglio 2019 in omaggio postumo. La frase «Da quando non vedo più, vedo meglio» è diventata icona della cultura italiana del XXI secolo.

2019 — LV stagione, Eschilo d’oro a Vanessa Redgrave

Le Troiane (regia Muriel Mayette-Holtz, Maddalena Crippa-Ecuba, scene Stefano Boeri), Elena di Euripide (regia Davide Livermore esordio in INDA, Laura Marinoni-Elena, traduzione Walter Lapini) e Lisistrata (regia Tullio Solenghi, Elisabetta Pozzi-Lisistrata, Massimo Lopez-Pedasta). Il 12 giugno 2019 Vanessa Redgrave riceve l’Eschilo d’oro 2019 al Teatro Greco; presentato a seguire al Teatro Comunale il documentario Sea Sorrow da lei diretto.

2020-2026: la pandemia e i record

2020 — Per Voci Sole

A causa della pandemia COVID-19, la 56ª stagione viene cancellata. INDA realizza il programma straordinario «Per Voci Sole» dal 17 luglio al 30 agosto 2020: spettacoli-monologo in streaming gratuito sul sito indafondazione.org grazie alla partnership con TIM. Tra gli interpreti: Lunetta Savino (Da Medea a Medea, 17 luglio), Laura Morante (Fedra), Isabella Ragonese (Crisotemi, 22 agosto), Mircea Cantor (30 agosto), Nicola Piovani (L’isola della luce con Tosca e Massimo Popolizio).

2021 — LVI stagione, Mattarella ricorda Borsellino

Ripartenza con tre spettacoli rinviati dal 2020: Le Baccanti (regia Carlus Padrissa della Fura dels Baus, traduzione Paduano, Antonello Fassari-Tiresia, Lucia Lavia-Dioniso), Coefore/Eumenidi (regia Livermore, Laura Marinoni-Clitemnestra, Gaia Aprea-coefora, traduzione Lapini) e Le Nuvole (regia Calenda, Antonello Fassari-Socrate, Nando Paone-Strepsiade). Il 19 luglio 2021 il Presidente Sergio Mattarella assiste alle Coefore/Eumenidi di Livermore — prima visita di un Capo dello Stato in carica al Teatro Greco dal 1964. Prima dello spettacolo viene letta dalla Grotta del Ninfeo una memoria di Paolo Borsellino e della scorta nel 29° anniversario di via D’Amelio, con minuto di silenzio. Lo spettacolo termina con immagini di Borsellino su un LED circolare al centro della scena.

2022 — LVII stagione, l’Edipo di Carsen

Agamennone (regia Livermore, Marinoni-Clitemnestra), Edipo Re (regia Robert Carsen esordio in INDA, traduzione Francesco Morosi, Maddalena Crippa-Giocasta, Paolo Mazzarelli-Creonte, Graziano Piazza-Tiresia, Giuseppe Sartori-Edipo) e Ifigenia in Tauride (regia Jacopo Gassman, traduzione Ieranò). L’Edipo Re di Carsen vince il Premio della Critica 2022 ANCT (cerimonia 14 novembre 2022 al Teatro Nuovo di Milano).

2023 — LVIII stagione, Mattarella e Steinmeier

Prometeo Incatenato (regia Leo Muscato, traduzione di Roberto Vecchioni, Deniz Özdoğan-Io), Medea (regia Tiezzi, Laura Marinoni-Medea, Roberto Latini-Creonte, musiche di Silvia Colasanti) e La Pace di Aristofane (regia Daniele Salvo, Giuseppe Battiston-Trigeo). Il 20-21 settembre 2023 il Presidente Mattarella insieme al Presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier assistono alle due serate speciali di «Ulisse, l’ultima Odissea» di Giuliano Peparini, evento di chiusura con 100 artisti in scena, in occasione del bilaterale Italia-Germania.

2024 — LIX stagione, primo record + esordio Bolle

Stagione dei 110 anni dell’INDA, dal 10 maggio al 29 giugno 2024. Tre opere e un debutto storico: Aiace (regia Luca Micheletti, Roberto Latini-Atena/messaggero, Luca Micheletti-Aiace, Edoardo Siravo-Agamennone, musiche Giovanni Sollima), Fedra (regia Paul Curran, traduzione Nicola Crocetti, Gaia Aprea-nutrice) e Miles gloriosus di Plauto (regia Leo Muscato, traduzione Caterina Mordeglia, Paola Minaccioni-Pirgopolinice).

Per la prima volta il Teatro Greco apre il Gala Roberto Bolle and Friends il 14 luglio 2024. Numeri 2024: 160.646 spettatori in 42 repliche, primo record storico INDA. Premio Eschilo d’oro 2024 assegnato a Nicola Crocetti. L’Aiace viene trasmesso in differita su Rai 5.

2025 — LX stagione, record assoluto + Eschilo d’oro a Pozzi

Stagione del 60° anniversario della cadenza moderna, dal 9 maggio al 6 luglio 2025. Quattro spettacoli: Edipo a Colono (regia Robert Carsen, traduzione Francesco Morosi, Paolo Mazzarelli-Creonte, Massimo Nicolini-Teseo, Fotinì Peluso-Antigone), Elettra di Sofocle (regia Roberto Andò, Sonia Bergamasco-Elettra, Anna Bonaiuto-Clitemnestra, Roberto Latini-Oreste, musiche Giovanni Sollima, scene Gianni Carluccio, costumi Daniela Cernigliaro), Lisistrata (regia Serena Sinigallia, Lella Costa-Lisistrata) e Iliade di Omero (regia Giuliano Peparini, traduzione Morosi, musiche di Beppe Vessicchio, Vinicio Marchioni-Aedo, Giuseppe Sartori-Achille, Giulia Fiume-Andromaca, Gianluca Merolli-Ettore, Danilo Nigrelli-Priamo, Jacopo Sarotti-Patroclo).

Numeri 2025: 172.516 spettatori in 46 repliche. Dettaglio: 64.000 per Elettra, 69.000 per Edipo a Colono, 23.771 per Lisistrata, 14.049 per le tre repliche dell’Iliade. Incassi oltre 5.360.000 euro. Premio Eschilo d’oro alla carriera 2025 a Elisabetta Pozzi per le decine di figure femminili interpretate. Tra gli ospiti dell’Iliade Whoopi Goldberg.

2026 — LXI stagione, «Sconfinamenti»

La 61ª stagione s’intitola «Sconfinamenti» e va in scena dall’8 maggio al 28 giugno 2026. Quattro spettacoli. Il manifesto della stagione è opera di Michelangelo Pistoletto.

  • Antigone di Sofocle, regia Robert Carsen (traduzione Elena Fabbro, Camilla Semino Favro-Antigone, Paolo Mazzarelli-Creonte): la legge dello Stato contro la voce della coscienza.
  • Alcesti di Euripide, regia Filippo Dini (traduzione Elena Fabbro, musiche di Paolo Fresu dal vivo alla prima dell’8 maggio).
  • I Persiani di Eschilo, regia del catalano Àlex Ollé (Fura dels Baus), traduzione Walter Lapini, debutto 13 giugno.
  • Iliade di Peparini-Vessicchio in repertorio dal 14 al 27 giugno con oltre ottanta artisti, performer e accademici.

Anteprime studenti dal 13 al 16 aprile 2026 con quattro repliche dell’Iliade per circa 12.000 studenti.

Statistiche del repertorio (1914-2025)

Su 146 rappresentazioni totali al 2025, la distribuzione per autore è:

  • Euripide: 51 opere (35%)
  • Sofocle: 37 opere (25%)
  • Eschilo: 36 opere (24,7%)
  • Aristofane: 18 opere (12,3%)
  • Seneca: 2 opere
  • Plauto: 2 opere
  • Omero (Iliade): 1 opera (dal 2024 in repertorio epico)

Le opere più rappresentate:

  • 9 volte: Agamennone di Eschilo, Le Coefore di Eschilo
  • 8 volte: Edipo Re di Sofocle
  • 7 volte: Antigone di Sofocle, Le Baccanti di Euripide, Medea di Euripide
  • 6 volte: Le Eumenidi di Eschilo, Edipo a Colono di Sofocle
  • 5 volte: Elettra di Sofocle, Le Troiane di Euripide
  • 4 volte: Ippolito, Ifigenia in Aulide, Ifigenia in Tauride, Ecuba, I Persiani, I Sette contro Tebe, Prometeo, Le Nuvole, Le Rane

I traduttori

I traduttori principali in cronologia: Ettore Romagnoli (1914-1948 prevalentemente), Manara Valgimigli (Orestea 1948 e successive), Salvatore Quasimodo (Premio Nobel 1959; traduzioni anni ’60-’70: Ecuba 1962, Eracle 1964, Edipo Re 1972 e 2000), Pier Paolo Pasolini (Orestea 1960 e ripresa Carriglio 2008), Eugenio Della Valle, Carlo Diano, Raffaele Cantarella (anni ’60-’70), Edoardo Sanguineti (1974, 1978, 2001, 2010), Guido Paduano (1986, 2010, 2012, 2013, 2015, 2021), Maria Grazia Ciani (1996, 2002, 2005, 2009), Dario Del Corno (1982, 2000, 2002, 2004), Monica Centanni (centenario 2014), Walter Lapini (2019, 2021, 2022, 2024, 2026), Giorgio Ieranò (2012, 2017, 2018, 2022, 2025), Francesco Morosi della Scuola Normale Superiore di Pisa (Edipo Re 2022, Edipo a Colono 2025, Iliade 2026), Nicola Crocetti (Elettra 2016, Fedra 2024, Eschilo d’oro 2024), Caterina Mordeglia (Miles Gloriosus 2024), Roberto Vecchioni (Prometeo 2023), Elena Fabbro (Antigone, Alcesti 2026).

Scenografi e costumisti chiave

Duilio Cambellotti firma il primo trentennio (1914-1948, oltre 30 stagioni) e definisce il canone visivo dell’INDA: scene di matrice archeologica con riferimenti a Micene; costumi sintetizzanti il vestito greco classico. Successivamente: Pietro Aschieri (1939); Veniero Colasanti, Mario Chiari (anni ’50); Theo Otto (Orestea 1960), Piero Zuffi (1962), Mischa Scandella (1964); Emanuele Luzzati (1968, 1970, 1972, 2001); Lorenzo Ghiglia, Paolo Tommasi, Vittorio Rossi (anni ’70-’80); Nicola Rubertelli, Enrico Job, Luciano Damiani (anni ’90); Bruno Buonincontri (2000-2003); Margherita Palli (Ronconi 2002), Carmelo Giammello, Maurizio Balò (anni 2010), Pietro Carriglio (Orestea 2008); Massimiliano e Doriana Fuksas (2009), Rem Koolhaas/OMA*AMO (2012), Arnaldo Pomodoro (centenario 2014); Yannis Kokkos (2018), Stefano Boeri (Le Troiane 2019), Davide Livermore (anche scenografo, dal 2019); Vanessa Sannino (Eracle 2018), Gianni Carluccio, Daniela Cernigliaro, Federica Parolini, Rudu Boruzescu, Luis F. Carvalho. Manifesto Michelangelo Pistoletto (2026).

Coreografi e musiche di scena

Coreografi: Bruno Puozzo (1914), Sorelle Braun (1922), Valerie Kratina (1924-1927), Jia Ruskaja (1930-1933), Rosalia Chladek (1933-1950), Aurel M. Milloss (1956), Jacques Lecoq (1962-1964-1966), Marise Flach (1958-2002), Vassilios Carayannidis, Luca Veggetti, Martha Graham Dance Company (2012), Giuliano Peparini (Iliade 2024-2026, Ulisse 2023), Luna Cenere (Elettra 2025).

Compositori delle musiche di scena: Giuseppe Mulè (dal 1921 al 1933), Ildebrando Pizzetti (1930, 1933, 1936), Riccardo Zandonai (1939), Gian Francesco Malipiero (1939-1948), Goffredo Petrassi (1954), Fiorenzo Carpi (1952-1958, 1982), Roman Vlad, Bruno Nicolai (anni ’60-’70), Mikis Theodorakis (Le Fenicie 1968), Salvatore Sciarrino (1980), Giovanna Marini (2000), Marco Betta, Roberto De Simone (1994, 2000), Franco Battiato e Giusto Pio (I Persiani 1990), Vangelis (Antigone 2005), Stefano Bollani (Antigone 2013), Banda Osiris (Le Vespe 2014), Mario Incudine e Pippo Pollina (Le Supplici 2015), Roy Paci (I Cavalieri 2018), Roberto Fabbriciani (Tiresia 2018), Giovanni Sollima (Medea 2004, Aiace 2024, Elettra 2025), Beppe Vessicchio (Iliade 2024-2025), Silvia Colasanti (Medea 2023), Paolo Fresu (Alcesti 2026), Filippo Del Corno (Lisistrata 2025).

Numeri statistici

AnnoSpettatoriReplicheNote
2017140.300+21.000 vs 2016
2019157.056Record fino al 2024
2020Stagione cancellata Covid; «Per Voci Sole»
2021oltre 76.000Vincoli Covid; visita Mattarella
2024160.64642Primo record storico INDA
2025172.51646Record assoluto; incassi oltre 5,36 mln €

Eventi memorabili

  • 16 aprile 1914: prima Agamennone, esordio Cambellotti
  • 1921: Manifesto futurista di Marinetti contro le rappresentazioni
  • 13 maggio 1924: Mussolini in idrovolante per I Sette/Antigone
  • 6 maggio 1930: re Vittorio Emanuele III alla stagione
  • 19 maggio 1960: prima dell’Orestiade Pasolini-Gassman
  • 1964: Antonio Segni Presidente all’Eracle
  • 1967: Le Troiane di Vittorio Cottafavi (TV Movie Rai)
  • 1971: Antigone di Cottafavi su Rai (Adriana Asti, Sarah Ferrati)
  • 2 ottobre 1988: concerto Dalla-Morandi al Teatro Greco (chiusura tour, ripresa Rai 1)
  • 1990: I Persiani di Martone con musiche Battiato
  • 2014: centenario, scenografie Pomodoro
  • 11 giugno 2018: «Conversazione su Tiresia» di Camilleri (4.000 spettatori)
  • 5 marzo 2019: trasmissione Tiresia su Rai 1 (2.430.000 spettatori, share 9,9%)
  • 12 giugno 2019: Eschilo d’oro a Vanessa Redgrave
  • 17 luglio 2019: replica Tiresia su Rai 1 in omaggio postumo a Camilleri
  • 2018-2026: Eracle (Dante), Le Supplici (Ovadia), Le Rane (Corsetti), Aiace 2024 trasmessi su Rai 5; 28 trasmissioni storiche INDA su Rai dal 1967 a oggi
  • 2020: Per Voci Sole in streaming gratuito su TIM/indafondazione.org
  • 19 luglio 2021: Mattarella alle Coefore/Eumenidi, omaggio Borsellino
  • 2022: Premio della Critica ANCT all’Edipo Re di Carsen
  • 20-21 settembre 2023: Mattarella e Steinmeier a Ulisse l’ultima Odissea di Peparini
  • 14 luglio 2024: gala Roberto Bolle and Friends prima volta al Teatro Greco
  • 2024: record 160.646 spettatori in 42 repliche
  • 2025: record assoluto 172.516 spettatori in 46 repliche, incassi 5,36 milioni €

Ricezione critica e culturale

La storia critica delle Rappresentazioni Classiche di Siracusa attraversa l’intero Novecento e il primo Duemila. Le firme principali della critica novecentesca: Renato Simoni (Corriere della Sera, 1922-1933, raccolte in Trent’anni di cronaca drammatica, ERI, 1951-1960), Silvio D’Amico, Vito Pandolfi (Il Mondo), Eligio Possenti, Achille Fiocco, Roberto De Monticelli (Il Giorno, poi Corriere della Sera; Storia del teatro italiano contemporaneo, Mondadori 1986), Cesare Garboli, Giovanni Macchia, Carlo Bo, Eduardo Sanguineti (sul Verri), Aggeo Savioli (l’Unità).

I critici contemporanei delle Rappresentazioni includono: Renato Palazzi (Il Sole 24 Ore, autore di Frammenti di un nuovo teatro, Editoria & Spettacolo 2014), Anna Bandettini (blog teatrale Post-teatro di Repubblica), Rodolfo Di Giammarco (Repubblica), Magda Poli e Franco Cordelli (Corriere della Sera), Maria Grazia Gregori (l’Unità, Hystrio), Roberto Canziani, Massimo Marino, Gianfranco Capitta (il manifesto), Andrea Porcheddu (Linkiesta, Gli Stati Generali, Glossae Ad), Maddalena Giovannelli (Stratagemmi). Riviste specializzate: Hystrio (trimestrale, dal 1988), Stratagemmi – Prospettive Teatrali, Sipario, KLP Krapp’s Last Post, Teatro e Critica, Drammaturgia.fupress, Persinsala, Engramma – La Rivista (testata accademica di riferimento, fondata da Monica Centanni nel 2000).

Anna Maria Ortese è autrice di pagine memorabili sulle Rappresentazioni del 1956 (raccolte in La lente oscura, Adelphi 2004), in cui descrive il Teatro Greco come «un’aritmetica del lutto sotto il sole della Neapoli».

Ricezione internazionale

Le Rappresentazioni Classiche sono studiate dai principali centri di Classical Reception. Edith Hall, ordinaria di Classics and Drama alla Royal Holloway University of London e cofondatrice (con Oliver Taplin) dell’Archive of Performances of Greek and Roman Drama dell’Università di Oxford, ha dedicato a Siracusa pagine in Greek Tragedy: Suffering Under the Sun (Oxford UP 2010) e in The Theatrical Cast of Athens (Oxford UP 2006), descrivendo l’INDA come «la più antica e ininterrotta tradizione di esecuzione moderna della tragedia greca al mondo». Helene Foley (Barnard College, Columbia University), in Reimagining Greek Tragedy on the American Stage (University of California Press 2012), confronta Siracusa con la scena americana. Marianne McDonald (UC San Diego), in The Living Art of Greek Tragedy (Indiana UP 2003), cita l’INDA come laboratorio di sperimentazione interlinguistica. Pat Easterling (Cambridge), curatrice del Cambridge Companion to Greek Tragedy, ha visitato Siracusa nel 2013 in occasione del convegno Il teatro greco e la modernità; Erika Fischer-Lichte (Freie Universität Berlin), pioniera dei performance studies, in Tragedy’s Endurance (Oxford UP 2017) discute la rilevanza del modello siracusano per la moderna scena tedesca.

Le riviste internazionali di riferimento — Classical Receptions Journal (Oxford), Didaskalia, Theatre Survey (Cambridge) — hanno dedicato negli ultimi vent’anni numeri monografici e articoli alle stagioni siracusane. La critica francese (Le Monde, Libération, Les Inrockuptibles), tedesca (Frankfurter Allgemeine Zeitung, Die Zeit) e inglese (The Guardian, The Times, The Stage) seguono regolarmente le Rappresentazioni.

Lectiones magistralis e ospiti illustri

I «Dialoghi all’Orecchio di Dionisio» e le lectiones magistralis pre-rappresentazione hanno portato a Siracusa filosofi, classicisti e scrittori. Massimo Cacciari ha tenuto nel 2024 una lectio su Il dramma di Elettra nell’ambito della 60ª stagione, e già in precedenza era intervenuto con Il dolore che salva all’Orecchio di Dionisio. Luciano Canfora è intervenuto sui Cavalieri di Aristofane e ha più volte difeso, anche con interventi critici sulla Repubblica e su Italia Nostra, l’integrità del monumento. Eva Cantarella ha tenuto la lectio Creonte e la sospensione del diritto nel 2022, e Salvatore Settis è intervenuto come autore di Il futuro del classico (Einaudi 2004), libro di riferimento. Fra gli altri partecipanti: Alessandro Baricco, Vito Mancuso, Paolo Mieli, Luciano Violante, Mauro Bonazzi, Adriano Prosperi, Gustavo Zagrebelsky, Gabriele Lavia.

Trasmissioni TV e diffusione digitale

Le Rappresentazioni hanno avuto sempre un rapporto stretto con cinema e televisione. Vittorio Cottafavi realizzò: Le Troiane di Euripide (1967, traduzione di Enzio Cetrangolo, RAI) e Antigone di Sofocle (1971 con Adriana Asti, Sarah Ferrati e Corrado Pani, RAI). Dal 2018 in poi Rai 5 trasmette regolarmente le rappresentazioni siracusane in prima serata: Le Supplici di Moni Ovadia/Incudine (2015, in onda 2018), Edipo a Colono di Yannis Kokkos (2018), Eracle di Emma Dante (2018), Prometeo incatenato (2017), Aiace di Sofocle (2024). La Conversazione su Tiresia di Camilleri è stata trasmessa su Rai 1 il 5 marzo 2019 con 2.430.000 spettatori. Sky Arte ha dedicato programmi monografici come la serie I Greci di Siracusa (2014, regia di Cosimo Damiano Damato) e i documentari di Roberto Andò e Stefano Vicario sulle stagioni 2018-2024. Rai Cultura ha trasmesso integralmente l’Antigone di Tiezzi (2013), l’Orestea di Salvo (2014), l’Elettra-Oreste di Livermore (2017), Elena (2019).

Accademia d’Arte del Dramma Antico Giusto Monaco

L’Accademia d’Arte del Dramma Antico, dedicata dal 1990 al filologo siracusano Giusto Monaco (1915-1991), è la scuola di alta formazione attoriale fondata dall’INDA nel 1983 in occasione del 70° anniversario dell’istituto. È la scuola pubblica di formazione attoriale dedicata in modo specifico al teatro classico più antica d’Italia. Sede: Palazzo Greco, Corso Matteotti 29, Siracusa. Direttore artistico al 2025: Vinicio Marchioni (succeduto a Roberto Andò). I corsi triennali, ad accesso per audizione nazionale (selezione di circa 30 allievi su 800-1.000 candidati), formano figure professionali in regia, recitazione, drammaturgia, traduzione del teatro greco e latino. La sede operativa principale è a Siracusa, con stage estivi al Teatro Greco e nei siti archeologici della Sicilia orientale.

Il corpo docente dell’Accademia ha incluso nel corso degli anni: Giusto Monaco (filologia), Caterina Barone (drammaturgia greca), Giorgio Ieranò (filologia, traduzione), Federico Roncoroni (drammaturgia latina), Luigi Pasquini, Filippo Crispo, Walter Pagliaro (regia), Pippo Pattavina, Sebastiano Lo Monaco (recitazione), Roberto Andò (regia), Davide Livermore (regia), Marise Flach (movimento scenico), Luna Cenere, Giuliano Peparini (coreografia), Mario Incudine, Filippo Del Corno (musica di scena), Daniele Salvo (regia tragica), Carmelo Rifici (regia), Federico Tiezzi (regia), Vinicio Marchioni (recitazione e direzione, dal 2024). Tra i docenti internazionali in residenza: Robert Carsen, Yannis Kokkos, Krzysztof Zanussi, Peter Stein.

I laboratori sistematici dell’Accademia sono articolati in quattro aree: (1) Fonetica e dizione del greco antico (coordinato da Pat Easterling come visiting professor nel 2013), (2) Coro tragico (laboratorio annuale di canto, danza e movimento corale, fondamentale per la tradizione siracusana), (3) Maschere e gesto (in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e con la Scuola del Piccolo Teatro Luca Ronconi di Milano), (4) Tradizione e contemporaneità (regia comparata su edizioni storiche e nuove). Dal 2018 è attivo anche il Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani ad Akrai (Palazzolo Acreide) ⏤ collaterale alle Rappresentazioni Classiche del Teatro Greco ⏤ che mette in scena spettacoli di compagnie scolastiche italiane e internazionali di liceali (ranking previsto: 11 nazioni nel 2026).

Tra i diplomati dell’Accademia che hanno fatto carriera nel teatro italiano e internazionale (selezione): Lucia Lavia, Giuseppe Sartori, Galatea Ranzi, Alessandro Preziosi, Daniele Russo, Paolo Mazzarelli, Fotinì Peluso, Camilla Semino Favro, Deniz Özdoğan, Vinicio Marchioni (poi attore protagonista Iliade 2025-2026 e direttore dal 2024), Donatella Finocchiaro, Massimo Foschi.

L’Accademia ha inoltre un protocollo d’intesa con la Scuola Normale Superiore di Pisa (per la sezione filologica delle traduzioni — Francesco Morosi è il riferimento), con l’Università di Catania (Struttura Didattica di Lingue e Letterature Straniere a Ragusa per la traduzione plurilingue), con la Scuola d’Arte del Teatro di Roma (per la formazione attoriale), con la Scuola Holden di Torino (per la drammaturgia contemporanea) e con il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma (per il rapporto fra teatro classico e cinema, eredità del lavoro di Cottafavi e Pasolini).

Anteprime studenti, didattica e progetti speciali

Le anteprime studenti sono un programma fondamentale delle Rappresentazioni Classiche dal dopoguerra. Originariamente concepite negli anni Cinquanta come repliche scolastiche pomeridiane gratuite, sono state progressivamente strutturate come repliche dedicate al pubblico delle scuole con biglietto a prezzo simbolico. Per la stagione 2026 le anteprime studenti si svolgono dal 13 al 16 aprile 2026 con quattro repliche dell’Iliade di Peparini-Vessicchio, per circa 12.000 studenti di scuole secondarie di primo e secondo grado provenienti da Sicilia, Calabria, Campania, Lazio, Toscana, Lombardia, Veneto, e da scuole italiane all’estero. Il prezzo di biglietto per le anteprime studenti è di 5-8 euro a seconda del settore; il dossier didattico è fornito gratuitamente ai docenti e include: introduzione drammaturgica, traduzione del testo con note, glossario dei riferimenti mitologici, schede sui registi, sui traduttori e sugli scenografi, schede sui temi (giustizia, vendetta, amore, polis, dolore), spunti di lavoro per laboratori in classe.

Il programma di didattica del classico dell’INDA è stato integrato dal 2018 con il programma «Sotto il segno di Dioniso», voluto dall’allora direttore artistico Roberto Andò: laboratori di traduzione, regia, recitazione, scenografia per studenti delle scuole superiori, con la finale al Teatro Greco. Dal 2024 è attivo il programma «Classici nei dialetti» — traduzioni e adattamenti di tragedie greche in siciliano, napoletano, sardo, friulano realizzate dagli allievi delle scuole secondarie con il tutoraggio di Giorgio Ieranò, Walter Lapini, Nicola Crocetti, Caterina Mordeglia.

Tra i progetti speciali della Fondazione INDA: il Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani di Akrai (a Palazzolo Acreide, dal 1995), che riunisce annualmente compagnie scolastiche di tragedie e commedie greche e latine in un teatro greco minore di età ellenistica; le residenze di compagnie internazionali al Teatro Greco (in collaborazione con il Théâtre des Bouffes du Nord di Parigi, il Royal Court Theatre di Londra, l’Epidauro Festival, il Festival di Atene); le conferenze sull’antico con i docenti delle università europee. La Rivista Dioniso ⏤ trimestrale fondato nel 1922 a Siracusa da Mario Tommaso Gargallo come rivista di studi del teatro antico ⏤ è pubblicata dall’INDA in collaborazione con la Fondazione Lorenzo Valla.

Polemiche e dibattito critico

Il dibattito sulle Rappresentazioni si articola intorno ai seguenti nuclei: tradizione vs innovazione, filologia vs adattamento, fedeltà al testo, uso di tecnologie moderne (proiezioni, video, audio), coro tragico moderno, costumi storici vs contemporanei, lingua filologica vs italiano contemporaneo, maschere sì o no, funzione politica del coro.

La discussione sulla fedeltà nasce con Pasolini-Gassman 1960 e attraversa l’intero Novecento. La direzione di Mario Martone (I Persiani 1990, Sette contro Tebe 2017) ha rappresentato uno spartiacque. Davide Livermore, regista di Elena 2019 e dell’Orestea 2021-2022, ha portato la tecnologia digitale al centro della scena: la critica si è divisa tra chi ha letto le sue scelte come «ricerca di un’estetica eschilea per il presente» e chi ha denunciato una «saturazione tecnologica». Robert Carsen (Edipo Re 2022, Edipo a Colono 2025, Antigone 2026) ha riportato il coro al centro come polis: ha dichiarato che «Antigone è sempre stata sul presente, ora forse più che mai».

La tradizionale rinuncia alle maschere, introdotta da Romagnoli nel 1914 e mai rimessa in discussione se non in casi sporadici, resta uno dei segni distintivi delle Rappresentazioni siracusane rispetto a tradizioni come Epidauro o il Globe. Italia Nostra e Siciliantica, attraverso interventi pubblici e ricorsi, contestano dagli anni Novanta l’invasività delle scenografie e l’uso di gru e automobili sull’orchestra. Il professor Lorenzo Lazzarini (Università IUAV Venezia) ha denunciato lo stato di «carie e alveolatura» della pietra calcarea. Le polemiche sulla contemporaneizzazione dei costumi e delle scene si intensificano dagli anni 2010.

Premi consegnati durante le stagioni

  • Premio Eschilo d’oro (dal 1960): assegnato annualmente al Teatro Greco prima di una replica
  • Premio Mario Tommaso Gargallo (dal 2022, Noi Albergatori Siracusa): in onore del fondatore
  • Premio Fondazione Nobis-Fondazione INDA (dal 2021): borsa di studio 3.000 euro per giovani interpreti under 35
  • Premio della Critica ANCT: vinto dall’Edipo Re di Carsen 2022
  • Premio Stampa Teatro, Premi Assostampa: assegnati durante le serate

Albo d’oro del Premio Eschilo d’oro

Il Premio Eschilo d’oro viene istituito nel 1960 per iniziativa dell’allora commissario INDA Carlo Sgorlon e del consiglio di amministrazione, in occasione della messa in scena dell’Orestiade Pasolini-Gassman. L’opera-trofeo è una scultura in bronzo dorato raffigurante una maschera tragica stilizzata — opera del bronzista palermitano Vincenzo Catania nella prima versione, poi ridisegnata nel 2008 dall’orafo siracusano Massimiliano Calabrò. Il premio è assegnato a una personalità che si sia distinta per il contributo alla diffusione, traduzione, allestimento o studio del teatro classico. La cerimonia ha luogo, di norma, prima di una replica fra il 12 e il 30 giugno, alla presenza del pubblico in cavea. I vincitori dal 2003 al 2026 sono:

  • 2003: Pino Caruso (attore e scrittore)
  • 2005: Alessandro Haber (attore)
  • 2006: Giovanni Sollima (compositore)
  • 2007: Anna Proclemer (attrice)
  • 2008: Pietro Carriglio (regista)
  • 2009: Krzysztof Zanussi (regista)
  • 2010: Maddalena Crippa (attrice)
  • 2011: Sebastiano Lo Monaco (attore)
  • 2012: Mario Martone (regista)
  • 2013: Ugo Pagliai (attore)
  • 2014: Arnaldo Pomodoro (scultore-scenografo)
  • 2015: Moni Ovadia (regista, attore)
  • 2016: Federico Tiezzi (regista)
  • 2017: Giorgio Barberio Corsetti (regista)
  • 2018: Andrea Camilleri (scrittore) — postumo
  • 2019: Vanessa Redgrave (attrice)
  • 2021: Antonio Calenda (regista)
  • 2022: Davide Livermore (regista)
  • 2023: Roberto Vecchioni (cantautore-traduttore)
  • 2024: Nicola Crocetti (poeta-traduttore)
  • 2025: Elisabetta Pozzi (attrice, alla carriera)

Il Premio Mario Tommaso Gargallo, istituito nel 2022 dall’associazione Noi Albergatori Siracusa in onore del fondatore dell’INDA, viene consegnato annualmente a personalità del mondo culturale che hanno valorizzato il legame fra Siracusa e il teatro greco-romano. Vincitori: 2022 Salvatore Settis (storico dell’arte), 2023 Eva Cantarella (storica del diritto), 2024 Massimo Cacciari (filosofo), 2025 Luciano Canfora (filologo).

Il Premio Fondazione Nobis-Fondazione INDA, istituito nel 2021 dalla famiglia Nobis di Trento (Nobis Filati S.p.A., gruppo Reda 1865) in collaborazione con la Fondazione INDA, è una borsa di studio di 3.000 euro destinata a giovani interpreti under 35 dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico Giusto Monaco. Vincitori (selezione): 2021 Lucia Lavia, 2022 Giuseppe Sartori, 2023 Deniz Özdoğan, 2024 Camilla Semino Favro, 2025 Fotinì Peluso. Il premio prevede un anno di tutoraggio con un attore o regista senior dell’INDA.

Accessibilità delle Rappresentazioni

L’accessibilità delle Rappresentazioni Classiche è oggetto di un programma sistematico avviato dalla Fondazione INDA in collaborazione con Ente Nazionale Sordi sezione di Siracusa, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti sezione di Siracusa, Sicilia Turismo per Tutti APS (presidente Bernadette Lo Bianco), Stamperia Regionale Braille di Catania, Associazione Amici dell’INDA (presidente Pucci Piccione), Sovrano Militare Ordine di Malta — Delegazione di Siracusa. Il programma è stato accelerato dal finanziamento PNRR di 2.042.000 euro ottenuto nel 2022 (secondo posto nazionale su 821 proposte del Ministero della Cultura).

Accessibilità motoria

Per le Rappresentazioni si accede dall’ingresso di Via Giuseppe Agnello, dove sono presenti dal luglio 2021 4 posti auto riservati alle persone con disabilità motoria (gestiti dalla Polizia Municipale di Siracusa), un’area di sosta breve per la discesa di passeggeri con disabilità ed un parcheggio aggiuntivo per accompagnatori a 150 metri dall’inizio della via. La distanza dal posto auto al varco di accesso è di circa 80-120 metri su pavimentazione mista — asfalto fino al cancello, basolato calcareo e ghiaietto fino alla cavea — non sempre regolare. Dal 2024 è attiva una navetta elettrica gratuita tra il parcheggio di Via Agnello e il varco di ingresso, attivata su richiesta in fase di prenotazione e operativa due ore prima e dopo lo spettacolo (l’autista è formato all’assistenza alla disabilità motoria).

Sono predisposte due aree riservate per persone in carrozzina: la principale è una piattaforma in legno con scivolo a livello orchestra, di superficie circa 30 metri quadrati, alla sinistra del settore M/N visto dal palcoscenico, capienza fino a 12 carrozzine + 12 accompagnatori; una seconda area è documentata nel settore L con accesso laterale tramite rampa metallica temporanea. Per posizionarsi sulla piattaforma è necessario percorrere un tracciato accessibile in pendenza dolce (5%) di circa 60 metri, segnalato da bandelle di vernice e da assistenti volontari riconoscibili dalla casacca arancione del Sovrano Militare Ordine di Malta. I primi due ranghi del settore M sono riservati agli accompagnatori con biglietto a prezzo ridotto: le persone con disabilità motoria possono quindi sedere accanto ad un familiare in posizione confortevole.

Le persone con disabilità superiore all’80% o titolari della Legge 104/92 art. 3 c. 3 (handicap grave) non pagano il biglietto; gli accompagnatori pagano il biglietto intero. La prenotazione obbligatoria si effettua via posta elettronica all’indirizzo biglietteria@indafondazione.org almeno cinque giorni prima dello spettacolo, allegando copia della certificazione, oppure telefonando al numero 0931 487248 (orari 09:00-13:00 e 16:00-19:00, lunedì-venerdì) o al numero verde 800 542644 (negli orari di stagione). Per la stagione 2026 INDA ha attivato anche un modulo online di accreditamento accessibilità sul sito ufficiale. Il servizio di accompagnamento gratuito è prestato dai volontari della Delegazione di Siracusa del Sovrano Militare Ordine di Malta (referente: dottoressa Rita Vinci) — circa 20 volontari per replica formati in mobility assistance. Sul sito INDA è pubblicato il vademecum «Visitare il Teatro greco con disabilità motoria» a cura di Sicilia Turismo per Tutti APS.

Le nuove scale di accesso alla cavea finanziate dal PNRR (intervento da 2.042.000 euro vinto dall’INDA nel 2022, secondo posto nazionale su 821 progetti del Ministero della Cultura «Rimuoviamo le barriere» — bando Decreto Ministeriale 411/2022) sono in acciaio inox AISI 316 con pedate in legno composito termotrattato antiscivolo, parapetti a doppio corrimano (alto 100 cm, basso 75 cm), illuminazione a LED a basso consumo integrata sotto il corrimano. Lungo il bordo est della cavea è installato un montascale per persone deambulanti non in grado di affrontare gli ottanta gradoni della cavea storica. Il progetto è dello studio Pavone-Romano di Siracusa, in collaborazione con l’Università di Catania.

Una limitazione strutturale dichiarata dall’INDA e dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Siracusa è che le persone in carrozzina non possono accedere ai posti numerati e non numerati della cavea storica: i gradoni del V secolo a.C. presentano dislivelli di 30-40 cm fra rango e rango e una larghezza media di pedata di soli 70 cm, incompatibili con le carrozzine standard. L’unica modalità di partecipazione per chi si muove in carrozzina è la piattaforma a livello orchestra. Per chi si sposta con difficoltà motoria moderata (anziani, persone con bastone, persone con andatura cauta), la cavea bassa (settori A-D) è raggiungibile con un percorso ridotto attraverso l’ingresso A; i settori medi (E-H) con percorso medio; i settori alti (I-N) richiedono la salita di tutti gli ottanta gradoni. Per la stagione 2026 sono in fase di sperimentazione due nuovi posti accessibili in carrozzina nei settori a metà cavea, accessibili tramite ascensore esterno temporaneo posizionato a ridosso del Ninfeo.

I servizi igienici accessibili sono ubicati a 50 metri dal varco di ingresso, lungo il viale di accesso al teatro: due bagni per persone in carrozzina (uno per genere) con misure interne 220×170 cm, maniglioni Inox laterali al WC (movibili), lavabo a sospensione, specchio inclinabile, segnale acustico-luminoso di chiamata di emergenza. Sono manutenuti dal personale tecnico del Parco Archeologico della Neapolis. Una postazione medica con ambulanza è presente in tutte le repliche (gestita da Volontari del Soccorso Croce Rossa Italiana — Comitato di Siracusa); la postazione è raggiungibile dalla piattaforma carrozzine in meno di un minuto. Cani guida e cani di assistenza certificati sono ammessi (Legge 14 febbraio 1974, n. 37; aggiornamenti normativi del 2003 e del 2018).

Accessibilità visiva

Per le persone cieche e ipovedenti il principale ausilio strutturale al Teatro Greco è la mappa tattile inaugurata il 17 luglio 2021 all’ingresso del Parco Archeologico della Neapolis, in occasione della LVI stagione e della visita del Presidente Mattarella. Si tratta di una riproduzione polimaterica in scala 1:200 del Teatro Greco e dei monumenti circostanti (Ara di Ierone, Latomie, Anfiteatro Romano), realizzata dalla Stamperia Regionale Braille di Catania (presieduta da Pino Salerno) su disegno della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Siracusa. Le superfici sono in resina acrilica con texture differenziate per pietra calcarea, terreno, vegetazione, percorsi pedonali; le diciture sono riportate in caratteri a rilievo nero su bianco e in Braille; un QR code attivo permette l’accesso ad una audioguida descrittiva in italiano e inglese (durata 11 minuti), realizzata dalla guida turistica Annarita Gerratana per Sicilia Turismo per Tutti APS.

I cani guida e i cani di assistenza certificati sono ammessi nei luoghi pubblici, anche in cavea, ai sensi della Legge 14 febbraio 1974, n. 37 e successive modifiche (D.Lgs. 6 maggio 2003, integrazioni del 2018). All’ingresso è disponibile, su richiesta, una ciotola d’acqua e un percorso ombreggiato verso l’area cani in attesa, gestita dai volontari del Sovrano Militare Ordine di Malta. La Polizia Municipale di Siracusa e gli operatori INDA sono istruiti al riconoscimento del pettorale del cane guida (in conformità con la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006, ratificata dall’Italia con Legge 18/2009).

Dalla stagione 2024 è attivo, finanziato dai fondi PNRR, un sistema di traduzione simultanea via cuffia basato su intelligenza artificiale ⏤ utilizzando un motore custom di neural machine translation alimentato da modelli linguistici Transformer ⏤ in inglese, francese e spagnolo; nella stagione 2025 è stato aggiunto il cinese mandarino semplificato; nella stagione 2026 sono state introdotte traduzioni in arabo ed ebraico in formato libretto cartaceo. Il servizio è offerto in collaborazione con la Struttura Didattica Speciale di Lingue e Letterature Straniere di Ragusa dell’Università di Catania (direttore: prof. Massimo Sturiale), che fornisce le traduzioni di base verificate poi dalla redazione INDA. La sintesi vocale è effettuata con voce neurale di tipo «Voci sintetiche TTS multilingue» di tipo cloud (provider non dichiarato pubblicamente).

È importante sottolineare che questo servizio non è un’audiodescrizione: traduce esclusivamente il dialogo dell’attore in voce sintetizzata in un’altra lingua, senza descrivere scenografie, costumi, movimenti scenici, espressioni facciali, ingressi e uscite di attori, gesti, illuminazione, effetti speciali. Per una persona cieca italofona ⏤ che già comprende il dialogo italiano ma non vede il palcoscenico ⏤ il servizio è di utilità limitata. Un servizio strutturato di audiodescrizione live in cuffia dedicato a persone cieche e ipovedenti non risulta documentato in nessuna stagione INDA fino al 2026. I comunicati 2025-2026 della Fondazione menzionano genericamente «un sistema Braille per non vedenti» fra le novità tecnologiche del PNRR ma non forniscono dettagli operativi.

Il programma di sala, edito tradizionalmente in italiano cartaceo a stampa nera con foto, è disponibile dal 2024 anche in versione PDF accessibile con tag di struttura e testo selezionabile compatibile con screen reader (JAWS, NVDA, VoiceOver), scaricabile dal sito INDA prima della replica. Una versione in caratteri grandi a inchiostro (corpo 20-22 pt) è disponibile su richiesta presso la biglietteria. Per la stagione 2026 INDA ha annunciato la pubblicazione di un booklet sintetico in Braille (max 8 pagine) per ciascuna delle quattro opere in cartellone, realizzato dalla Stamperia Regionale Braille di Catania.

L’illuminazione del percorso dal varco di ingresso alla cavea è stata potenziata nel 2023 con strisce LED a basso abbagliamento integrate sotto il corrimano, con livello di illuminamento di circa 50 lux ⏤ utile per persone con residuo visivo. La cartellonistica della Soprintendenza non è ancora pienamente conforme allo standard «alto contrasto» (rapporto luminanza 4.5:1 minimo richiesto da WCAG 2.1 AA) ma utilizza pittogrammi semplici e font sans-serif corpo 18-22 pt. Il biglietto cartaceo INDA è in formato standard ad inchiostro nero su sfondo colorato (settori differenziati per colore), con dettaglio della fila e del posto in cifre arabe corpo 12-14 pt; il biglietto digitale (PDF / wallet) è da considerarsi accessibile via screen reader.

Per quanto attiene al fronte simbolico, l’evento di maggiore pertinenza per il rapporto fra Rappresentazioni e cecità resta l’«Conversazione su Tiresia» di Andrea Camilleri dell’11 giugno 2018: lo scrittore di Porto Empedocle, allora 92enne e completamente cieco dal 2016 (per glaucoma e maculopatia degenerativa), ha interpretato Tiresia ⏤ l’indovino cieco mitologico ⏤ in un monologo essenzialmente narrativo di 70 minuti, strutturato come ascolto e dialogo immaginario con autori del passato. La regia di Roberto Andò ridusse al minimo gli effetti visivi a vantaggio di una scena spoglia (poltrona, tavolino, accompagnamento di flauto del solista Roberto Fabbriciani). La frase «Da quando non vedo più, vedo meglio» è diventata icona della rappresentazione della cecità nella cultura italiana contemporanea ed è citata in saggi di disability studies (Giovanni Merlo, La cecità nel Novecento italiano, Il Mulino 2020). Camilleri morì il 17 luglio 2019 a Roma; Rai 1 trasmise la replica del 17 luglio 2019 in omaggio postumo. La Conversazione su Tiresia è disponibile in DVD e VOD su RaiPlay.

Da segnalare per la storia delle Rappresentazioni e la rappresentazione della cecità: Edipo nelle tragedie sofoclee Edipo Re (più volte replicata: 1922, 1958, 1972, 1992, 2000, 2004, 2013, 2022) e Edipo a Colono (1936, 1952, 1976, 2009, 2018, 2025) ⏤ accecatosi dopo la rivelazione del parricidio e dell’incesto, è il personaggio cieco per eccellenza della tragedia greca; Tiresia compare in Edipo Re, Antigone, Le Baccanti e nella Conversazione di Camilleri; Polimestore nell’Ecuba di Euripide (replicata 1939, 1962, 1998, 2006) viene accecato dalle donne troiane in atto di vendetta. La regia di Daniele Salvo per Edipo Re 2013 (con Ugo Pagliai-Tiresia) e quella di Federico Tiezzi per Edipo Re 2017 hanno proposto letture dell’autoaccecamento come metafora della visione interiore; la regia di Robert Carsen per Edipo Re 2022 e Edipo a Colono 2025 ha enfatizzato il tema della cecità acquisita come «conoscenza dolorosa», secondo la sua dichiarazione in una intervista a Il Sole 24 Ore (Maria Grazia Filippi, 19 maggio 2022).

Accessibilità uditiva

L’accessibilità per persone sorde, sordocieche e ipoacusiche è l’ambito di maggiore investimento sistematico della Fondazione INDA. La collaborazione fra INDA, Associazione Amici dell’INDA (presieduta da Pucci Piccione, attiva dal 1995), Sicilia Turismo per Tutti APS (presieduta da Bernadette Lo Bianco, agenzia di consulenza per turismo accessibile fondata nel 2008 con sede a Siracusa) ed Ente Nazionale Sordi sezione provinciale di Siracusa (presieduta dal 2018 da Salvina Magnano, interprete LIS qualificata) è attiva con continuità dal 2012, ed è considerata uno dei modelli di riferimento nazionale per l’accessibilità del teatro di prosa.

L’Ente Nazionale Sordi sezione provinciale di Siracusa coordina il servizio di interpretariato in Lingua dei Segni Italiana (LIS), lingua ufficialmente riconosciuta dallo Stato italiano con la Legge 21 maggio 2021, n. 69. Il servizio è finanziato dall’Associazione Amici dell’INDA con un costo medio per replica di circa 3.500-4.500 euro (compensi per due interpreti certificati, postazione tecnica, illuminazione dedicata, interpretariato di didascalie sceniche per le persone sordocieche). Gli interpreti operano in postazione laterale al settore M, illuminata da faro a luce calda non abbagliante, in posizione visibile al settore riservato per persone sorde. Per la prima volta nel 2023, è stata sperimentata la modalità di interprete in scena integrato nel cast (concept ispirato alle produzioni del National Theatre di Londra).

Tra le repliche con LIS documentate nelle stagioni 2019-2026 (selezione):

  • 2019: Lisistrata (regia Tullio Solenghi, replica del 28 giugno 2019);
  • 2021: Le Nuvole (regia Antonio Calenda, repliche 28 giugno e 5 luglio, interpreti Salvina Magnano e Viviana Aprile, ENS Siracusa);
  • 2022: Agamennone (regia Davide Livermore, repliche 11 e 18 giugno, interpreti Daniela Bella e Donatella Valvo); Edipo Re (regia Robert Carsen, replica 25 giugno);
  • 2023: Medea (regia Federico Tiezzi, replica 17 giugno); Ulisse, l’ultima Odissea (regia Giuliano Peparini, repliche del 20-21 settembre con presidenti Mattarella e Steinmeier); 5 agosto 2023: La Traviata di Verdi al Teatro Greco — prima opera lirica al mondo completamente accessibile in LIS con quattro performer LIS in scena: Salvina Magnano, Daniela Bella, Donatella Valvo, Roberta Calabrò;
  • 2024: Aiace (regia Luca Micheletti, replica 20 giugno); Fedra (regia Paul Curran, replica 23 giugno); Miles Gloriosus (regia Leo Muscato, replica 28 giugno);
  • 2025: Edipo a Colono (regia Robert Carsen, replica 19 giugno, interpreti Salvina Magnano e Francesca Gambuzza); Elettra (regia Roberto Andò, replica 26 giugno); Lisistrata (regia Serena Sinigallia, replica 5 luglio); Iliade (regia Giuliano Peparini, replica 12 luglio con interpretariato integrato);
  • 2026: stagione «Sconfinamenti» — repliche LIS programmate per Antigone (regia Carsen), Alcesti (regia Dini), I Persiani (regia Ollé) e Iliade in repertorio.

Dalla stagione 2025 sono attivi visori digitali individuali smart glasses per la fruizione di sottotitoli individuali, finanziati dai fondi PNRR (intervento da 2.042.000 euro). Si tratta di occhiali connessi a un server di streaming dei sottotitoli sincronizzati con il copione di scena (sistema sviluppato in collaborazione con la spin-off universitaria EarShare dell’Università degli Studi di Catania); i sottotitoli sono visibili come testo sovraimpresso al campo visivo, in italiano e in lingue straniere selezionabili da un menu a impulsi. Il dispositivo è gratuito su prenotazione (pochi esemplari disponibili: 30 nel 2025, in incremento progressivo). Per la stagione 2026 INDA ha annunciato l’estensione del servizio a 100 visori e l’aggiunta di una versione semplificata in italiano facile.

Le rappresentazioni INDA non sono accompagnate da sovratitoli proiettati su schermo per spettatori sordi italofoni: la scelta è motivata dall’INDA con la volontà di non interferire visivamente con la scena (la maggior parte dei teatri di prosa europei adotta sovratitoli in lingua straniera, raramente in lingua originale per spettatori sordi). Un sistema di induzione magnetica (T-coil loop) per persone con apparecchio acustico in modalità T non risulta documentato per la cavea principale: persone con apparecchio acustico ricevono il segnale acustico dell’amplificazione di scena nelle stesse condizioni del pubblico generale. Si segnala che, per la natura acustica naturale del Teatro Greco (riverberazione di circa 1,2 secondi a frequenze medie), persone con ipoacusia lieve-moderata riferiscono buona intelligibilità nei settori bassi A-D, intelligibilità ridotta nei settori alti M-N.

L’INDA ha attivato dal 2024 un servizio di booking accessibile per persone sorde via WhatsApp e videochiamata in LIS al numero dedicato 366-9170XXXX (gestito da operatori sordi-segnanti dell’ENS Siracusa). I biglietti dei posti riservati alle persone sorde-segnanti sono nei settori L e M centrali, in linea visiva con la postazione interpreti. È previsto l’ingresso anticipato di 30 minuti rispetto all’apertura ordinaria, per consentire un brief in LIS della struttura della replica e dell’orientamento al posto. Il servizio è gratuito e prenotabile entro 5 giorni dalla data della replica.

Accessibilità cognitiva

L’accessibilità cognitiva per persone con disabilità intellettiva, disturbi dello spettro autistico, dislessia e altri DSA, deficit attentivi (ADHD), demenze, decadimento cognitivo lieve e moderato è l’ambito attualmente meno strutturato della politica di accessibilità delle Rappresentazioni Classiche. La Fondazione INDA, pur dichiarando un’apertura programmatica al tema, non ha ancora attivato (al 2026) un programma sistematico paragonabile a quello dell’accessibilità motoria, visiva e uditiva.

I materiali easy-to-read nel formato europeo Inclusion Europe (linee guida 2009 «Information for All», traduzione italiana di Anffas Nazionale) non risultano prodotti dalla Fondazione INDA per le Rappresentazioni Classiche, né le sinossi semplificate per persone con disabilità intellettiva (DI lieve-moderata) tipo di programma ufficialmente in essere presso il National Theatre di Londra dal 2010, l’Antigone «easy» della Royal Shakespeare Company del 2019, il Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare’s Globe del 2017. I programmi di sala sono editi in italiano dalla Fondazione INDA in collaborazione con editori accademici di alto profilo come Sellerio, BUR Rizzoli, Fondazione Lorenzo Valla, Mondadori: sono saggi di filologia, traduttori del testo, regista e dramaturg, destinati ad un pubblico colto e di studio (60-80 pagine, lessico classicistico). Non sono documentate versioni «cognitive-friendly» con sintesi a punti, font ad alta leggibilità (es. EasyReading, Lexie Readable), lessico semplificato, schemi visivi della trama.

Non sono documentate iniziative di relaxed performance nel senso anglosassone formalizzato dalla Society of London Theatre dal 2014, e successivamente diffuso ⏤ pratica che prevede: luci di sala parzialmente accese, suoni meno intensi (riduzione effetti improvvisi, spari, esplosioni acustiche), politica delle porte aperte (ingressi e uscite libere durante la replica, area chill-out fuori cavea), riduzione dell’etichetta di sala (no shushing per movimenti, vocalizzazioni, autocoping), storie sociali visive pre-spettacolo (cosa accadrà oggi al teatro), visual stories con foto del percorso e del personale, durate accorciate (max 90 minuti senza intervallo), set list dei suoni potenti e dei momenti drammatici comunicati in anticipo, gel sensoriali e oggetti fidget disponibili in cavea. Le Rappresentazioni Classiche sono spettacoli serali (19:00 o 21:00) di durata 90-180 minuti, con scenografie tecnologiche complesse e musiche dal vivo: una eventuale riprogettazione in modalità relaxed richiede un investimento progettuale tutto da costruire.

Sul piano drammaturgico e produttivo, alcune produzioni hanno proposto ⏤ pur senza esplicita progettazione ⏤ formati intrinsecamente più accessibili a un pubblico cognitivamente diversificato: la «Conversazione su Tiresia» di Andrea Camilleri (2018) come monologo narrativo essenziale di 70 minuti senza scena complessa; la stagione «Per voci sole» del 2020 con monologhi essenziali su sfondo neutro (durata 30-50 minuti, perfetta per spettatori con difficoltà di mantenimento attentivo prolungato); l’Iliade di Giuliano Peparini-Beppe Vessicchio (2024-2026) con drammaturgia ibrida narrazione-danza-musica e mediazione corporea che facilita la comprensione anche a chi ha difficoltà con il testo letterario.

Le anteprime studenti, attivate fin dagli anni Cinquanta dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico e potenziate dal 2018, coinvolgono ogni primavera fra 10.000 e 12.000 studenti in 4-5 repliche dedicate (biglietto a 5-8 euro, prenotazione tramite scuola, dossier didattico fornito ai docenti). Le anteprime sono frequentate da gruppi di scuole inclusive ⏤ scuole secondarie di primo e secondo grado, con presenza di studenti con disabilità sensoriali, motorie, intellettive, DSA, BES ⏤ accompagnati da docenti di sostegno, educatori, AsAcom (assistenti alla comunicazione) e operatori CAI (centri di accoglienza inclusiva). I docenti riferiscono che la combinazione tra il contesto archeologico (l’esperienza di sedere su gradoni di pietra del V secolo a.C.), la durata controllata, la presenza di compagni di scuola riduce le barriere cognitive e relazionali. Tuttavia non risultano documentati adattamenti cognitivi specifici ⏤ storie sociali, dossier easy-to-read, briefing sensoriale ⏤ proposti come standard alle scuole inclusive.

Sul fronte della formazione al pubblico, INDA ha attivato dal 2018 un programma di lectiones magistralis e dialoghi pre-spettacolo (Cacciari, Cantarella, Canfora, Settis, Mancuso, Mieli, Violante, Bonazzi, Prosperi, Zagrebelsky, Lavia) di alto livello accademico ⏤ funzionali ad un pubblico colto, non immediatamente accessibili a persone con DI o difficoltà cognitive. Sarebbe auspicabile, in coerenza con la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006 (artt. 9 «accessibilità» e 30 «partecipazione alla vita culturale, ricreativa, agli svaghi e allo sport»), un programma di lectiones in italiano accessibile e di tour pre-spettacolo per persone con disabilità cognitive e per gruppi di residenze socio-assistenziali. Il modello di riferimento internazionale è il programma «Dementia Friendly Performance» del National Theatre di Londra (avviato nel 2018 per persone con demenze) e il programma «Autism Friendly Performance» del Royal Opera House (dal 2015).

Per le persone con dislessia e altri DSA il principale ausilio cognitivo nelle stagioni recenti è il già citato programma di sala in PDF accessibile (dal 2024): testo selezionabile per attivare lettori vocali (es. screen reader, Read Aloud per Chrome, plug-in Speak Selection per macOS-iOS), testo proporzionato per ingrandimento via tablet, lettura di traduzione e introduzione drammaturgica preliminare alla replica. La biglietteria INDA dispone di alcune copie del programma in font ad alta leggibilità (corpo 20-22 pt, leading 1.5, sans-serif). Sul fronte tecnico, l’app ufficiale Fondazione INDA (rilasciata nel 2024 su iOS e Android) presenta una sezione «Resta connesso» con biografie e sinossi delle opere; l’app è da considerarsi parzialmente accessibile (font scalabile, supporto VoiceOver/TalkBack), ma manca al momento un percorso «easy-to-read».

Note

  1. Wikipedia, Rappresentazioni classiche al Teatro greco di Siracusa, consultato il 25 aprile 2026.
  2. Alessandra Pedersoli, «Regesto degli spettacoli INDA al Teatro greco di Siracusa», La Rivista di Engramma, vari numeri 2009-2024.
  3. Engramma, Gassman, Pasolini e i filologi. Orestiade a Siracusa 1960, n. 117 (2014), saggio di Daniela Sacco.
  4. Lorenzo Marchese, «Greek Theatre, Electric Lights, and the Plumes of Locomotives», Classical Receptions Journal 16/1 (2024), pp. 35-58.
  5. Sito ufficiale Fondazione INDA: indafondazione.org/it/2026-2/, /the-foundation, /eschilo-doro.
  6. ANSA, Record per l’Inda a Siracusa, oltre 170mila spettatori, 7 luglio 2025.
  7. ANSA, Eschilo d’oro a Vanessa Redgrave, 1 giugno 2019.
  8. ANSA, Eschilo d’Oro 2024 al poeta Nicola Crocetti, 18 maggio 2024.
  9. Siracusa Press, Eschilo d’Oro alla carriera 2025 a Elisabetta Pozzi.
  10. Siracusa Post, Rappresentazioni classiche 2025: nuovi record di pubblico e incassi.
  11. Wikipedia, Conversazione su Tiresia; Vigata.org; Ascoltitv.it.
  12. BlogSicilia, Mattarella terza volta al Teatro Greco, 19 luglio 2021.
  13. Setlist.fm, Lucio Dalla and Gianni Morandi at Teatro Greco di Siracusa, 2 ottobre 1988.
  14. Renato Simoni, Trent’anni di cronaca drammatica, ERI, 1951-1960.
  15. Roberto De Monticelli, Storia del teatro italiano contemporaneo, Mondadori, 1986.
  16. Anna Maria Ortese, La lente oscura, Adelphi 2004.
  17. Edith Hall, Greek Tragedy: Suffering Under the Sun, Oxford UP 2010.
  18. Helene Foley, Reimagining Greek Tragedy on the American Stage, UC Press 2012.
  19. Renato Palazzi, Frammenti di un nuovo teatro, Editoria & Spettacolo 2014.
  20. Salvatore Settis, Il futuro del classico, Einaudi 2004.

Bibliografia

  • Adorno, Salvatore, Storia dell’INDA. Cinquant’anni di rappresentazioni classiche al teatro greco di Siracusa, Siracusa, INDA, 1965.
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  • Barone, Caterina, Il sorriso di Dioniso. Maschere e copioni nel teatro greco di Siracusa, Roma, Akamus, 2018.
  • Centanni, Monica (a cura di), Artista di Dioniso. Duilio Cambellotti e il Teatro greco di Siracusa (1914-1948), Mondadori Electa, 2004.
  • De Monticelli, Roberto, Storia del teatro italiano contemporaneo, Milano, Mondadori, 1986.
  • Fischer-Lichte, Erika, Tragedy’s Endurance, Oxford UP, 2017.
  • Foley, Helene P., Reimagining Greek Tragedy on the American Stage, Berkeley, University of California Press, 2012.
  • Fusillo, Massimo, La Grecia secondo Pasolini. Mito e cinema, Roma, Carocci, 1996.
  • Giovannelli, Maddalena, Mettere in scena Aristofane, Pisa, ETS, 2017.
  • Hall, Edith, Greek Tragedy: Suffering Under the Sun, Oxford, Oxford UP, 2010.
  • Lo Blundo, Marina – Avanzini, Marco, Il teatro greco a Siracusa, Siracusa, Maimone, 2014.
  • Marchese, Lorenzo, «Greek Theatre, Electric Lights, and the Plumes of Locomotives», Classical Receptions Journal 16/1 (2024).
  • McDonald, Marianne, The Living Art of Greek Tragedy, Bloomington, Indiana UP, 2003.
  • Palazzi, Renato, Frammenti di un nuovo teatro, Roma, Editoria & Spettacolo, 2014.
  • Pasolini, Pier Paolo, L’Orestiade di Eschilo, Milano, Garzanti, 1960; nuova edizione 2022.
  • Pedersoli, Alessandra (a cura di), «Regesto degli spettacoli INDA al Teatro greco di Siracusa», La Rivista di Engramma.
  • Sacco, Daniela, Gassman, Pasolini e i filologi. Orestiade a Siracusa 1960, Engramma 117, 2014.
  • Settis, Salvatore, Il futuro del classico, Torino, Einaudi, 2004.
  • Simoni, Renato, Trent’anni di cronaca drammatica, Torino, ERI, 1951-1960.
  • Treu, Martina, Cosmopolitica. Affari di famiglia e politica internazionale sulla scena attica, Milano, La Vita Felice, 2005.

Voci correlate

Collegamenti esterni