Concetto Lo Bello

Il più celebre arbitro italiano del Novecento, sindaco di Siracusa
Aggiornato in data 24 Giugno 2026 da


Per l’elenco completo dei sindaci di Siracusa, vedi Elenco dei sindaci di Siracusa.

PersonaggioConcetto Lo Bello
Ritratto fotografico di Concetto Lo Bello in divisa da arbitro

Concetto Lo Bello in divisa arbitrale (Nationaal Archief, pubblico dominio).
Identificazione
Nome completoConcetto Lo Bello
SoprannomiIl principe degli arbitri; il fischietto d’oro; il Tiranno di Siracusa; il Minosse degli stadi
Nascita13 maggio 1924, Siracusa
Morte9 settembre 1991, Siracusa
Professione civileAgente assicurativo
Arbitro di calcio
SezioneAIA Siracusa (dal 1944)
Esordio in Serie A9 maggio 1954
Presenze in Serie A328 (primato)
Internazionale1958-1974
Cariche pubbliche
PartitoDemocrazia Cristiana
DeputatoVI-IX legislatura (1972-1987)
Sindaco di Siracusa19 giugno – 30 novembre 1986
Presidente FIGH1976-1991

Concetto Lo Bello (Siracusa, 13 maggio 1924 – Siracusa, 9 settembre 1991) è stato un arbitro di calcio, dirigente sportivo e politico italiano. Considerato il più celebre arbitro italiano del Novecento, detiene con 328 presenze il primato di gare dirette in Serie A, un record tuttora imbattuto, e fu tra gli arbitri europei più impiegati nelle grandi finali del suo tempo, dalla finale del torneo olimpico di Roma 1960 a due finali di Coppa dei Campioni. La stampa lo chiamò “il principe degli arbitri” e “il fischietto d’oro”; Gianni Brera, che ne fece un ritratto rimasto celebre, lo battezzò “il Tiranno di Siracusa” e “il Minosse degli stadi”.

Figura di forte personalità, fu un protagonista anche della vita pubblica della sua città. Di professione assicuratore, fu consigliere comunale e assessore, sindaco di Siracusa nel 1986 e deputato della Democrazia Cristiana per quattro legislature, dal 1972 al 1987. Presiedette per quindici anni la Federazione Italiana Giuoco Handball e legò il proprio nome alla nascita dell’impiantistica sportiva siracusana. Anche il figlio Rosario fu arbitro internazionale di Serie A: un caso unico nella storia dell’arbitraggio italiano.

Gli esordi e la formazione

Nato a Siracusa nel 1924, Lo Bello entrò nell’Associazione Italiana Arbitri nel 1944, a vent’anni, e nello stesso anno fu tra i fondatori della Polisportiva Aretusa. Iniziò ad arbitrare nell’ambiente del calcio dopolavoristico, passando poi ai campionati regionali e alla Lega Sud. Nel 1950 superò il concorso della Commissione Arbitri Nazionale e cominciò la scalata delle categorie: l’esordio in Serie C nella stagione 1950-51, quello in Serie B verso la fine del 1951-52, in Piombino-Modena, e infine l’approdo alla massima serie nel 1954. La sua intera formazione, sportiva e dirigenziale, maturò a Siracusa.

La carriera arbitrale

Lo Bello esordì in Serie A il 9 maggio 1954, in Atalanta-Sampdoria, a ventinove anni. Divenne arbitro internazionale nel 1958, con debutto il 28 dicembre di quell’anno in Egitto-Germania Ovest, al Cairo. Restò ai vertici dell’arbitraggio per venti stagioni, fino al ritiro nel 1974, e nel 1970 fu indicato come il miglior arbitro del mondo.

Il primato in Serie A

Con 328 gare dirette nel massimo campionato italiano, Lo Bello stabilì un primato di presenze tuttora imbattuto. La sua autorità lo portò a dirigere le partite di cartello del calcio italiano, tra cui lo spareggio per lo scudetto tra Bologna e Inter del 7 giugno 1964 all’Olimpico di Roma, l’unico spareggio-scudetto nella storia della Serie A, e gare decisive nella corsa al titolo, come il Cagliari-Juventus della stagione che portò i sardi al primo scudetto. Arbitrò dodici derby di Milano nel corso della carriera. A lui si deve anche il primato dell’espulsione più rapida, quella del romanista Liguori in Juventus-Roma 1971-72, allontanato dopo novanta secondi dal proprio ingresso in campo.

La carriera internazionale e le grandi finali

Sul piano internazionale Lo Bello diresse complessivamente novantatré incontri, dei quali trentaquattro tra squadre nazionali, nell’arco compreso tra il 1958 e il 1974. Fu tra gli arbitri con il maggior numero di finali europee per club mai dirette. La tabella riepiloga le sue principali designazioni internazionali.

AnnoCompetizionePartitaSedeEsito
1960Torneo olimpico, finaleJugoslavia-DanimarcaStadio Flaminio, Roma3-1
1966Coppa delle Fiere, finale di ritornoSaragozza-BarcellonaLa Romareda, Saragozza2-4 d.t.s.
1966Coppa Intercontinentale, finale di ritornoReal Madrid-PeñarolBernabéu, Madrid0-2
1966Mondiale, semifinaleGermania Ovest-Unione SovieticaGoodison Park, Liverpool2-1
1967Coppa delle Coppe, finaleBayern Monaco-RangersNorimberga1-0 d.t.s.
1968Coppa dei Campioni, finaleManchester United-BenficaWembley, Londra4-1 d.t.s.
1970Coppa dei Campioni, finaleFeyenoord-CelticSan Siro, Milano2-1 d.t.s.
1974Coppa UEFA, finale di ritornoFeyenoord-TottenhamDe Kuip, Rotterdam2-0

La finale del torneo olimpico, disputata a Roma il 10 settembre 1960, fu uno dei suoi primi grandi appuntamenti. Nella semifinale del campionato del mondo del 1966 tra Germania Ovest e Unione Sovietica, a Liverpool, l’espulsione del sovietico Igor’ Cislenko per un fallo di reazione provocò roventi polemiche da parte sovietica, al punto da sfiorare l’incidente diplomatico in piena guerra fredda. Lo Bello la ricordò come la sua gara più difficile: «Una guerra, ricordo, non una partita di calcio». Una tradizione molto diffusa lo vuole vicino alla designazione per la finale del mondiale del 1970, sfumata per la presenza dell’Italia a quell’atto conclusivo, ma le ricostruzioni divergono e il dato non è documentato con certezza.

Lo stile, le innovazioni e i ritratti

L’autorevolezza in campo fu il tratto distintivo di Lo Bello, capace di imporsi a giocatori, allenatori e tifoserie. La storiografia sportiva lo annovera tra gli innovatori del ruolo arbitrale: curò la preparazione atletica degli arbitri in un’epoca in cui non era prassi, impose una conduzione della gara basata sulla presenza ravvicinata all’azione e fece dell’ingresso in campo e della gestione del tempo elementi quasi cerimoniali. Dalla sua figura il giornalismo coniò il termine “lobellismo”, a indicare il modello dell’arbitro-protagonista. Il 20 febbraio 1972, ospite della “Domenica Sportiva” dopo Juventus-Milan, fu il primo arbitro italiano a commentare in televisione una propria decisione contestata, ammettendo davanti alla moviola di non aver visto un fallo da rigore.

Il ritratto più famoso è quello che gli dedicò Gianni Brera nel pezzo «Quando in campo c’era Von Karajan», pubblicato su “la Repubblica” il 10 settembre 1991, il giorno dopo la morte.

«Un po’ Dioniso, tiranno di Siracusa, un po’ Abd el Karim, pirata saraceno. (…) Finisce che diverte più lui della partita. È Toscanini o Visconti, Von Karajan o Strehler.»

Gianni Brera, “la Repubblica”, 10 settembre 1991

Brera lo definì anche «il Minosse dei nostri stadi» e ne fissò il lascito morale con una frase rimasta nota: «Gli bastava la stima degli onesti». Anche Indro Montanelli ne tratteggiò il piglio: «Entra in campo col passo del padrone che ispeziona il proprio podere». La sua autorità formale, quasi ecclesiastica, gli valse pure l’appellativo affettuoso di “Don Concetto”.

Episodi celebri

Molti episodi della sua carriera sono entrati nella memoria del calcio italiano. In Lazio-Milan del 21 aprile 1973 espulse l’allenatore rossonero Nereo Rocco, che lo salutò con un inchino ironico. In SPAL-Napoli del 5 febbraio 1967 concesse al Napoli tre rigori in mezz’ora, tutti trasformati da José Altafini: per ritorsione il ministro delle Finanze Luigi Preti, ferrarese e tifoso della SPAL, gli mandò a Siracusa gli ispettori del fisco. La sua fama di incorruttibilità era proverbiale: secondo le ricostruzioni biografiche rifiutò un tentativo di corruzione già nel 1945, agli esordi, e respinse anni dopo un’offerta di denaro per truccare una partita. A Gigi Riva, che dopo un rigore concesso al Cagliari gli chiese cosa sarebbe successo in caso di errore, avrebbe risposto: «Te lo facevo ripetere».

Il ritiro

Lo Bello chiuse la carriera arbitrale al termine della stagione 1973-74, raggiunti i cinquant’anni di età. La sua ultima direzione fu la finale di ritorno di Coppa UEFA tra Feyenoord e Tottenham, disputata a Rotterdam il 29 maggio 1974: con cinquant’anni e sedici giorni divenne l’arbitro più anziano ad aver diretto la gara di una finale delle competizioni UEFA per club. In quella partita uno dei guardalinee era il figlio Rosario. Della professione disse, in un’intervista di quell’anno: «Semplicemente mi piaceva, mi esaltava, poter amministrare su un campo di calcio certi elementari principi di giustizia».

L’impegno politico e amministrativo

Iscritto alla Democrazia Cristiana, Lo Bello affiancò all’attività arbitrale, che non interruppe nemmeno da parlamentare, una lunga carriera pubblica. Alla domanda su come conciliasse arbitraggio, professione e politica rispondeva: «Continuo perché sono un uomo libero».

Deputato alla Camera

Eletto per la prima volta nel 1972 con circa 65.000 preferenze nella circoscrizione di Catania, che comprendeva anche Messina e Siracusa, Lo Bello sedette alla Camera dei deputati per quattro legislature consecutive, fino al 1987.

LegislaturaMandato
VI25 maggio 1972 – 4 luglio 1976
VII5 luglio 1976 – 19 giugno 1979
VIII20 giugno 1979 – 11 luglio 1983
IX12 luglio 1983 – 1 luglio 1987

Sedette stabilmente nella Commissione Affari interni e in quella Difesa, e fece parte della Commissione bicamerale per il Mezzogiorno e della Commissione di vigilanza sui servizi radiotelevisivi. Nel corso dei quattro mandati presentò 213 progetti di legge. Fu proponente e relatore di una legge del 1975 sulla costruzione di impianti sportivi nel Mezzogiorno e si batté a lungo per l’istituzione di un ministero dello Sport, che però non fu mai creato.

Sindaco di Siracusa

Nel 1986 fu eletto sindaco di Siracusa dal Consiglio comunale, in rappresentanza della Democrazia Cristiana: la città chiamava a guidarla uno dei suoi figli più noti. Il mandato, compreso tra il 19 giugno e il 30 novembre 1986, durò pochi mesi, secondo le ricostruzioni per l’incompatibilità con il seggio parlamentare che ricopriva contemporaneamente. Erano gli anni in cui la guida del Comune restava saldamente democristiana, con avvicendamenti ravvicinati: Lo Bello fu preceduto e poi nuovamente seguito alla carica da Fausto Spagna.

La dirigenza sportiva

Accanto all’arbitraggio e alla politica, Lo Bello fu un organizzatore sportivo di lungo corso, sia a livello nazionale sia nella sua città.

La presidenza della pallamano

Dal 4 gennaio 1976 presiedette la Federazione Italiana Giuoco Handball, l’organismo della pallamano italiana, restando in carica per quattro mandati consecutivi fino alla morte. Sotto la sua guida la disciplina uscì da una dimensione provinciale: alla fine del suo mandato la federazione contava circa 650 società affiliate e 150.000 giovani coinvolti nelle attività scolastiche e giovanili, mentre l’attività della nazionale crebbe dai dieci incontri del 1975 ai quarantasette del 1980. Intensificò i rapporti con la Jugoslavia, allora grande potenza europea della disciplina, e portò in Italia diverse manifestazioni internazionali, tra cui i campionati del mondo di gruppo C maschili del 1984, i mondiali juniores del 1985 e i campionati del mondo di gruppo B maschili del 1987, validi per la qualificazione olimpica del 1988.

Lo sport a Siracusa

A Siracusa il suo impegno sportivo attraversò tutta la vita. Cofondatore nel 1944 della Polisportiva Aretusa, fu tra i fondatori nel 1952 della squadra di pallanuoto del Circolo Canottieri Ortigia, di cui fu primo allenatore e poi presidente per circa vent’anni, contribuendo a fare della pallanuoto una tradizione cittadina. Alla fine degli anni Cinquanta promosse, insieme a monsignor Giuseppe Caracciolo, la Polisportiva Hockey e Pattinaggio. Fu soprattutto tra i principali promotori della Cittadella dello Sport, il grande polo impiantistico cittadino la cui prima pietra fu posata nel 1959 e che fu inaugurato nel 1964. All’interno di quel complesso, molti anni dopo, fu realizzato il palazzetto dello sport poi intitolato al suo nome, con lavori avviati nel 1983 e conclusi nel 1994.

La dinastia: il figlio Rosario

Il figlio Rosario Lo Bello, nato a Siracusa il 4 novembre 1945, seguì le orme paterne e divenne anch’egli arbitro internazionale di Serie A. Esordì nel massimo campionato il 18 maggio 1975, in Sampdoria-Fiorentina, l’anno successivo al ritiro del padre, arrivando a 195 presenze in Serie A prima del ritiro nel 1992. Internazionale dal 1983, è ricordato soprattutto per il discusso arbitraggio di Verona-Milan del 22 aprile 1990, con tre espulsioni rossonere che pesarono sulla corsa allo scudetto. Il caso di un padre e di un figlio entrambi arbitri internazionali italiani resta unico, e nella finale di Coppa UEFA del 1974 Rosario fu guardalinee proprio del padre.

La morte

Concetto Lo Bello morì a Siracusa il 9 settembre 1991, a sessantasette anni, dopo una malattia affrontata con riservatezza. Gli sopravvissero, fra gli altri, i figli Rosario e Franca e i fratelli Luciano e Annamaria.

Onori e memoria a Siracusa

Nel 1963 Lo Bello aveva ricevuto il Premio Giovanni Mauro, il riconoscimento al miglior arbitro italiano della stagione. Nel 2012 fu inserito alla memoria nella Hall of Fame del calcio italiano e la sua divisa è conservata al Museo del Calcio di Coverciano; l’Associazione Italiana Arbitri ha legato il suo nome a un premio annuale per gli arbitri internazionali.

La città di Siracusa gli ha intitolato il palazzetto dello sport, il PalaLoBello, con cerimonia ufficiale il 9 settembre 2015, alla presenza dei figli Rosario e Franca e dei fratelli Luciano e Annamaria. Nel trentennale della morte, nel 2021, il sindaco Francesco Italia lo ricordò così:

«A lui si debbono numerose iniziative, su tutte la realizzazione della Cittadella dello Sport ed il fiorire delle società sportive giovanili, di pallamano e pallanuoto, che hanno portato in alto il nome della nostra città.»

Francesco Italia, sindaco di Siracusa, 9 settembre 2021

In occasione del centenario della nascita, nel 2024, una cerimonia al salone Borsellino di Palazzo Vermexio vide la presenza del presidente dell’Associazione Italiana Arbitri Carlo Pacifici e un messaggio del presidente del CONI Giovanni Malagò. Accanto alle celebrazioni nazionali, la stampa locale tornò a interrogarsi sul contrasto fra la statura nazionale del personaggio e una memoria cittadina ritenuta ancora insufficiente.

Cronologia

AnnoEvento
1924Nasce a Siracusa il 13 maggio.
1944Entra nell’Associazione Italiana Arbitri e cofonda la Polisportiva Aretusa.
1952È tra i fondatori della squadra di pallanuoto del Circolo Canottieri Ortigia.
1954Esordisce in Serie A in Atalanta-Sampdoria.
1958Diventa arbitro internazionale.
1960Dirige la finale del torneo olimpico di calcio a Roma.
1964È inaugurata la Cittadella dello Sport, da lui promossa.
1966Arbitra la semifinale mondiale Germania Ovest-Unione Sovietica.
1968 e 1970Dirige due finali di Coppa dei Campioni.
1972È eletto deputato per la Democrazia Cristiana.
1974Si ritira dopo la finale di ritorno di Coppa UEFA a Rotterdam.
1976Assume la presidenza della Federazione Italiana Giuoco Handball.
1986È sindaco di Siracusa da giugno a novembre.
1991Muore a Siracusa il 9 settembre.
2015Siracusa gli intitola il palazzetto dello sport PalaLoBello.

Voci collegate

Fonti e approfondimenti

  • Giuseppe Basile, Concetto Lo Bello, da Siracusa. L’uomo, l’arbitro attraverso i media, Roma, Edizioni Nuova Cultura, 2009.
  • Rosario Lo Bello (a cura di), Concetto Lo Bello. Storie e momenti di vita tratti dall’archivio di famiglia, Siracusa, Morrone Editore, 2021.
  • Voce Lo Bello, Concetto, in Enciclopedia dello Sport, Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani.
  • Scheda biografica e attività parlamentare, Portale storico della Camera dei deputati.
  • Gianni Brera, Quando in campo c’era Von Karajan, in “la Repubblica”, 10 settembre 1991.
  • Cronache locali per il trentennale della morte (2021) e il centenario della nascita (2024), stampa siracusana.

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