Giuseppe Reale

Aggiornato in data 16 Maggio 2026 da Alessandro Calabrò

Questa voce riguarda il sindaco di Siracusa tra il 1879 e il 1884. Per altre persone con lo stesso nome, si veda la sezione Omonimi.

Per l’elenco completo dei sindaci di Siracusa, vedi Elenco dei sindaci di Siracusa.

PersonaggioGiuseppe Reale
Ritratto xilografato di Giuseppe Reale, avvocato e sindaco di Siracusa dal 1879 al 1884, deputato del Regno d'Italia per il Collegio di Siracusa dal 1886 al 1900.

Giuseppe Reale in un ritratto pubblicato su L’Illustrazione Popolare, Fratelli Treves Editori, Milano, 1890.
Carica pubblica
CaricaSindaco di Siracusa
Mandato1879 – 1884
PredecessoreGiambattista Rizza
(secondo mandato, 1877–1878)
SuccessoreRaffaele Lanza
(1885–1889)
Dati anagrafici
Nome completoGiuseppe Reale
NascitaFloridia (Siracusa), marzo 1837
MorteSiracusa, 1924
ProfessioneAvvocato, dirigente bancario, scrittore
TitoloCavaliere del Regno d’Italia
Altre cariche
Sindaco di Floridiaante 1879
Deputato del RegnoXVI–XX legislatura
(10 giugno 1886 – 17 maggio 1900)
Collegio elettoraleSiracusa
Presidente della Provincia di Siracusa1889–1890 e 1893–1894
PartitoDestra storica, poi area ministeriale
Residenza
DimoraPalazzo Reale-Riscica
Via della Maestranza 16, Ortigia

Giuseppe Reale (Floridia, marzo 1837 – Siracusa, 1924) è stato un avvocato, amministratore locale e parlamentare italiano. Ricoprì la carica di sindaco di Floridia, poi di sindaco di Siracusa dal 1879 al 1884 e di deputato del Regno d’Italia per cinque legislature consecutive, dal 1886 al 1900, nel Collegio di Siracusa. Fu inoltre presidente del Consiglio provinciale di Siracusa nei bienni 1889–1890 e 1893–1894. Proprietario del podere rurale in contrada Targia che gli archeologi Francesco Saverio Cavallari, Adolf Holm e Paolo Orsi avrebbero denominato “Predio Reale”, visse in Ortigia, a Palazzo Reale-Riscica in via della Maestranza.

Origini familiari e formazione

Giuseppe Reale nacque a Floridia, nell’entroterra siracusano, nel marzo del 1837. L’anno coincise con la drammatica epidemia di colera, con i moti antiborbonici e con la repressione che portarono alla soppressione punitiva del capoluogo provinciale di Siracusa in favore di Noto, declassamento che sarebbe durato fino al 1865.

La famiglia Reale apparteneva alla borghesia professionale e terriera floridiana. I Riveli di beni e anime conservati all’Archivio di Stato di Siracusa per il territorio di Floridia, relativi al periodo compreso tra il 1653 e il 1816, documentano l’antico radicamento fondiario del ceppo. Un Emanuele Reale, presumibile stretto parente di Giuseppe, compare come proprietario di immobili confinanti con quelli del sindaco nella planimetria catastale del 1875 di Ortigia. Un legame familiare di rilievo è attestato con la famiglia Accolla: una Elisabetta Reale, verosimilmente zia o prozia di Giuseppe, fu madre del deputato e giurista Francesco Accolla, nato a Floridia nel 1822.

Le proprietà catastali intestate ai Reale nel 1875 si collocavano nel perimetro più prestigioso di Ortigia, tra via della Maestranza, Piazza della Corte e via Interlandi, confinanti con quelle di famiglie del patriziato locale come Cataldo Nava, Cutrufo, Bufardeci, Storaci, Catalano, Giansiracusa, Francica, Rizza, Blanco e Gargallo.

Reale si laureò in giurisprudenza ed esercitò la professione di avvocato.

Carriera nella Banca Nazionale

Prima di dedicarsi alla vita politica, Reale fu direttore della succursale della Banca Nazionale nel Regno d’Italia di Foggia, come registra la monografia toponomastica di Antonio Randazzo riferita al periodo immediatamente precedente le elezioni politiche del 1874.

Nella competizione elettorale del 1874 per la Camera dei Deputati, Reale si candidò nel Collegio di Siracusa in rappresentanza della Destra storica, ma venne sconfitto dall’esponente della Sinistra Luigi Greco Cassia, lo stesso che aveva già battuto Mario Landolina Interlandi.

Sindaco di Floridia

Il Portale storico della Camera dei Deputati attribuisce a Giuseppe Reale l’incarico di sindaco di Floridia in un periodo antecedente alla sua elezione a deputato. Nell’ordinamento comunale del Regno d’Italia, il sindaco veniva nominato con regio decreto tra i consiglieri comunali eletti a suffragio censitario. L’incarico consolidò il radicamento di Reale tra le élite agrarie del territorio e costituì la rampa di lancio per il successivo mandato nel capoluogo provinciale.

Sindaco di Siracusa (1879–1884)

Giuseppe Reale fu sindaco di Siracusa per un quinquennio ininterrotto, dal 1879 al 1884. Il suo mandato risulta particolarmente esteso in rapporto alla durata triennale allora prevista dalla legge comunale e provinciale del 1865 (legge Lanza), e richiese almeno un rinnovo fiduciario da parte del governo. Reale subentrò al secondo mandato di Giambattista Rizza (1877–1878) e fu seguito da Raffaele Lanza (1885–1889). Il suo sindacato si svolse sotto il regno di Umberto I e sotto i governi Cairoli, Depretis e, negli ultimi mesi, Agostino Depretis.

La sua qualifica è attestata dalla Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia n. 110 dell’11 maggio 1881, che lo registra come «Reale avv. cav. Giuseppe, sindaco di Siracusa», e dalla stessa opera archeologica di Cavallari e Holm del 1883, che ne riferisce come del «Cav. Reale, Sindaco di Siracusa».

La questione del Teatro Comunale

Il momento più controverso del mandato Reale fu il dibattito sul Teatro Comunale di Siracusa (oggi Teatro Massimo). L’opera, la cui prima pietra era stata posata il 14 marzo 1872 dal sindaco Alessandro Statella su progetto dell’ingegnere militare Antonio Breda, si trascinava da anni in difetti costruttivi, perizie contraddittorie e controversie giudiziarie. Nel 1880 il Consiglio Comunale aveva avviato un’azione giudiziaria contro la perizia dell’ingegnere Apostolo Zeno di Catania.

Nel 1883, sotto la sindacatura di Reale, la pratica venne riaperta con una nuova perizia e con ulteriori stanziamenti di spesa, decisione documentata nel fondo del Teatro Comunale conservato all’Archivio Damiani di Palermo (fondo 967, unità 15848). L’amministrazione Reale si schierò a favore del proseguimento dell’opera, contro le resistenze dei fautori del rigore di bilancio. Il Consiglio Comunale sarebbe stato sciolto d’autorità nel 1885, subito dopo la conclusione del mandato Reale, proprio per l’ingovernabilità legata al teatro. L’edificio sarà inaugurato soltanto il 15 maggio 1897 con il Faust di Gounod.

Opere pubbliche e trasformazione urbanistica

Il quinquennio 1879–1884 coincise con la smilitarizzazione della piazzaforte borbonica di Siracusa: la demolizione dei bastioni e la copertura dei canali interni a Ortigia liberarono suolo per l’espansione urbana fuori dall’isola. Nel 1880 due canali idrici furono prosciugati e ricolmati con il materiale di risulta delle ex-fortificazioni.

Tra le opere infrastrutturali promosse o completate durante il mandato Reale si segnalano:

  • Ferrovia Siracusa–Noto: l’appalto della tratta (30,7 km) fu deliberato nel 1883.
  • Ponte Mulinello sul torrente della Galera, lungo la provinciale Siracusa–Canicattini e in connessione con Floridia, paese natale di Reale: appaltato nel 1879 e terminato nel 1884, coincidendo perfettamente con il quinquennio del sindacato.

La strategia politica di Reale mirò al passaggio di Siracusa dal ruolo di piazzaforte militare ereditato dall’età spagnola e borbonica a quello di città borghese moderna, allineata agli standard urbanistici delle altre città del Regno.

Il rapporto con la stampa locale

Reale godette del sostegno militante di un settimanale politico, amministrativo e letterario siracusano stampato nella tipografia Norcia, con redazione in via Roma 1 e riconoscibile per l’emblema dell’aquila coronata volta a destra. Il periodico condusse tra il 1879 e il 1884 una campagna di stampa a favore dell’amministrazione, intervenendo in particolare sulla controversia del Teatro Comunale e pubblicando «saggi di etica civile» a difesa delle scelte contabili dell’esecutivo municipale. Le cronache dell’editoria siracusana dell’Ottocento documentano anche un coinvolgimento diretto di Reale e di Ferdinando Bordonali nella gestione di iniziative editoriali con uffici in via Roma 15.

La carriera parlamentare (1886–1900)

Giuseppe Reale fu eletto per la prima volta deputato del Regno d’Italia il 10 giugno 1886, nel Collegio di Siracusa. Mantenne il seggio per cinque legislature consecutive, fino al 17 maggio 1900, attraversando i governi di Agostino Depretis, Francesco Crispi, Antonio Starabba di Rudinì, Luigi Pelloux e Giuseppe Saracco.

Legislature

Il suo percorso parlamentare, come registrato dal Portale storico della Camera dei Deputati, è così articolato:

  • XVI legislatura: 10 giugno 1886 – 22 ottobre 1890
  • XVII legislatura: 10 dicembre 1890 – 27 settembre 1892
  • XVIII legislatura: 23 novembre 1892 – 8 maggio 1895
  • XIX legislatura: 10 giugno 1895 – 2 marzo 1897
  • XX legislatura: 5 aprile 1897 – 17 maggio 1900

Gli archivi della Camera registrano a suo nome otto interventi documentati in aula nel corso dei quindici anni di mandato, cifra coerente con l’archetipo del deputato notabiliare meridionale, la cui azione si esercitava principalmente nelle commissioni e presso i ministeri piuttosto che nell’oratoria parlamentare. Le materie trattate nei suoi interventi riguardano il bilancio dell’istruzione pubblica, i contratti per la costruzione di ponti e il bilancio delle poste e dei telegrafi, oltre al ruolo di commissario per le petizioni.

Risultati elettorali

Le elezioni politiche generali nel Collegio uninominale di Siracusa videro Reale costantemente vittorioso contro l’avversario Giovanni Francica Nava:

  • 6 novembre 1892: Reale 1.545 voti (57,43%); Francica Nava 1.145 voti (42,57%). Iscritti 4.323, votanti 3.133 (72,47%).
  • 26 maggio 1895: Reale 1.070 voti (52,25%); Francica Nava 896 voti (43,75%); Pompeo di Bellaprima 82 voti (4,00%).
  • 21 marzo 1897: Reale 740 voti (52,86%); Francica Nava 660 voti (47,14%).
  • 3 giugno 1900: Reale perse il seggio a favore di Francica Nava, che raccolse 1.719 voti (84,22%).

Il ritiro dalla competizione politica nazionale nel 1900 coincise con la fine dell’età liberale pre-giolittiana e con l’avvento, negli anni successivi, di un sistema politico basato sull’allargamento del suffragio.

Posizione politica

Nato politicamente nella Destra storica, Reale si collocò negli anni parlamentari nell’area ministeriale, sostenendo i governi di Crispi nella fase del trasformismo e nella repressione militare dei Fasci Siciliani del 1893–1894. Come deputato espressione della borghesia terriera provinciale, condivise l’orientamento conservatore di difesa dell’ordine pubblico e delle proprietà fondiarie prevalente tra i rappresentanti siciliani moderati del tempo.

Presidente del Consiglio provinciale di Siracusa

Parallelamente al mandato parlamentare, Giuseppe Reale ricoprì la carica di presidente del Consiglio provinciale di Siracusa in due periodi:

  • dal 1889 al 25 agosto 1890, succedendo a Girolamo Accolla e precedendo Raffaele Caruso;
  • dal 1893 al 6 agosto 1894, succedendo a Nicolò Bonincontro e precedendo Emilio Bufardeci.

Nel 1890, come ex-sindaco, Reale restò figura di riferimento politico della giunta crispina guidata da Alessandro Statella nel suo secondo mandato, che proseguì le procedure di attivazione del piano urbanistico di abbattimento dei fortilizi di Ortigia.

Palazzo Reale-Riscica

La residenza siracusana di Giuseppe Reale fu il Palazzo Reale-Riscica, posto al civico 16 dell’attuale via della Maestranza, nel cuore di Ortigia (nelle numerazioni civiche storiche il palazzo risulta ai numeri 108 e 93). L’edificio è una costruzione civile del XVIII secolo in stile Rococò siciliano e tardo barocco, inserito nel fronte nord di una delle vie più nobili della città, insieme a Palazzo Corvaja, Palazzo Dumontier, Palazzo Impellizzeri, Palazzo Bonanno e Palazzo Spagna.

Il prospetto è segnato da un portale monumentale incorniciato da bugne larghe. Sulla chiave di volta dell’arco di ingresso è scolpito in altorilievo uno stemma a scudo barocco di forma accartocciata. L’arma appartiene alla famiglia Signer (o Insigner), antica stirpe ispano-sicula fondatrice del palazzo, iscritta alla Mastra Nobile di Messina negli anni 1587, 1591, 1594 e 1597. Lo stemma si blasona «d’azzurro alla croce d’oro cantonata da quattro corone patriziali all’antica», sormontato da una corona patriziale.

L’acquisizione di una dimora di tale prestigio da parte di un esponente della borghesia floridiana segna il completamento dell’ascesa sociale di Giuseppe Reale nell’alta società aretusea.

Predio Reale e la scoperta archeologica

Giuseppe Reale era proprietario di un vasto fondo rurale in contrada Targia, a nord-ovest di Siracusa, denominato nelle sue pertinenze «villa di Agnetta» e noto agli archeologi come Predio Reale o Podere Reale. Il sito deve il nome proprio al sindaco.

Nel 1883, gli archeologi Francesco Saverio Cavallari e Adolf Holm condussero nei terreni di Reale una prima ricognizione funeraria documentata nell’opera Topografia archeologica di Siracusa (Palermo, Tipografia del Giornale Lo Statuto, 1883, p. 333), che riporta il seguente passaggio: «si prestò volentieri il proprietario dei terreni Cav. Reale, Sindaco di Siracusa, ed appena fattane richiesta ci permise di frugare i sepolcri menzionati presso la sua villa nominata di Agnetta».

Dal 17 al 19 giugno 1889, l’archeologo Paolo Orsi esplorò sistematicamente il Predio Reale pubblicando l’esito della campagna con il titolo «Necropoli del Podere Reale» nel Bullettino di Paletnologia Italiana, anno V (1889), pp. 212–217. La ricognizione individuò una ventina di tombe a grotticella artificiale dell’età del Bronzo antico, riconducibili alla facies Castellucciana (2200–1450 a.C.). Il Predio Reale è la prima necropoli castellucciana del Siracusano a essere stata oggetto di esplorazione sistematica e continua a figurare nella letteratura archeologica scientifica contemporanea come sito eponimo per lo studio dell’insediamento preistorico dell’area a nord-ovest di Siracusa.

Attività letteraria e culturale

La lapide commemorativa apposta sulla sua dimora definisce Giuseppe Reale cultore «della gentilezza delle lettere umane e della civil poesia», testimoniando una formazione umanistica e una produzione letteraria di impianto risorgimentale e patriottico, in linea con la tradizione della poesia civile italiana dell’Ottocento.

Nella biblioteca personale dello scrittore Giovanni Verga, conservata dalla Fondazione Verga di Catania, è catalogato un volume a stampa ascrivibile a Giuseppe Reale, pubblicato a Catania il 30 aprile 1905 dalla casa editrice N. Giannotta (brossurato di 44 pagine, formato 23 cm), recante una dedica autografa dell’Autore al Verga. Il ritrovamento attesta un rapporto diretto, verosimilmente epistolare o personale, tra Reale e il massimo rappresentante del Verismo italiano, a cinque anni dalla conclusione del suo ultimo mandato parlamentare.

Morte e memoria

Giuseppe Reale morì a Siracusa nel 1924, all’età di 87 anni, come attestato dalla data MCMXXIV incisa sulla lapide commemorativa posta sulla facciata della sua abitazione. La sua esistenza attraversò tre fasi della storia italiana: l’ultimo periodo del Regno delle Due Sicilie, l’intera parabola dello Stato liberale sabaudo e i primi anni del regime fascista.

Lapide commemorativa di via della Maestranza

Sulla facciata di Palazzo Reale-Riscica è murata una lapide in sua memoria. Il testo recita:

«In questa casa visse Giuseppe Reale, Sindaco e Deputato della sua Siracusa. Con l’occhio puro e l’animo intero, nella gentilezza delle lettere umane e della civil poesia, sentì la patria e l’amò in così dolce e pia spiritualità sì come in sua luce morì MCMXXIV».

Toponomastica

A Giuseppe Reale sono state dedicate due vie cittadine:

  • Via Giuseppe Reale a Siracusa, nel quartiere Tiche, che collega via Francica Nava e via Michele Bonanno a via Luigi Vinci, proseguendo fino a via Toscano. La rete toponomastica circostante raggruppa intenzionalmente i nomi dei sindaci e dei deputati siracusani dell’Ottocento.
  • Via Giuseppe Reale a Floridia, suo paese natale (CAP 96014).

Elenco dei sindaci di Siracusa nell’Ottocento

Di seguito l’elenco cronologico dei sindaci di Siracusa dall’Unità d’Italia all’inizio del Novecento, con in evidenza la collocazione del mandato di Giuseppe Reale. Per l’elenco completo e aggiornato si rinvia alla scheda Elenco dei sindaci di Siracusa.

MandatoSindaco
1860–1861Francesco De Benedictis
1862–1865Gaetano Adorno Zappalà
1866–1867Gaetano Moscuzza
1868–1869Giambattista Rizza (I mandato)
1870–1871Raffaele Pria
1872–1876Alessandro Statella (I mandato)
1877–1878Giambattista Rizza (II mandato)
1879–1884Giuseppe Reale
1885–1889Raffaele Lanza
1890–1894Alessandro Statella (II mandato)
1895–1896Mario Landolina Interlandi
1896–1897Michele Bonanno
1898–1905Luigi Vinci

Omonimi

Il nome Giuseppe Reale è comune a più figure storiche e contemporanee. In particolare non va confuso con:

  • Giuseppe Reale (Maratea, 12 giugno 1918 – 2010), politico della Democrazia Cristiana, deputato in diverse legislature della Repubblica Italiana e sindaco di Reggio Calabria nel 1993.
  • Ezechia Paolo Reale (Siracusa, 1960 – 2024), avvocato penalista, assessore regionale all’Agricoltura nel 2015 e candidato sindaco di Siracusa nelle elezioni del 2013 e del 2018.
  • Oreste Reale (Siracusa, 1927 – 2004), scrittore, drammaturgo e autore del saggio Risorgimento siracusano.
  • Don Giuseppe Reale, sacerdote floridiano documentato al 31 gennaio 1854 negli archivi parrocchiali di Floridia, verosimilmente appartenente al medesimo ceppo familiare del sindaco ma figura distinta.
  • Rosario Reale, poeta siciliano di primo Novecento, autore de La sagra delle Argonne (Caltagirone, F. Napoli) e di Poesie (Palermo, I Nuovi Romantici, 1913), catalogato nella biblioteca personale di Giovanni Verga.

Collegamenti esterni

Fonti

  • Adorno, Salvatore. Storie di Siracusa tra Ottocento e Novecento. Milano, Franco Angeli, 2022 (ISBN 9788835148241), sezione «I sindaci dall’Unità alle riforme crispine».
  • Adorno, Salvatore. Siracusa: identità e storia 1861–1915. Siracusa, Istituto di studi siracusani A. Lombardi, 1998.
  • Cavallari, Francesco Saverio; Holm, Adolf. Topografia archeologica di Siracusa. Palermo, Tipografia del Giornale Lo Statuto, 1883, p. 333.
  • Orsi, Paolo. «Necropoli del Podere Reale». Bullettino di Paletnologia Italiana, anno V, 1889, pp. 212–217.
  • Parlato, G. Siracusa dal 1830 al 1880. Catania, 1919.
  • Veca, C.; Barucco, D.; Libra, G. All’ombra delle Mura Dionigiane. Le necropoli castellucciane di Predio Reale e Canalicchio (Siracusa). Consulta online.
  • Formosa, Aldo. «Siracusa. Quella genesi sofferta del Teatro Comunale pomposamente “Massimo”». Libertà Sicilia, 7 dicembre 2018. Consulta online.
  • «Giuseppe Reale». Portale storico della Camera dei Deputati. Consulta online.
  • Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, n. 110, 11 maggio 1881. Consulta online.
  • Randazzo, Antonio. «Palazzo Reale-Riscica». Sezione Palazzi di pregio, antoniorandazzo.it. Consulta online.
  • Archivio Damiani di Palermo, fondo Teatro Comunale di Siracusa, unità 15848. Consulta online.
  • «Editoria a Siracusa nell’Ottocento. La stampa periodica». Academia.edu. Consulta online.

Scheda aggiunta da Alessandro Calabrò il 24 aprile 2026.

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