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| Il Lungomare Alfeo verso la punta sud di Ortigia con il Castello Maniace | |
| Tipo | Passeggiata costiera urbana |
|---|---|
| Ubicazione | Versante sud-occidentale dell’isola di Ortigia, Siracusa |
| Coordinate | 37°03′23″N 15°17′37″E |
| Estremi | Largo Aretusa (Fonte Aretusa) — Piazza Federico di Svevia (Castello Maniace) |
| Lunghezza | Circa 200 m (in continuità con il Passeggio Aretusa) |
| Toponimo | Dal mito di Alfeo, dio fluviale del Peloponneso |
| Sistemazione | XIX secolo, sopra fortificazioni di età spagnola |
| Esposizione | Ovest / sud-ovest, tramonto sul Porto Grande e Plemmirio |
| Status viario | Pedonale — ZTL Ortigia |
| Comune | Siracusa |
| Mappa | Apri in Google Maps › |
Il Lungomare Alfeo è una passeggiata costiera dell’isola di Ortigia, il centro storico di Siracusa. Si sviluppa lungo il versante sud-occidentale dell’isola, dal Largo Aretusa (presso la Fonte Aretusa) fino alla Piazza Federico di Svevia, antistante il Castello Maniace, alla punta meridionale di Ortigia. Costituisce la prosecuzione naturale del Passeggio Aretusa e si affaccia sul Porto Grande di Siracusa, con vista aperta sulla penisola della Maddalena e sul promontorio del Plemmirio. La sua esposizione a ovest lo rende punto privilegiato per l’osservazione del tramonto siracusano.
Il toponimo richiama il dio fluviale Alfeo (Ἀλφειός), protagonista del mito greco che lega Ortigia all’Elide, regione del Peloponneso patria del fiume omonimo e sede di Olimpia: secondo la tradizione narrata da Pindaro, Strabone, Ovidio, Virgilio e Cicerone, Alfeo, innamorato della ninfa Aretusa, l’avrebbe seguita attraverso il Mar Ionio per ricongiungersi alle sue acque nella sorgente che oggi affiora a pochi metri dal mare lungo questo stesso lungomare. La coppia toponomastica Aretusa / Alfeo — che lega la Fonte al lungomare attiguo — rispecchia in modo letterale la coppia mitologica.
Il lungomare nella sua veste attuale è il prodotto delle trasformazioni urbane dell’Ottocento, quando Ortigia si liberò progressivamente delle fortificazioni che per secoli ne avevano segnato il fronte a mare. Pedonale e parte integrante della ZTL di Ortigia, è oggi un tratto molto frequentato della città, con un’alta densità di bar, ristoranti, b&b e piccoli hotel ricavati nelle case storiche, e costituisce una tappa canonica della passeggiata serale siracusana.
Etimologia: il mito di Alfeo
Il toponimo del lungomare deriva direttamente dal mito greco di Alfeo e Aretusa, una delle narrazioni eziologiche fondative dell’identità classica di Siracusa. Aretusa, ninfa dell’Elide e seguace di Artemide, mentre faceva il bagno nelle acque di un fiume sarebbe stata sorpresa e inseguita dal dio fluviale Alfeo, figlio di Oceano e Teti. Esausta, invocò la dea Artemide, che la avvolse in una nuvola e la trasformò in sorgente; le acque di Aretusa sprofondarono sotto terra, attraversarono il Mar Ionio senza mescolarsi a quelle salate, e riemersero all’estrema punta dell’isola di Ortigia. Alfeo, ottenuta a sua volta la trasformazione in fiume, ne seguì il percorso sotterraneo e si ricongiunse all’amata nella fonte siracusana.

La versione letteraria canonica del mito è quella di Ovidio nel libro V delle Metamorfosi (vv. 572-641), narrata in prima persona da Aretusa stessa a Cerere. Già in epoca arcaica però il mito era saldamente legato all’identità siracusana: Pindaro apre la Nemea I (476 a.C.), epinicio per Cromio di Etna, con il celebre incipit «Ἄμπνευμα σεμνὸν Ἀλφεοῦ, κλεινᾶν Συρακοσσᾶν θάλος Ὀρτυγία» («Augusto respiro di Alfeo, florida vermena dell’illustre Siracusa, Ortigia»), immaginando il fiume che «respira» emergendo dopo il viaggio sottomarino.
Strabone nella Geografia (VI, 2, 4) e Pausania nella Periegesi (V, 7, 2-3 e VII, 24, 3) riportano due «prove» popolari del fenomeno: una coppa gettata nell’Alfeo a Olimpia sarebbe riemersa nell’Aretusa di Siracusa, e le acque della fonte siracusana si sarebbero intorbidate quando a Olimpia si sacrificavano buoi; entrambi gli autori, pur registrando la tradizione, esprimono dubbi sulla sua attendibilità. Virgilio nell’Eneide (III, 694-696) ne propone la formulazione latina di riferimento: «Alpheum fama est huc Elidis amnem occultas egisse vias subter mare, qui nunc ore, Arethusa, tuo Siculis confunditur undis». Cicerone, nella seconda Verrina (II, 4, 118), descrive la fonte come «di incredibile grandezza, piena di pesci, che sarebbe tutta sommersa dall’onda se non fosse separata dal mare da un argine e una mole di pietre».
Sul piano scientifico, il fenomeno è oggi spiegato come emergenza della falda iblea: le acque meteoriche assorbite dai monti Iblei attraversano la roccia carsica calcarea-calcarenitica e affiorano in pressione idrostatica a Ortigia, a una decina di metri dal mare. La stessa falda alimenta il fiume Ciane sul lato opposto del Porto Grande. L’emersione di acqua dolce a ridosso dell’acqua marina, percepita come anomalia «miracolosa», fu il fondamento naturalistico della lettura mitica del fenomeno.
L’intitolazione del lungomare ad Alfeo — in coppia con il preesistente «Largo Aretusa» — data la sistemazione ottocentesca della passeggiata pubblica e ne esprime la funzione simbolica: la passeggiata urbana lungo il mare diventa il punto in cui idealmente Alfeo «arriva» a Siracusa, completando il viaggio sotterraneo verso l’amata.
Geografia, percorso e confini
Il Lungomare Alfeo corre lungo la costa sud-occidentale dell’isola di Ortigia, affacciandosi sulla parte meridionale del Porto Grande di Siracusa. La carreggiata pedonale — in continuità con il Passeggio Aretusa — copre uno sviluppo di circa duecento metri, fra il Largo Aretusa a nord e Piazza Federico di Svevia a sud. La pavimentazione è in basolato lavico e calcareo, regolare e accessibile.
I quattro fronti a mare di Ortigia hanno denominazioni distinte e funzioni urbane diverse, con le quali il Lungomare Alfeo è in continuità:
- il Lungomare Alfeo, sul versante sud-occidentale (Porto Grande, tramonto);
- il Passeggio Aretusa, breve tratto pedonale a nord, immediatamente sopra la Fonte;
- il Lungomare di Levante «Elio Vittorini», sul versante orientale (Mar Ionio aperto, alba), che comprende il Bastione San Giovannello, le piattaforme San Domenico e San Giacomo;
- la Marina e il Foro Vittorio Emanuele II, sul versante nord-ovest, fra il Ponte Umbertino e Largo Aretusa.
Il Lungomare Alfeo è dunque la «facciata» di Ortigia rivolta a ovest, esposta al sole pomeridiano e all’orizzonte aperto sulla penisola della Maddalena. La sua esposizione lo rende il punto della città in cui meglio si osserva il tramonto, da maggio a ottobre con il sole che scende dietro il promontorio del Plemmirio.
Storia urbanistica

Età spagnola: le fortificazioni di Carlo V
Per buona parte dell’età moderna il versante sud-occidentale di Ortigia è occupato da fortificazioni difensive. Nel 1540 Carlo V potenziò il sistema bastionato dell’isola: il muraglione cinquecentesco corre lungo l’attuale tracciato del Lungomare Alfeo, inglobando anche la Fonte Aretusa, che resta inserita nelle opere militari fino al XIX secolo. In epoca spagnola la sorgente, divisa in canali, fu utilizzata persino per la concia delle pelli. Sul lungomare campeggiano fra l’altro il Bastione Fontana, presso l’attuale terrazza della Fonte, e una serie di piattaforme di artiglieria a sud che proteggevano l’imboccatura del Porto Grande.
Età borbonica e post-unitaria: la nascita della passeggiata pubblica
Il lungomare moderno nasce dalle trasformazioni urbane dell’Ottocento, quando l’isola si svincola progressivamente dalla destinazione militare. Nel 1847 la Fonte Aretusa fu liberata dalla cinta cinquecentesca che la inglobava; nel 1862 il bacino assunse la configurazione semicircolare attuale, cinto da ringhiera. Le antiche vie di ronda delle mura occidentali furono progressivamente trasformate in passeggiata urbana con balaustre artistiche, valorizzando la vista panoramica sul Porto Grande. Una rampa che cingeva il Bastione Fontana abbatté la barriera che lo separava dalla Fonte, integrando la sorgente nel circuito della passeggiata pubblica.
Le leggi post-unitarie del 1866-67 sulle servitù militari avviarono in tutto il regno la dismissione delle fortificazioni urbane non più necessarie. A Siracusa, gli studi igienisti del 1870-1880 spinsero alla demolizione di buona parte dei bastioni spagnoli e delle cortine murarie ritenute insalubri; l’unica porta urbica integralmente sopravvissuta è Porta Marina. Il materiale da risulta dei bastioni demoliti fu reimpiegato, intorno al 1880, per interrare due dei tre canali d’acqua interni all’isola. Il Piano Regolatore del 1885, redatto dagli ingegneri Majelli e Scrofani, riorganizzò in modo sistematico l’area dei fortilizi dismessi, definendo l’impianto urbanistico della Siracusa moderna e promuovendo la riconversione dei fronti a mare in passeggiate pubbliche. Il tratto del Lungomare Alfeo si stabilizzò in questi decenni nella sua veste di passeggiata sul mare poggiata sopra le fondazioni del muraglione cinquecentesco, con marciapiede a sbalzo e balaustra metallica continua.
Il Novecento e gli interventi contemporanei
Nel Novecento le grandi trasformazioni urbane di Siracusa hanno riguardato soprattutto la terraferma e il fronte interno di Ortigia (l’apertura di via del Littorio nel 1936, oggi corso Matteotti, demolì un settore del centro storico). Il tratto del Lungomare Alfeo, marginale rispetto a queste operazioni, è rimasto sostanzialmente integro nella sua veste ottocentesca. Negli ultimi decenni il lungomare è stato oggetto di progressiva pedonalizzazione all’interno della ZTL di Ortigia e di programmi di riqualificazione urbana che hanno coinvolto, oltre al tratto Alfeo, il Lungomare di Levante «Elio Vittorini», Piazza Federico di Svevia, Largo Aretusa e la Marina.
Negli anni 2020 si è aperto un dibattito tecnico sulla staticità del marciapiede a sbalzo che corre sopra il muraglione cinquecentesco. La balaustra metallica, definita corrosa in più punti dalla stampa locale (2024), e la struttura aggettante in cemento armato sono giudicate da alcuni progettisti incompatibili con la conservazione delle fortificazioni storiche sottostanti. Sono stati stanziati fondi pubblici per il consolidamento (circa 2,5 milioni di euro). L’urbanista Corrado Giuliano, riprendendo il Piano Pagnano del 1989, ha proposto di smantellare lo sbalzo novecentesco e ricostruire il tracciato originario delle fortificazioni come misura insieme di sicurezza, di tutela monumentale e di restituzione del paesaggio storico.
Sul piano infrastrutturale, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale ha bandito nel 2024 un concorso da circa 13,7 milioni di euro per la rigenerazione della stazione marittima e del Molo Sant’Antonio, con l’obiettivo di ricucire il rapporto fra la città storica e il Porto Grande. Nel 2025 è stato inaugurato il nuovo ponte ciclopedonale di Ortigia, pensato per decongestionare l’unico accesso carrabile all’isola e favorire una mobilità più sostenibile, con ricadute attese anche sull’accessibilità pedonale del Lungomare Alfeo.
Punti notevoli lungo il percorso

Largo Aretusa e Fonte Aretusa
L’estremità nord del Lungomare Alfeo è il Largo Aretusa, slargo affacciato sulla Fonte Aretusa: bacino d’acqua dolce di forma semicircolare, popolato da papiri selvatici (Cyperus papyrus) — uno dei due soli siti europei in cui la pianta cresce spontaneamente, insieme al fiume Ciane —, da anatre e da pesci. La conformazione attuale del bacino risale ai lavori del 1847-1862. Adiacenti al Largo si trovano la Villetta Aretusa con i suoi grandi Ficus macrophylla (Ficus della baia di Moreton, segnalati nel Registro degli Alberi Monumentali come «Ficus di Archimede»), il Bastione Fontana con la terrazza panoramica, e il Lavatoio medievale visitabile.
Edifici prospicienti
Il Lungomare Alfeo è orlato sul lato interno da case storiche a due o tre piani, originariamente abitazioni di pescatori, oggi quasi tutte trasformate in attività turistiche e ricettive (bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie, b&b, piccoli hotel). Sotto le case correva una rete di camerette ipogee «cunsarie», collegate alla stessa falda d’acqua dolce della Fonte Aretusa, utilizzate per salare pesce e acciughe; una di queste è ancora visitabile nelle vicinanze della Fonte. Oltre alle salagioni, il sottosuolo del lungomare ospitava concerie ipogee che sfruttavano le medesime polle d’acqua dolce: la Conceria Bongiovanni (vasca scavata di circa quattro metri nella roccia miocenica, originariamente coperta da volta a botte in conci di arenaria) è un esempio di questo uso artigianale, documentato già da Tommaso Fazello nel De rebus Siculis (1558). Lungo il lato interno del lungomare e sulla parallela via Maniace si affacciano inoltre Palazzo Blanco (XVII secolo, di scuola vermexiana, con caratteristico balcone tardo-rinascimentale), Palazzo Bongiovanni (1772, portale sormontato da maschera e leone rampante) e il boutique hotel ricavato in Palazzo Alfeo, insieme ad altri palazzetti settecenteschi e ottocenteschi con balconi in ferro battuto.
Ex Caserma Abela / Facoltà di Architettura
Verso la punta meridionale, prima di Piazza Federico di Svevia, sorge l’ex Caserma Militare Abela, edificata nel 1735 dal Corpo Militare per ospitare il Genio Militare e la Fanteria. Dismessa nel 2001 dal Ministero della Difesa, fu ceduta all’Università di Catania e riconvertita a sede della Struttura didattica speciale di Architettura di Siracusa, dipendente dall’Ateneo catanese.
Piazza Federico di Svevia e Castello Maniace
Il Lungomare Alfeo si conclude in Piazza Federico di Svevia, dalla quale, attraversando un ponte in muratura sostituto del ponte levatoio originario, si accede al Castello Maniace. Il castello fu edificato fra il 1232 e il 1240 per volere di Federico II di Svevia, su progetto attribuito a Riccardo da Lentini, sopra fortificazioni più antiche legate al generale bizantino Giorgio Maniace, che aveva riconquistato Siracusa dagli Arabi nel 1038 (al castello deve appunto il nome). La pianta è quadrangolare (51 metri per lato), con quattro torri cilindriche angolari e paramento in pietra calcarea locale detta «giuggiulena». L’interno conservava in origine ventiquattro volte a crociera costolonate, in buona parte crollate a seguito dell’esplosione accidentale della polveriera del 1704; nel XVII secolo l’ingegnere fiammingo Carlos de Grunembergh aggiunse il Forte della Vignazza, a punta di diamante, sull’estrema punta del promontorio.
Arcivescovado
Sulla quota più alta dell’isola, alle spalle del Lungomare Alfeo, si erge il Palazzo Arcivescovile di Siracusa, nella versione ricostruita dal vescovo Giovanni Torres dopo il 1618 su progetto di Andrea Vermexio; resti del precedente palazzo vescovile di età sveva sono ancora leggibili in un portico interno e in una piccola cappella.
Mura, fortificazioni e paesaggio difensivo
Il Lungomare Alfeo è impiantato sulla traccia delle fortificazioni di età spagnola: il muraglione che oggi sostiene la passeggiata e il marciapiede a sbalzo incorpora resti delle scarpate e delle piattaforme cinquecentesche. Gli elementi ancora chiaramente leggibili sono il Bastione Fontana, presso la Fonte Aretusa, ultimo grande bastione del versante occidentale rimasto riconoscibile, e il Castello Maniace svevo che chiude la punta sud. Le mura dionigiane (402-397 a.C.) di Dionisio I, di cui restano consistenti tratti sull’altopiano delle Epipoli in terraferma, in Ortigia sono in buona parte obliterate dalle fortificazioni medievali, spagnole e novecentesche.
Il Forte San Giovannello, citato fra le fortificazioni costiere di Ortigia, sorge sul versante orientale dell’isola (Lungomare di Levante «Elio Vittorini») e non lungo il Lungomare Alfeo: insieme alle piattaforme San Domenico e San Giacomo costituisce il complesso meglio conservato di età vicereale dell’isola.
Vista e panorami

Dal Lungomare Alfeo lo sguardo abbraccia per intero il Porto Grande di Siracusa, la grande baia chiusa fra Ortigia e la penisola della Maddalena. Sull’orizzonte si stagliano il promontorio del Plemmirio (Capo Murro di Porco) e, in lontananza, la costa siracusana meridionale. L’Area Marina Protetta del Plemmirio, istituita nel 2004, comprende 14,35 km di costa e oltre 2.400 ettari di mare protetto: dal lungomare l’osservatore percepisce, in primo piano, la sua linea di costa.
Per l’esposizione a ovest, il lungomare è un luogo privilegiato per l’osservazione del tramonto: nei mesi compresi fra maggio e ottobre il sole scende dietro la sagoma del Plemmirio, generando riflessi dorati sull’acqua del Porto Grande. Nelle ore del tardo pomeriggio è frequentato da fotografi e turisti.
La battaglia del Porto Grande (413 a.C.)
Lo specchio d’acqua che si apre davanti al Lungomare Alfeo fu il teatro della battaglia navale del Porto Grande nel 413 a.C., episodio decisivo della spedizione ateniese in Sicilia nel quadro della guerra del Peloponneso. Tucidide ne dà un’ampia descrizione nel libro VII della sua opera storica: la flotta ateniese, accerchiata nel bacino chiuso, fu sconfitta dalle triremi siracusane comandate da Ermocrate e dallo spartano Gilippo. La sconfitta segnò l’inizio della rotta dell’esercito ateniese sul piano siracusano e fu un punto di svolta dell’intera guerra. Dal Lungomare Alfeo, la vista abbraccia per intero il bacino in cui si svolse l’azione: il fronte di Ortigia, la baia, l’imboccatura presso la Maddalena.
Vegetazione
La vegetazione del Lungomare Alfeo è quella tipica del paesaggio costiero ortigiano. Nei pressi del Largo Aretusa dominano i papiri della Fonte e i grandi Ficus macrophylla della Villetta Aretusa, alberi monumentali noti localmente come Ficus di Archimede e iscritti al Registro degli Alberi Monumentali. Lungo la passeggiata si incontrano palme delle Canarie, alloro, oleandri e altre specie mediterranee tipiche delle aiuole urbane di Ortigia. A sud, nelle aiuole di Piazza Federico di Svevia, palme e arbusti incorniciano l’accesso al Castello Maniace.
Vita sociale e tradizioni
Il Lungomare Alfeo è luogo tradizionale della passeggiata serale siracusana: dal tramonto in poi, e in particolare nei mesi caldi (maggio-ottobre), è percorso da residenti e turisti per lo «struscio», l’aperitivo e la cena vista mare. È la zona di Ortigia con la più alta concentrazione di cocktail bar, ristoranti di pesce, pizzerie e gelaterie affacciati sul mare; fra i locali storicamente legati alla via figurano insegne come Sunset Ortigia, Spritzzeria Ortigia e Maniace Ortigia.
Durante l’estate il lungomare è coinvolto, in particolare fra fine luglio e inizio agosto, dal festival Ortigia Sound System (OSS), rassegna internazionale di musica elettronica che utilizza più venue in Ortigia: i palchi principali sono allestiti al Castello Maniace e all’OSS Beach Club, con boat party nel Porto Grande e after-party diffusi nei locali del Lungomare Alfeo. Tradizionalmente la passeggiata è anche luogo di pesca con la canna, attività ricreativa praticata da residenti soprattutto nelle ore del tramonto e della prima sera.
Accesso, mobilità e regolamenti
Il Lungomare Alfeo è interno alla ZTL di Ortigia, soggetta a regolazione comunale che limita l’accesso veicolare per buona parte della giornata (fino a sedici ore quotidiane secondo le ordinanze più recenti). Il tratto è qualificato come zona a traffico pedonale privilegiato: il transito ordinario di veicoli privati è interdetto, mentre è ammesso quello dei mezzi di pulizia, raccolta rifiuti e servizi essenziali negli orari indicati.
Il parcheggio Talete, in prossimità del Ponte Umbertino all’estremità nord di Ortigia, è il parcheggio scambiatore più vicino. Per il trasporto pubblico locale, una linea circolare AST percorre il perimetro di Ortigia con fermate a Largo Aretusa e nelle vicinanze del Castello Maniace. La passeggiata è raggiungibile a piedi in pochi minuti dal Ponte Umbertino, dal Duomo e dalla stazione (quest’ultima a circa 1,5 km).
Curiosità
- La Fontana degli Schiavi, in altra zona di Ortigia, fu costruita in età spagnola come approvvigionamento alternativo d’acqua dopo che la chiusura della Fonte Aretusa nelle fortificazioni cinquecentesche ne aveva reso problematico l’uso urbano.
- Le cunsarie ipogee sotto le case del Lungomare Alfeo sono un raro esempio di archeologia industriale legata alla tradizione siracusana della salatura del pesce; la falda iblea che alimenta la Fonte Aretusa percorre una rete di camere sotterranee oggi in parte visitabili.
- L’iscrizione esplicita del lungomare al mito di Alfeo è un raro esempio di toponomastica mitologica accoppiata: il pubblico siracusano percepisce la coppia «Aretusa-Alfeo» (Largo + Lungomare) come la traduzione urbana del mito dei due amanti.
- Il fenomeno della Fonte Aretusa — acqua dolce a pochi metri dal mare — ispirò gli autori antichi (Pindaro, Ovidio, Virgilio) e in età moderna anche John Milton nel Lycidas (1637) invoca esplicitamente «Return, Alpheus: the dread voice is past»; Percy Bysshe Shelley dedica al mito un poema autonomo, «Arethusa» (1820); il compositore polacco Karol Szymanowski include «La Fontaine d’Aréthuse» nei suoi Mythes op. 30 per violino e pianoforte (1915).
Informazioni ancora da precisare
Alcuni dati storici sul Lungomare Alfeo restano da precisare con fonti d’archivio. La data esatta dell’intitolazione ufficiale ad Alfeo — con ogni probabilità coeva alla sistemazione ottocentesca della passeggiata e al riassetto del Largo Aretusa nel 1862 — non è documentata nelle fonti pubbliche consultate; sarebbe utile la verifica nell’Archivio Storico del Comune di Siracusa. Restano inoltre da approfondire i dati metrici esatti della via (lunghezza, larghezza, dimensioni del muraglione) e l’eventuale presenza di tratti di mura dionigiane integrati nelle fortificazioni cinquecentesche del Lungomare Alfeo, oggi non chiaramente leggibili in superficie.
Fonti
- Comune di Siracusa, Cambia la mobilità in Ortigia: ZTL fino a 16 ore al giorno, comune.siracusa.it.
- Comune di Siracusa, scheda Lungomare di Levante «Elio Vittorini», comune.siracusa.it.
- Comune di Siracusa, scheda Fonte Aretusa, comune.siracusa.it.
- Comune di Siracusa, Arcivescovado, comune.siracusa.it.
- O. Gionfriddo, Perché il lungomare di Ortigia è dedicato ad Alfeo? C’è un collegamento con la Fonte Aretusa, in «Siracusa News», 28 gennaio 2026, siracusanews.it.
- SiracusaOggi, Lungomare Alfeo: staticità da verificare. L’idea per il futuro: tornare all’antico seguendo le fortificazioni di un tempo, siracusaoggi.it.
- Voce Fonte Aretusa, in Wikipedia in italiano, it.wikipedia.org.
- Voce Aretusa, in Wikipedia in italiano, it.wikipedia.org.
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- Voce Mura dionigiane, in Wikipedia in italiano, it.wikipedia.org.
- Voce Spedizione ateniese in Sicilia, in Wikipedia in italiano, it.wikipedia.org.
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- Solesi SpA, Inaugurato il nuovo ponte ciclopedonale di Ortigia, 2025, solesi.it.
- Diario di AC, Siracusa rilancia il suo waterfront: concorso da 13,7 milioni, 2024, diariodiac.it.
Scheda redatta da Alessandro Calabrò il 19 aprile 2026, con fotografie originali dell’autore e ricerca bibliografica integrata.
