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| Dati identificativi | |
| Tipo | Festa religiosa e civica della Patrona |
|---|---|
| Significato | Dies natalis: ricordo del martirio (304 d.C.) |
| Calendario | 9-20 dicembre (preceduta dalla tredicina dal 30 novembre) |
| Giorno principale | 13 dicembre |
| Ottava | 20 dicembre |
| Origine e antichità | |
| Prima attestazione | V secolo (epigrafe greca di Euskia, catacomba di San Giovanni) |
| Iscrizione liturgica | Martirologio Geronimiano (VI sec.); Canone Romano per intervento di Gregorio Magno (590-604) |
| Edizione documentata | Continuativa dal Medioevo, con interruzioni nel periodo napoleonico (1798-1815) e restrizioni nelle edizioni 2020 e 2021 (Covid-19) |
| Riti centrali | |
| Apertura | Cerimonia delle cinque chiavi (9 dicembre) |
| Vigilia | Vespri solenni e omaggio dei sindaci (12 dicembre, ore 19:00) |
| Pontificale | Cattedrale di Siracusa, 13 dicembre, ore 10:15 / 10:30 |
| Processione | Cattedrale → Basilica al Sepolcro, 13 dicembre, ore 15:30 - 22:30 ca. |
| Ottavario | 14-19 dicembre, Basilica Santuario di Santa Lucia al Sepolcro |
| Rientro Ottava | Basilica → Cattedrale, 20 dicembre (in alcune edizioni 21 o 22) |
| Luoghi | |
| Punto di partenza | Piazza Duomo (Cattedrale di Siracusa) |
| Meta | Basilica Santuario di Santa Lucia al Sepolcro (quartiere Borgata) |
| Tappe principali | Porta Marina (sirene delle navi), Ponte Umbertino (fuochi d'artificio dell'Ottava), Santuario della Madonna delle Lacrime, Ospedale Umberto I |
| Organizzazione | |
| Cura | Fondazione Deputazione della Cappella di Santa Lucia (presidente Sebastiano Ricupero dal 5 marzo 2025) |
| Patrocinio | Arcidiocesi di Siracusa (arcivescovo Mons. Francesco Lomanto dal 24 ottobre 2020) |
| Custodia santuario | Frati Minori, Provincia di Val Mazara dell'Immacolata (dal 1618) |
| Numeri | |
| Portatori | 48 «berretti verdi» (sorteggiati dall'Albo dei Portatori istituito ottobre 2025) |
| Lunghezza processione | Circa 3,5-4 km (Cattedrale → Basilica al Sepolcro) |
| Affluenza stimata | Decine di migliaia di fedeli (>80.000 nel 2024 con il corpo da Venezia) |
| Diretta TV / streaming | Centro Televisivo Diocesano, Sestarete canale 81 DTT, Telecittà, Facebook e YouTube dell'Arcidiocesi e della Deputazione |
La Festa di Santa Lucia di Siracusa del 13 dicembre, chiamata anche dies natalis della Patrona o, in dialetto siracusano, «a festa ranni» (la festa grande) per distinguerla dalla Festa del Patrocinio della prima domenica di maggio, è la principale celebrazione religiosa e civica della città. Ricorda il martirio della giovane Lucia, ucciso a Siracusa il 13 dicembre 304 d.C. durante la persecuzione di Diocleziano, e si articola intorno a un'ottava liturgica che dal 13 dicembre prosegue fino al giorno 20.
Il calendario, regolato dalla Deputazione della Cappella di Santa Lucia (istituita nel 1541) e dall'Arcidiocesi, si apre il 9 dicembre con la cerimonia delle cinque chiavi e l'apertura della nicchia che custodisce il simulacro argenteo di Pietro Rizzo (1599) nella Cappella di Santa Lucia in Cattedrale; prosegue con la tredicina di novena nelle parrocchie diocesane, i Vespri solenni del 12 dicembre con l'omaggio dei sindaci, il Pontificale della mattina del 13 in Cattedrale e la processione del pomeriggio che alle 15:30 muove dalla Cattedrale e alle 22:30 circa raggiunge la Basilica Santuario di Santa Lucia al Sepolcro nel quartiere Borgata, lungo un percorso di circa quattro chilometri che attraversa Ortigia, supera il Ponte Umbertino e risale Corso Umberto fino al luogo del martirio. Per sette giorni il simulacro è esposto nel santuario per l'ottavario, fino alla processione di rientro dell'Ottava del 20 dicembre, che riporta la statua in Cattedrale lungo via Ragusa, Corso Gelone, Corso Umberto, il Ponte Umbertino con i tradizionali fuochi d'artificio, via Roma e Piazza Minerva. La festa è documentata come solenne fin dal V secolo dall'epigrafe greca di Euskia, scoperta da Paolo Orsi nelle catacombe di San Giovanni il 10 maggio 1894, ed è stata celebrata ininterrottamente fatte salve la sospensione del culto di età napoleonica (1798-1815) e le restrizioni del 2020-2021 per la pandemia da Covid-19.
A differenza della festa di maggio, di carattere votivo cittadino, la celebrazione del 13 dicembre è la festa universale della Chiesa cattolica per Santa Lucia: in tre occasioni (2004, 2014, 2024) il corpo della martire è stato eccezionalmente trasferito a Siracusa dalla chiesa di San Geremia di Venezia, dove è custodito dal 18 gennaio 1205 dopo il prelievo del 1039 da parte del generale bizantino Giorgio Maniace, la deposizione a Costantinopoli e la successiva traslazione a Venezia per opera del Doge Enrico Dandolo durante la Quarta Crociata (1204). La festa è intrecciata alla devozione popolare per la cuccìa (grano bollito che ricorda il miracolo del 1646), per i berretti verdi portatori del simulacro, per il grido rituale «Sarausana jè!», per la sospesa Carrozza del Senato (1764) e per la Lucia svedese della Settimana Svedese cittadina (1970-2012). Il 13 dicembre 1990, alle 01:24, un terremoto di magnitudo 5,68 colpì la Sicilia sud-orientale provocando 18 morti (di cui 12 a Carlentini): l'evento è entrato nel lessico locale come «terremoto di Santa Lucia».
Storia
Origini del culto e prime testimonianze (IV-V secolo)
Il 13 dicembre 304 d.C., secondo la tradizione agiografica antica, la giovane Lucia fu giustiziata a Siracusa sotto l'arconte romano Pascasio durante la grande persecuzione di Diocleziano. Le fonti latine della Passio (VI-VII secolo) ne descrivono la iugulatio con un pugnale conficcato nella gola; le parallele Passio greca e il Codex Papadopulos (V secolo) parlano invece di decapitazione. Sepolta nelle catacombe extra moenia (oggi sottostanti la Borgata, attorno all'attuale piazza Santa Lucia), Lucia divenne nei decenni successivi alla pace costantiniana (313) oggetto di pellegrinaggi al sepolcro: i fedeli accorrevano nel giorno del suo martirio per pregare presso la pietra di sepoltura, e fu eretto un primo edificio di culto al di sopra dell'arcosolio scavato nella roccia che ne aveva accolto le spoglie.
La festa del 13 dicembre come festa solenne della comunità cristiana siracusana è documentata fin dall'inizio del V secolo dalla epigrafe di Euskia, lastra marmorea greca rinvenuta da Paolo Orsi il 10 maggio 1894 nelle catacombe di San Giovanni. L'iscrizione recita: «Euskia, l'incensurabile, visse buona e pura circa 25 anni e morì nella festa della mia signora Lucia, per la quale non v'è elogio adeguato». La testimonianza è il documento epigrafico più antico del culto luciano e fissa archeologicamente la festa al V secolo, prima dunque della sua estensione al calendario universale. Nel VI secolo Lucia entra nel Martirologio Geronimiano con due ricorrenze (13 dicembre e 6 febbraio); nel 590-604 Papa Gregorio Magno la inserisce nel Canone Romano della Messa, riconoscendole rango di martire universale. La tradizione locale attribuisce a Gregorio Magno anche la fondazione, sul finire del VI secolo, di un monastero presso il sepolcro siracusano. Nel 642 il custode del santuario è san Zosimo, futuro vescovo di Siracusa.
Età bizantina, conquista araba e furto delle spoglie (VII-XI secolo)
Per tutto il periodo bizantino la festa rimane legata al sepolcro extra moenia. Della struttura altomedievale sopravvivono nell'attuale basilica il lato orientale, le tre absidi e elementi del portale poi inglobati nell'edificio normanno. Con la caduta di Siracusa ad opera degli arabi nell'878 la chiesa altomedievale viene distrutta e il corpo della santa, secondo le fonti, è occultato dai cristiani in una galleria segreta delle catacombe per sottrarlo ai conquistatori. La devozione, attesta lo storico Serafino Privitera, «non cessò durante i circa duecento anni di dominazione araba».
Il 1039 segna la cesura più dolorosa nella storia del culto. Il generale bizantino Giorgio Maniace, riconquistata Siracusa, scopre il corpo nascosto nelle catacombe e lo invia come dono a Costantinopoli all'imperatrice Teodora, insieme al corpo di Sant'Agata. Leone Ostiense ricorda che le reliquie erano collocate in «una teca d'argento». Dopo il sacco di Costantinopoli del 1204 nella Quarta Crociata, il doge Enrico Dandolo conduce il corpo a Venezia: l'arrivo è documentato per il 18 gennaio 1205. La salma trova dimora dapprima nella chiesa di San Giorgio sull'isola dell'Olivolo, poi nella chiesa di Santa Lucia in Cannaregio, e dall'11 luglio 1860 nella chiesa dei Santi Geremia e Lucia (oggi conosciuta semplicemente come San Geremia) per la demolizione della chiesa originaria, abbattuta nel 1861 per la costruzione della stazione ferroviaria che ne conserva il nome (Venezia Santa Lucia). La festa di dicembre prosegue intanto a Siracusa al sepolcro vuoto, divenuto perciò luogo del martirio e dell'assenza, oggetto di una devozione attesa-perdita destinata a marcare per quasi mille anni l'identità religiosa della città.
Periodo normanno e svevo: la basilica e la cappella in Cattedrale (XI-XIII secolo)

Verso il 1100 l'architetto Gerardo da Lentini ricostruisce la basilica al Sepolcro come edificio normanno a tre navate: di questa fase sopravvivono la facciata, il portale con i capitelli, i primi due ordini del campanile e il basamento delle absidi. La cappella ottagonale del Tempietto del Sepolcro non esiste ancora: la pietra del martirio e l'arcosolio del sepolcro vuoto sono accessibili dal piano della basilica.
A Ortigia, intorno alla stessa data, il vescovo siracusano organizza nella nuova Cattedrale di Santa Maria delle Colonne (sorta sul tempio di Atena del V sec. a.C., consacrato dal vescovo Zosimo nel VII sec.) una cappella dedicata a Lucia sulla navata destra. La cappella è il punto stabile in cui la festa cittadina si articola dal Medioevo: qui ogni anno la comunità urbana celebra il Pontificale del 13 dicembre e da qui parte la processione verso il sepolcro extra moenia. La doppia polarità (Cattedrale civica del centro, Basilica al Sepolcro periferica) definisce sin dall'epoca normanna l'architettura processionale che la festa conserva tuttora. Nel XIV secolo si aggiungono il soffitto ligneo dipinto della basilica, il rifacimento del rosone della facciata e i primi due piani del campanile. Nel 1427 sorge in Ortigia la chiesa di Santa Lucia la Piccola, detta «dei Disciplinati», sede di una confraternita penitenziale luciana documentata dallo storico Privitera.
L'istituzione della Deputazione (1541) e la commissione del simulacro (1588-1599)
Il 1541 è data fondativa per l'organizzazione della festa: il vescovo Girolamo Beccadelli Bologna istituisce la Deputazione della Cappella di Santa Lucia, organo laicale incaricato della cura del culto, della custodia del simulacro e dell'organizzazione della festa di dicembre e di quella di maggio. I deputati erano estratti dal «bussolo della città», l'urna contenente i nomi delle famiglie nobili siracusane, secondo il modello rappresentativo del Senato municipale; la composizione passa, dopo il Concordato del 1984, alla nomina diretta dell'Arcivescovo. La Deputazione opera ininterrottamente dal 1541 e gestisce tuttora le due feste della Patrona; ha sede in Piazza Duomo 5 ed è oggi presieduta dall'avvocato Sebastiano Ricupero, in carica dal 5 marzo 2025 per nomina dell'arcivescovo Mons. Francesco Lomanto, in successione all'avv. Pucci Piccione (presidente per tredici anni, 2011-2024).
Tra il 1588 e il 1599 il Senato siracusano realizza l'opera che diventa oggetto e cuore visivo della festa: il simulacro argenteo. Il 12 settembre 1598 il deputato Giuseppe Landolina firma a Palermo il contratto con l'argentiere palermitano Pietro Rizzo, della bottega di Nibilio Gagini; il 21 gennaio 1599 versa l'anticipo di 280 once. La statua, alta 1,57 metri, viene fusa in argento massiccio (~80 kg, pari a 190 libbre dell'epoca) e completata entro l'anno; il 12 ottobre 1600 è stimata a Palermo da Pietro De Capua e Filippo De Pino; il 19 agosto 1600 il Senato delibera una tassa straordinaria sulla città per i festeggiamenti dell'arrivo. Il viceré Cárdenas la qualificherà come «la più bella opera che sia in Italia». Il costo finale supera i 5.000 scudi.
Nel 1605 il gesuita messinese padre Bartolomeo Petracci dona al Senato siracusano tre frammenti di costola della santa, ottenuti dalla Cattedrale di Bari, che vengono inseriti in una piccola teca d'oro nel petto del simulacro: la statua diventa così reliquiario vero e proprio. Nel 1611 il Senato chiede al sovrano di poter fondere monete vecchie per ricavarne metallo per la cassa argentea; nel 1618 arriva a Siracusa il complesso completo (simulacro più cassa); il 1620 l'arcivescovo Giovanni Torres presiede la benedizione solenne e la prima ostensione pubblica. La cassa argentea, attribuita a Nibilio Gagini, ospita ai vertici otto nicchie con statue di vescovi in trono, sei pannelli con i momenti del martirio, quattro aquile coronate (araldica della città) e quattro vasi decorativi aggiunti nel 1768.
Età moderna: arricchimento iconografico, terremoto, miracolo (1620-1776)
La prima descrizione scritta della processione del 13 dicembre risale al 1625, quando il viaggiatore romano Pietro Della Valle assiste alla festa e annota: «La mattina si fece una processione solenne, portandosi per le strade principali l'imagine della santa d'argento». Della Valle documenta una spettacolare tradizione poi scomparsa: «un certo uomo, a ciò preparato, si lasciò volar dall'alto del campanile giù per una corda, venendo a cadere in mezzo alla piazza, che era tutta piena di popolo accorso allo spettacolo». La data di abbandono dell'acrobata sul campanile non è documentata.
Il 1631 conosce il primo restauro del simulacro a opera di argentieri messinesi (19 dicembre); nel 1646 il miracolo del 13 maggio dell'arrivo provvidenziale del grano nel Porto Grande, durante la grave carestia siciliana, dà origine alla Festa del Patrocinio della prima domenica di maggio e alla tradizione della cuccia, già documentata fra le pratiche devozionali della festa di dicembre. L'11 gennaio 1693 il terremoto del Val di Noto distrugge oltre 45 città del sud-est siciliano, con un bilancio complessivo di circa 60.000 morti e 4.000 vittime nella sola Siracusa (su 15.000 abitanti): la festa prosegue, ma il santuario al Sepolcro richiede in seguito interventi di consolidamento, fra cui il portico esterno progettato da Pompeo Picherali e costruito tra il 1723 e il 1734. Il portico crollerà completamente il 15 dicembre 1970, due giorni dopo la festa, e sarà ricostruito per anastilosi rimontando i blocchi originari.
Il 1735 è anno di un secondo evento prodigioso: la statua marmorea di Lucia morente di Gregorio Tedeschi (1634), collocata sotto l'altare del Tempietto del Sepolcro per supplire all'assenza del corpo, sarebbe «trasudata» nei giorni 6, 7 e 8 maggio, alla vigilia di un assedio spagnolo: il fenomeno, registrato dai frati e verificato da una commissione, è da allora commemorato come «Anniversario del Prodigioso sudore di S. Lucia» e ha contribuito a rinforzare la devozione invernale. Il 1763 ospita un secondo restauro maggiore del simulacro a opera degli argentieri siracusani Ascensio Chindemi e Decio Fumò; il 9 gennaio 1763 sei navi cariche di grano raggiungono il porto durante un'altra carestia, episodio che lo storico Capodieci collegherà al patrocinio di maggio.
Il 1764 il Senato siracusano acquista a Palermo (18 maggio) la Carrozza del Senato, berlina imperiale a quattro ruote con finestrini in vetro, decorata con cicli pittorici delle Quattro Virtù (Fortezza, Giustizia, Prudenza, Temperanza) e dei Quattro Continenti (Europa, Asia, America, Africa); la carrozza accompagna da allora la processione del 13 dicembre e quella dell'Ottava per oltre due secoli. Nel 1768 alla cassa-base del simulacro vengono aggiunti quattro vasi di fiori in argento, dono dello stesso Senato. Il 1776 segna il completamento dell'iconografia attuale del simulacro: vengono aggiunti il pugnale al collo e la coppa con i due occhi nella mano destra. Lo stesso anno il naturalista polacco Michel-Jean Borch, in visita a Siracusa, documenta l'ottavario annotando che «il popolo spende qui in fuochi d'artificio» e riferisce di «molti vestiti arricchiti di perle e pietre preziose».
Età napoleonica e Ottocento (1798-1894)
Tra il 1798 e il 1815 la dominazione napoleonica e le successive riforme borboniche provocano la sospensione del culto e la confisca di parte dei beni della Deputazione: secondo le fonti, «il culto di Santa Lucia fu abolito nel periodo napoleonico; con la fine di tale dominio, la devozione riprese vigore». La festa torna a celebrarsi regolarmente con la Restaurazione. Nel 1813 lo storico siracusano Giuseppe Maria Capodieci (1749-1828) pubblica gli Antichi monumenti di Siracusa e gli Annali di Siracusa in 16 volumi, fonti fondamentali per la conoscenza della festa fino al 1810; i manoscritti originali sono conservati nella Biblioteca Alagoniana. Nel 1879 Serafino Privitera dà alle stampe la sua Storia di Siracusa antica e moderna in più volumi, che fissa il quadro storiografico ottocentesco del culto luciano e descrive la processione del 13 dicembre come uno dei riti civici più sentiti dell'isola.
Il 10 maggio 1894, durante gli scavi sistematici delle catacombe di San Giovanni, l'archeologo trentino Paolo Orsi rinviene la epigrafe di Euskia: la lastra marmorea, oggi conservata al Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi di Siracusa, conferma archeologicamente l'antichità della festa del 13 dicembre come solennità urbana già nel V secolo. La scoperta dà fondamento documentario a una tradizione che fino a quel momento si era retta sulle sole fonti agiografiche e cronachistiche.
Il Novecento e la festa contemporanea
Nel 1912 la statua marmorea del Tempietto del Sepolcro viene protetta da una teca in vetro sotto l'altare. Le edizioni del Novecento conoscono ridimensionamenti durante le due guerre mondiali, ma la festa si conserva come principale appuntamento devozionale della città; dal 1970 l'Azienda Autonoma del Turismo (AAT) di Siracusa organizza ogni anno una Settimana Svedese (15-21 dicembre) che porta in città la ragazza eletta «Lucia» in Svezia con il proprio corteo di damigelle in abito bianco, fascia rossa e corona di candele: la Lucia svedese sfila con il simulacro durante l'Ottava per circa quarant'anni. Nel 13 dicembre 1988 il patriarca di Venezia Marco Cè dona alla Cattedrale di Siracusa l'omero del braccio sinistro della santa, gesto di riavvicinamento fra le due chiese che custodiscono le reliquie luciane.
Il 13 dicembre 1990 alle 01:24, mentre i siracusani dormivano dopo la vigilia, un terremoto di magnitudo 5,68 con epicentro nel Mar Ionio al largo di Augusta colpisce la Sicilia sud-orientale: il sisma, passato alla memoria collettiva come «terremoto di Santa Lucia» o «terremoto dei silenzi», provoca 18 morti, di cui 12 a Carlentini per crolli di edifici, oltre 200 feriti, fra 13.217 e 15.000 sfollati e fra 6.103 e 7.100 edifici dichiarati inagibili in 41 comuni. La coincidenza con il giorno della Patrona segna il vissuto cittadino e ricompare nelle omelie successive: nel 2020 l'arcivescovo Lomanto commemora nell'omelia di apertura della prima festa Covid il «30° anniversario del terremoto del 13 dicembre 1990».
Tra il 2004 e il 2024 tre ostensioni straordinarie del corpo da Venezia (vedi sezione I tre ritorni del corpo) ridefiniscono la festa contemporanea, conferendole risonanza nazionale e internazionale; nel 2018 la Basilica al Sepolcro è elevata a Santuario diocesano dall'arcivescovo Salvatore Pappalardo, in occasione dei 400 anni di custodia francescana del luogo del martirio. La Settimana Svedese si interrompe attorno al 2012 con la soppressione dell'AAT (riforma del turismo del 2005); la Carrozza del Senato esce per l'ultima volta nel 2011 in processione e nel 2022 statica in Piazza Minerva; le edizioni 2020 e 2021 sono celebrate senza processione per le restrizioni sanitarie dovute alla pandemia da Covid-19. Nel 2025, sotto la presidenza Ricupero, viene introdotta per la prima volta la traduzione del Pontificale in Lingua dei Segni Italiana e si formalizza l'Albo dei Portatori all'interno del nuovo gruppo «Devoti e Portatori».
Iconografia e simulacro argenteo
Il simulacro processionale della festa è la statua argentea commissionata dal Senato siracusano fra il 1588 e il 1599 a Pietro Rizzo, argentiere palermitano della bottega di Nibilio Gagini. Insieme alla cassa-base attribuita allo stesso Gagini, alle aggiunte iconografiche del 1605 (le costole di Lucia) e del 1776 (pugnale e coppa con gli occhi), e alle reliquie e ai gioielli stratificati nei secoli, il complesso costituisce uno dei monumenti orafi più importanti dell'arte argentaria siciliana di età barocca e il fulcro visivo dell'intera festa di dicembre.
Il simulacro argenteo di Pietro Rizzo (1599)

La statua, alta 1,57 metri (1,54-1,57 secondo le fonti), pesa circa 80 chilogrammi di argento massiccio (190 libbre dell'epoca) ed è realizzata con tecniche di sbalzo, cesello e fusione, con uso di smalti per gli incarnati del volto e delle mani. La santa è raffigurata come giovane donna in piedi, in lieve rotazione verso sinistra, con il piede destro avanzato che «suggerisce il cammino attraverso le vie della città»: interpretazione iconografica che riprende la funzione processionale dell'opera. Il volto, secondo gli studi d'arte, esprime «l'espressione fiera e impavida di una martire cristiana»; i capelli biondi sono semi-raccolti dietro la nuca, mentre le pupille della statua presentano un peculiare vuoto di dimensione esattamente uguale agli occhi visibili sul piattino della mano destra, rimando iconografico silenzioso tra le orbite del volto e gli occhi sul vassoio aggiunti nel 1776.
Gli attributi nelle mani sono il risultato di una stratificazione di interventi:
- Mano destra: regge una tazza argentea con due occhi, sormontata da una piccola fiamma fra i due bulbi. L'attributo, aggiunto nel 1776, allude al patrocinio della santa sulla vista, consolidatosi dal XV secolo dall'iconografia tardomedievale; è ornato di pietre preziose ex voto.
- Mano sinistra: stringe la palma del martirio (rifusa in oro nel 1933 secondo Wikipedia, nel 1938 secondo Antonio Randazzo) e un giglio bianco simbolo di purezza.
- Pugnale al collo: il manico, con elsa cesellata, spunta dalla gola della santa rievocando lo strumento dell'esecuzione (iugulatio nelle fonti latine). Aggiunto nel 1776, è anch'esso ornato di gioielli ex voto.
Sotto il collo, nella parte anteriore del petto, una piccola teca d'oro custodisce tre frammenti di costola della santa, donati dal gesuita messinese Bartolomeo Petracci nel 1605: il simulacro è dunque insieme statua devozionale e reliquiario maggiore. Il volto e le mani della statua hanno conosciuto tre restauri principali documentati: il primo nel 1631 a opera di argentieri messinesi, il secondo nel 1763 ad opera dei siracusani Ascensio Chindemi e Decio Fumò, il terzo nei primi anni 2000 a cura della Soprintendenza di Siracusa.
Gioielli, ex voto e adornamenti
I fedeli hanno adornato il simulacro nel corso dei secoli con donazioni preziose stratificate fino a costituire un piccolo tesoro privato della Patrona. La statua porta oggi quasi mille pietre preziose distribuite sul manto, sulla coppa, sul pugnale e sulla palma, fra cui due cammei ellenistici di pregio archeologico, una croce di brillanti dell'Ordine Sovrano Militare di Malta donata in occasione di un anniversario, la croce pettorale degli arcivescovi di Siracusa che si succedono al soglio, una lunga collana con elementi preziosi multipli e una corona ingioiellata sul capo. Tazza, palma, pugnale e gigli sono tutti ulteriormente arricchiti di pietre votive donate dai fedeli per voti sciolti o grazie ricevute. La gestione dell'allestimento (apertura della nicchia, vestizione e composizione finale) è prerogativa della Deputazione, che custodisce le chiavi e organizza l'esposizione in vista della festa.
La cassa argentea attribuita a Nibilio Gagini
Il simulacro poggia su una cassa-base in argento sbalzato e cesellato a forma di parallelepipedo, lunga 1,75 metri, su telaio ligneo interno; la cassa è attribuita a Nibilio (o Annibale) Gagini e fu portata a termine fra il 1611 e il 1618. La decorazione si articola su tre registri:
- Otto nicchie agli spigoli con statuette di vescovi siracusani in trono.
- Sei pannelli laterali raffiguranti i momenti del martirio: la donazione dei beni ai poveri, l'interrogatorio davanti all'arconte Pascasio, l'immobilità miracolosa della santa di fronte ai buoi che dovevano trascinarla al lupanare, il supplizio del fuoco, l'ultima Comunione e una composizione che riprende quasi fedelmente, in versione argentea, il Seppellimento di santa Lucia di Caravaggio (1608): il pannello costituisce una delle prime trasposizioni del capolavoro caravaggesco eseguite a Siracusa.
- Quattro aquile coronate agli angoli, simbolo araldico della città di Siracusa, e quattro vasi decorativi con mazzetti di spighe di grano in argento aggiunti dal Senato nel 1768, in memoria del miracolo del grano del 1646.
Il fercolo processionale e i portatori

Il fercolo completo raggiunge un'altezza di 3,70 metri ed è sostenuto da due lunghe travi flessibili in legno (frazzoli), con due timonieri (anteriore e posteriore) che fungono da contrappeso e conferiscono al simulacro la caratteristica andatura ondulante del corteo. I portatori sono quarantotto «berretti verdi» distinti dal copricapo in velluto verde, colore identitario della santa e della città; secondo alcune fonti la cifra sale a sessanta in occasione delle ostensioni straordinarie, con ventiquattro portatori per ciascun frazzolu.
Storicamente il privilegio era riservato alla corporazione dei mastri lignarii (falegnami e mastri d'ascia), come confermato da un atto del Senato siracusano del 5 gennaio 1789 e da un atto del 1914 conservato negli archivi della Deputazione che riserva ai falegnami la dignità di maestro campanaro. Oggi l'Albo dei Portatori, istituito dalla Deputazione nell'ottobre 2025 all'interno del nuovo gruppo Devoti e Portatori, è aperto a tutti i fedeli dai sedici anni in su che dimostrino partecipazione continuativa alla vita devozionale della Cappella; la selezione finale per la processione avviene per sorteggio annuale.
Il corteo è guidato dal campanellaio, portatore anziano scelto per autorevolezza e devozione, che con un campanello impone il ritmo al passo del fercolo e segnala le fermate, il sollevamento e la deposizione. Il campanellaio è anche la voce che dà avvio al grido rituale «Sarausana jè!» (vedi sezione successiva). Le donne che portano in processione le custodie d'argento contenenti i frammenti del braccio sinistro della santa sono dette «fazzoletti verdi»: distinte dal foulard verde annodato al collo, sono iscritte presso la Deputazione e selezionate per sorteggio nel sabato precedente la festa.
La nicchia in Cattedrale e l'ostensione
Per la maggior parte dell'anno il simulacro è custodito chiuso a chiave nella nicchia della Cappella di Santa Lucia nella navata destra della Cattedrale. La nicchia è protetta da cinque chiavi distinte affidate ad altrettanti deputati: nessun depositario può aprirla da solo. La chiusura collegiale, di tipo barocco, garantisce la corresponsabilità nella custodia di un manufatto che vale oggi diversi milioni di euro fra metallo prezioso e gioielli votivi. La nicchia viene aperta soltanto due volte l'anno, in coincidenza con le due feste della Patrona: il 9 dicembre per la festa del 13 e il 2 maggio per il Patrocinio (vedi scheda relativa). In occasione delle ostensioni straordinarie del corpo da Venezia (2004, 2014, 2024) il simulacro è stato traslato a Cattedrale all'altare maggiore e a fiancheggiato il corpo durante la processione: nel 2004 il corpo precedette il simulacro per la prima volta nella storia.
Tradizioni e simboli
Le tradizioni della festa di dicembre si stratificano in un denso intreccio di riti civici, gesti devozionali e segni alimentari, alcuni vivi da secoli, altri sospesi in attesa di ripristino, altri ancora cessati e oggetto di recupero filologico. Il quadro che segue ricostruisce gli elementi documentati sulla base degli studi storici (Capodieci, Privitera, Bottaro) e delle cronache contemporanee.
Le cinque chiavi della nicchia
L'apertura del calendario celebrativo coincide con la cerimonia delle cinque chiavi della nicchia, il 9 dicembre nella Cappella di Santa Lucia in Cattedrale. Cinque deputati della Deputazione consegnano ognuno la propria chiave al maestro di cappella (Benedetto Ghiurmino è citato fra i nomi documentati nelle edizioni recenti), che procede all'apertura collegiale della nicchia. Aperta la teca, il simulacro viene preparato per la traslazione del 12 dicembre e per la festa del 13. Il pubblico può assistere alla cerimonia, accolto sulla navata destra della Cattedrale; il rituale è accompagnato dal grido «Sarausana jè!». La chiusura a cinque chiavi è propria del modello collegiale barocco e ricorre, in forme analoghe, in altre custodie di reliquie e simulacri di rilievo civico nel Mezzogiorno spagnolo.
I berretti verdi e l'Albo dei Portatori
Il colore verde del cappello dei portatori richiama, secondo la tradizione locale, le vesti di Lucia ed è diventato il colore identitario della città di Siracusa: lo stemma comunale lo conserva come campo araldico principale. L'Albo dei Portatori, formalizzato nell'ottobre 2025 dalla Deputazione presieduta da Sebastiano Ricupero, regola l'ammissione e la selezione: l'iscrizione è aperta dai sedici anni in su, è subordinata alla partecipazione continuativa alle attività della Cappella e si conclude con un sorteggio annuale per stabilire chi porterà materialmente il fercolo nella processione del 13 dicembre, in quella dell'Ottava del 20 dicembre e nelle due processioni della Festa del Patrocinio di maggio. La novità è stata accompagnata dall'istituzione del gruppo «Devoti e Portatori», che intende valorizzare la dimensione devozionale tutto l'anno e non soltanto nei due episodi processionali. La cifra dei quarantotto portatori in dicembre, ventiquattro per ciascun frazzolu, è quella tradizionalmente documentata; nelle ostensioni straordinarie del corpo (2004, 2014, 2024) la cifra è salita a sessanta. Si parla in questo caso di un «onore portato sulla spalla», con lividi e contusioni alla scapola che molti portatori esibiscono come segno di partecipazione.
Il grido «Sarausana jè!»
Il grido rituale «Sarausana jè!» («è siracusana!») è la voce della festa. Si articola come antifona:
- Il campanellaio, anziano portatore con la campana, scandisce: «Sarausana jè!».
- I quarantotto portatori rispondono in coro: «Viva Santa Lucia!».
- La folla raccoglie il coro e talvolta aggiunge la variante: «Dicitaccillo cu tuttu u core!» («ditelo con tutto il cuore!»).
La datazione di origine non è documentata nelle fonti consultate, ma il grido condivide l'andamento delle acclamazioni civiche-devozionali siciliane di età moderna (analoghe a «Cittadini, viva Sant'Agata!» per la festa catanese). Il significato è insieme atto di fede, identità urbana e rivendicazione di appartenenza: il corpo è a Venezia da otto secoli, ma la santa è e resta «siracusana». Il grido scandisce ogni fermata della processione e raggiunge la massima intensità a Porta Marina, in Piazza Pancali e all'arrivo davanti alla Basilica al Sepolcro.
La cuccìa, l'astinenza dal pane e le arancine
La cuccìa è il piatto rituale del 13 dicembre: grano bollito nature o, nelle versioni dolci moderne, condito con ricotta di pecora zuccherata, scorze candite di zucca, scaglie di cioccolato, miele, vincotto e cannella. La sua origine devozionale risale al miracolo del grano del 13 maggio 1646: la popolazione siracusana, troppo affamata per macinare il frumento giunto al porto durante la grave carestia siciliana, lo bollì intero: il piatto è dunque memoria culinaria della provvidenza luciana. La tradizione si è diffusa in tutta la Sicilia ed è ancora oggi praticata nelle famiglie siracusane, dove la cuccìa si prepara la sera del 12 dicembre per consumarla il giorno della festa.
L'astinenza dal pane e dalla pasta il 13 dicembre è il complemento devozionale della cuccìa: a differenza della festa di maggio (più «leggera», di ringraziamento), la festa di dicembre è dies natalis di carattere lutto-attesa e prevede il digiuno dai cereali macinati a memoria della carestia. Al posto del pane, sono diffusi:
- Arancine di riso: la tradizione vuole che la loro forma sferica e dorata rievochi i due occhi della santa.
- Cuccìa salata con olio, peperoncino e sale, diffusa nell'entroterra.
- Frittelle di riso e dolci a base di farina di mandorle.
Storicamente la cuccìa era anche sparsa sui davanzali, sui tetti e nelle stalle, perché «anche gli animali avessero la loro parte»: la pratica è oggi quasi scomparsa, sopravvive sporadicamente nei cortili del centro storico.
Gli scauzi e la devozione popolare
Gli scauzi (scalzi) sono i fedeli, soprattutto donne, che seguono la processione del 13 dicembre o quella dell'Ottava a piedi nudi sull'asfalto e sul basolato, come adempimento di un voto, spesso vestiti di scuro o con gli abiti tradizionali del lutto, recando ceri accesi. Anche alcuni dei portatori scelgono di marciare scalzi sotto la vara come ringraziamento per una grazia ricevuta, sopportando lividi alle spalle e ferite ai piedi lungo i quattro chilometri di percorso. La pratica è documentata dalle cronache ottocentesche e si conserva immutata fino a oggi.
Si associano agli scauzi altre pratiche votive individuali:
- Sollevamento dei neonati verso il simulacro, con i bambini piccoli passati dalle braccia delle madri ai portatori per essere brevemente avvicinati al volto della santa.
- Ex voto in argento a forma di occhi, mani, gambe e cuori, donati alla Basilica al Sepolcro e visibili in alcune teche del santuario.
- Vestiti di seta verde portati per voto da donne e bambine durante la processione.
- Petali di rose e foglie di alloro lanciati dai balconi al passaggio del fercolo.
- Balconi addobbati con drappi verdi o rossi, fiori bianchi e gialli, candele e luminarie artistiche.
I cinque chiavi e l'Apertura solenne (9 dicembre)
Della cerimonia delle cinque chiavi si è già detto come momento di apertura del calendario; la sua storia si lega all'istituzione della Deputazione del 1541 e al modello di custodia collegiale tipico delle confraternite barocche. Ogni chiave è custodita per un anno da un deputato distinto, con rotazione interna; la consegna al maestro di cappella avviene in Cattedrale alla presenza dell'arcivescovo o di un suo delegato, e dell'intera Deputazione.
La Carrozza del Senato (tradizione sospesa)
La Carrozza del Senato, berlina imperiale a quattro ruote acquistata a Palermo il 18 maggio 1764 dal Senato siracusano sull'esempio dei senati di Palermo, Catania, Messina e della città di Acireale, ha sfilato per oltre due secoli dietro al simulacro nelle processioni del 13 dicembre e dell'Ottava. La carrozza ospitava al suo interno figure in costume settecentesco a rappresentare i magistrati cittadini, era trainata da quattro cavalli sanfratelliani e aveva funzione insieme di omaggio civico alla Patrona e di legittimazione del Senato municipale come ente civico-religioso.
Le decorazioni esterne della carrozza si articolano in due cicli pittorici: le Quattro Virtù cardinali (Fortezza, Giustizia, Prudenza, Temperanza) e i Quattro Continenti allora conosciuti (Europa come regina del mondo, Asia con ghirlande e incenso, America con piume e frecce, Africa con carnagione scura e colori esotici). Dopo una pausa di circa 90 anni successiva all'Unità d'Italia, fra il 1952 e il 1955 la carrozza fu restaurata da artigiani fiorentini con costumi e parti in cuoio rifatti da sarti teatrali. L'ultima processione con cavalli è documentata per il 2011; nel 2020 ha conosciuto un secondo restauro maggiore (~30.000 euro, finanziato da Rotary Club di Siracusa, Istituto Europeo del Restauro e Comune sotto la supervisione della Soprintendenza, con disinfestazione da tarli, ripristino delle dorature originali e migliore aerazione della teca); a settembre 2020 è uscita brevemente in Piazza Duomo trainata dai sanfratelliani per celebrare il completamento del restauro. L'ultima apparizione documentata è del 2022, con esposizione statica in Piazza Minerva senza cavalli. Oggi è custodita in teca di vetro nel cortile di Palazzo Vermexio (sede del Comune di Siracusa). Il principale ostacolo al ripristino è la questione assicurativa irrisolta fra Comune (proprietario) e Deputazione (organizzatrice). Nel 2025 il consigliere comunale Luigi Cavarra (Mpa, poi Grande Sicilia) ha depositato una mozione per chiedere l'installazione di un deumidificatore nella teca, il monitoraggio post-restauro e il riutilizzo della carrozza nelle manifestazioni cittadine.
La Lucia svedese (tradizione sospesa)
Dal 1970 al 2012 circa, l'Azienda Autonoma del Turismo (AAT) di Siracusa organizzò ogni anno una Settimana Svedese dal 15 al 21 dicembre che portava in città la ragazza eletta «Lucia» quell'anno in Svezia, con il proprio corteo di damigelle in abito bianco, fascia rossa e corona di candele. La «Lucia svedese» partecipava alla processione dell'Ottava sfilando dietro il simulacro, e la settimana includeva mostre, dibattiti culturali e iniziative sulla Svezia. La tradizione era sostenuta dal radicamento del culto luciano nei paesi scandinavi: in Svezia, Norvegia e Finlandia il 13 dicembre è ancora oggi celebrato con processioni di giovani donne in bianco con corone di candele, simbolo di luce nel buio dell'inverno nordico, in un sincretismo che lega devozionalmente il nome Lucia (da Lux) alla luce solstiziale.
La tradizione si interrompe attorno al 2012 con la soppressione dell'AAT (riforma del turismo del 2005), che fa venir meno il supporto istituzionale ed economico necessario al gemellaggio annuale. L'Ambasciata di Svezia in Italia ha continuato a sostenere iniziative più limitate: nel 2023, ad esempio, ha sponsorizzato un concerto di studenti svedesi e siciliani con canti tradizionali nella chiesa di Santa Lucia. Nel 2025, fra le critiche della processione «sprint», il consigliere Cavarra ha citato l'assenza della Lucia svedese fra le tradizioni perdute che meriterebbero di essere recuperate.
L'uomo che si calava dal campanile (tradizione cessata)
Il viaggiatore romano Pietro Della Valle, in visita a Siracusa nel 1625, ha lasciato la prima descrizione scritta della processione del 13 dicembre, che includeva una spettacolare componente acrobatica: «un certo uomo, a ciò preparato, si lasciò volar dall'alto del campanile giù per una corda, venendo a cadere in mezzo alla piazza, che era tutta piena di popolo accorso allo spettacolo». L'acrobata si calava dal campanile della Cattedrale, a pochi metri dalla nicchia che custodisce il simulacro, ed era un elemento spettacolare di origine probabilmente medievale, accostabile per tipologia ai volos documentati a Catania per Sant'Agata e a Palermo per il Festino di Santa Rosalia. La data di abbandono di questa tradizione non è documentata.
I fuochi d'artificio
I fuochi d'artificio sono parte integrante della festa, anche se la loro distribuzione cronologica è oggetto di alcune ambiguità nelle fonti. La tradizione documentata da fine Ottocento li colloca soprattutto:
- La sera del 20 dicembre (Ottava), al passaggio del simulacro sul Ponte Umbertino, intorno alle 21:00 mentre il fercolo entra in Ortigia per il rientro in Cattedrale. Sono i «fuochi del rientro» tradizionali, ancora oggi sparati dalle ditte pirotecniche locali.
- Spari votivi durante la processione del 13 dicembre, da cortili e tetti privati lungo il percorso, in coincidenza con i passaggi più significativi (Porta Marina, Piazza Pancali, ingresso in Borgata).
Il naturalista Michel-Jean Borch nel 1776 documenta che «il popolo spende qui in fuochi d'artificio», attestando la radicazione settecentesca della pratica. Nel 2025, fra le polemiche post-festa, il consigliere Luigi Cavarra ha lamentato l'assenza dei fuochi al 13 dicembre; le fonti non chiariscono se il rilievo si riferisca a fuochi che storicamente accompagnavano la giornata principale o ai botti privati lungo il percorso.
Le edicole votive di Santa Lucia
Il radicamento popolare della festa si legge anche nelle numerose edicole votive dedicate a Lucia diffuse per Ortigia e per la Borgata. La più rilevante è l'edicola votiva di via Roma 125, sul fronte del Palazzo Lentini-Pizzuti nel quartiere della Turba: il dipinto inserito nella nicchia mostra in basso, in forma narrativa, il porto di Siracusa con il veliero che approda carico di grano nel maggio 1646, e in cielo la colomba bianca del miracolo. Una nuova edicola è stata inaugurata in Piazza Minerva il 2 maggio 2015 in occasione della 369ª festa di maggio, con statua del 1951 proveniente dal Palazzo Arcivescovile. Lungo l'isola si trovano numerose altre edicole minori dedicate alla Patrona, in particolare nei quartieri Cannamela, Giudecca e Bottai, e nella Borgata di Santa Lucia attorno al santuario.
Svolgimento e iter processionale
Calendario celebrativo
L'arco celebrativo principale dura dodici giorni, dal 9 al 20 dicembre, ed è preceduto dalla tredicina di tredici giorni a partire dal 30 novembre. Il programma standard, con piccole variazioni d'anno in anno, si articola come segue:
- 30 novembre - 12 dicembre: tredicina di novena, con celebrazioni quotidiane in Cattedrale e nelle parrocchie del territorio diocesano. Nel 2025 sotto la presidenza Ricupero la tredicina è stata distribuita in dieci parrocchie, ciascuna ospitando per un giorno le reliquie del braccio sinistro di Lucia.
- 9 dicembre, mattina: cerimonia delle cinque chiavi nella Cappella di Santa Lucia in Cattedrale, con apertura solenne della nicchia.
- 9-12 dicembre: novena conclusiva e celebrazioni preparatorie.
- 11 dicembre (orario tipico ore 11:00 nel programma 2022): traslazione del simulacro all'altare maggiore della Cattedrale, in alcune edizioni anticipata o posticipata di un giorno secondo il calendario diocesano.
- 12 dicembre, ore 19:00: Vespri solenni presieduti dall'arcivescovo, con omaggio del cero votivo del Sindaco di Siracusa e dei doni tipici dei sindaci dei comuni della diocesi (miele, liquori locali, paste di monache di clausura, oli, pani, sculture). Distribuzione della cuccia ai fedeli al termine della celebrazione.
- 13 dicembre, mattina ore 10:15 / 10:30: Pontificale solenne in Cattedrale, presieduto da un cardinale o vescovo ospite invitato dall'arcivescovo.
- 13 dicembre, pomeriggio ore 15:30: processione dalla Cattedrale alla Basilica Santuario di Santa Lucia al Sepolcro, con arrivo intorno alle 22:30.
- 14-19 dicembre: Ottavario nella Basilica al Sepolcro, con messe quotidiane, predicazione francescana, incontri pastorali e momenti dedicati a singole categorie (bambini, ammalati, lavoratori, anziani).
- 16-19 dicembre (giorno variabile): Via Lucis dei giovani, organizzata dalla Pastorale Giovanile Diocesana con punto di partenza al Santuario della Madonna delle Lacrime, presieduta da fra Nino Catalfamo nelle edizioni recenti.
- 20 dicembre, pomeriggio: processione di rientro dell'Ottava dalla Basilica al Sepolcro alla Cattedrale, con arrivo nella tarda serata. In alcune edizioni è stata posticipata al 21 (2014, 2024) per coincidere con un sabato e consentire una maggiore partecipazione popolare.
La cerimonia delle cinque chiavi (9 dicembre)
La cerimonia segna l'apertura ufficiale del calendario. La mattina del 9 dicembre, in Cattedrale, alla presenza dell'arcivescovo (o di un suo delegato) e della Deputazione, i cinque deputati custodi consegnano ognuno la propria chiave al maestro di cappella. Le chiavi sono distinte per disegno e per denti, perché la nicchia presenta cinque serrature autonome che richiedono altrettante chiavi specifiche. Inserite in ordine canonico, aprono la nicchia con il simulacro che, al grido «Sarausana jè!» dei presenti, viene esposto alla vista dei fedeli per la prima volta dopo sette mesi di chiusura (dall'Ottava del Patrocinio di maggio). Il simulacro resta esposto in Cappella fino alla traslazione del 12 dicembre, quando viene portato all'altare maggiore della Cattedrale per i Vespri solenni della vigilia.
I Vespri solenni e l'omaggio dei sindaci (12 dicembre)
La sera del 12 dicembre, alle ore 19:00, l'arcivescovo presiede in Cattedrale i Vespri solenni della vigilia. Al termine si svolge il rito civico-religioso dell'omaggio dei sindaci: il sindaco di Siracusa offre un cero votivo alla Patrona, mentre i sindaci dei comuni della diocesi (Augusta, Lentini, Carlentini, Melilli, Priolo, Sortino, Floridia, Solarino, Canicattini Bagni, Palazzolo Acreide, Buccheri, Buscemi e altri) portano doni tipici dei rispettivi territori: miele, oli, paste di monache di clausura, sculture lignee, liquori, pani benedetti, ricami. La cerimonia, di radicata tradizione, esprime il legame istituzionale fra la rete civica della diocesi e la patrona urbana. Al termine dei Vespri viene distribuita la cuccia ai fedeli presenti.
Il Pontificale del 13 dicembre

La mattina del 13 dicembre, alle ore 10:15 (in alcuni anni 10:30), si celebra in Cattedrale il Pontificale solenne. Il celebrante principale è di norma un cardinale o un vescovo ospite di rilievo, invitato dall'arcivescovo di Siracusa per dare risonanza ecclesiale all'evento; concelebrano l'arcivescovo, gli emeriti, i parroci della diocesi e ordinariamente alcuni rappresentanti della Conferenza Episcopale Siciliana. Hanno presieduto fra gli altri:
- 2010: card. Salvatore De Giorgi (arcivescovo emerito di Palermo).
- 2017: mons. Francesco Cacucci (arcivescovo di Bari-Bitonto), tema povertà e ultimi.
- 2018: mons. Emil Paul Tscherrig (nunzio apostolico in Italia e San Marino), in concomitanza con l'erezione della Basilica al Sepolcro a Santuario diocesano per i 400 anni di custodia francescana.
- 2019: card. Gualtiero Bassetti (presidente della CEI), che cita nell'omelia il «santo sindaco» Giorgio La Pira.
- 2020: prima festa Lomanto, in presenza di soli 100 fedeli per le restrizioni Covid.
- 2021: mons. Benoni Ambarus (vescovo ausiliare di Roma con delega Carità e Pastorale migranti).
- 2022: mons. Alessandro Damiano (arcivescovo di Agrigento), tema sinodale «Camminiamo insieme a Lucia».
- 2024: arcivescovo Lomanto, con lettera pastorale di Papa Francesco sulla dignità femminile letta in apertura.
- 2025: card. Baldassare Reina, Cardinale Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, prima edizione con traduzione integrale in Lingua dei Segni Italiana.
Al termine del Pontificale i portatori si trasferiscono in luogo riservato per il pranzo collettivo prima della processione del pomeriggio, mentre il simulacro resta esposto sull'altare maggiore della Cattedrale, attorniato da composizioni floreali in giallo e bianco, le folle si succedono in fila per il bacio alla nicchia e per la fotografia.
La processione del 13 dicembre verso la Borgata

Alle ore 15:30 del 13 dicembre il simulacro esce dalla Cattedrale per dare avvio alla processione più lunga e partecipata della festa di dicembre. Il percorso, consolidato negli anni, è di circa 3,5-4 chilometri e ricalca simbolicamente la translatio dal centro civico (Piazza Duomo) al sepolcro extraurbano (Borgata Santa Lucia, quartiere periferico nato attorno al santuario). Le tappe ufficiali, confermate dalle cronache locali per le edizioni 2018-2025, sono:
- Piazza Duomo (15:30): uscita dal portale principale del Duomo, primo grido «Sarausana jè!», sosta sul sagrato e benedizione iniziale dell'arcivescovo.
- Via Picherali: discesa verso la Fonte Aretusa.
- Passeggio Aretusa: passaggio davanti alla Fonte Aretusa.
- Via Ruggero Settimo: risalita verso la Marina.
- Porta Marina: sosta solenne per la commemorazione dei marinai caduti; le navi nel Porto Grande suonano le sirene a festa, la Capitaneria di Porto rende gli onori militari.
- Via Savoia, largo XXV Luglio, Piazza Pancali: attraversamento del centro storico-amministrativo, passaggio davanti al Tempio di Apollo e alla statua di Archimede.
- Corso Umberto I: attraversamento del Ponte Umbertino, ingresso nella terraferma.
- Viale Regina Margherita: strada larga e lineare, passaggio davanti al Santuario della Madonna delle Lacrime in lontananza.
- Via Arsenale, via Piave, via Ragusa: risalita finale verso la Borgata.
- Piazza Santa Lucia (~22:30): arrivo davanti alla Basilica al Sepolcro, ingresso solenne, benedizione finale e canti di chiusura.
Per la processione del 13 dicembre 2025 la Deputazione presieduta da Sebastiano Ricupero ha integrato il percorso con il passaggio in via Agatocle (la stretta via degli Orti non è transitabile per il fercolo). La sosta avviene in via Agatocle in prossimità dello sbocco di via degli Orti di San Giorgio, civico 11, casa Iannuso, dove tra il 29 agosto e il 1° settembre 1953 lacrimò il busto di gesso da cui ha avuto origine il culto della Madonna delle Lacrime e poi la costruzione del Santuario. Il presidente Ricupero ha descritto la sosta come «una scelta dal forte valore simbolico, che può essere interpretata quasi come una carezza di Lucia a Maria», in riferimento al gesto della Patrona che, passando in via Agatocle, saluta il luogo della lacrimazione mariana del 1953.
Il corteo è guidato dal clero, dall'arcivescovo e dalle autorità civili e militari (Prefetto, Sindaco, Comandante della Capitaneria di Porto, Comandante Provinciale dei Carabinieri, Questore); seguono il campanellaio, la vara con il simulacro portata dai 48 berretti verdi, le fazzoletti verdi con le custodie d'argento delle reliquie del braccio sinistro, le bande musicali della Città di Siracusa e dei comuni della diocesi, e infine la folla dei devoti, fra cui gli scauzi. Il passo della processione è ritmato dal campanellaio: a ogni segnale di campana si fa una breve sosta, si solleva e si depone leggermente il fercolo (gesto detto annacata), si grida «Sarausana jè!» e si riprende il cammino. Il cambio dei portatori avviene a turno, in punti convenuti del percorso, in particolare in Piazza Pancali e all'imbocco di Corso Umberto.
La velocità media del corteo è uno dei tratti distintivi della festa di dicembre: la processione è pensata per essere lenta, contemplativa, con un'andatura processionale «ondulante» che permette ai fedeli di seguire il fercolo a distanza ravvicinata e di interagire con esso (il simulacro si ferma davanti alle case di malati che lo richiedono, davanti a edicole votive e in punti dove i devoti consegnano fiori, ceri e ex voto). Le sette ore canoniche di percorso (15:30-22:30) costituiscono una norma cui le edizioni dovrebbero attenersi; nel 2025 la durata di circa sei ore (arrivo alle 21:00) ha generato la polemica sulla «processione sprint» di cui si dirà nella sezione Edizioni recenti.
L'Ottavario alla Basilica al Sepolcro (14-19 dicembre)
Per sei giorni, dal 14 al 19 dicembre, il simulacro resta esposto sull'altare maggiore della Basilica Santuario di Santa Lucia al Sepolcro, custodita dai Frati Minori della Provincia di Val Mazara dell'Immacolata (OFM Sicilia) dal 1618. La basilica è elevata a Santuario diocesano dal 13 dicembre 2018 (per i 400 anni di custodia francescana) e accoglie nei giorni dell'ottavario decine di migliaia di fedeli, in fila continua per il bacio della reliquia, l'offerta di ex voto in argento e la sosta presso il Tempietto del Sepolcro che ospita la pietra del martirio.
Le messe sono celebrate ogni due ore circa, con punti culminanti la messa serale delle 18:00 / 19:00, di norma presieduta da un vescovo siciliano o da un rettore di parrocchie luciane (Carlentini, Lentini, Catania, Sortino, Augusta), e la predicazione francescana dell'ottavario, conservata come tradizione dal Settecento. L'orario di apertura del santuario nei giorni dell'ottavario è esteso (di norma 7:00 - 22:00 con prolungamento nei giorni più affollati). Si succedono celebrazioni dedicate:
- 14 dicembre: messa per gli ammalati e gli operatori sanitari.
- 15 dicembre: messa per i bambini, con benedizione delle famiglie.
- 16 dicembre: messa per i lavoratori e la pastorale del lavoro, in collaborazione con i sindacati.
- 17 dicembre: messa per i giovani, con la Via Lucis serale al Santuario della Madonna delle Lacrime guidata da fra Nino Catalfamo (in alcune edizioni il giorno è il 18 o 19).
- 18 dicembre: messa per gli anziani e per le persone sole, con la presenza dell'Unitalsi, della Caritas e dei Movimenti laicali (in particolare Movimento Apostolico Ciechi e UICI).
- 19 dicembre: messa per la pace, in chiusura dell'ottavario.
Durante l'ottavario si svolgono anche conferenze, concerti d'organo, mostre di arte sacra e presentazioni di libri a tema luciano nel Parlatorio annesso al santuario; il sagrato della basilica accoglie ogni giorno bancarelle di torrone, calia e simenza, fischietti e oggetti votivi.
L'Ottava: la processione di rientro (20 dicembre)
L'Ottava, ottavo giorno dalla festa principale, è la processione di rientro dalla Basilica al Sepolcro alla Cattedrale. Si tiene tradizionalmente il 20 dicembre nel pomeriggio (in alcune edizioni è stata posticipata al 21, come nel 2024, o al 22, come nel 2004, per esigenze pastorali e per coincidere con un sabato). Il percorso, ricostruito sulla base delle cronache delle edizioni recenti (2024-2025), è il seguente:
- Piazza Santa Lucia (15:00 / 16:00): uscita dalla Basilica, benedizione iniziale.
- Via Ragusa: discesa verso la circonvallazione.
- Piazza della Vittoria: sosta davanti al Santuario della Madonna delle Lacrime (in alcune edizioni il fercolo entra nella basilica in piano per una preghiera, in altre la sosta è esterna).
- Via Di Natale, via Mauceri, via Testaferrata: passaggio nelle vie residenziali, con sosta tradizionale davanti all'Ospedale Umberto I per la preghiera dei malati e la benedizione del personale sanitario.
- Corso Gelone: discesa lungo l'asse principale della Siracusa nuova; in questa tratta i Vigili del Fuoco si alternano tradizionalmente con i berretti verdi nel trasporto del fercolo.
- Via Catania, Corso Umberto I: risalita verso il Ponte Umbertino.
- Ponte Umbertino (~21:00): il momento più spettacolare dell'Ottava: il fercolo si ferma sul ponte e i fuochi d'artificio illuminano il Porto Grande mentre il simulacro fa il suo ingresso in Ortigia.
- Piazza Pancali, Corso Matteotti, via Roma: attraversamento del centro storico di Ortigia.
- Piazza Minerva: sosta finale, talvolta seguita da una breve preghiera.
- Piazza Duomo (~21:30 / 22:00): ingresso in Cattedrale e riposizione del simulacro nella nicchia, chiusa con le cinque chiavi che vengono restituite ai depositari.
L'Ottava è considerata la processione più intima della festa di dicembre: si svolge nella terraferma della «Borgata e dintorni» nei suoi primi tre quarti, con un'atmosfera familiare di quartiere; il momento culminante è l'ingresso in Ortigia con i fuochi sul ponte. La partecipazione popolare è meno massiccia rispetto al 13 dicembre ma include un nucleo di devoti molto intensi che seguono il corteo per le quasi sei ore di percorso. Nella edizione 2024, per la presenza eccezionale del corpo da Venezia, l'Ottava è stata posticipata al 21 dicembre (sabato): le cronache parlano di processione doppia, con il corpo e il simulacro insieme, e di un'affluenza superiore alle 80.000 persone secondo Libertà Sicilia. Le tappe tradizionali al Santuario delle Lacrime e all'Ospedale Umberto I, in quell'occasione, sono state modificate per ragioni logistiche legate al trasporto sicuro del corpo: il simulacro non è entrato all'interno del santuario né dell'ospedale, sostando soltanto sulla strada.
Confronto con la processione del Patrocinio
Le due feste della Patrona presentano differenze significative nell'iter processionale, che è utile riassumere per chiarezza:
- La Sciuta della prima domenica di maggio (Patrocinio) è una processione brevissima, tutta interna a Piazza Duomo, fra il portale della Cattedrale e l'attigua chiesa di Santa Lucia alla Badia, ed è caratterizzata dal lancio dei colombi della Società Colombofila Siracusana «Dionisio».
- L'Ottava di maggio (seconda domenica) attraversa solo le vie storiche di Ortigia: piazza Duomo → via Picherali → Largo Aretusa → Castello Maniace → lungomare di Levante → via Roma → via del Teatro → piazza San Giuseppe → via della Giudecca → via delle Maestranze → piazza Minerva → piazza Duomo.
- La processione del 13 dicembre, invece, è di gran lunga la più lunga e attraversa il Ponte Umbertino verso la Basilica al Sepolcro nella Borgata, percorrendo Corso Umberto e viale Regina Margherita.
- L'Ottava di dicembre rientra dalla Borgata alla Cattedrale lungo Corso Gelone, Corso Umberto e il Ponte Umbertino, con i tradizionali fuochi d'artificio.
Il lancio dei colombi è esclusivo della Sciuta di maggio; la Carrozza del Senato usciva storicamente in entrambe le feste ma è in disuso dal 2011-2022; i fuochi d'artificio sono caratteristici della festa di dicembre, in particolare dell'Ottava sul Ponte Umbertino. La cuccia e l'astinenza dal pane sono praticate in dicembre, mentre a maggio la festa è di carattere più «leggero» con granite e dolci di stagione. Solo il 13 dicembre la processione raggiunge la Basilica al Sepolcro, luogo del martirio: la festa di dicembre è dunque la festa al sepolcro, mentre quella di maggio è la festa in Cattedrale.
Reliquie di Santa Lucia a Siracusa
Pur essendo il corpo della santa custodito dal 1205 a Venezia (chiesa di San Geremia), la Cappella di Santa Lucia in Cattedrale conserva un articolato corredo di reliquie che entrano nel programma della festa: l'omero del braccio sinistro donato dal patriarca Marco Cè il 13 dicembre 1988, due frammenti di radio e ulna acquisiti nel XVII secolo dal cappuccino padre Innocenzo Marcinò, tre frammenti di costola incastonati nella teca d'oro del simulacro argenteo (Petracci, 1605), un dito custodito nel Tesoro e le reliquie per contatto (veste, velo, scarpette) nell'urna d'argento del 1651 sotto l'altare. Durante la festa del 13 dicembre le reliquie del braccio sinistro sono portate in processione dalle fazzoletti verdi, distinte dal foulard verde annodato al collo, in custodie d'argento; nella tredicina 2025 sono state distribuite per un giorno in dieci parrocchie del territorio diocesano, secondo il format itinerante voluto dal presidente Ricupero. Le scarpette, restaurate nel 1992, sono state portate per la prima volta in processione il 13 marzo 2026 dall'arcivescovo Lomanto, dalla Cattedrale alla chiesa di Santa Lucia alla Badia.
I tre ritorni del corpo (2004, 2014, 2024)
Tre volte fra il 2004 e il 2024 il corpo di Lucia, custodito a Venezia dal 1205, è stato eccezionalmente ricondotto a Siracusa per le celebrazioni della festa di dicembre. Le ostensioni straordinarie hanno radici in un accordo decennale formalizzato il 20 dicembre 2004 fra le diocesi di Siracusa e Venezia, che fissa una cadenza indicativa decennale per le future peregrinazioni. La presenza del corpo trasforma la festa nelle sue dinamiche logistiche, mediatiche e devozionali, ed è considerata l'evento spirituale più rilevante della Siracusa contemporanea.
Il primo ritorno (2004)
Il 15 dicembre 2004, dopo 965 anni di assenza dal furto del 1039, il corpo di Lucia tornò a Siracusa per il XVII centenario del martirio (304 d.C.) e l'VIII centenario dell'arrivo a Venezia (1204). L'arcivescovo Mons. Giuseppe Costanzo (in carica dal 1989 al 2008) fu il principale promotore dell'iniziativa e si recò personalmente a Venezia per ottenere il prestito dal patriarca card. Angelo Scola (patriarca dal gennaio 2002, futuro arcivescovo di Milano). Mediatore decisivo fu don Renzo Scarpa, parroco veneziano della chiesa di San Geremia, che convinse Scola a concedere l'ostensione: per questo ruolo il Consiglio Comunale di Siracusa gli ha conferito la cittadinanza onoraria l'11 dicembre 2025, ventuno anni dopo. La delegazione veneziana che accompagnò il corpo era composta da mons. Orlando Barbaro (vicario patriarcale), don Scarpa stesso e mons. Giuseppe Costantini (responsabile delle reliquie); il patriarca Scola non presenziò personalmente.
Il corpo arrivò al Foro Italico, sul lungomare di Ortigia, intorno alle ore 15:00 del 15 dicembre 2004 (mercoledì), con un trasporto via mare. Fu accolto da una folla di migliaia di persone e trasferito alla Basilica al Sepolcro, dove rimase esposto giorno e notte fino al 22 dicembre. La permanenza durò otto giorni; nelle cronache contemporanee si parla di «decine di migliaia» di fedeli da tutta la Sicilia, da altre città italiane e di siracusani emigrati rientrati per l'occasione. Per l'occasione fu composto l'inno «Benedetta sei Lucia» con testo di Angelo Garofalo e musica di Salvatore Cannizzaro, eseguito per la prima volta al porto. Nel 2005 fu pubblicato il volume documentario Santa Lucia ritorna a Siracusa di Corrado Benito Conforto (106 pagine illustrate, recensito da Isabella Di Bartolo su «La Sicilia» del 31 gennaio 2006).
Per la prima volta nella storia della festa, durante la processione del 13 dicembre, celebrata regolarmente con il solo simulacro essendo il corpo non ancora arrivato, l'attesa per l'evento atteso il giorno seguente caratterizzò ogni momento del corteo. L'Ottava fu posticipata dal 20 al 22 dicembre per coincidere con la partenza del corpo per Venezia: in quell'occasione storica, il corpo e il simulacro processionarono insieme dallo stadio cittadino, da cui un veicolo dei Vigili del Fuoco trasportò la reliquia alla volta di Venezia. Papa Giovanni Paolo II concesse l'indulgenza plenaria ai fedeli partecipanti.
Il 20 dicembre 2004 fu formalizzato l'accordo decennale fra le chiese di Siracusa e Venezia, base giuridica delle peregrinazioni successive del 2014 e del 2024.
Il secondo ritorno (2014)
Il 14 dicembre 2014 il corpo tornò a Siracusa per il decennale del primo ritorno, su iniziativa dell'arcivescovo Mons. Salvatore Pappalardo (in carica dal 2008 al 2020). A differenza del 2004, in questa occasione il patriarca di Venezia Francesco Moraglia (in carica dal 2012) presenziò di persona e presiedette l'eucaristia di accoglienza al Santuario Madonna delle Lacrime. La permanenza durò nove giorni, dal 14 al 22 dicembre 2014; l'Ottava fu spostata al 21 dicembre. Il corpo fu esposto al Santuario delle Lacrime per la prima accoglienza, alla Basilica al Sepolcro durante l'ottavario e in Cattedrale per le ultime celebrazioni del rientro. Presidente della Deputazione era allora l'avv. Pucci Piccione, in carica dal 2011-2012; al commiato i fedeli agitarono fazzoletti bianchi mentre l'elicottero portava via la santa. Le cronache parlano di un'«incredibile folla di siracusani e da tutta la Sicilia»; non è documentata una stima numerica precisa.
Il terzo ritorno (2024) e l'Anno Luciano

Il 14 dicembre 2024 il corpo tornò per la terza volta a Siracusa per l'Anno Luciano (13 dicembre 2023 - 26 dicembre 2024) proclamato dall'arcivescovo Mons. Francesco Lomanto in apertura del Pontificale 2023. La permanenza durò dodici giorni, la più lunga dei tre ritorni; il calendario fu allargato al pellegrinaggio diocesano-regionale e si concluse il 30 dicembre 2024 con il rientro a Venezia.
Il trasporto 2024 fu particolarmente articolato: aereo militare da Venezia alla base di Sigonella (arrivo verso le 12:00 del 14 dicembre), elicottero AW139 della Polizia di Stato da Sigonella al campo di via Elorina (Siracusa, ore 13:30 circa), con sorvolo a bassa quota sulla città per annunciare l'arrivo della Patrona. Il corpo fu accolto al Santuario della Madonna delle Lacrime alle 15:30 circa, con celebrazione presieduta dal patriarca Moraglia alle 16:00 e cori dell'Arcidiocesi di Siracusa. Pucci Piccione, presidente della Deputazione da tredici anni, annunciò il 12 dicembre le proprie dimissioni con effetto a fine dicembre, motivandole con le parole: «Mi è sembrato giusto, dopo tanto tempo, evitare un'eccessiva personalizzazione dei ruoli». Papa Francesco inviò una lettera pastorale sulla dignità femminile, letta in apertura del Pontificale del 13 dicembre 2024, e anticipò al 25 dicembre l'apertura dell'Anno Santo 2025 per la Chiesa di Siracusa. Una lapide commemorativa in marmo fu inaugurata in Piazza Duomo il 25 dicembre, con un passo di una preghiera composta da Lomanto rivolta a Santa Lucia.
L'itinerario in Sicilia fu il più ambizioso dei tre ritorni:
- 14-26 dicembre: Basilica al Sepolcro e Cattedrale di Siracusa (con processione dell'Ottava il 21 dicembre).
- 26 dicembre: Carlentini (di cui Lucia è patrona dal 1621), primo arrivo del corpo in città, accolto dal sindaco Stefio e da Lomanto, messa solenne e veglia notturna.
- 27 dicembre: Belpasso, con Pontificale dell'arcivescovo di Catania Mons. Renna.
- 28 dicembre: Aci Catena (Diocesi di Acireale), con Mons. Antonino Raspanti, ore 16:00.
- 28-29 dicembre: Cattedrale di Catania: storico abbraccio Lucia-Agata in occasione dell'apertura del Giubileo diocesano, con accesso contingentato a 2.500 fedeli. Era la prima volta che le reliquie delle due martiri siciliane si incontravano dopo 1700 anni.
- 30 dicembre: rientro a Venezia.
L'affluenza complessiva fu stimata da Libertà Sicilia in oltre 80.000 fedeli; 24.000 studenti visitarono la Basilica al Sepolcro nei giorni dell'ottavario (4.000 al giorno). La Deputazione mobilitò oltre 500 volontari; per la sicurezza si dispiegarono Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Municipale, Guardia di Finanza, Aeronautica e Vigili del Fuoco con onori militari all'arrivo e alla partenza. La gestione dell'Ottava del 21 dicembre 2024 ebbe variazioni rispetto alla tradizione: i due appuntamenti tradizionali del Santuario delle Lacrime e dell'Ospedale Umberto I, dove di solito il simulacro entra all'interno per la preghiera con i malati e i religiosi, furono modificati per ragioni logistiche del trasporto del corpo, che sostò solo all'esterno; l'Ottava durò complessivamente otto ore e quarantacinque minuti, con polemica sulla pavimentazione di Corso Umberto: secondo Siracusa2000, «il corpo di Santa Lucia ha dovuto passare nella corsia non manutenzionata».
Il movimento per la restituzione definitiva
Dal 2020 si è attivato a Siracusa un movimento civico per chiedere alla Chiesa cattolica e alla Diocesi di Venezia la restituzione definitiva del corpo, dopo le tre ostensioni straordinarie. Le tappe documentate:
- 17 agosto 2020: lettera aperta di Cetty Vinci, Sergio Bonafede e Salvo Sorbello.
- 11 giugno 2024: mozione Bonafede, voto unanime del Consiglio Comunale di Siracusa per il «ritorno definitivo delle Sacre Spoglie».
- 16 giugno 2024: «Avvenire» titola: «Siracusa chiede a Venezia le reliquie di santa Lucia. La Chiesa frena».
- 15 settembre 2024: supplica formale di Francesco Candelari al patriarca Moraglia.
- 7 ottobre 2024: avvio raccolta firme; il 10 novembre si tiene la giornata di raccolta in Piazza Santa Lucia (8:00 - 14:00). Il totale raggiunge oltre 2.500 firme nei mesi successivi.
- 25 novembre 2025: comunicato dell'Arcidiocesi di Siracusa con cui l'arcivescovo Lomanto «frena» il movimento: «Interventi personali o di organismi civili restano pertanto estranei a questo cammino di Chiesa». Il giorno successivo «Ragusa News» titola: «Eccessi di protagonismo».
- 11 dicembre 2025: «Siracusa News» riporta: «Ritorno del Corpo di Santa Lucia, dopo 2.500 firme arriva un primo segnale dal Vaticano. Un cerimoniere pontificio ha fatto sapere che il Santo Padre ha letto la supplica con attenzione». Lo stesso giorno il Comune conferisce la cittadinanza onoraria a don Renzo Scarpa.
Il movimento non ha al momento esiti formali: il corpo resta a Venezia, ed è probabile che la prossima ostensione straordinaria a Siracusa avvenga nel 2034 secondo la cadenza decennale fissata nel 2004.
Cultura popolare, arte e memoria
Il Caravaggio e il Seppellimento di santa Lucia (1608)
Il dipinto più importante legato alla festa è il Seppellimento di santa Lucia di Caravaggio, olio su tela di 408 × 300 centimetri realizzato fra ottobre e dicembre 1608, subito dopo la fuga del pittore da Malta. La committenza, secondo la critica più recente, è del Senato siracusano con probabile mediazione del pittore siracusano Mario Minniti, amico di Caravaggio dai tempi romani, e dell'antiquario Vincenzo Mirabella; la destinazione originaria fu l'altare maggiore della Basilica di Santa Lucia al Sepolcro, dove la tela fu collocata in tempo per le celebrazioni del 13 dicembre 1608. La grande pala raffigura il momento immediatamente successivo al martirio: due massicci becchini in primo piano scavano la fossa nella terra rossa, mentre dietro di loro un gruppo di astanti, fra cui un vescovo che benedice e diversi popolani, che circonda il corpo della santa già adagiato a terra, in una composizione di estrema sobrietà che ridefinisce iconograficamente il tema del seppellimento dei martiri.
La tela ha conosciuto numerosi spostamenti per esigenze di conservazione: trasferita al Museo Bellomo per custodia, è stata prestata nel 2005 alla mostra Caravaggio e l'Europa a Palazzo Reale di Milano, restaurata nel 2006 con esame radiografico, ricollocata fra il 2009 e il 2020 nella vicina chiesa di Santa Lucia alla Badia (Piazza Duomo) durante i restauri al Sepolcro, prestata nel 2020 al MART di Trento-Rovereto, e riportata nella Basilica al Sepolcro il 6 dicembre 2020. Durante l'Ottavario del 13 dicembre, l'opera caravaggesca campeggia dietro l'altare maggiore della basilica e costituisce uno degli elementi visivi più evocativi della festa. Una versione argentea della scena è incassata nei pannelli della cassa-base del simulacro, attribuita a Nibilio Gagini e completata fra il 1611 e il 1618, meno di un decennio dopo l'esecuzione caravaggesca.
La statua marmorea di Gregorio Tedeschi e il «prodigioso sudore»
Nel Tempietto del Sepolcro, costruito da Giovanni Vermexio dal 1629, è collocata sotto l'altare la statua marmorea di Lucia morente scolpita da Gregorio Tedeschi nel 1634. La statua riproduce la santa adagiata sul fianco destro nell'attimo dopo il martirio, secondo l'iconografia caravaggesca, e fu collocata nel tempietto per supplire all'assenza del corpo trafugato. Nei giorni 6, 7 e 8 maggio 1735, durante l'assedio spagnolo della città, la statua sarebbe «trasudata» di gocce di liquido da viso e mani: il fenomeno fu osservato dai frati e verificato da una commissione, e da allora è commemorato come «Anniversario del Prodigioso sudore di S. Lucia» a fine aprile-inizio maggio. Dal 1912 la statua è protetta da una teca in vetro sotto l'altare.
Inni, canti devozionali e bande musicali
Il repertorio musicale della festa di dicembre comprende:
- Un inno antico tramandato (autore non identificato): «Salve, o Bella e celeste Eroina, circonfusa d'eterno splendore! / Tu sei colma di Grazia divina / Tu sei vita e dolcezza del core. / O Lucia dal ciel ci difenda dal nemico che già ci ferì! / Siracusa rinasca e risplenda della gloria dei Santi di un dì. / Nella Sicula terra dei Santi / Tu risplendi di luce radiosa; / i tuoi figli devoti e festanti / o Lucia proteggi pietosa».
- L'inno moderno «Benedetta sei Lucia», con testo di Angelo Garofalo e musica di Salvatore Cannizzaro, eseguito per la prima volta il 22 dicembre 2004 al porto di Siracusa per il rientro del corpo a Venezia. È stato registrato da Maria Lucia Riccioli con la voce di Sara Fiore e le musiche di Alberto Genovese, ed è diventato l'inno ufficiale della festa contemporanea.
- I canti tradizionali siracusani in dialetto, di repertorio confraternale, eseguiti durante la processione dai gruppi di devoti.
- I concerti della tredicina, con organisti e cori delle parrocchie diocesane.
- L'accompagnamento delle bande musicali della Città di Siracusa, di Pozzallo, di Palazzolo Acreide e di altri comuni della provincia, che si alternano lungo il percorso processionale.
La canzone napoletana «Santa Lucia» (1849, su musica di Teodoro Cottrau) non ha alcuna relazione con la martire siracusana: il testo celebra il borgo di Santa Lucia nel golfo di Napoli e ha solo coincidenza di nome con la santa.
Il legame con Carlentini
Lucia è patrona, oltre che di Siracusa, anche della città di Carlentini (CT), proclamata «Patrona, Protettrice ed Avvocata» il 15 marzo 1621, circa settant'anni dopo la fondazione della città da parte del viceré spagnolo Ferrante Gonzaga (1551). Il fondamento devozionale è agiografico: secondo la tradizione carlentinese, Lucia e la madre Eutichia si fermarono sull'altopiano del colle Meta nel territorio di Carlentini durante il pellegrinaggio del 5 febbraio 301 verso Catania per visitare il sepolcro di Sant'Agata. Carlentini ha due appuntamenti distinti dedicati alla Patrona: la festa principale nella quarta domenica di agosto (tre giorni: vigilia, domenica con processione del simulacro, lunedì con Pontificale e processione serale) e una celebrazione del 13 dicembre con messa solenne e breve processione del simulacro carlentinese. Il 26 dicembre 2024, per la prima volta nella storia, il corpo di Lucia ha visitato Carlentini durante l'itinerario siciliano dell'Anno Luciano.
Il terremoto del 13 dicembre 1990
Il sisma noto come «terremoto di Santa Lucia» o «terremoto dei silenzi» colpì la Sicilia sud-orientale alle 01:24:28 del 13 dicembre 1990. Epicentro nel Mar Ionio al largo di Augusta (37°12′N, 15°28′E), profondità 12 km, magnitudo 5,68 Mw, intensità VIII-VII Mercalli, durata circa 45 secondi. Bilancio: 18 morti (di cui 12 a Carlentini per crolli di edifici, 6 per shock cardiogeno), oltre 200 feriti, fra 13.217 e 15.000 sfollati, fra 6.103 e 7.100 edifici dichiarati inagibili. Colpiti 41 comuni nelle province di Siracusa, Catania e Ragusa. Il sisma scattò mentre i siracusani dormivano dopo la vigilia: i bambini avevano preparato il vassoio con dolci e candele in attesa dei doni della santa, ma le strade si riempirono di persone in fuga. L'evento è entrato nel lessico locale proprio con il nome della patrona e ha segnato profondamente la memoria collettiva. Nel dicembre 2020 l'Ordine degli Ingegneri di Siracusa organizzò un seminario online «Il terremoto di Santa Lucia, trent'anni dopo»; nello stesso anno l'arcivescovo Lomanto lo commemorò nell'omelia di apertura della prima festa Covid come «30° anniversario del terremoto del 13 dicembre 1990». Il nome «terremoto dei silenzi» ricorda la rapida scomparsa della notizia dai telegiornali nazionali e l'ufficiale spostamento dell'epicentro 50 km più a sud (Golfo di Noto) per non creare panico intorno al polo petrolchimico Augusta-Priolo-Melilli.
Lucia, la luce e il solstizio d'inverno
L'antico detto siciliano «Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia» trova fondamento nel calendario pre-gregoriano: prima della riforma di Papa Gregorio XIII del 1582 la sfasatura accumulata fra calendario civile e solare collocava effettivamente il solstizio invernale intorno al 12-13 dicembre. La riforma corresse i dieci giorni di sfasatura spostando il solstizio al 21-22 dicembre, ma la festa di Lucia rimase fissata al 13. Curiosità astronomica: anche oggi, intorno al 13 dicembre, il tramonto è effettivamente più precoce (~16:41-42 a Siracusa) rispetto al giorno del solstizio (16:44), per la seconda legge di Keplero che regola il moto della Terra attorno al Sole su orbita ellittica. Il detto, dunque, conserva un fondamento astronomico locale.
Il nome Lucia deriva dal latino lux, lucis (luce), con il significato originario di «nata nelle prime ore del mattino»; in ambiente cristiano assunse il significato di luce spirituale. Una corrente di studi storico-religiosi ha messo in relazione il culto di Lucia con celebrazioni precristiane dedicate a Demetra/Cerere che cadevano intorno al 13 dicembre (candele alle finestre, falò, astinenza dal pane), sostenendo una continuità simbolica fra gli attributi iconografici di Demetra (spighe, occhi, luce) e quelli di Lucia, favorita dall'etimologia Lux; l'ipotesi non gode di consenso accademico uniforme. Il sincretismo è invece evidente nella tradizione nordica (Svezia, Norvegia, Finlandia), dove il 13 dicembre Lucia è festeggiata con processioni di giovani in bianco con corona di candele come simbolo di luce nel buio dell'inverno boreale: questa tradizione si è sviluppata autonomamente dal XVIII secolo, ma il 13 dicembre come data e il nome di Lucia restano il punto di contatto con la siracusana, e per quarant'anni (1970-2012) hanno trovato espressione festiva a Siracusa con la Lucia svedese della Settimana Svedese.
Lo studio antropologico di Marxiano Melotti
L'antropologo Marxiano Melotti ha analizzato le due processioni annuali siracusane (Patrocinio di maggio e festa di dicembre) come atti di creazione dei cittadini: il movimento circolare del simulacro fra la Cattedrale (centro civico) e la Basilica al Sepolcro (periferia urbana, luogo del martirio) ridefinisce ogni anno i confini della comunità e riafferma l'identità collettiva indipendentemente dalla fede religiosa individuale. La festa è insieme rito devozionale, performance civica e pratica di costruzione dell'identità urbana, e raggiunge il massimo significato proprio nel passaggio del 13 dicembre, quando il simulacro lascia il centro per andare al sepolcro vuoto della santa.
Edizioni recenti (2010-2025)
La festa di Santa Lucia del 13 dicembre si celebra ininterrottamente dal V secolo, con le sole interruzioni del periodo napoleonico (1798-1815) e con le restrizioni del 2020-2021 per la pandemia da Covid-19. Le edizioni dal 2010 in avanti, ricostruite sulla base delle cronache di stampa locale e diocesana, presentano caratteri ricorrenti (Pontificale, processione, ottavario, Ottava) e novità annuali significative.

Edizione 2010
13 dicembre 2010. Pontificale alle ore 10:30 in Cattedrale presieduto dal cardinale Salvatore De Giorgi, arcivescovo emerito di Palermo, con omelia su «Santa Lucia, modello di carità fattiva, non si è risparmiata nel servizio ai poveri». Programma completo della giornata: messe alle ore 7:00, 8:00 e 9:00 in Cattedrale; concelebrazione delle 10:30; processione alle 15:30 dalla Cattedrale alla Basilica al Sepolcro con onori militari; ottavario 14-20 dicembre con predicatori francescani. Arcivescovo dell'epoca: Mons. Salvatore Pappalardo (in carica dal 2008).
Edizioni 2011-2013
Tra il 2011 e il 2013, sotto la guida di Mons. Pappalardo, la festa segue lo schema standard: Pontificale ore 10:15, processione ore 15:30, ottavario 14-20 dicembre, Ottava 20 dicembre con sosta tradizionale al Santuario delle Lacrime e all'Ospedale Umberto I. Coverage di stampa relativamente sottile per queste edizioni; documentate l'Ottava 2012 dal sito dell'arcidiocesi e dal portale Siracusa Turismo (eventi.dett. ID 699).
Edizione 2014: il secondo ritorno del corpo
13 dicembre 2014: festa liturgica regolare con Pontificale e processione. 14-22 dicembre 2014: secondo ritorno del corpo da Venezia, con accoglienza al Santuario Madonna delle Lacrime presieduta dal patriarca Francesco Moraglia personalmente presente. Ottava posticipata al 21 dicembre. Affluenza definita dalle cronache come «incredibile folla di siracusani e da tutta la Sicilia». Presidente della Deputazione: avv. Pucci Piccione. Vedi sezione dedicata I tre ritorni del corpo.
Edizione 2015: apertura della Porta Giubilare della Misericordia
13 dicembre 2015. Pontificale di Pappalardo alle ore 10:15 in Cattedrale, in coincidenza con l'apertura della Porta Giubilare per l'Anno Santo della Misericordia indetto da Papa Francesco (8 dicembre 2015 - 20 novembre 2016). Processione delle reliquie e del simulacro alle 15:30 dalla Cattedrale alla Basilica.
Edizione 2016
13 dicembre 2016. Festeggiamenti dal 30 novembre al 20 dicembre, anno post-Giubileo della Misericordia. Documentata su YouTube con il video «Siracusa, l'uscita di Santa Lucia. Tredici dicembre 2016».
Edizione 2017: tema della povertà e attentati
13 dicembre 2017. Pontificale alle ore 10:15 presieduto da Mons. Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto, con tema povertà e ultimi. Mons. Pappalardo nell'omelia denuncia gli attentati dinamitardi e gli incendi a Siracusa: «sono atti che rivelano un animo corrotto». Presente il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci: «il 40% della popolazione siciliana vive in povertà». La Prefettura dispone misure straordinarie di sicurezza.
Edizione 2018: Santuario diocesano e nunzio apostolico
13 dicembre 2018. Pontificale alle ore 10:15 presieduto da Mons. Emil Paul Tscherrig, nunzio apostolico in Italia e San Marino. Vespri 12 dicembre presieduti da Pappalardo (ore 19:00, traslazione del simulacro alle ore 11:30). Processione alle 15:30 dalla Cattedrale alla Basilica al Sepolcro. Evento storico: l'arcivescovo Pappalardo erige la Basilica di Santa Lucia al Sepolcro a Santuario diocesano in occasione dei 400 anni di custodia francescana (1618-2018). Programma di Via Lucis con i giovani guidata da fra Nino Catalfamo.
Edizione 2019: il presidente della CEI Bassetti e le luminarie artistiche
13 dicembre 2019. Pontificale alle ore 11:00 presieduto dal cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Vespri 12 dicembre con Pappalardo (ore 19:00, traslazione 11:30). Processione 15:30. Novità di rilievo: per la prima volta tutto il percorso della processione è illuminato con luminarie artistiche, fortemente volute dal sindaco Francesco Italia. Bassetti nell'omelia cita il «santo sindaco» Giorgio La Pira come modello di amministrazione cristiana. Eventi collaterali: distribuzione della cuccia ore 20:00, evento musicale «Note per Lucia» 11 dicembre, spettacolo teatrale «Luce. Lucia di Siracusa» 21 dicembre.
Edizione 2020: prima festa Lomanto, Covid blindata
13 dicembre 2020. Prima festa con il nuovo arcivescovo Mons. Francesco Lomanto, ordinato il 24 ottobre 2020 in successione a Pappalardo (vescovo emerito da quella data). Pontificale in Cattedrale ore 10:30 con capienza limitata a 100 fedeli (Vatican News); tema «Santa Lucia, luce per il cammino di santità». Streaming integrale sul sito dell'Arcidiocesi. Restrizioni Covid: nessuna processione il 13 dicembre. Per l'Ottava è proposto un percorso individuale o familiare con credenziale speciale per ottenere l'indulgenza plenaria, dalla Basilica alla Cattedrale. Omelia di Lomanto articolata su tre pilastri: Luce di Cristo (citando Lumen Fidei di Francesco), Speranza di Cristo (con commemorazione del 30° anniversario del terremoto del 13 dicembre 1990), Gioia della Carità. 19 dicembre: Via Lucis ore 19:00 guidata da fra Nino Catalfamo.
Edizione 2021: seconda festa Covid, Ambarus
13 dicembre 2021. Pontificale presieduto da Mons. Benoni Ambarus, vescovo ausiliare di Roma con delega Carità e Pastorale migranti. Concelebrano Lomanto, gli arcivescovi emeriti Costanzo e Pappalardo. Cattedrale ore 10:30. Restrizioni Covid: per la seconda volta consecutiva la processione è cancellata; il simulacro resta esposto in Cattedrale fino al 20 dicembre. Niente green pass richiesto, controllo della temperatura e capienza limitata. Pomeriggio: incontro «I poveri li avrete sempre con voi» a Palazzo San Zosimo, con consegna del «Premio Santa Lucia» della Caritas a circa 70 volontari del lockdown. Ore 18:00: la Polizia Municipale scorta le reliquie alla Borgata.
Edizione 2022: «Camminiamo insieme» e Damiano

13 dicembre 2022. Pontificale presieduto da Mons. Alessandro Damiano, arcivescovo di Agrigento. Concelebrano Lomanto, le autorità civili e militari. Cattedrale ore 10:30. Tema: «…camminiamo insieme a Lucia», in linea con il Cammino sinodale della Chiesa italiana. Omelia articolata sulle tre luci: Platone (luce dell'unità), Paolo (luce della grazia), Lucia (luce della non-violenza). Damiano riconosce un «rapporto di figliolanza» fra la Chiesa di Agrigento e quella di Siracusa. Programma novità: 9 dicembre ore 7:30 apertura della nicchia del simulacro; 11 dicembre ore 11:00 traslazione del simulacro all'altare maggiore (anticipata di due giorni rispetto alla tradizione); 12 dicembre ore 19:00 Primi Vespri con il sindaco che offre il cero votivo.
Edizione 2023: apertura dell'Anno Luciano
13 dicembre 2023. Pontificale presieduto da Lomanto, con apertura dell'Anno Luciano 13 dicembre 2023 - 20 dicembre 2024 in vista del terzo ritorno del corpo da Venezia. Decreto letto da Mons. Sebastiano Amenta (vicario generale). Tema dell'Anno: «In Luce ambulamus». Processione 15:30. Omelia di Lomanto sul femminicidio: «Chi mortifica una donna, non offende solo quella donna, ma oltraggia anche ogni madre, ogni sorella». Ore 17:00: presentazione dell'opera dell'artista contemporaneo Nicola Samorì dedicata a Santa Lucia.
Edizione 2024: Anno Luciano e terzo ritorno del corpo
13 dicembre 2024. Pontificale di Lomanto con omelia: «Mai stanchiamoci di educare bambine e bambini, adolescenti e adulti ad ascoltare il cuore, a riconoscere i testimoni, a coltivare il senso critico». Lettera pastorale di Papa Francesco letta in apertura, sul tema della dignità femminile: «le donne cristiane portano modi loro propri di seguire il Signore».
Il giorno successivo, 14 dicembre 2024, arriva il corpo da Venezia (vedi sezione dedicata I tre ritorni del corpo): aereo militare a Sigonella ore 12:00, elicottero AW139 della Polizia di Stato a via Elorina ore 13:30, sorvolo a bassa quota della città, accoglienza al Santuario delle Lacrime ore 15:30, Eucaristia presieduta dal patriarca Moraglia ore 16:00 con circa 3.200 fedeli. La processione dell'Ottava, posticipata al 21 dicembre 2024, vede simulacro e corpo insieme; cronaca di Libertà Sicilia: oltre 80.000 fedeli totali, 24.000 studenti nei sei giorni dell'ottavario (4.000 al giorno). Siracusa News (21 dicembre): «Un'emozione palpabile: piedi scalzi e occhi lucidi per Santa Lucia che riesce a riunire sempre attorno a sé un gran numero di persone». Siracusa2000 (22 dicembre): durata processione 8 ore e 45 minuti, polemica buche di Corso Umberto.
Eventi collaterali: 25 dicembre, apertura anticipata dell'Anno Santo per la Chiesa di Siracusa con celebrazione di Lomanto in Cattedrale ore 11:00, indulgenza plenaria in 7 santuari, lapide commemorativa in Piazza Duomo. Pellegrinaggio in Sicilia 26-29 dicembre: Carlentini, Belpasso, Aci Catena, Cattedrale di Catania (storico abbraccio Lucia-Agata dopo 1700 anni con accesso contingentato di 2.500 fedeli). 30 dicembre: rientro a Venezia. Il santuario veneziano di San Geremia rimane aperto durante l'assenza con uno schermo che trasmette in diretta il pellegrinaggio siciliano.
Edizione 2025: «Fidem Servavi», cardinale Reina, polemiche

Successione alla presidenza della Deputazione: il 14 marzo 2025 l'arcivescovo Lomanto designa l'avv. Sebastiano Ricupero (52 anni, segretario UGCI) come nuovo presidente, in successione a Pucci Piccione (decreto del 5 marzo, effettivo dal Patrocinio di maggio). La nomina è documentata da Siracusa News, SiracusaOggi, Siracusa Post, Libertà Sicilia, Siracusa Press.
Programma 2025. Tema della festa: «Fidem Servavi» (lettera pastorale di Lomanto). Tredicina dal 29 novembre 2025 in dieci parrocchie diocesane con presenza delle reliquie. Pontificale presieduto dal cardinale Baldassare Reina, Cardinale Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma. Nuovo percorso: il simulacro percorre per la prima volta via Agatocle, con sosta in prossimità dello sbocco di via degli Orti di San Giorgio, dove al civico 11 la sera del 29 agosto 1953 ebbe inizio la lacrimazione del busto di gesso della Madonna delle Lacrime. Ricupero ha definito la sosta «una scelta dal forte valore simbolico, che può essere interpretata quasi come una carezza di Lucia a Maria». Annunciato un «dettaglio inedito» sul simulacro da svelare al momento dell'uscita dalla cappella, oggetto di curiosità mediatica. 7 dicembre 2025 ore 17:00: traslazione delle reliquie alla Madonnina. Pontificale 13 dicembre accessibile in Lingua dei Segni Italiana (LIS) per la prima volta nella storia della festa, interprete Daniela Bella, sia in presenza sia in streaming. Protezione Civile: oltre 100 volontari, 3 ambulanze, 3 defibrillatori, centro mobile in Piazza Euripide.
Cittadinanza onoraria a don Renzo Scarpa (8-11 dicembre 2025): annunciata il 31 agosto 2025 da Siracusa2000 e da Siracusa Post; cerimonia conferita l'11 dicembre 2025 con voto unanime al sacerdote veneziano parroco di San Geremia, in riconoscimento del suo ruolo nel ritorno del corpo nel 2004. Lo stesso giorno Siracusa News titola: «Ritorno del Corpo di Santa Lucia, dopo 2.500 firme arriva un primo segnale dal Vaticano. Un cerimoniere pontificio ha fatto sapere che il Santo Padre ha letto la supplica con attenzione».
Polemiche post-festa articolate su quattro nuclei principali:
- Processione «sprint» del 13 dicembre. SiracusaOggi (14 dicembre): «Nonostante processione "sprint" e commenti social… bagno di folla per Santa Lucia». La processione partì 7 minuti in anticipo rispetto al protocollo e arrivò in Borgata alle 21:00, un'ora prima della media storica. Le transenne in piazza bloccarono parzialmente la vista sulla basilica. Sui social fioriscono critiche per la perdita della «lentezza devozionale».
- Sfogo di Luigi Cavarra (Mpa, poi Grande Sicilia), consigliere comunale e portatore. Siracusa Press (15 dicembre): «Santa Lucia non è una gara». Cavarra dichiara: «Santa Lucia è identità, non velocità. Portatori per devozione, non per record»; minaccia di restituire il tesserino e lamenta l'assenza di fuochi d'artificio, della Carrozza del Senato e della Lucia svedese fra le tradizioni perdute. BlogSicilia (19 dicembre) lo identifica come consigliere «cascato» nelle fake news successive.
- Fake news sulle soste dell'Ottava. Voce diffusa: le tappe tradizionali al Santuario della Madonna delle Lacrime e all'Ospedale Umberto I sarebbero state eliminate dal programma dell'Ottava 2025. Siracusa News (15 dicembre): la deputazione Ricupero rassicura: «non ci sono modifiche nel programma». SiracusaOggi (16 dicembre): Ricupero dichiara «concentriamoci sulle cose belle, confrontiamoci su quello che non va e dialoghiamo. Tutto è perfettibile».
- Rapporti Siracusa-Venezia. Il 25 novembre 2025 Lomanto pubblica un comunicato che frena il movimento per la restituzione del corpo: «Interventi personali o di organismi civili restano pertanto estranei a questo cammino di Chiesa». Ragusa News (26 novembre): «Eccessi di protagonismo». Lomanto aggiunge che «i riscontri rilasciati da Officiali della Curia Vaticana sono di cortesia istituzionale».
Risposta dell'arcivescovo Lomanto del 19 dicembre 2025. SiracusaOggi: «Santa Lucia, processione e polemiche: lo stranimento dell'Arcivescovo per le reazioni sui social». Lomanto: «Certe discussioni sono veramente inutili e non aiutano alla costruzione del bene comune. Ma è così povera questa città da non capire? Come possiamo pretendere la pace se ragioniamo così?». Siracusa Press: «La devozione deve soddisfare Dio, non la nostra persona». Arcidiocesi (19 dicembre): «Abbiamo creato una involuzione non solo del cristianesimo ma anche della stessa società, che va all'indietro».
Ottava 2025 (20 dicembre). Siracusa News: «Santa Lucia rientra in Cattedrale: si conclude a Siracusa la festa della Patrona». Rientro in Cattedrale ore 20:50, processione partita da Piazza Santa Lucia alle ore 15:00. TamTam TV: «Siracusa celebra l'Ottava di Santa Lucia: fede, tradizione e identità nel segno di "Fidem Servavi"».
Accessibilità della festa
L'accessibilità della festa di dicembre per le persone con disabilità è oggetto di attenzione progressiva: gli interventi documentati sono soprattutto recenti (mappa tattile in Cattedrale 2019, mappa tattile alla Basilica al Sepolcro 2021, apertura UICI 2024, traduzione LIS del Pontificale 2025). Il quadro complessivo resta in costruzione e copre soltanto alcuni momenti centrali della celebrazione, non l'intero programma. La festa pone criticità specifiche per la lunghezza del percorso (~3,5-4 km), per la pavimentazione storica eterogenea e per l'altissimo affollamento delle decine di migliaia di fedeli.
Accessibilità motoria
La festa attraversa due ambiti urbani con caratteristiche molto diverse: l'isola di Ortigia (Cattedrale, via Picherali, Passeggio Aretusa, Porta Marina, largo XXV Luglio, Piazza Pancali), area pedonale UNESCO con basolato calcareo storico, e la terraferma di Siracusa nuova (Corso Umberto, viale Regina Margherita, via Arsenale, via Piave, via Ragusa) con asfalto e marciapiedi. Le persone con contrassegno disabili possono accedere alla ZTL h24 di Ortigia senza pass, comunicando l'ingresso al Comando di Polizia Municipale entro 48 ore al numero verde 800.632.328. I parcheggi più vicini al Duomo sono il Talete (lato nord di Ortigia, ~600 m da Piazza Duomo) e il Molo Sant'Antonio/Marina (~350 m), con stalli gialli riservati ai veicoli muniti di contrassegno. Lato Borgata, si può accedere in auto fino alle vie limitrofe a Piazza Santa Lucia, ma in occasione della festa è opportuno verificare disponibilità e modifiche temporanee alla viabilità con la Polizia Municipale: il giorno 13 dicembre, e ancor più il 20 dicembre, intere strade sono interdette al traffico.
La Cattedrale di Siracusa ha portale principale con scalinata monumentale non superabile in autonomia da chi usa la sedia a rotelle. È disponibile un ingresso secondario con rampa nel cortile dell'Arcivescovado, adiacente al Duomo: si consiglia di richiederne l'apertura in anticipo alla Curia, in particolare per la cerimonia delle cinque chiavi del 9 dicembre, per la traslazione del simulacro all'altare maggiore, per i Vespri solenni del 12 e per il Pontificale del 13. Una volta entrati, la navata è in piano e la Cappella di Santa Lucia, sulla navata destra, è raggiungibile senza ulteriori dislivelli; le panche poste davanti alla cappella permettono la sosta. La Basilica Santuario di Santa Lucia al Sepolcro, alla Borgata, presenta un sagrato in piano e tre gradini al portale principale: nel 16 dicembre 2021 è stata installata, su iniziativa dell'Ordine degli Ingegneri di Siracusa con la Stamperia Regionale Braille e Sicilia Turismo per Tutti, una mappa tattile in Braille della pianta della basilica che fornisce un primo orientamento spaziale; il Tempietto del Sepolcro nel sottosuolo è accessibile dal piano della basilica tramite una scalinata di una decina di gradini, non superabile in autonomia con sedia a rotelle.
Il percorso della processione del 13 dicembre (Cattedrale → Basilica al Sepolcro, ~3,5-4 km, dalle 15:30 alle 22:30) attraversa zone con grado di accessibilità variabile:
- Piazza Duomo: lastricato in pietra calcarea bianca liscia priva di sconnessioni rilevanti, in piano, accessibile.
- Via Picherali, Passeggio Aretusa, via Ruggero Settimo: basolato calcareo storico con commessure irregolari e sconnessioni puntuali; pendenze leggere; sconsigliato in autonomia con sedia a rotelle manuale.
- Porta Marina, via Savoia, largo XXV Luglio, Piazza Pancali: misto basolato e asfalto, marciapiedi di ampiezza ridotta su molti tratti, ostacoli costituiti dall'arredo esterno dei pubblici esercizi (tavolini, paletti).
- Corso Umberto I: asfalto con marciapiedi laterali, di solito in buono stato; nel 2024 sono state segnalate buche da Siracusa2000 nella corsia centrale del Corso, che si è rilevata non manutenzionata al passaggio del corpo.
- Viale Regina Margherita: asfalto con ampi marciapiedi, in piano, fra i tratti più accessibili.
- Via Arsenale, via Piave, via Ragusa: tratto residenziale terminale, asfalto e marciapiedi misti, alcune leggere pendenze in salita verso la Borgata.
- Piazza Santa Lucia: piazza ampia in lastricato calcareo regolare, accessibile.
La processione dell'Ottava del 20 dicembre (Basilica → Cattedrale, ~3,5 km, dalle 15:00 alle 22:00) percorre via Ragusa, Piazza della Vittoria, via Di Natale, via Mauceri, via Testaferrata, Corso Gelone, via Catania, Corso Umberto, Ponte Umbertino, Piazza Pancali, Corso Matteotti, via Roma, Piazza Minerva, Piazza Duomo. Le caratteristiche di accessibilità sono analoghe a quelle del 13 dicembre, con due specificità: il passaggio sul Ponte Umbertino in occasione dei fuochi d'artificio comporta affollamento concentrato al centro-ponte (sconsigliato a chi necessita di vie d'uscita rapide); il passaggio davanti all'Ospedale Umberto I in via Testaferrata può essere un punto di sosta utile per chi viaggia con sedia a rotelle, perché la via dispone di marciapiede largo e il sagrato dell'ospedale è di norma accessibile.
Lungo entrambi i percorsi processionali la folla è il fattore di accessibilità più critico: le edizioni recenti documentano oltre 80.000 fedeli (specialmente nel 2024 con il corpo da Venezia) distribuiti lungo i 4 km, con concentrazioni massime in Piazza Duomo, Porta Marina, Piazza Pancali, Ponte Umbertino e Piazza Santa Lucia. Per chi è in sedia a rotelle si consiglia di posizionarsi in anticipo (almeno un'ora prima dell'orario previsto di passaggio) sui lati larghi delle strade, evitando i punti di stretto transito; per chi cammina con difficoltà, è utile programmare l'osservazione di una sola tappa significativa anziché seguire l'intero corteo. La Protezione Civile, presente nelle edizioni 2024-2025 con oltre 100 volontari, 3 ambulanze, 3 defibrillatori e centro mobile in Piazza Euripide, costituisce un punto di riferimento sanitario lungo il percorso.
Indicazioni puntuali su rampe temporanee, percorsi facilitati, posti riservati in Cattedrale, alla Basilica al Sepolcro, al Santuario delle Lacrime e nei punti di sosta processionali non risultano pubblicate sui canali ufficiali della Diocesi, della Deputazione o del Comune di Siracusa: per esigenze specifiche è opportuno contattare in anticipo la Curia Arcivescovile, la Deputazione (Piazza Duomo 5) o la Polizia Municipale.
Accessibilità visiva
Lucia è patrona dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) e del Movimento Apostolico Ciechi (MAC): il legame iconografico con i due occhi sul piattino, attestato in pittura dal Quattrocento, ha consolidato nei secoli il rapporto fra la santa siracusana e la disabilità visiva. La festa di dicembre, lungamente celebrata senza supporti specifici per ciechi e ipovedenti, ha registrato negli ultimi anni le prime iniziative documentate.
Sul fronte degli ausili tattili stabili:
- La Cattedrale di Siracusa, punto di partenza e di arrivo delle processioni della festa, è dotata dal 31 marzo 2019 di una mappa tattile in Braille della pianta dell'edificio, realizzata dalla Stamperia Regionale Braille di Catania su iniziativa di Sicilia Turismo per Tutti, con donazione dell'Inner Wheel e collaborazione dell'UICI di Siracusa.
- La Basilica Santuario di Santa Lucia al Sepolcro è dotata, dal 16 dicembre 2021, di una mappa tattile in Braille analoga, donata dall'Ordine degli Ingegneri di Siracusa con la Stamperia Regionale Braille e Sicilia Turismo per Tutti.
- Il 9 maggio 2025, alle ore 20:00 nella chiesa di Santa Lucia alla Badia, il Centro Internazionale di Studi sul Barocco ha donato il «Pannello in Braille: I luoghi di Santa Lucia», legato al volume Siracusa città di luce. I luoghi di Santa Lucia di Simona Gatto e Lucia Trigilia.
- Piazza Duomo è dotata di un sistema di orientamento tattile-plantare risalente a un progetto comunale del 2007, con piastre LOGES e una mappa tattile in rilievo con legenda in Braille all'imbocco meridionale della piazza verso via Picherali. Il sistema, concepito come percorso unitario fino a Largo Aretusa e al Passeggio Adorno, ha avuto una realizzazione effettiva limitata a singoli segmenti, con piastre in pietra chiara a scarso contrasto cromatico e ostacoli costituiti dagli arredi esterni dei pubblici esercizi. Il portale Sicilia Accessibile classifica la piazza come «non accessibile per vista e udito»; la guida Siracusa accessibile in 3 giorni di Village for All e Sicilia Turismo per Tutti documenta invece il percorso di via Picherali verso il Passeggio Adorno come itinerario percorribile con bastone bianco.
L'avvicinamento delle reliquie alla comunità non vedente locale è stato preparato dalle iniziative del 2024:
- Il 22 marzo 2024 i reliquiari di Santa Lucia entrarono per la prima volta nella sede dell'UICI di Siracusa in via Grottasanta 99, alla presenza dell'avv. Pucci Piccione, di fra Daniele Cugnata e di don Matteo Buggea (visita storica, con tag al profilo Facebook di Alessandro Calabrò).
- L'8 maggio 2024 la terza giornata dell'Ottavario alla Badia (Patrocinio di maggio) fu dedicata alla comunità UICI e MAC e presieduta da don Claudio Magro.
- Il 20 dicembre 2024, in occasione del terzo ritorno del corpo, le nove sezioni siciliane dell'UICI organizzarono un pellegrinaggio interregionale al corpo della Santa esposto alla Basilica al Sepolcro durante l'ostensione straordinaria.
Il MAC partecipa stabilmente alla festa con la campagna «Dona la luce», promossa con l'ASP di Siracusa per la donazione delle cornee, documentata dal 2014-2015 e attiva tutt'oggi. Le dirette social e televisive della Deputazione (Centro Televisivo Diocesano, Sestarete canale 81 DTT, Telecittà, Facebook, YouTube dell'Arcidiocesi) non risultano corredate di audiodescrizione dedicata ai non vedenti. Il programma ufficiale della festa, pubblicato su arcidiocesi.siracusa.it, non risulta disponibile in versione Braille o a caratteri ingranditi al di fuori del pannello donato nel 2025. Durante l'esposizione del simulacro nella Cattedrale e all'altare della Basilica, la possibilità di esplorazione tattile delle reliquie e del fercolo non è regolata da un protocollo ufficiale e dipende dall'accompagnamento di volontari o personale ecclesiastico.
Per la mobilità autonoma di persone con bastone bianco o cane guida lungo l'itinerario processionale, l'isola di Ortigia non dispone di semafori sonori e i tratti LOGES non formano un anello continuo. Il percorso del 13 dicembre presenta tratti ben praticabili (Corso Umberto, viale Regina Margherita) e tratti più difficoltosi (basolato di Ortigia con commessure irregolari). La folla è un fattore di disorientamento aggiuntivo: per un fedele cieco è opportuno l'accompagnamento di una persona vedente lungo l'intero percorso.
Accessibilità uditiva
Una svolta storica è arrivata il 13 dicembre 2025, quando per la prima volta nella storia della festa il Pontificale solenne in Cattedrale è stato tradotto in Lingua dei Segni Italiana (LIS) dall'interprete Daniela Bella, sia per i fedeli presenti sia per la diretta delle emittenti televisive locali. L'iniziativa, promossa dalla Sezione Provinciale dell'Ente Nazionale Sordi (ENS) di Siracusa presieduta da Andrea Burgio, in collaborazione con la Deputazione e l'associazione Sicilia Turismo per Tutti, è stata estesa nel 2026 anche alla Festa del Patrocinio (circolare ENS Siracusa N. 11/2026). La copertura non si estende, allo stato attuale, all'intero programma: non risulta documentata la presenza di interpretariato LIS durante la cerimonia delle cinque chiavi del 9 dicembre, i Vespri solenni del 12, la processione del 13, le celebrazioni quotidiane dell'Ottavario al Sepolcro, la Via Lucis dei giovani e la processione di rientro dell'Ottava del 20.
Le dirette social della Deputazione su Facebook e YouTube non risultano corredate di sottotitolazione manuale in italiano: chi le segue da remoto può attivare i sottotitoli automatici di YouTube, con i limiti di accuratezza tipici del riconoscimento vocale su parlato in chiesa, dialetto siciliano e canti liturgici. Non risulta documentata l'installazione di impianti a induzione magnetica (T-loop) per chi indossa apparecchi acustici né in Cattedrale né alla Basilica al Sepolcro, così come non è prevista un'area riservata in prima fila per la lettura labiale. Il sistema di amplificazione audio in Piazza Duomo durante la traslazione del simulacro e il discorso dell'arcivescovo dal balcone arcivescovile è quello standard delle celebrazioni all'aperto, non ottimizzato per ipoudenti.
Lungo il percorso processionale, la presenza delle bande musicali, dei fuochi d'artificio dell'Ottava sul Ponte Umbertino e del vociare della folla rende il quadro acustico molto intenso e talvolta confuso anche per persone normoudenti: chi soffre di iperacusia o porta apparecchi acustici dovrebbe valutare attentamente la partecipazione ai punti più rumorosi e considerare l'utilizzo di filtri auricolari per processioni e fuochi. Per richieste specifiche è opportuno rivolgersi alla Deputazione e alla sezione ENS di Siracusa (via Augusto Murri 20).
Accessibilità cognitiva
Alla data della redazione di questa scheda non risultano documentate, sui canali ufficiali della Deputazione, dell'Arcidiocesi o del Comune, iniziative specifiche di accessibilità cognitiva dedicate alla festa di dicembre. Il programma annuale è pubblicato in italiano standard, senza versione in linguaggio facile da leggere (easy-to-read), senza supporti in comunicazione aumentativa alternativa (CAA) e senza pittogrammi del percorso processionale o dei riti centrali (cinque chiavi, traslazione, Pontificale, Ottavario, Ottava).
I luoghi e i momenti centrali della celebrazione presentano elementi critici per le persone con autismo e con sensibilità sensoriali:
- La Piazza Duomo gremita durante l'uscita del simulacro alle 15:30 e davanti alla cui Cattedrale si concentrano migliaia di fedeli.
- Il volo di applausi prolungati e le grida ritmate «Sarausana jè!» ad ogni fermata.
- I fuochi d'artificio sul Ponte Umbertino la sera del 20 dicembre.
- L'amplificazione musicale delle bande lungo il percorso.
- I tratti stretti di via Picherali, Porta Marina e dei vicoli della Borgata che concentrano la folla in spazi ristretti.
- La durata di sette ore della processione del 13 dicembre, di sei ore di quella del 20.
Non risultano allestiti spazi tranquilli (quiet rooms) in Cattedrale, alla Basilica al Sepolcro o al Santuario delle Lacrime, né sono previste fasce orarie di «ora calma» senza musica e folla per la fruizione del simulacro durante l'Ottavario. Per le persone con disabilità intellettiva, con demenza o con malattia di Alzheimer, la festa risulta potenzialmente disorientante per la durata, l'affollamento e i percorsi su pavimentazione storica; non sono documentati badge identificativi, punti di assistenza dedicati, percorsi accompagnati né accoglienza personalizzata da parte di Anffas Siracusa o di altre realtà del territorio.
Per i non italofoni mancano programmi tradotti in inglese, francese, tedesco, spagnolo o pannelli multilingue alla Cattedrale e alla Basilica al Sepolcro, sebbene la festa attiri pellegrini e turisti da tutta Europa, in particolare dai paesi nordici per il legame con la Lucia svedese. Per gli anziani fragili lungo il percorso non sono previste sedute aggiuntive segnalate o punti di soccorso pubblicamente comunicati oltre alla presenza ordinaria di Protezione Civile e sanitaria. Non sono noti materiali educativi semplificati per bambini sul significato della festa, sulla figura di Lucia o sul racconto del miracolo del 1646 connesso alla cuccia.
A livello nazionale, la CEI ha promosso dal 2025 progetti su accessibilità sensoriale e percorsi per persone con autismo e Alzheimer nei beni culturali ecclesiastici, e il Santuario della Madonna delle Lacrime ha attivato strumenti di accessibilità digitale sul proprio sito. Iniziative analoghe non risultano ancora estese alla festa di dicembre.
Suggerimenti
Per chi pianifica la partecipazione alla festa con esigenze specifiche di accessibilità, alcune indicazioni pratiche:
- Contattare la Deputazione (Piazza Duomo 5, Siracusa) e la Curia Arcivescovile con almeno una settimana di anticipo per richieste sulla Cattedrale e sulla Basilica al Sepolcro.
- Per disabilità motoria: comunicare alla Polizia Municipale (numero verde 800.632.328) con 48 ore di anticipo per accesso veicolare alla ZTL di Ortigia, e considerare di seguire la festa da una sola tappa (es. Piazza Duomo, Corso Umberto, Piazza Santa Lucia) anziché l'intero percorso.
- Per cecità o ipovisione: rivolgersi all'UICI di Siracusa (via Grottasanta 99) per accompagnamento durante la processione e per usufruire delle mappe tattili in Cattedrale e alla Basilica.
- Per sordità: rivolgersi alla Sezione ENS di Siracusa (via Augusto Murri 20) per informazioni sulle traduzioni LIS del Pontificale e dei principali momenti liturgici.
- Per disabilità cognitiva o autismo: la celebrazione mattutina del Pontificale in Cattedrale (più contenuta nel rumore rispetto alla processione pomeridiana) e l'Ottavario in Basilica nei giorni feriali (orari meno affollati) possono offrire un'esperienza più gestibile rispetto alla processione del 13 e del 20 dicembre.
Domande frequenti
Quando si celebra la Festa di Santa Lucia del 13 dicembre a Siracusa?
La festa si celebra ogni 13 dicembre, giorno del dies natalis (martirio del 304 d.C.), con un'ottava di celebrazioni che si conclude il 20 dicembre. Il calendario rituale si apre il 9 dicembre con la cerimonia delle cinque chiavi e prosegue con la tredicina e i Vespri della vigilia il 12 dicembre.
Qual è il percorso della processione del 13 dicembre?
La processione parte dalla Cattedrale di Siracusa intorno alle 15:30 e attraversa Piazza Duomo, via Picherali, Passeggio Aretusa, via Ruggero Settimo, Porta Marina (sosta per la commemorazione dei marinai caduti), via Savoia, largo XXV Luglio, Piazza Pancali, Corso Umberto I (passaggio del Ponte Umbertino), viale Regina Margherita, via Arsenale, via Piave, via Ragusa fino a Piazza Santa Lucia (Basilica Santuario di Santa Lucia al Sepolcro), con arrivo intorno alle 22:30. Nel 2025 il percorso è stato integrato dal passaggio in via Agatocle, con sosta in prossimità di via degli Orti di San Giorgio, luogo della lacrimazione mariana del 1953.
Cos'è l'Ottava della festa di dicembre?
L'Ottava è la processione di rientro dalla Basilica al Sepolcro alla Cattedrale, che si tiene tradizionalmente il 20 dicembre. Il percorso parte da Piazza Santa Lucia e attraversa via Ragusa, Piazza della Vittoria, via Di Natale, via Mauceri, via Testaferrata (con sosta tradizionale davanti all'Ospedale Umberto I per la preghiera dei malati), Corso Gelone, via Catania, Corso Umberto I, Ponte Umbertino (con i tradizionali fuochi d'artificio), Piazza Pancali, Corso Matteotti, via Roma, Piazza Minerva e Piazza Duomo. In alcuni anni è stata posticipata al 21 dicembre per esigenze pastorali, come nel 2024.
Cos'è la cerimonia delle cinque chiavi?
La nicchia della Cappella di Santa Lucia in Cattedrale, dove è custodito il simulacro argenteo, è chiusa con cinque chiavi affidate a cinque distinti deputati della Deputazione della Cappella. La mattina del 9 dicembre le cinque chiavi vengono consegnate al maestro di cappella, che procede all'apertura della nicchia. La cerimonia segna l'inizio ufficiale del calendario celebrativo della festa di dicembre, ed è analoga a quella che precede il Patrocinio di maggio.
Quante volte il corpo di Santa Lucia è tornato a Siracusa da Venezia?
Tre volte: nel dicembre 2004 (XVII centenario del martirio e VIII centenario dell'arrivo a Venezia, primo ritorno dopo 965 anni dal furto del 1039), nel dicembre 2014 (decennale del primo ritorno, con accordo di cadenza indicativa decennale formalizzato nel 2004) e nel dicembre 2024 (Anno Luciano proclamato dall'arcivescovo Lomanto, con visita estesa a Carlentini, Belpasso, Aci Catena e Catania, dove avvenne lo storico abbraccio Lucia-Agata in Cattedrale dopo 1700 anni). Le permanenze sono durate rispettivamente 8, 9 e 12 giorni.
Chi sono i «berretti verdi»?
Sono i 48 portatori del fercolo del simulacro argenteo, distinti dal caratteristico berretto in velluto verde, colore identitario della santa e della città. L'ufficio era storicamente riservato alla corporazione dei mastri lignarii (falegnami e mastri d'ascia); dall'ottobre 2025 il privilegio è regolato dall'Albo dei Portatori istituito dalla Deputazione, all'interno del nuovo gruppo «Devoti e Portatori». La selezione finale avviene per sorteggio annuale.
Cosa significa «Sarausana jè!»?
«Sarausana jè» («è siracusana») è il grido rituale che accompagna la processione, scandito dal campanellaio (l'anziano portatore con la campana che impone il ritmo al corteo) e ripreso a coro dai portatori e dalla folla con la risposta «Viva Santa Lucia!». L'acclamazione è insieme atto di fede e rivendicazione identitaria della città sulla propria martire, le cui spoglie sono custodite a Venezia dal 1205.
Perché il 13 dicembre non si mangiano pane e pasta a Siracusa?
L'astinenza dai cereali macinati ricorda il miracolo del grano del 13 maggio 1646, quando i siracusani, troppo affamati per macinare il frumento giunto al porto, lo consumarono bollito intero. Da quell'episodio nasce la cuccìa, il piatto rituale a base di grano bollito, ricotta dolce, canditi, miele, cannella e talvolta cioccolato, che si consuma il 13 dicembre al posto del pane e della pasta. Le arancine di riso accompagnano la cuccia: la tradizione vuole che la loro forma rievochi i due occhi della santa.
Cos'è la Carrozza del Senato e perché non esce più?
La Carrozza del Senato è una berlina imperiale a quattro ruote acquistata a Palermo il 18 maggio 1764 dal Senato siracusano, con cicli pittorici delle Quattro Virtù e dei Quattro Continenti. Per oltre due secoli ha sfilato nella processione del 13 dicembre e in quella dell'Ottava, trainata da quattro cavalli sanfratelliani. L'ultima processione con cavalli è del 2011; nel 2020 è stata restaurata (~30.000 euro), nel 2022 è stata l'ultima esposizione statica in Piazza Minerva. Oggi è custodita in teca di vetro nel cortile di Palazzo Vermexio: il principale ostacolo al ripristino è la questione assicurativa irrisolta fra Comune (proprietario) e Deputazione (organizzatrice).
Cos'è la Lucia svedese e perché non viene più?
Dal 1970 al 2012 circa, l'Azienda Autonoma del Turismo (AAT) di Siracusa organizzava una Settimana Svedese (15-21 dicembre) che portava in città la ragazza eletta «Lucia» quell'anno in Svezia con il proprio corteo di damigelle in abito bianco, fascia rossa e corona di candele. La «Lucia svedese» partecipava alla processione dell'Ottava sfilando dietro il simulacro. La tradizione si è interrotta intorno al 2012 con la soppressione dell'AAT (riforma del turismo del 2005), che fa venir meno il supporto istituzionale ed economico necessario al gemellaggio annuale.
Le polemiche sulla processione del 2025: cosa è successo?
La processione del 13 dicembre 2025 partì 7 minuti in anticipo e arrivò in Borgata alle 21:00 circa, un'ora prima della media storica. Sui social si parlò di «processione sprint» e di perdita della «lentezza devozionale». Il consigliere comunale e portatore Luigi Cavarra (Mpa) denunciò pubblicamente l'eccessiva velocità («Santa Lucia non è una gara, è identità non velocità»), minacciò di restituire il tesserino e lamentò l'assenza dei fuochi d'artificio, della Carrozza del Senato e della Lucia svedese. Una contestuale notizia falsa diceva che le tappe tradizionali al Santuario delle Lacrime e all'Ospedale Umberto I dell'Ottava sarebbero state eliminate; la Deputazione presieduta da Sebastiano Ricupero smentì. L'arcivescovo Lomanto rispose il 19 dicembre con parole severe («certe discussioni sono inutili e non aiutano alla costruzione del bene comune»).
Come arriva il Pontificale alle persone sorde?
Per la prima volta nella storia della festa, il 13 dicembre 2025 il Pontificale solenne in Cattedrale è stato tradotto in Lingua dei Segni Italiana (LIS) dall'interprete Daniela Bella, sia per i fedeli presenti sia per la diretta delle emittenti televisive locali. L'iniziativa, promossa dalla Sezione Provinciale dell'Ente Nazionale Sordi (ENS) di Siracusa con la Deputazione e Sicilia Turismo per Tutti, è stata estesa nel 2026 anche alla Festa del Patrocinio.
Perché la processione passa da Porta Marina e cosa fanno i marinai?
Porta Marina è la storica porta di accesso a Ortigia dal mare, costruita nel XV secolo: la sosta del simulacro davanti alla porta è uno dei momenti più intensi della processione, perché qui la Capitaneria di Porto rende gli onori militari e le navi presenti nel Porto Grande salutano la patrona suonando le sirene a festa. La sosta commemora i marinai siracusani caduti in mare ed è documentata dalle cronache come uno dei passaggi emotivamente più carichi del corteo del 13 dicembre.
Cos'è la tredicina di Santa Lucia?
La tredicina è la novena di tredici giorni che precede la festa, con celebrazioni quotidiane in Cattedrale e nelle parrocchie a partire dal 30 novembre. Nel 2025 la Deputazione presieduta da Sebastiano Ricupero ha rinnovato il rito spostando la tredicina del 29 novembre - 12 dicembre in dieci parrocchie del territorio diocesano, ciascuna ospitando per un giorno le reliquie del braccio sinistro della santa.
Cosa succede al simulacro durante l'Ottavario in Basilica?
Dal 14 al 19 dicembre il simulacro resta esposto sull'altare maggiore della Basilica Santuario di Santa Lucia al Sepolcro nel quartiere Borgata, sotto la cupola del Caravaggio (Seppellimento di santa Lucia, 1608). Si succedono messe quotidiane (la più importante è quella delle 18:00 o 19:00, con predicatori francescani della Provincia di Val Mazara dell'Immacolata che custodiscono il santuario dal 1618), incontri pastorali, momenti di preghiera per categorie specifiche (bambini, ammalati, anziani, lavoratori) e la Via Lucis dei giovani, organizzata dalla Pastorale Giovanile diocesana al Santuario della Madonna delle Lacrime.
Quanto dura complessivamente la festa di dicembre?
L'arco celebrativo principale dura dodici giorni, dalla cerimonia delle cinque chiavi del 9 dicembre alla processione di rientro dell'Ottava del 20 dicembre. Le celebrazioni preparatorie iniziano già il 30 novembre con la tredicina, mentre nelle edizioni dei tre ritorni del corpo (2004, 2014, 2024) il calendario è stato esteso fino al 22 dicembre 2004, al 21 dicembre 2014 e fino al 30 dicembre 2024 per il rientro a Venezia attraverso il pellegrinaggio in Sicilia.
Chi presiede il Pontificale del 13 dicembre?
Per tradizione il Pontificale è presieduto da un cardinale o vescovo ospite di rilievo invitato dall'arcivescovo di Siracusa. Negli ultimi anni hanno presieduto fra gli altri: il cardinale Salvatore De Giorgi (2010), il cardinale Gualtiero Bassetti, allora presidente della CEI (2019), il nunzio apostolico in Italia Emil Paul Tscherrig (2018), l'arcivescovo di Bari-Bitonto Francesco Cacucci (2017), l'arcivescovo di Agrigento Alessandro Damiano (2022), il vescovo ausiliare di Roma Benoni Ambarus (2021), il patriarca di Venezia Francesco Moraglia (2014, 2024 in occasione del ritorno del corpo), il cardinale Baldassare Reina, Cardinale Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma (2025).
Che differenza c'è fra la festa del 13 dicembre e la Festa del Patrocinio di maggio?
La festa del 13 dicembre è il dies natalis, ricorda il martirio di Lucia sotto Diocleziano nel 304 ed è celebrata in tutta la Chiesa cattolica fin dal Canone Romano di Gregorio Magno (590-604). La Festa del Patrocinio, prima domenica di maggio, è invece una festa esclusivamente siracusana istituita per voto del Senato cittadino nel 1646 in ricordo del miracolo del grano: celebra il patrocinio di Lucia sulla città, non il suo martirio. La processione di dicembre attraversa il Ponte Umbertino verso la Basilica al Sepolcro nella Borgata; quella di maggio resta tutta in Ortigia. Solo a maggio si lanciano colombi viaggiatori; solo a dicembre si accendono i fuochi sull'Umbertino e si osserva l'astinenza dal pane.
Cosa accadde il 13 dicembre 1990?
Alle 01:24:28 del 13 dicembre 1990 un terremoto di magnitudo 5,68 con epicentro nel Mar Ionio al largo di Augusta colpì la Sicilia sud-orientale. Il sisma, passato alla memoria collettiva come «terremoto di Santa Lucia» o «terremoto dei silenzi», provocò 18 morti, di cui 12 a Carlentini per crolli di edifici, oltre 200 feriti, fra 13.217 e 15.000 sfollati e fra 6.103 e 7.100 edifici inagibili in 41 comuni. La coincidenza con il giorno della Patrona segnò il vissuto cittadino e ricompare nelle omelie successive: nel 2020 l'arcivescovo Lomanto lo commemorò come «30° anniversario del terremoto del 13 dicembre 1990».
Fonti e bibliografia essenziale
Fonti primarie
- Epigrafe di Euskia (greca, V secolo, catacomba di San Giovanni a Siracusa). Rinvenuta da Paolo Orsi il 10 maggio 1894. Conservata al Museo Archeologico Regionale «Paolo Orsi» di Siracusa.
- Codex Papadopulos (V secolo, versione greca della Passio Luciae).
- Passio Luciae latina (VI-VII secolo).
- Della Valle, Pietro (1586-1652). Diario di viaggio, descrizione della processione del 13 dicembre 1625 a Siracusa.
- Borch, Michel-Jean. Lettres sur la Sicile et sur l'île de Malte, 1782 (osservazioni sull'ottavario del 1776 a Siracusa).
- Senato siracusano. Atto del 5 gennaio 1789 sul privilegio dei mastri lignarii nel trasporto del simulacro.
- Comune di Siracusa. Deliberazione decurionale del 4 aprile 1854 contro il «barbaro costume» del lancio delle quaglie.
- Patriarcato di Venezia. Ricognizione canonica del corpo di santa Lucia, 1904 (con documentazione delle reliquie mancanti).
Bibliografia
- Capodieci, Giuseppe Maria. Antichi monumenti di Siracusa. Siracusa, 1813.
- Capodieci, Giuseppe Maria. Annali di Siracusa, 16 voll. (dal 734 a.C. al 1810). Manoscritti presso la Biblioteca Alagoniana di Siracusa.
- Capodieci, Giuseppe Maria. La vita, martirio e culto di Santa Lucia. Siracusa, XVIII secolo.
- Privitera, Serafino. Storia di Siracusa antica e moderna. Napoli, 1879, vol. II.
- Pitrè, Giuseppe. Spettacoli e feste popolari siciliane. Palermo, L. Pedone Lauriel, 1881. Consulta online.
- Garana Capodieci, Ottavio. Santa Lucia nella tradizione, nella storia, nell'arte. Siracusa, 1958 (II edizione 1992).
- Stelladoro, Maria. Lucia la martire. Milano, Jaca Book, 2010.
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Fonti online
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- Blog «Amici di Santa Lucia». Consulta online.
- OFM Sicilia. «Convento S. Lucia al Sepolcro Siracusa». Consulta online.
Documentazione fotografica e video
- Calabrò, Alessandro. Fotografie della festa di Santa Lucia 2023, 2024 e 2025 a Siracusa. Archivio personale dell'autore (selezione pubblicata in questa scheda).
- YouTube. «Siracusa, l'uscita di Santa Lucia. Tredici dicembre 2016» (video edizione 2016). Cerca su YouTube.
- YouTube. «Pontificale 13 dicembre 2019 - Cardinale Bassetti». Cerca su YouTube.
- Wikimedia Commons. Categoria «Festa di Santa Lucia (Siracusa)». Consulta online.