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| Identità del programma | |
| Nome ufficiale | Programma di Iniziativa Comunitaria URBAN, Siracusa/Ortigia |
|---|---|
| Sigla | PIC URBAN I |
| Tipo | Programma europeo di riqualificazione urbana integrata |
| Fondo europeo | FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) |
| Quadro normativo | Regolamento (CE) n. 2082/93 |
| Area di intervento | Isola di Ortigia, centro storico di Siracusa |
| Cronologia | |
| Pubblicazione bando | 1° luglio 1994 |
| Trasmissione candidatura | 20 settembre 1994 |
| Primo diniego | aprile 1996 |
| Approvazione definitiva | 12 dicembre 1996 |
| Periodo di attuazione | 1997, primi anni 2000 |
| Finanziamento | |
| Contributo FESR (UE) | ~44 miliardi di lire (≈ 22,7 milioni di €) |
| Ministero LL.PP. | 17,8 miliardi di lire |
| Cofinanziamento regionale | 8,5 miliardi di lire (ex fondi Gescal) |
| Totale investimenti pubblici | ~70 miliardi di lire |
| Investimenti privati attivati | oltre 25 miliardi di lire |
| Soggetti istituzionali | |
| Sindaco | Marco Fatuzzo (1994-1998) |
| Assessore per Ortigia | Roberto De Benedictis |
| Intermediario UE | Ludovico Fulci (ICE Bruxelles) |
| Coordinamento operativo | Ufficio Centro Storico (L.R. 34/1996) |
| Intervento simbolo | |
| Opera principale | Polo Servizi Turistici (ex Mercato Coperto) |
| Progettisti | Emanuele Fidone; Lamberto Rubino; Davide Patanè |
| Collaborazione scientifica | CNR (analisi materiali lapidei, 1997) |
| Identificativi esterni | |
| Wikidata | Q3406974 (programma URBAN) |
| Rete | Città Urban Italia (37 comuni) |
Il Programma URBAN Ortigia è il Programma di Iniziativa Comunitaria (PIC URBAN I) finanziato dall’Unione Europea per la riqualificazione dell’isola di Ortigia, centro storico di Siracusa. Approvato dalla Commissione europea il 12 dicembre 1996, è il primo intervento europeo strutturato sul patrimonio urbano siracusano, e ha mobilitato investimenti pubblici complessivi di circa 70 miliardi di lire, di cui circa 44 miliardi a carico del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, oltre a investimenti privati superiori a 25 miliardi.
Inserito nel programma pilota lanciato dalla Commissione europea nel 1994 per cofinanziare il risanamento di aree urbane degradate dei Paesi membri, URBAN Ortigia ha rappresentato per Siracusa lo strumento attraverso cui dare attuazione al Piano Particolareggiato di Ortigia di Giuseppe Pagnano, redatto nel 1985 e approvato dalla Regione Siciliana solo nel 1990, dopo decenni di stallo amministrativo. La candidatura fu costruita tra il 1993 e il 1994 grazie all’iniziativa del diplomatico siracusano Ludovico Fulci, allora direttore dell’Istituto Nazionale per il Commercio Estero a Bruxelles, e dell’ingegnere Roberto De Benedictis, assessore per Ortigia nell’amministrazione del sindaco Marco Fatuzzo.
Nei due decenni successivi all’attuazione del programma, l’isola ha registrato una crescita delle presenze turistiche del 47,4% e l’apertura di nuove attività ricettive, ristorative e culturali negli edifici recuperati. Allo stesso tempo, la riqualificazione ha innescato dinamiche di gentrificazione e ulteriore spopolamento residenziale che restano al centro del dibattito urbanistico siracusano contemporaneo.
Contesto storico
Ortigia tra spopolamento e degrado
Alla fine degli anni ottanta Ortigia era un’isola in progressivo abbandono. Negli anni settanta vi risiedevano circa 12.000 abitanti; il numero scese a 4.500-5.000 all’inizio degli anni 2000. Il fenomeno era strutturale: dagli anni sessanta lo sviluppo edilizio della città si era concentrato nella parte nord di Siracusa, Borgata, Tica, Akradina, e il polo industriale di Augusta-Melilli-Priolo aveva ulteriormente attratto popolazione lavorativa fuori dal centro storico. I residenti erano fuggiti verso abitazioni con riscaldamento autonomo, garage e ascensori che gli edifici storici non potevano offrire. Commerci e attività si erano spostati verso la terraferma.
Il quadro fu aggravato dal terremoto del 13 dicembre 1990, di magnitudo 5,68, con epicentro nella costa siracusana ionica e diciotto vittime complessive, dodici delle quali a Carlentini. Il sisma, durato circa 45 secondi alle ore 1:24 ora locale, provocò a Ortigia crolli e dichiarazioni di inagibilità diffusa, con sgomberi di abitazioni e chiese che accelerarono ulteriormente l’esodo. Puntelli di sostegno installati nei mesi successivi al sisma sono ancora oggi visibili in alcune vie dell’isola. Su scala provinciale furono dichiarati inagibili 6.830 edifici privati, 220 edifici pubblici e 54 scuole, per un totale di 7.104 strutture danneggiate. La Legge nazionale n. 433/1991 stanziò 4.000 miliardi di lire per la ricostruzione, finanziando 680 opere nella sola provincia di Siracusa.
Il quadro normativo regionale
Sul piano della pianificazione, la Legge Regionale siciliana n. 70 del 7 maggio 1976, «Tutela dei centri storici e norme speciali per il quartiere Ortigia di Siracusa e per il centro storico di Agrigento», aveva anticipato di due anni la legge nazionale n. 457/1978 sull’edilizia residenziale, qualificando i centri storici siciliani come «beni culturali, sociali ed economici da salvaguardare, conservare e recuperare mediante interventi di risanamento conservativo». La legge imponeva al Comune di Siracusa la redazione di un Piano Particolareggiato per Ortigia, finalizzato al «recupero sociale, culturale e funzionale dell’isola per assicurarne la rivitalizzazione economica nel rispetto degli abitanti».
Il Piano Particolareggiato fu redatto nel 1985 dall’urbanista Giuseppe Pagnano (Catania, 8 febbraio 1942, Catania, settembre 2017), all’epoca docente di Storia dell’Architettura Moderna alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Catania, ma fu approvato dall’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente solo nel 1990, con cinque anni di ritardo. Il piano è considerato «tra le migliori esperienze italiane del dopoguerra» nella pianificazione di aree storiche; Pagnano vi individuò la funzione universitaria come elemento strategico per il rilancio del quartiere. L’Archivio progetti della Scuola di Architettura di Siracusa è oggi a lui intitolato.
Le successive Leggi Regionali n. 25/1993 e n. 34/1996 introdussero contributi in conto capitale per gli interventi privati su facciate, parti comuni e immobili commerciali e artigianali, costruendo lo strumento finanziario che avrebbe poi sostenuto l’attuazione del programma URBAN.
URBAN nel quadro europeo
Il Programma URBAN I fu lanciato dalla Commissione europea il 1° luglio 1994 come iniziativa pilota del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), in attuazione del regolamento (CE) n. 2082/93. Su scala europea coinvolse 118 città in tredici Paesi membri, con un budget complessivo superiore ai 900 milioni di euro nell’arco 1994-1999. In Italia furono ammesse 16 città su 33 candidature presentate: oltre a Siracusa figuravano Trieste, Genova, Venezia, Roma, Napoli, Salerno, Foggia, Bari, Lecce, Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria, Palermo, Catania e Cagliari. Siracusa era l’unica città della Sicilia orientale e meridionale ammessa al programma.
I criteri di selezione privilegiavano aree con forte degrado sociale e fisico, elevata disoccupazione e significativo potenziale di sviluppo. Il caso di Ortigia, centro storico di valore eccezionale ma con caratteristiche di degrado sociale meno acute rispetto ad altre candidature europee, rese inizialmente difficile la selezione, e fu proprio questo il motivo del primo diniego della Commissione nell’aprile 1996.
La candidatura di Siracusa
La candidatura di Siracusa fu costruita tra il 1993 e il 1994 per iniziativa di Ludovico Fulci, siracusano d’origini (la nonna materna era nativa della città) e direttore dell’Istituto Nazionale per il Commercio Estero a Bruxelles. Informato in anticipo dell’imminente avvio del programma europeo, Fulci prese contatto con il Comune di Siracusa attraverso l’assessore Sorbello, avviando i contatti preliminari.
Le elezioni amministrative del 12 giugno 1994, le prime in cui i siracusani eleggevano il sindaco direttamente in applicazione della Legge n. 81/1993, videro andare al ballottaggio Marco Fatuzzo, professore e dirigente scolastico, contro il notaio Sergio Immè. Fatuzzo prevalse al secondo turno, divenendo il primo sindaco di Siracusa eletto direttamente dai cittadini. Insediatosi il 6 luglio 1994, affidò la delega per il centro storico all’ingegnere Roberto De Benedictis, che sarebbe diventato il principale artefice della candidatura.
Il 1° luglio 1994 la Commissione europea pubblicò il bando URBAN. L’8 e il 9 agosto De Benedictis si recò a Bruxelles per i colloqui con i funzionari europei. Il 20 settembre 1994 il progetto fu trasmesso ufficialmente alla Commissione, con una proposta incentrata sul recupero integrato di Ortigia attraverso interventi pubblici e privati coordinati.
Nell’aprile 1996 giunse una prima risposta negativa: la Commissione aveva scartato il progetto siracusano a favore di candidature con maggiori indicatori di disagio sociale. Fulci non si arrese: con l’aiuto di una funzionaria della Commissione che aveva definito la candidatura «bellissima», riuscì a portare il caso all’attenzione dei rappresentanti permanenti di Germania e Italia presso l’Unione Europea. Il 12 dicembre 1996 la Commissione approvò definitivamente l’ammissione di Siracusa al programma URBAN.
Soggetti istituzionali
Marco Fatuzzo
Marco Fatuzzo (Siracusa, 18 maggio 1945, Catania, 31 ottobre 2025) fu il primo sindaco di Siracusa eletto direttamente dai cittadini. Laureato in Fisica molecolare all’Università di Catania, fu per quasi vent’anni preside dell’Istituto Tecnico Rizza (poi Rizza-Insolera). Insediatosi il 6 luglio 1994 e in carica fino all’8 giugno 1998, la sua amministrazione promosse l’istituzione dell’Ufficio Centro Storico, accolse Papa Giovanni Paolo II in occasione della dedicazione del Santuario della Madonna delle Lacrime (5-6 novembre 1994) e avviò la digitalizzazione dei processi amministrativi comunali. Dopo il mandato fu vicepresidente della Provincia di Siracusa dal 1° luglio 1998 all’11 marzo 2002, sotto la presidenza di Bruno Marziano.
Roberto De Benedictis
Roberto De Benedictis (Siracusa, 22 settembre 1958), ingegnere, fu l’assessore per Ortigia nell’amministrazione Fatuzzo. Redasse il progetto di candidatura, si recò personalmente a Bruxelles nell’agosto 1994 per trattare con la Commissione e firmò, nell’aprile 1998, il Codice di Pratica Professionale per il restauro delle fronti esterne degli edifici di Ortigia come assessore in carica. Successivamente è stato eletto per tre legislature all’Assemblea Regionale Siciliana, dapprima nelle file dei Democratici di Sinistra e poi del Partito Democratico.
Ludovico Fulci
Direttore dell’Istituto Nazionale per il Commercio Estero a Bruxelles negli anni novanta e siracusano d’origini, Fulci fungì da intermediario privilegiato presso le istituzioni europee. Il suo intervento si rivelò decisivo nel superare il primo diniego della Commissione nell’aprile 1996. Senza la sua azione presso i rappresentanti permanenti di Germania e Italia presso l’Unione Europea, il progetto siracusano non avrebbe avuto una seconda opportunità.
Il quadro finanziario
Il programma fu strutturato attorno a tre fonti principali di finanziamento pubblico, integrate dagli investimenti privati che la riqualificazione avrebbe stimolato.
| Fonte di finanziamento | Importo |
|---|---|
| Programma URBAN, FESR (Unione Europea) | ~44 miliardi di lire (~22,7 milioni di €) |
| Programma di Riqualificazione Urbana (Ministero LL.PP.) | 17,8 miliardi di lire |
| Cofinanziamento regionale (ex fondi Gescal, edilizia residenziale pubblica) | 8,5 miliardi di lire |
| Totale investimenti pubblici programmati | ~70 miliardi di lire |
| Investimenti privati attivati | oltre 25 miliardi di lire |
I dati provengono dal documento firmato da De Benedictis nell’aprile 1998 come assessore per Ortigia. Gli investimenti privati, che triplicarono la media annua degli interventi edilizi privati nei tre anni successivi all’approvazione, non erano previsti originariamente nel programma ma furono la misura più significativa del suo effetto moltiplicatore. A queste risorse si aggiunsero fondi del Ministero dell’Ambiente per il completamento della rete fognaria di Ortigia, non quantificati separatamente nel quadro programmatico.
Gli strumenti operativi
L’Ufficio Centro Storico
La Legge Regionale siciliana n. 34 del 21 maggio 1996, approvata in concomitanza con l’avvio della candidatura URBAN, istituì formalmente l’Ufficio Centro Storico del Comune di Siracusa, con sede nel Palazzo Midiri-Cardona in via Logoteta. L’Ufficio divenne il punto di coordinamento di tutti gli interventi pubblici e privati sull’isola: istruzione delle pratiche edilizie, erogazione dei contributi regionali, supervisione dei lavori, rapporti con i progettisti. La sua istituzione fu decisiva per dare attuazione concreta al programma e per superare la frammentazione amministrativa che aveva paralizzato Ortigia nei decenni precedenti.
Il Codice di Pratica Professionale
Nel 1996 l’assessore De Benedictis commissionò il Codice di Pratica Professionale per il restauro delle fronti esterne degli edifici di Ortigia, elaborato in accordo con l’Associazione degli Industriali di Siracusa e la Sezione Costruttori Edili. Il documento, firmato e diffuso nell’aprile 1998, stabilì regole precise sui materiali, le tecniche e le modalità d’intervento ammesse sulle facciate del centro storico, evitando il rischio di restauri impropri o contraffazioni stilistiche. Nel settembre 1997 fu siglato un accordo con il Consiglio Nazionale delle Ricerche per le analisi scientifiche sui materiali lapidei degli edifici storici, fornendo una base scientifica alle scelte di restauro. Le analisi riguardarono principalmente la pietra calcarea locale e le malte storiche.
Gli interventi realizzati
Il Polo Servizi Turistici (ex Mercato Coperto)

L’intervento principale del programma è il recupero dell’ex Mercato Coperto, edificio di fine Ottocento situato all’ingresso dell’isola di Ortigia, adiacente all’area archeologica del Tempio di Apollo. La struttura, abbandonata e in stato di degrado dopo decenni di disuso, fu trasformata nel Polo Servizi Turistici su progetto degli architetti Emanuele Fidone, Lamberto Rubino e Davide Patanè.
Il progetto conservò l’impianto originario dell’edificio, caratterizzato dalla lunga copertura metallica ottocentesca, integrandovi un piano seminterrato con criptoportico e una corte centrale di 23×16 metri a cielo aperto. Al piano superiore trovarono posto sale espositive, sale conferenze, spazi per la ristorazione e servizi turistici. Il recupero si concluse intorno al 2000 e l’edificio è oggi uno degli spazi polivalenti principali di Ortigia, gestito dal Comune di Siracusa.
Palazzo Midiri-Cardona
Il recupero del Palazzo Midiri-Cardona in via Logoteta fu uno degli interventi pubblici a maggiore impatto operativo. Destinato a sede dell’Ufficio Centro Storico istituito dalla L.R. 34/1996, il palazzo divenne il punto di riferimento per i privati che intendevano intervenire sul patrimonio edilizio dell’isola: erogava i contributi, istruiva le pratiche, supervisionava i lavori, manteneva i rapporti con i progettisti.
Spazi pubblici
Il programma finanziò la riqualificazione di diversi spazi pubblici nel cuore di Ortigia: Largo Aretusa e la Villetta Aretusa (presso la Fonte), il Belvedere della Turba, il Piazzale di Porta Marina. Gli interventi comprendevano nuova pavimentazione in pietra locale, illuminazione pubblica, arredo urbano, e in alcuni casi opere di consolidamento delle strutture preesistenti.
Infrastrutture
Il completamento della rete fognaria di Ortigia, cofinanziato con fondi del Ministero dell’Ambiente, fu un intervento infrastrutturale imprescindibile per qualsiasi successivo recupero abitativo e commerciale. L’inadeguatezza della rete fognaria era uno dei principali fattori di degrado igienico dell’isola e uno degli ostacoli alla valorizzazione turistica.
Edilizia privata
Sul fronte privato, tra il 1990 e il 2002 il Comune rilasciò circa 900 autorizzazioni e concessioni edilizie. Su oltre 2.000 domande presentate, furono finanziati con contributi in conto capitale poco più di 300 interventi: lavori su facciate, parti comuni e immobili destinati ad attività commerciali e artigianali, erogati attraverso le leggi regionali 70/1976, 25/1993 e 34/1996. La triplicazione della media annua degli interventi edilizi privati nei tre anni successivi all’approvazione del programma fu uno degli effetti moltiplicatori più significativi.
URBAN II e i programmi successivi
Siracusa e URBAN II
Siracusa non fu ammessa al successivo PIC URBAN II (2000-2006). La nuova edizione del programma, dotata di 730 milioni di euro FESR per 70 aree europee beneficiarie, selezionò in Italia dieci città per un’attribuzione comunitaria complessiva di 114,8 milioni di euro: Torino (Mirafiori Nord, 10,7 milioni), Milano, Genova, Carrara, Pescara, Caserta, Taranto, Mola di Bari, Crotone (15 milioni) e Misterbianco. La candidatura siracusana, costruita sul modello del primo URBAN, non fu confermata in fase di selezione.
URBACT II e III
Siracusa ha tuttavia partecipato ai programmi URBACT II e III, l’iniziativa europea per lo scambio di buone pratiche tra città in materia di sviluppo urbano sostenibile. Tra i progetti documentati figurano il Pilot Transfer Network “ACTive NGOs”, dedicato al trasferimento del modello “NGO House” di Riga (con partner a Santa Pola in Spagna, Dubrovnik in Croazia, Brighton nel Regno Unito ed Espoo in Finlandia), e il progetto GeniUS. Il primo ha portato a Siracusa, dopo undici incontri di co-progettazione svoltisi nell’arco di oltre un anno, alla nascita della Casa delle Associazioni e del Volontariato. Siracusa è uno dei 43 comuni italiani coinvolti in URBACT II.
Confronto con altri URBAN nel Mezzogiorno
Nei programmi URBAN I e II, otto città del Mezzogiorno italiano hanno avuto accesso ai finanziamenti FESR.
| Città | Edizione | Area di intervento | Importo UE (riferimenti) |
|---|---|---|---|
| Siracusa | URBAN I (1996) | Ortigia | ~22,7 milioni di € (44 mld lire) |
| Lecce | URBAN I | Centro storico | ~20 milioni di € (stima) |
| Napoli | URBAN I | Quartieri portuali e centrali | non specificato |
| Bari | URBAN I | Bari Vecchia | non specificato |
| Palermo | URBAN I | Centro storico | non specificato |
| Catania | URBAN I | Centro storico | non specificato |
| Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria | URBAN I | Centri urbani | non specificato |
| Taranto, Mola di Bari | URBAN II | Quartieri urbani | quota su 114,8 mln € (Italia) |
| Crotone | URBAN II | Centro urbano | 15 milioni di € |
| Caserta | URBAN II | Centro urbano | non specificato |
Il caso siracusano si distingue per la combinazione di centro storico di valore patrimoniale eccezionale (Patrimonio UNESCO dal 2005, ma non ancora al momento dell’approvazione del programma) e dimensioni relativamente contenute dell’area di intervento, che hanno consentito una concentrazione di risorse particolarmente intensa per superficie.
Risultati ed eredità
Trasformazione turistica ed economica
L’integrazione tra il Programma di Riqualificazione Urbana ministeriale, il Progetto europeo URBAN e il decentramento amministrativo nell’Ufficio Centro Storico costituì il quadro operativo dell’intervento di riqualificazione di Ortigia. Sul piano turistico ed economico, le presenze sono cresciute del 47,4% nel decennio 2010-2020, superando 1,2 milioni di pernottamenti nel 2024, con il 58% di turisti stranieri. Negli edifici recuperati hanno aperto strutture ricettive, esercizi di ristorazione, gallerie d’arte, attività di design e artigianato.
La rete delle Città Urban Italia
Siracusa fa parte della Rete Città Urban Italia, l’associazione costituita nel 2003 che riunisce 37 dei 42 Comuni italiani che hanno partecipato ai programmi URBAN I e URBAN II. La rete, con quota associativa annua di 2.500 euro per Comune, ha l’obiettivo di valorizzare le esperienze maturate, promuovere lo scambio di buone pratiche nella riqualificazione urbana e mantenere un’interlocuzione comune con le istituzioni europee e nazionali.
Critiche e dibattito
Gentrificazione e spopolamento
La trasformazione di Ortigia ha innescato un processo di gentrificazione documentato dai principali centri di ricerca economica italiani. I ceti popolari storici dell’isola, artigiani, pescatori, piccoli commercianti, sono stati progressivamente espulsi per l’aumento dei canoni d’affitto e dei prezzi di vendita degli immobili. La popolazione residente, nonostante la riqualificazione, ha continuato a diminuire: 4.500-5.000 abitanti a inizio anni 2000, 3.889 abitanti nel 2025 secondo i dati anagrafici comunali. Il calo cumulato rispetto agli anni settanta è di circa due terzi.
Il Rapporto Svimez 2025 documenta per Siracusa 28,2 strutture extralberghiere ogni 1.000 abitanti, più del doppio rispetto a Palermo e Catania, e una quota dell’85,8% di interi appartamenti sugli annunci Airbnb cittadini, con conseguente sottrazione di abitazioni dal mercato residenziale. Le presenze turistiche per residente sono pari a 8,5 (rispetto a una media del 9,6 nel Centro-Nord). Sul fronte commerciale, i bar di Ortigia hanno registrato un calo del 40% nel decennio successivo, mentre gli esercizi commerciali siracusani complessivi sono diminuiti di un quarto in tredici anni.
Il dibattito attuale
Il dibattito sulla sostenibilità del modello di valorizzazione si è intensificato negli anni venti. Nel 2024 è nato il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente, che riunisce oltre 500 cittadini, professionisti, docenti universitari, operatori economici, sotto la portavoce di Davide Biondini. Il comitato ha depositato presso il Segretario Generale del Comune di Siracusa un dossier di 28 pagine su Piano Sosta, Zona a Traffico Limitato e Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), criticando le scelte amministrative come «calate dall’alto senza consultazione dei cittadini» e proponendo un modello di «turismo di qualità diffusa» alternativo all’espansione del turismo di massa. Il comitato è stato ospitato anche da trasmissioni nazionali RAI e Mediaset sul tema dell’overtourism.
Voci correlate
- Piano Particolareggiato di Ortigia
- G124 Mazzarona
- Tempio di Apollo
- Lungomare Alfeo
- Elenco dei sindaci di Siracusa
- Piazza Duomo di Siracusa
Note e bibliografia
Fonti primarie
- Roberto De Benedictis (aprile 1998). Codice di Pratica Professionale per il restauro delle fronti esterne degli edifici di Ortigia. Comune di Siracusa, Assessorato per Ortigia.
- Comissione Europea, DG Industry. Programma di Iniziativa Comunitaria URBAN I, Regolamento (CE) n. 2082/93.
- Legge Regionale Siciliana n. 70 del 7 maggio 1976.
- Legge Regionale Siciliana n. 25/1993 e n. 34 del 21 maggio 1996.
- Legge nazionale n. 433/1991 (ricostruzione post-terremoto).
- Comune di Siracusa, Relazione del Piano Particolareggiato di Ortigia, 2024.
Bibliografia secondaria
- The Sustainability of Urban Heritage Preservation: The Case of Siracusa, Italy. Banca Interamericana di Sviluppo (IADB).
- Giuffrè, A. Sicurezza e conservazione dei centri storici. Il caso Ortigia. Aedes.
- Rapporto Svimez 2025; Confcommercio; Istituto Tagliacarne (dati su turismo, commercio e residenza).
Collegamenti esterni
- Ludovico Fulci, «Ortigia e l’Europa», SiracusaCulture (19 aprile 2021), testimonianza diretta.
- Polo Servizi Turistici, ex Mercato Coperto di Ortigia, Archilovers, scheda architettonica.
- CORDIS, PIC URBAN 1994-1999, Commissione Europea.
- URBACT, Progetto ACTive NGOs a Siracusa.
- Rete Città Urban Italia, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
- Profilo di Roberto De Benedictis, Assemblea Regionale Siciliana.
- Giuseppe Pagnano (1942-2017), SDS Architettura, Università di Catania.
- Marco Fatuzzo su Wikipedia.
