Edicola votiva della Madonna delle Grazie (Via Salomone, Ortigia)

Edicola della Madonna delle Grazie nel rione Maniace, restaurata nel 1924 con l’indulgenza dell’arcivescovo Carabelli.
Aggiornato in data 2 Giugno 2026 da Alessandro Calabrò
Edicola votivaEdicola della Madonna delle Grazie (Via Salomone)
Edicola votiva a muro con timpano triangolare, nicchia ad arco chiusa da grata romboidale e lapide marmorea sottostante.

L’edicola nel vicolo dietro la Chiesa dello Spirito Santo. Foto di Alessandro Calabrò, 2026.
Dati generali
TipologiaEdicola votiva a muro
DedicazioneMadonna delle Grazie
LocalitàOrtigia, Siracusa
QuartiereCastello (area Maniace)
IndirizzoVia Salomone, n. 36 (secondo Romano, 1991)
Caratteristiche
StrutturaNicchia con frontone triangolare e grata in ferro
ImmagineStatua della Madonna coronata col Bambino
Misure90 × 120 cm
Cronologia
OrigineAnteriore al 1924
Restauro15 agosto 1924

L’edicola votiva della Madonna delle Grazie è una cona devozionale a muro situata in Via Salomone, nel rione Castello — l’estremità meridionale dell’isola di Ortigia detta anche area Maniace — a Siracusa. Si apre sulla facciata di una casa lungo il vicolo che corre alle spalle della Chiesa dello Spirito Santo, a pochi passi dal Castello Maniace. È costituita da una nicchia incassata nel muro, con frontone triangolare e una grata in ferro che protegge una piccola statua della Madonna; sotto la nicchia, una lapide marmorea ricorda il restauro del 1924 e la concessione di un’indulgenza. Il censimento di riferimento delle edicole siracusane, quello di Michele Romano (1991), la registra come scheda n. 25, dedicata alla Madonna delle Grazie e ubicata in Via Salomone al civico 36.

Descrizione

Nicchia ad arco con grata metallica a maglie romboidali e, all'interno, l'immagine mariana oggi molto degradata.

La nicchia con la grata in ferro; l’immagine all’interno è oggi quasi illeggibile. Foto di Alessandro Calabrò, 2026.

L’edicola è una nicchia ricavata direttamente nella parete dell’edificio. Secondo la descrizione di Romano, la sua decorazione, modesta, mette in risalto la notevole profondità del vano, in origine affrescato di azzurro. All’esterno, una mensola appena accennata sorregge due volumi rettangolari su cui poggiano semplici piedritti; questi reggono un architrave sormontato da un frontone triangolare, che dà all’insieme la forma di una piccola edicola architettonica in pietra calcarea. Uno sportello in ferro battuto, un tempo dipinto di bianco — la grata a maglie romboidali ancora in opera — proteggeva la statua. L’edicola misura circa 90 × 120 centimetri.

La statua oggi visibile è una piccola immagine della Madonna coronata con il Bambino in braccio; quella originale, sempre secondo Romano, è stata trafugata. Al momento del censimento del 1991 la cona era in stato di abbandono, dopo un restauro che aveva ricoperto la nicchia di intonaco bianco, già allora quasi del tutto perduto. Nelle fotografie più recenti l’immagine all’interno della grata risulta fortemente degradata e di lettura difficile, mentre la facciata della casa appare nel frattempo restaurata.

La lapide e l’indulgenza

Lapide marmorea incisa: I fedeli restaurarono il 15 agosto 1924, S.E. Mons. G. Carabelli arcivescovo concede 100 giorni d'indulgenza a chi passando recita una Ave Maria.

La lapide del restauro del 1924 con la concessione d’indulgenza dell’arcivescovo Carabelli. Foto di Alessandro Calabrò, 2026.

Sotto la nicchia è murata una targa di marmo con l’iscrizione:

I FEDELI RESTAURARONO IL 15 AGOSTO 1924 — S.E. MONS. G. CARABELLI ARCIVESCOVO CONCEDE 100 GIORNI D’INDULGENZA A CHI PASSANDO RECITA UNA «AVE MARIA».

Il prelato citato è Giacomo Carabelli (Carnago, 1886 – Siracusa, 1932), arcivescovo metropolita di Siracusa dal 1921 fino alla morte: la lapide, datata 15 agosto 1924, è dunque pienamente coerente con il suo episcopato. La scelta del 15 agosto, festa dell’Assunta, è quanto di più appropriato per il restauro di un’edicola mariana.

La concessione di «100 giorni d’indulgenza» va letta nella disciplina della Chiesa anteriore al 1967. Le indulgenze parziali venivano allora misurate in giorni, quarantene o anni: quella misura non indicava un computo di tempo sottratto al Purgatorio, ma faceva riferimento alle antiche penitenze canoniche, cioè alla pena che nei primi secoli sarebbe stata richiesta con cento giorni di penitenza pubblica. Concedere pochi giorni o mesi d’indulgenza parziale nel proprio territorio rientrava nelle facoltà ordinarie di un vescovo, mentre le indulgenze plenarie restavano riservate al Papa. Con la costituzione apostolica Indulgentiarum Doctrina di Paolo VI (1967) la determinazione «a giorni e ad anni» fu abolita: la lapide di Via Salomone fotografa quindi una prassi devozionale ormai storica. Concedere un’indulgenza a chi recitava un’Ave Maria passando davanti a un’immagine sacra era del resto una consuetudine radicata a Siracusa ben prima di Carabelli: in Piazza Generale Cascino, sotto un’altra edicola, una lapide del 1809 concedeva quaranta giorni d’indulgenza per la stessa preghiera.

Dedicazione e iconografia

«Madonna delle Grazie» è un titolo devozionale, non uno schema iconografico: rimanda alla maternità di Maria e alle grazie che si ottengono per la sua intercessione, ed è uno dei titoli mariani più diffusi nella pietà popolare del Mezzogiorno e della Sicilia, spesso con valore protettivo verso il quartiere. A Ortigia la devozione è particolarmente legata al quartiere della Graziella, il rione dei pescatori, che da questo culto prende il nome. La piccola statua coronata con il Bambino corrisponde al tipo mariano più comune e generico, compatibile con tale titolo.

Un repertorio amatoriale online indica invece l’immagine, in via dubitativa, come «Madonna Odigitria». L’Odigitria (in greco «colei che indica la via») è però uno schema iconografico bizantino preciso, in cui la Vergine regge il Bambino su un braccio e con l’altra mano lo indica, mentre il Bimbo benedice e tiene un rotolo; una semplice Madonna coronata col Bambino non presenta questi caratteri. L’attribuzione «delle Grazie», fondata sul censimento di Romano e coerente con il contesto, resta perciò la più solida; l’ipotesi dell’Odigitria, peraltro indebolita dal fatto che la statua originale è andata perduta, va considerata secondaria.

Collocazione e contesto

Facciata di una casa lungo un vicolo di Ortigia con l'edicola votiva incassata nel muro fra le finestre.

La facciata su cui si apre l’edicola, nel vicolo del rione Maniace. Foto di Alessandro Calabrò, 2026.

L’edicola sorge nel cuore monumentale dell’estremità sud di Ortigia, il rione Castello, dominato dal Castello Maniace fatto costruire da Federico II tra il 1232 e il 1240 e intitolato al generale bizantino Giorgio Maniace, che aveva strappato la città agli arabi nel 1038. È un tessuto di vicoli stretti vicino al mare; sulla stessa Via Salomone affacciano edifici storici come Palazzo Salomone e Palazzo Lanza. L’origine del nome della via non è documentata nelle fonti consultate. Punto di riferimento immediato è la Chiesa dello Spirito Santo, riedificata dal 1727 su progetto di Pompeo Picherali e sede dell’omonima confraternita, istituita nel 1652.

La cona si inserisce nel ricco patrimonio di edicole votive di Ortigia. Queste piccole nicchie sacre, quasi sempre realizzate da privati per devozione o come ex voto, fiorirono soprattutto dopo il terremoto del 1693, e molte recano lapidi che ricordano calamità — terremoti ed epidemie — come richiesta di protezione o ringraziamento. Erano il fulcro della devozione del vicinato: davanti ad esse si recitava il rosario, vi si accendeva la lampada votiva, e costituivano spesso la tappa di percorsi processionali addobbati di fiori. I quartieri che ne conservano il maggior numero sono la Graziella e la Giudecca.

Accessibilità

Accessibilità motoria

L’edicola è sulla facciata e si osserva liberamente dalla pubblica via, senza dover accedere ad alcuno spazio chiuso. Il vicolo è però stretto e lastricato con basole irregolari, privo di marciapiede; chi ha mobilità ridotta può comunque avvicinarsi e osservarla dalla strada.

Accessibilità visiva

L’immagine, oltre a essere posta in alto e dietro la grata, è oggi fortemente degradata e di lettura difficile anche per chi vede bene. Non esistono riproduzioni tattili, pannelli descrittivi, didascalie in braille o audioguide che ne raccontino il soggetto e la storia.

Accessibilità uditiva

Il monumento non prevede alcun contenuto sonoro; una sua eventuale spiegazione è affidata a materiali testuali, al momento del tutto assenti sul posto.

Accessibilità cognitiva

Manca qualsiasi cartello o supporto in lettura facilitata che illustri che cosa sia l’edicola, a chi sia dedicata e che cosa significhi la lapide: senza una guida, il senso del manufatto resta poco comprensibile a chi non conosce il contesto.

Suggerimenti

Un piccolo pannello informativo — anche solo un QR con testo in lettura facilitata, descrizione audio e una ricostruzione dell’immagine originaria — renderebbe leggibile a tutti un’edicola che oggi, per degrado e collocazione, racconta ben poco di sé.

Fonti

  • Romano, Michele. Le edicole votive di Siracusa. Siracusa, Emanuele Romeo Editore, 1991, scheda n. 25 (fonte principale: dedicazione, ubicazione, descrizione, statua trafugata, misure, stato di conservazione).
  • Lapide marmorea in situ sull’edicola (fonte primaria; trascrizione diretta).
  • «Giacomo Carabelli». Wikipedia, l’enciclopedia libera. Consulta online.
  • «Archbishop Giacomo Carabelli». Catholic-Hierarchy. Consulta online.
  • Paolo VI. Indulgentiarum Doctrina (costituzione apostolica, 1967). Consulta online; voce «Indulgenza», Enciclopedia Italiana Treccani. Consulta online.
  • «Madonna delle Grazie» e «Odigitria». Wikipedia, l’enciclopedia libera. Madonna delle Grazie; Odigitria.
  • «Chiesa dello Spirito Santo (Siracusa)». Wikipedia. Consulta online.
  • «La Graziella e il quartiere dei pescatori». Siracusa-Pantalica patrimonio UNESCO. Consulta online.

Scheda aggiunta da Alessandro Calabrò il 31 maggio 2026.

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Tabella dei Contenuti

Indirizzo
Via Salomone, n. 36 (rione Castello / area Maniace), Ortigia – Siracusa, nel vicolo alle spalle della Chiesa dello Spirito Santo.
Quartiere / Zona
Ortigia – rione Castello (area Maniace)
Epoca / Secolo
Anteriore al 1924; restauro del 15 agosto 1924 (XX sec.).
Accessibilità
🦽 Motoria – Visibile dalla pubblica via senza accessi; vicolo stretto con basole irregolari.
👁️ Visiva – Immagine degradata, in alto e dietro grata; nessun supporto tattile o audioguida.
👂 Uditiva – Nessun contenuto sonoro né pannello testuale.
🧠 Cognitiva – Nessun cartello esplicativo o versione in lettura facilitata.
Orari o note pratiche

Edicola osservabile liberamente dalla pubblica via, in qualsiasi momento, sulla facciata di una casa lungo Via Salomone (rione Maniace), nel vicolo alle spalle della Chiesa dello Spirito Santo.